Paura a Liverpool durante la parate per il titolo dei Reds di Arne Slot: un’auto è piombata sulla folla seminando il panico e ha investito diversi tifosi provocando decine di feriti. Su Water Street, una delle strade del centro della città, sono accorse immediatamente ambulanze e volanti della polizia: arrestato il conducente della vettura.
La festa per la vittoria della Premier League dei Reds si trasforma in tragedia per le strade di Liverpool. Infatti un’auto è piombata a tutta velocità sulla folla lungo Water Street, una delle vie principali del centro città, e ha falciato decine di tifosi che erano sui marciapiedi dopo il passaggio della parata con i bus scoperti con i giocatori dei Reds di Arne Slot. L’uomo, un 53enne bianco britannico, è stato poi arrestato dopo aver seminato il panico al volante di una station wagon scura.
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google POST AMMINISTRATIVO. Una nuova angolazione del presunto attacco terroristico contro la folla in festa a Liverpool mostra l’auto che impatta sui pedoni. Da questa prospettiva sembra tutto molto intenzionale. Preghiere per le vittime.
Sul posto sono arrivate immediatamente ambulanze e le volanti della polizia per prestare soccorso e arrestare l’uomo. “Chiediamo alle persone di non speculare su quello che è successo a Water Street, nel centro di Liverpool. Possiamo confermare di aver arrestato un 53enne uomo bianco, britannico, originario della zona di Liverpool. Un’inchiesta approfondita è in corso per capire cosa è successo“, si legge in un comunicato diffuso dalla polizia della città.
L’incidente è avvenuto intorno alle 18 locali, le 19 in Italia, non lontano dalla statua dei Beatles e dal municipio: sulla zona è anche arrivato un elicottero-ambulanza per fornire aiuto alle persone nelle peggiori condizioni. Tragiche le immagini di alcuni video diffusi sui social in cui si vede la macchina andare a zig zag mirando le persone presenti sui marciapiedi con il chiaro intento di colpirle, mentre altre persone si vedono addirittura finire sul parabrezza e sul cofano.
Il Premier Starmer e i testimoni – Scene agghiaccianti come dicono alcuni testimoni al Times: “Stavamo camminando e abbiamo visto una macchina vicino ai van della polizia che suonava il clacson. La gente si stava lentamente spostando, ma quello ha premuto l’acceleratore ed è partito. La gente ha provato ad inseguirlo e dopo circa tre minuti è arrivata anche la polizia“.
🗣️ Merseyside Police statement on Liverpool incident:
"We would ask people not to speculate on the circumstances surrounding tonight’s incident on Water Street in Liverpool city centre. We can confirm the man arrested is a 53-year-old white British man from the Liverpool area." pic.twitter.com/OdJ0qcKGnW
— Football Tweet ⚽ (@Football__Tweet) May 26, 2025
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google Dichiarazione della polizia del Merseyside sull’incidente di Liverpool: “Chiediamo alla gente di non fare congetture sulle circostanze dell’incidente di stasera in Water Street, nel centro di Liverpool. Possiamo confermare che l’uomo arrestato è un britannico bianco di 53 anni, originario della zona di Liverpool.”
“Ho visto un uomo sul tetto della macchina, e poi tante persone che si sono lanciate all’inseguimento per cercare di fermarla. Noi l’abbiamo vista venire all’improvviso contro di noi: io e la mia amica siamo riuscite a spostarci giusto in tempo prima che ci colpisse“, un’altra testimone a Sky News. Dell’incidente è stato immediatamente informato il Primo Ministro Keir Starmer che ha rilasciato una dichiarazione ufficiale: “Le scene a Liverpool sono agghiaccianti. I miei pensieri sono con tutte le persone coinvolte. Ringrazio la polizia e i servizi di emergenza per il lavoro che stanno facendo. Sono aggiornato su quello che sta succedendo e i miei pensieri sono con tutte le persone coinvolte. Dobbiamo lasciare alla polizia il tempo per investigare“.
Il messaggio del Liverpool – Comunicato ufficiale del Liverpool: “Siamo in contatto diretto con la Polizia del Merseyside in merito all’incidente avvenuto in Water Street, avvenuto verso la fine della sfilata dei trofei di questa sera. I nostri pensieri e le nostre preghiere sono rivolti a coloro che sono stati colpiti da questo grave incidente. Continueremo a offrire il nostro pieno supporto ai servizi di emergenza e alle autorità locali che stanno affrontando l’incidente“.
We are in direct contact with Merseyside Police regarding the incident on Water Street which happened towards the end of the trophy parade earlier this evening.
Our thoughts and prayers are with those who have been affected by this serious incident.
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google Siamo in contatto diretto con la polizia del Merseyside in merito all’incidente avvenuto in Water Street verso la fine della sfilata dei trofei di questa sera. I nostri pensieri e le nostre preghiere sono rivolti a coloro che sono stati colpiti da questo grave incidente. Continueremo a offrire il nostro pieno supporto ai servizi di emergenza e alle autorità locali che stanno affrontando questo incidente.
