Caduta multipla durante i quarti di finale della gara femminile dei 1500 metri di short track
L’infortunio di Sellier – (Fotogramma/Ipa)
Clamorosa caduta multipla durante il quarto di finale della gara femminile dei 1.500 metri di short track, oggi venerdì 20 febbraio. Tre le atlete finite sul ghiaccio, inclusa la campionessa azzurra Arianna Fontana. Nell’incidente è rimasta ferita la pattinatrice polacca Kamila Sellier, soccorsa dai sanitari e portata via in barella, mentre la gara era stata interrotta. La gara è poi ricominciara, senza l’atleta infortunata e senza la statunitense Kristen Santos-Griswold, squalificata. Qualche problema per Arianna Fontana, che però è riuscita a tornare in pista, qualificandosi prima per la semifinale e poi per la finale.
Milano Cortina, terribile infortunio per Sellier – Bruttissimo infortunio per Kamila Sellier. Nello scontro in pista, la polacca ha riportato un vistoso taglio sul volto, che le ha provocato un’importante perdita di sangue. L’atleta è stata immediatamente soccorsa dai sanitari a bordo pista, che hanno effettuato le prime medicazioni prima di portarla via dal Forum di Assago.
Il brasiliano si è lasciato andare sotto la curva dei tifosi avversari facendo infuriare avversari e anche Mourinho. L’arbitro lo ha ammonito, ma poi ha fermato il match applicando il protocollo antirazzismo. La partita è ripresa dopo le verifiche sulla condotta dell’attaccante argentino dei portoghesi
Un gol stupendo, un’esultanza provocatoria, le accuse di un insulto razzista e la sospensione della partita. Il tutto si è poi risolto nell’attivazione del protocollo antirazzismo e la sospensione della partita per circa otto minuti. È avvenuto durante Benfica-Real Madrid, dopo l’autentica prodezza di Vinicius.
LA RICOSTRUZIONE – Il brasiliano, al 50′, ha scoccato un imparabile destro all’incrocio. Per festeggiare, si è lasciato andare alla gioia davanti alla bandierina, nonché proprio sotto la curva dei tifosi avversari. Che ovviamente non hanno gradito, rispondendo con un incivile lancio di oggetti. L’arbitro Letexierha ammonito il giocatore, che ha provato a difendersi. Contestualmente, Vinicius è stato affrontato da Prestianni che – a detta del brasiliano – gli avrebbe dato della “scimmia“. A quel punto, il direttore di gara ha fermato la partita in attuazione del protocollo antirazzismo dell’Uefa, che prevede un approfondimento da parte della squadra arbitrale del presunto abuso tra ufficiali di campo e varisti. Così, dal 52′ al 60′ non si è giocato, finché Letexier non ha dato l’ok per riprendere, non ravvisando gli estremi per una decisione più forte. I tifosi portoghesi, comunque, non l’hanno perdonato, fischiandolo a ogni pallone.
La biatleta non inserita nella lista delle staffettiste azzurre che prenderanno parte alla 4×6 km
Rebecca Passler
Rebecca Passler non parteciperà mercoledì 18 febbraio alla staffetta femminile di biathlon 4×6 km olimpica, che si disputerà ad Anterselva. L’atleta azzurra è reduce dal caso doping che l’ha coinvolta in seguito alla positività al letrozolo. In seguito è stata riammessa ai Giochi dopo la revoca della sospensione decisa per mancanza di dolo e negligenza.
L’altoatesina aveva ripreso gli allenamenti,ma non potrà prendere parte alle prossime gare olimpiche di biathlon visto che i tecnici della Nazionale non l’hanno convocata. Per l’Italia gareggeranno:Auchentallerin prima frazione, Wierer in seconda,Carrara in terza e a chiudere la neo-campionessa olimpica dell’inseguimento Lisa Vittozzi.
Il motivo della decisione di non convocare la classe 2001 per la staffetta è quello di non compromettere i risultati olimpicie non infastidire la Federazione internazionale. La notizia era nell’aria negli ultimi giorni.
L’annuncio dell’atleta figlia di Giorgio Di Centa stupisce tutti e arriverà dopo la gara di staffetta ai Giochi di Milano Cortina. “Devo pensare alla famiglia”
La fondista azzurra Martina Di Centa ha annunciato a Tesero il suo ritiro dall’agonismo. L’atleta di Tolmezzo, che il 6 marzo compie 26 anni, porterà comunque a termine la stagione di Coppa del mondo, prima di dire addio agli sci stretti.
La scelta – “Spiegherò la mia scelta con calma nei prossimi giorni”, ha aggiunto. Nella staffetta Di Centa, figlia del campione Giorgio, oggi ha fatto un’ottima prestazione, mantenendo con la sua frazione le azzurre a portata di podio. “Il mio bilancio per ora è positivo, posso dirmi soddisfatta“, aveva detto subito dopo la gara.
La 16enne napoletana inforca in gigante e si infortuna seriamente. Olimpiade già finita
Giada D’Antonio. Ap
Brutta caduta in allenamento per Giada D’Antonio, la più giovane della delegazione azzurra, che dopo la combinata a squadre avrebbe dovuto essere in pista nello slalom. La sedicenne napoletana ha inforcato mentre scendeva in gigante sulla pista Rienza di Dobbiaco, base del lavoro in slalom e gigante delle azzurre in vista delle gare di domani e mercoledì.
Gli accertamenti – La risonanza magnetica a cui è stata sottoposta ha evidenziato un trauma distorsivo al ginocchio destro, con rottura del legamento crociato anteriore. Nei prossimi giorni la Commissione Medica definirà con la famiglia la data per l’intervento di ricostruzione del legamento.
Passata quest’anno nella categoria Giovani, D’Antonio è in squadra C con Anna Trocker ed è già stata convocata per 3 gare di C0ppa del Mondo. Nello slalom di Spindleruv Mlyn ha sfiorato la qualificazione per la seconda manche.
Il gesto prima della gara di slittino. Lo skeletonista ucraino non ha accettato di indossare un casco diverso da quello con le immagini di 24 tra gli sportivi uccisi dopo l’invasione della Russia
È quella che impedisce la propaganda «politica, religiosa o razziale». Da qui la squalifica e la decisione di Heraskevych di ricorrere al Tas. Da parte sua il Cio ha spiegato di aver optato «con grande rammarico» per la squalifica. «Purtroppo non siamo riusciti a trovare una soluzione. Avrei voluto davvero vederlo gareggiare. È stata una mattinata commovente – ha proseguito Koventry –. Non credo che stessimo piangendo, ma lui è un atleta. Non gli stavo parlando in quella stanza come presidente, gli stavo parlando come atleta. Abbiamo regole per cercare di essere equi, e anche per permettere agli atleti di esprimersi ma anche di essere al sicuro».
