La Corte dei Conti boccia il finanziamento a ReiThera. Il vaccino italiano rischia lo stop


articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/05/14/news/la_corte_dei_conti_boccia_il_finanziamento_a_reithera_il_vaccino_italiano_rischia_lo_stop-300982485/

A gennaio Invitalia aveva promesso un cofinanziamento di 81 milioni alla biotech di Castel Romano. Ma secondo i magistrati contabili il contratto è illegittimo, quindi nullo. Impossibile in questo modo completare le sperimentazioni e autorizzare il vaccino

La palla passa ora al governo, che dovrà decidere come procedere, e in particolare al Ministero per lo sviluppo economico, che all’inizio dell’anno aveva approvato il cofinanziamento. “Lo schema dell’investimento è illegittimo e quindi nullo” si è limitata a commentare la Corte, il cui parere era atteso da un mese e mezzo circa. I vertici di ReiThera, che nel progetto del vaccino ha investito 12 milioni propri, hanno accolto la notizia – arrivata tramite la stampa, senza alcuna comunicazione ufficiale – con sorpresa. Il loro unico commento è che restano in attesa di leggere il parere formale della Corte.

La breve nota dei magistrati è stata: “La sezione centrale della Corte dei Conti a conclusione dell’adunanza del 11 maggio 2021 ha deliberato di ricusare il visto sul decreto” relativo all’approvazione “dell’Accordo di sviluppo sottoscritto in data 17 febbraio 2021 dal Ministero dello Sviluppo economico, da Invitalia spa e dalla Società ReiThera srl, volto a sostenere il programma di sviluppo industriale da realizzare presso lo stabilimento produttivo sito in Castel Romano“.

Vaccini in Lombardia, il punto con Fontana, Moratti e Bertolaso


Consulta online la piattaforma con i dati quotidianamente aggiornati sull’andamento dell’epidemia di Coronavirus in Regione Lombardia.

https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/coronavirus/dati

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Vaccini Lombardia, prenotazioni dei 40enni dal 20 maggio. I trentenni dal 27 e la fascia 29-16 anni dal 2 giugno

articolo: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_maggio_14/vaccini-lombardia-prenotazioni-40enni-20-maggio-trentenni-27-under-20-2-giugno-9e227888-b4ab-11eb-a3a5-b3729d611502.shtml

Il nuovo calendario della campagna di profilassi. Bertolaso all’attacco su «vax day» e anticipo delle prenotazioni: «Copre i ritardi delle altre regioni»

«Apriremo il 20 di maggio le prenotazioni alla fascia 40-49 anni». Lo ha annunciato il coordinatore della campagna vaccinale lombarda, Guido Bertolaso, durante una conferenza stampa per fare il punto sulla campagna vaccinale in regione. Bertolaso ha spiegato che per quella data ci darà la fornitura di vaccini necessaria e ci sarà spazio nelle agende che al momento sono piene per le prenotazioni degli over 50. «Sappiamo — ha aggiunto — che potremo garantire ai 40 enni di vaccinarsi ai primi di giugno».

Le prenotazioni per i 30enni inizieranno invece il 27 maggio. Il turno della fascia di età 29-16 anni scatterà il 2 giugno, data simbolica. «Non causalmente il giorno della Festa Repubblica, in modo di ricevere la prima dose prima di andarsene in vacanza». Bertolaso all’attacco su vax day e anticipo delle prenotazioni: «Copre i ritardi delle altre regioni e la mancanza di strategia». Letizia Moratti, assessore regionale al Welfare: «Siamo stati rallentati».

Domande e risposte su vaccino e varianti Covid, per fare chiarezza sull’efficacia dei preparati e sulla durata dell’immunità che garantiscono.


articolo: https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/21_maggio_11/vaccino-covid-varianti-quanto-dura-pfizer-astrazeneca-moderna-jonson-12a8d322-b1ba-11eb-97b4-aa5e7b1c1388.shtml?fbclid=IwAR2A8gF2ngvFbdYdmPQm2FdQbv_dVUVNEEScOnzQoUfPFIFo5stsBgMYIP4

Pfizer, AstraZeneca, Moderna, Johnson & Johnson, i vaccini cinesi: quali funzionano contro le varianti? Quanto dura l’effetto? Tutte le risposte sull’efficacia nei confronti delle varianti più temute e diffuse

Domande e risposte su vaccino e varianti Covid, per fare chiarezza sull’efficacia dei preparati e sulla durata dell’immunità che garantiscono. Ha collaborato Mario Clerici, Ordinario di Immunologia all’Università di Milano e Direttore scientifico della Fondazione Don Gnocchi.

Vaccini e varianti: l’efficacia

La casa farmaceutica Pfizer ha dichiarato che non esistono evidenze che sia necessaria una nuova formula del suo vaccino contro le varianti. Che cosa significa?
Il vaccino Pfizer si è dimostrato 
in grado di proteggere le persone anche nei confronti delle varianti di SARS-CoV-2 più temute. L’ultimo studio in ordine di tempo, svolto in Qatar contro le varianti inglese e sudafricana, ha mostrato una buona efficacia del vaccino, che diventa ottima nella prevenzione di malattie gravi o fatali indotte dal SARS-CoV-2 mutato. Anche Moderna ha buoni risultati, inoltre sta studiando un potenziamento del suo vaccino, che ha generato buoni anticorpi contro la variante sudafricana, e un prodotto specifico formulato contro tutte le varianti, che ha generato anticorpi ancora migliori negli studi clinici di Fase 2.

Come si è arrivati a questo risultato?
Da subito le case farmaceutiche hanno iniziato a fare ricerche nei confronti delle varianti più diffuse (sostanzialmente l’inglese, la sudafricana e la brasiliana) e hanno visto che gli anticorpi indotti dal vaccino sono in grado di bloccarle tutte.

Anche i vaccini a vettore virale come AstraZeneca e Johnson & Johnson sono efficaci contro le varianti?
Sembra che non ci sia una differenza marcata tra vaccini a RNA messaggero e a vettore adenovirale e che tutti siano in grado di difenderci. Riguardo ad AstraZeneca inizialmente c’erano dati che suggerivano che funzionasse meno bene nei confronti della variante sudafricana, ma in studi successivi le analisi si sono dimostrate migliori, specie nei confronti della brasiliana. Tutti e quattro i vaccini in uso oggi in Italia proteggono anche dalle varianti, soprattutto nel prevenire gravi conseguenze da Covid-19. Ricordiamo che in Italia la variante dominante è ormai l’inglese (prevalente al 91,6%), mentre la brasiliana rappresenta il 4,5% dei casi e tutte le altre sono sotto lo 0,5%.

I vaccini cinesi rispondono altrettanto bene?
I vaccini cinesi funzionano meno bene anche nei confronti del virus originario (senza mutazioni significative), perché hanno una protezione massima del 50%. In alcuni Paesi dove sono stati utilizzati, come il Cile o
 le Seychelles, i contagi sono aumentati nonostante un’altissima percentuale di popolazione immunizzata (rispettivamente il 45% e il 60%).

Dovessero sorgere mutazioni peggiori?
Le autorità di Nuova Delhi dicono che
 sia Astra Zeneca sia Pfizer sono efficaci contro la variante indiana. con la nuova tecnologica dell’RNA messaggero, nel caso di mutazioni nuove si troverebbe una nuova composizione in tempi abbastanza rapidi: si parla di un paio di mesi dall’inizio del processo all’approvazione.

La durata dell’immunità

La buona risposta contro le varianti è un’indicazione utile anche per i guariti?
Sicuramente l’immunità indotta dalla malattia non è altrettanto valida come quella indotta dai vaccini, specialmente contro le varianti. Il suggerimento fortissimo, anche per chi è guarito, è quello di vaccinarsi. Per chi ha fatto il virus da meno di sei mesi basta una singola dose.

Per quanto tempo i vaccini ci proteggeranno? Ci sono nuove evidenze?
I dati – solidi – che vengono dal mondo reale dimostrano come, anche quando la quantità di anticorpi che si misura nel sangue (con i test sierologici) scende, non diminuiscono le “cellule di memoria”, che in un secondo incontro con il virus si attiverebbero immediatamente producendo altri anticorpi. Siamo arrivati a oltre sette mesi di durata, ma la forchetta dovrebbe ampliarsi ancora

.Alcuni scienziati propongono di studiare un vaccino pan-coronavirus, funzionerebbe contro tutte le varianti?
Si. Sarebbe un vaccino a tecnologia RNA “a prova di varianti”. Potrebbe forse anche fornire una certa protezione da future epidemie di betacoronavirus zoonotici e una piattaforma valida per l’ulteriore sviluppo di vaccini pan-betacoronavirus.

Vaccino Covid in Lombardia, partite le prenotazioni della fascia 50-59 anni: sono già più di 270 mila. Già oggi prime dosi


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/05/09/news/vaccini_covid_prenotazioni_cinquantenni_under49_lombardia_milano-300205072/

In funzione il portale di Poste Italiane per i nati fra 1962 e 1971: le vaccinazioni per questa categoria si intensificheranno dal 23 giugno, a fine mese tocca ai 40enni

Allo scattare della mezzanotte in molti erano già col dito pronto per digitare i propri dati nel sistema di prenotazione regionale per i vaccini anti Covid. E alle 9,30 sono già oltre 270 mila i cinquantenni iscritti. Stamattina alle 8 le prime 46 persone sono state vaccinate.

Come tutte le regioni italiane, anche la Lombardia è partita con i vaccini per chi è nato fra il 1962 e il 1971: il portale doveva entrare in funzione alle 24, ma in molti sono riusciti a immettere i propri dati fiscali e sanitari già alle 22 di ieri sera. Il 98% dei prenotati infatti è passato attraverso il portale prenotazionivaccinicovid.regione.lombardia.it. Il 70 per cento dei prenotati ha avuto l’appuntamento entro il 2 giugno e le vaccinazioni per questa categoria anagrafica si intensificheranno a partire dal 23 maggio con almeno 32 mila 50 enni immunizzati al giorno.

