Protagonista Luca Mastrangelo, youtuber famoso per la sua fede interista
Quando ha sentito urlare “Al ladro, al ladro“, non ci ha pensato su due volte. Nessuna paura, ma tanto sangue freddo. Col suo monopattino si è messo all’inseguimento di un malvivente, permettendo alla forze dell’ordine di assicurarlo alla giustizia. È l’avventura a lieto fine che ha visto protagonista Luca Mastrangelo, lo Youtuber forlivese nerazzurro più famoso d’Italia. L’episodio si è consumato mercoledì pomeriggio a Milano, dove il 44enne originario di Civitella di Romagna vive per motivi lavorativi.
“Mi stavo recando in ufficio in monopattino, quando in via Plinio ho sentito urlare due donne, che stavano rincorrendo uno straniero – spiega Mastrangelo a ForlyToday -. Gridavano “Al ladro, al ladro‘”. La situazione ha attirato l’attenzione del civitellese: “Era una situazione surreale. Li in zona c’è anche un bar ed un cliente ha persino lanciato una sedia per cercare di fermarlo, ma senza fortuna“. A quel punto lo youtuber si è messo all’inseguimento del delinquente con il suo due ruote: “Correva davvero forte e l’ho raggiunto dopo circa 300 metri. Ha svoltato per via Eustachi, dove sono riuscito a dargli una sorta di spallata, che gli ha fatto perdere l’equilibrio, facendolo cadere per terra“.
Ma il ladro non si è dato per vinto: “Con sé aveva anche una bottiglia, non so se la volesse usare come un’arma per difendersi. C’è stata una colluttazione, poi sono riuscito a buttarlo per terra e immobilizzarlo. Era stremato per la corsa. Nel frattempo si è formato un capannello di persone, che hanno allertato le forze dell’ordine. È arrivata quindi la polizia, che ha provveduto a caricarlo a bordo della volante“. La refurtiva è stata recuperata.
Calmate le acque, è stato ricostruito il furto: “La vittima era a bordo di un autobus e aveva un telefonino in mano – racconta Mastrangelo -. Alla fermata è stata derubata, con il ladro che è riuscito a scippare la malcapitata e scappare via appena si sono aperte le porte“. All’uomo è stato trovato anche un coltello in tasca: “Durante la colluttazione avevo notato che cercava di infilarsi la mano in una tasca, ma senza riuscirci. Poi ho capito perché“.
Quello di Mastrangelo è stato senza alcun dubbio un grande esempio di senso civico e coraggio. “E che rifarei – sottolinea -. Mi sono trovati in situazioni simili tre volte, dando sempre il mio contributo. In quel momento hai molta adrenalina, ma c’è anche paura, perché non si sa mai cosa possa succedere“.
L’uomo, un cittadino egiziano di 36 anni, è stato bloccato con un colpo di pistola che lo ha ferito alla spalla
Lancia pietre e si scaglia contro gli agenti in Stazione Centrale a Milanoe per fermarlo un poliziotto gli spara, colpendolo alla spalla. L’uomo, un cittadino egiziano di 36 anni, è stato soccorso e portato immediatamente all’ospedale Niguarda dove i sanitari hanno accertato che il proiettile non ha intaccato organi vitali.
Questa mattina alle ore 2.20 circa, gli agenti della Polizia Ferroviaria sono intervenuti in piazza Luigi di Savoia a Milano perché un cittadino egiziano di 36 anni, appena uscito dagli uffici Polfer di Milano Centrale dove era stato denunciato per rapina e resistenza a pubblico ufficiale, si era fermato dando in escandescenza e danneggiando arredi urbani. I poliziotti hanno tentato di bloccarlo mentre agitava una sorta di fionda rudimentale fatta da pietre chiuse all’interno di una stoffa e brandiva un pezzo di marmo recuperato da una lastra che poco prima aveva divelto. Il cittadino egiziano, sotto effetto di sostanze stupefacenti, si è scagliato con violenza contro gli operatori che, per tutelare la propria e l’altrui incolumità, hanno utilizzato il taser in dotazione nel tentativo di interrompere l’azione e, subito dopo, atteso che continuava ad avanzare, uno degli agenti ha esploso un colpo di pistola di ordinanza colpendolo l’uomo alla spalla sinistra.
Il precedente intervento che aveva portato alla denuncia del 36enne egiziano per rapina e resistenza era stato effettuato all’esterno della Stazione da una pattuglia dell’Esercito Italiano che aveva richiesto l’intervento della Polfer. L’egiziano aveva rapinato un cittadino marocchino che, portato in ospedale in codice verde a seguito dell’aggressione subita, si era poi allontanato dal pronto soccorso, facendo perdere le proprie tracce. Il cittadino egiziano, negativo nella banca dati delle forze di Polizia, era già stato foto segnalato lo scorso 24 aprile 2024 a Belluno poiché richiedente protezione internazionale con pratica approvata. In precedenza aveva fatto istanza ad Ascoli, dove la pratica era stata rigettata per irreperibilità.
È successo nella piscina Jacarandà di via Procaccini: 11 persone in ospedale
Prima i colpi di tosse dei bimbi, continui e diffusi. Poi l’evacuazione. In tutto 28 bambini di un asilo di Milano, oltre a 13 adulti, sono rimasti intossicati e accompagnati fuori dalla piscina Jacarandà di via Procaccini 69 (zona Corso Sempione) nella mattinata di martedì. Tra loro 11 persone (di cui cinque bambini) sono state accompagnate in ospedale per aver inalato una miscela di vapori di cloro all’interno della struttura, durante un’attività didattica legata a una scuola dell’infanzia.
Tutto è successo poco dopo le 11, verso la fine di una sorta di saggio dei bimbi della scuola Giocomotiva di via Sardegna. I piccoli erano accompagnati da insegnanti e istruttori in acqua, oltre che dai genitori, che guardavano dalla vetrata. Sul posto sono subito intervenuti i vigili del fuoco. In particolare il personale del nucleo Nbcr (Nucleare – biologico – chimico – radiologico) del comando di Milano. I pompieri hanno effettuato la bonifica della struttura. Secondo quanto riferito dai soccorritori sembra che l’intossicazione sia stata causata dall’esposizione ai vapori del cloro. Più nel dettaglio pare che si sia verificata una fuoriuscita accidentale dell’agente disinfettante che, successivamente, pare poi sia stato diffuso dal condotto di areazione della struttura.
I bambini intossicati in piscina a Milano – I 28 bambini, tutti tra i 3 e i 5 anni, hanno manifestato bruciore agli occhi, tosse e nausea e sono stati trasferiti in un’area triage allestita da Croce rossa e vigili del fuoco nel bar Maison Bretonne, appena fuori dalla piscina. Anche gli adulti che si trovavano nella struttura sono stati evacuati. Sul posto sono arrivate le ambulanze e le automediche dell’Agenzia regionale di emergenza urgenza (Areu), in tutto 12, tra automediche e ambulanze.
Cinque piccoli allievi sono stati trasportati in codice verde al pronto soccorso degli ospedali Buzzi, Fatebenefratelli e De Marchi. Due adulti, invece, sono stati accompagnati al Fatebenefratelli in verde mentre altre quattro persone sono state accompagnate al pronto soccorso in codice verde per accertamenti. Tra di loro anche un istruttore della piscina, rimasto all’interno della struttura fino alla fine dell’evacuazione per coordinare l’intervento.
I 23 bambini non trasportati in ospedale sono stati affidati ai genitori. Per il momento le loro condizioni non destano particolari preoccupazioni, se dovessero insorgere problematiche di qualsiasi genere dovranno contattare il centro antiveleni del Niguarda. Un fatto simile si era verificato nel febbraio 2022 nelle piscine del Forum di Assago, anche in quel caso una fuoriuscita di cloro aveva reso l’aria irrespirabile: 40 persone erano state evacuate, 26 di loro presentavano sintomi da intossicazione.
I carabinieri nell’ospedale e le tracce di sangue su un’auto
Milano, caos alla Clinica Città Studi di via Jommelli: un ragazzo di 22 anni ha colpito un addetto alle pulizie, un infermiere e un 70enne nella sala d’attesa
Paura questo pomeriggio agliIstituto Clinico Città Studi in via Jommelli: un ragazzo di 22 anni ha fattoirruzione nel Pronto soccorso gremito di gente armato di coltelloe ha accoltellato tre persone.