Il presidente dell’associazione Antonio Zappi ha replicato al fischietto calabrese: “Sarà infatti valutata ogni azione a tutela dell’intera associazione”
La lettera inviata dall’assistente Domenico Rocca inviata alla Commissione Arbitrale Nazionale continua a far discutere e chiama in causa anche l’Associazione Italiana Arbitri (AIA) che, in seguito alle accuse rivolte verso il designatore arbitrale Gianluca Rocchi, ha deciso di prendere provvedimenti. Il presidente dell’ente Antonio Zappiha annunciato all‘ANSA la decisione di procedere con una segnalazione alla Procura Federale della FIGCal fine di fare chiarezza su quanto accaduto, soprattutto in occasione di Udinese–Parma dove Rocchi sarebbe entrato in sala VAR per richiamare l’attenzione dei colleghi su potenziali casi da rigore.
“Dopo aver ricevuto la lettera inviata dall’associato Domenico Rocca, ho contattato immediatamente il responsabile della CAN, Gianluca Rocchi il quale, esso stesso destinatario della missiva, mi informava di aver già provveduto a segnalare il fatto alla Procura Figc – ha spiegato Zappi-. Informato allora il mio comitato nazionale, anche io ho interessato la Procura federale che, in qualità di organo competente, farà luce sul contenuto del documento, verificandone la veridicità e la rilevanza dei fatti e delle circostanze descritte. Sono, e sarò sempre, il Presidente di tutti gli arbitri, anche e soprattutto di chi non si sentisse adeguatamente rispettato, ma chiunque metta in discussione l’onorabilità e l’immagine dell’Aia e dei suoi dirigenti sappia che ne potrà rispondere in tutte le sedi competenti, sportive, civili e penali. Sarà infatti valutata ogni azione a tutela dell’intera associazione“.
Il numero uno dell’AIA ha confermato la volontà di tutelare in ogni modo gli arbitri, ascoltando anche le voci più critiche, ma analizzando attentamente ogni accusa al fine di evitare ripercussioni sui direttori di gara: “Le parole hanno un peso ed eventuali insinuazioni prive di prove, dichiarazioni che generano sospetti e retropensieri, non solo rischiano di minare la credibilità dell’Associazione, ma mettono a rischio l’incolumità di chi indossa la divisa arbitrale nei campi di periferia e io questo non lo permetterò – ha concluso Zappi -. Dal 14 dicembre scorso la mia porta è sempre stata aperta e lo sarà anche domani per chiunque voglia esprimere un dubbio, un malumore o anche una qualsiasi opinione e siamo oggi impegnati con il comitato nazionale in un cantiere di riforme per superare alcune criticità regolamentari all’interno di una necessaria manutenzione di un impianto di norme che deve essere sempre puntualmente aggiornato alle esigenze di un calcio in rapido cambiamento. Io e l’intero comitato nazionale saremo sempre pronti ad ascoltare chiunque vorrà parlare con noi. Con rispetto e attenzione, esattamente come abbiamo fatto e faremo per ognuno degli oltre 30.000 arbitri che rappresento, perché l’AIA ha il dovere morale di proteggere i propri arbitri, soprattutto i più giovani, che ogni settimana scendono in campo tra mille difficoltà“.
Sabato 31 i tifosi nerazzurri potranno seguire PSG-Inter al Meazza: le info per l’acquisto
I tifosi nerazzurri avranno l’opportunità di tifare a San Siro, dove verrà installato il maxi-schermo. Sarà una notte piena di passione, con i tifosi che vivranno un’esperienza emozionante a partire dalle 19:00, quando apriranno i cancelli del Meazza. Show, intrattenimento e… attesa del fischio d’inizio, fissato per le 21:00.
I biglietti saranno in vendita da martedì 27 maggio a partire da 10 euro suvivaticket.com
La prima fase di vendita dei tagliandi per il maxi-schermo a San Siro prenderà il viaalle ore 12:00 di martedì 27 e proseguirà fino alla mezzanotte: sarà dedicata agli abbonati e ai soci Inter Club in possesso del codice con il quale potranno esercitare la prelazione all’acquisto. Il codice coupon sarà comunicato agli abbonati e ai soci Inter Club via e-mail.
I biglietti saranno nominativi: non è previsto il cambio utilizzatore.
Dalle ore 12:00 di mercoledì 28 maggio aprirà la fase di vendita libera: i biglietti saranno acquistabili da tutti fino ad esaurimento disponibilità.
Importante: al termine della gara i tifosi dovranno come di consueto defluire dallo stadio, indipendentemente dal risultato della gara.
Il Ct Spalletti ha convocato 27 calciatori per il doppio impegno in programma venerdì 6 giugno a Oslo e lunedì 9 a Reggio Emilia contro la Moldova
Francesco Acerbi (Photo by Dan Mullan/Getty Images)
Il cammino di qualificazione della Nazionale alla Coppa del Mondo del 2026 inizia dal doppio impegno a Oslo contro la Norvegia e a Reggio Emilia contro la Moldova. Tra venerdì 6 e lunedì 9 giugno, gli Azzurri tornano in campo per le prime due partite ufficiali di un Gruppo I che comprende anche Estonia e Israele.
Diego Coppola, difensore dell’Hellas Verona già inserito da Carmine Nunziata nella lista dei convocati della Nazionale Under 21 per il raduno di preparazione all’Europeo di categoria, è la novità nell’elenco dei 27 convocati del Ct Luciano Spalletti, con un primo gruppo da 21 calciatori che si ritroverà sabato 31 maggio presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano. Nella serata di lunedì 2 giugno, invece, si aggregheranno i sei giocatori impegnati sabato sera nella finale di Champions League: gli interisti Acerbi, Barella, Bastoni, Dimarco e Frattesi e Donarumma, portiere del Paris Saint-Germain.