Ieri la vicepresidente della Regione, Letizia Moratti aveva fatto gli auguri a tutti i nati degli anni sessanta, in particolare alle donne pronte a vaccinarsi: “Buona festa alle mamme e in particolare alle madri lavoratrici della Sanità lombarda – a maggioranza fatta da donne – molte delle quali lavorano anche oggi per la campagna vaccinale della Lombardia che prosegue con l’apertura da mezzanotte delle prenotazioni per i 50-59enni“, ha scritto in un tweet la numero due della Regione, assessora al Welfare, orgogliosa della Lombardia che vaccina ormai più di ogni altra regione italiana.

La platea dei cinquantenni è di 1,6 milioni di persone, ma sono 330 mila quelli già vaccinati negli scorsi giorni perché “fragili” portatori di patologie croniche e altri 176 mila hanno già l’appuntamento per fare il siero nei prossimi giorni.

Gli appuntamenti per chi non ha patologie sono partiti dunque già per questa settimana ma la campagna di immunizzazione durerà fino a metà giugno, almeno. Poi sarà il turno del resto della popolazione, circa 4 milioni di persone che hanno da 49 a 16 anni. Per loro le prenotazioni partiranno attorno al 23 maggio e le immunizzazioni da luglio. Le date precise verranno comunicate a breve, ma tutto dipende dal numero di dosi di vaccino che verrà consegnato alla Lombardia nelle prossime settimane.

Al momento c’è a disposizione molto più Pfizer che Astrazeneca, che infatti risulta usato solo nel 24 % dei casi. Le rinunce del farmaco brevettato ad Oxford comunque – dice Letizia Moratti – sono bassissime, non superiori all’1%. Le somministrazioni sono state oltre 84 mila ieri, per un totale di oltre 4 milioni dall’inizio di gennaio. E’ stato usato il 91 % delle dosi che sono nei magazzini degli hub, i richiami sono stati posticipati per chi so sta vaccinando nelle ultime 48 ore, come da indicazioni del Governo.

https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/vaccinazionicovid/dashboard-vaccini

Green Pass in Italia: dalla privacy ai costi, tutti i dubbi e le modifiche in arrivo


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_maggio_06/08-interni-t10corriere-web-sezioni-4d254c80-aea7-11eb-8f4e-e883921d39f5.shtml?fbclid=IwAR3d6dblmrY2K6NBN1f53W0dEWWhfKMoyTk8guv9OW1AWnmGnU23V49AX_k

Il garante: «Non inserire informazioni superflue e individuare il titolare del trattamento dei dati». Il viceministro Sileri: aumentare a un anno il periodo dopo l’immunità

ROMA – La frenata del garante della privacy, i dubbi sui costi che potrebbero rallentare il turismo, le incertezze sull’applicazione concreta, le critiche sul tampone come lasciapassare e la difficile convergenza con gli altri Paesi europei. Il certificato verde italiano (o pass vaccinale) è appena nato, ma già si pensa a come modificarlo, visto che i dubbi sono molti e anche all’interno del governo c’è chi si chiede se non ci si è infilati in un cul de sac iperburocratico che rischia di rallentare, invece di facilitare, secondo quello che era il suo scopo, il turismo interno e internazionale nella stagione estiva.

I requisiti – Il certificato italiano è già in vigore in Italia da lunedì 26 aprile e a giugno dovrebbe arrivare anche il Digital green certificate, il pass europeo, che consentirà di viaggiare liberamente tra i diversi Paesi. Attualmente il certificato italiano non esiste fisicamente, ma solo virtualmente: consiste in uno dei tre documenti che integrano i requisiti necessari. Che sono l’essere stati vaccinati (con seconda dose) entro i sei mesi precedenti; essere guariti dal Covid nello stesso periodo; avere fatto un tampone molecolare o test rapido negativo non più di 48 ore prima. Per ora, serve a poco. Sostanzialmente solo ad entrare nelle regioni arancioni o rosse, che sono sei (ma a giugno, presumibilmente, non ce ne saranno).

Riservatezza – La critica più pesante è quella del garante della privacy Pasquale Stanzione. In audizione nelle Commissioni riunite Affari costituzionali, Giustizia e Affari sociali, ha spiegato che bisogna escludere esplicitamente usi diversi da quelli previsti dal decreto e individuare il titolare del trattamento dei dati. Non solo: «È superflua l’indicazione del numero di dosi di vaccino o del tipo di vaccino, ma anche la previsione di modelli di certificazioni verdi diversi a seconda della condizione (vaccinazione, guarigione, test negativo) in virtù della quale esse sono rilasciate». Palazzo Chigi, con il sottosegretario Roberto Garofoli, sta lavorando per adeguare le norme.

Tamponi e test – La critica scientifica più pesante era arrivata da un tweet di Roberto Burioni, secondo il quale il tampone recente per avere il pass è «un pericolosissimo controsenso». Ma anche il viceministro Piergiorgio Sileri è critico. Ieri ha incontrato il portavoce del Cts e presidente dell’Iss Silvio Brusaferro per esporgli le sue idee. Vorrebbe estendere a un anno il tempo dalla vaccinazione; includere anche chi non sa quando è guarito ma risulta avere gli anticorpi alti da un test quantitativo; usare il pass come condizione per entrare nelle Rsa, per accedere a treni e aerei Covid free e per eventi sportivi con pubblico limitato.

Il pass europeo – Il governo sta valutando e si sta lavorando anche in sede europea per trovare regole comuni, in presenza di prassi, al momento, molto diverse. Il pass attuale andrà in parallelo con quello europeo, che diventerà digitale. Dopo la cabina di regia della prossima settimana, il Consiglio dei ministri varerà qualche modifica, allargando il campo d’azione e precisando alcuni elementi. Anche per disinnescare il consueto controcanto di Matteo Salvini, che già avverte: «Il Covid Pass europeo ha senso per far ripartire il turismo e consentire agli stranieri di venire in Italia, ma non deve diventare uno strumento per complicare ulteriormente la vita agli italiani».

Le Regioni – Qualche confusione c’è a livello regionale. La Liguria ha approvato un’ordinanza che recepisce le faq del ministero, anche se non pareva necessario. A Bolzano, zona rossa, il locale «corona pass» è condizione per accedere ai cinema. La Campania ha abilitato il pass regionale per «facilitazioni all’accesso dei servizi e/o deroghe alle misure di sicurezza più restrittive». Ma il vero punto di svolta sarà il pass europeo, che potrebbe consentire di ridurre il buco di 53 miliardi di euro causato al turismo dal Covid.

Vaccini, corsa alle fiale: Lombardia record. E mezzo Paese supera il target


articolo: https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2021/04/30/news/vaccini_corsa_alle_fiale_lombardia_record_e_mezzo_paese_supera_il_target-298862746/

La progressione dell’ultima settimana. Moratti: presto 140 mila vaccini al giorno

ROMA – Dietro l’obiettivo centrato ieri per la prima volta del mezzo milione di dosi di vaccini al giorno c’è lo sprint delle Regioni. Una corsa tutta in salita ma col passo accelerato nelle ultime ore per toccare e superare quota 500 mila. Sono praticamente la metà — 10 su 21 — i territori che hanno raggiunto e sopravanzato il target giornaliero di iniezioni fissato dal commissario all’emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo. A spingere per lo scatto gli oltre due milioni e mezzo di vaccini arrivati in settimana e la molteplicazione dei centri vaccinali che ora sono 2438, con gli ultimi 78 che si sono aggiunti rispetto a sette giorni fa.

Più di un quinto delle somministrazioni nazionali totali le ha fatte, da sola, la Lombardia: «Siamo da Champion’s League — ha esultato con metafora calcistica il responsabile della campagna vaccinale, Guido Bertolaso — Speriamo di vincere anche lo scudetto». Ieri il record regionale con più di 115 mila vaccinazioni ma la prospettiva, per la vicepresidente Letizia Moratti, è arrivare a 140 mila ogni 24 ore con l’obiettivo di vaccinare entro l’estate tutti i lombardi con almeno una dose.

Partita male, con 10 mila iniezioni al giorno, la rimonta si è giocata tutta in primavera con l’arrivo di 1 milione e 500 mila dosi, la nuova piattaforma per le adesioni affidata a Poste italiane, la potenza vaccinale dei grandi hub in favore dei quali verranno strategicamente sacrificati i più piccoli e la nuova modalità di prenotazione per fasce d’età che ha scalzato quella per piccole categorie. «Il 98% degli over 80 è stato già vaccinato e così pure il 78% degli over 70» ha detto Moratti. In tutto, la Lombardia ha somministrato 3 milioni e 200 mila dosi.

Ma più che al calcio bisognerebbe guardare al ciclismo perché se Milano traina, molte altre Regioni fanno da gregarie alla pedalata nazionale verso l’immunità sebbene le inoculazioni continuino a viaggiare ancora a velocità diverse e la copertura vaccinale dei cittadini tra i 60 e i 79 anni resti in affanno rispetto ad altri Paesi europei.

Il Veneto ha superato le 47 mila iniezioni quotidiane («Un primato» dice Luca Zaia), il Piemonte le 46 mila («Avanti così!» esclama Alberto Cirio), l’Emilia Romagna ne ha fatte più di 43 mila. E con loro, oltre alla Sicilia con oltre 30 mila vaccini e alla Toscana che sfiora il target con 37 mila vaccini («È record» spiega Eugenio Giani), ci sono pure “le piccole” che girano su numeri più bassi ma hanno superato la meta fissata fino a ieri dal commissario: così le Marche, l’Abruzzo, la Basilicata, il Molise, la Valle d’Aosta.

Sotto soglia il Lazio, che gode però del grande vantaggio accumulato in partenza e resta la seconda Regione per dosi totali somministrate: quasi 1 milione e 900 mila. Ora al giorno si fanno 37 mila iniezioni contro le 50 mila richieste, «ma a stretto giro puntiamo a 40 mila dosi» dice il governatore Nicola Zingaretti, mentre le prenotazioni proseguono a ritmo sostenuto e si è aperto anche alla fascia 18-49 con codice di esenzione per patologie.