I fatti si sono svolti verso le 17 di oggi lunedì 15 aprile nella clinica in zona Città Studi: in base alla prima ricostruzione un 22enne italiano si è presentato in via Jommelli e ha cercato di aggredire l’ex compagna, una 22enne italiana, che si era recata in ospedale per una visita medica.
Per bloccarlo sono intervenuti due dipendenti della clinica: un egiziano addetto alle pulizie di 56 anni e un infermiere italiano di 57 anni. A quel punto il giovane ha estratto un coltello e ha colpito i due uomini, che sono rimasti feriti alla gamba e al fianco. Colpito anche un paziente in sala d’attesa di 74 anni, anche lui intervenuto insieme a una quarta persona per bloccare il giovane e rimasto ferito a una mano. I quattro sono comunque riusciti a immobilizzare il 22enne. Nel frattempo, il personale della clinica ha allertato il 112.
La data fissata per spegnere i caloriferi è l’8 aprile
La stagione dei caloriferi accesi arriva agli sgoccioli, anche se le condizioniclimatichenon sembrano essere favorevoli. A Milano nei prossimi giorni sarà obbligatorio spegnere i riscaldamenti delle abitazioni. Nello specifico per questo 2024 il capoluogo lombardo dovrà dire addio ai termosifoni entro l’8 di aprile, una settimana prima rispetto al passato grazie a un’ordinanza emanata dal Comune.
Secondo il Decreto 74/2013, infatti, Milano e la Lombardia si trovano nella Zona E dove è previsto un periodo di accensione dei riscaldamenti che (di norma) va dal 15 ottobre al 15 aprile per 14 ore al giorno e a temperatura massima di 20 gradi. Tuttavia, complice anche l’inquinamento dell’aria, Milano ha deciso di ridurre tanto la durata della stagione, quanto le ore giornaliere e la temperatura massima raggiungibile.
Ci sono però eccezioni e deroghe. Alcune categorie di edifici sono escluse dalle norme. È il caso, per esempio, di ospedali,case di riposo, scuole materne e asili nido, cliniche di vario genere
La linea metropolitana M2 è stata chiusa tra Cassina de’ Pecchi e Cascina Gobba. La circolazione è stata bloccata sul tratto a causa di una persona sui binari, travolta da un convoglio. I treni sono stati sostituiti da bus.
L’incidente – L’incidente è avvenuto poco prima delle 15.30 nel tratto che congiunge le fermate di Cernusco e Cascina Burrona in direzione Assago/Abbiategrasso, al confine tra il comune di Cernusco e quello di Vimodrone. Secondo quanto emerso, un uomo di 47 anniha attraversato i binari della metro durante il transito del convoglio. Non è chiaro se sia stato un gesto volontario. Sul posto sono giunti i soccorsi del 118 con un’ambulanza e un’auto medica che non hanno potuto far altro che dichiarare il decesso. I rilievi sono affidati ai carabinieri di Pioltello.
I vigili del fuoco hanno provveduto a far evacuare circa 200 persone che viaggiavano in quel momento sul treno, in un punto in cui la discesa non è particolarmente agevole per via della massicciata. I viaggiatori sono arrivati fino alla fermata di Cascina Burrona a piedi.
I docenti della scuola di Pioltello, ‘aggrediti dallo Stato‘
Lettera dei professori, indignati per la strumentalizzazione
Si sentono “aggrediti dallo Stato” i quasi200 insegnanti dell’istituto comprensivo Iqbal Masih di Pioltello, la scuola del Milanese al centro delle polemiche per la decisione di lasciare gli alunni a casa il giorno di fine ramadan.
E chiedono in una lettera di “abbassare i toni” ed evitare le strumentalizzazioni di una scelta “legittima” fatta solo per motivi didattici, mentre la vicepreside Maria Rendani fa un appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella perché venga a Pioltello e “intervenga“.
La delibera del Consiglio di istituto con cui è stata approvata la scelta di chiudere il 10 aprile, secondo gli ispettori dell’ufficio scolastico regionale, ha delle “irregolarità“, come ribadito anche oggi dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. Da qui la richiesta al preside Alessandro Fanfoni di sospenderla o annullarla. Per questo lunedì è stato convocata una riunione straordinaria del consiglio d’istituto che affronterà le contestazioni “quanto meno discutibili” come le ha definito Mirko Dichio, che del consiglio fa parte.
“La vera inclusione negli istituti ad alta presenza di studenti stranieri si realizza con nuove forme di potenziamento della didattica e con più adeguati criteri di formazione delle classi“, ha detto Valditara che ha espresso la sua solidarietà al preside bersaglio di insulti e minacce ma ha anche attaccato “chi ha cercato di strumentalizzare l’operato degli uffici del ministero in modo scomposto e indegno. Si è arrivati a parlare di razzismo e di islamofobia. Parole gravi e irresponsabili, soprattutto in un periodo gravido di tensioni“.
“Se una Regione deciderà che il giorno in cui si festeggia la Pasqua ebraica o il Ramadan è festa, allora ci inchineremo. Finché questo non c’è – ha commentato il presidente del Senato Ignazio La Russa – è sbagliato pensare che sia giusto quello che ha fatto l’istituto di Pioltello“. Di “occasione d’integrazione mancata” parla invece Mohamed Pietro Danova, presidente della comunità islamica El Huda di Pioltello. Le scuole non possono decidere giorni di festività, ma hanno alcuni giorni a disposizione in cui possono decidere chiusure per motivi didattici.
E gli insegnanti di Pioltello continuano a ripetere che solo per questo loro lo hanno fatto, perché oltre il 40% degli alunni è straniero e molti nel giorno di Eid Al Fitr sarebbero comunque rimasti a casa. “Riteniamo che fare lezione con metà degli alunni in classe NON sia fare lezione – scrivono -, che le attività proposte andrebbero comunque riprese e che sia necessario sospendere le attività didattiche nel giorno in cui quasi metà della scuola è assente”.
“Come lavoratori della Scuola ci sentiamo offesi e maltrattati, in questi giorni siamo calpestati nei valori e nella dignità. ‘Chi aggredisce un dipendente di una scuola aggredisce lo Stato’ ha dichiarato il Ministro Valditara poco tempo fa, ma da giorni – raccontano – ci sentiamo aggrediti e non tutelati dall’ondata di odio generata su stampa e social anche da parte di esponenti politici“. La vicepreside assicura che “la decisione di chiudere il 10 aprile “è una scelta didattica. Non ha nulla di ideologico, nulla di religioso. Non abbiamo voluto inserire alcuna festività, non vogliamo togliere l’identità a nessuno e non vogliamo sopprimere nessuna cultura“.
“Chiedo a Mattarella di intervenire, di venire a Pioltello a sostenerci – dice Rendani che due anni fa dal Capo dello Stato è stata nominata cavaliere al merito della Repubblicaper il lavoro fatto in classe durante la pandemia – perché ci sentiamo soli. Lui è l’unico che può scrivere la parola fine in questa triste storia. Come posso ritrovare la forza e il coraggio di insegnare ai miei alunni che lo Stato italiano difende i cittadini?“.
L’intervento dei vigili del fuoco nella tarda serata di sabato. Sulle cause dell’incendio, probabilmente doloso, indagano i carabinieri
Cinque auto bruciate nel giro di pochi minuti. E’ successe a Vimodrone, in via Guido Rossa 8, sede della “Red Lombardia auto”, dove sabato sera i vigili del fuoco sono intervenuti per un incendio sviluppatosi all’interno di un rivenditore di automobili.
Secondo quanto riportato dai vigili del fuoco,cinque vetture parcheggiate in quel momento sono andate completamente distrutte nonostante le squadre di soccorso fossero giunte sul posto in pochi minuti. Una dinamica chelascia pensare a una causa dolosa, visto che le fiamme si sono sviluppate e hanno distrutto le auto in un lasso di tempo molto breve.
l lavoro dei vigili del fuoco è durato fino alle tre del mattino. Le indagini sulle cause dell’incendio sono affidate ai carabinieri di Vimodrone.
