E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie
27 Gennaio 2026
| Violenza sessuale, il centrodestra cambia ancora il testo: pene più severe fino a 13 anni |
| La commissione Giustizia al Senato ha adottato a maggioranza la proposta messa a punto dalla leghista Giulia Bongiorno. Le opposizioni: “Calpestato un patto” |

La maggioranza cambia ancora una volta la proposta di legge sullo stupro e sul consenso esplicito. Il testo già approvato alla Camera e frutto dell’intesa tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein si trova da qualche mese in Senato ed è terreno di scontro tra il centrodestra e le opposizioni. Nella nuova riformulazione compare un’innalzamento delle pene per violenza sessuale.
Aumentano le sanzioni – La nuova versione del testo è stata presentata martedì 27 gennaio in commissione Giustizia al Senato da Giulia Bongiorno, relatrice della proposta. Nei giorni scorsi la leghista aveva depositato una riformulazione che non era piaciuta alle opposizioni. Le ultime novità riguardano l’aumento delle sanzioni da 6 a 12 anni di reclusione (anziché 4-10 anni) per gli atti sessuali contro la volontà di una persona e l’aumento da 7 a 13 anni (invece di 6-12).

L’articolo 609-bis del codice penale viene così riscritto: “Chiunque, contro la volontà di una persona, compie nei confronti della stessa atti sessuali ovvero la induce a compiere o subire i medesimi atti è punito con la reclusione da sei a dodici anni”, anziché da quattro a dieci anni. “La volontà contraria all’atto sessuale deve essere valutata tenendo conto della situazione e del contesto in cui il fatto è commesso. L’atto sessuale è contrario alla volontà della persona anche quando è commesso a sorpresa ovvero approfittando della impossibilità della persona stessa, nelle circostanze del caso concreto, di esprimere il proprio dissenso“, si legge nel testo, preso in visione da Today.it.
Mentre “la pena è della reclusione da sette a tredici anni se il fatto è commesso mediante violenza e, minaccia, abuso di autorità ovvero approfittando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa”, si legge ancora nella riformulazione messa a punto da Bongiorno. Invece la pena è diminuita “in misura non eccedente i due terzi quando, per le modalità della condotta e per le circostanze del caso concreto, nonché in considerazione del danno fisico o psichico arrecato alla persona offesa, il fatto risulti di minore gravità“.
Ok al testo (tra le polemiche) – La commissione Giustizia del Senato ha adottato come testo base la riformulazione messa a punto da Bongiorno, che modifica il testo approvato in maniera bipartisan dalla Camera togliendo il riferimento al consenso. I voti favorevoli sono stati 12 – tra cui quello di Bongiorno – e i contrari 10.
Le opposizioni hanno criticato duramente il centrodestra per il nuovo testo. “Si è consumata una brutta pagina di storia parlamentare perché un provvedimento che era stato approvato all’unanimità alla Camera e anche di un patto politico tra maggioranza e opposizione è stato strappato, calpestato, penso anche umiliato, ed è evidente che è venuto fuori un testo che non c’entra nulla con l’oggetto di quel patto, non migliora la legge, la ribalta, sostituisce il consenso con l’obbligo per la donna di dimostrare il proprio dissenso“, ha affermato il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.
Critiche sono arrivate anche dal Movimento 5 stelle. “La presidente Bongiorno non si è attenuta alle intese che avevamo raggiunto: eravamo quasi giunti a un testo condiviso e invece lei ha presentato un testo che stravolge tutto. Si è rimangiata quanto detto anche fuori dalla commissione circa l’importanza del concetto di consenso“, ha affermato la capogruppo del M5s in commissione Giustizia Ada Lopreiato. “Parlare oggi di un ‘dissenso ammorbidito’ è dire tutt’altro. Abbiamo chiesto nuove audizioni, tenuto conto del fatto che stiamo ragionando su un testo completamente diverso. Visto che la maggioranza agisce così, abbiamo anche chiesto la trasformazione da sede redigente a referente“.