Sfiora le 42 mila vaccinazioni giornaliere volute dal generale Figliuolo pure la Campania, ma il presidente Vincenzo De Luca lamenta «un furto e un sottofurto»: «Siamo senza dosi, 211 mila cittadini campani che avrebbero diritto al vaccino non possono averlo e Pfizer e Moderna da noi arrivano col contagocce». Accusa simile a quella del governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga: «Potremmo arrivare a 17 mila iniezioni al giorno, ma mancano le fiale». E allora si sta fermi a 6 mila. «Scarsa però è pure l’adesione, venite a vaccinarvi — è l’appello del presidente — Tra i 60 e i 69 anni il 40% dei cittadini non si è prenotato, tra i 70 e i 79 anni il 25%».

Per mantenere e spostare ancora un po’ più in là il traguardo giornaliero, ora che la macchina è testata, le Regioni confidano nella puntualità degli approvvigionamenti: «Trenta milioni di vaccini al mese in estate» ha annunciato il direttore dell’Aifa, Nicola Magrini. Un milione al giorno.

Checco Zalone folgorato da Helen Mirren: ‘La Vacinada’ è il tormentone da Oscar


Il Piccolo

Checco Zalone incontra Helen Mirren ed è subito un video da Oscar. ‘L’immunidad de gregge ancor no è arivada, ma menomal que està la vacinada’. Ecco il nuovo tormentone di Luca Medici, in arte Checco Zalone, che torna a occuparsi di Covid e vaccini. ‘La vacinada’ è una sorta di sequel del video diventato virale lo scorso anno ‘L’immunità di gregge’, girato con Virginia Raffaele per raccontare la quarantena degli italiani. Francisco Oscar Zalon, come si fa chiamare nel video, questa volta si trova in ‘Saliento’ per raggiungere la grotta Zinzulusa, sul litorale tra Castro e Santa Cesarea Terme. Lungo il tragitto incontra Mirren, l’attrice britannica premio Oscar, nei panni di una contadina alla quale chiede indicazioni. Ma viene subito distratto dalla vista del punto di iniezione del vaccino sul braccio sinistro della donna. Così, ne viene folgorato e la coinvolge in un viaggio romantico per le campagne salentine, con tanto di colonna sonora dedicata. “A mi me gusta bailare contigo, o vacinada, con l’anticuerpo dell’Astrazeneca”. Una ventata di leggerezza e ironia, ma anche un invito tra le righe a vaccinarsi .  .di Marìcla Pastore

Vaccini Lombardia under 60, al via le prenotazioni per i fragili tra i 55 e i 59 anni. «Oltre 90 mila dosi al giorno»


articolo: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_aprile_28/vaccini-covid-lombardia-apre-prenotazioni-fragili-55-59-anni-cf3a789e-a7f9-11eb-9b2a-89b9894068db.shtml

Arriva il turno della «categoria 4» in Lombardia. Ancora in attesa di una data i 50-59enni senza patologie: slitta per ora la partenza (già annunciata per il 30 aprile) dopo l’indicazione del generale Figliuolo. «Priorità ai cronici»

Si parte, finalmente. E non si procederà in parallelo con gli over 50, come aveva immaginato il Welfare lombardo fino a qualche giorno fa. Oggi alle 12 aprono le prenotazioni in Lombardia per i cittadini fragili di età compresa tra i 55 e i 59 anni (la famosa «categoria 4», ma per fasce d’età, di cui avevamo scritto qui).

Chi – Dalle 12 di oggi i lombardi con età compresa tra i 55 e i 59 anni in possesso di un’esenzione per patologia possono prenotare la vaccinazione anti-Covid tramite il portale della Regione: prenotazionevaccinicovid.regione.lombardia.it. L’esenzione per patologia che permette la prenotazione è unesenzione per malattia cronica: si tratta di cittadini affetti da patologie che possono aumentare il rischio di sviluppare forme severe di Covid-19. Le patologie incluse in questa fase sono quelle riportate nella tabella 3 delle Raccomandazioni nazionali ad interim anti-Sars Cov2 del 10 marzo 2021 (si vada a pagina 7). Tutti i fragili riceveranno il vaccino Pfizer o Moderna.

Come si prosegue – Si apriranno man mano le prenotazioni per tutti i fragili under 60 lombardicome prevedono il Piano nazionale (le Raccomandazioni ad interim), l’ordinanza n. 6 del commissario straordinario generale Figliuolo e la raccomandazione del 20 aprile. La Regione possiede la lista dei cittadini con esenzione per patologie croniche: si tratta di circa 700 mila lombardi. Si procederà veloci, dunque, per terminare la «categoria 4» prima di riprendere il calendario per fasce d’età come fatto finora. Questo significa che i 50-59enni non fragili dovranno aspettare: dal «piano Bertolaso» si prevedeva per loro l’avvio delle prenotazioni il 30 aprile. Come anticipato già dal Corriere qualche giorno fa, gli over 50 scaleranno nel calendario, seguendo l’indicazione di Figliuolo, ovvero di mettere prima in sicurezza le categorie precedenti e prioritarie — dunque anche la «categoria 4» — prima di proseguire con gli under 60. Una data per i 50-59enni quindi ancora non c’è: il Welfare la renderà nota appena possibile.

Il ritmo – Oggi la Regione supererà le 90 mila somministrazioni al giorno. «La Lombardia ha superato i 3 milioni di dosi di vaccini anti-Covid somministrate», ha comunicato stamattina il presidente Attilio Fontana. «In poco meno di due settimane abbiamo dunque raggiunto un doppio ambizioso traguardo che conferma la grande validità del Piano studiato e messo a punto da Guido Bertolaso. Un piano che entro un paio di giorni ci farà superare la cifra record di 100.000 dosi effettuate in un giorno. Numeri che alcuni pensavano fossero irraggiungibili; invece il nostro sistema ha una capacità di fuoco che ci consentirà di fare ancora meglio se la struttura commissariale ci garantirà adeguate forniture». Fontana ha tenuto poi a ringraziare «tutti coloro che hanno permesso alla Lombardia di raggiungere questo traguardo: personale sanitario e non, infermieri, protezione civile, esercito, volontari di tante associazioni diverse e i privati cittadini che hanno scelto di regalare un pò di tempo per contribuire a vincere questa battaglia. Non dimentico però neanche coloro che hanno messo a disposizioni fondi e strutture per allestire hub e centri vaccinali in tutta la Lombardia».

Pass vaccinale, il garante per la privacy: “Dati personali a rischio, così non va. Il governo lo modifichi”


articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/04/26/news/pass_vaccinale_verde_covid_garante_privacy_dati_personali-298187340/

Intervista a Pasquale Stanzione sulle sfide poste dall’emergenza Covid su temi come privacy e gestione dei dati: dallo scambio di informazioni sanitarie al tracciamento, fino al riconoscimento facciale


La convivenza forzata con la pandemia è una sfida anche sul fronte della protezione dei dati personali: dalla necessità di avere informazioni sanitarie condivise alle certificazioni per spostarsi, dalle piattaforme digitali per gestire la vita a distanza ai sistemi di riconoscimento per gestire le attività con il pubblico, l’equilibrio tra le misure di contenimento del contagio e la privacy è sempre difficile da trovare. Ne è un esempio il cosiddetto pass verde, introdotto nei giorni scorsi dal governo nel decreto sulle riaperture: il garante lo ha bocciato. A spiegarne i motivi è il presidente dell’Autorità per la protezione dei dati personali, cioè il garante stesso, Pasquale Stanzione.

Professor Stanzione, perché avete criticato il pass vaccinale? – Il “certificato verde” introdotto dall’ultimo decreto legge va modificato in maniera più incisiva, perché così com’è ha delle carenze che possono creare profili di illegittimità del trattamento dei dati personali, come abbiamo scritto in un avvertimento emanato nei giorni scorsi. Il Garante non ha ancora avuto la possibilità di esprimersi sul testo: mi auguro che il nostro parere venga richiesto quanto prima, in vista delle modifiche che sicuramente ci saranno al momento di convertire in legge il decreto, con una revisione delle maggiori criticità”.

Come dovrebbe funzionare il passaporto verde in Europa? – La prima sede in cui se ne è discusso è quella della bozza di Regolamento europeo sul green pass digitale. Si tratta non di un passaporto vaccinale vero e proprio ma di tre tipologie di certificati (di vaccinazione, sì, ma anche di negatività al test e di guarigione) per la mobilità intraeuropea. Il testo prevede un sistema di verifica decentrato, senza conservazione dei dati e la stessa misura del pass è limitata al permanere dell’emergenza. È nel complesso un ottimo testo, che bilancia adeguatamente privacy, autodeterminazione terapeutica ed esigenze di sanità pubblica. Tuttavia, essendo la bozza in una fase ancora iniziale, il Garante europeo e il Comitato europeo per la protezione dei dati hanno indicato possibili perfezionamenti che abbiamo illustrato al Senato in audizione.
 
Si parla di riconoscimento facciale per riportare il pubblico allo stadio agli Europei di calcio. Che valutazione è stata fatta su questa tecnologia? Può diventare un primo esperimento per tutte le manifestazioni con pubblico?
– Non anticipo un giudizio sul quale il Garante potrebbe doversi pronunciare ufficialmente. In linea generale, va però considerato che il trattamento di dati biometrici, tanto più con tecniche di intelligenza artificiale, necessita di particolari presupposti e garanzie, cui ad esempio già nel 2016, pur in un contesto normativo diverso, l’Autorità aveva subordinato l’utilizzo del riconoscimento facciale all’Olimpico. Sull’estensione generalizzata di queste tecniche farei una riflessione più ponderata: ogni contesto esige una valutazione specifica modulata sulle caratteristiche del caso concreto. Si pensi che il Consiglio d’Europa ha invitato gli Stati a ricorrere al riconoscimento facciale, per fini di sicurezza, solo laddove indispensabile per la prevenzione di gravi pregiudizi all’incolumità pubblica. La stessa bozza di Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale presentata nei giorni scorsi prevede sul punto cautele importanti. Anche sulla base di tali indicazioni il Garante ha ritenuto che non sia possibile, allo stato e nei termini sottoposti, la realizzazione da parte del Ministero dell’interno, di un sistema di riconoscimento facciale per fini di sicurezza pubblica, ad applicazione generalizzata, in assenza di adeguati presupposti normativi e di idonee garanzie.