Dopo tre anni e mezzo, torna tra i convocati Davide Zappacosta – ultima chiamata in Azzurro nel novembre del 2021 -; dopo un anno, invece, si rivedono Riccardo Orsolini (ultima chiamata giugno 2024) e Francesco Acerbi, assente dal marzo del 2024. Tra i convocati anche quattro giocatori reduci dallo scudetto con la maglia del Napoli (Meret, Buongiorno, Di Lorenzo e Raspadori) e due vincitori dell’Europa League con la maglia del Tottenham, Guglielmo Vicario e Destiny Udogie.
Portieri:Gianluigi Donnarumma (Paris Saint-Germain), Alex Meret (Napoli), Guglielmo Vicario (Tottenham);
Difensori:Francesco Acerbi (Inter), Alessandro Bastoni (Inter), Alessandro Buongiorno (Napoli), Andrea Cambiaso (Juventus), Diego Coppola (Hellas Verona), Giovanni Di Lorenzo (Napoli), Federico Dimarco (Inter), Matteo Gabbia (Milan), Federico Gatti (Juventus), Destiny Udogie (Tottenham), Davide Zappacosta (Atalanta);
Attaccanti:Moise Kean (Fiorentina), Lorenzo Lucca (Udinese), Daniel Maldini (Atalanta), Riccardo Orsolini (Bologna), Giacomo Raspadori (Napoli), Mateo Retegui (Atalanta).
Venerdì 6 giugno l’esordio dell’Italia nelle qualificazioni alla Coppa del Mondo del 2026 in programma tra Canada, Messico e Stati Uniti, sarà all’Ullevaal Stadion di Oslo contro la Norvegia, già a quota 6 punti dopo le prime due partite giocate. Sono 17 i precedenti contro la nazionale norvegese, con un bilancio di 10 vittorie per l’Italia, quattro pareggi e tre successi per la Norvegia. Le due nazionali torneranno a sfidarsi a distanza di quasi 10 anni dal precedente del 13 ottobre 2015, quando allo stadio Olimpico di Roma gli Azzurri vinsero 2-1 in rimonta grazie alle reti di Florenzi e Pellé in una gara valida per le qualificazioni all’Europeo del 2016.
Lunedì 9, invece, la Nazionale tornerà a giocare allo stadio ‘Città del Tricolore’ quasi quattro anni dopo l’ultimo incontro con la Lituania disputato l’8 settembre 2021. L’Italia, impegnata contro la Moldova, sarà per la quinta volta nella sua storia di scena a Reggio Emilia, che rappresenta una piccola roccaforte per la Nazionale. Nei quattro precedenti gli Azzurri hanno infatti sempre vinto, realizzando complessivamente 12 reti senza subirne nessuna. La prima e l’ultima volta in città l’Italia ha battuto la Lituania, rispettivamente per 4-0 nel novembre del ’95 (qualificazioni europee) e per 5-0 nel settembre 2021 (qualificazioni mondiali). In mezzo altre due vittorie: 1-0 con Israele nel settembre 2017 (qualificazioni mondiali) e 2-0 con la Polonia nel novembre 2020 in un match valido per il girone di UEFA Nations League.
Dopo le inchieste sui rapporti tifosi-club per avere i biglietti delle partite, gli ultrà chiedono un incontro ufficiale alla società per «pianificare la trasferta per la finale a Monaco di Baviera». E oggi è in programma una protesta in viale della Liberazione
Bei tempi quando i rapporti con l’Inter erano tali da poter Andrea Beretta e Marco Ferdico (allora capi della Curva Nord) chiamare il vicepresidente Javier Zanetti per chiedergli «di intercedere con la societàper ottenere 200 biglietti in più per la finale di Champions League a Istanbul». Adesso, nella caccia agli agognati biglietti per la finale di Monaco sabato contro il Paris Saint Germain, gli ultrà si ritrovano nella stessa posizione di tutti i tifosi nerazzurri normali, ed è una posizione in cui stanno scomodi. Perciò un avvocato che storicamente segue gli ultrà interisti e che è stato anche il difensore di Andrea Beretta prima che l’ex capo della curva Nord scegliesse di diventare collaboratore di giustizia proprio contro i suoi ex compagni, Mirko Perlino, ha scritto al presidente dell’Inter Beppe Marotta, al questore Bruno Megale, al procuratore Marcello Viola e al presidente del Tribunale, Fabio Roia, spiegando di «avere ricevuto mandato professionale dai membri del direttivo della Curva Nord per richiedere un incontro urgente finalizzato a pianificare la trasferta per la finale di Champions League a Monaco di Baviera», e a «valutare congiuntamente una soluzione che possa contemperare le esigenze di ciascun soggetto interessato».
