la Chiesetta in Lorenteggio .. e vecchi ricordi..


la Chiesetta in Lorenteggio .. alla quale Mazzarella ha dedicato una canzone…12552703_948439745206008_7480904093806422756_n[1]

13 gennaio 1985 .. Milano sotto la neve.. tre giorni di disagi ma anche di momenti indimenticabili .. una città surreale.. 

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Enzo Iannacci

il suo nome era .. Cerutti Gino ..

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la regina di tutte le filovie .. la 90 

Filovie

RIcordate i vecchi tornelli della MM – foto dal Museo dei Trasporti Ogliari

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morto lo scrittore Umberto Eco


È morto lo scrittore Umberto Eco

DVD 613 (23-05-13) Umberto Eco, escritor y filósofo italiano. ' Cristobal Manuel Photo via Newscom/elpphotos024012/1305241709
Umberto Eco

Si spegne nella sua casa di Milano il 19 Febbraio 2016 alle ore 22:30

https://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_Eco

Umberto Eco (Alessandria, 5 gennaio 1932 Milano, 19 febbraio 2016) è stato un semiologo, filosofo e scrittore italiano. Nel 1988 ha fondato il Dipartimento della Comunicazione dell’Università di San Marino. Dal 2008 è professore emerito e presidente della Scuola Superiore di Studi Umanistici dell’Università di Bologna.

1970 – da “Babau”, Paolo Poli e Umberto Eco

Saggista prolifico, ha scritto numerosi saggi di semiotica, estetica medievale, linguistica e filosofia, oltre a romanzi di successo.

Dal 12 novembre 2010 Umberto Eco è socio dell’Accademia dei Lincei, per la classe di Scienze Morali, Storiche e Filosofiche.

Sabato 20 settembre 2014 – Consegna ufficiale dell’omaggio “La storia in un romanzo”Teatro Verdi, Pordenone

Narrativa

  • 1980 – Il nome della rosa. Un giallo di ambientazione medievale, vincitore del Premio Strega nel 1981, finalista del Edgar Award nel 1984. Vedi anche Postille al nome della rosa per informazioni sull’ambientazione. Da questo libro il regista francese Jean-Jacques Annaud ha tratto il film omonimo con Sean Connery e Christian Slater nel 1986.
  • 1988 – Il pendolo di Foucault. Complotti, esoterismo e magia in un contesto ambientato ai giorni nostri
  • 1994 – L’isola del giorno prima. La storia di un nobile del XVII secolo naufragato sulla linea del cambiamento di data
  • 2000 – Baudolino.  La storia di un giovane contadino piemontese adottato dall’imperatore Federico I Barbarossa e delle sue incredibili avventure
  • 2004 – La misteriosa fiamma della regina LoanaQuesto romanzo, benché illustrato a colori, è dominato dalla nebbia. Nella nebbia si risveglia Yambo, dopo un incidente che gli ha fatto perdere la memoria. Accompagnandolo nel lento recupero di sé stesso, la moglie lo convince a tornare nella casa di campagna dove ha conservato i libri letti da ragazzo, i quaderni di scuola, i dischi che ascoltava allora
  • 2010 – Il cimitero di Praga. Storia di un viaggiatore e truffatore che ha contribuito alla creazione dei Protocolli dei savi di Sion
  • 2015 – Numero zero. Romanzo ambientato a Milano nel 1992, con forti riferimenti alla storia politica, giornalistica, giudiziaria e complottistica italiana, da Tangentopoli a Gladio, passando per la P2 e il terrorismo rosso.

Onorificenze italiane

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana
  — Roma, 9 gennaio 1996
Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte
— Roma, 13 gennaio 1997

Onorificenze straniere

Orden pour le Mérite für Wissenschaften und Künste - nastrino per uniforme ordinaria Orden pour le Mérite für Wissenschaften und Künste
  — 1999
Ufficiale della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale della Legion d’Onore
— 2003
Commendatore della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore della Legion d’Onore
— Parigi, 13 gennaio 2012
Commandeur de l'Ordre des Arts et des Lettres - nastrino per uniforme ordinaria Commandeur de l’Ordre des Arts et des Lettres
— 1985
Gran Croce al Merito con placca dell'Ordine al Merito di Germania - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce al Merito con placca dell’Ordine al Merito di Germania
— 2009
Premio Principe delle Asturie per la comunicazione e l'umanistica (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Premio Principe delle Asturie per la comunicazione e l’umanistica (Spagna)
— 2000

Venti anni fa rogo ‘Fenice’ a Venezia


Venti anni fa rogo ‘Fenice’ a Venezia

Venezia, 29 Gennaio, 1996, 20:58. Una telefonata raggiunge la sala operatoria di Venezia Fuoco Dept: vediamo un po ‘di fumo proveniente attraverso la Fenice”. E ‘iniziato così una lunga notte che difficilmente dimenticato dai veneziani.