Immuni era nata con grandi speranze e obiettivi. Perché è fallita? Si può ancora salvare nel rispetto della privacy?Non credo che a fallire sia stata Immuni, anzi. Il problema mi pare siano invece le grandi carenze del sistema generale di tracciamento, probabilmente per l’insufficienza delle risorse destinate negli ultimi anni alla sanità pubblica.  Al contrario, credo che il sistema di allerta nazionale istituito un anno fa rappresenti un esempio di sinergia virtuosa tra privacy, tecnologia e sanità; un paradigma del modello europeo di gestione dell’emergenza che ha saputo rifuggire la logica dell’eccezione, secondo cui necessitas non habet legem. A forme di tracing invasive quali quelle fondate sulla geolocalizzazione, l’Europa ha opposto una soluzione volta a tracciare i contatti, non le persone, fondata sulla scelta libera del soggetto, ma assunta nel segno della responsabilità e della solidarietà. Di qui l’opzione in favore di un sistema ad adesione volontaria, gestito da autorità statali, fondato sui dati di prossimità dei dispositivi e con conservazione limitata al solo periodo strettamente indispensabile alla ricostruzione della filiera dei contatti.

Dad, smart working, videconferenze, chat: la vita a distanza a cui ci siamo abituati a quali rischi espone i nostri dati e le nostre identità digitali? Si possono immaginare protocolli per salvare il “buono” di queste esperienze anche ad emergenza finita? – L’occhio elettronico cui ormai siamo abituati è tanto prezioso per consentirci di svolgere le attività più varie pur in regime di distanziamento sociale, quanto fortemente invasivo per la nostra privacy . I rischi cui ci espone vanno dalla diffusione di conversazioni o scene di vita quotidiana di natura confidenziale, per via di un microfono o di una videocamera indebitamente accesi, all’esfiltrazione – pur non voluta e imputabile a meri errori o all’uso di canali non sicuri- di informazioni professionali riservate. Ma invece di rinunciare alle grandi chances offerte dalla tecnica, dobbiamo investire sulla pedagogia digitale come presupposto necessario della nuova cittadinanza e sulla cybersecurity come fattore primario di sviluppo del Paese.

Più in generale: qual è è la lezione della pandemia sul fronte del trattamento dei dati? – Quella di cercare sempre, dietro pretesi antagonismi, una sinergia virtuosa tra tecnica, libertà individuali ed esigenze collettive primarie, quale appunto la sanità pubblica.

Andiamo verso un mondo nel quale, per poter riprendere a vivere in sicurezza, dovremo accettare tecnologie più invasive che salvaguardano la collettività a scapito dell’individuo? – Credo che dovremo elaborare tecnologie capaci di coniugare libertà individuali ed esigenze pubblicistiche, mettendo la tecnica al servizio dell’umanità. E’ questa la vera sfida, che dobbiamo accettare e vincere.

Poche scorte di AstraZeneca, stop alle prime dosi: la Lombardia ora vaccina i sessantenni solo con Pfizer e Moderna


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/04/25/news/nuovi_centri_vaccini_scintille_hangar_bicocca_milano_lombardia-298022004/?ref=RHTP-BH-I293269148-P1-S8-T1

In attesa dei rifornimenti una direttiva della direzione Welfare della Regione ordina a ospedali e Asst di usare gli altri vaccini. Oggi inaugurato il maxi-hub del Palazzo delle Scintille, domani tocca al Pirelli HangarBicolla: la campagna accelera

Poche scorte di AstraZeneca, in Lombardia si torna a vaccinare anche i sessantenni con Pfizer. Fino a quando non arriveranno i rifornimenti del siero brevettato ad Oxford, la Regione ha dato ordine con una direttiva della direzione Welfare ad ospedali e Asst di usare il vaccino americano oppure Moderna, visto che nei maxi frigo degli hub ce ne sono ancora circa 400 mila dosi e altre sono in arrivo domani. Mentre per AstraZeneca bisognerà attendere gli invii, sapendo che la società produttrice ha già annunciato ritardi. Al momento il 71 per cento delle vaccinazioni viene fatto con Pfizer, il 22 per cento con AstraZeneca e il 7 con Moderna.

Intanto, con le prime duemila vaccinazioni di cittadini fragili è entrato ufficialmente in funzione l’hub vaccinale del Palazzo delle Scintille, in piazza VI Febbraio. Qui stamattina è arrivata la vicepresidente e assessora al Welfare Letizia Moratti per a visitare la nuova struttura messa a disposizone da Fondazione Fiera, dove operano fianco a fianco medici, infermieri e operatori del Policlinico e dell’Asst Santi e Paolo. Il centro, in grado di ospitare 72 linee vaccinali per 10mila inoculazioni al giorno, è stato uno dei luoghi simbolo della rinascita di Milano nel dopoguerra e del ritorno alla vita sociale e alla grande cultura avendo ospitato nel 1946 la stagione operistica e del balletto del Teatro della Scala. “Nella giornata del 25 aprile – ha commentato Moratti -, anniversario della Liberazione e momento di festa e punto di partenza per la nascita di una democrazia compiuta, l’inaugurazione dell’hub vaccinale a Palazzo delle Scintille segna simbolicamente il momento della ritrovata speranza di liberazione dal virus e ricostruzione della vita economica, sociale e culturale di Milano, della Lombardia e dell’Italia, così come fu 76 anni fa per la generazione che ricostruì il Paese dopo il conflitto mondiale”.L’INTERVISTA

Intanto sono state raggiunte le 72mila vaccinazioni al giorno, con l’obiettivo di arrivare in settimana a 100mila. La Lombardia guida ormai la classifica delle regioni dove si è vaccinato di più, con oltre 3,2 milioni di dosi somministrate, l’86% del totale di quelle consegnate. Le dosi fatte in Lombardia sono il doppio di quelle somministrate in Lazio, quasi il triplo di quelle usate in Emilia Romagna e in Veneto.

Finiti gli 80enni, ora si corre con i 70 enni (quasi mezzo milione di dosi già inoculate) e i 60 enni (273 mila in una settimana). Corrono anche le prenotazioni sul portale di Poste che ha già collezionato un milione e mezzo di adesioni alla campagna vaccinale che va ad entrare nel vivo.

Apre domani anche il Centro Vaccinale Hub di Regione Lombardia Pirelli HangarBicocca, gestito e organizzato dall’Asst Nord Milano quale capofila, anche con personale sanitario proveniente dalle Asst Niguarda e Pini-CTO. La struttura, all’interno della quale è collocata una delle più importanti opere di arte contemporanea al mondo – I Sette Palazzi Celesti realizzata dall’artista tedesco Anselm Kiefer Pirelli – “fino al 2 maggio avrà attive le prime 8 linee vaccinali – spiega Elisabetta Fabbrini, Direttore Generale dell’ASST Nord Milano – che garantiranno al centro una capacità di oltre 8.000 inoculazioni alla settimana. Dal 3 al 16 maggio è prevista la messa in funzione di ulteriori 6 linee vaccinali che ci consentiranno di arrivare a oltre 14 mila somministrazioni. Dal 17 maggio sarà possibile l’attivazione di tutte le 28 linee che, a regime, consentiranno di vaccinare 28 mila persone  a settimana”. 

Vaccini anti Covid in Lombardia, una linea riservata nei grandi hub per la campagna delle aziende

Carlo Signorelli (Cts lombardo): “Rinviamo i richiami per dare a tutti la prima dose del vaccino anti-Covid”

L’hub per il vaccino anti Covid a Milano: al Palazzo delle Scintille un’astronave tra totem e percorsi guidati

L’Ema non limita l’uso di AstraZeneca per fasce d’età


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2021/04/23/ema-conferenza-stampa-su-vaccino-astrazeneca_1ed7276d-f63f-4006-b388-ebd5d78af091.html

Il nuovo parere dell’Agenzia europea del farmaco

L’Agenzia europea del farmaco (Ema) ha raccomandato di continuare a somministrare una seconda dose del vaccino di AstraZeneca tra 4 e 12 settimane dopo aver somministrato la prima, in linea con le informazioni sul prodotto. Così in una nota l’Ema.

Il rapporto rischi-benefici del vaccino di AstraZeneca rimane positivo per gli adulti in tutte le fasce d’età“.

Sostiene l’Ema in una nota, in cui rileva che “i benefici della vaccinazione aumentano con l’aumentare dell’età e dei tassi di infezione“.
L’Agenzia europea del farmaco (Ema) nella sua nuova valutazione ribadisce che i benefici del vaccino di AstraZeneca superano i rischi, ricordando che sono “le autorità nazionali a considerare altri fattori e come utilizzare al meglio i vaccini“.

Vaccino CureVac, il tedesco è il quinto: ecco come funziona


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_aprile_22/coronavirus-arriva-quinto-vaccino-tedesco-curevac-ecco-come-funziona-4f302f06-a37e-11eb-8b99-a42a4f90039f.shtml?fbclid=IwAR2yXlGt1e4V75W9fLeE3jOPq5-yrrLBrEA_jEUIImXLwuTuantirTkPQ2w

Sarà il terzo preparato anti Covid basato sulla piattaforma dell’Rna messaggero. Per assicurare la produzione, accordi con Bayer

Cos’è CureVac?CureVac è un’azienda farmaceutica di Tubinga in Germania e sarà la terza al mondo a uscire sul mercato con un vaccino disegnato con la tecnologia dell’Rna messaggero, la stessa piattaforma utilizzata da Pfizer-Biontech e Moderna i cui preparati finora sono sembrati meno esposti a problemi rispetto a quelli prodotti con il vettore virale (AstraZeneca, Johnson & Johnson). Un vantaggio ulteriore di questa tecnologia consiste nella capacità di poter aggiornare il vaccino in tempi rapidi in caso di nuove varianti del virus.