«Lo sport non significa indifferenza e il movimento olimpico dovrebbe contribuire a fermare le guerre non assecondare l’aggressore», ha scritto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su Telegram. Per Heraskevych il rammarico è grande: «È il prezzo della nostra dignità – ha scritto su X il portabandiera dell’Ucraina –. Provo una specie di vuoto. Credo di non aver violato alcuna regola. Vedo grandi incongruenze nelle decisioni, nella formulazione, nelle conferenze stampa del Cio, credo che il problema più grande sia proprio l’incoerenza. Credo fermamente nell’Isbf (la Federazione Internazionale di Skeleton e Bob, ndr) e il Cio sa che non sto violando alcuna regola. Di certo non avrò il mio momento a queste Olimpiadi, nonostante abbiamo ottenuto ottimi risultati nelle prove di allenamento. Credo davvero che avrei potuto essere tra i medagliati, ma non potrò gareggiare». Prima della gara della staffetta dello slittino – gara nella quale l’Italia ha conquistato il bronzo – c’è stata la protesta degli atleti ucraini. Si sono messi in ginocchio con i caschi bianchi al cielo.
09:48 – Passler: “Ho sempre creduto nella mia buona fede”: “Sono stati giorni molto difficili. Ho sempre creduto nella mia buona fede“. E’ il primo commento di Rebecca Passler alla notizia dell’accoglimento del suo ricorso contro la squalifica per doping. “Ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato – prosegue la biatleta -, dagli avvocati che hanno seguito la mia situazione, alla Federazione Italiana Sport Invernali, ai miei familiari e amici. Adesso posso finalmente tornare a concentrarmi al 100% sul biathlon“. Il presidente Flavio Roda commenta: “La Federazione accoglie con piacere l’esito del ricorso che consente a Rebecca di tornare a disposizione della squadra“.
09:40 – Accolto ricorso Passler, biatleta riammessa ai Giochi: La Corte Nazionale d’Appello di Nado Italia (Nadab) ha accolto il ricorso di Rebecca Passler contro la sospensione provvisoria per positività al Letrozolo riscontrata nel corso di un controllo del 26 gennaio scorso, riconoscendo il “fumus boni iuris“, ovvero l’apparente fondatezza dell’assunzione involontaria o della contaminazione inconsapevole della sostanza in oggetto. Lo riferisce la federazione Sport Invernali (Fisi). La biatleta potrà così partecipare alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026.Passler si aggregherà alle compagne di squadra a partire da lunedì 16 febbraio, giorno in cui sarà a disposizione dello staff tecnico per le successive competizioni del programma a cinque cerchi.
Nella giornata di ieri l’atleta è stato dimesso ed è tornato a Cortina dal team lettone che lo attendeva
RenarsGrantins
Lussazione alla vertebra cerebrale. La diagnosi dopo il grave infortunio per l’atleta lettone del bob Renars Grantins era gravissima e il rischio di compromettere la carriera anche. Non sarà così. L’atleta è stato prima trasportato alla medical station vicina allo Sliding Centre, poi trasferito al policlinico olimpico Codivilla e poi all’ospedale di Treviso per sottoporsi a un intervento urgente in neurochirurgia. Nella giornata di ieri è stato dimesso ed è tornato a Cortina dal team lettone che lo attendeva. “È stato trattato in tempo, rischiava di rimanere tetraplegico – ha spiegato Paolo Rosi, il direttore del Suem veneto -. La colonna vertebrale è stata stabilizzata, non credo possa tornare in pista ma si è ricongiunto con i colleghi”.
Grantins si era qualificato sia nel bob a coppie che nel bob a quattro. I tempi ormai troppo stretti, però, non hanno permesso alla squadra lettone di poterlo sostituire dopo l’incidente. E così il team ha rinunciato alle gare di bob a quattro: parteciperà solo alla gara del bob a coppie. Quello di Grantins è il secondo intervento delicato di questi giorni dopo quello che ha coinvolto la sciatrice americana Lindsey Vonn, 41 anni (operata d’urgenza alla tibia al Ca’ Foncello di Treviso dopo una brutta caduta nella discesa libera femminile).
“Si tratta di un incidente tipico di questa disciplina, il bob si è rovesciato ma continuava a scendere lungo la pista. Questo significa che l’atleta subisce ripetuti colpi lesivi alla colonna – ha spiegato Rosi, come riporta il Corriere della Sera -. Potenzialmente era molto grave, ma l’abbiamo intercettato in tempo. Quel giorno nevicava e non si poteva volare con l’elicottero, quindi l’abbiamo trasportato in ambulanza. Tutti gli interventi sono concordati con il medico della federazione“.
La fuoriclasse azzurra dello sci alpino, reduce da un brutto infortunio, sale sul gradino più alto del podio a Cortina
Una straordinaria Federica Brignone vince, tra le lacrime, l’oro olimpico nel SuperG femminile dei Giochi di Milano Cortina 2026. La campionessa azzurra, maresciallo dell’Arma dei Carabinieri, sotto gli occhi e gli applausi del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha chiuso con il tempo di 1.23.41. Un tempo che vale la storia e che porta Federica nella leggenda dello sport italiano. Seconda la francese Romane Mirandoli(a +0.41) e terza l’austriaca Cornelia Huetter (a +0.52). Brignone, reduce da un brutto infortunio al ginocchio e da un lungo stop, aveva destato preoccupazione ieri in allenamento per aver sentito dolore al ginocchio, ma questa mattina ha stupito il mondo. Ancora una volta.
Brignone: “Qualcosa di incredibile” – “È qualcosa di incredibile, ho pensato a sciare e fare il mio massimo, ho detto ‘o la va o la spacca, ma non pensavo di poter vincere l’oro, sinceramente. Non me lo sarei aspettata, mai nella vita, è davvero qualcosa di speciale“. Queste le parole della campionessa azzurra Federica Brignone alla Rai dopo il Superg ai Giochi di Milano Cortina. “Forse ce l’ho fatta oggi perché non mi mancava, sapevo di aver fatto il massimo, è stata la mia forza, mi valutavo un’outsider, oggi è veramente qualcosa di speciale”.
