Diverse segnalazioni in particolare da Taranto, Bari e Brindisi
È stata avvertita anche inPuglia la scossa di terremoto di questa sera che ha avuto epicentro a 3 chilometri da Pietrapaola, in provincia di Cosenza in Calabria. Diverse le segnalazioni, anche attraverso i social network, in particolare da Taranto, Bari e Brindisi.
La prima stima provvisoria dell’Ingv parla di un terremoto di magnitudo tra 4,9 e 5,4.
Il sisma è stato avvertito soprattutto negli edifici ai piani più alti. Al momento non si segnalano danni a persone o cose.
Imane Khelif, chi è l’atleta intersex (e non transgender) e perché è stata ammessa dal Cio alle Olimpiadi. «Voglio l’oro, ringrazio tutto il popolo algerino»
Angela Cariniabbandona il ring a soli 46 secondi dall’inizio del match di pugilato con Imane Khelif. «Ero salita sul ring per combattere. Non mi sono arresa, ma un pugno mi ha fatto troppo male e dunque ho detto basta».
Dopo le polemiche sui test ormonali superati dall’atleta algerina, Carini aggiunge: «Esco a testa alta». Ma il caso Khelif è ormai esploso. La premier Giorgia Meloni è intervenuta per un commento dopo la fine del match: «Non era ad armi pari», ha detto. Ma perché?
Imane Khelif, la polemica – Nell’avvicinamento alla sfida del primo agosto, l’atleta algerina, era già finita sotto i riflettori: l’esclusione dagli ultimi Mondiali per un livello elevato di testosterone e la presenza di cromosomi maschili nel DNA ha acceso il dibattito. Khelif, secondo il Cio, però ha tutti i requisiti per partecipare alla competizione femminile ai Giochi. Non è una trans, come è stata erroneamente definita. Khelif, sulla base delle informazioni disponibili, è una persona intersex.
Imane Khelif: ringrazio tutto il popolo algerino – «Ringrazio tutto il popolo algerino»: Imane Khelif, dichiarata vincente nel primo match dei pesi welter al torneo di Parigi 2024 per il ritiro di Angela Carini, rivolge il primo pensiero ai suoi tifosi che la sostengono anche contro le accuse di essere un uomo. «Tutte queste polemiche le danno la forza per andare avanti», dice il suo allenatore, Mohamed Chaoua. «È la prima vittoria, spero di ottenere la seconda per essere certa della medaglia: poi, piunto all’oro».
Cosa significa persona intersex – La definizione – come ricorda l’Istituto superiore di sanità – «include tutte le variazioni innate (ovvero presenti fin dalla nascita) nelle caratteristiche del sesso“. Tali variazioni “possono riguardare i cromosomi sessuali, gli ormoni sessuali, i genitali esterni o le componenti interne dell’apparato riproduttivo».
Khelif si è sempre socializzata come donna e tutta la sua carriera agonistica si è sviluppata nelle competizioni femminili. Quindi come Caster Semenya, Imane non è transgender (genere peraltro ammesso dal Cio) ma persona con differenza dello sviluppo sessuale ovvero con un tasso di testosterone più elevato di quello medio di una donna.
Il motivo della decisione del Cio – Come avvengono gli esami prima delle competizioni? Tutto è fatto in modo riservato, la privacy tutelata e vale la vecchia regola della soglia di testosterone che deve rimanere inferiore alle 10 nmol/L nei 12 mesi precedenti al torneo e per tutta la durata delle competizioni è applicata con raziocinio.
Sulla base di abbondante documentazione medica presentata, ha spiegato Mark Adams, portavoce del Cio, gli organizzatori hanno certificato che Imane non dispone di alcun vantaggio derivante dalla sua situazione ormonale. C’è anche da dire che l’atleta ha disputato 15 incontri e persi 6.
Chi è Imane Khelif – Nata il 2 maggio del 1999 a Tiaret in Algeria, Imane Khelif. Ha scoperto la boxe pochi anni fa, dopo aver visto in tv le Olimpiadi di Rio 2016. Dal villaggio di Tairet, è iniziata la sua rincorsa. Contro la volontà della famiglia, che all’inizio non l’ha appoggiata. Dieci chilometri ogni giorno per arrivare in palestra, ha venduto metallo raccolto nei rifiuti per pagarsi l’autobus e gli allenamenti. ma poi sono arrivati i risultati. nel 2018 debutta ai Campionati mondiali di pugilato femminile a New Delhi (arrivando al 17° posto), poi ha gareggiato in Russia l’anno successivo, ha partecipato a Tokyo 2020 giungendo fino ai quarti di finale e nei Mondiali femminili del 2022 a Istanbul è arrivata seconda. Nel 2022 è stata premiata come migliore atleta algerina, ora è anche ambasciatrice dell’Unicef. «Ho iniziato con nulla, ora ho tutto – ha detto in un colloquio con l’Unicef -. E ora entrambi i miei genitori mi sostengono, sono i miei più grandi tifosi».
