Lavoro


In migliaia “Insorgono” con gli operai della Gkn contro i licenziamenti a Campi Bisenzio

Pistoia, operai senza stipendio da 3 mesi occupano il cantiere: “Restiamo qui finché non ci pagano”

Pistoia, 10 settembre 2021

Non scendiamo dai ponteggi finché non vediamo lo stipendio“. Dieci operai edili che non ricevono lo stipendio da tre mesi hanno passato la notte nel cantiere del condominio che stanno costruendo a Pistoia. La loro protesta è iniziata giovedì con l’occupazione dell’area. Sono dipendenti di una ditta a cui è stato affidato un subappalto nella realizzazione di un palazzo di 30 appartamenti da destinare a social housing ma l’azienda a sua volta non avrebbe ricevuto pagamenti dall’appaltatore.


Abruzzo, Riello chiude lo stabilimento: licenziati 71 dipendenti, 19 trasferiti. La produzione spostata nel Nord Italia e in Polonia

 articolo: https://www.repubblica.it/economia/2021/09/07/news/abruzzo_riello_chiude_lo_stabilimento_licenziati_71_dipendenti_19_trasferito_presidio_dei_lavoratori_allo_stabilimento-316809825/?ref=RHTP-BH-I315657642-P2-S1-T1

Stop al sito di Villanova di Cepagatti, in provincia di Pescara. I sindacati: “Da azienda comportamento inaccettabile”

MILANO –  È iniziato ieri il presidio permanente dei lavoratori all’esterno dello stabilimento Riello di Villanova di Cepagattiin provincia di Pescara, sito che la proprietà ha deciso di chiudere avviando la procedura di licenziamento per 71 lavoratori e lo spostamento di 19 addetti alla ricerca e sviluppo nella sede di Lecco e Legnago. L’azienda che fa parte del gruppo Carrier, ha deciso di delocalizzare la produzione negli stabilimenti nel nord Itaiia e in Polonia.

Le multinazionali hanno ormai questa consuetudine di trasferirsi dove e quando vogliono. Naturalmente questo nel caso specifico causa una perdita occupazionale che si aggiunge alle altre precedenti. In Confindustria – ha detto Riccardo Nunziato della Uilm Chieti-Pescara – ci è stato detto dalla proprietà che questa chiusura farà risparmiare alla Carier-Riello circa il 20% sul costo del lavoro dando così un prezzo ai lavoratori della Riello e alle loro famiglie.  Una cosa inaccettabile ma noi siamo determinati a portare a tutti i tavoli più importanti questa vertenza per far cambiare idea all’azienda. Abbiamo già chiesto un incontro da fare in Regione .– ha proseguito Nunziato – con la speranza che venga raccolta il primo possibile perché sui lavoratori c’è la Spada di Damocle di 75 giorni della procedura di licenziamento che è stata già aperta e quindi dovremo muoverci in tal senso prima della scadenza di questa procedura“.


Whirlpool Napoli, terzo Ferragosto in fabbrica per gli operai

https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/08/15/news/whirlpool_napoli_ferragosto_in_fabbrica_per_gli_operai-314114380/?ref=RHTP-VS-I270681067-P19-S2-T1

“Aperitivo di resistenza” e appello a Governo e istituzioni

Terzo Ferragosto consecutivo in fabbrica per i lavoratori della Whirlpool di Napoli. Gli operai hanno organizzato questa mattina un “Aperitivo di resistenza” con un buffet di prodotti a chilometro zero, per dimostrare, nel giorno simbolico della festa che “la dignità, il rispetto, il diritto al lavoro non possono andare in vacanza“.

All’ incontro erano presenti circa 60 lavoratori, molti dei quali accompagnati dai familiari. Dopo 27 mesi di presidio nel sito di via Argine i lavoratori dello stabilimento Whirlpool di Napoli rilanciano un appello alle istituzioni e al Governo.

A luglio la multinazionale ha avviato i licenziamenti per i 340 operai del sito partenopeo


Licenziati via Whatsapp da Logista, presidio dei lavoratori alla Philip Morris

https://bologna.repubblica.it/cronaca/2021/08/03/news/bologna_lavoro_logista_licenziamenti_presidio-312813078/

Siamo esseri umani, come tali ci devono trattare“. La Logistic time, che lavora in appalto: “E’ solo sospensione, in attesa di riorganizzare il sito

BOLOGNA 03 agosto 2021

Ci hanno mandato un messaggino, siamo degli esseri umani e come tali ci devono trattare“. Veronica urla al microfono tutta la sua rabbia. È davanti alla sede della Philip Morris, a Crespellano, dove stamattina il Si Cobas ha organizzato un presidio perché qui dentro lavora la Logista, il gruppo che ha deciso di chiudere il magazzino di Bologna. Davanti ai cancelli sono in tanti, con le bandiere rosse dei sindacati e i loro figli che corrono nel piazzale. “Non è possibile che in un territorio come questo, l’Emilia-Romagna, sia riservato un simile trattamento ai lavoratori“, attacca Eleonora Bortolato, del sindacato, che domani incontrerà le aziende al tavolo di crisi convocato dalla Città metropolitana. 

Intanto sul famigerato messaggino via Whatsapp parla Logistic Time, l’azienda del Consorzio Metra che lavorava in appalto per Logista e che ha avvisato sabato sera con un sms i suoi lavoratori. “Abbiamo incontrato i lavoratori ieri (lunedì, ndr) informandoli della progressiva riduzione delle attività, fino alla chiusura del magazzino il 31 agosto“, spiega, sottolineando che il messaggio “non si configura come lettera di licenziamento” ma solo come sospensione, retribuita, dal lavoro, in attesa di riorganizzare il sito.

Sulla vicenda il Pd ha presentato un’interrogazione al governo, mentre il candidato sindaco del centro destra Fabio Battistini ha detto: “Voglio una città dove un’azienda non arrivi a compiere un atto simile“. Altri interventi anche dalla Lega, dE-R Coraggiosa, Sinistra Italiana e M5S.


In migliaia “Insorgono” con gli operai della Gkn contro i licenziamenti a Campi Bisenzio

 articolo: https://firenze.repubblica.it/cronaca/2021/07/24/news/in_migliaia_insorgono_con_gli_operai_della_gkn_contro_i_licenziamenti_a_campo_bisenzio-311544573/?ref=RHTP-BH-I304495303-P3-S2-T1

 Lavoratori e delegati da tutta Italia  contro lo strapotere delle multinazionali. Stefano Massini con lo striscione. Viabilità bloccata. Giani: “Tenere alta l’attenzione

I 422 licenziati della Gkn avevano scritto ieri questo post sulla loro pagina Facebook: “Che le parole lascino posto ai pensieri e che i pensieri diventino sguardi e che gli sguardi portino ad abbracci. Una comunità insorge. E la aspettiamo a Campi Bisenzio, davanti alla Gkn”. E questa composita comunità ha risposto. In migliaia nonostante il caldo (allerta arancione a Firenze) e la giornata prefestiva. Piana toscana tra Firenze e Prato, area tra l’autostrada, l’aeroporto e un grande centro commerciale. La Gkn è lì.

Migliaia di persone, cinquemila secondo gli organizzatori, sono arrivate di fronte allo stabilimento di Campi Bisenzio dai sindacati e dai lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro. La protesta, ‘Insorgiamo con i lavoratori Gkn‘ come scritto nel manifesto disegnato dal fumettista Zerocalcare e come si legge sullo striscione che apre il corteo, arriva dopo settimane di presidio da quando la proprietà, il fondo inglese Melrose, ha annunciato il 9 luglio di chiudere la fabbrica e avviare le pratiche per il licenziamento dei 422 dipendenti.

Lungo la strada una folla con bandiere, striscioni, trombette e fumogeni, in prima fila a reggere lo striscione c’è anche lo scrittore e drammaturgo Stefano Massini. L’obiettivo dei lavoratori è lanciare un grido di allarme e far diventare il caso Gkn come il simbolo dell’intero settore metalmeccanico che guarda con preoccupazione alla fine del blocco dei licenziamenti. All’appello hanno risposto lavoratori da tutta Italia: dalla Toscana sono arrivati da ogni provincia centinaia di persone  come dimostrano lo striscione dell’aeroporto di Pisa, quello dei lavoratori Piaggio e Sammontana, ma ci sono anche lavoratori della Electrolux di Forlì,  bus attesi da Melfi e Pomigliano d’Arco. Per le istituzioni sono presenti il sindaco di Campi, Emiliano Fossi, il vicesindaco di Sesto Fiorentino, Damiano Sforzi, la senatrice Alessia Petraglia e la segretaria nazionale Fiom, Francesca Re David.

“Nessuno ferma la rabbia operaia” si legge su uno degli striscioni in mezzo ai partecipanti.