Come se fossero l’ambasciata di uno Stato, gli ultrà annunciano infatti che «in rappresentanza della tifoseria» prenderebbero «parte all’incontro due o tre membri dell’attuale Direttivo della Curva Nord», per esporre che «in occasione delle finali delle principali competizioni calcistiche viene solitamente riservato un numero di biglietti ai tifosi delle curve, quale riconoscimento al supporto costante e incondizionato offerto durante tutta la stagione, sia in casa, in trasferta, attraverso coreografie, cori e una presenza sempre calorosa, elementi che rappresentano un importante valore aggiunto per il raggiungimento degli obiettivi della squadra». Ma stavolta questo non sta accadendo, conseguenza non solo delle inchieste giudiziarie che hanno decimato il vertice della curva, ma anche del cambio di atteggiamento della società a ruota della filosofia della Procura, che proprio l’altro giorno nella requisitoria del pm Paolo Storari ha censurato che nel passato sia le società sia gli apparati statali avessero accettato di legittimare come entità parastatale la Curva e come interlocutori i suoi capi. Sicché ora gli ultrà lamentano che «la procedura adottata» dall’Inter «per la distribuzione dei biglietti», ossia la precedenza agli abbonati decennali, «appare non solo non premiante per i tifosi più assidui e fedeli, ma addirittura penalizzante, rendendo difficile, se non impossibile, la loro partecipazione all’evento. Ad oggi solo un numero esiguo di appartenenti alla curva ha ricevuto il codice per accedere all’acquisto del biglietto. In questa situazione — paventa la lettera della curva Nord — da una parte la squadra non potrà ricevere il necessario sostegno dai propri tifosi per affrontare l’impegnativa finale di Champions League, e dall’altra — riferimento meno chiaro — migliaia di tifosi rischiano di assistere alla partita all’esterno dell’impianto sportivo, qualora non dovessero reperire i biglietti».
Nel richiedere quindi l’incontro gli ultrà interisti concedono di dirsi «disponibili a fornire i nominativi», pagare «in anticipo», e accettare «assenza di qualunque sconto e divieto di effettuare il cambio nominativo (e dunque la rivendita dei biglietti). Ma l’aria che tira è che nessuno dei destinatari della lettera accetterà l’incontro, diniego contro il quale gli ultrà protesteranno oggi pomeriggio con un presidio alle ore 18 sotto la sede dell’Inter in via della Liberazione.
Interruzione globale di X dovuta a un incendio in un data center in Oregon, Musk ammette l’incidente: cosa è successo?
Il 25 maggio 2025, un blackout globale ha colpito la piattaforma X (ex Twitter), lasciando milioni di utenti senza accesso per circa tre ore. L’origine del problema risale a un incendio verificatosi tre giorni prima in un data center situato in Oregon.
L’incidente ha causato denso fumo ma fortunatamente nessun ferito. Tuttavia, l’evento ha messo in luce gravi vulnerabilità infrastrutturali della piattaforma. Secondo quanto riportato da Downdetector, il culmine dei problemi operativi si è registrato il 25 maggio nel pomeriggio italiano, con la piattaforma che è tornata operativa solo diverse ore dopo.
Incidenti in data center X e non solo: Musk sotto pressione – Elon Musk, CEO di X, ha ammesso pubblicamente le difficoltà in un post, dichiarando: “Sono tornato a lavorare 24/7, dormendo in sale conferenze, server e fabbriche“. Questa dichiarazione evidenzia la pressione crescente su Musk, già impegnato nella gestione di altre aziende come xAI, Tesla e SpaceX, oltre ai suoi impegni con il governo americano. La crisi arriva in un momento particolarmente delicato per Musk, con Tesla che ha registrato un calo del 71% degli utili nel primo trimestre del 2025.
Questo evento ha acceso i riflettori sulle carenze delle infrastrutture digitali. Gli esperti sottolineano come un singolo data center possa rappresentare un punto critico per la continuità operativa di una piattaforma globale come X, così come di qualunque altra piattaforma social di grandi dimensioni. In contesti di questo tipo, un incidente di piccole-medie dimensioni può causare disagi a milioni di utenti sparsi in tutto il mondo.
Nel contesto di questa crisi, emerge la necessità di bilanciare l’innovazione tecnologica con una gestione operativa efficace. Per Musk, il futuro richiederà non solo investimenti tecnologici ma anche una leadership focalizzata sulla sostenibilità e sulla gestione delle crisi. Con l’aumento delle aspettative e delle pressioni, la capacità di affrontare sfide complesse sarà cruciale per il successo a lungo termine delle sue imprese
Nei giorni scorsi, il guardalinee Rocca ha scritto una dura lettera di denuncia sui meccanismi di valutazione della categoria.
Gianluca Rocchi (Foto: Paolo Bruno/Getty Images)
Chi arbitra davvero le partite di Serie A, chi decide le sorti di uno scudetto vinto magari per un solo punto, o di una salvezza? La domanda che sembrava limitata alla dialettica arbitro-VAR, si allarga a una terza ombra: il supervisore, che c’è ma non si vede, non è previsto dalle regole o nelle designazioni.
Un “fantasma” – scrive Il Fatto Quotidiano nella sua edizione odierna – che sarebbe addirittura in grado di condizionare il match. Nei giorni scorsi, il guardalinee Roccaha scritto una dura lettera di denuncia sui meccanismi di valutazione della categoria. Nel documento svela che durante l’ultimo Udinese-Parma il designatore Gianluca Rocchi, lì presente come supervisore, avrebbe bussato alla porta del VAR per segnalare un fallo di mano del difensore.
