La squadra allenata dal tecnico piacentino ha sperperato un vantaggio di sette punti in classifica e ora è terza, a -3 dalla vetta. Difficile però che si arrivi alla risoluzione del rapporto perché le penali sono altissime
Simone Inzaghi
Un momento nero per l’Al Hilal di Simone Inzaghi. Così nero che in Arabia si rincorrono le voci di un possibile esonero del tecnico italiano, approdato nella Saudi League subito sopo aver portato l’Inter alla finale della scorsa Champions. La squadra affidata all’allenatore piacentino è ora al terzo posto in classifica, con tre punti meno della capolista Al Nassr – il club in cui gioca Cristiano Ronaldo – e uno meno dell’Al Ahli.
La rimonta dell’Al Nassr di Cristiano Ronaldo – Theo Hernandez,Koulibaly, Milinkovic e compagni hanno sperperato il vantaggio di sette punti in campionato nelle ultime sette gare, con due vittorie e ben cinque pareggi, l’ultimo il deludente 1-1 contro l’Al Taawon. L’Al Nassr invece le ha vinte tutte, passando appunto dal -7 al +3, a undici turni dalla fine. Intorno al tecnico italiano infuriano le polemiche di chi lo accusa di far giocare la squadra in modo poco spettacolare e produttivo, al contrario di quanto sta facendo l’Al Nassr, allenato da Jorge Jesus, il portoghese che fino all’anno scorso sedeva proprio sulla panchina dell’Al Hilal, dove nel 2024, ha vinto il campionato e la Coppa del Re senza perdere nemmeno un partita.
Lo stipendio da 26 milioni a stagione – Nonostante la contestazione dei tifosi, che ne chiedono l’esonero, Inzaghi si dice ancora tranquillo e fiducioso, forte di un contratto da circa 26 milioni netti all’anno, che scadrà a giugno 2027 e che prevede un’altissima penale in caso di interruzione del rapporto. Inzaghi in questo momento è il secondo allenatore più pagato al mondo dopo Diego Simeone, che prende dall‘Atletico Madrid 34 milioni di euro a stagione, anche lui fino al 2027. Nel prossimo turno di Saudi League l’Al Hilal giocherà in casa dell’Al Shabab, 12° in classifica: per Inzaghi un appuntamento da non fallire.
Gli effetti del flop sportivo sui dati economici del club nerazzurro: quanto impatta la delusione della sconfitta contro il Bodo/Glimt.
«Se dovessimo mancare questo appuntamento è evidente che l’aspetto bilancistico lo andremo a rimediare in corsa, ma non è un problema, assolutamente». Parola del presidente dell’Inter Giuseppe Marotta, intervistato da Sky prima della sfida di ritorno dei playoff di Champions League contro il Bodo/Glimt. Una gara che ha certificato il flop nerazzurro nella stagione 2025/26 in Europa, complice l’eliminazione già ai playoff per mano dei norvegesi (squadra indubbiamente di livello inferiore), dopo aver raggiunto la finale nella passata annata. Un risultato che ha anche un impatto a livello economico: ma quanto?
Partiamo da un assunto: i club, nel predisporre il budget a inizio stagione, solitamente partono da stime decisamente prudenziali. Che, solitamente, riguardano la qualificazione alla fase ad eliminazione diretta in Champions League: per la Juventus, ad esempio, nel business plan fino al 2027 il risultato minimo riguardava il raggiungimento degli ottavi di finale; il Milan, come spiegato dal presidente Paolo Scaroni nei mesi scorsi, nel 2024/25 aveva indicato solo la qualificazione ai playoff.
È il motivo per cui, ad esempio, è fallace partire nel ragionamento dai ricavi della stagione precedente (soprattutto nel caso siano straordinari) per definire il piano di manovra di un club nell’anno che segue, quantomeno da un punto di vista di conto economico (e quindi anche di rispetto dei paletti UEFA e FIGC per i vari livelli di FPF). Perché è vero che rispetto al 2024/25 arriveranno 65 milioni in meno dai premi per la Champions (oltre ai circa 15 milioni dal botteghino per le gare in meno in Champions e i 30 milioni di premi per il Mondiale per Club), ma il punto di partenza era diverso.