Per la prima volta attivato il bacino artificiale al confine con Bresso. Granelli: “Abbiamo evitato l’esondazione del fiume”. Il Comune tallona la Regione: ora completi gli altri. Entro fine anno pronto a Senago, poi Lentate. A Paderno progetto fermo
L’allerta meteo ha fatto scattare il protocollo e quando l’acqua del Seveso si è alzata ai due metri la vasca di laminazione al confine tra Milano e Bresso è stata attivata. Ieri per la prima volta ha impedito lo straripamento del fiume. Quaranta millimetri di pioggia hanno inondato Milano, con punte di 8-10 millimetri l’ora. Un evento raro a inizio marzo. «Poteva essere la data dell’ennesima esondazione del Seveso — dice l’assessore alla Sicurezza, Marco Granelli — . Invece è la data in cui la vasca di Milano alle 13,15 è entrata in funzione per la prima volta e ha salvato dall’esondazione i quartieri milanesi di Niguarda, Pratocentenaro, Istria, Testi/Zara, Marche, Isola».
Dieci anni d’attesa. Era il 2014 quando sono cominciati i lavori, conclusi lo scorso autunno. Test e calcoli corretti. Ieri, alla prova del nove, è tutto filato liscio. La vasca si è riempita di circa 120 mila metri cubi di acqua, circa la metà del suo potenziale contenimento (250 mila metri cubi). Il bacino è entrato in funzione dopo che in via Valfurva il Seveso aveva raggiunto il livello critico di 1,88 metri. Non appena è stata attivata, il livello dell’acqua si è fermato e ha iniziato a scendere. Il torrente incontra la vasca scorrendo verso Milano all’altezza del cimitero di Bruzzano. È qui che si trova davanti due sbarramenti: uno lungo il suo corso, che ieri è stato chiuso per l’allerta, e uno posizionato verso la diga, che si alza in caso di rischio esondazione. Lentamente le paratie calano o si elevano come un sipario, grazie al sistema di monitoraggio dei livelli del fiume. Bloccano il passaggio del Seveso verso Milano. E dall’altro lato alimentano l’acqua nella vasca. «Finita l’allerta — spiega Granelli — inizieranno le fasi di pompaggio dell’acqua dalla vasca nel Seveso, e poi la pulizia e infine la reimmissione dell’acqua pulita di falda per ripristinare il lago».
Se la pioggia non fosse cessata all’inizio del pomeriggio, non è pronosticabile che cosa sarebbe accaduto. Ma un dato è certo: l’esondazione che ha duramente colpito Milano lo scorso ottobre non sarebbe stata fermata dalla sola vasca di Bresso. «Se si arrivasse al limite della capienza e il volume della vasca non fosse sufficiente a contenere l’acqua che proviene da monte — spiega Andrea Aliscioni, direttore del Servizio idrico Integrato di Mm — , ovviamente il resto del deflusso proseguirebbe verso Milano, con il rischio esondazione». All’appello, infatti, mancano le altre vasche di laminazione, non ancora ultimate, che devono prevenire lo straripamento del Seveso bloccando l’acqua a monte. Il sistema è stato progettato per prevenire quasi ogni rischio: solo un’esondazione ogni cent’anni potrebbe verificarsi con tutti i bacini attivati. Da qui, la richiesta del Comune a Regione, avallata anche da Beppe Sala: «Ora è importante che Regione Lombardia aiuti a completare quelle di Lentate, Senago e Varedo, perché solo così si potrà essere certi di non vedere mai più esondazioni a Milano».
Le aree golenali di Cantù sono arrivate alla conclusione. Manca poco anche per la vasca di Senago, pronta entro l’anno. Mentre per quella di Lentate l’attivazione sarà l’anno prossimo. Più complessa la situazione per quella di Paderno Dugnano — Varedo: sono state fatte solo le bonifiche, mentre i lavori non sono ancora iniziati. Mancherebbero infatti i finanziamenti necessari. Le risorse sono state dirottate verso la copertura degli extracosti cumulati per le altre vasche. «E poi — aggiunge Granelli — bisogna rendere le acque del Seveso più pulite e Regione Lombardia e i gestori dei sistemi idrici dei territori attraversati dal Seveso devono controllare e fare di più».
Non tarda ad arrivare la replica di Gianluca Comazzi, assessore regionale al Territorio e Sistemi verdi e presidente di Aipo: «Sul Seveso stiamo rispettando i tempi dettati dal cronoprogramma per il termine dei lavori, mentre sono già in funzione quattro aree golenali. Anche il Comune di Milano deve fare la sua parte. È necessaria la manutenzione sia del verde sia dei tombini che ad ogni ondata di maltempo straripano, inondando le strade».
Una quarantina gli interventi dei vigili del fuoco, ieri, a Milano per alberi pericolanti, lamiere e cartelloni pubblicitari divelti.
Ribaltata la sentenza del Tar, tornano in vigore le misure per tir e bus
Torna in vigore a Milano l’obbligo dei sensori di angolo cieco per tir e bus: il Consiglio di Stato ha infatti ribaltato la sentenza del Tar della Lombardiache lo scorso novembre aveva “integralmente annullati” gli atti di Palazzo Marino per l’introduzione dell’obbligo deciso dopo una serie di incidenti mortali in città e in vigore da ottobre. A rivolgersi al Tar erano state una serie di aziende di trasporto e Assotir.
Secondo il tribunale amministrativo, il Comune non aveva le competenze per normare in materia di circolazione stradale per quanto riguarda ordine pubblico e sicurezza su cui ha competenze “esclusive” lo Stato. Il Consiglio di Stato, ha rilevato che i Comuni in base al decreto legislativo n. 285 del 1992 (ovvero il base al Codice della strada) possono decidere “con deliberazione della Giunta” di “delimitare le aree pedonali e le zone a traffico limitato tenendo conto degli effetti del traffico sulla sicurezza della circolazione, sulla salute, sull’ordine pubblico, sul patrimonio ambientale e culturale e sul territorio”. E in questo caso il Comune ha previsto l’obbligo dei sensori in una sola parte della città (area B), per orari precisi e solo per alcuni mezzi e di fatto questo “costituisce una modalità di istituzione di una zona a traffico“.
Incidente questa mattina sulla linea rossa della metropolitana di Milano: poco dopo le 9, per cause ancora al vaglio degli investigatori, un uomo è finito sui binari alla stazione Gambara, in direzione Sesto. Proprio in quel momento era in arrivo un convoglio, che ha frenato bruscamente senza riuscire ad evitare l’impatto. L’uomo è morto sul colpo, mentre alcuni passeggeri che erano a bordo del treno sono caduti a terra riportando contusioni.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 Areu con un’automedica e due ambulanze, oltre ai vigili del fuoco e alle forze dell’ordine.
Tra i passeggeri, una donna di 48 anni è stata trasportata in codice verde all’ospedale San Carlo, mentre una ragazza di 32 anni è stata trasferita al Buzzi. Altri due passeggeri, una donna di 54 anni e un uomo di 59 sono stati valutati, ma non ospedalizzati.
La circolazione sospesa tra Pagano e Bisceglie, ci sono i bus sostituiti.
Stop ai Diesel fino a Euro 4, compresi i mezzi dotati di Move-in, ai fuochi all’aperto e limite di 19 gradi per i riscaldamenti. Escluse solo Lecco, Sondrio e Varese
Tornano le misure cosiddette di primo livello (essenzialmente stop ai diesel fino all’Euro 4, ai riscaldamenti a legna e ai liquami zootecnici) in 9 province su 12 della Lombardia: tutte tranne Lecco, SondrioeVarese, cioè la fascia pedemontana e montana della regione. Palazzo lombardia ha dovuto alzare bandiera bianca al quarto giorno consecutivo disforamento delle Pm10, le polveri sottili, proprio ieri, domenica 18 febbraio. In estrema sintesi, oltre ai macro divieti su auto e legna, sarà proibito accendere fuochi all’aperto, e quanto ai diesel dovranno stare ferme anche le auto che hanno aderito a Move-in, il dispositivo regionale che consente di circolare anche durante le limitazioni fino a un certo massimo di chilometri. Il Move-in tornerà operativo alla disattivazione delle misure di primo livello. I riscaldamenti non dovranno superare i 19 gradi nelle abitazioni e negli esercizi commerciali, e in tutti i Comuni delle province coinvolte sarà vietato spandere i liquami prodotti negli allevamenti di bestiame.