Il quotidiano è entrato in possesso della voce originale del VAR. In sottofondo, si sentono due colpi: secondo la denuncia sarebbero la bussata di Rocchi. Il documento non è una prova (i rumori potrebbero essere anche altro), ma il dubbio così rimarrebbe. Certo è che i varisti, inizialmente non intenzionati a punire il fallo, cambiano idea e il rigore viene concesso.
L’associazione Arbitri del neopresidente Zappi ha chiesto chiarimenti a Rocchi e si rimette alle conclusioni della Procura. Probabile un’inchiesta, e in caso di conferme Rocchi potrebbe rischiare il posto. Anche se la FIGC l’ha blindato con un contratto biennale prima delle elezioni Aia.
A quanto ricostruito dal Fatto, il supervisore è una presenza fissa a Lissone: ogni giornata, si posizionerebbe nel salottino centrale che comunica con tutte le salette VAR, separato soltanto da una porta di vetro trasparente. In questa stagione si sono alternati i vertici Can, Rocchiappunto, Gervasoni, Tonolini, Di Liberatore, Tommasi: tutte le partite di Serie A nelle mani di 5 persone.
La figura però non è codificata dai regolamenti, dove si parla solo di valutazione dei varisti.Soprattutto, non è prevista dal protocollo VAR, quindi in nessun caso può interferire. Dovrebbe limitarsi a dare un voto alla fine. Testimonianze interne confermano che soprattutto in passato, invasioni ci sarebbero state.
Fuori dall’Europa dopo anni, il club rossonero è chiamato al rilancio: tra nuovo stadio, mercato estivo e scelte dirigenziali, la stagione 2025/26 sarà cruciale per il progetto di Gerry Cardinale.
La vittoria del campionato da parte del Napoli sull’Inter ha alleviato soltanto in parte le pene dei tifosi del Milan che non vedranno la propria squadra partecipare alle coppe europee nella prossima stagione. Un evento che non si verificava dal2019/20 quando il club presieduto da Paolo Scaroni si accordò con l’UEFA per un anno di esclusione dalle coppe per le violazioni legate al Fair Play Finanziario. Sul campo invece l’ultima stagione negativa al punto tale da non entrare nelle coppe risale a quella 2015/16, quando la squadra allora allenata da Sinisa Mihajlovic (a cui nelle ultime cinque giornate subentrò Cristian Brocchi dopo l’esonero del tecnicoserbo) terminò settima in campionato.
È evidente che un tale fallimento è scaturito da molti errori che nei mesi scorsi sono stati messi in evidenza dalla stampa sportiva e non solo. C’è chi sostiene che il declino sia partito dall’allontanamento dei responsabili dell’area tecnica di Paolo Maldini e Frederic Massara nel giugno 2023 o chi punta sulla scelta sbagliata sul tecnico di questa stagione:
prima il tentennamento se tenere o meno Pioli (sino a che l’eliminazione nei quarti di Europa League nell’aprile 2024 convinsero la società a non continuare con l’allenatore emiliano);
poi il no ad Antonio Conte, che pure si era offerto;
poi la virata suJulen Lopetegui (non preso perché inviso alla piazza);
infine la scelta di Paulo Fonsecae poi quella su Sergio Conceicao.
Inoltre tra le cause più citate appaiono la mancanza di un nucleo italiani di giocatori o la mancanza di un direttore sportivo esperto che non solo possa guidare il mercato ma anche la gestione della squadra durante la stagione. Una mancanza quest’ultima che dovrebbe trovare una soluzione con la nomina dell’ex Lazio Igli Tare.
Quel che è certo è che, quale che siano le cause, il Milan quest’anno, pur disponendo del terzo monte ingaggi in Serie A,
è uscito dalla lotta scudetto praticamente in autunno;
dopo aver brillantemente vinto a Madrid contro il Real, ha gettato alle ortiche la qualificazione diretta per gli ottavi di Champions League perdendo inopinatamente a Zagabria;
Di qui è stato costretto ai playoff della massima competizione europea dove è stato eliminato dai modesti olandesi del Feyenoord;
poi, dopo essere stato nelle prime quattro posizioni nella classifica di campionato in avvio di stagione, è crollato confermandosi intorno all’ottavo posto e inoltre ha perso la finale di Coppa Italia contro il Bologna.
Se vogliamo le uniche soddisfazioni di stagione sono state:
la partita del Santiago Bernabeudi cui sopra;
il derby vinto a inizio annata per 2-1;
soprattutto la Supercoppa Italiana. Anche se, per quanto vinta contro le avversarie storiche Juventus e Inter, è un po’ poco per una squadra partita con ambizioni da titolo in campionato e di fare bene in Europa.
IL BILANCIO VERSO IL ROSSO DOPO DUE UTILI CONSECUTIVI – Al di là delle questioni tecniche, in questa sede però è più importante evidenziare come solo tre anni fa di questi tempi il Milan si era appena laureato Campioned’Italia ed era considerato il club simbolo di un nuovo modo di fare calcio in Italia: un modo che sapeva coniugare i successi sportivi (lo scudetto appunto) con la sostenibilità economica. Visto che il Milan di Elliott non solo era praticamente senza debiti ma il risanamento di bilancio aveva già iniziato a manifestare quei miglioramenti che porteranno poi agli utili delle stagioni 2022/23 e 2023/24 rispettivamente per 6,1 e 4,1 milioni di euro.