Goggia: “Onore a Federica Brignone” – “Vorrei complimentarmi con Federica Brignone, con tutti i mesi passati dopo l’infortunio, il recupero, non è facile tornare da un infortunio e arrivare così. Ha sempre sentito questo SuperG in coppa del mondo. Onore e merito a lei“. Queste le parole di Sofia Goggia alla Rai dopo l’uscita di scena nel SuperG femminile alle Olimpiadi di Milano Cortina, con cui rende merito alla compagna di squadra Federica Brignone, al momento in testa alla gara.
L’impresa dopo l’infortunio – Vincitrice dell’ultima Coppa del Mondo e protagonista di un recupero record dopo il terribile infortunio dello scorso 3 aprile ai campionati italiani, con la frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra e la rottura del legamento crociato anteriore, la Tigre di La Salle, tesserata per il Centro Sportivo Carabinieri, riesce nell’impresa di conquistare la sua quarta medaglia olimpica, la prima d’oro, dopo il bronzo nel 2018, l‘argento nel 2022 in gigante e l’argento in combinata sempre nel 2022.
La campionessa valdostana a quasi 36 anni entra così di diritto, se ancora ce ne fosse bisogno, nell’Olimpo dello sci mondiale, materializzando quel sogno che sembrava compromesso sulle nevi dell’Alpe Lusia. In una giornata coperta e su una Olympia delle Tofane meno ruvida della discesa, la campionessa azzurra riesce a trovare le linee perfette e la velocità migliore per piazzare una zampata vincente davanti alla francese Romane Mirandoli, e all’austriaca Cornelia Hütter che soffia per un solo centesimo il bronzo alla connazionale Ariane Rädler.
Quinta Laura Pirovano che cede0″76 alla compagna di squadrae può recriminare per un errore nella parte superiore del tracciato che l’ha separata dal podio; la rendenese nella classifica finale è pari merito con la norvegese Kajsa Lie, con un solo centesimo di margine su Elena Curtoni, settima a 0″77. Anche la valtellinese ha affrontato bene l’Olympia delle Tofane, sfiorando per poco più di due decimi il podio. Azzurre assolute protagoniste, così come Sofia Goggia, interprete di una prima parte di gara inavvicinabile, prima di incappare in errori di linea che l’hanno portata fuori da un tracciato che ha tradito diverse favorite, da Aicher a Ledecka.
L’Italia torna sul trono olimpico del SuperG 24 anni dopo il titolo conquistato da Daniela Ceccarelli a Salt Lake City 2002, mentre l’ultimo oro a cinque cerchi assoluto è quello di Sofia Goggia nella discesa di PyeongChang 2018.
Sull’Isola ancora “condizioni meteo-marine estreme”. Attese violente mareggiate
I danni del ciclone Harry sulla 195 lo scorso gennaio (Ansa)
A soli 21 giorni di distanza, l’incubo meteomarino si ripete. Arriva la tempesta “Harry Bis”: come avvenuto il 20-21 gennaio scorso, Sardegna, Sicilia e Calabria saranno nuovamente colpite da venti di burrasca, locali raffiche di tempesta e mareggiate violente.
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma l’eccezionalità dell’evento: «Si tratta della seconda volta nel 2026 con condizioni meteomarine straordinarie. Tre settimane fa si parlò di un tempo di ritorno di 50 anni; in realtà sono bastati 21 giorni per avere qualcosa di simile ad Harry, la tempesta del secolo. In mare aperto potremo registrare onde fino a 9 metri di altezza, specie sul Basso Tirreno».
A causa delle violente correnti di Maestrale e Ponente, i marosi si abbatteranno sulle coste nord ed ovest della Sardegna, sulla Sicilia tirrenica e occidentale e sulla Calabria tirrenica.
Venerdì 13 avremo una tregua con un deciso miglioramento delle condizioni del cielo (meno piogge e nubi), ma il quadro meteomarino resterà estremo: sono previste ancora mareggiate sulle stesse zone e venti di burrasca da ovest.
Nel weekend, prosegue Tedici, «pioverà sul bagnato e si ondeggerà sull’agitato»: i mari resteranno molto mossi o agitati, mentre l’arrivo del Ciclone di San Valentino (con una pressione bassissima fino a 985 hPa) porteràpiogge diffuse e un netto calo termico.
Il Comitato Olimpico Internazionale aveva offerto a Heraskevych la possibilità di gareggiare indossando una fascia nera al braccio, ma lui ha rifiutato
L’atleta ucraino dello skeleton Vladislav Heraskevych fuori dalle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 per aver rifiutato di sostituire il casco personalizzato, con i volti degli atleti ucraini uccisi nella guerra con la Russia, con uno conforme alle indicazioni del Cio. Lo ha detto un portavoce del Comitato olimpico ucraino all’agenzia Afp. Il Comitato Olimpico Internazionale aveva offerto a Heraskevych la possibilità di gareggiare indossando una fascia nera al braccio, ma lui ha confermato la sua intenzione di gareggiare solo indossando il casco commemorativo. Per questa ragione l’organismo olimpico ha deciso di escluderlo dalla competizione.
Cosa è successo oggi – Heraskevych è uno dei principali protagonisti ucraini e portabandiera della sua nazionale alla cerimonia di apertura. Questa mattina, circa un’ora e un quarto prima dell’inizio della gara maschile, il presidente del CIO Kirsty Coventry lo ha atteso in cima alla pista per un confronto privato. Un colloquio breve e intenso, che però non ha portato a un compromesso. Poco dopo, Heraskevych – con in mano la decisione ufficiale della Federazione internazionale di bob e skeleton – ha annunciato ai cronisti l’intenzione di fare ricorso al Tas, il Tribunale Arbitrale dello Sport. “È difficile da descrivere. Sento come un vuoto”, ha detto l’atleta, visibilmente provato.
Anche Coventry è apparsa commossa davanti ai giornalisti: “È un messaggio di memoria, e nessuno lo mette in discussione”. Il Cio ha parlato di decisione presa “con rammarico”, sottolineando di aver cercato fino all’ultimo “la soluzione più rispettosa possibile” per consentire all’atleta di competere. “L’essenza del caso non riguarda il messaggio, ma il luogo in cui voleva esprimerlo”, si legge nella nota ufficiale.
Non è la prima volta che Heraskevych porta un messaggio legato alla guerra ai Giochi: nel 2022, a Pechino, mostrò un cartello con la scritta “No war in Ukraine” senza incorrere in sanzioni. Questa volta, però, la linea del Cio è stata diversa.
L’esclusione pesa anche sul piano sportivo: Heraskevych era considerato un serio candidato alle medaglie.