Lo stop ai Mondiali del 2023 – Poi l’arresto ai Mondiali 2023 organizzati dall’Iba (International Boxing Associaton, associazione non riconosciuta dal Comitato Olimpico Internazionale che organizza le Olimpiadi) nei quali è stata squalificata dopo un test di idoneità di genere, che avrebbe riscontrato in lei il cromosoma XY. Il presidente dell’Iba, Umar Kremlev, riferendosi a lei e alla taiwanese Yu-Ting, in una situazione simile, aveva dichiarato che «stavano cercando di ingannare le loro colleghe e di fingere di essere donne», mentre Khelif si era difesa parlando di un complotto politico per non farla vincere.
A Parigi, invece il Cio pur non scendendo nei dettagli si è limitato ad evidenziare che tutte le atlete iscritte alle competizioni rispettano i requisiti. La polemica è ormai riesplosa ma Khelif è determinata a farcela: «Non lasciate che gli ostacoli vi fermino – disse qualche tempo fa nel colloquio con l’Unicef – Io sogno la medaglia d’oro».
Il judo spezza l’incantesimo: Bellandi, tatami d’oro!
La finale contro l’israeliana Inbar Lanir, campionessa del mondo nel 2023, è stato combattutissima. Per l’Italia del judo è la prima medaglia a Parigi 2024
Alice D’Amato, la passione nata a 7 anni e le gare con la sorella gemella: chi è la ginnasta medaglia d’argento (dietro solo a Simone Biles)
Alice D’Amatosta facendo sognare l’Italia alle Olimpiadi: un insieme di grazia e forza esplosiva, forgiata in anni di duri allenamenti, gare emozionanti e una valanga di premi ai più importanti tornei del mondo. Da sempre, Alice ha potuto contare sulla sua fan numero uno, la sorella gemella Asia, anche lei campionessa di ginnastica artistica. Purtroppo, alcuni recenti infortuni hanno escluso Asia dalle Olimpiadi di Parigi, e quest’anno, Alice si trova a gareggiare da sola.
Gli esordi – Alice D’Amato, classe 2003, inizia la sua carriera nella ginnastica artistica all’età di 7 anni, dopo aver praticato ginnastica acrobatica. A 12 anni si trasferisce a Brescia per allenarsi con la società sportiva Bixia, e nel 2015 partecipa alla sua prima gara importante in serie C1. Dopodiché, nel giro di una manciata di anni, inizia a partecipare alle gare più importanti del mondo: dagli International Gymnix a Montreal del 2017, agli Europei di Glasgow del 2018 dove vince l’oro nella competizione a squadre, fino all’ingresso nelle fiamme oro e i Mondiali di Stoccarda del 2019. continua a leggere
È di quattro persone investite il bilancio di un incidente stradale avvenuto poco dopo le 16:30 aMilano, in via Giovanni Boccaccio. La dinamica riferita racconta di un furgone che ha colpito due pedoni direttamente, mentre altri due sono stati coinvolti in misura minore nell’impatto. Verosimilmente a seguito di un malore del conducente del mezzo prima dell’incidente un uomo di 30 anni ha rimediato traumi multipli ed è rinvenuto in arresto cardio circolatorio, ospedalizzato con manovre di rianimazione in corso all’ospedale Niguarda di Milano.
Nulla da fare, è morto poco dopo l’arrivo all’ospedale di Niguarda il 30enne trasportato in codice rosso in ospedale in condizioni gravissime.
La tragedia – Oltre a lui un ragazzo di 21 anni ha riportato un trauma cranico, al volto e a un arto inferiore e superiore, trasportato in codice giallo al San Raffaele. Gli altri due pedonicoinvolti in maniera piu’ lieve hanno riportato un trauma ad una gamba, una donna di 21 anni, mentre infine un uomo di 50 non ha richiesto cure.
Il conducente del furgone ha riportato un trauma minore alla schiena. Sul posto sono intervenute due automediche, un’auto infermieristica, quattro ambulanze e le Forze dell’Ordine
Interrogativi sulla dinamica – È stata chiusa al traffico piazza Giovine Italia, nel centro di Milano. Sul luogo dell’incidente sono ancora in corso i rilievi della polizia locale, per chiarire la dinamica del gravissimo incidente. Il pm – a quanto si apprende – ha disposto il sequestro del mezzo, che proveniva da piazza Virgilio e stava percorrendo via Boccaccio in direzione piazza Giovine Italia, quando – per motivi che sono ancora in corso di accertamento – ha sterzato verso sinistra, è salito sul marciapiede sul lato opposto della strada, ha abbattuto un semaforo e investito i pedoni.
FC Internazionale v las Palmas – Pre-season Frienldy – Giuseppe Bellini/GettyImages
Problema muscolare: l’iraniano sarà fuori domani contro il Pisa in amichevole
Una delle note positive del precampionato vissuto dall’Inter di Inzaghi è da ricercare ovviamente nell’ottimo impatto di Mehdi Taremi in nerazzurro. L’esperto centravanti iraniano, arrivato a parametro zero dopo l’addio al Porto, si è rivelato subito prolifico e ha rappresentato la principale sorpresa di queste prime amichevoli: domani però, sempre in amichevole contro il Pisa, Inzaghi non potrà contare sullo stesso Taremi a causa di un infortunio rimediato nella giornata di ieri.