Tre anni dopo la situazione è diversa e, se del lato sportivo si è parlato sopra, anche su quello economico la situazione è peggiorata. Secondo le stime di Calcio e Finanza la stagione in corso dovrebbe vedere (al netto della finestra di mercato di giugno aperta appositamente in vista del Mondiale per Club che potrebbe aggiustare le cose in caso di qualche plusvalenza) un ritorno al rosso considerando il divario tra costi e ricavi che, al momento, si aggira intorno ai 25 milioni di euro. Nulla di trascendentale soprattutto se confrontato con bilanci molto più negativi di altre squadre, tuttavia non si può non registrare l’inversione di tendenza nei confronti delle ultime stagioni.
Soprattutto però sarà la stagione 2025/26 a partire sensibilmente a handicap sul lato economico visto che sempre secondo le stime di questa testata quest’anno la principale competizione europea ha portato al club quasi 60 milioni, ai quali si aggiungono tra i 19 e i 20 milioni netti di ricavi per le cinque gare casalinghe tra girone e playoff. Nella prossima stagione potrebbero dunque mancare circa 80 milioni di euroa causa dell’assenza dalla Champions. Se invece si considerano solamente i ricavi di partenza, si parla di circa 40 milioni di euro dalla UEFA, più i ricavi per le partite casalinghe del girone (poco più di 15 milioni circa secondo le stime).
Inoltre il Milan sarà escluso anche da Europa League e Conference League e non essere riusciti a qualificarsi neanche per le due competizioni minori, non consentirà ai rossoneri di mitigare l’assenza dal torneo principale. Accedere all’Europa League avrebbe portato in dote almeno 13 milionidi euro di partenza, ai quali aggiungere le quattro partite casalinghe del girone e con la possibilità di progredire nella competizione. E quindi raggiungere la finale può valere fino a 35 milioni di euro, a cui aggiungere (in caso di successo) il bonus per la vittoria e per la qualificazione alla Supercoppa europea. Discorso simile, seppur con cifre al ribasso, per la Conference League. Per esempio quest’anno il Chelsea finalista ha incassato oltre 20 milioni di euro, cifra che potrà arrotondare in caso di successo nella competizione. Anche in questo caso, andrebbero aggiunte le partite casalinghe del girone (tre e non quattro), per un tesoretto che avrebbe quantomeno attutito la dolorosa caduta dai piani alti del calcio europeo.
È logico quindi pensare che, a meno di un mercato estivo volto a portare al club un impatto a bilancio molto positivo (e quindi con sacrifici sul lato tecnico), difficilmente la stagione 2025/26 non si chiuderà con una perdita.
IL VENDOR LOAN E I NODI DI CARDINALE – Alla luce di tutto questo è lecito domandarsi cosa sia cambiato dalla vittoria dello scudetto 2022 quando il Milan era considerato l’alfiere della sostenibilità economica e intanto vinceva sul campo? Unire i fatti aiuta a capire come la questione si sia modificata.
Innanzitutto va segnalato che nell’estate successiva al titolo nazionale vi fu la cessione del club da parte di Elliott alla RedBird di Gerry Cardinale. Una vendita avvenuta per un valore complessivo pari a circa 1,2 miliardi e che ha visto la società del banker newyorchese versare 600 milioni, mentre il restante è stato saldato con un prestito del venditore (vendor loan) da parte di Elliott per 560 milioni (che, dopo una iniziale scadenza prevista ad agosto 2025, per altro è stato allungato fino al luglio 2028 con un ulteriore investimento da parte di RedBird e un debito ridotto a 490 milioni di euro).
Va notato che il vendor loan è una prassi abbastanza comune in finanza. Il venditore per sua necessità vuole uscire da un investimento per sua convenienza (banalmente gli può servire per liberare spazio per altri investimenti e quindi sceglie di diventare non più il proprietario di quella società ma un mero creditore) e quindi presta soldi a chi acquista per agevolare la transazione. E la decisione per altro appare in linea con la strategia del fondo di Paul Singer visto che Elliott non scelse di compare il Milan ma se lo trovò in portafoglio nel 2018 a causa di un’escussione di un pegno per i mancati pagamenti a prestiti che lo stesso Elliott aveva elargito a Yonghong Li, allora proprietario del Milan.
È evidente però che ilvendorloan crea un legame notevole tra le due controparti. Per dirla in maniera brutale è come se una persona acquista una casa accendendo un mutuo pari al 50% circa del valore dell’immobile, è evidente che il proprietario è chi ha acquisito, però è altrettanto palese che si dovrà interfacciare con la banca che gli ha prestato dei soldi, quantomeno per la restituzione del prestito. Di qui le mille speculazioni sulla stampa e nei dibattiti su chi sia il vero proprietario del Milan e sulla sorta di “governo ombra” che Elliott eserciterebbe ancora sulle decisioni di Cardinale. Speculazioni ulteriormente alimentate anche dalla questione che due figure apicali del management del Milan di Cardinale, ovvero il ceo Giorgio Furlani e il cfo Stefano Cocirio, sono due manager provenienti da Elliott.