Nonostante le misure l’assessore regionale all’Ambientee clima Giorgio Maione si mantiene ottimista e promette “30 milioni di euro per il rinnovamento degli impianti di riscaldamento e dei veicoli circolanti. In cinque anni gli investimenti complessivi legati alla sostenibilità ambientale in Lombardia ammontano a 19 miliardi“. Le misure saranno revocate dopo due giorni consecutivi di Pm10 sotto la soglia europea.
Una misteriosa schiuma bianca ha contaminato l’acqua di un torrente e si è diffusa per le strade di Alserio. I vigili del fuoco e gli esperti sono intervenuti per verificare la natura della sostanza, che sembra non essere tossica. Situazione monitorata e risolta.
Alserio, 11 febbraio 2024
Una scia di schiuma bianca, sia nella roggia che sfocia nel lago, sia per strada e nei tornelli dei box. Ieri mattina passanti e residenti di Alserio hanno segnalato una strana schiuma che ha contaminato l’acqua del torrente che da Orsenigo si butta nel lago di Alserio. La strana e non meglio identificata sostanza traboccava pure in strada e nei corridoi di alcuni garage condominiali dai chiusini dei tombini. Per timore si trattasse di una contaminazione chimica sono stati mobilitati i vigili del fuoco volontari di Erba e gli specialisti del nucleo Nbcr del comando provinciale di Como addestrati a fronteggiare rischi nucleari, biologici, chimici e radiologici. In posto pure i tecnici di Arpa che hanno raccolto alcuni campioni della schiuma e della municipalizzata del ciclo idrico integrato. La situazione è stata monitorata fino a mezzogiorno, quando la sostanza è defluita. Dai primi accertamenti sembra comunque non si tratti di una sostanza tossica, né per l’uomo, né per l’ambiente.
Intervento dei Vigli Del Fuoco in Via Gratosoglio a seguito di sversamento sostanze chimiche in ex tintoria abbandonata (Ansa/Andrea Fasani)
L’aria nei dintorni di un ex tintoria in via Gratosoglio è diventata irrespirabile. Intervenuti sul posto cinque mezzi dei vigili del fuoco per evitare il diffondersi dei miasmi
È stato impedito di uscire ai residente che abitano vicino a un’ex tintoria in via Gratosoglio, a Milano, a causa dello sversamento di alcuni fusti di sostanze chimiche, tra cui ammoniaca, acido muriatico e acqua ossigenata. L’aria nell’edificio è diventata irrespirabile e i vigili del fuoco sono intervenuti con cinque mezzi per limitare il diffondersi delle sostanze.
Sul posto anche il Nucleo nucleare biologico chimico radiologico (Nbcr). A livello precauzionale, spiegano i pompieri, viene impedito agli abitanti della zona di uscire dalle proprie abitazioni. Per questo motivo è stata attivata anche l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, che sta contrastando il livello di saturazione dell’aria.
La polizia di Stato e la polizia locale stanno indagando per accertare le cause dello sversamento. Secondo i primi accertamenti, sarebbe stata confermata la miscelazione di due o più sostanze chimiche, al momento in fase di analisi, avvenuta in modo improprio da parte di ignoti.
L’area è dismessa e adiacente ad abitazioni. Ai residenti è stato consigliato di mantenere i serramenti chiusi. Secondo gli esperti dei vigili del fuoco, non vi sarebbero pericoli per la pubblica incolumità, fatta eccezione per disturbi olfattivi.
I Balarì a Bagolino, i Mascarun di legno a Schignano, il “Gagèt col sò uchèt” a Crema, i carri più grandi a Cantù. Danze, cortei, dolci tipici e falò. Ecco le feste più folcloristiche della regione
Il Carnevale da sempre è la festa più divertente, trasgressiva, pazza dell’anno. Feste, scherzi, sfilate in maschera, carri allegorici, dolci tipici e tradizioni contadine si intrecciano con secoli di storia.
Sfilano le maschere più conosciute come Meneghin con la moglie Ceccasimbolo della città di Milano. Brighella e Arlecchino nel Bergamasco, e le maschere della tradizione come quelle di legno del Carnevale di Schignano che affonda le sue radici nel medioevo, e quelle che coprono i volti dei Balarì del Carnevale Bagosso(nella foto), antico di 500 anni. Ecco i carnevali storici più folcloristici, coinvolgenti della Lombardia che di generazione in generazione si tramandano nel tempo e valgono più di una sola visita.
Il carnevale di Bagolino, tra i più celebri e antichi in Lombardia
Coloratissime manifestazioni, anche ‘on ice’ o sui laghi. Tra parate, riti, clownerie, costumi d’epoca e falò, risottate e tante ‘chiacchiere’. Gli appuntamenti in ognuna delle 12 province lombarde
Il Carnevale è una delle festività più attese in Italia, e ogni città prepara eventi unici per celebrare questa tradizione coloratissima, all’insegna del trasformismo e del divertimento, quando ‘ogni scherzo vale’, come insegna la tradizione.
Ecco una guida completa ai Carnevali che si terranno nelle località della Lombardia, offrendo divertimento per tutta la famiglia.
Non ci sono vittime né feriti, in casa c’erano due persone rimaste illese. Gli abitanti hanno raccontato del rumore e della caduta delle macerie
Esplosione in un appartamento, poco dopo le 11 di lunedì 5 febbraio, a Corsico, nell’hinterland milanese. Fortunatamente non ci sono state vittime né feriti: illese le due persone che si trovavano all’interno. Sul posto si sono precipitati i vigili del fuoco, le ambulanze del 118 e i carabinieri. L’esplosione è avvenuta in via Montello all’angolo con via Fratelli di Dio.
Gli abitanti hanno raccontato di un forte boato, poi hanno sentito il rumore delle macerie. L’appartamento coinvolto, completamente sventrato, si trova al sesto piano. Al momento dell’esplosione nell’appartamento si trovavano due persone, che sono rimaste completamenteillese. Secondo le prime informazioni, gli investigatori sospettano possa essersi trattato di una fuga di gas.
La Regione non ha aggiornato la black list dei veicoli senza la deroga per Area B. Risultato: le auto passano sotto gli occhi elettronici senza che venga rilevata la non conformità
L’emergenza smog continua. Per il settimo giorno di fila si sono registrati valori del Pm10 sopra la soglia di guardia, oltre i 50 microgrammi per metro cubo. Intanto il rispetto e i controlli sul provvedimento regionale che da ieri vieta la circolazione dei veicoli più inquinanti rimangono un’incognita. A Milano le centraline Arpa hanno segnalato di nuovo l’allarme: 58 microgrammi per metro cubo di Pm10 in viale Marche, 54 a Città Studi, 63 in via Senato e 53 al Verziere. Nel capoluogo lombardo e in tutti i Comuni sopra i 30 mila abitanti della provincia, da ieri, non possono circolare i diesel fino agli Euro 4, fino a quando i valori delle polveri sottili non saranno rientrati, per due giorni consecutivi, sotto la soglia limite.
Ma quale sia la reale efficacia del provvedimento è difficile a dirsi. Le misure temporanee di primo livello dispongono, infatti, lo stop alla circolazione, dalle 7,30 alle 19,30 dei veicoli Euro 0 e 1 a benzina, Gpl e metano, e degli Euro 2, 3 e 4 diesel. In più, le limitazioni valgono anche per gli autoveicoli che hanno aderito al Move-In. Prendendo il caso di Milano, l’Area B, anche in assenza del blocco temporaneo, vieta già l’ingresso in città ai veicoli diesel fino agli euro 4, fatta eccezione per gli automobilisti muniti di apposita deroga o della scatola nera contachilometri. In questi giorni di emergenza, però, neppure con il Move-In si potrebbe entrare. Il condizionale è d’obbligo in questo caso, perché le telecamere della grande Ztl non sono state aggiornate dalla Regione con la lettura del blocco per il Move-In. Il sistema, infatti, legge le targhe in divieto escludendo chi è in deroga. Per le misure temporanee, però, servirebbe un ulteriore aggiornamento del software direttamente collegato a quello regionale che gestisce il sistema delle scatole nere. Dunque, gli occhi elettronici non stanno sanzionando chi entra in Area B con il Move-In. I controlli sono lasciati alle pattuglie di polizia locale, ma non sono stati previsti potenziamenti di forze dell’ordine in occasione delle limitazioni temporanee.