E’ successo a Tumbler Ridge, nella parte occidentale del Paese. Carney: “Devastato da violenza orribile
Polizia canadese – Ipa/Fotogramma
Almeno dieci morti e 27 feriti è il bilancio della sparatoria avvenuta a Tumbler Ridge, remota cittadina montana della British Columbia, nel Canada occidentale. Sette delle vittime sono state colpite all’interno di una scuola secondaria, mentre altre due sono state trovate senza vita in un’abitazione collegata all’incidente, secondo quanto riferito dalla Royal Canadian Mounted Police (Rcmp). Tra i feriti, due sono in gravi condizioni. La persona ritenuta responsabile – che secondo una prima valutazione delle autorità sarebbe “una donna in abito con capelli marroni” – è stata trovata morta all’interno della scuola con quella che appare una ferita autoinflitta.
L’allarme per un “active shooter” era stato lanciato nel primo pomeriggio, facendo scattare il lockdown dell’istituto. Durante l’intervento, la polizia ha trovato sei corpi all’interno della scuola; una settima vittima è morta durante il trasporto in ospedale. Le autorità hanno confermato che sono in corso perquisizioni in altre abitazioni della zona per verificare eventuali collegamenti con la strage.
Il premier Mark Carney si è detto “devastato” da quella che ha definito una “violenza orribile“, mentre il premier della British Columbia, David Eby, ha parlato di un atto “inimmaginabile“. Tumbler Ridge, che conta circa 2.400 abitanti, si trova a oltre 1.100 chilometri a nord di Vancouver. La municipalità ha dichiarato di non trovare “parole sufficienti per descrivere il dolore” che ha colpito la comunità.
Almeno in quattro casi – da Johnson a Dalmasso – il prezioso trofeo si è sganciato dal suo laccetto. Per il Poligrafico la colpa è del sistema di sicurezza antisoffocamento che verrà migliorato appena consegnata la medaglie. Quelle già danneggiate saranno sostituite
A sinistra l’azzurra Lucia Dalmasso e a destra l’americana Alysa Liu
Non è vera Olimpiade se non c’è un caso medaglie. Dopo quello, rumorosissimo, di Parigi 2024, spunta quello di Milano Cortina. Il problema non riguarda in realtà la medaglia in sé (come invece era accaduto in Francia), ma il gancio che permette di appenderle al collo. La prima denuncia è quella dell’americana Breezy Johnson, vincitrice della discesa libera: “Stavo saltando per l’emozione e si è rotta. Sono sicura che qualcuno la riparerà“. Anche il bronzo azzurro dello snowboard, Lucia Dalmasso, ha accusato il problema: “Mi è già successo due volte, una volta giù dal podio e una volta sul letto“. E poi l’argento di cross country Ebba Andersson, la pattinatrice americana Alysa Liu e il bronzo tedesco di biathlon Justus Strelow che sui social chiede: “Cosa succede con queste medaglie?“.
La soluzione – Le medaglie olimpiche portano la firma della nostra Zecca di Stato che ha già messo a punto un piano di intervento. All’origine del problema non ci sarebbe infatti una fragilità dela medaglia, ma un comportamento anomalo del sistema di sicurezza antisoffocamento, previsto dagli standard internazionali. In pratica in alcuni casi, durante i momenti più concitati della festa, il laccio si è sganciato dalla medaglia, facendola cadere a terra. Già domani alcuni tecnici specializzati saranno presenti nelle varie sedi di gara (e di premiazione) per applicare un ulteriore dispositivo che risolverà totalmente il problema, mantenendo comunque gli standard di sicurezza previsti. E tutte le medaglie anche minimamente danneggiate saranno sostituite. Del resto, esiste per un atleta un ricordo più bello?
L’uscita di scena più triste dell’atleta statunitense: la caduta, le urla, gamba fratturata: i 13 secondi di dolore. Ora a Treviso la frattura al femore è stata ridotta con fissaggio esterno
Lyndsey Vonn è stata sottoposta a una doppia operazione per la riduzione della frattura al femore della gamba sinistra, con l’applicazione di un fissaggio esterno. L’operazione è stata effettuata all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, dove la campionessa 41enne era stata trasferita dall’ospedale Codivilla di Cortina D’Ampezzo in seguito alla rovinosa caduta di ieri nella discesa libera.
Un urlo, straziante, che attraversa i televisori di milioni di appassionati delle Olimpiadi invernali che guardano una storica atleta, rovinare sulla neve a fortissima velocità. “Niente mi rende più felice” diceva prima di lasciarsi alle spalle il cancelletto della pista che più ama e che tanto le ha regalato in una vita passata sugli sci. Poi i 13 secondi che hanno rovinato tutto, le urla hanno squarciato l’aria e quel sogno è diventato incubo per Lindsey Vonn: la terribile caduta sulle Tofane del suo cuore ha trasformato il giorno che chiudeva il cerchio della carriera magica nell’uscita di scena più triste. Pochi secondi e quell’avvitamento scomposto prima di finire brutalmente sulla neve ha messo il punto per l’americana: frattura alla gamba, subito operata a Treviso dopo lacrime e disperazione.
On our way to work! Course looks good today, snow is a lot more firm. Should run quite a bit faster. Because of that, I’ve decided to start in the training run today. See you out there 💃🏼💪🏻 pic.twitter.com/ainVCdKJ8w
L’ultimo post sui social “La neve è compatta” – Un ultimo post, il 7 febbraio, sul suo profilo su “X”, dove pubblicava un video con tono scherzoso e colmo d’entusiasmo, Vonn scriveva: “Stiamo andando al lavoro! Il percorso sembra bello oggi, la neve è molto più compatta. Dovremmo correre un po’ più veloci. Per questo motivo, ho deciso di iniziare la corsa di allenamento oggi. Ci vediamo là fuori“
Il sogno olimpico a 41 anni, dopo 5 anni dal ritiro – Lei che a 41 anni voleva concedersi un’altra Olimpiade, l’ultima. Lo aveva deciso un anno e mezzo fa, rientrando dopo oltre cinque anni dal ritiro ufficiale: e allora le gare di coppa del mondo, ancora da protagonista, seguite al pesante infortunio al ginocchio, tra interventi e riabilitazione. Un percorso difficile in cui non ha mai perso il sorriso la regina della neve, fino a sentire di nuovo la voglia matta delle discese più ardite, inseguendo altri successi.
Che infatti era arrivato, puntuale, aSt.Moritz prima dello scorso Natale, con l’ennesima impresa nella libera: una iniezione di fiducia verso i Giochi. Ma l’avvicinamento avrebbe riservato un’altra sorpresa, che sapeva di amaro presagio, proprio nell’ultima prova prima delle Olimpiadi, la caduta sulla stregata pista di Crans Montana.