A livello tecnico va deto che non ci sono dubbi però: il proprietario del Milan è Gerry Cardinale, il quale avrà sì ottenuto un vendor loan per 560 milioni, ma comunque ha pur sempre investito qualcosa come oltre 800 milioni di suo come investimento per il club (oltre ai milioni di cui sopra, ci sono anche 170 milioni nell’ambito del rifinanziamento e 55 milioni di versamenti nelle casse del club). E certamente non sono pochi. Nello stesso modo tecnicamente nulla si può dire sugli incarichi diFurlani eCocirio nel Milan, visto che i due manager prima di essere nominati ai vertici della società, si sono legittimamente dimessi dai propri ruoli in Elliott.
Quello però che è incontrovertibile è che se la catena di controllo delMilan pre-Cardinale era praticamente senza debito, quella che fa capo all’ex banker newyorkese ne presenta almeno490 milioni proprio in virtù del vendor loan di cui sopra. E questo non è particolare di poco conto visto che nel progetto a medio-lungo termine, Cardinale, oltre a rimborsare il debito a Elliott (un supporto in questo senso è venuto dall’allungamento della scadenza del loan nel 2028) deve ripagare, possibilmente con una lauta plusvalenza, quegli investitori che hanno immobilizzato il proprio capitale in RedBird dandolo in gestione a Cardinale.
IL PROGETTO SAN SIRO CRUCIALE PER REDBIRD – È evidente quindi che la variabile tempo ha una sua importanza. E sotto questo aspetto la questione nuovo stadio è cruciale.
Sebbene sia ovvio che un club in utile ha più appeal di uno che perde soldi, va notato però che ma al momento si parla di profitti nell’intorno dei 10 milioni aggregati (nelle stagioni 2022/23 e 2023/24) o di una perdita che deriverà dallo squilibrio di 25 milioni tra ricavi e costi quest’anno (sempre se non ci saranno plus/minusvalenze nella finestra di giugno). Tutto sommato cifre che non cambiano il valore del club in maniera tale da redistribuire laute plusvalenze agli investitori diRedBird.
Quello che invece potrebbe spostare gli equilibri è appunto la questione delnuovostadio. Impianto che nei piani di Inter e Milan dovrebbe assicurare un sensibilissimo aumento di ricavi, soprattutto per le entrate da corporate hospitality. E quindi in ultima istanza un notevole miglioramento dei bilanci. Inoltre il nuovo stadio, considerando come è cambiata la trattativa rispetto ai piani iniziali con Inter e Milan che ora intendono acquistare l’attuale San Siro e le aree limitrofe, nei fatti sarà un vero e proprio asset patrimoniale per le due società.
Su questo fronte va notato invece che le cose sembrano volgere al bello. Il Milanè tornato a fare squadra con l’Inter e le due società sembrano indirizzate verso il piano del nuovo stadio aSanSiro, nei fatti tornando all’idea iniziale di sei anni orsono. Per altro in settimana si è conclusa la Conferenza dei Servizi preliminare, in cui tutti i soggetti che ne hanno fatto parte (dai vari dipartimenti del Comune fino alle aziende dei trasporti ed energetiche di Milano) hanno dato una serie di indicazioni e palettiai due club milanesi per il proseguo del progetto, dalle torri all’hotel passando per il verde.
Su questo punto però è utile evidenziare, proprio per sottolineare l’importanza strategica che il nuovo stadio ha avuto sin da subito per Cardinale, che pochi mesi dopo aver acquistato il Milan nell’agosto 2022, il businessman newyorchese spiegò che i rossoneri avrebbero abbandonato il piano con l’Inter per uno stadio in solitaria. Prima si valutò l’opzione dell’ippodromo La Maura e poi quella di San Donato. Il piano proseguì sino a settembre 2024 quando la società di via Aldo Rossi spiegò di essere tornata sul progetto del nuovo stadio condiviso a San Siro. Apparentemente perdendo oltre due anni di lavoro.
La verità però che è l’idea di andare in solitaria sullo stadio non fu una scelta ma una necessità. Non a caso non appena si insediò sulla tolda rossonera Cardinale capì da subito, e non a torto, che l’Inter degli Zhang non sarebbe potuto essere un partner economicamente affidabile per una intrapresa da circa 1 miliardo come lo stadio (e non a caso la famiglia Zhang ha perso una società valutata oltre 1 miliardo per un mancato pagamento di un debito di 395milioni). Pertanto data l’importanza strategica del nuovo impianto per il disegno di RedBird, il banker newyorchese ha prima cercato una via in solitaria per poi tornare al piano condiviso non appena la società nerazzurra è passata nelle mani di Oaktree. Perché, per dirla con il presidente Scaroni, «assieme all’Inter lo stadio costa la metà». E con i costi dimezzati, anche il piano di Cardinale di rimborso a termine dei propri investitori ne guadagna enormemente.
Però anche qui va sollevata un’obiezione: se lo stadio era così strategico, non era il caso di valutare più attentamente la situazione delpotenzialepartner? Per dirla ancora in maniera brutale: se una famiglia ha intenzione di edificare una villa bifamiliare assieme a un’altra, non è logico analizzare bene come sta economicamente l’altro nucleo familiare?
DAL MERCATO ALL’ALLENATORE, SCELTE DA NON SBAGLIARE – Se però (con le dovute difficoltà e mille distinguo) il piano sullo stadio sembra avere preso una direzioneprecisa, ben più complicata appare la questione dellacompetitivitàsportiva. Anche se va spiegato sin da subito che non sembra il caso di suonare il deprofundis.