Intanto, Palazzo Marino rilancia sugli effetti delle misure di Area C e di Area B. Secondo l’ultimo report di Amat, a dicembre 2023, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, si è registrato un calo di veicoli in Area B del 7,08%, che si accentua dal lunedì al venerdì (-10,41 per cento). Per Area C, la diminuzione è del6,40 per cento, che sale al meno 6,54 per cento) se si contano solo i giorni lavorativi. L’analisi riguarda solo l’orario di attivazione delle telecamere, dalle 7,30 alle 19,30. Anche il parco auto di Milano sta cambiando: i veicoli diesel, considerati maggiormente inquinanti, che entrano nella Ztl, sono diminuiti dell’8% dall’ottobre 2022 al giugno 2023 (passando dal 40% al 32%). Sono invece aumentate le auto elettriche e ibride che complessivamente passano dal 10% al 16%. Nello stesso arco temporale sono state rilevate anche modifiche nella classe Euro dei veicoli diesel: i diesel Euro 4 sono passati dall’8% al 4% e gli Euro 5 dal 26% al 16%. Un trend di positivo aumento si registra per i parcheggi di interscambio: più 4,78% di accessi, con picchi nelle giornate di sabato (+32,89%) e domenica (+24,97%). Del più 6,64 per cento cresce l’utilizzo dei mezzi pubblici, con percentuali superiori al venti per cento nel weekend.
«Sono dati molto positivi che ci mostrano un netto miglioramento rispetto al dicembre dell’anno scorso. Detto ciò — spiega l’assessora alla Mobilità, Arianna Censi — Area B è stata concepita con un orizzonte temporale di dieci anni e per misurarne l’efficacia a lungo termine è necessario aspettare che i dati si consolidino del tempo».
Si allarga la protesta degli agricoltori che alle porte di Milano paralizzano casello e strade: “Concimi, gasolio, costi altissimi. Andremo fino a Roma”
Melegnano (Milano)– 31 gennaio 2024
In un grato odore di letame, avanza la protesta trattorista degli agricoltori lombardi. Avanza nella nebbia anche una vacca, una bella frisona da 5 quintali, battezzata sul momento Ercolina 2. E con lei si torna di colpo agli anni delle grandi manifestazioni per le quote latte, «e allora sì che eravamo forti, quando innaffiavamo di latte o letame le autostrade venete…». Ma qui siamo in Lombardia, prima regione agricola d’Italia, «tutti molto incazzati, come vede». Anche nel resto d’Italia, veramente. Arrivano notizie di blocchi stradali a Orte, Bari, Orvieto, e da Puglia, Calabria, Sardegna, «si muove anche il Sud!», qui invece si blocca il casello di Melegnano, e di conseguenza tutta l’area a sud di Milano, e l’enorme polo della logistica che va verso Binasco,la strada provinciale 40 chiusa, polizia e carabinieri schierati a fare ordine pubblico, un poliziotto locale che si sbraccia disperato nell’ingorgo, «qui non si passa. Per quanto? Forse 5 giorni…»
E chi siete, voi? «Scriva che siamo incazzati. Ha scritto? Brava. Poi scriva che siamo il Coordinamento Nazionale Riscatto Agricolo, che vuol dare un futuro all’agricoltura e al made in Italy. Infatti, come vede, abbiamo solo bandiere italiane, nient’altro». Ma la conversazione è estremamente difficile, nel rombo dei 200 trattori a sirene spiegate, nella nuvola di gasolio che si alza al cielo, nello svincolo che porterebbe verso la A1, aperto e chiuso a intermittenza, arrancano quindi i tir Brt, qualcuno suona per simpatia, altri scenderebbero volentieri per aprirsi la strada a mazzate. «Stiamo facendola stessa cosa che succede in Germania. Protestiamo contro l’Europa.La crisi è profonda, i costi di concimi, gasolio, macchinari, tutto è altissimo», spiega Paolo Brigatti. Lei è portavoce, o qualcosa del genere? «No. Sono di Monza. Stamattina sono salito sul trattore e arrivato fin qua». E rivolgendosi al popolo, «oh, ma i 150 trattori da Varese, Como e Lecco? Li ho mica visti». Non pervenuti, grasse risate.
Si capisce che la causa scatenante di tutto è «la mancata proroga della sospensione dei tributi Irpef sui terreni agricoli. Messa nel 2015 da un governo di sinistra, e con la crisi nera che c’è, il governo di destra non l’ha prorogata». Poi ci sono le farine di insetti. «Dal 24 gennaio ce la ritroviamo in tutti gli alimenti. Il tipo di insetto è scritto in latino, e con il livello di alfabetizzazione nazionale…». Brigatti, che è allevatore di bovini da latte, e coltivatore di grano, orzo e mais, vorrebbe «che sulle confezioni delle brioches mettessero la foto dell’insetto. Così la mamma che sta allungando la mano per prenderla, vede il verme e capisce, no?». Comunque, «quest’anno abbiamo avuto un calo dei prezzi di vendita del 20-30 per cento. C’è il carrello tricolore del governo, che contiene i prezzi sugli scaffali. E noi? Il grano, da 29 euro al quintale, ce lo pagano diciotto».
Quindi, «visto che l’Irpef l’ha rimessa il governo, si ritroveranno i trattori a Roma». Oltre al letame, si sente un vago odore di Lega del tempo che fu, così su due piedi, affondati nel fango delle aiuole spartitraffico arate da altissimi trattori, i Case IH, i Lamborghini, i Deutz da 200 mila euro. «Dovremmo fare un partito. Non abbiamo più un referente politico, e se il governo non ci dà delle risposte…», allora l’ipotesi di un partito degli agricoltori si fa allettante come il sacco di mangime che si rovescia davanti alla mucca Ercolina 2, con il tricolore sul collo magro, «magna, magna, che domani non so se ce ne sarà ancora», dice il suo conducente (la vacca appartiene a Pietro Tavazzani, protagonista delle proteste contro le quote latte, l’Ercolina di allora la portò anche al G8 di Genova).
«Come vedi, qui non ci sono sindacati. Eppure, l’80 per cento di noi è iscritto alla Coldiretti. Ma la Coldiretti, e anche l’Unione, ci hanno detto di non fare proteste. Di protestare a Bruxelles, piuttosto». Sergio Corvini (300 ettari a Abbiategrasso), rimpiange i 10 ettari di suo padre: «Ci definiscono imprenditori, ma siamo solo schiavi dell’Unione Europea. Tutti questi sacrifici… Io non vado mai da nessuna parte, il mestiere ti impone di non avere mai un giorno di pausa». Gabriele Sacchi, di Trovo, provincia di Pavia: «Non ho reddito. Nessun utile, perché le spese di produzione sono troppo alte. Siamo costretti a chiedere contributi per non coltivare. Cioè, se non fai la monocoltura, sei costretto a fare il 4 per cento di incolto. È giusto? E poi c’è la fame nel mondo…».
«In Olanda gli agricoltori sono il primo partito, hanno vinto. Noi invece, siamo additati come i responsabili del riscaldamento globale», dice Brigatti. E Laura, con azienda agricola nel Parco Sud: «I cittadini capiscono la nostra fatica? A noi un chilo di riso viene pagato 40 centesimi, e sugli scaffali viene a 5 euro. Non c’è proporzione». Azienda famigliare, Laura è l’ultima generazione. «Abbiamo 1.500 pertiche, che sarebbero 100 ettari. È molto difficile andare avanti, ma questo ormai è un mondo di plastica», le pertiche non le capisce più nessuno.