  • Migliaia di persone hanno risposto presente alla manifestazione Gkn organizzata di fronte allo stabilimento di Campi Bisenzio dai sindacati e dai lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro.
    La protesta, ‘Insorgiamo con i lavoratori Gkn’ come scritto nel manifesto disegnato dal fumettista Zerocalcare, arriva dopo settimane di presidio da quando la proprietà, il fondo inglese Melrose, ha annunciato il 9 luglio di chiudere la fabbrica e avviare le pratiche per il licenziamento dei 422 dipendenti

Tra i cori anche “non c’è disperazione ma solo tanta rabbia che cresce in me“. Intorno all’area dello stabilimento Gkn la viabilità risulta bloccata e al momento non si segnalano problemi a livello di ordine pubblico. “Bisogna che il Governo dia seguito agli impegni presi, e quindi vogliamo sia riconvocato presto il tavolo del Mise e sia chiesto alla proprietà di presentarsi direttamente per iniziare una trattativa“, ha detto il sindaco di Campi Bisenzio Emiliano Fossi caminando tra gli operai. L’assessore regionale alle crisi aziendali Alessandra Nardini ha sottolineato l’esigenza che “parta una vera trattativa. All’incontro in Prefettura l’atteggiamento della proprietà è stato inaccettabile. Serve ritirare i licenziamenti, questa vertenza é nazionale e non molleremo“. Presenti anche l’assessore al lavoro di Palazzo Vecchio Benedetta Albanese e gli assessori regionali al sociale Serena Spinelli e all’ambiente Monia Monni.

Il presidente Giani – Dobbiamo tenere alta l’attenzione, sono in piazza con i lavoratori perché hanno diritto di avere la solidarietà di tutte le istituzioni, tutta Italia è con loro. Vedere 422 lavoratori e le loro famiglie trovarsi in questa situazione così brutta è qualcosa che in Italia non deve accadere“. Così il presidente della Regione Eugenio Giani intervenendo al presidio a tutela dei lavoratori di Gkn. “Dobbiamo essere tutti uniti – ha aggiunto -, la proprietà Melrose deve saperlo: hanno offeso i lavoratori, tutta la Toscana e tutto coloro che credono che i diritti dei lavoratori sono fondamentali per una vita serena della comunità


Lavoro: Cgil, dopo sblocco 152 licenziati con mail in Brianza

articolo: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2021/07/04/lavoro-cgildopo-sblocco-152-licenziati-con-mail-in-brianza_ae2adaa2-50a2-481b-bb30-eb76bacb4076.html

Fiom, decisione collegata a via libera licenziamenti.E’ barbarie

(ANSA) – Monza, 04 luglio 2021- La Gianetti Fad Wheel, azienda di lavorazione metalli di Ceriano Laghetto (Monza), ha annunciato la chiusura dello stabilimento  con il conseguente licenziamento di 152 lavoratori, i quali hanno ricevuto la notizia via email.
La decisione è “assolutamente collegata allo sblocco dei licenziamenti” varato nei giorni scorsi dal Governo: lo ha dichiarato all’ANSA Pietro Occhiuto, segretario generale della Fiom Cgil Brianza.

Siamo alla barbarie, difenderemo i posti di lavoro – ha proseguito il sindacalista -, nulla lasciava presagire un epilogo di questa natura, venerdì gli operai che hanno finito il turno di notte si erano salutati dandosi appuntamento per domani“, quando hanno invece ricevuto, sabato pomeriggio, “una mail con la quale si annunciava la collocazione in ferie per poi andare in permesso retribuito fino a quando non si chiuderà definitivamente lo stabilimento di Ceriano“.

Essere licenziati via mail è una vera e propria indecenza – ha proseguito – che calpesta la dignità delle persone e per questo siamo in assemblea permanente, con presidi ai cancelli a difesa dei posti lavoro. Stupisce che la Gianetti, associata a Confindustria, se ne freghi di quanto sottoscritto tra Governo e parti sociali“, annunciando “la chiusura dello stabilimento ed il licenziamento delle persone senza neppure far ricorso agli ammortizzatori sociali“. Infine ha concluso: “Confindustria è in grado di garantire che le aziende a lei associate rispettino i patti siglati con il sindacato?“. (ANSA).


Sblocco licenziamenti, lavoratore cieco tra i primi lasciati a casa: “Avevo già perso tutto e ora?”

articolo & video: https://video.repubblica.it/edizione/milano/sblocco-licenziamenti-tra-i-primi-lasciati-a-casa-c-e-un-lavoratore-cieco-avevo-gia-perso-tutto-ma-ora/390693/3914

In conseguenza della necessaria riorganizzazione del lavoro […] non giustifica più il mantenimento del posto di lavoro”. Alessandro Cambarau, 51enne di Merlino in provincia di Lodi è stato licenziato così, malgrado un’invalidità del 100%, il primo giorno di sblocco dei licenziamenti. L’uomo, ipovedente in conseguenza del distacco di ambedue le retine, aveva iniziato il suo calvario nel 2011, quando per la FLSmidth Maag Gear di Segrate faceva il programmatore di macchine a controllo numerico. Demansionato al ruolo di portinaio dalla stessa ditta, era stato messo in cassa integrazione nell’anno della pandemia: “Sarei dovuto tornare il primo luglio ma – racconta – la sera del 30 giugno ha squillato il telefono. Domani non venire e in mattinata mi hanno consegnato la lettera“. Nel primo giorno in cui è caduto il blocco dei licenziamenti, a diffondere la notizia è stata la Fiom-Cgil che curerà il ricorso di Cambarau contro l’allontanamento dal posto di lavoro: “Appartiene a una categoria protetta“, dicono dal sindacato. “Avevo già perso tutto, mi piaceva fare il disc jockey e guidare la macchina e non potevo più farlo ma – continua – adesso non so più che dire“. L’uomo, che vive in affitto assieme alla compagna Paola, prima della malattia guadagnava da metalmeccanico di quinto livello tra i 1.800 e i 2.000 euro al mese: “Con il demansionamento e la pensione di invalidità arrivavo alla metà. Non ho fatto niente di male, non me lo meritavo“. Rassegnato più che rabbioso,  Cambarau si lascia andare: “Sono una persona e devo essere messo essere nelle condizioni di poter vivere come tutte le persone di questo mondo“.
 

Cusano Milanino, la protesta di quattro operai su una gru: “Siamo senza stipendio da aprile: non ce la facciamo più”

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/06/30/news/cusano_milanino_operai_senza_stipendio_gru-308286541/

Nel cantiere privato sono intervenuti i carabinieri e un’ambulanza di supporto. Una lunga trattativa, poi sono scesi

30 giugno 2021 – Da aprile non prendono lo stipendio e devono mantenere le loro famiglie. Così quattro operai sono saliti sulla gru del cantiere dove stanno lavorando per costruire un palazzo a Cusano Milanino in piazza XXV aprile. Dalle 7 di stamattina in quattro, egiziani tra i 30 e i 40 anni, sono a 50 metri di altezza in segno di protesta. Dopo una lunga trattativa alla fine sono scesi.

Sul posto la Cgil ha cercato di mediare per trovare una soluzione: sembra che il responsabile del cantiere, Pavan costruzioni, abbia smesso di pagare il subappaltatore presso il quale i quattro sono assunti che così da aprile a sua volta non è in grado di pagare gli stipendi ai suoi operai. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, un’ambulanza e i carabinieri di Cusano Milanino e di Sesto San Giovanni e lì sono rimasti finché gli operai non sono scesi.


Lomazzo, Henkel (a sorpresa) chiude: a rischio 150 posti di lavoro

articolo: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_febbraio_11/lomazzo-henkel-a-sorpresa-chiude-rischio-150-posti-lavoro-394abff4-6c87-11eb-bd17-59a445633f5e.shtml

L’annuncio è stato dato dall‘azienda, senza alcun preavviso: stop a fine giugno. Nel pomeriggio, assemblea dei lavoratori nella sede di ComoNext per decidere con i sindacati cosa fare

Henkel ha annunciato a sorpresa la chiusura, a fine giugno, dello stabilimento di Lomazzo, nel comasco. «Una notizia arrivata come un fulmine a ciel sereno», come riferito da Salvatore Monteduro, segretario generale della Cst Uil del Lario. Nello stabilimento in provincia di Como, una delle sedi italiane della multinazionale tedesca leader nella produzione di detersivi, sono circa 150 i dipendenti che ora rischiano di restare senza un lavoro, 81 interni e i restanti impiegati tramite cooperative esterne. L’annuncio è stato dato dalla società nella giornata di giovedì 11 febbraio, senza alcun preavviso. Nel pomeriggio, i lavoratori si sono riuniti nella sede di ComoNext a Lomazzo per valutare con le organizzazioni sindacali come comportarsi e quale strategia adottare. Il consigliere regionale del Pd, Angelo Orsenigo, ha chiesto che l’azienda venga convocata urgentemente in commissione Attività produttive di regione Lombardia. «La chiusura dello stabilimento Henkel di Lomazzo è un’eventualità grave che avrà un impatto sociale ed economico disastroso per la nostra provincia. Dobbiamo avviare un confronto che prima di tutto eviti la chiusura e protegga i 150 lavoratori a rischio licenziamento».

«Decisione necessaria» – «Henkel ha reso nota la decisione strategica di consolidare la produzione italiana di detergenti per il bucato e le stoviglie presso il sito di Ferentino, in provincia di Frosinone, che ha capacità sufficiente e strutture adeguate a servire il mercato nazionale assicurando qualità, innovazione e sostenibilità». Comincia così la nota con cui la multinazionale ha spiegato l’obiettivo: «È necessario proteggere la stabilità e la competitività dell’azienda in una prospettiva di lungo periodo. In Italia, la capacità produttiva complessiva è da tempo superiore a quella di cui l’azienda ha bisogno per servire il mercato della detergenza e, di conseguenza, Henkel deve adattare il proprio assetto per continuare a rispondere con efficacia ed efficienza all’evoluzione della domanda e dei clienti. In 145 anni di storia, questo approccio ha permesso al Gruppo di rimanere solido e competitivo nonostante il cambiamento spesso turbolento degli scenari di mercato».