Quante dosi arriveranno? – L’amministratore delegato di CureVac, Franz Werner Hass, ha dichiarato che la società prevede di produrre fino a 300 milioni di dosi entro l’anno e un miliardo di dosi nel 2022. E’ stata la quinta azienda a chiudere un accordo per la fornitura di vaccini con l’Ue, l’unica a rendere pubblico il contratto d’acquisto (sia pur con diverse parti cancellate).

Quando arriverà? – L’Ema dovrebbe rilasciare l’autorizzazione a fine maggio. Il direttore di Aifa Nicola Magrini in un’intervista al Corriere della Sera ha dichiarato di prevedere l’avvio della somministrazione delle dosi a giugno. L’azienda tedesca ha richiesto la revisione clinica anche alla Swissmedic, l’agenzia svizzera dei farmaci.

Come funziona? – E’ nato con la tecnica messa a punto dalla biochimica ungherese Katalin Karikò Il vaccino contiene una molecola (Rna messaggero) avvolta in un involucro di piccole particelle di grasso (lipidi). Le istruzioni genetiche vengono trasmesse alle cellule affinché producano la proteina Spike di cui il virus si serve per infettare. Una volta iniettato il vaccino, le cellule leggono il messaggio e producono la Spike. Il sistema immunitario riconosce questa proteina come estranea e risponde mettendo in campo le proprie difese (anticorpi e cellule T). L’organismo sarà in grado di combattere il virus una volta che la persona vaccinata sarà contagiata. Una volta depositato il messaggio l’Rna messaggero sparisce.

È efficace? – La revisione clinica da parte di Ema è cominciata a febbraio, sta per terminare la sperimentazione di fase 3 i cui risultati vengono progressivamente inviati all’agenzia di Amsterdam per accelerare i tempi, secondo un meccanismo applicato per tutti gli anti Covid finora autorizzati in Europa. Non sono disponibili dati sull’efficacia. Alla fase 3 hanno partecipato anche 36.500 volontari tedeschi (inizio a dicembre). La decisione di avviare la revisione clinica è stata anticipata dall’analisi dei risultati di laboratorio (dati non clinici) e di altri studi preliminari negli adulti dai quali si deduce che il vaccino induce la produzione di anticorpi e altre componenti del sistema immunitario che colpiscono il Sars-CoV-2.

Cos’é la revisione clinica? – E’ uno strumento regolatorio creato da Ema per accelerare la valutazione di medicinali promettenti o necessari per affrontare un’emergenza. I dati non vengono esaminati tutti insieme, in un unico dossier, ma valutati non appena pronti. Se il comitato per i medicinali uso umano (Chmp) formula un parere positivo, può richiedere per quel prodotto l’autorizzazione velocizzata all’agenzia.

Come viene conservato? – Rispetto ai due vaccini a Rna, quello di CureVac può essere conservato più facilmente perché non richiede una catena del freddo a meno 80 gradi. Resiste per 3 mesi a 5 gradi, il che lo rendere più gestibile. Servono due dosi a distanza di 4 settimane, intramuscolo.


Dove verrà prodotto? – Il gruppo ha stretto accordi per la produzione con i colossi Bayer e GlaxoSmithKline (collaborazione per produrre e distribuire questo vaccino e per sviluppare e produrre nel 2022 uno o più vaccini polivalenti contro le varianti)e altre aziende. L’Ue, grazie ai finanziamenti all’azienda (sostenuta inoltre dai 250 milioni di euro del governo tedesco), dovrebbe essere la maggiore beneficiaria delle forniture, attese 225 milioni di dosi (30 all’Italia). Anche Elon Musk, patron dell’auto elettrica Tesla, ha mostrato interesse per il progetto. L’ex presidente degli Usa Trump cercò di convincere il gruppo di Tubinga a spostare la ricerca negli Usa.


E l’Italia?
La società Reithera, con sede a Castel Romano, si è messa a disposizione a tutto campo per sostenere la capacità produttiva dell’Italia : «Risponderemo positivamente ad eventuali richieste di produzione di uno dei vaccini anti Covid 19 già approvati, di tip mRna e adenovirus, distribuiti anche in Italia». La società presieduta da Antonella Folgori sta portando avanti la sperimentazione di un vaccino a vettore virale che, in ogni caso, continuerà il suo cammino.

Covid e vaccini, tutti gli effetti collaterali e la loro frequenza


articolo: https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/21_aprile_18/covid-vaccini-tutti-effetti-collaterali-loro-frequenza-a2b43ad2-9faf-11eb-8597-6499de4a4df8.shtml

Un evento avverso ogni 200, ma solo pochissimi sono gravi. Il rapporto sui quattro farmaci approvati — Pfizer-BioNTech, Moderna, AstraZeneca, Johnson&Johnson — con un focus sulle reazioni allergiche e le trombosi rare

È uscito da poco il terzo rapporto dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) sulla sorveglianza dei vaccini contro il Covid-19 riferito al periodo 27 dicembre 2020-26 marzo 2021 e ai prodotti Pfizer, AstraZeneca e Moderna.

Le reazioni più frequenti – Le segnalazioni totali di «eventi avversi» sono 510 ogni 100mila dosi somministrate. Riguardano soprattutto Pfizer (81%), che è stato il più utilizzato, e solo in minor misura AstraZeneca (17%) e Moderna (2%). Il «tasso di segnalazione» (rapporto fra il numero di reazioni e le dosi somministrate) è di 535 eventi per 100mila dosi per Pfizer, 227 per Moderna e 477 per AstraZeneca.

Per tutti i vaccini gli eventi avversi più segnalati in ordine di frequenza sono: febbre, dolore in sede di iniezione, stanchezza e brividi, dolori muscolari e articolari, cefalea e parestesia, nausea e diarrea, con poca differenza statistica tra i tre prodotti. Prevalentemente insorgono lo stesso giorno della vaccinazione o il giorno successivo.

Le donne hanno un tasso di segnalazione maggiore (645 contro 299 degli uomini).
La popolazione più anziana (dopo i 60 anni) presenta una minore predisposizione all’insorgenza di effetti collaterali.

I casi gravi e rari – Si tratta di eventi non gravi nel 92,7% dei casi e gravi nel 7,1% del totale. I tassi di segnalazione degli eventi gravi sono 33 ogni 100mila somministrazioni per Pfizer, 22 per Moderna e 50 per AstraZenecaTra le reazioni gravi per Pfizer e Moderna abbiamo: febbre alta, cefalea intensa, dolori muscolari/articolari e debolezza.

Per Pfizer meno frequentemente sono riportate reazioni di tipo allergico, linfoadenopatia, parestesia, tachicardia, crisi ipertensiva e paralisi facciale.

Con AstraZeneca febbre alta, tremore, vertigine, sincope, sonnolenza, dolore generalizzato.

Complessivamente ci sono 102 segnalazioni con esito «decesso»
, le cui cause sono sotto indagine. Sono 1,1 casi ogni 100mila dosi con età media di 81,4 anni. Non sono segnalati decessi a seguito di shock anafilattico o reazioni allergiche, mentre sono riportati spesso eventi cardiovascolari in pazienti con storia clinica di patologie pregresse. Il nesso di causalità risulta correlabile in una sola segnalazione.

Johnson & Johnson meno segnalazioni – Il quarto vaccino atteso in Europa e in Italia, ma momentaneamente non ancora somministrato, quello di Johnson & Johnson, secondo l’analisi dei Centers for Disease Control and Prevention Usa comporta effetti collaterali in linea con quelli sperimentati dalle persone che hanno ricevuto Pfizer e Moderna, ma in un minor numero (negli studi clinici). Ci sono stati anche meno casi di reazioni allergiche. È però un vaccino ancora poco usato rispetto agli altri, perché negli Usa ha ricevuto l’autorizzazione il 27 febbraio, ma è stato sospeso il 13 aprile per l’indagine che ha coinvolto 6 casi di trombosi rare su 6,8 milioni di dosi somministrate.

Le trombosi atipiche – Proprio le trombosi atipiche sono uno dei possibili effetti collaterali gravi del vaccino di AstraZeneca. In Europa ci sono stati 222 casi su 34 milioni di dosi iniettate, in Italia 11 di cui 4 fatali. L’Agenzia europea del Farmaco (EMA) ha messo in relazione il vaccino di AstraZeneca con le rare trombosi parlando di un «forte legame» causale. La frequenza è stimata in circa 1 caso su 100mila. L’agenzia non ha identificato specifici fattori di rischio come età o sesso, ma le analisi continuano.

Le reazioni allergiche – Una raccomandazione particolare riguarda le reazioni allergiche: i dati statunitensi sui vaccini a mRNA riportano 4,7 anafilassi ogni milione di dosi per Pfizer e 2,5 casi ogni milione per Moderna. Quasi totalmente nel sesso femminile e in persone con storia di allergie. Principale «imputato» sembra essere il polietilenglicole (PEG), una delle componenti dei vaccini a mRNA (il vaccino a vettore virale di AstraZeneca non lo contiene). Il pericolo di reazioni allergiche, pur essendo superiore rispetto a quello dell’antinfluenzale, è molto basso. In Italia la gestione di persone a rischio allergico non esclude la vaccinazione, che sarà effettuata in ospedale, in presenza di un anestesista, o in un ambulatorio con personale addestrato e con un’osservazione prolungata fino a un’ora dopo l’inoculo.