Da quanto emerso nei mesi scorsi, l’indicazione minima per l’Inter da budget era la qualificazione agli ottavi di Champions League. Obiettivo quindi fallito, con conseguenti mancati ricavi per circa 15/20 milioni di euro: 11milioni fanno riferimento ai mancati premi UEFA, il resto al potenziale incasso dal botteghino (in base anche a quella che sarebbe potuta essere l’avversaria, tra Sporting e Manchester City). Questa è quindi la cifra “mancante” per la stagione 2025/26 a livello di entrate per il club nerazzurro, rispetto al budget di inizio stagione.
Inter flop in Champions: le stime sul bilancio – E quanto impatta a livello di bilancio? Per capirlo, va allargato il quadro. Secondo le stime di Calcio e Finanza, al momento i ricavi per l’Inter si aggirano intorno ai 465/470 milioni di euro: in sostanza, un calo pari a circa 100 milioni rispetto ai 567 milioni del bilancio al 30 giugno 2025. Se da un lato infatti i risultati peggiori in Europa e l’assenza delle entrate dal Mondiale per Club valgono la diminuzione di cui sopra, a fare da contraltare c’è la crescita nei ricavi da stadio tra biglietti e abbonamenti (considerando l’aumento dei prezzi) e soprattutto la crescita dei ricavi da gestione calciatori, con plusvalenze che si aggirano intorno ai 30 milioni di euro.
Un netto calo nel fatturato, quindi, a cui tuttavia corrisponde anche un calo rilevante nei costi. Dai 482 milioni della stagione 2024/25, al momento la stima per il 2025/26 si aggira intorno ai 445/450 milioni di euro, con una diminuzione legata al costo del personale (in particolare vista la differenza di costi per lo staff tecnico passando da Simone Inzaghi a Cristian Chivu), agli ammortamenti e anche ad alcuni costi tecnici come i minori costi per le trasferte, impattati in particolare dalla partecipazione al Mondiale per Club la scorsa estate.
A questo calo, poi, va aggiunta anche un’altra diminuzione, ovverosia quella degli oneri finanziari: nel 2024/25 erano pari a complessivi 35,9 milioni di euro ma riferiti in larga parte al vecchio bond, mentre nella stagione in corso (visto il nuovofinanziamento con valori e interessi più bassi) si stimano oneri per circa 15 milioni di euro.
Nonostante quindi la mancata qualificazione agli ottavi di Champions, al momento le stime vedono il bilancio dell’Inter aggirarsi poco al di sopra del break even per la stagione 2025/26. E il club nerazzurro ha ancora alcune leve da poter sfruttare: innnanzitutto i risultati sportivi (la vittoria dello scudetto conquistando molti punti può alzare la quota dei diritti tv della Serie A, così come vincere la Coppa Italia) ma anche, eventualmente, il mercato nel mese di giugno. Ma, quantomeno dal punto di vista del conto economico (senza voler entrare nel tema del cashflow), il bilancio stando alle stime non necessariamente avrà bisogno di una cessione rilevante.
Gli effetti sul mercato 2026 – Guardando invece la situazione dal punto di vista del mercato per la prossima stagione, la mancata qualificazione agli ottavi avrà un impatto? Anche in questo caso, limitandoci al conto economico, vale il discorso di cui sopra: il budget per la stagione 2026/27 (non per il mercato, ma in generale) sarà stilato in base ai risultati minimi per la prossima stagione, non partendo dal fatturato di quella in corso. Ma per capire il margine di manovra, intanto, si può stimare un primo valore considerando i costi “liberati”dai giocatori a scadenza di contratto, ovverosia Sommer, De Vrij, Acerbi, Darmian e Mkhitaryan (ipotizzando che a nessuno di questi venga proposto il rinnovo).