Botta al ginocchio, la statunitense parla di crociato rotto ma vuole esserci ai Giochi: “Il sogno non finisce” aveva detto, postando foto con altri allenamenti monstre in palestra tra squat e bilancieri per rassicurare i suoi tre milioni di follower. Non voleva mollare la statunitense che vanta quattro sfere di cristallo, otto coppe del mondo di discesa, cinque in superg e tre in combinata, a cui vanno aggiunti due ori mondiali e uno olimpico. Pur consapevole che forse si stava spingendo oltre i suoi stessi limiti. “Sappiamo tutti le difficoltà che Lindsey ha attraversato in questi ultimi giorni e per quanto riguarda la gara penso che abbia esagerato e rischiato troppo ed è per questo che questo tipo di incidente può accadere“, ha detto l’ex campionessa slovena, e due volte oro olimpico Tina Maze.
Usa: “Condizioni stabili” – Il Team Usa parla ora di “condizioni stabili“. E ora tutti si stringono intorno a una delle più grandi di sempre, che a Treviso è finita per l’ennesima volta sotto i ferri con la gamba rotta, brutte fratture da ricomporre. “E’ stato spaventoso” il commento della sorella della sciatrice, Karin Kildow.Manine a preghera e cuore infranto nel post della compagna di nazionale Mikaela Shiffrin e un pensiero per Lindsay Vonn anche da Rafa Nadal: “Sei una grande fonte d’ispirazione e un esempio di perseveranza. Sii forte e guarisci presto” le scrive l’ex re del tennis. “Gareggerò nella mia ultima discesa libera olimpica e, anche se non posso garantire un buon risultato, posso garantire che darò tutto quello che ho. Non importa cosa accada, ho già vinto” aveva detto a poche ore del via.
Poi in 13 secondi è svanito tutto: la caduta, il dolore, l’elicottero, il gelo tra i tifosi, mani sugli occhi: Lindsay Vonn chiude così, senza sorriso. Per lei l’uscita di scena più triste nel luogo che l’ha sempre resa felice.
Il braccio destro dell’americana finisce nella porta prima del salto
Lindsey Vonn
Il salto, la rotazione e la caduta rovinosa. Le Olimpiadi di Milano Cortina per Lindsey Vonn sono durate 13 secondi e qualche decimo. Nella discesa libera di oggi, 8 febbraio, la 41enne statunitense è stata protagonista di un grave incidente in gara. Nel pomeriggio, la fuoriclasse è stata operata a Treviso per una frattura scomposta alla gamba sinistra. La sciatrice è stata prima portata in elicottero all’ospedale Codivilla di Cortina. Dopo una prima stabilizzazione, è stata spostata a Treviso, dove è stata sottoposta all’intervento.
L’incidente– L’americana ha perso l’equilibrio nel primo salto in pista ed è crollata sul tracciato tra grida di dolore. Gli sci non si sono staccati, hanno fatto perno sul terreno aggravando ulteriormente una situazione già molto complicata: Vonn si è presentata al cancelletto di partenza con il ginocchio sinistro indebolito dalla lesione al legamento crociatoanteriore riportata pochi giorni prima dei Giochi.
Colpa del ginocchio infortunato? – La statunitense, che in carriera ha vinto 12 volte sulla pista Olimpia delle Tofane, non ha voluto rinunciare all’appuntamento a cinque cerchi, presumibilmente l’ultima grande avventura di una carriera stellare. Nelle prove cronometrate dei giorni scorsi, l’americana si era mostrata pienamente competitiva e sui social aveva puntualmente risposto a chi, tra un tweet e l’altro,sollevava dubbi sull’entità dell’infortunio o sull’opportunità di scendere in pista.
Il dibattito, prevedibilmente, ha ripreso vigore oggi, dopo il drammatico incidente. Il ginocchio lesionato ha condizionato l’atleta e, in qualche modo, ‘provocato‘ la caduta? Difficile, se non impossibile, esprimere un giudizio dall’esterno.Nella gara ci sono state altre cadute, con un infortunio occorso a Cande Moreno.L’atleta di Andorra è caduta nel finale e, come Vonn, è stata portata via dall’elicottero. L’analisi delle immagini e delle foto ha permesso di evidenziare un dettaglio probabilmente determinante per stabilire la dinamica della caduta della statunitense.
La foto – Una foto scattata nelle fasi iniziali della discesa, subito prima del salto fatale, ha immortalato l’atleta statunitense in azione: il braccio destro si è infilato all’interno della porta e di fatto si è trasformato in un perno micidiale. In un tratto a velocità elevata, la rotazione ha fatto letteralmente volare Vonn che non ha nessuna possibilità di riprendere il controllo degli sci. Gli attrezzi non si sono staccati al momento dell’impatto al suolo e ancorano le ginocchia dell’atleta, che si è ritrovata in posizione innaturale, con un nuovo grave infortunio come conseguenza.
“Lindsey Vonn ha riportato un infortunio ma è in condizioni stabili ed è in ottime mani con un team medico americano e italiano”, le informazioni diffuse in giornata dalla selezione a stelle e strisce, l’U.S. Ski and Snowboard Team. In serata, le informazioni dall’ospedale di Treviso con i dettagli sull’operazione alla gamba sinistra.
La 41enne, che ha deciso di gareggiare con il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro rotto, è rimasta a terra, urlando di dolore
frame da video
Dramma per Lindsey Vonn a Cortina. La statunitense, 41 anni, è caduta subito durante la discesa libera ed è rimasta a terra urlando dopo che è rimasta impigliata con un bastoncino durante un salto.
Vonn aveva deciso di gareggiare con il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro rotto dopo la caduta nell’ultima discesa libera di Coppa del mondo, a Crans Montana, lo scorso 30 gennaio.Vonn alla vigilia aveva dichiarato di sentirsi in grado di gareggiare grazie a un tutore e al lavoro di riabilitazione e di aver già sciato in passato con legamenti rotti o infortuni gravi, sviluppando nella gamba una muscolatura con cui compensa la mancanza di stabilità.
Vonn, 12 vittorie sull’Olimpia delle Tofane, 6 in discesa libera e 6 in SuperG, aveva deciso di non operarsi immediatamente per gareggiare oggi, domenica 8 febbraio, nella discesa olimpica di Cortina. Proprio per le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 era tornata a gareggiare a 6 anni di distanza dal ritiro. Una protesi al ginocchio destro le aveva permesso di tornare a sciare senza dolore e aveva colto i primi successi nel dicembre del 2024, con il secondo posto nel Super-G a Sun Valley.Lindey Vonn stava dominando la stagione 2025-2026 con 2 vittorie e 5 podi in discesa libera e il suo sogno olimpico sembrava vicino a diventare realtà.