Intanto si alza anche il fumo delle salamelle arrostite, nell’accampamento dove un’altissima catasta di legna segnala che «da qui non ce ne andiamo mica presto». E Samuele — anni 14 — dice la sua: «Ma come fai, oggi, ad aprire un’azienda agricola se non hai il ricavo, e l’aiuto». Studente di ragioneria, famiglia di allevatori ad Abbiategrasso, che futuro da allevatore avrà non è chiaro, ma lui sa cosa bisogna fare, adesso.
Rifiuti radioattivi in seguito all’attività di bonifica industriale: nel Bresciano si concentrano più siti dove sono stoccati resti
Resti di bonifiche accatastati in attesa di trovare un deposito nazionale Secondo l’ultimo inventario 15 siti sui 18 interessati sono nella regione
Milano, 17 dicembre 2023 –
Radioattività in acque, suolo, aria e alimenti sotto controllo, ma resta il nodo dei rifiuti radioattivi derivanti da attività di bonificache da anni sono presenti sui territori, in attesa di un deposito nazionale. Una situazione che, scorrendo gli ultimi rapporti dell’Isin (Ispettorato nazionale per la sicurezza e la radioprotezione) sembra essere cristallizzato.
Oltre a fare il punto sugli impianti produttori o gestori di combustibile esaurito o di rifiuti radioattivi (6 in regione), l’inventario pubblicato nei giorni scorsi da Isin, aggiornato al 31 dicembre 2022, conferma il primato di Brescia per quanto riguarda materiali e rifiuti radioattivi derivanti dalle attività di bonifica di siti contaminati accidentalmente come, ad esempio, fonderie in cui sono stati trattati materiali metallici radioattivi o sorgenti orfane.
“Considerando che le condizioni di stoccaggio di questa tipologia di rifiuti variano dall’utilizzo di contenitori in calcestruzzo o metallici al semplice confinamento in trincee da bonificare – spiega l’Isin, nel rapporto – i valori indicati riguardo le quantità a le attività sono da considerarsi delle stime preliminari, affette da forti incertezze“.
La Lombardia, in particolare, conta 15 siti sui 18 a livello nazionale; di questi, 9 sono nel Bresciano. L’elenco è uguale a quello che già veniva riportato nel 2016, mentre l’attività di monitoraggio ha consentito di aggiornare le stime di attività, massa e volume, oltre che la tipologia di radionuclidi. Il sito più complesso, per quantità di materiale stoccato, è quello della Discarica Capra di Capriano del Colle, dove è in corso l’iter per la realizzazione di un sarcofago per mettere in sicurezza le 82.500 tonnellate di scorie contaminate da Cesio 137, stipate nella discarica dal 1990. Per numero di siti con rifiuti contaminati, a Brescia segue Milano con 3, Pavia e Como con un sito. Va detto che le misurazioni sulla radioattività sono costanti, sia per i siti più critici sia, in generale, a livello ambientale. L’ultimo monitoraggio annuale, sul 2021, evidenzia che le concentrazioni non hanno rilevanza dal punto di vista radiologico e non costituiscono alcun rischio per la salute e per l’ambiente. “I sistemi di sorveglianza della radioattività ambientale – è il commento di Maurizio Pernice direttore Isin, che introduce il rapporto – costituiti dalle reti nazionali sono efficienti ed affidabili, perché in grado di segnalare tempestivamente eventi anomali sul territorio nazionale e di rilevare possibili situazioni di emergenza derivanti da incidenti nucleari transfrontalieri o eventi infausti come l’attuale crisi ucraina“. Resta, comunque, l’esigenza “di un sistema di radioprotezione efficiente, affidabile e trasparente” per fronteggiare “possibili situazioni di emergenza, che potrebbero derivare da incidenti nucleari transfrontalieri o eventi infausti come l’attuale crisi ucraina“.
Novanta Comuni, per un totale di 195mila persone, risultano osservati speciali: sotto la lente le fasce montane
L’attenzione sui siti con rifiuti contaminati è, giustamente, sempre molto alta, eppure la più importante fonte naturale di esposizione alle radiazioni ionizzanti è il radon, gas nobile forse meno noto, ma molto più diffuso in luoghi di lavoro, abitazioni, edifici pubblici. Classificato cancerogeno certo per l’uomo dalla Iarc, l’esposizione al radon (che si forma in modo naturale dall’uranio) costituisce la seconda causa di tumore polmonare dopo il fumo: secondo l’Istituto superiore di sanità, sono 900 i casi attesi di tumore al polmone legati al radon respirato indoor in Lombardia in un anno.
Nel 2020 è stato realizzato dall’Isin il Sistema informativo nazionale sulla radioattività (Sinrad), un nuovo portale web realizzato per consentire un flusso unico, strutturato e controllato dei dati di radioattività ambientale. In Lombardia, sono stati da poco classificati in area prioritaria 90 Comuni, per un totale di 195mila persone, secondo la mappatura fatta da Arpa Lombardia. Qui gli edifici che superano il livello di 300 Bqm3 di concentrazioni di radon indoor è superiore al 15%. Le fasce montane di Bergamo, Sondrio e Brescia sono quelle con più comuni in area prioritaria; in termini di abitanti coinvolti, Brescia è in testa con 60.307, seguita da Sondrio con poco più di 53mila.
Lo smottamento è avvenuto ieri pomeriggio e i detriti sono finiti nel lago
Tremosine (Brescia), 17 dicembre 2023
Alle 11 di questa mattina, la statale 45bis ha riaperto al traffico in entrambe i sensi di marcia. La strada era stata chiusa ieri pomeriggio dopo che una grossa frana si era staccata dalla montagna a Tremosineed era caduta nel lago di Garda.
Si è infatticoncluso il sopralluogo dei geologi e degli ingegneri di Anas, che hanno ispezionato la galleria che si sviluppa sotto il tratto interessato dallo smottamento. I tecnici hanno verificato che non ci sono state particolari criticità, che non sussistono problemi strutturali e che quindi è possibiletornare a circolare sulla Gardesana.
Resta invece ancora chiuso il tratto della provinciale 38 che dal porto di Tremosine sale fino al ristorante La Forra (il primo tratto della Strada della Forra). In questa zona è ancora in corso l’intervento del geologo della Provincia, ente competente per quella direttrice.
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Tremosine, grossa frana si stacca dalla montagna e finisce nel lago: paura sul Garda
Tremosine, frana nel lago di Garda (Foto vigili del fuoco Riva del Garda)Frana a Tremosine sul Garda (Foto dei vigili del fuoco)
Lo smottamento è avvenuto a ridosso della galleria tra la frazione di Campione e la zona della Forra
Tremosine (Brescia), 16 dicembre 2023
Paura a Limone del Garda e Tremosine dove un un grosso movimento franoso si è staccato dai monti che costeggiano la famosa strada della Forra, che dal lago porta alle frazioni alte di Tremosine. La gran parte dei detriti è fortunatamente finita nel lago, senza causare feriti.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco con due autopompe, un’Unità di Comando Locale (U.C.L.), specialisti dell’Urban Search and Rescue (U.S.A.R.), specialisti del soccorso acquatico del comando di Trento con un’unità navale e gli aerosoccorritori del reparto volo Lombardia con un elicottero.
Attualmente, le operazioni di soccorso sono in corso e si stanno svolgendo con la massima prontezza e coordinamento tra le squadre di intervento. L’obiettivo principale ègarantire la sicurezza dei cittadini e mitigare eventuali rischiconnessi al movimento franoso.
Ulteriori aggiornamenti sulla situazione saranno forniti non appena disponibili, al fine di tenere la comunità informata sull’evolversi degli interventi e sulle misure adottate per affrontare l’emergenza. Sono chiuse sia la strada Costiera sia la strada della Forra.
Raffica di treni cancellati e disagi per tutti i pendolari lombardi
Giovedì nero per la mobilità lombarda: la protesta dei ferrovieri sconvolge la giornata di studenti e lavoratori con raffiche di cancellazioni
Potrebbe sembrare un errore, ma di sbagliato non c’è nulla. I tabelloni delle stazioni ferroviarie di Milano raccontano meglio di mille parole l’agitazione annunciata per la giornata di oggi, giovedì 14 dicembre, da tutto il personaleTrenord: tutti i treni riportano al loro fianco la scritta “cancellato“.