Bertolaso corregge Moratti: chi non è prenotato, lo faccia dal 7 con Poste. Sarà vaccinato dopo l’11


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/04/04/news/vaccino_over_80_moratti_bertolaso_poste_lombardia_covid-294992481/

Il consulente di Regione Lombardia per la campagna vaccinale spiega che cosa devono fare gli anziani  che ancora non si sono iscritti nel sistema e che quindi non hanno avuto l’appuntamento

Vaccini per gli ultra 80 enni, terza puntata. E’ Guido Bertolaso, consulente di Regione Lombardia per la campagna vaccinale, a spiegare che cosa devono fare gli anziani  che ancora non si sono iscritti nel sistema e che quindi non hanno avuto l’appuntamento.
Dal 7 aprile potranno iscriversi sul nuovo portale allestito da Poste Italiane e riceveranno un appuntamento per essere immunizzati dopo l’11”, ha spiegato ieri, chiarendo la situazione confusa che si era creata venerdì, 
dopo il discusso tweet dell’assessora al Welfare Letizia Moratti.

Moratti, forse preoccupata dalle reazioni suscitate dall’attacco alla Regione arrivato da Chiara Ferragni per la mancata vaccinazione della nonna di Fedez, aveva twittato. E nel suo tweet aveva invitato tutti gli over 80 “dimenticati” a presentarsi spontaneamente nei centri vaccinali, con la tessera sanitaria, anche se non si fossero già iscritti al portale di Aria. Sistema che ha creato mille problemi, fra cui la mancata convocazione della nonna Ferragnez.

Già nella mattina di sabato c’era stato l’assalto degli anziani ai centralini regionali, visto che la vicepresidente Moratti aveva nello stesso tweet invitato anche a chiamare il call center per avere un medico di base a domicilio col vaccino. Tutte promesse impossibili da mantenere, secondo i direttori delle Ats. Le vaccinazioni degli anziani si fanno solo con Pfizer, di dosi ce ne sono poche e di anziani non prenotati ancora circa 80 mila. Si fossero presentati tutti assieme per farsi vaccinare dopo Pasqua, sarebbe stato un problema impossibile da gestire.

Che fare, dunque, per evitare altre proteste e altre polemiche? Interviene Bertolaso a dare la linea e invita gli anziani a prenotarsi con Poste. Epilogo della vicenda: “La vicepresidente e assessore  al Welfare di Regione Lombardia ringrazia il dottor Guido Bertolaso e Poste italiane che, dietro sua istanza, hanno provveduto ad organizzare la fase conclusiva di vaccinazione degli over 80. In particolare per coloro che avevano aderito, ma non ancora ricevuto l’appuntamento per la somministrazione, che potranno recarsi direttamente  al centro vaccinale più  vicino muniti di tessera sanitaria  e documento di identità per farsi vaccinare dal 7 all’11 aprile. Per chi non ha invece fatto l’adesione sul portale di Aria:Dal 7 aprile tutti gli over80 che ancora non hanno aderito potranno farlo tramite il portale di Poste italiane. Verranno chiamati dopo l’11“.

Vaccini, Italia a due velocità il Trentino corre e la Calabria resta indietro


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2021/03/31/vaccini-italia-a-due-velocita-il-trentino-corre-e-la-calabria-resta-indietro_58a9a840-f800-4aee-adeb-939287b4bf15.html

La campagna vaccinale in Italia, nelle ultime settimane, ha mostrato un “cambio di passo“, come lo ha defiinito il commissario straordinario all’emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo in Parlamento “che sta portando i primi risultati“. Risultati ancora disomogenei se si guarda l’andamento nelle singole Regioni.

Secondo l”indice vaccini’ di YouTrend – che analizza 5 parametri – e stila una classifica per monitorare l’andamento della campagna, al 30 marzo, il Trentino risulta essere la Regione in cui al momento la campagna vaccinale è condotta con più efficacia.

Segue l’Alto Adige. Fanalino di coda la Calabria.

Le due province autonome di Trento e Bolzano, oltre ad aver vaccinato una buona parte della fascia di popolazione 80, sono già avanti con le vaccinazioni della fascia 70-79: il risultato è un indice pari a 89 per l’Alto Adige e a 80 per il Trentino, su un massimo di 100.

L’indice YouTrend sintetizza ogni settimana lo stato della campagna attraverso la combinazione di questi parametri: la percentuale di dosi utilizzate sul totale delle dosi ricevute; la percentuale di ospiti delle RSA vaccinati; la percentuale di soggetti over 80 vaccinati; la percentuale di soggetti nella fascia 70-79 anni vaccinati; l’accelerazione delle vaccinazioni rispetto alla settimana precedente.

Più l’indice si avvicina a 100, più la regione avrà portato avanti la campagna vaccinale con efficacia e rapidità. Per ogni regione, l’indice permette di misurare l’andamento della campagna vaccinale mettendo a confronto i dati con quelli delle altre regioni.

A seguire ci sono Molise, Lazio e Veneto, con un indice tra i 73 e i 76 punti, e poi un blocco di dieci regioni – dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia – con un indice simile a quello nazionale: tra 51 e 59.

In fondo alla graduatoria si collocano Puglia, Liguria, Sardegna e Calabria, tutte regioni con un indice inferiore a 50 punti e penalizzate soprattutto da un trend settimanale negativo.

La media nazionale dell’indice questa settimana è pari a 56.

Metodologia: per ciascuno dei primi 4 indicatori viene calcolata la posizione di ogni Regione fra 0 e 100, dove 100 è la Regione migliore. Per quanto riguarda il trend settimanale, invece, viene applicata una scala lineare dove 100 corrisponde a un raddoppio delle dosi somministrate (+100%), 50 equivale a una stabilità (+0%) e 0 corrisponde a un azzeramento delle dosi somministrate (-100%). Viene poi effettuata una media ponderata dei 5 indicatori per ogni regione: tale media rappresenta l’indice vaccinale

Usa, incidente di lavorazione in un impianto di Baltimora: rovinati 15 milioni di dosi di vaccino Johnson & Johnson


articolo:https://www.repubblica.it/esteri/2021/03/31/news/johnson_johnson-294587180/?ref=RHTP-BH-I0-P1-S7-T1

Lo scrive il New York Times. Le autorità federali hanno attribuito l’incidente a un errore umano: gli addetti dell’impianto avrebbero confuso gli ingredienti del vaccino J&J con quelli di AstraZeneca. Stop alla programmazione delle consegne future, mentre la Food and Drug Administration indaga sull’accaduto

Un incidente di lavorazione accaduto in un impianto di Baltimora ha causato la “rovinadi circa 15 milioni di dosi del vaccino anti-Covid della Johnson & Johnson, inducendo le autorità a rimandare il via alle linee di produzione dello stabilimento. Lo scrive il New York Times. Le autorità federali hanno attribuito l’incidente a un errore umano: gli addetti dell’impianto avrebbero confuso gli ingredienti del vaccino J&J con quelli di AstraZeneca, alcune settimane fa. La struttura è gestita da Emergent BioSolutions, partner della stessa Johnson & Johnson e di AstraZeneca.

Quanto accaduto ha portato allo stop alla programmazione delle consegne future delle dosi di vaccino Johnson & Johnson negli Usa, mentre la Food and Drug Administration indaga sull’incidente. Le misure non coinvolgono le partite di vaccino già distribuite negli Usa, poiché prodotte in Olanda secondo modalità approvate dalle autorità federali americane. La stessa Johnson & Johnson ha rafforzato i suoi controlli qualità nell’impianto di Emergent BioSolutions. Evidente imbarazzo alla Johnson & Johnson, sul cui vaccino monodosesono riposte attese e speranze per un’accelerazione del programma statunitense di immunizzazione.

Vaccino Covid Johnson&Johnson, c’è il via libera dell’Ema: ecco come funziona il primo monodose


arrticolo: https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/21_marzo_11/via-libera-ema-vaccino-johnsonjohnson-primo-monodose-ecco-come-funziona-79b93882-8270-11eb-8fd7-3fd81ad54bdb.shtml?fbclid=IwAR1ZxXEjPpeXNeAOHo9Rmga3bYiI68iXvgfUFje26ruZZOKLsCY6tPjlnu0

Il preparato si conserva in normali frigoriferi e non necessita di un richiamo. L’azienda americana dovrebbe consegnare 200 milioni di dosi all’Europa entro il 2021: le prime a partire da aprile

L’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha approvato l’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata per il vaccino Janssen (di Johnson & Johnson) contro il Covid-19 a partire dai 18 anni di età. Dopo una valutazione approfondita, il comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell’Ema ha concluso per consenso che i dati sul vaccino erano solidi e soddisfacevano i criteri di efficacia, sicurezza e qualità.

L’arrivo in Italia – Il vaccino Janssen è il quarto autorizzato nell’Ue per prevenire il Covid-19. Già domani (venerdì) si terrà la riunione della Commissione tecnico scientifica dell’Aifa per l’approvazione e le indicazioni per la distribuzione del vaccino in Italia. Janssen è finora l’unico vaccino che necessita di un’unica dose: un dettaglio importante, che potrebbe rappresentare una svolta per accelerare la campagna vaccinale.

Le dosi in arrivo in Europa e il prezzo – Secondo gli accordi dovrebbero arrivare nell’Unione Europea 200 milioni di dosi entro la fine del 2021, a partire dal secondo trimestre con i primi 55 milioni di dosi. «Con questa ultima opinione positiva, le autorità di tutta l’Unione europea avranno un’altra opzione per combattere la pandemia e proteggere la vita e la salute dei loro cittadini» ha affermato Emer Cooke, direttore esecutivo dell’Ema. Ogni dose sarà pagata 15 euro.

Facile da conservare – Il vaccino Johnson & Johnson può essere conservato in normali frigoriferi, dettaglio cruciale per rendere la distribuzione più semplice rispetto ai vaccini Pfizer- BioNTech e Moderna che, oltre a essere a doppia dose, richiedono per la conservazione una delicata catena del freddo.