Dopo la sfortunata e bruttissima caduta di Lindsey Vonn la gara è stata interrotta e la campionessa statunitense è stata in barella, in elicottero, in ospedale.
Que c'est terrible : Lindsey Vonn 🇺🇸 chute d'entrée ! La légende américaine est contrainte d'abandonner
Il corteo, pacifico, era organizzato da Cio, “Comitato per le olimpiadi insostenibili, poi la situazione è cambiata: cosa è successo
All’indomani della cerimonia d’apertura delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 si registrano già i primi scontri. Nel pomeriggio di oggi, sabato 7 febbraio, circa 10.000 persone sono scese in strada a Milano per una manifestazione contro l’impatto economico, sociale e ambientale dell’evento. Il corteo è stato promosso dal “Cio – Comitato Insostenibili Olimpiadi” e ha sfilato nell’area di Porta Romana, con un passaggio vicino al Villaggio Olimpico, per poi dirigersi verso il quartiere Corvetto. Il corteo, dai toni pacifici, è poi degenerato in scontro con la polizia.
Il simbolo: gli alberi si rivoltano contro la pista da bob a Cortina – Prima della partenza i manifestanti hanno messo in scena un flash mob sollevando alberi di cartone, presentati come simbolo degli abbattimenti legati ai lavori per la pista da bob a Cortina. Poi gli attivisti sono partiti al grido “i larici di Cortina gridano vendetta“, sempre per via degli alberi sacrificati per costruire la nuova pista in vista della competizione olimpica.
I cartelli contro l’Ice (foto G. Mannu / MilanoToday
Lo slogan che ha aperto la manifestazione era scritto sullo striscione di testa: “Riprendiamoci le città, liberiamo le montagne“. Lungo il serpentone, che si è via via allungato, ha trovato spazio anche un gruppo di manifestanti pro Pal: “Embargo al sionismo ora“, si leggeva in uno striscione. Come riferisce MilanoToday, erano presenti anche tanti cartelli contro l’Ice.
Nella stessa area, una delegazione di Rifondazione comunista e dei Giovani comunisti, guidata dalla segretaria provinciale milanese Nadia Rosa, ha srotolato uno striscione con la scritta “Porta Romana bella non sei di Catella”. “Abbiamo scelto questo luogo simbolo della speculazione edilizia di costruttori come Catella e dei fondi a cui l’amministrazione comunale ha svenduto la città”, ha spiegato a proposito Rosa riferendosi alle opere olimpiche realizzate dai privati e finanziate in parte dallo Statocon degli “extracosti“.
Gli scontri – Intorno alle 18.10, quando il corteo ha raggiunto via Marocchetti, diversi manifestanti vestiti di nero e a volto coperto – dietro un cartellone con scritto “Know your edemi” – hanno iniziato a esplodere fuochi d’artificio e lanciare bottiglie contro polizia, carabinieri e guardia di finanza. Le forze dell’ordine hanno risposto utilizzando gli idranti sulla folla e con i lacrimogeni.
Partita da Atene giovedì mattina, la lanterna che custodisce il fuoco dei Giochi è atterrata all’Aeroporto di Roma Fiumicino accompagnata da Giovanni Malagò e dalla campionessa Olimpica Jasmine Paolini. È stata poi consegnata nelle mani del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella.
È atterrato giovedì 4 dicembre alle 17.00 all’Aeroporto “Leonardo da Vinci” di Roma Fiumicino il volo ITA Airways proveniente da Atene che ha portato la Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026 in Italia.
Custodito nella lanterna, il fuoco che accenderà i Giochi di Milano Cortina 2026 è arrivato dalla Grecia accompagnato da Giovanni Malagò, Presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, e dalla Campionessa Olimpica Jasmine Paolini
Dalla Grecia all’Italia – Dopo la Cerimonia di Accensione che si è svolta a Olimpia lo scorso 26 novembre, come da tradizione la Fiamma ha attraversato la Grecia passando nelle mani del canottiere greco Petros Gaidatzis, medaglia di bronzo ai Giochi di Parigi 2024, degli olimpionici azzurri Stefania Belmondo e Armin Zoeggler e di oltre 450 tedofori in un percorso lungo 2.200 km fino ad arrivare alla capitale greca.
Giovedì mattina, allo Stadio Panathinaiko di Atene, si è svolta la Cerimonia di Consegna della Fiamma al Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 con due tedofori d’eccezione: Filippo Ganna, campione Olimpico di ciclismo, e Jasmine Paolini, oro a Parigi 2024 e icona del tennis internazionale.Jasmine Paolini ha avuto l’opportunità di portare la torcia Olimpica ad Atene grazie a Milano Cortina 2026 e a Coca-Cola, Presenting Partner del Viaggio della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026.
La Cerimonia di Consegna ha avuto poi come protagonisti il Presidente del Comitato Olimpico Ellenico, Isidoros Kouvelos, e Giovanni Malagò, Presidente della Fondazione Milano Cortina 2026. A questo momento dal forte valore simbolico erano presenti anche il Sindaco di Milano Giuseppe Sala, il Sindaco di Cortina d’Ampezzo Gianluca Lorenzi, il CEO della Fondazione Milano Cortina 2026 Andrea Varnier e una delegazione del Comitato Organizzatore.
La Cerimonia ha segnato il passaggio di testimone ufficiale all’Italia. Sono stati poi il Presidente della Fondazione Giovanni Malagò, insieme a Jasmine Paolini, scelta come Ambassador di Milano Cortina 2026 per riportare la Fiamma in Italia, a scendere dall’aereo all’aeroporto di Roma Fiumicino con in mano la lanterna che custodiva il fuoco che darà vita ai Giochi.
L’arrivo al Quirinale: il passaggio nelle mani del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – Dopo l’arrivo a Fiumicino, la Fiamma Olimpica ha raggiunto il Palazzo del Quirinale. Nella Sala Vetrata, alla presenza del Presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò, del Presidente del CONI Luciano Buonfiglio e del Segretario Generale del CONI Carlo Mornati, Jasmine Paolini ha consegnato ufficialmente la lanterna contenente la Fiamma Olimpica nelle mani del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella,in un momento di grande significato istituzionale ed emotivo.