Vent’anni fa il rogo che la distrusse, appiccato dal maldestro tentativo di due elettricisti di trovare una scusa per non pagare le penali sul ritardo dei lavori, oggi ‘La Fenice’ di Venezia è una realtà, un caso tra i pochi nel mondo della lirica, con bilancio in pareggio, una programmazione che ‘esporta’ le proprie produzioni in tutto il Mondo, conquistando quelle piazze dove il genio musicale italiano è apprezzato o viene accolto con curiosità.

Teatro “La Fenice” di Venezia 2016

Concerto di Capodanno 2016 dal Teatro “La Fenice” di Venezia.
Libiamo Ne’ Lieti Calici da “La Traviata”.
Compositore: Giuseppe Verdi.

Concerto di Capodanno 2016 dal Teatro “La Fenice” di Venezia.
La Donna E’ Mobile (dal “Rigoletto”).
Compositore: Giuseppe Verdi.

Concerto di Capodanno 2016 dal Teatro “La Fenice” di Venezia.
I Vespri Siciliani.
Compositore: Giuseppe Verdi.

Musei pieni in tutta Italia, 2015 da record


Musei pieni in tutta Italia, 2015 da record

Roma  – Colosseo

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Pompei –  casa nettuno e anfitrite fonte Sito Pompei

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3 GEN – Musei pieni questa mattina con l’entrata gratuita della prima domenica del mese e numeri da record per tutto il 2015. E poi il grande successo del Museo nazionale d’Abruzzo riaperto prima di Natale all’Aquila e già visitato da 6.000 persone. A fare il bilancio il ministro Dario Franceschini. Nella sola mattinata 21.886 visitatori al Colosseo, 9.392 a Pompei, 7.126 alla Reggia di Caserta, 4.884 a Boboli, 4.373 al Museo nazionale romano, 3.611 agli Uffizi, 3.300 al Polo reale di Torino.

Firenze – Galleria degli Uffizi

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Trionfa la “Giovanna d’Arco” di Verdi


Trionfa la “Giovanna d’Arco” di Verdi: ovazione e tanti applausi al Teatro alla Scala

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Standing ovation e undici minuti di applausi per la “Giovanna d’Arco” di Giuseppe Verdi, diretta dal maestro Riccardo Chailly e con la regia di Moshe Leiser e Patrice Caurier. L’opera, che ha inaugurato la stagione del Teatro alla Scala, torna sul palco dopo 150 anni. Protagonisti della Prima la soprano Anna Netrebko, il tenore Francesco Meli e, a sostituire il baritono Carlos Àlvarez fermato da una bronchite, il giovane Devid Cecconi.

Pompei – Ercolano


Pompei – Ercolano

Due città sepolte dalla lava

Pompei ed Ercolano erano due città di medie dimensioni situate poco a sud di Napoli, nelle immediate vicinanze della linea di costa dell’epoca, considerevolmente più arretrata rispetto all’attuale. I due insediamenti, posti sul Golfo di Napoli, erano sovrastati dal cono del vulcano Vesuvio, che con la sua mole domina tutto il Golfo. Il 24 agosto del 79 d.C. il Vesuvio eruttò e le due città furono travolte dalla lava, dal fumo e dalle ceneri che uccisero tutti gli abitanti. Nel corso del 18° secolo gli scavi hanno riportato alla luce i resti delle due città, siti archeologici tra i più importanti al mondo

Dopo quasi due anni di restauri (2013-2015) e una chiusura al pubblico di tre mesi, ha riaperto al pubblico la Villa dei Misteri di Pompei, nota per gli affreschi ispirati al mito di Dioniso.

La riscoperta di Pompei avvenne nel 1599, ma si dovette aspettare la metà del 18° secolo perché iniziassero serie indagini archeologiche sia a Ercolano (1738) sia a Pompei (1748). Da allora gli scavi si sono succeduti senza sosta facendo di questi centri due dei siti archeologici più importanti al mondo. La tragica e improvvisa fine di queste due città ha fatto sì che un numero eccezionalmente alto di edifici si sia conservato in uno stato che non ha eguali. Inoltre l’eruzione vulcanica ha impedito che il loro tessuto urbanistico venisse modificato e stravolto nei secoli successivi.