L’ultima speranza per i negozi Euronics, piegati dal commercio online

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/02/05/news/euronics_il_giorno_della_verita_per_gli_ex_negozi_galimberti_piegati_dal_commercio_online-286110989/

A rischio gli ex negozi Galimberti: oggi saranno aperte le buste di possibili compratori che potranno evitare il fallimento della storica catena di elettrodomestici

La “Grande G di Galimberti“, la catena di negozi di elettrodomestici che ha accompagnato la Lombardia per tutti gli anni del boom, prova a prendere oggi l’ultimo treno per evitare un fallimento che minaccia il posto di lavoro di 250 persone. Il tribunale fallimentare di Milano ha dato l’ok alla cessione dei sette grandi magazzini della società – sei in Lombardia e uno in Veneto – che lavorano sotto il marchio Euronics e che dal 2020 sono in amministrazione straordinaria. La speranza dei commissari e dei lavoratori è che il boom di vendite di pc, videogiochi, telefonini & C. nell’era della pandemia possa convincere qualche operatore del settore – stamattina verranno aperte le buste – a mettere sul piatto una proposta d’acquisto. “Nel caso non dovessero esserci offerte e di conseguenza verificarsi lo scenario peggiore – dice Marco Colleoni della Filcams-Cgil – riteniamo debbano essere messi in sicurezza tutti i lavoratori, garantendogli nel tempo i previsti ammortizzatori sociali e con essi percorsi finalizzati alla ricollocazione”.

La parabola di Euronics-Galimberti è la stessa di molte catene di prodotti elettronici ed elettrodomestici di largo consumo messe in ginocchio dallo tsunami di Amazon e dell’e- commerce. continua a leggere


Il Natale fuori dai cancelli della fabbrica che chiude degli operai di Osnago: la solidarietà di tutto il paese

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/12/24/news/il_natale_fuori_dai_cancelli_della_fabbrica_che_chiude_degli_operai_di_osnago_la_solidarieta_di_tutto_il_paese-279730614/

 Le donne di giorno, gli uomini di notte, a turno picchettano i cancelli della Voss di Osnago (Lecco) per evitare che siano portati via i macchinari: la proprietà vuole spostare tutto in Polonia. L’amministratore delegato sfiora con l’auto un delegato sindacale

Una ditta della zona ha consegnato loro, ovviamente in regalo, anche un modulo abitativo per rendere più caldi e confortevoli questi giorni di presidio. Siamo a Osnago, provincia di Lecco. La filiale italiana della tedesca Voss ha deciso di delocalizzare l’attività della torneria, trasferendo tutto in Polonia. Da giorni i 70 lavoratori coinvolti in pratica vivono fuori dai cancelli, e ci passeranno anche il Natale, Santo Stefano e magari pure Capodanno. Pazienza per il freddo, per la pioggia, per le feste: la paura che i camion si portino via i macchinari è troppa. “Sono anche nostri, comprati anche con la nostra fatica“, dice Alessandra Crippa, una di loro, delegata della Fim.

Gli operai della vicini Ihi, che si trovano a loro volta in cassa integrazione, quindi non in buone acque, hanno acquistato 70 confezioni di panettone, pandoro e spumante da regalare ai propri colleghi tute blu. Ma è la cittadina di 4.500 abitanti che in generale si sta stringendo attorno a questi metalmeccanici e metalmeccaniche. Sì perché una trentina di loro sono donne. Presidiano lo stabilimento di giorno, gli uomini invece turnano la notte.

La strada per loro in realtà sembra in salita, questo perché l’amministratore delegato italiano, Socrate Rossi, non si è nemmeno presentato ai tavoli di concertazione, ai quali si sono interessati sindaco e prefetto. La durezza del confronto ieri stava per sfociare nella disgrazia: Rossi, entrando con il proprio suv nel parcheggio della fabbrica, per poco non ha investito il segretario regionale della Fim Cisl, Andrea Donegà. Il quale comunque è finito all’ospedale per la contusione riportata alla gamba. “Prima un consulente dell’azienda è arrivato in macchina a tutta velocità rischiando di investire due donne del presidio, e in risposta alle nostre lamentele ci ha urlato dicendo di “vergognarci”, non sappiamo per cosa. Poi è arrivato Rossi, che denuncerò per questo comportamento barbaro”, spiega Donegà. La faccenda ha trasformato la vicenda locale in un fatto di portata nazionale: un autogol per i dirigenti della Voss, ora finiti nel mirino dell’opinione pubblica. Come Repubblica abbiamo cercato di contattarli telefonicamente, così da avere anche una loro versione dei fatti, senza ricevere risposta.
 
L’atto di aggressione dell’amministratore della Voss Fluid è gravissimo e intollerabile. Va condannato senza alcuna attenuante“, dicono Fabio Pizzul e Raffaele Straniero del gruppo Pd al Pirellone. Nel frattempo gli abitanti di Osnago hanno annunciato di voler preparare il pranzo di Natale per i lavoratori in protesta, dall’Arci alla Chiesa il cordone di solidarietà è ampio. Non sarebbe comunque la prima volta che questi operai sventano la chiusura della fabbrica, fondata nel 1954. L’augurio natalizio è che ci riescano anche stavolta.

Scatta la chiusura per due ex supermercati Auchan di Milano: 35lavoratori rischiano il posto

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articolo: https://www.milanotoday.it/economia/licenziamenti-auchan-simply.html?fbclid=IwAR2Uh7_aB1kUaoeegYs9Ebh2Q7-siEpyThf-vIcs1hemrnOHfRaXKdPhky0

La doccia fredda è arrivata nella giornata di mercoledì 9 settembre. Le chiusure sono attese a giorni

Due supermercati a rischio chiusura, circa 35 dipendenti che sull’orlo del precipizio che temono di rimanere senza lavoro. Succede a Milano. Succede a settembre 2020. Protagonisti (loro malgrado): il punto Simply di via Pacinotti (zona Prealpi) e il Simply Market di via della Ferrera Ferrara (zona Barona); supermercati che con l’acquisizione di Auchan da parte di Conad erano entrati nell’orbita del colosso bolognese. Il fatto è stato reso noto dalla Filcams Cgil di Milano nella giornata di mercoledì 9 settembre.

Le chiusure dovrebbero avvenire a giorni. Il negozio di via Pacinotti, infatti, dovrebbe abbassare la serranda sabato 19 settembre mentre mercoledì 23 sarà il turno del market di via della Ferrera. “Un fulmine a ciel sereno — ha spiegato a MilanoToday Elvira Miriello, segretaria della Filcams Cgil che sta seguendo la vicenda —. Abbiamo scoperto tutto questa mattina mentre eravamo in assemblea con i lavoratori di via della Ferrera. Alcuni segnali erano arrivati nelle scorse settimane e adesso la situazione è precipitata“. 

Nel corso del 2020 alcuni player della grande distribuzione si erano mostrati interessati a questi due punti vendita, “poi non si è sentito più nulla — ha spiegato Miriello —. I lavoratori e le lavoratrici erano preoccupati e oggi è arrivata la comunicazione dell’azienda”. 

Il futuro dei dipendenti è incerto: dai sindacati fanno sapere che potrebbero essere collocati in cassa integrazione straordinaria perché Margherita Distribuzione (società che ha acquisito Auchan) ha aperto una procedura straordinaria fino a fine 2020. Ci sarà una sorta di paracadute ma le parti sociali vogliono la salvaguardia occupazionale: “Chiediamo che vengano ricollocati nei negozi del mondo Conad”.

Continua la conversione degli ex supermercati Auchan

Nel frattempo prosegue la conversione di alcuni ex punti vendita Auchan. Nella giornata di giovedì 3 settembre Bennet ha aperto il suo primo supermercato a Milano, uno store ricavato all’interno di una ex Auchan. Non solo: nella giornata di giovedì 10 settembre inaugurerà lo store di Nerviano, sempre in un ex supermercato della catena d’Oltralpe.

Nella giornata di mercoledì 9 settembre, inoltre, l’azienda comasca ha fatto sapere di aver acquisto da Margherita Distribuzione (Conad) altri 2 punti vendita: l’ipermercato Auchan di Monza ed il superstore IperSimply di Milano viale Corsica. Con queste due acquisizioni sale a nove il numero di punti vendita che hanno cambiato “bandiera”. Nelle prossime settimane, inoltre, sembra che l’Auchan di Rescaldina cambierà insegna passando ufficialmente a Conad. 


Sciopero in magazzino pavese, operai in cima agli scaffali

 articolo: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2020/08/10/sciopero-in-magazzino-pavese-operai-in-cima-agli-scaffali_806c614d-a42e-4b22-a40c-c4b4bedf981a.html

(ANSA) – Pavia, 10 agosto 2020Sono in sciopero oggi i dipendenti del magazzino di logistica Carrefour di Chignolo Po (Pavia), dopo il licenziamento di quattro lavoratori da parte della cooperativa aderente al consorzio che gestisce in appalto il magazzino. Ad annunciarlo è, in un comunicato, il sindacato di base Usb.
    I quattro licenziati sono saliti in cima alle scaffalature del deposito: non intendono scendere sino a che la loro situazione non avrà trovato una soluzione. Gli altri colleghi si sono astenuti dal lavoro, in segno di solidarietà.
    I dipendenti del magazzino chiedono alla cooperativa e al consorzio “il rispetto dei diritti e della dignità” e a Carrefour “il controllo delle aziende alle quali appalta la logistica dei suoi punti vendita, e ai consumatori gesti di solidarietà nei supermercati della catena“. (ANSA).