La consegna della Fiamma Olimpica al Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, segna l’avvio del programma di cerimonie che ci avvicinano al momento ufficiale della partenza del Viaggio della Fiamma del 6 dicembre.
La partenza del Viaggio della Fiamma – Venerdì 5 dicembre si terrà la Cerimonia di Accensione del Braciere del Viaggio della Fiamma Olimpica nel Piazzale del Quirinale. Sabato 6 dicembre, allo Stadio dei Marmi “Pietro Mennea” di Roma, si svolgerà invece la Cerimonia Inaugurale che darà il via ufficiale al Viaggio della Fiamma Olimpica in Italia.
La partenza del Viaggio della Fiamma segnerà l’inizio di un percorso lungo 12.000 km che in 60 giorni illuminerà oltre 300 Comuni, toccando tutte le 110 province italiane e portando in tutto il Paese i valori Olimpici di amicizia, rispetto ed eccellenza, con l’obiettivo di accendere l’entusiasmo in attesa della Cerimonia d’Apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina del 6 febbraio 2026.
Il Presidente Giovanni Malagò ha commentato l’arrivo della Fiamma Olimpica dicendo: “L’arrivo della Fiamma Olimpica in Italia e la consegna al Presidente Sergio Mattarella al Palazzo del Quirinale rappresentano momenti di grande emozione nel percorso verso Milano Cortina 2026. Nei prossimi giorni questo fuoco attraverserà il nostro Paese da nord a sud, raggiungerà città, comunità e territori diversi, ricordandoci la bellezza delle differenze che rendono l’Italia un Paese unico al mondo. Illuminerà molti siti del nostro Patrimonio UNESCO, diventando un simbolo di entusiasmo, armonia e partecipazione collettiva. Nel viaggio che accompagnerà l’Italia verso la Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici di Milano Cortina, la Fiamma Olimpica passerà nelle mani di oltre 10.000 tedofori provenienti da ogni regione, ricordandoci la capacità unica che ha lo sport di unire, ispirare e costruire futuro”.
Cerimonia di consegna della Fiamma olimpica in occasione dei Giochi Olimpici Milano-Cortina 2026
Cerimonia di consegna della Fiamma olimpica in occasione dei Giochi Invernali di Milano – Cortina 2026
Palazzo del Quirinale, 04/12/2025 (II mandato)Il Presidente Sergio Mattarella riceve da Jasmine Paolini, Campionessa olimpica di tennis e addetta alla Lanterna e Giovanni Malagò, Presidente del Comitato Organizzatore Milano Cortina 2026 la Fiamma olimpica in occasione dei Giochi Olimpici Milano-Cortina 2026 – Scarica la foto
C o m u n i c a t o
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha accolto oggi al Quirinale la Lanterna che custodisce la Fiamma Olimpica dei Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026. Il Capo dello Stato ha posizionato la Fiamma all’interno del Palazzo del Quirinale, dove rimarrà accesa per tutta la notte. Erano presenti alla cerimonia l’addetta alla Lanterna Jasmine Paolini, il Presidente del Comitato Organizzatore Milano-Cortina 2026, Giovanni Malagò, il Presidente e il Segretario Generale del CONI, Luciano Buonfiglio e Carlo Mornati, l’Amministratore delegato di Milano Cortina, Andrea Venier, i Sindaci di Milano e Cortina, Giuseppe Sala e Gianluca Lorenzi. Domani, 5 dicembre, alle ore 11.00 sulla Piazza del Quirinale, si svolgerà la cerimonia ufficiale di inaugurazione del viaggio della Fiamma.
Palazzo del Quirinale, 04/12/2025 (II mandato)
La fiamma olimpica arriva a Lecco: chi sono i tedofori che porteranno la torcia di Milano Cortina 2026
Tre volti noti accenderanno la passione olimpica nella tappa del 1° febbraio in piazza Garibaldi
Il conto alla rovescia per le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 entra nel vivo. La fiamma olimpica, dopo essere stata accesa nell’antica Olimpia e aver attraversato la Grecia, è arrivata in Italia lo scorso 4 dicembre allo stadio Panatenaico di Atene. Da Roma, dove il viaggio nazionale partirà il 6 dicembre dallo stadio dei Marmi, la torcia percorrerà tutte le 20 regioni italiane in un’epopea di 63 giorni e 12.000 chilometri che culminerà con la cerimonia d’apertura dei Giochi il 6 febbraio a San Siro.
La tappa lecchese è fissata per domenica 1° febbraio 2026, quando la fiamma attraverserà il territorio lariano per giungere nel pomeriggio in piazza Garibaldi, dove verrà acceso il braciere durante la celebrazione ufficiale. Prima di arrivare a Lecco, la torcia toccherà Berbenno, Ronco, Ardenno, Morbegno e Colico, per poi scendere lungo la sponda orientale del lago attraversando Mandello del Lario, Abbadia Lariana e Varenna, proseguendo verso Menaggio e Bellagio.
I volti dei tedofori lecchesi – Tra i 10.001 ambasciatori che porteranno la fiamma olimpica attraverso l’Italia, quattro saranno protagonisti della tappa lecchese. Si tratta di persone che rappresentano diverse eccellenze del territorio: sport, cultura e intrattenimento.
Nausicaa Dell’Orto è capitana della nazionale italiana di flag football, disciplina per la quale si è impegnata attivamente affinché venisse inserita nel programma olimpico di Los Angeles 2028. L’allenamento e il talento l’hanno portata a vincere numerosi campionati nazionali e internazionali, sia negli Stati Uniti che in Italia. Oltre ai successi sul campo, Dell’Orto è nota come volto pubblico dello sport grazie alla partecipazione a eventi e alla collaborazione con emittenti sportive.
Ematoshi, nome d’arte di Emanuele Mauri, è il celebre telecronista, imitatore e host diventato una vera e propria star dei social media. Con le sue telecronache ironiche e le imitazioni che spaziano dal mondo dello sport a quello dello spettacolo, Ematoshi ha conquistato milioni di follower.
Piero Poli completa il trio dei tedofori lecchesi. Ex canottiere e medico italiano, Poli ha conquistato la medaglia d’oro nel quattro di coppia ai Giochi olimpici di Seul 1988, scrivendo una pagina indimenticabile nella storia dello sport lecchese e nazionale. Oggi è primario di Traumatologia e Ortopedia dell’Ospedale Manzoni di Lecco, dove continua a mettere la sua esperienza al servizio della comunità, unendo la carriera medica al prestigioso passato olimpico.