La pianta di Pompei, che si conosce oramai integralmente, può essere considerata tipica di una città romana di età imperiale: il suo tracciato non è regolare, a causa della conformazione accidentata del terreno, ma all’interno della zona urbana il tessuto stradale è regolare, e ruota su due strade principali – il cardine e il decumano – che si intrecciano ortogonalmente con altre strade creando degli isolati che i latini chiamavano insulae. Lo scavo di Ercolano e Pompei ha consentito il recupero di edifici la cui tipologia è poco documentata – perché poco riconoscibile – altrove. Se infatti è relativamente facile riconoscere una grande villa patrizia, è spesso assolutamente impossibile cogliere nel dettaglio l’uso di edifici e locali produttivi privi di elementi che li rendano chiaramente identificabili. Sia a Ercolano sia a Pompei, invece, si sono spesso reperite insegne di negozi e indicazioni di uso di vari edifici. La conservazione di una quantità vastissima di suppellettili, ma soprattutto di pitture parietali e di affreschi, ha consentito una conoscenza altrimenti impensabile di numerosi dettagli della vita di ogni giorno di una città romana, nonché della pittura romana.

Mantova è Capitale Italiana della Cultura 2016


Mantova è Capitale Italiana della Cultura 2016

mantova-palazzo-ducale-in-piazza-sordello-a1cd35fc-5c55-4feb-9f17-967115948e9b[1]Mantova – Palazzo Ducale in Piazza Sordello

Fonte: http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/arte/2015/10/27/mantova-e-capitale-italiana-cultura-2016_eb1a7577-c97a-45a8-939d-1bb45b8ff9cc.html

Scelta tra 10 città finaliste, ha battuto Aquileia, Como, Ercolano, Parma, Pisa, Pistoia, Spoleto, Taranto e Terni. Annuncio alla presenza del ministro Franceschini

Mantova 1

Culla del Rinascimento, corte dei Gonzaga, Patrimonio dell’umanita’ per l’Unesco, dopo un’agguerrita battaglia a suon di progetti e recuperi del patrimonio, e’ Mantova a vincere il titolo di Capitale italiana della cultura 2016. L’annuncio, con tanto di busta sigillata e suspence “alla X Factor”, arriva direttamente dal Ministro dei beni culturali e del turismo, Dario Franceschini, in un Salone del Consiglio Nazionale al Mibact mai tanto affollato di sindaci, assessori e tifo da stadio.

Ha battuto 9 rivali eccellenti (su 24 iniziali) come Aquileia, Como, Ercolano (favorita fino all’ultimo), Parma, Pisa, Pistoia, Spoleto, Taranto e Terni. Per loro, pero’, la corsa e’ tutt’altro che conclusa, perche’ proprio tra le finaliste battute il 25 gennaio si proclamera’ la Capitale del 2017, per poi andare a regime, anno dopo anno, dal 2018. In palio, oltre allo scettro, un milione di euro per realizzare il progetto presentato e l’esclusione delle risorse investite dal vincolo del patto di stabilita’.

Piazza delle Erbe, a Mantova.  Mantova è la Capitale italiana della cultura 2016. Ad annunciarlo, al termine dei lavori della Giuria di selezione, Marco Cammelli, a lavori appena conclusi, in una conferenza stampa ancora in corso alla presenza del Ministro dei beni culturali e del turismo, Dario Franceschini.     ANSA
Piazza delle Erbe, a Mantova. Mantova è la Capitale italiana della cultura 2016.

Milano: La storia del Gamba de Legn’


 

Milano: La storia del Gamba de Legn’

Fonte: http://www.mondotram.it/milano-gambadelegn/

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Il Gamba in uscita dal deposito di Corso Vercelli

La storia del Gamba de Legn’ (questa sarebbe la corretta ortografia milanese) inizia il 9 settembre 1878, con l’atto di concessione per la costruzione di una tramvia a vapore tra Milano e Magenta, di circa 23 Km di lunghezza, con una diramazione da Sedriano a Càstano Primo. Un anno più tardi venne inaugurato il primo tratto della linea da Milano a Sedriano, cui seguì in breve tempo il completamento del percorso.

La velocità massima del convoglio fu stabilita dal consiglio provinciale di Milano in:

  • 15 km/h in campagna
  • 10 Km/h entro i confini di Milano 
  • 5 km/h in caso di nebbia, traffico o per motivi straordinari di ordine pubblico
  • in caso di nebbia (fenomeno frequentissimo da queste parti – NdR) il convoglio doveva essere preceduto da un uomo a piedi con il fischietto ” che avvertisse del pericolo imminente”

Il prezzo dei biglietti all’inaugurazione del servizio era di 5-7 centesimi di lira per chilometro in prima classe e di 4 centesimi di lira per chilometro in seconda classe.