Scarpe&Scarpe: chiudono 16 punti vendita, a rischio 120 dipendenti

 articolo: https://www.corriere.it/economia/lavoro/20_luglio_21/scarpescarpe-chiudono-16-punti-vendita-rischio-120-dipendenti-fc918712-cb70-11ea-bf7a-0cc3d0ad4e25.shtml

Scarpe&Scarpe ha annunciato l’avvio delle procedure di licenziamento collettivo con la chiusura di 16 punti vendita. Secondo i sindacati 120 lavoratori rischiano il posto. I tempi sono ancora da definire visto il blocco per legge dei licenziamenti collettivi fino al 17 agosto, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs però sottolineano che «da parte aziendale non sono state fornite informazioni utili a comprendere la reale situazione economico-finanziaria della società».
«Ad oggi siamo ancora in assenza di un piano industriale e l’unica soluzione portata avanti da Scarpe&Scarpe è quella di tagliare il del costo del lavoro», aggiungono in una nota per denunciare la mancanza di una strategia utile a garantire i livelli occupazionali. Filcams, Fisascat, Uiltucs e il coordinamento dei delegati, oltre a proclamare lo stato di agitazione, chiedono un intervento del Mise per avviare «un serio confronto sul piano industriale e sulle garanzie occupazionali».

Dall’Ilva a Whirpool, gli operai tornano in piazza: dopo Covid l’emergenza delle 150 crisi industriali irrisolte

articolo: https://www.repubblica.it/dossier/economia/italia-declino-industriale/2020/06/24/news/operai-259993643/?ref=RHPPTP-BH-I260032095-C8-P8-S1.8-T1

Quasi 300mila posti a rischio tra eredità delle partecipazioni statali, errori degli imprenditori privati e rapacità delle multinazionali. Domani a Roma manifestazione dei metalmeccanici di Fim, Fiom e Uilm 

https://www.repubblica.it/dossier/economia/italia-declino-industriale

ROMA – Gli operai tornano in piazza. Scomparsi dalla “narrazione” degli ultimi decenni, come se le fabbriche nel nostro Paese non esistessero più, sono riemersi in occasione delle grandi crisi industriali dell’Ilva e della Whirlpool. O in modo ancora più drammatico nel pieno dell’emergenza Covid quando i metalmeccanici del Nord hanno scioperato contro l’apertura forzata degli stabilimenti nonostante il rischio della pandemia. Era inizio marzo, i giorni delle rivolte nei penitenziari, e si temette che anche dai lavoratori “prigionieri” delle fabbriche si sollevasse il vento della tensione sociale. In realtà quella protesta seguì le coordinate della responsabilità, conducendo ai protocolli sulla sicurezza condivisi da sindacato, imprese e governo. continua a leggere


Jabil, la multinazionale Usa che licenzia al tempo del Covid. Sciopero ad oltranza in Campania

articolo: https://www.repubblica.it/economia/2020/05/22/news/jabil_la_multinazionale_usa_che_al_tempo_del_coronavirus_licenzia_in_campania_sciopero_ad_oltranza_degli_operai-257314798/?ref=RHPPTP-BH-I257137828-C12-P4-S1.8-T1

ROMA – “Questa è la multinazionale, bellezza. E tu non ci puoi fare niente”. Verrebbe da parafrasare Humphrey Bogart se non fosse che quando in ballo c’è il lavoro, la dignità delle persone, non è proprio il caso di ironizzare. A Marcianise, una manciata di chilometri da Caserta, succede che Jabil, gruppo statunitense dell’elettronica, licenzi 190 operai mentre l’Italia ancora fa i conti con l’epocale emergenza sanitaria del coronavirus e con i suoi effetti economici. E lo fa apparentemente in barba alDecreto Rilancio che ha prorogato fino a metà agosto la moratoria sui “licenziamenti per giustificato motivo oggettivo” prevista dal Decreto di marzo. “Mettere in mezzo alla strada tutti quei lavoratori durante una pandemia è decisione intollerabile e illegale. Un atteggiamento irresponsabile da parte della società americana”, tuona Rocco Palombella che è il leader dei metalmeccanici della Uil, mentre davanti ai cancelli si forma un presidio spontaneo e Fim, Fiom, Uilm proclamano lo sciopero a oltranza. “A questo atto scellerato ci deve essere una pronta risposta del governo, altrimenti si crea un precedente pericolosissimo” aggiunge Michele Paliani, coordinatore nazionale sempre della Uilm.  continua a leggere


Coronavirus, Inps: Cig per 6,7 milioni di lavoratori

 articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2020/04/23/coronavirus-inps-cig-per-67-milioni-di-lavoratori_af10e9ef-611b-47c9-80c8-455c0b3bd4bf.html

Quasi i due-terzi, 4,2 milioni, hanno ricevuto l’assegno dal datore di lavoro. Nel solo settore aeroportuale sono 10mila i lavoratori in Cig

23 aprile 2020Sono 6,75 milioni i lavoratori beneficiari di cassa integrazione o dell’assegno ordinario per l’emergenza Covid, dei quali 4,29 milioni (quasi due terzi) con gli importi già anticipati dalle aziende con conguaglio Inps e 2,45 milioni con pagamento diretto Inps. Lo si legge sul sito dell’Istituto nel quale si ricorda che le domande arrivate sono state 309.485 di cui 122.903 con pagamenti a conguaglio. Ad oggi sono state autorizzate 219.295 domande. continua a leggere


Coronavirus: Cgil, cassa integrazione lavoratori Carrefour

articolo: https://www.ansa.it/valledaosta/notizie/2020/04/22/coronavirus-cgil-cassa-integrazione-lavoratori-carrefour_edca5cd9-9bd5-4870-b05e-abb197bf6bd5.html

22 apeile 2020 – “La Società Sviluppo Commerciale srl, titolare dell’ipermercato ad insegna Carrefour di Pollein, ha inviato la richiesta di consultazione sindacale a livello nazionale, così come richiesto dalla normativa, per attivare la procedura di Cassa integrazione in deroga su otto Regioni, tra cui la Valle d’Aosta. Per la nostra regione la procedura riguarda, dichiarato dall’azienda, 134 dipendenti, per un totale di 6.916 ore complessive, su meno di 200 dipendenti occupati”.
Lo dichiara Isabelle Buillet, segretario della Filcams Cgil Valle d’Aosta, sottolineando che “la profonda crisi economica, mai finita in Valle, e l’aggravarsi della stessa, legata alla pandemia, oltre ad aver messo in ginocchio il reddito della stragrande maggioranza delle famiglie valdostane che vivono di lavoro stagionale, e comunque legato all’affluenza turistica, si ripercuote ora inevitabilmente anche sulle attività indispensabili come la vendita di generi alimentari”. “La preoccupazione per i redditi dei lavoratori – prosegue – è grande, in quanto questo comporta una difficoltà nella difficoltà nel mantenere un tenore di vita ormai di sussistenza, impedendo così, anche in una eventuale fase 2, la ripresa minima economica regionale, dove riapriranno e con tutte le precauzioni del caso, delle attività”.


Whirlpool, addio tra le tensioni, i lavoratori contestano i sindacati: sciopero in tutti gli stabilimenti

 articolo: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2020/01/29/news/whirlpool_napoli_roma-247072288/?ref=RHPPLF-BH-I247094397-C8-P10-S1.8-T1

Rabbia e tensione tra i 300 operai della Whirlpool in presidio per l’intera giornata davanti alla sede del ministero per lo sviluppo economico, dove si è consumata l’ennesima delusione nella trattativa con la multinazionale americana che ha confermato l’addio a Napoli. Un pomeriggio complicato, in cui la Whirlpool ha ribadito di voler abbandonare il sito di via Argine,e ha fatto slittare – dopo una lunga e complicata mediazione con il ministro Stefano Patuanelli – lo stop alla produzione dal 31 marzo al 31 ottobre. continua a leggere


Auchan comprata da Conad, licenziamenti comunicati ai sindacati: 817 esuberi, la metà in Lombardia

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23 gennaio 2020 – La comunicazione è arrivata sul tavolo dei sindacati a Roma, ma per buona parte riguarda i lavoratori milanesi e lombardi: 817 licenziamenti collettivi per gli impiegati della ex Auchan, ora acquisita da Conad. Di questi 456 sono i lavoratori del quartier generale di Rozzano, altri 46 a Roncadelle. Tutta la parte amministrativa della vecchia società, insomma, verrà messa alla porta e la procedura si concluderà entro il 2020. 