I disagi sono la naturale conseguenzadello sciopero indetto dal sindacato dei lavoratori delle ferrovie lombarde. Qualche giorno fa, nella nota che annunciava la protesta si diceva che: “Lo sciopero scatterà dalle 09.01 alle 16.59, ai sensi dell’art. 2 comma 7 legge 146/90 e s.m.i. e potrà generare ripercussioni sulla circolazione ferroviaria in Lombardia. Il servizio regionale, suburbano, la lunga percorrenza di Trenord ed il servizio aeroportuale potrebbero subire variazioni o cancellazioni“. Tuttavia, “le fasce orarie di garanzia non saranno interessate dall’agitazione sindacale ed arriveranno a fine corsa i treni con partenza prevista da orario ufficiale entro le ore 09.01 e che abbiano arrivo nella destinazione finale entro le ore 10.01“.
E così è stato. Sui tabelloni delle stazioni di Porta GaribaldiePorta Veneziadalle 11:00 tutte le tratte gestite da Trenord risultano cancellate. Un bel problema per migliaia di pendolari che, inermi, hanno dovuto prendere atto dell’ennesimo disservizio e dei conseguenti disagi.
A deciderlo il prefetto di Milano Claudio Sgaraglia “per assicurare il sereno svolgimento della manifestazione sportiva e prevenire possibili turbative per l’ordine pubblico“
Niente alcolici dalle 9 alle 20 di martedì 12 dicembre, in occasione del match di Champions LeagueInter-Real Sociedad. A deciderlo il prefetto di Milano Claudio Sgaraglia. In una nota viene spiegato che “per assicurare il sereno svolgimento della manifestazione sportiva e prevenire possibili turbative per l’ordine pubblico dovute all’eventuale abuso di bevande alcoliche” è stato “disposto il divieto della somministrazione e della vendita di bevande alcoliche e superalcoliche, nonché la vendita per asporto in contenitori di vetro e lattine sia in forma fissa che ambulante, senza inibirne l’ordinario consumo con servizio al tavolo”.
Il divieto sarà attivo in alcune zone specifiche di Milano: piazza San Babila, piazza Duomo, piazza Cordusio, largo Cairoli, largo Beltrami, piazza Castello, Foro Buonaparte, nelle vie adiacenti e nelle zone limitrofe allo stadio Meazza, a zona Corso Como, zona Darsena e zona Sempione. Inoltre, dalle 12 a mezzanotte il divieto verrà applicato anche nella zona di San Siro e dintorni.
La partita si giocherà allo stadio Meazza e inizierà alle 21. La decisione è stata presa anche alla luce degli ultimi fatti che hanno riguardato l’invasione della tifoseria per le strade di Milano che ha messo in tilt anche il traffico dei trasporti pubblici.
Varese, l’incidente è avvenuto in via Per Angera. Le cause sono ancora in fase di accertamento. Sul posto vigili del fuoco e carabinieri
Sesto Calende (Varese), 8 dicembre 2023
E’ ricoverata in gravi condizioni all’ospedale di Circolo di Varese una donna di 33 anni rimasta ferita nella notte dal crollo di un cancello. E’ accaduto intorno alle 2,30 in via Per Angera a Sesto Calende, le cause sono ancora in corso di ricostruzione. Immediata la richiesta di intervento ai soccorsi: sul posto sono intervenuti i soccorritori con ambulanza, auto medica ed elisoccorso.
I sanitari una volta stabilizzata la donna ferita, ne hanno disposto il trasporto con l’elicottero all’ospedale di Circolo, dove è arrivata in codice rosso.Le sue condizioni sono gravi. Sul luogo dell’incidente anche i vigili del fuoco, e i carabinieri della Compagnia di Gallarate.
Poco dopo mezzanotte ripristinato il servizio nel Comune del Milanese grazie all’installazione di un nuovo generatore
Milano, 05 dicembre 2023
La corrente elettrica è tornata nella notte, a Figino, dove i cittadini hanno segnalato un blackoutdalle 15 di ieri fino a oltre mezzanotte. Rimaste al buio una parte di via Silla, via Cavaliere e via Ponte del Giuscano.
“Un disagio per centinaia di famiglie“, ha fatto sapere Fabio Greco, portavoce del Nuovo comitato di quartiere Figino. Ma le squadre di Unareti, società che gestisce la distribuzione di energia elettrica e gas in città, erano all’opera fin dal pomeriggio “per riparare il guasto alla cabina secondaria“, fanno sapere gli uffici, che ha determinato il blackout.
Poco dopo mezzanotte “è stato installato un generatore per rialimentare le utenze“. Tornata quindi la corrente nelle case e sulle strade. “Questa notte all’1, per limitare al minimo i disagi, è in programma la sistemazione definitiva“.
L’ex calciatore della Roma rassicura tutti: “Un medico mi ha visto seduto sui gradini e ha chiamato l’ambulanza. Ora sto bene”
Roberto Scarnecchia, ex calciatore di Roma, Napoli e Milan e oggi chef, ha raccontato su Instagram di aver avuto un infarto e di aver rischiato di morire davanti al Duomo di Milano. “Vi parlo da un letto di ospedale” dice l’ex centrocampista, classe 1958, che da quando ha appeso le scarpette al chiodo si è buttato sul settore della ristorazione. “Domenica 3 intorno alle 22 ho avuto un infarto mentre attraversavo il Duomo di Milano” racconta Scarnecchia su Instagram. “Avevo parcheggiato la macchina per andare in albergo ed ho sentito un grandissimo dolore al petto, mi sono seduto sui gradini di questo monumento meraviglioso, ero lì ed ho detto se proprio la mia vita deve finire ora, mi faranno delle fotografie con un monumento storico dietro, ma non è andata così per fortuna perché vi sto parlando“.
A quel punto però passa una coppia di fidanzati. “Lui era medico” dice l’ex calciatore, “mi ha visto seduto sui gradini e mi ha chiesto se stavo bene, se avevo mangiato, gli ho detto di no, e allora ha chiamato subito l’ambulanza che mi ha portato d’urgenza al San Luca a Milano e all’1 di notte mi hanno fatto un intervento al cuore e mi hanno salvato la vita“.
“Ci sono tantissimi tipi di infarto” aggiunge Scarnecchia. “Questo è stato preso assolutamente all’inizio, era un infarto delle vie che portano l’arteria alle coronarie, sono tre vie e una di questa era completamente occlusa, non per il colesterolo ma probabilmente per un po’ di stanchezza e stress che può capitare a tutti“.
Un grande spavento, alla fine tutto si è risolto per il meglio. “Mi hanno preso un po’ per i capelli” racconta ancora su Instagram. “Erano un paio di ore che il cuore era in sofferenza, prima che entrasse con la sonda per liberarmi l’arteria occlusa e mettermi uno stent, perché le altre erano libere, e diciamo che è andato tutto bene: non ho mai perso conoscenza, sono rimasto sempre sveglio, non ho vomitato non ho avuto i sintomi del classico infarto con mal di schiena e di reni“.
L’ex calciatore conclude facendo un appello: “Se posso dare un consiglio è, almeno per le persone un po’ più grandi che fanno una vita come la mia, sport e alimentazione sana e una vita regolare: magari dormo poco, che ogni tanto si facessero una visita alle coronarie. Una coronarografia, è un po’ invasiva, magari si perdono un paio d’ore della propria vita in un anno o in sei mesi, ma si valutano le condizioni. Quelle dell’infarto non sono dipese sempre dall’alimentazione, dal colesterolo, dal cuore debole ma ci sono tantissimi motivi e fare un controllo anche un elettrocardiogramma anche sotto sforzo, magari ti salvano la vita. Io sto bene, tra qualche giorno esco e ricomincerò a rompere le scatole con il mio lavoro. Ciao a tutti“.
Il tradizionale mercatino di Sant’Ambrogio intorno al Castello Sforzesco è anche l’occasione per acquistare regali originali per tutte le tasche
Milano, 5 dicembre 2023
Per i milanesi il più tradizionale e atteso degli appuntamenti dellasettimana di Sant’Ambrogio è la Fiera degli Oh Bej! Oh Bej!,che da cinque secoli anticipa le festività natalizie nel capoluogo lombardo ed è l’occasione per fare acquisti originali da mettere sotto l’albero. Organizzata in onore delpatrono della città,Sant’Ambrogio, festeggiato il 7 dicembre, la fieradura quattro giorni ed è tappa obbligata per vivere l’atmosfera di festa nel ponte che precede le vacanze di Natale, passeggiando tra le bancarelle, sorseggiando una bevanda calda e assaporando i dolci tradizionali, primo tra tutti il panettone.