La cartina tratta da “The Magenta Tram” di G.E. Baddeley con un errore sul nome “Olona” scritto con due “elle”. 

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…e rimorchi

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La rete tranviaria di Milano è formata da diciassette linee urbane e ha una lunghezza complessiva di circa 115 km, la maggiore in Italia.

Le vetture tranviarie sono una componente tipica del paesaggio milanese. I tram più caratteristici della rete tranviaria milanese sono le cosiddette “tipo 1928” (serie 1500) costruite fra il 1928 e il 1932 in 502 esemplari e tuttora in circolazione in 163 unità.

Della rete interurbana, che collegava il capoluogo ad alcuni estremi della provincia e ad alcuni vicini capoluoghi, rimane in esercizio la Milano-Limbiate, mentre per la Milano-Seregno, non in esercizio, è prevista una riqualificazione.

Vetture tranviarie urbane

Serie
Numerazione
Costruzione
Radiazione
Rodiggio
Note
Immagine
Edison
1–430, 801–970
1893–1910
circa 1960
Bo’
  Tram Edison Milano.jpg
Sperimentali
972–976
1916–1917
 ?
Bo’
prototipi delle 600
Tram ATM 974.jpeg
600
601–729
1924–1928
1967
Bo’
  ATM 609.JPG
700
700–720
1947–1948
1966
Bo’
ricostruz. di 600
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1500
1501
1927
 
Bo’ Bo’
prototipo
ATM 1564.jpg
1502
1928
prototipo
1503–2002
1929–1930
2500
2501, 2503
1948 (1951 entr. in serv.)
1966
Bo’ 2
prototipi ex Roma
Tram ATM 2501.jpeg
3000
3000
1932
1961
Bo’ + – + Bo’
prototipo
Trammilano03.jpg
3001–3023
1932–1934
4000
4000
1935
1962
Bo’ + – + 2′
prototipo
Trammilano01.jpg
4001–4025
1940–1942
4026–4049
1947–1948
4100
4101
1956
1976
Bo’ + – + Bo’
prototipo
 
4102–4108
1960
4500 (I)
4500–4504
1942–1944
1967
Bo’-2′-Bo’
 
 
4500 (II)
4500
1984
 ?
Bo’-2′-Bo’
prototipo
 
4600
4601–4613
1955
 
Bo’-2′-Bo’
  Milano tram 4603 via Procaccini.JPG
4700
4714–4733
1956–1960
 
Bo’-2′-Bo’
 
Tram Milano Iv nov.JPG
4800
4801
1971
2010
Bo’-Bo’-Bo’-Bo’
prototipo
ATM 4821.jpg
4802–4844
1973–1977
4900
4900–4999
1976–1978
 
B-2′-2′-B
 
ATM 4926.jpg
5000
5000
1936
1976
Bo’ Bo’
prototipo
 
5001
1937
prototipo
5002–5061
1938
5100
5101–5137
1947–1951
1986
Bo’ Bo’
  Verde bicolore 02.jpg
5200
5200–5251
1952–1953
1973–1977
Bo’ Bo’
 
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5300
5301–5336
1955
1971–1977
Bo’ Bo’
 
Milano tram 5324.jpg
5400
5451–5453
1958
1981
Bo’ Bo’
  Hobby Model Expo 2013 modello ATM 5400.JPG
7000
7001–7026
1999–2002
 
 ?
tipo ADtranz Eurotram
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7100
7101–7148
2002–2009
 
 ?
tipo AnsaldoBreda Sirio
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7500
7501–7535
2007–2009
 
 ?
tipo AnsaldoBreda Sirio
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7600
7601–7633
2008–2009
 
 ?
tipo AnsaldoBreda Sirio
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Storia

Un tram a cavalli davanti alla vecchia Ghirlanda del Castello (1885-1890)

Dall’omnibus (1841) all’inaugurazione del servizio urbano (1881

Dopo l’istituzione dei servizi di omnibus nel 1841, la prima linea tranviaria milanese fu la Milano-Monza, inaugurata l’8 luglio 1876 con trazione animale[2]. La linea aveva capolinea fuori Porta Venezia, all’inizio dell’attuale corso Buenos Aires, all’esterno del perimetro urbano. L’anno successivo, il 24 giugno 1877 venne inaugurata una seconda linea, la Milano-Saronno, con capolinea all’Arco della Pace.