Ma non finirà qui, perché poi toccherà anche ai dipendenti della rete di vendita. Si sa che sei vecchi supermercati Auchan sono stati ceduti a Esselunga (cinque sono in Lombardia) e altri 28 a Carrefour, dislocati soprattutto nell’area metropolitana milanese. continua a leggere


Elettronica, la catena Euronics-Galimberti dichiarata insolvente: in 250 a rischio

 articolo: https://www.repubblica.it/economia/2020/01/14/news/elettronica_la_catena_euronics-galimberti_dichiarata_insolvente_in_250_a_rischio-245763360/

MILANO – Il giudice del tribunale fallimentare di Milano Sergio Rossetti ha dichiarato l’insolvenza di Galimberti, socio Euronics, storica catena di negozi che vende prodotti di elettronica ed elettrodomestici, aprendo di fatto la procedura verso l’amministrazione straordinaria del gruppo. Il giudice ha nominato un commissario che ha 30 giorni di tempo per fare una relazione e decidere se la società è in grado di restare sul mercato o è destinata al fallimento. In ballo ci sono 250 posti di lavoro. continua a leggere


Operai salgono su una gru a 60 metri d’altezza e ci restano per quattro ore: “Non ci pagano da ottobre”

 articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/01/13/news/milano_operai_salgono_su_gru_protesta_non_vengono_pagati-245674694/

Un gruppo di 12 persone è salito questa mattina su una gru a 60 metri d’altezza all’interno di un cantiere in via Tarvisio a Milano: sono operai che hanno messo in scena la protesta per rivendicazioni di natura economica. Sul posto sono arrivate subito le forze del’ordine, il 118 i vigili del fuoco con il nucleo Saf. “Hanno preso il nostro sudore e non ci hanno pagano niente da ottobre”: questa è la spiegazione data dagli operai che hanno interrotto la protesta nel primo pomeriggio dopo aver ottenuto rassicurazioni riguardo gli stipendi arretrati. Secondo quanto riferito dalla polizia di Stato gli operai lavorano in un cantiere dove opera una società denominata Sideco, sub-appaltatrice di un progetto che realizza Percassi. continua a leggere


Safilo ristruttura: chiude in Friuli e annuncia 700 esuberi

 articolo: https://www.repubblica.it/economia/rubriche/fashion-e-finance/2019/12/10/news/safilo_nel_nuovo_piano_ci_sono_700_esuberi_per_l_italia-243103626/?ref=RHPPLF-BH-I0-C4-P8-S1.4-T1

La società degli occhiali protagonista in Borsa, ma lancia un allarme sul 2020 per ricavi e margini. Avviato un tavolo con i sindacati per gestire le uscite: quasi un lavoratore su 4 andrà a casa. Annunciata la chiusura dello stabilimento di Martignacco in Friuli e 400 dipendenti in meno in quello di Longarone

MILANO – Protagonista assoluta delle ultime sedute di Borsa, tra acquisizioni e rinnovi di licenze, Safilo balza in cima alle cronache anche perché nel nuovo piano industriale quadriennale prevede circa settecento esuberi, in Italia, già dall’anno prossimo. Il gruppo di occhialeria fondato nel 1934 da Guglielmo Tabacchi è controllato dal 2009 dal fondo olandese Hal. Oggi il Cda ha approvato il nuovo piano quinquennale, che fa leva su una profonda trasformazione digitale e su un drammatico ridimensionamento delle attività italiane.

La perdita delle licenze del lusso con Lvmh, si legge in una nota, ha reso “necessario” avviare “un piano di riorganizzazione e ristrutturazione industriale, che risponda prontamente al nuovo scenario produttivo“. Il piano “ha identificato un totale di circa 700 esuberi nel 2020 in Italia” e Safilo “ha aperto un tavolo negoziale” con i sindacati allo scopo di “individuare tutti gli ammortizzatori sociali disponibili per limitare gli impatti sulle persone coinvolte“. continua a leggere


Ex Ilva, il piano di Arcelor Mittal Italia: “Subito 2891 esuberi, fino a 4700 nel 2023”

 articolo: https://www.repubblica.it/economia/2019/12/04/news/ex_ilva_l_ad_di_arcelor_mittal_lucia_morselli_4700_erusberi_al_2023_-242593044/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P3-S1.8-T1

Nel nuovo piano industriale del gruppo previsto un drastico tagli dell’organico: i lavoratori scenderebbero da 10.789 a 6.098. I sindacati proclamano lo sciopero il 10 dicembre: “Irricevibile”. Patuanelli: “Deluso dall’azienda. Entro lunedì il progetto del governo per impianto sostenibile. Stato disposto a investire”

MILANO, 04 dicembre 2019  –  Nel nuovo piano industriale di Arcelor Mittal sarebbero previsti 4.700 esuberi, di cui 2891 già nel 2020, con l’organico dell’ex Ilva che passerebbe dai 10.789 occupati del 2019 ai 6.098 del 2023. È questa la cifra indicata dall’ad italiana dell’azienda Lucia Morselli nel corso del tavolo al Mise. Lo stesso piano prevede un aumento dei volumi di produzione dagli attuali 4,5 milioni di tonnellate di acciaio ai 6 milioni dal 2021. continua a leggere


Pesaro, Berloni in liquidazione: chiude lo storico marchio di cucine, 85 lavoratori a rischio

Risultati immagini per Berloni

articolo: https://www.corriere.it/economia/aziende/19_novembre_29/pesaro-berloni-liquidazione-chiude-storico-marchio-cucine-85-lavoratori-rischio-07f45d4c-12ed-11ea-a22b-06632cab1850.shtml

Il gruppo Berloni, storico produttore di cucine, è in liquidazione. La decisione, improvvisa, è stata presa giovedì. L’azienda, che occupa 85 lavoratori, dal 2014 è controllata da un gruppo di Taiwan.

Secondo quanto riportato dall’agenzia Ansa,
l’impresa era in salute: ordini in crescita del 25 per cento rispetto allo scorso anno, 15 milioni di euro di fatturato, negozi monomarca in ascesa.
Gli operai dello storico mobilificio di Montelabbate, in provincia di Pesaro, hanno scioperato, venerdì, e parlato di un «delitto perfetto» perché si «uccide una fabbrica che ha ordini a non finire, con assunzioni di otto persone fino a tre mesi fa».

Il marchio era nato nel 1960 dai fratelli Antonio e Marcello Berloni, originari di Serrungarina. L’azienda aveva toccato il suo picco nei primi anni Duemila, con un fatturato di oltre 200 milioni di euro e 400 dipendenti. Nel 2012 la cassa integrazione per 380 addetti e il concordato. Nel 2014 era iniziata l’avventura di Berloni Group, proseguita fino all’annuncio di giovedì. continua a leggere


Whirlpool, le immagini dell’assemblea dei lavoratori: “Napoli non molla”

 articolo & video: http://www.ansa.it/sito/videogallery/italia/2019/10/25/whirlpool-le-immagini-dellassemblea-dei-lavoratori-napoli-non-molla_00da867b-2c58-442b-86ce-c35eb0edf03c.html


Whirlpool, protesta operai a Capodichino

articolo: http://www.ansa.it/campania/notizie/2019/10/22/whirlpool-protesta-operai-a-capodichino_3a62576a-e3ee-4e63-94c2-35c5aff7b28a.html

ANSA) – Napoli, 22 ottobre 2019 – Si è conclusa la protesta dei lavoratori della Whirlpool all’interno dell’aeroporto di Capodichino. Durante la manifestazione, durata un’ora, i lavoratori hanno raccolto la solidarietà dei viaggiatori in attesa degli imbarchi. Distribuiti volantini nella parte dell’area arrivi. Nessun problema sul fronte dell’ordine pubblico. I circa 300 lavoratori erano entrati nell’aeroporto di Capodichino per protestare l’annunciato stop alle attività produttive dall’1 novembre. I lavoratori avevano addosso la consueta maglia bianca con la scritta ‘Napoli non molla’. Hanno urlato slogan e chiesto solidarietà ai viaggiatori.


Sider Alloys, operai “riavvio a rischio”

 articolo: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2019/10/22/sider-alloys-operai-riavvio-a-rischio_5d57d442-d3c8-4f7f-83f8-d9a0243ef839.html

Cagliari, 22 ottobre 2019 – Il problema è sempre lo stesso: il costo dell’energia è troppo alto e, senza soluzioni, a breve Sider Alloys – la multinazionale dell’alluminio che più di un anno e mezzo fa ha rilevato lo stabilimento ex Alcoa di Portovesme – potrebbe decidere di andar via. Ancor prima di avere riavviato la produzione. E gli operai ritornano in piazza. Oggi alcune decine di manifestanti si sono ritrovati davanti a Villa Devoto, sede della presidenza della Regione Sardegna. Alle 12.30 è anche previsto un incontro con il governatore Christian Solinas.

“Chiediamo una soluzione da troppo tempo, ancora una volta ci auguriamo che la Regione sia dalla nostra parte – dice Bruno Usai di Fiom Cgil – ora poi siamo entrati nella partita della decarbonizzazione che mette tanta incertezza”. Quanto all’investitore, Sider Alloys, “ci ha già fatto sapere di non aver avuto alcun riscontro da parte del Governo, né che vi sia la reale intenzione di chiudere positivamente”. continua a leggere


Aias: 15 lavoratori in sciopero fame

 articolo: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2019/10/22/aias-15-lavoratori-in-sciopero-fame_d15d79f4-539c-4312-8b95-57d8c1fe0a46.html

Cagliari, 22 ottobre 2019 – Sono 15 i lavoratori Aias che stanno portando avanti lo sciopero della fame per protestare contro il mancato pagamento di 12 mensilità arretrate da parte dell’associazione che ha chiesto il concordato al Tribunale e che, dopo il via libera del giudice, avrà 60 giorni di tempo per presentare un piano di rientro. Una situazione delicata che rischia di creare un’emergenza sociale ancora più grave se le cose dovessero precipitare: a rischio ci sono non solo i circa 1.500 lavoratori, ma anche i servizi per 3.500 persone delle quali 200 residenziali, quelle per le quali sarebbe più difficile trovare una sistemazione perché bisognose di assistenza h24.
Nel giorno del primo dei 10 giorni di sciopero decisi con i sindacati, i rappresentanti dei lavoratori hanno incontrato l’assessore regionale della Sanità Mario Nieddu e chiesto un incontro urgente con il prefetto di Cagliari perché attivi lo stato di crisi e permetta ad Ats di pagare almeno qualche mensilità arretrata. continua a leggere