Dove – La Fiera di Sant’Ambrogio 2023 sarà allestita nel perimetro intorno al Castello Sforzesco e in Parco Sempionetra Piazza Castello, via Gadio e piazza del Cannone.
Inizialmente la Fiera degli Oh bej! Oh bej! si svolgeva in piazza dei Mercanti, vicino al Duomo. Nel 1886 le bancarelle furono trasferite nella piazza sant’Ambrogio e nelle vie adiacenti, vicino alla Basilica dedicata al Patrono di Milano. Qui rimasero per 120 anni fino al 2006, anno in cui il Comune decise per un allestimento lungo parte di Foro Bonaparte, nella zona intorno al Castello Sforzesco.
Un’immagine del mercato degli Oh Bej Oh Bej (Foto d’archivio)
Cosa trovare – Dai prodotti artigianali, ai giocattoli, dai vestiti usati ai prodotti di gastronomia, tra bancarelle ed espositori si possono trovarearticoli di ogni genere e per tutte le tasche: vi espongono infatti rigattieri, fioristi, artigiani, mestieranti, venditori di stampe e libri, maestri del ferro battuto, rame e ottone, giocattolai, venditori di dolci, oltre alle bancarelle di caldarroste e di “Firunatt” o “Firòn”, le tradizionali castagne affumicate infilate a formare lunghe “collane”, e produttori di miele e affini.
Come arrivare – Trasporti pubblici:Per chi è di Milano le bancarelle sono facilmente raggiungibili a piedi da Piazza del Duomo, utilizzando la Linea M1 rossa della Metropolitana la fermata più vicina èCairoli. Vicina alla zona della Fiera è anche la fermata Lanza della M2 verde. Per chi viene da fuori Milano è più conveniente parcheggiare nelle aree di snodo e prendere la metropolitana.
L’abete alto 28 metri, dedicato ai giochi olimpici invernali, sarà illuminato dalle luci ambrate di circa 100mila microled che culmineranno su una cima allestita con un luminoso fiocco di neve
Milano, 01 dicembre 2023
In piazza Duomo ci sono gli operai al lavoro per l’allestimento dell’albero di Natale più atteso in città. Quest’anno saranno lo Spirito del Natale e i valori Olimpici e Paralimpici a illuminare il sagrato con l’Albero dei Giochi di Milano Cortina 2026, realizzato dalla Fondazione Milano Cortina 2026 in collaborazione con Esselunga.
Ad augurare buone feste a tutti i milanesi e ai turisti presenti in città sarà un Abete Nordmanniana proveniente dalla vicina provincia di Varese. Alla base dell’Albero dei Giochi, una hall of fame per omaggiare i 221 medagliati italiani nella storia delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi Invernali. continua a leggere
Centinaia di persone in coda in attesa del bus sostitutivo alla fermata Pasteur
Mattinata di disagi, autobus sostitutivi presi d’assalto. L’incidente è avvenuto nel tratto di galleria nei pressi di Palestro nel corso di lavori notturni sulla linea
Milano, 28 novembre 2023
La linea M1 (rossa) della metropolitana di Milano è interrotta tra le stazioni di Cairoli e Pasteur e i treni sono sostituiti da bus in quanto, intorno alle 4 di notte, un tratto di galleria in prossimità della stazione di Palestro è stato danneggiato nel corso di lavori notturni.
Nelle fasi di manovra di alcuni mezzi operativi, infatti è stato urtato uno dei numerosi pilastridi separazione tra i binari, che è stato di conseguenza danneggiato e deve essere messo in sicurezza. Per questo motivo la linea M1 è interrotta traCairoli e Pasteur e i treni sono sostituiti da bus, che fermano in corrispondenza delle fermate dei bus notturni NM1. Le fermate sono state prese d’assalto da migliaia di pendolari, con lunghe code per salire sui mezzi e la polizia locale costretta a intervenire per incanalare il ‘traffico dei pedoni’ e contenere gli inevitabili disagi anche alla circolazione stradale.
Atm, in una nota, si scusa con i passeggeri per il disagio. “Tutte le squadre di Atm sono fin da subito al lavoro per riaprire la linea nel più breve tempo possibile”, scrive l’azienda.
Prenderanno il via oggi le iniziative per celebrare la “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, organizzate dall’amministrazione comunale in collaborazione con le associazioni del territorio. La ricorrenza è stata istituita nel 1999 dall’ONU, che ha scelto il 25 novembre a ricordo del brutale omicidio delle tre sorelle Mirabal, rapite, torturate e uccise nel 1960 nella repubblica Dominicana.
«Come ogni anno ci ritroviamo in questa giornata – sottolinea Ilaria Ravasi, assessora alle politiche delle pari opportunità – a ricordare le ennesime vittime di violenza e femminicidio, alcune anche molto giovani. L’amministrazione comunale, insieme alle associazioni del territorio, da sempre organizza iniziative per sensibilizzare sulla violenza di genere. Tra queste, il flash mob con il riposizionamento della targa recentemente vandalizzata sulla panchina rossa nel giardino di Villa Marazzi. Rimane il pensiero di una data – evidenzia l’assessora Ravasi – che, si spera, possa essere il prima possibile cancellata dai nostri calendari».
Il blocco va avanti da 24 ore. Dall’azienda: “Il guasto non è causato da noi”
Un guasto informatico che va avanti già da 24 ore, iniziato lunedì 13 novembre. Che non si sa quando sarà superato e che ha mandato in tilt il sistema di fatturazione, pagamenti online e refertazione degli esami di laboratorio: succede al Cdi, Centro diagnostico italiano, al secondo giorno di blocco informatico.
Il problema è nato dopo che, per errore, sarebbero stati tranciati dei cavi di rete durante dei lavori di manutenzione (non eseguiti dal Cdi) in zona porta Vigentina, dove il Centro diagnostico italiano ha buona parte dei server.
Risultato: tutto bloccato, come si legge anche nell’avviso che già da ieri campeggia sul sito internet dell’azienda sanitaria, colosso degli esami di laboratorio e delle visite specialistiche, privato ma convenzionato con il sistema sanitario regionale della Lombardia. “A causa di un guasto alla rete informatica non dipendente da Cdi, al momento non è possibile eseguire esami di laboratorio né procedere alla consegna dei referti – si legge allora in homepage – . In aggiunta, non è possibile effettuare prenotazioni on line o scaricare referti e fatture dal sito. Al momento non siamo in grado in grado di definire le tempistiche di inizio attività, che confidiamo possano essere riprese nel corso della mattinata. Ogni aggiornamento in merito al ripristino del guasto sarà pubblicato sul nostro sito http://www.cdi.it. Ci scusiamo vivamente per il disagio“.
La rete del Centro diagnostico italiano comprende 34 sedi, di cui 22 poliambulatori, distribuite tra Milano (la maggior parte), l’area metropolitana milanese, la provincia di Pavia e di Piacenza. Ogni anno accoglie oltre 400 mila pazienti. È guidato da Diana Bracco, ex numero uno di Assolombarda, presidente e ad sia del Cdi sia del Gruppo Bracco.
In una nota del CDI si legge: “A causa di un guasto materiale, non dipendente dal Centro Diagnostico Italiano ma generato da alcuni lavori di manutenzione che hanno accidentalmente coinvolto il gestore della rete informatica, nel pomeriggio di lunedì 13 e nella mattinata di martedì 14 non è stato possibile eseguire esami di laboratorioné procedere alla consegna dei referti nelle sedi CDI. Anche le attività di prenotazione online e la visualizzazione di referti e fatture sono state momentaneamente indisponibili. Il personale in tutte le sedi ha accolto i pazienti per le attività che potevano essere svolte e ha riprogrammato le rimanenti. CDI è in continuo contatto con il gestore della rete per verificare che tutte le attività possano essere riprese quanto prima: dalle 11 è in corso il progressivo ripristino”.