Dopo solo pochi mesi, l’amministrazione cittadina acconsentì a posare le rotaie all’interno della cerchia muraria: la linea per Monza venne prolungata pertanto fino in largo San Babila, mentre quella per Saronno, attraverso la piazza d’armi del Castello, fino a via Cusani. Il 6 giugno 1878 venne inaugurata la prima tranvia a vapore, diretta a Vaprio. Il successo della linea rese popolare la trazione a vapore, che si estese sull’esistente linea di Saronno (1878), e sulle nuove linee per Sedriano (1879), Vimercate, Pavia e Lodi (1880), Giussano (1881), ed altre ancora. Queste linee non formavano una rete unitaria, ma risultavano tronconi a sé stanti, addirittura con diversi capolinea, affidati rispettivamente a società differenti.

Le prime tranvie urbane, a trazione animale, vennero inaugurate nel 1881 in occasione dell’Esposizione Nazionale. Le linee avevano andamento radiale, con capolinea centrale in piazza del Duomo, dirette verso le porte cittadine. La rete era gestita dalla Società Anonima degli Omnibus (SAO).

Cristina Brivonese


Il Comune di Genova

Il Municipio VI Genova Medio Ponente

Il Centro Civico Cornigliano

presentano

la mostra di pittura di Cristina Brivonese

IN RIVIERA… E UN PO’ SOTT’ACQUA

dal 15 al 29 marzo 2013

presso il Centro Civico Cornigliano

Viale Narisano, 14 – Genova

Inaugurazione

Venerdì 15 Marzo – ore 17:00

orario visita mostra

dal lunedì al venerdì 9 – 19; sabato 9 – 13; domenica chiuso

info: 010.557.8205

http://municipiovi.prossimafermatagenova.it/riquadro/centro-civico-cornigliano

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IL COMUNE DI GENOVA

Il Municipio VI Genova Medio Ponente

Il Centro Civico Cornigliano in Villa Spinola Narisano

presentano la mostra di pittura di

Cristina Brivonese

IN RIVIERA… E UN PO’ SOTT’ACQUA

dal 15 al 29 marzo 2013

presso il Centro Civico Cornigliano

Viale Narisano, 14 – Genova

Inaugurazione

Venerdì 15 Marzo – ore 17:00

Cristina Brivonese nata a Rovigno (Istria), ha iniziato a dipingere frequentando corsi di pittura, e lezioni private con maestri professionisti, ha partecipato a numerose manifestazioni promosse dalle circoscrizioni dell’area genovese, ed è sempre presente a incontri culturali della realtà ligure. Nel 2004 si è aggiudicata il 1° premio e la coppa della regione Liguria presso l’Ascar.

I soggetti proposti da Cristina Brivonese rivelano sempre un’estrema vitalità e ricchezza cromatica, un colore che è sempre intenso ed espressivo. *Lina La Guardia*

I suoi dipinti trovano immediate e pur analitiche soluzioni in una “imagerie” che si realizza con un imprinting gestuale sensibile e vigoroso, nell’uso mirato e brioso della tavolozza cromatica intrisa di toni soavi ed emozionali. Un codice stilistico limpido e spontaneo, un’oculata “verve” osservativa in ambito naturalistico. *Giannina Scorza*

Un piacere di dipingere di Cristina Brivonese va di pari passo con la gioia del riguardante una felice e valida armonia di colori, specie nei fiori e negli alberi ed è un luminoso percorso, quando si svincola dalla rappresentazione realistica. *Dario Ferin*

Brivonese si distingue nei suoi dipinti per la spontaneità e la solarità dei soggetti dal colorismo squillante e sempre legati alla loro terrestre concretezza. *Gianni Daccomi*

Le opere della Brivonese sono la rappresentazione di una realtà oggettivamente colta nella sua verità e nascono dall’assiduo, contatto con la materia della sua ispirazione, una sinfonia di colori, luci, euritmici tocchi, in una sapiente orchestrazione. *Bruno Petinati*

Il suo studio della pittura a olio e l’emozione che il fenomeno luminoso suscita nel suo intimo, le tele catturano gli attimi fuggevoli di una natura disseminata di luce e di esplosione di colore.

*Barbaro Rotta*

La mostra è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 19:00

il sabato dalle 9:00 alle 13:00 – domenica e festivi chiuso

INGRESSO GRATUITO

INFO: 010.557.8205

http://municipiovi.prossimafermatagenova.it/riquadro/centro-civico-cornigliano