Whirlpool: “A Napoli stop alle attività dal primo novembre”. I lavoratori bloccano l’autostrada

 articolo: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2019/10/15/news/vertenza_whirlpool_patuanelli_azienda_ferma_sulla_cessione_di_napoli_-238594592/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P4-S1.8-T1

Napoli, 15 ottobre 2019 – Whirlpool, stop alle attività nello stabilimento di Napoli a partire dal primo novembre. La multinazionale americana non cede di un passo durante l’incontro a Palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte e il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli. Inutlili i tentativi del governo di far rispettare il patto firmato dall’azienda ed evitare la cessione dello stabilimento di Napoli. Rabbia e tensioni tra i lavoratori che hanno bloccato l’autostrada, mentre i sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione in tutte le fabbriche Whirlpool.  continua a leggere


Whirlpool, lavoratori in piazza a Roma:

articolo: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2019/10/04/news/vertenza_whirlpool_napoli_lavoratori_in_piazza_a_roma_al_via_corteo-237658401/?ref=RHRS-BH-I237660185-C6-P9-S1.6-T1

Whirlpool, lavoratori in piazza a Roma: in scena il funerale delle lavatrici. Patuanelli: “L’azienda fermi la cessione”

04 ottobre 2019 – Sono circa 1.500 i manifestanti a sfilare per il centro di Roma per lo sciopero nazionale dei lavoratori della Whirlpool proclamato da Fiom, Uilm e Fim contro la decisione dell’azienda di cedere lo stabilimento di via Argine a Napoli e i suoi oltre 400 dipendenti. Sono arrivati autobus dalla Campania, Toscana e dalle Marche. Il corteo ha raggiunto la sede del Mise. “La gente come noi non molla mai” scandiscono gli operai che portano in piazza anche lavatrici con lumino e crocifisso: è il funerale degli elettrodomestici Whirlpool. continua a leggere


Il colosso dei trattori chiude lo stabilimento: 300 lavoratori rischiano il posto di lavoro“

articolo: http://www.milanotoday.it/economia/chiusura-cnh-pregnana.html

Si tratta della fabbrica di Pregnana della Cnh, colosso che produce macchinari agricoli e mezzi pesanti. A rischio anche i lavoratori di San Mauro (Torino) e Foggia

01 ottobre 2019 – Stabilimento chiuso e una cascata di licenziamenti. Tradotto? 300 lavoratori che rischiano di rimanere a casa e 116mila metri quadri di fabbriche che potrebbero cadere nell’abbandono, praticamente un intero polo industriale. 

È cupo il futuro per la fabbrica di Pregnana Milanese della Cnh Industrial, gruppo italo-statunitense che produce macchine per l’agricoltura e mezzi pesanti. La società, durante un incontro con i sindacati a Torino, ha annunciato un piano di riorganizzazione che prevede la dismissione e la conseguente chiusura dell’impianto della provincia Nord-Ovest di Milano.

Nello stabilimento di Pregnana vengono prodotti motori marini e gruppi elettrogeni e inoltre è presente l’area logistica. Ma a partire dal 2020 “tutte le attività produttive Fpt Industrial verranno trasferite a Torino — ha dichiarato la segretaria di Fiom Milano Roberta Turi —. Seguiranno, nel 2021, le attività di logistica della Cnh. Dal 2021, quindi, a Pregnana non rimarranno più attività e questo avrà un impatto sull’occupazione di più di 300 lavoratori, 260 a tempo indeterminato e più di 40 delle società di appalto”. continua a leggere


Pernigotti: futuro torna incerto, salta firma con Spe

articolo: http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2019/09/27/pernigotti-futuro-torna-incerto-salta-firma-con-spe_c6a46e84-f70e-4bec-aaca-bbb00606c064.html

Si fa di nuovo incerto il futuro della Pernigotti. A tre giorni dalla scadenza prevista per la firma dei contratti che avrebbero dovuto rilanciare la produzione dello stabilimento di Novi Ligure (Alessandria), questa sera la proprietà turca della storica azienda dolciaria italiana ha comunicato alla cooperativa torinese Spes il recesso dal contratto preliminare per la cessione del comparto cioccolato-torrone. Una “doccia fredda”, come la definisce la stessa cooperativa, a poche ore dalla rottura delle trattative tra il Gruppo Toksos e Giordano Emendatori per la cessione a quest’ultimo del comparto gelati. continua a leggere 


Whirlpool avvia la cessione di Napoli, la Fiom: “E’ un’offesa”. Mise: “Decisione grave”

 articolo: https://www.repubblica.it/economia/2019/09/17/news/whirlpool_avvia_la_cessione_di_napoli_la_fiom_e_un_offesa_-236240987/?ref=RHPPBT-BH-I236243518-C4-P6-S2.4-T1

17 settembre 2019 – Si scalda la temperatura al tavolo convocato al Mise per la vicenda Whirlpool, al centro della quale ci sono i 420 lavoratori del sito di Napoli che restano in attesa di capire quale sarà il loro destino: la società ha annunciato la partenza della procedura di cessione dello stabilimento campano, scatenando la rabbia di lavoratori e sindacati. E anche la reazione del Mise, che ha parlato di una “decisione grave” e di una “azienda che disattende gli impegni presi”.

La multinazionale ha giudicato insufficienti le misure contenute nel decreto sulle crisi aziendali che le permetteno di accedere a una decontribuzione per circa 17 milioni di euro nei prossimi 15 mesi (10 milioni per il 2019 e 6,9 milioni per il 2020) con sgravi fiscali sugli oneri relativi ai contratti di solidarietà.  continua a leggere 


Parmalat, trattativa a oltranza sindacati-azienda sugli esuberi

Parmalat, trattativa a oltranza sindacati-azienda sugli esuberi

articolo: https://parma.repubblica.it/cronaca/2019/07/27/news/parmalat_trattativa_sugli_esuberi_raffica_di_interrogazioni_parlamentari-231992933/

Nessun accordo, le parti si ritroveranno sempre nella sede dell’Unione parmense degli industriali martedì 30 luglio.

Trattativa serrata fra i vertici di Parmalat e i rappresentanti della triplice sindacale in merito agli esuberi annunciati dalla società a Collecchio.

Una procedura che va a colpire soprattutto posizioni impiegatizie riferite a personale ultracinquantenne e composto in maggioranza da donne.

Le posizioni al momento restano distanti. Intanto desta sempre più preoccupazione nel mondo politico la scelta di Parmalat, controllata da Lactalis, di procedere ai licenziamenti collettivi. continua a leggere


Esuberi alla Perla, lavoratrici in corteo foto

Le lavoratrici de La Perla in corteo contro gli esuberi

articolo: https://bologna.repubblica.it/cronaca/2019/07/26/foto/le_lavoratrici_de_la_perla_in_corteo_contro_gli_esuberi-232100102/1/#1

Le lavoratrici de la perla tornano in Piazza a protestare. Questa volta in corteo da porta San Vitale a Palazzo d’Accursio, dove c’è la commissione consiliare “attività produttive” che avrà come oggetto proprio i 126 esuberi annunciati dall’azienda, di proprietà del fondo olandese Sapinda. Durante il tragitto, percorso sotto i portici, le manifestanti, hanno intonato celebri canzoni del repertorio della canzone italiana, declinate in versioni “di lotta” e accompagnate da una base musicale di fischietti e tamburi. Così “ricominciamo” di Pappalardo diventa “non ce ne andiamo”, “Finchè la barca va” diventa “Finchè la perla va” e così via. L’ingresso nel cortile di Palazzo d’Accursio è stato invece salutato con una versione alternativa di “Caro amico ti scrivo” di Lucio Dalla


Novi Ligure, alla Pernigotti tornano al lavoro settanta dipendenti

 

 articolo: https://torino.repubblica.it/cronaca/2019/07/23/news/novi_ligure_alla_pernigotti_tornano_al_lavoro_settanta_dipendenti-231806759/?ref=RHRS-BH-I231810019-C6-P11-S1.6-T1

Pernigotti riparte. Da lunedì nello stabilimento dolciario di Novi Ligure riprenderà gradualmente la produzione di cioccolato, torrone e gelati con il rientro in azienda di una settantina di dipendenti. Lo fanno sapere i sindacati dopo un incontro con la proprietà che starebbe lavorando a un accordo con la società Spes di Torino, specializzata nel cioccolato, e con la Laica di Arona. Resta poi in piedi la trattativa con il gruppo Emendatori per il comparto dei gelati che però dovrebbe impiegare appena qualche decina di persona. 
In ogni caso nei prossimi giorni Pernigotti richiamerà una settantina di dipendenti a cui, dopo Ferragosto, potranno aggiungersi anche una cinquantina di lavoratori interinali per recuperare il tempo perso e salvare la produzione in vista del Natale. 
La strada è ancora lunga ma questa è sicuramente una buona notizia” continua a leggere 


Presidio Auchan, tra i lavoratori anche il sindaco di Cesano Boscone

 articolo: http://giornaledeinavigli.it/cronaca/presidio-auchan-tra-i-lavoratori-anche-il-sindaco-di-cesano-boscone/

Presidio Auchan

Presidio Auchan, tra i lavoratori anche il sindaco di Cesano Boscone.

Cesano Boscone, 19 luglio 2019 – C’era anche il sindaco di Cesano Boscone Simone Negri al presidio di giovedì da parte dei lavoratori e delle sigle sindacali che tutelano i dipendenti di Auchan che vivono in un clima di incertezza per la decisione di Conad di acquisire il gruppo Auchan.