La cifra aggregata, tra stipendi lordi e ammortamenti, è di 25 milioni di euro: in sostanza, potrebbe bastare per acquistare due giocatori da 30 milioni di euro di cartellino con contratto quinquennale e stipendio da 3,5 milioni netti. Ma anche, sempre stando nel campo delle ipotesi, tre calciatori a parametro zero con contratti triennale, stipendi da 4 milioni netti e commissioni per 3 milioni ciascuno. Oppure ancora operazioni più ampie numericamente sforando di poco la cifra: nell’estate 2025, gli investimenti su Bonny, Diouf, Luis Henrique e Sucic per 80 milioni di cartellini e 8 milioni complessivi di stipendio hanno avuto un impatto di circa 30 milioni, non molto oltre quella soglia. Il resto potrà arrivare dalle cessioni, un tema rilevante visto che nelle ultime due stagioni per i nerazzurri le plusvalenze sono state pari a 41 milioni complessivi: dal player trading, ridotto rispetto alle dirette avversarie negli ultimi anni (per strategia e/o per necessità)per limitare gli scossoni nella rosa, passerà molto del prossimo mercato interista.
L’ex Inter accusato di aver violentato una ragazza nel 2023: «Attendo con calma questo processo, che permetterà alla verità di emergere pubblicamente».
Achraf Hakimi (Photo by Luke Hales/Getty Images)
Achraf Hakimi è stato rinviato a giudizio per stupro: lo ha reso noto l’avvocato del terzino marocchino del Psg. Hakimi è accusato dalla procura di Nanterre di aver violentato una ragazza nel 2023, e si è sempre difeso sostenendo la tesi del ricatto a fini economici.
«Oggi, un’accusa di stupro è sufficiente a giustificare un processo, anche se io lo nego e tutto dimostra che è falso – il messaggio del giocatore ex Inter, pubblicato sul suo profilo X -. Attendo con calma questo processo, che permetterà alla verità di emergere pubblicamente».
A fine febbraio 2023 la giovane donna, che all’epoca aveva 24 anni come il giocatore, si era recata inizialmente in un commissariato della Val-de-Marne, dove aveva dichiarato di essere stata stuprata, senza tuttavia sporgere denuncia. «Un processo viene disposto sulla base di un’accusa che poggia unicamente sulla parola di una donna che ha ostacolato tutte le indagini, che ha rifiutato tutti gli esami medici e le analisi del DNA, che ha rifiutato l’analisi del suo telefono cellulare, che ha rifiutato di fornire il nome di un testimone chiave», ha reagito l’avvocata del giocatore, Me Fanny Colin.
La parte civile aveva affermato, secondo una fonte di polizia, che il calciatore l’aveva baciata, compiuto palpeggiamenti senza il suo consenso prima di violentarla. Contattata, l’avvocata della giovane donna, Me Rachel-Flore Pardo, non aveva reagito immediatamente al rinvio a giudizio.
Me Colin ha ritenuto che le «due perizie psicologiche» della vittima «abbiano rivelato una mancanza di lucidità sui fatti che afferma di denunciare» e ha sottolineato in particolare «che ha tentato di nascondere all’autorità giudiziaria diversi messaggi scambiati con un’amica nei quali progettava di “spogliare” (sic) il signor Hakimi». Dopo le richieste della procura, che aveva domandato il rinvio a giudizio del calciatore per stupro, Me Pardo aveva dichiarato che «nulla in questo fascicolo consente di configurare un tentativo di estorsione». «Non tollereremo alcuna campagna di denigrazione o destabilizzazione, come purtroppo accade ancora troppo spesso per le donne che hanno il coraggio di denunciare gli stupri di cui sono vittime», aveva aggiunto. «Attendiamo questo processo con determinazione e combattività affinché sia fatta giustizia», ha assicurato dal canto suo Me Colin.