Come funziona il vaccino – Il vaccino è a base di vettori virali come AstraZeneca, Sputnik e Reithera. Per vettori virali si intendono dei veicoli che possono introdurre materiale genetico in una cellula ospite.Nel caso di Janssen è utilizzato come vettore un adenovirus umano (Ad26) reso innocuo perché non può replicarsi. L’adenovirus privato del proprio corredo genetico, che normalmente causa infezioni, al posto del quale viene inserito un gene che codifica una proteina di Sars-CoV-2. Una volta somministrato per via intramuscolare l’adenovirus penetra nelle cellule umane e fornisce le istruzioni necessarie per sintetizzare proteine virali riconosciute come estranee dal sistema immunitario che a questo punto stimola la produzione di anticorpi specifici contro Sars-CoV-2.

I dati di efficacia – L’efficacia del prodotto – spiega l’Ema – è stata dimostrata in uno studio clinico che ha coinvolto oltre 44mila persone dai 18 anni in sui negli Stati Uniti, in Sudafrica e nei Paesi dell’America Latina. A metà dei partecipanti è stata somministrata una singola dose di vaccino e all’altra metà un placebo. Lo studio ha rilevato una riduzione del 67% del numero di casi Covid sintomatici dopo 2 settimane nelle persone che hanno ricevuto il vaccino Janssen (116 casi su 19.630 persone), rispetto alle persone a cui è stato somministrato placebo (348 persone su 19.691). Questo significa che il vaccino ha avuto un’efficacia del 67%, spiega l’Ema.Nella fase 3 dei test clinici il vaccino si è dimostrato altamente protettivo contro la malattia grave, con un’efficacia fino all’85% . Efficacia calata al 57% quando i test sono stati svolti in Sudafrica, dove la variante B.1.351 è dominante ma anche in questa area geografica il prodotto si è dimostrato protettivo contro i sintomi gravi. Loredana Bergamini, l vertice della divisione italiana del gruppo Johnson & Johnson ha spiegato al Corriere della Sera: « Il preparato di Janssen previene nell’85% dei casi le forme più temibili del Covid che richiedono ricovero in ospedale e nel 100% dei casi evita la morte. Quindi ha una protezione molto forte. Dal settimo giorno comincia la protezione degli anticorpi. Al 28mo giorno è dell’85%». Il preparato è stato testato a partire dai 18 anni ed oltre i 60. Il 41% dei volontari arruolati avevano una o più patologie croniche: obesità, ipertensione, diabete, malattie cardiovascolari severe. Tutti hanno risposto bene. Sta per partire uno studio su under 18 e bambini.

Gli effetti collaterali – Gli effetti collaterali nello studio erano generalmente lievi o moderati e sono stati risolti entro un paio di giorni dalla vaccinazione. I più comuni: dolore al sito di iniezione, mal di testa, stanchezza, dolori muscolari e nausea,

Lombardia, come funzionerà il nuovo portale di Poste per le vaccinazioni


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/03/24/news/vaccini_lombardia_come_funziona_funzionera_portale_poste_per_le_vaccinazioni-293594276/

24 marzo 2021 –

Il passaggio al nuovo sistema per la campagna di massa. Registrazione online con la tessera sanitaria, scelta tra varie date e conferma con un sms. Ma resta da definire il giorno di attivazione

Un portale online, gli sportelli virtuali Postamat fuori dagli uffici postali, un centralino telefonico. Sono i tre canali che avranno a disposizione i cittadini lombardi per prenotare il vaccino quando si passerà alla campagna di massa, destinata a chi ha meno di 80 anni e non è nelle categorie prioritarie come il personale scolastico e i soggetti fragili. La rivoluzione è stata decisa dalla giunta di Attilio Fontana dopo il clamoroso fallimento del sistema usato per la fase uno, quella destinata agli anziani, curata dalla società regionale Aria. Si sa già come dovrebbe funzionare ma attenzione: è ancora da definire la data in cui partirà, ad aprile, il nuovo sistema messo a punto da Poste.

Come registrarsi e prenotare – Il portale lombardo ricalcherà quello che Poste Italiane ha già dato in uso ad altre Regioni, su tutte la Sicilia (le altre sono Calabria, Abruzzo, Marche e Basilicata). Il cittadino dovrà collegarsi al portale con la tessera sanitaria a portata di mano: oltre ai dati anagrafici e al codice fiscale, infatti, la procedura richiede di inserire il numero della tessera sanitaria stampato sul retro della stessa in basso a sinistra.

I Postamat e il numero verde – Sono i due canali di registrazione che si affiancheranno alla piattaforma online, per permettere a chi non ha la tecnologia di accedere alle agende di prenotazione. I primi sono presenti negli uffici postali e anche in questo caso bisognerà utilizzare la tessera sanitaria. Il centralino telefonico, invece, dovrà essere comunicato dalla Regione.

Le opzioni sulla data – Il sistema al momento della registrazione proporrà la scelta tra i centri vaccinali vicini all’indirizzo comunicato dal cittadino. Nella schermata iniziale, oltre ai luoghi, compariranno poi alcune disponibilità su data e orario nelle agende degli hub. Bisognerà cliccare su quella prescelta e la conferma arriverà con un sms dopo aver indicato un numero di telefono cellulare.

Da quando – Il clic day da cui il portale sarà attivo e accetterà le registrazioni non è ancora stato comunicato. I tecnici di Regione, Aria e Poste sono al lavoro per definire il passaggio informatico dei dati dalla vecchia alla nuova piattaforma: la certezza è che non si può partire senza certezze del risultato, perché la Lombardia non può permettersi altre defaillance organizzative.

Sui vaccini anti Covid in Lombardia svolta rinviata: il debutto di Poste tra 20 giorni

24 marzo 2021 –

Il sistema di prenotazione dei vaccini anti-Covid resta ad Aria in attesa del passaggio di consegne deciso dal governatore Fontana. E intanto la Lombardia si avvicina al traguardo nero delle 30 mila vittime

Aria è stata “licenziata” a furor di popolo, ma in realtà resta in campo almeno fino a dopo Pasqua. E grande è la confusione sugli over 80 ancora da vaccinare. Dopo il benservito di Fontana alla sua agenzia che sbagliava le prenotazioni e non mandava gli sms, migliaia di cittadini stanno intasando i centralini della Regione per chiedere informazioni, per sapere se devono prenotarsi nuovamente con Poste, di cui è stata annunciata l’entrata in campo al posto della contestata agenzia regionale. Molti hanno capito che saranno le Ats e Asst a contattare telefonicamente i 115 mila over 80 che hanno ricevuto l’appuntamento per la vaccinazione entro il 2 aprile. Ma non è così: fino all’11 aprile le telefonate verranno fatte ancora dal call center regionale della stessa agenzia Aria, che riconfermerà a tutti i nonni ora data e luogo della vaccinazione. Poi Aria passerà gli elenchi agli ospedali e alle Ats, le quali faranno verifiche sugli slot di vaccini e solo in caso di errori palesi, richiameranno gli ultra 80enni per aggiustare l’appuntamento. Da Aria dovranno passare anche gli altri 205.000 che riceveranno la somministrazione entro l’11 aprile, data in cui è prevista la conclusione della prima inoculazione agli over 80.

E le Poste? Cominceranno a lavorare con chi si vaccinerà da metà aprile, gli over 70, innanzitutto, i primi di quella che viene definita la “campagna massiva” (che in molte regioni italiane è già in corso da settimane). La piattaforma di Poste sarà semplice da usare: il cittadino dovrà mettere il proprio codice fiscale, a quel punto compariranno il centro vaccinale più vicino a cui si è stati assegnati e quattro opzioni di appuntamento fra cui scegliere. Basterà un click sulla fascia oraria e il giorno più comodo e un secondo click di conferma. continua a leggere

Vaccini anti Covid, errore nel sistema di prenotazioni: all’hub di Cremona 500 dosi pronte ma nessuno in fila


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/03/20/news/vaccino_anti_covid_errore_nelle_prenotazioni_dosi_inutilizzate_cremona-293082692/

Ancora problemi nel sistema di Aria, la società di Regione Lombardia, che gestisce la campagna. In fiera stamattina si sono presentati solo in 80 degli attesi 600. L’Asst ha iniziato a contattare le persone, ed è stato il caos: in troppi si sono sono andati all’ingresso del polo. Così è partito l’appello a non andare spontaneamente

 A causa di un errore di gestione sul sistema di Aria, la società di Regione Lombardia che gestisce le prenotazioni della campagna vaccinale, questa mattina l’hub vaccinale di Cremona, in fiera, si è ritrovato praticamente deserto: medici, infermieri e volontari tutti mobilitati per garantire il numero di dosi programmato e solo 80 utenti presenti invece degli attesi 600. Così, a fronte di un buco di 500 prenotazioni, l’Asst ha iniziato a chiamare direttamente le persone e i sindaci di Cremona e dei Comuni limitrofi affinché provvedessero ad inviare una lista di persone da contattare. Obiettivo: evitare di sprecare anche una sola dose di vaccino.

Ma il tam tam subito scatenatosi fra i canali istituzionali e soprattutto sui social ha in poco tempo creato il problema contrario: troppe persone all’ingresso del polo. Tanto che con il rischio caos fin troppo evidente, è stata di nuovo la stessa Asst a rilanciare un nuovo appello: “Non venite qui, aspettate di essere chiamati. Continueremo a vaccinare le persone nelle categorie previste da questa fase del Piano vaccinale e quindi over 80, insegnanti, forze dell’ordine, personale sanitario ed extraospedaliero.  Presentandosi di propria volontà si contribuisce alla creazione di file e di affollamento“. continua  a leggere

Il vaccino italiano di ReiThera inizia le fasi due e tre delle sperimentazioni


articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/03/18/news/il_vaccino_italiano_di_reithera_inizia_le_fasi_due_e_tre_delle_sperimentazioni-292836122/

Novecento volontari arruolati in 26 centri italiani e uno in Germania. L’obiettivo è essere pronti in estate con 100 milioni di dosi all’anno

Il vaccino italiano di ReiThera inizia le fasi due e tre delle sperimentazioni

I novecento volontari sono già stati arruolati in 26 centri italiani e uno ad Hannover, in Germania. Sono pronti a partire per la fase due delle sperimentazioni del vaccino italiano di ReiThera, subito seguita dalla fase tre. L’obiettivo è concludere i test e mettere a disposizione dell’Italia il vaccino prodotto a Castel Romano, a sud di Roma, in estate se tutto andrà bene. La biotech laziale ha la capacità di produrre 100 milioni di dosi all’anno.