Il sindaco Negri al presidio con i lavoratori – “Ho partecipato al presidio dei lavoratori di Auchan davanti al Pirellone e successivamente ho portato la voce del territorio all’audizione presso la IV Commissione Attività Produttive di Regione Lombardia – spiega il sindaco Negri –. Ancora troppo poco si sa dell’acquisizione di Auchan da parte di Conad e delle conseguenze che avrà sui diversi punti vendita e sulla sede centrale, che da sola conta oltre 800 lavoratori. In Lombardia si parla di almeno 4mila posti di lavoro”.

Tra i lavoratori l’80% sono donne – “Il centro di Cesano, ricorderete, ha già attraversato una complessa fase di ristrutturazione e oggi siamo di fronte a una nuova operazione che ha molti aspetti non chiari – prosegue il sindaco –. Ovviamente non si vuole fare dell’allarmismo, ma é del tutto evidente che si tratta di passaggi molto delicati e che ci preoccupano per le ripercussioni occupazionali che potrebbero comportare, anche a causa dell’anomalia locale: non dimentichiamoci che si tratta di una struttura in affitto, forse un unicum nel panorama lombardo”. “A ciò si aggiunga che il solo ipermercato cesanese (senza negozi e indotto) occupa 110 persone, di cui l’80% sono donne. C’è quindi un’ulteriore attenzione, di genere, che dobbiamo mettere in campo. Conosco diverse di queste dipendenti e so che molte sono madri, spesso sole, con degli affitti ingenti da sostenere e dei figli a carico”.


Cesano. Presidio dei sindacati e dei lavoratori davanti all’Auchan

articolo: https://www.mi-lorenteggio.com/2019/06/15/cesano-presidio-dei-sindacati-e-dei-lavoratori-davanti-allauchan/87558/

(mi-Lorenteggio.com) Cesano Boscone, 15 giugno 2019 – Presidio dei sindacati insieme ai lavoratori e alle lavoratrici, stamane, davanti al centro commerciale Auchan di Cesano Boscone, dove è in corso lo stato di agitazione indetto dopo le recenti acquisizione da parte di Conad della società francese.  I lavoratori distribuivano e informavo i clienti di quanto sta avvenendo, distribuendo questo volantino:


Mercatone Uno, l’ad di Shernon holding Valdero Rigoni indagato per bancarotta fraudolenta

articolo: https://www.repubblica.it/economia/2019/06/13/news/mercatone_uno_l_ad_di_shernon_holding_valdero_rigoni_indagato_per_bancarotta_fraudolenta-228687305/

Milano 13 giugno 2019 –  Valdero Rigoni, l’amministratore delegato della Shernon holding che ha rilevato Mercatone Uno nell’agosto 2018, è indagato dalla procura di Milano per bancarotta fraudolenta. L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Riccardo Targetti e dal pm Roberto Fontana e segue l’istanza di fallimento accolta il 23 maggio scorso dal tribunale fallimentare che aveva respinto l’istanza di concordato preventivo e dichiarato il crac della holding.

Un rifiuto spiegato con “l’elevato debito maturato in soli 9 mesi di attività per oltre 90 milioni ………… continua a leggere


Stefanel rinuncia al concordato e chiede l’amministrazione straordinaria

articolo: https://www.repubblica.it/economia/2019/06/13/news/stefanel_chiesta_l_amministrazione_straordinaria_dopo_il_no_al_concordato-228660588/

 

Milano, 13 giugno 2019 –  Stefanel ha depositato l’istanza di rinuncia alla procedura di concordato preventivo e presentato un’istanza per la dichiarazione dello stato di insolvenza propedeutica all’ammissione della società alla procedura di amministrazione straordinaria. Lo ha resonoto un comunicato della società, il cui cda chiarisce spiega di aver deciso di avviare l’iter anche per tutelare il livello occupazionale. La scelta è arrivata dopo che dopo che da giorni era chiaro che la maggioranza dei creditori avrebbe  detto no al piano e alla proposta concordataria che il gruppo avrebbe dovuto presentare al Tribunale di Treviso entro domani.

Stefanel ha annunciato inoltre che il consigliere Tito Berna ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di amministratore non esecutivo della società, in considerazione dell’intervenuta incompatibilità tra il mantenimento della carica di consigliere e la propria attività di liquidatore della società correlata Legenda.

11h

ATTENZIONE AL PASSAGGIO AUCHAN – CONAD

Ho atteso la fine della campagna elettorale per parlare del passaggio dell’ipermercato Auchan a Conad perché non volevo che paresse una strumentalizzazione politica.

In realtà sto seguendo passo-passo gli sviluppi della vicenda e sono in contatto costante con le rappresentanze sindacali dei lavoratori, che ho incontrato immediatamente dopo la rielezione.

Non sappiamo quali saranno gli esiti, anche in termini occupazionali, dell’operazione. E per questo non vogliamo esprimere un giudizio: di certo Conad è una realtà in crescita e noi auspichiamo che si inserisca al meglio nel contesto cesanese, perseguendo i massimi risultati.

Al contempo però, desta preoccupazione che il gruppo, probabilmente a causa di un’organizzazione completamente diversa da Auchan – Conad è un consorzio di cooperative con migliaia di piccoli imprenditori – non abbia al momento presentato nessun piano su come intende riorganizzare e gestire i vari centri. Anche in un recente incontro presso il MISE, il gruppo non ha fornito nessun tipo di elemento sul futuro dei vari ex-Auchan, se non un vago riferimento alla “continuità aziendale” che di certo non può essere vista come una garanzia da parte dei tanti lavoratori.

Per queste preoccupazioni seguiremo passo-passo le prossime fasi dell’operazione e invito fin da subito Conad a tranquillizzare i tanti lavoratori – da noi sono 128 – che attendono risposte sul loro destino. Sarebbe un bel modo per presentarsi alla cittadinanza e la migliore pubblicità possibile per il nuovo operatore.

(di Francesca Grillo – da Il Giorno del 1 giugno 2019)

L'immagine può contenere: una o più persone, persone in piedi e testo

Ex Ilva: crisi mercato, Cig a Taranto

articolo: http://www.ansa.it/puglia/notizie/2019/06/05/ex-ilva-crisi-mercato-cig-a-taranto_7dcfe5f5-de41-48a7-ad81-3bad85268fc2.html

05 giugno 2019 – ArcelorMittal Italia annuncia che a causa della grave crisi di mercato “si trova oggi nella necessità di ricorrere temporaneamente alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (Cigo). Il provvedimento interesserà lo stabilimento di Taranto per un numero massimo al giorno di circa 1.400 dipendenti per 13 settimane. L’azienda ha già contattato le Organizzazioni sindacali e le rappresentanze sindacali unitarie di Taranto per informarle di questa operazione”.

Dettagli saranno forniti domani in un incontro. Il 6 maggio scorso ArcelorMittal aveva manifestato l’intenzione di tagliare temporaneamente la produzione di acciaio in Europa con una riduzione di 3 milioni di tonnellate annue. Nello specifico era stata annunciata la sospensione della produzione degli stabilimenti di Cracovia in Polonia, la riduzione nelle Asturie in Spagna e il blocco dell’aumento della produzione dell’ex Ilva di Taranto che ArcelorMittal Italia contava di portare a 6 milioni di tonnellate nel 2020.


Dado Knorr verso il Portogallo, Unilever annuncia 76 licenziamenti in Veneto

articolo: https://www.repubblica.it/economia/2019/06/05/news/dado_knorr-228016468/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P6-S2.5-T1

Dado Knorr verso il Portogallo, Unilever annuncia 76 licenziamenti in Veneto

La multinazionale delocalizza la produzione nel paese iberico. Presidio dei sindacati davanti allo stabilimento, dove lavorano 161 persone. L’azienda: “Razionalizzazione necessaria per garantire sostenibilità futura”

Milano, 05 giugno 2019 – Dopo Whirlpool, un’altra grande impresa assesta un duro colpo ai lavoratori italiani. La multinazionale olandese Unilever ha annunciato lo spostamento dalla produzione del dado Knorr in Portogallo con l’apertura della procedura di licenziamento collettivo di 76 dipendenti dello stabilimento di Sanguinetto, in provincia di Verona.

Dalle 6.00 di oggi e per l’intera giornata è stato organizzato uno sciopero con un presidio davanti all’impianto, dove vengono prodotti anche confettura e risotteria, e che occupa 161 persone.

Un anno fa Unilever Manifacturing Italia aveva chiuso una vertenza per 28 esuberi. I sindacati Cisl, Cgil e Uil puntano il dito contro la politica industriale della multinazionale che “nonostante la riorganizzazione dello scorso anno e il forte aumento dei carichi di lavoro, ha deciso senza alcun preavviso la delocalizzazione in Portogallo della produzione del dado Knorr e il licenziamento di 76 persone. Lo stabilimento di Sanguinetto lavora da 60 anni e deve essere mantenuto” hanno concluso i sindacati. continua a leggere


Napoli, la prima notte di presidio dei lavoratori Whirlpool nello stabilimento di via Argine

articolo: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2019/06/01/news/napoli_la_prima_notte_di_presidio_dei_lavoratori_whirlpool-227716654/

Prima notte di presidio allo stabilimento di via Argine per i lavoratori di Whirlpool. Circa cinquanta operai sono rimasti nelle varie aree del sito produttivo dell’area est di Napoli in segno di protesta contro la cessione dello stabilimento comunicata dai vertici della multinazionale al sindacato.