Secondo la maggioranza degli osservatori la squadra ha un notevole spessore tecnico (non a caso ha il terzo monte ingaggi della Serie A) e il Napoli di quest’anno dimostra che dopo un’annata balorda si può anche tornare ai vertici molto velocemente. Per altro come il Napoli quest’anno, il Milan la prossima stagione avrà il vantaggio tecnico di potersi concentrare solo sulle competizioni nazionali.
Però, più che mai, questa volta saràcrucialenon sbagliare le scelte: Tare pare essere il ds individuato e poi si vedrà chi sarà l’allenatore.
Va notato però, sempre paragonando il Milan attuale al Napoli dello scorso anno, che nello scorso mercato estivo De Laurentiis non ha badato a spese, assumendo AntonioConte (scelta non certo economica anche per le sue pretese sul mercato) e investendo qualcosa come 150 milioni che hanno provocato un impatto a bilancio negativo per 52 milioni. Poi, in inverno, solo dopo che la squadra gli aveva praticamente garantito l’accesso nella prossima Champions League, il presidente partenopeo ha ceduto Kvaratskhelia al PSG rientrando di quanto speso con un impatto aggregato positivo.
Cardinale invece cosa farà? Domanderà a Tare una sorta dicapolavoro sul mercato sul solco di quelli chiesti per svariate stagioni dall’Inter a Marotta e Ausilio (competitività sportiva e conti migliorati)? Oppure sarà disposto a investire come De Laurentiis?
Il crinale però è stretto: da un lato senza investimenti(e con le altre squadre che presumibilmente si rafforzeranno) il pericolo è quello di una seconda annata consecutiva senza la qualificazione in ChampionsLeague. Il che equivarrebbe a moltiplicare i problemi di gestione, non solo economici, ma anche quelli sportivi. Non ultimi quelli dei giocatori anche più importanti che allettati dai club impegnati nella massima competizione europea spingerannoper andarsene e nello stesso tempo sarà più difficile acquistare gli obiettivi desiderati nel mercato.
Dall’altro lato, mettendo invece mani al portafoglio, il pericolo sarebbe quello di andare incontro all’eventualità che l’investimento non ripaghi quanto speso.
Però su questo punto è bene essere chiari: è in casi tipo questo che deve emergere il saper fare dei dirigenti e di chi riveste posizioniapicali in una società e quindi lacapacitàdi eseguire un mestiere oppure no. Insomma mai come nel prossimo mercato e nell’intera prossima stagione il re è nudo e chi ha incarichi importanti nel Milan, dal proprietario ai dirigenti all’allenatore, dovrà dimostrare di averne i requisiti. Senza nessun rischio tutti saprebbero fare i dirigenti calcistici o i manager.
Anche perché, sebbene lo stadioresti nei piani l’investimento strategico della società, certamente la mediocrità sportiva non piace a nessuno, tantomeno a quegli investitori che hanno immesso capitale nel club di Cardinale ritenendo la presenza del Milan nel calcio internazionale un requisito necessario.
La UEFA ha spiegato che i biglietti non ufficiali possono essere annullati in qualsiasi momento e i tifosi potrebbero vedersi negato l’ingresso allo stadio
In vista delle prossime finali delle coppe europee, la UEFA ha avvertito i tifosi di non acquistare biglietti sul mercato secondario, da soggetti terzi non autorizzati, siti web, agenzie o bagarini. Questi biglietti – si legge in una nota – possono essere annullati dalla UEFA in qualsiasi momento e i tifosi potrebbero vedersi negato l’ingresso allo stadio.
Inoltre, è possibile che i biglietti acquistati da soggetti terzi non autorizzati non vengano nemmeno recapitati. La UEFA ha ricordato infatti che la vendita dei biglietti al pubblico e ai tifosi delle squadre finaliste delle coppe europee – tra cui la finale di Champions League PSG-Inter – avviene esclusivamente tramite UEFA.com.
I biglietti emessi per le finali UEFA sono 100% digitali e disponibili esclusivamente attraverso l’app ufficiale UEFA Mobile Tickets, che include diverse funzionalità di sicurezza progettate per contrastare la vendita non autorizzata tramite una soluzione sicura di biglietti digitali mobili, tra cui:
Sono state implementate regole e restrizioni sulla trasferibilità dei biglietti sia per il pubblico generale che per ciascun club finalista
Non è consentita la condivisione degli account nell’app UEFA Mobile Tickets. Solo il telefono utilizzato per scaricare i biglietti digitali potrà accedere allo stadio
Gli screenshot dei biglietti mobili non sono biglietti validi. Chi tenterà di entrare allo stadio con uno screenshot verrà respinto
I biglietti cartacei e i biglietti stampati a casa non sono validi.
La UEFA applica attivamente i propri termini e condizioni di biglietteria, anche monitorando Internet, e prenderà provvedimenti(inclusa la cancellazione dei biglietti) in caso di violazioni accertate. Alcuni biglietti per le prossime finali UEFA sono già stati annullati per questi motivi, e altre cancellazioni potrebbero seguire. La Federcalcio europea consiglia inoltre fortemente ai tifosi di non recarsi allo stadio senza biglietto, poiché l’accesso è consentito solo dietro presentazione di un tagliando valido.