Un viaggio che unisce l’Italia – La staffetta della torcia olimpica vede protagonisti atleti di discipline olimpiche e paralimpiche, campioni di Giochi sia estivi che invernali, ma anche volti noti dello spettacolo e storie di ispirazione quotidiana. Ogni tedoforo porterà con sé i valori di passione, talento, energia e rispetto, simboleggiando la promessa di un futuro più inclusivo.
Il convoglio che accompagna il viaggio della fiamma in Italia è lungo quasi 200 metri e si muove a una velocità di circa quattro chilometri orari.Ogni giornata inizia alle 7.30 e termina intorno alle 19.30 con l’accensione del braciere nella città di tappa.Oltre 450 tedofori hanno già portato il fuoco sacro attraverso la Grecia, percorrendo 2.200 chilometri dall’Antica Olimpia fino ad Atene.
Olimpiadi 2026: tutti i tedofori
ROMA 6 dicembre – Achille Lauro, Matteo Berrettini, Andrea Bargnani, Massimiliano Biaggi;
VITERBO 7 dicembre – Martin Castrogiovanni, Giancarlo Peris, Martina Centofanti;
LIVIGNO 30 gennaio – Giorgio Rocca, Elisa Nakab, Federica Sosio, Daniel Pedranzini;
SONDRIO 31 gennaio – Simone Bertini, Claudio Pedrazzini;
LECCO 1 febbraio – Nausicaa Dell’Orto, Ematoshi, Piero Poli;
BERGAMO 2 febbraio – Martina Caironi, Giorgio Pasotti, Paola Magoni;
COMO 3 febbraio – Javier Zanetti, Alisha Lehmann, Riccardo Moraschini, Cesc Fàbregas;
MONZA 4 febbraio – Paolo Nespoli, Filippo Tortu, Arianna Errigo, Diana Bianchedi;
MILANO 5 febbraio – Flavia Pennetta, Francesca Schiavone, Luca Parmitano, Gianluca Torre.
Il programma in Lombardia – In Lombardiala fiamma olimpica toccherà 78 comuni e cinque siti Unesco, attraversando la regione in due fasi: dal 14 al 19 gennaio e dal 30 gennaio al 6 febbraio. Dopo la tappa lecchese del 1° febbraio, il 2 febbraio i tedofori ripartiranno verso Bergamo, con passaggi a Villa d’Almè, Ponteranica, Alzano Lombardo, Nembro e Seriate.
Il 3 febbraio la fiamma percorrerà i centri tra Adda e Brianza: Dalmine, Crespi d’Adda, Capriate San Gervasio, Trezzo sull’Adda, Paderno d’Adda, Robbiate, Merate, Vimercate, Arcore e Lesmo, per poi raggiungere Como. Il 4 febbraio la staffetta arriverà a Monza dopo aver attraversato numerosi comuni del varesotto e della Brianza.
Olimpiadi 2026: tutto il percorso della Fiamma Olimpica: Di seguito tutte le tappe del viaggio:
06 dic Roma 07 dic Viterbo 08 dic Terni 09 dic Perugia 10 dic Siena 11 dic Firenze 12 dic Livorno 13 dic Nuoro 14 dic Cagliari 15 dic Palermo 16 dic Agrigento 17 dic Siracusa 18 dic Catania 19 dic Reggio Calabria 20 dic Catanzaro 21 dic Salerno 22 dic Pompei 23 dic Napoli 24 dic Latina 27 dic Benevento 28 dic Potenza 29 dic Taranto 30 dic Lecce 31 dic Bari 01 gen Campobasso 02 gen Pescara 03 gen L’Aquila 04 gen Ancona 05 gen Rimini 06 gen Forlì 07 gen Ferrara 08 gen Parma 09 gen Genova 10 gen Aosta 11 gen Ivrea 12 gen Novara 13 gen Varese 14 gen Pavia 15 gen Piacenza 16 gen Brescia 18 gen Verona 19 gen Mantova 20 gen Vicenza 21 gen Padova 22 gen Venezia 23 gen Trieste 24 gen Udine 25 gen Belluno 26 gen Cortina d’Ampezzo 28 gen Bolzano 29 gen Cavalese 30 gen Trento 31 gen Livigno 01 feb Sondrio 01 feb Lecco 02 feb Bergamo 03 feb Como 04 feb Monza 05 feb Milano 06 feb Milano (conclusione del viaggio)
Oltre a Novari, risultano iscritti un altro ex dirigente della Fondazione e il rappresentante legale della società Quibyt, la ex Vetrya spa di Orvieto, vincitrice di alcune gare per i servizi digital
Il nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza sta effettuando perquisizioni, ordini di esibizione e ispezioni di sistemi informatici nelle sedi di Fondazione Milano-Cortina 2026 e di una società di Orvieto a cui sono stati assegnati i servizi digitali per l’evento. L’operazione – coordinata dai pm di Milano Francesco Cajani e Alessandro Gobbis e dall’aggiunto Tiziana Siciliano – è estesa anche agli uffici di Deloitte, subentrata all’azienda umbra. Le accuse sono corruzione e turbata libertà d’incanto a carico di tre persone, nessuna delle quali è un dirigente o dipendente attuale della Fondazione.
C’è l’ex amministratore delegato della Fondazione Milano-Cortina, Vincenzo Novari, fra i tre indagati della Procura di Milano nell’inchiesta per corruzione e turbativa d’asta sugli appalti digital delle Olimpiadi invernali 2026. Oltre a Novari, risultano iscritti un altro ex dirigente della Fondazione e il rappresentante legale della società Quibyt, la ex Vetrya spa di Orvieto, vincitrice di alcune gare per i servizi digital. Il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano si trova presso la sede della fondazione.
Mit: inchiesta non ha conseguenze sui lavori in corso – «Le attività investigative delle ultime ore non influenzeranno l’andamento dei lavori per le Olimpiadi Milano-Cortina, anche perché riguardano la Fondazione che non ha ruoli operativi sulla realizzazione delle opere, che è invece compito della società Simico». Così fonti del Mit.
La Fondazione: nessun dirigente o dipendente attuale risulta indagato – Nel pomeriggio di martedì, è arrivata una nota ufficiale della Fondazione: «Nella mattinata odierna, la Guardia di Finanza ha eseguito una perquisizione nella vecchia sede di Fondazione Milano Cortina 2026, sita in piazza Tre Torri 3 a Milano, e successivamente nei nuovi uffici in via della Boscaiola 26. Il management del Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici e Paralimpici ha prestato massimo supporto e piena collaborazione alle Forze dell’Ordine. Nessun dirigente o dipendente attuale della Fondazione risulta indagato».