I lavoratori hanno presidiato la sala auditorium, la portineria, il parcheggio e il piazzale antistante l’ingresso. Alcuni di essi si sono sistemati in una tenda da campeggio attrezzata a pochi metri dal varco principale di accesso della fabbrica. “Molti nostri compagni – afferma Donato Aiello, della Rsu Fiom – sono ancora sotto choc per questa decisione comunicata dall’azienda. Abbiamo passato la notte a discutere e ad organizzare la nostra mobilitazione”. continua a leggere


Whirlpool, Mise: violato accordo, pronti a ridiscutere piano

articolo: https://www.ilmessaggero.it/economia/news/whirlpool_mise_violato_accordo_pronti_a_ridiscutere_piano-4528705.html

31 maggio 2019 – “Il ministero dello Sviluppo Economico è pronto a rimettere in discussione l’intero piano industriale, chiedendo spiegazioni urgenti all’azienda e tutelando al 100% tutti i lavoratori coinvolti. Lavoratori che sono, e rimarranno sempre, la priorità del ministero guidato da Luigi Di Maio. Per queste ragioni si è deciso di convocare un tavolo sulla situazione il 4 giugno, a partire dalle ore 15″. E’ quanto afferma il Mise in una nota, sottolineando che “è stato stralciato l’accordo che la stessa multinazionale aveva firmato lo scorso 25 ottobre: un atteggiamento non tollerabile”. 

“Quanto è successo con l’azienda Whirlpool è molto grave – spiega il ministero – perché a seguito della decisione unilaterale della multinazionale viene chiuso lo stabilimento di Napoli non tutelando i 430 lavoratori coinvolti. continua a leggere

qui sotto l’articolo del 25 ottobre 2018


L’intesa siglata al Mise prevede un piano triennale da 250 milioni

Articolo: https://www.tgcom24.mediaset.it/eco nomia/whirlpool-accordo-per-zero-esuberi-e-nuove-produzioni-in-italia_3171169-201802a.shtml

25 ottobre 2019 – Con un piano industriale che prevede investimenti per 250 milioni di euro in tre anni, Whirlpool “rafforza la strategia per l’italia” con nuove produzioni nel nostro Paese. Previsti incentivi alla mibilità su base volontaria o per accompagnamento alla pensione ed il ricorso alla CIGS che il ministero del Lavoro concederà per il 2019 ed il 2020: così garantirà “un aumento dei volumi produttivi e l’azzeramento degli esuberida qui al 2021”. 

Nel piano c’è, come atteso, il trasferimento dalla Polonia della produzione delle lavatrici e lavasciuga da incasso: il sito di Comunanza (Ap) diventerà, per questi prodotti, il polo produttivo del gruppo per tutta l’area Emea (Europa, Medio Oriente, Africa). L’azienda conferma inoltre gli impegni presi per il completamento del progetto di reindustrializzazione del sito di Teverola (Ce) e “rilancia rilevanti investimenti a favore della specializzazione degli altri stabilimenti italiani” Cassinetta di Biandronno (Va), Melano (An), Siena, Napoli e Carinaro (Ce). continua a leggere


Mercatone Uno, ancora un fallimento: 1.800 lavoratori fuori dai negozi

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articolo: https://www.repubblica.it/economia/miojob/lavoro/2019/05/25/news/mercatone_uno_fallimento_1800_lavoratori-227151656/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P2-S1.8-T1

Punti vendita chiusi nottetempo, la rabbia dei sindacati: “E’ una vergogna, vogliamo risposte dal Mise”. Cinquantacinque i negozi interessati

MILANO – Fallimento scoperto via Facebook, negozi chiusi all’improvviso e 1.800 lavoratori sconvolti. La Filcams-Cgil di Reggio Emilia ha fatto sapere che Shernon Holding, la società che gestiva punti vendita di Mercatone Uno, è stata dichiarata fallita.

Secondo la ricostruzione data dal sindacato, i lavoratori sono giunti a conoscenza del fallimento attraverso il passaparola sul social network, soltanto nella notte: “Non c’è stata nessuna comunicazione ufficiale da parte dell’azienda”, ha spiegato Luca Chierici, segretario della Filcams di Reggio Emilia. In una nota congiunta con Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, i sindacati hanno poi fatto sapere che “questa notte si è appreso che il tribunale di Milano ha dichiarato il fallimento della società e i direttori hanno comunicato ai lavoratori il divieto di accedere ai locali aziendali”. Risultato: saracinesche chiuse, nessuno ha potuto raggiungere il suo posto. “C’è un problema serio anche con la clientela – ha aggiunto Chierici – molta gente si è presentata stamattina nei punti vendita per ritirare merce sulla quale aveva già versato degli acconti nei giorni scorsi per migliaia di euro”. continua a leggere


Operai scendono da campanile, protesta finita

articolo: http://www.ansa.it/campania/notizie/2019/04/23/operai-su-campanile-protesta-continua_fd31a27c-588e-4956-ae6d-fb80ec6c8703.html

I due licenziati dello stabilimento Fca di Pomigliano d’Arco sono scesi dal campanile della chiesa del Carmine di Napoli dopo quattro giorni di protesta contro le modalità di accesso al reddito di cittadinanza per una fascia di lavoratori che hanno perso il lavoro. I due, Mimmo Mignano e Marco Cusano, hanno lasciato le impalcature dell’edificio sacro dopo le rassicurazioni giunte dal presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, che ha annunciato la prossima emissione di un decreto per l’Isee precompilato. “La nostra iniziativa – hanno detto – non è stata inutile e la questione dell’esclusione dal reddito di cittadinanza di molti operai che hanno perso il lavoro si è riaperta. Per questi motivi ribadendo la necessità di estendere e sviluppare la lotta di tutti gli operai licenziati e disoccupati, abbiamo deciso di scendere dal campanile”.


Licenziati dalla Fca di Pomigliano salgono su un campanile a Napoli

aticolo: http://www.ansa.it/campania/notizie/2019/04/20/licenziati-su-campanile-chiesa-a-napoli_f56c6d8a-3325-462a-8500-6d103072baa2.html

Due operai, licenziati dalla Fca di Pomigliano d’Arco (Napoli) dopo un’eclatante manifestazione di protesta all’esterno dello stabilimento, sono per protesta sul campanile della Chiesa del Carmine, in piazza Mercato a Napoli, dove hanno esposto un grande striscione con la scritta ‘Reddito di cittadinanza per licenziati non c’è’.

Altri operai, tra i quali i licenziati della ditta ‘Bruscino Ambiente spa’, sono scesi in piazza a sostenere la contestazione dei due occupanti. Il campanile scelto per inscenare la protesta è tra i più alti di Napoli ed è visibile anche dal centro cittadino. “Passeremo qui la Pasqua”, ha detto al telefono all’Ansa Mimmo Mignano, uno degli operai saliti sulla torre. “Abbiamo iniziato uno sciopero della fame e non lasceremo la torre fino a quando non ci saranno risposte concrete alla nostra vertenza”, ha spiegato. continua a leggere


Seconda notte sul tetto per i facchini della Gls

articolo: http://www.ansa.it/emiliaromagna/notizie/2019/04/18/seconda-notte-sul-tetto-per-facchini-gls_0a93a00f-f7ba-4060-8c40-e00828bbf37e.html

CONTINUA LA MANIFESTAZIONE CONTRO I LICENZIAMENTI A PIACENZA

 © ANSA

Piacenza, 18 aprile 2019 – Seconda notte di protesta per i lavoratori licenziati della Gls di Piacenza che da due giorni sono accampati sul tetto della sede dell’azienda di logistica e trasporti. Ieri sera alcuni militanti del sindacato autonomo Usb hanno fatto avere, dopo il nulla osta della polizia che presidia la zona, viveri, acqua e medicinali ai manifestanti. Si è registrato anche qualche momento di tensione con l’arrivo dei vigili del fuoco e del 118 per un manifestante che pareva fosse caduto, ma alla fine l’allarme è rientrato, e gli stessi facchini hanno chiesto ai soccorritori di allontanarsi dicendo: “Se salite, ci buttiamo. O lavoriamo o moriamo”. I manifestanti, che hanno intenzione di proseguire a oltranza, chiedono un confronto con la Prefettura di Piacenza e con l’azienda per parlare dei licenziamenti. Intanto in mattinata è prevista una conferenza stampa sul posto indetta da Aboubakar Soumahoro, dirigente sindacale Usb.


Bergamo, reintegrato dal giudice e licenziato di nuovo

articolo: https://www.ilgiorno.it/bergamo/cronaca/operaio-reintegrato-e-licenziato-1.4549342

Terno d’Isola (Bergamo), 19 aprile 2019 – Reintegrato dal tribunale, è tornato in azienda ma è stato licenziato per la seconda volta. Non sembra esserci una soluzione per un operaio saldatore, dipedente dal 1992 della Fbm Hudson spa di Terno d’Isola da anni delegato sindacale della Fiom-Cgil.

Licenziato nel 2018, il mese scorso è stato reintegrato dal tribunale di Bergamo, ma lunedì è stato licenziato per la seconda volta. L’8 aprile per l’operaio avrebbe dovuto essere il giorno tanto atteso della ripresa del lavoro e invece a mezzogiorno è stato convocato dall’azienda che gli ha consegnato la lettera di contestazioneper fatti che risalgono a oltre un anno fa, quando ha avuto inizio la vicenda, per una saldatura realizzata “non a regola d’arte”, come ha sottolineato la Fiom-Cgil di Bergamo in un comunicato. continua a leggere

alessandro54

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Giorgio Perlasca

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