E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie
22 marzo 2026
| Poste Italiane punta al delisting di Tim. Opas valida se l’adesione arriva al 66,67% |
| articolo di Laura Serafini: https://www.ilsole24ore.com/art/poste-presenta-l-opas-totalitaria-l-acquisto-telecom-italia-AISLRU6B |
| Il corrispettivo totale previsto è di circa 10,8 miliardi. Il completamento dell’operazione è previsto entro la fine del 2026 |
I punti chiave
- Per 5 mila azioni Tim in cambio 109 azioni Poste e 835 milioni cash
- L’esborso per Poste pari a 2,8 miliardi. Lo Stato scenderà al 51% per cento
- Il nuovo gruppo avrà 26,9 miliari di ricavi
A 10 giorni dal deposito, da parte del ministero dell’Economia, della lista per il rinnovo del vertice di Poste Italiane, il consiglio di amministrazione del gruppo dei recapiti ha approvato la proposta del lancio di un’offerta totalitaria di acquisto e scambio sul capitale di Tim, società che oggi controlla con il 27 per cento del capitale. L’obiettivo finale è il delisting della società telefonica, ovvero l’uscita da piazza Affari, ma la condizione perché l’offerta sia considerata valida è un’adesione tale che consenta al gruppo dei recapiti di raggiungere il 66,67 per cento del capitale.
Per 5mila azioni Tim in cambio 109 azioni Poste e 835 milioni cash – L’operazione annunciata dal gruppo guidato da Matteo Del Fante prevede un aumento di capitale (approvato dal board) finalizzato all’emissione di nuove azioni Poste da offrire come corrispettivo di scambio agli azionisti di Tim: ogni 5 mila azioni della società telefonica consegnate avranno in cambio 109 azioni di Poste. Oltre all’offerta di carta, si aggiunge un conguaglio cash: ogni 5mila azioni è previsto il pagamento di 835 euro. Agli azionisti Tim, nella sostanza, sarà riconosciuta una componente in denaro di 0,167 euro per ciascuna azione di Tim e una componente in titoli pari a 0,0218 azioni ordinarie di Poste di nuova emissione.
Nei fatti i titoli della società guidata da Pietro Labriola ottengono un premio del 9,01% rispetto ai valori di Borsa calcolati il 20 marzo scorso (0,583 il valore del titolo Tim). «Il corrispettivo complessivo dell’offerta, tra la somma della parte cash e della parte in azioni, esprime una valorizzazione pari a 0,635 euro per ciascuna azione di Tim e, pertanto, incorpora un premio pari al 9,01% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni di Tim rilevato alla data del 20 marzo 2026», si spiega nella nota diffusa.
L’esborso per Poste pari a 2,8 miliardi. Lo Stato scenderà al 51% per cento – L’esborso complessivo per Poste Italiane, nel caso di un’adesione al 100% dell’offerta, sarebbe attorno a 2,8 miliardi di euro. Sempre nel caso di una simile adesione, i soci Tim verrebbero a detenere il 22% del capitale della società dei recapiti, mentre l’effetto diluitivo per la quota di controllo dello Stato, pari oggi al 65% circa del capitale, sarebbe attorno al 23 per cento. La quota pubblica scenderebbe attorno al 51% del capitale; la Cdp passerebbe dal 35 al 28% e il Mef dal 29 al 13% di Poste. Al termine dell’operazione, il gruppo integrato Poste-Tim avrebbe una capitalizzazione da oltre 30 miliardi con un flottante, ovvero le società scambiabili sul mercato, del valore di 15 miliardi.
Il nuovo gruppo avrà 26,9 miliari di ricavi – Il gruppo combinato avrebbe ricavi per 26,9 miliardi e 150 mila dipendenti e sarebbe una delle principali piattaforme integrate del paese. Poste Italiane ha identificato un potenziale complessivo di sinergie ante imposte pari a circa 700 milioni annui a regime, di cui 500 milioni riconducibili a sinergie di costo. Le sinergie di ricavo sono state stimate in oltre 200 milioni. Gli oneri una tantum necessari all’operazioni sono pari a 700 milioni. L’impatto positivo sull’utile per azione è previsto dal 2027.