La fase uno era iniziata il 24 agosto dell’anno scorso ed era stata condotta su quasi cento volontari. I dati erano stati presentati all’Istituto Spallanzani di Roma, che avevano coordinato i test, il 5 gennaio di quest’anno. Il vaccino ha dimostrato di essere sicuro e di stimolare il sistema immunitario, sia sul fronte della produzione di anticorpi che su quello della formazione di linfociti T. Nella fase due i 900 volontari saranno divisi in tre coorti: uno riceverà un placebo, uno un’unica dose, uno due dosi. I risultati saranno messi a confronto per valutare l’efficacia del vaccino.

ReiThera a gennaio aveva ricevuto un’aiuto finanziario da parte di Invitalia, l’agenzia diretta dall’allora commissario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri. In cambio la biotech si è impegnata a soddisfare le esigenze dell’Italia in via prioritaria. “Siamo molto orgogliosi di portare il nostro candidato vaccino in una fase avanzata di sperimentazione clinica. Per affrontare la portata mondiale di quest’emergenza sanitaria c’è ancora necessità di nuovi vaccini sicuri ed efficaci che si aggiungano all’arsenale di quelli già approvati in Italia e nel resto del mondo” ha dichiarato la presidente di ReiThera, Antonella Folgori. “Siamo grati alle Istituzioni pubbliche e a tutti coloro che hanno riposto la loro fiducia nel nostro lavoro”.

In collaborazione con lo Spallanzani abbiamo messo a punto uno studio clinico che si avvale di avanzati sistemi digitali e di piattaforme di telemedicina. Vorrei ringraziare il coordinatore dello studio, il dottor Lanini dello Spallanzani, i siti clinici che hanno accettato di far parte del programma e le migliaia di volontari che hanno già presentato domanda di partecipazione allo studio” ha aggiunto Roberto Camerini, direttore medico di ReiThera.

Vaccino AstraZeneca, la decisione dell’Ema:


Vaccino AstraZeneca, la decisione dell’Ema: «È sicuro ed efficace». Draghi: «Da venerdì si riprende»

articolo: Vaccino AstraZeneca, la decisione dell’Ema: via libera. Draghi: domani si riparte- Corriere.it

La decisione sul vaccino AstraZeneca al termine della riunione del comitato per la sicurezza dell’Ema (Prac): «Sicuro ed efficace. Escludiamo che sia associato a un aumento complessivo di casi di trombosi»

 

Vaccino AstraZeneca

Il piano di vaccinazioni con anche l’uso del vaccino di AstraZeneca può ripartire. Anche in Italia, dove il primo ministro Mario Draghi ha affermato che si riprenderà a vaccinare con questo farmaco «già da venerdì».

Il comitato sulla sicurezza dell’Ema (Prac), al termine della riunione straordinaria sulle indagini sul vaccino di AstraZeneca contro il Covid-19 e sugli eventi tromboembolici, è giunto infatti a «una chiara conclusione scientifica», ha detto in conferenza stampa la direttrice esecutiva dell’Agenzia europea per i medicinali, Emer Cooke: «Questo è un vaccino sicuro ed efficace e i suoi benefici e la protezione delle persone dal Covid-19 e dai rischi associati e ospedalizzazioni superano i possibili rischi».

L’Italia riprenderà immediatamente – già venerdì a partire dalle 15 – la somministrazione del farmaco. Lo conferma l’agenzia nazionale del farmaco (Aifa): «Sentito il Ministro della Salute, la Direzione generale della Prevenzione e il Consiglio Superiore di Sanità, Aifa rende noto che sono venute meno le ragioni alla base del divieto d’uso in via precauzionale dei lotti del vaccino, emanato il 15 marzo 2021. Pertanto, domani, non appena il Comitato per i farmaci ad uso umano (CHMP) rilascerà il proprio parere, Aifa procederà a revocare il divieto d’uso del vaccino AstraZeneca, consentendo così una completa ripresa della campagna vaccinale a partire dalle ore 15.00».

Il vaccino AstraZeneca, come indicato nella nota dell’Ema, «non è associato all’aumento del rischio complessivo di trombosi»: i casi di trombosi dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca «sono inferiori» a quelli che avvengono tra la popolazione non vaccinata, ha spiegato Sabine Straus, presidente del Prac .

«Fino a ieri sono stati segnalati 7 casi di coagulazione intravascolare e 18 casi di trombosi su quasi 20 milioni di persone vaccinate» (25 casi in tutto), ha detto Straus precisando che «Ema non ha trovato prova di problemi di qualità o sui lotti». Qui tutti i dettagli nell’approfondimento a cura della redazione di Corriere Salute.  continua a leggere

Vaccino Covid: via libera al J&J. ….


Vaccino Covid: via libera al J&J. Cos’è e come funziona

articolo: https://www.repubblica.it/salute/2021/02/15/news/covid_a_marzo_anche_il_vaccino_johnson_johnson-287652291/?ref=RHTP-BH-I288512892-P1-S6-T1

L’Ema autorizza il siero prodotto da Johnson & Johnson. E l’azienda americana conferma che consegnerà 200 milioni di dosi alla Ue entro l’anno. Maneggevole ed efficace potrebbe rappresentare la svolta: ecco come funziona

L’arsenale dei vaccini contro Covid-19 ha una nuova e potente arma. L’ente che autorizza i farmaci in Eurpa (Ema) darà il via libera entro oggi a Ad26.COV2.S, il vaccino di Janssen (Johnson & Johnson). , come accaduto fino a oggi per ogni vaccino Covid, l’Aifa ratificherà quasi in tempo reale.  Realizzato con la “tecnologia” degli adenovirus, la peculiarità del vaccino sviluppato dall’azienda statunitense è nella singola dose. Sperimentato su oltre 43 mila persone, l’efficacia – in attesa dei dati sottoposti alla peer-review- si attesterebbe intorno all’85% nel prevenire le forme più gravi di malattia.

A differenza dei già noti vaccini a mRNA di Pfizer-BioNTech e Moderna, il prodotto di Johnson & Johnson appartiene alla categoria dei vaccini a vettore virale come quello sviluppato da AstraZeneca e dai russi del Gamaleya Research Institute of Epidemiology and Microbiology. L’obiettivo comune di tutti i vaccini è far produrre al sistema immunitario gli anticorpi diretti contro la proteina spike del coronavirus. Ciò che cambia nel caso dei vettori virali è il metodo con cui ciò si verifica. Mentre per quelli a mRNA si inietta direttamente l’informazione, quelli a vettore virale contengono una porzione di DNA – che serve per far produrre la proteina spike – incapsulata all’interno di un adenovirus. Una volta iniettato all’interno del corpo, il virus – reso opportunamente innocuo – rilascia il materiale genetico utile a produrre la proteina. Una strategia che si è dimostrata già utile sia nella produzione del vaccino per Ebola sia per Covid-19. Ma a differenza di AstraZeneca e Sputnik V (il vaccino russo di cui Ema, al momento, non ha ricevuto ancora richiesta di autorizzazione), il prodotto di Johnson & Johnson ha la caratteristica di essere somministrato in un’unica dose. continua a leggere

Vaccino anti-Covid, l’allarme di Arcuri: “Da lunedì 29% dosi Pfizer in meno:



Vaccino anti-Covid, l’allarme di Arcuri: “Da lunedì 29% dosi Pfizer in meno: azienda ci ripensi o azioni legali”. Più di un milione di italiani lo ha già ricevuto

articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/01/15/news/vaccino_anti-covid_piu_di_un_milione_di_italiani_lo_ha_gia_ricevuto_conte_siamo_primi_in_ue_-282721484/?ref=RHTP-BH-I282722834-P1-S1-T1

Rallentamenti nelle consegne previsti per alcune settimane: a rischio il calendario vaccinale e la somministrazione delle seconde dosi

Più di un milione di italiani ha già ricevuto il vaccino anti-Covid. Ma ora arriva l’allarme del commissario straordinario all’emergenza coronavirus Domenico Arcuri: “Da lunedì Pfizer consegnerà il 29% di dosi in meno: l’azienda ci ripensi o prenderemo provvedimenti“. Un rallentamento consistente nell’approvvigionamento di fiale che manda in crisi la campagna vaccinale e la somministrazione delle seconde dosi per tutte quelle Regioni che non hanno messo da parte scorte sufficienti.

Alle 15,38 di oggi la Pfizer ha comunicato unilateralmente che a partire da lunedì consegnerà al nostro Paese circa il 29 per cento di fiale di vaccino in meno rispetto alla pianificazione che aveva condiviso con gli uffici del Commissario e, suo tramite, con le Regioni italiane. Non solo: ha unilateralmente deciso in quali centri di somministrazione del nostro Paese ridurrà le fiale inviate e in quale misura. Analoga comunicazione è pervenuta a tutti i Paesi della Ue. La Pfizer ha altresì annunciato che non può prevedere se queste minori forniture proseguiranno anche nelle prossime settimane, né tantomeno in che misura” è la nota, inquietante, diffusa dalla struttura commissariale.

Il Commissario all’emergenza ha inviato quindi una formale risposta a Pfizer Italia, nella quale “esprime il proprio disappunto, indica le possibili conseguenze di una riduzione delle forniture e chiede l’immediato ripristino delle quantità da distribuire nel nostro Paese. Riservandosi, in assenza di risposte, ogni eventuale azione conseguente in tutte le sedi“.  continua a leggere