Un problema muscolare che non dovrebbe condurre a un lungo stop ma che lo terrà fuori sicuramente domani: ieri Taremi è rimasto fuori in partitella, oggi non è tornato ad allenarsi per un fastidio muscolare e arriva dunque l’atteso aggiornamento del club sulle condizione del giocatore.
Il report su Taremi – “Mehdi Taremi si è sottoposto questa mattina a risonanza magnetica presso l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano. Gli esami hanno evidenziato un risentimento muscolare al bicipite femorale della coscia sinistra. La sua situazione sarà rivalutata la prossima settimana” ha spiegato la società nerazzurra tramite una nota diffusa sul sito ufficiale.
Newton Opoku-Mensah, baby del club tedesco di seconda divisione (che ha sospeso le attività giovanili) si era tuffato nel Berta. Nonostante i tentativi di soccorso da parte delle squadre speciali e di alcuni civili, non ce l’ha fatta, è deceduto in ospedale
Martedì sera il 16enne Newton Opoku-Mensah, giocatore degli Allievi Nazionali del Düsseldorf (la cui prima squadra in estate ha perso col Bochum lo spareggio per andare in Bundesliga) è morto annegato nel lago Berta di Duisburg.
l’incidente – Intorno alle 18:30 sono stati allertati i vigili del fuoco; sono quindi intervenute squadre speciali e di volontari. Anche alcuni civili si sono tuffati in acqua. In tutto circa 50 persone hanno provato ad aiutare e salvare Opoku-Mensah. Il giovane, effettivamente, è stato rianimato e portato in ospedale, dove però ha poi perso la vita. La portavoce della polizia locale, Julia Schindler, ha parlato dell’episodio. “Il ragazzo, insieme ad altri adolescenti, era andato al Bertasee – ha spiegato -. Stiamo indagando per ricostruire le circostanze che hanno poi portato all’incidente e al tragico epilogo“. Il Düsseldorf ha sospeso, a tempo indeterminato, tutte le attività delle squadre giovanili.
Imane Khelif contro Kellie Anne Harrington alle Olimpiadi di Tokyo nel 2021 (AP Photo/Themba Hadebe)
Dopo essere stata esclusa dai Mondiali per livelli troppo alti di testosterone è stata invece ammessa alle Olimpiadi, e combatterà domani contro Angela Carini
Martedì il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha ammesso alle competizioni di boxe due pugili, l’algerina Imane Khelif e la taiwanese Lin Yu-ting, che erano state escluse dai Mondiali femminili di boxe poco più di un anno fa perché i risultati dei loro esami medici non rispettavano i criteri per l’accesso alle categorie femminili dell’International Boxing Association (IBA), l’associazione di riferimento del pugilato professionistico.
Khelif combatterà giovedì contro l’italiana Angela Carini negli ottavi di finale dei pesi welter femminili, e questo ha provocato una serie di polemiche in Italia, che hanno coinvolto tra gli altri il leader della Lega Matteo Salvini, che ha criticato la decisione di ammettere Khelif, definendola “pugile trans”. Eugenia Roccella, ministra per la Famiglia, ha detto che «desta grande preoccupazione sapere che in gare di pugilato femminili alle Olimpiadi siano stati ammessi uomini che si identificano come donne».
In realtà non risulta che Khelif sia una donna trans, lei non ha mai parlato pubblicamente della sua identità sessuale e di genere, né sono pubblici esami medici che lo abbiano mai indicato. Si sa invece per certo che rispetta i criteri per l’accesso alle categorie femminili del CIO, ma non quelli dell’IBA, che inizialmente aveva detto di non voler divulgare i dettagli dell’esclusione, per proteggere la privacy di Khelif e di Yu-ting. I media algerini avevano parlato di un livello troppo alto di testosterone, una versione che è stata confermatain questi giorni dai documenti sugli atleti messi a disposizione dei giornalisti dal CIO, citati tra gli altri dal Guardian, da BBC Newse da Libération. BBCaggiunge di non aver potuto verificare indipendentemente di che tipo di test si trattasse.
CiononostanteKhelif è stata identificata come trans da molte persone, specialmente in ambienti conservatori, per via di una cosa che aveva detto ai media russi il presidente della IBAUmar Kremlev, secondo cui «sulla base dei risultati dei test del DNA, abbiamo identificato un certo numero di atleti che hanno cercato di ingannare i loro colleghi e fingevano di essere donne. Sulla base dei risultati dei test, è stato dimostrato che avevano i cromosomi XY. Tali atleti sono stati esclusi dalla competizione».
L’IBA però non è più una federazione affiliata al CIO, da quando fu sospesa nel 2019 per scandali amministrativi e di corruzione. Da allora Kremlev, imprenditore russo molto vicino a Vladimir Putin, ha spostato in Russia la sede dell’organizzazione, il cui sponsor principale è la società petrolifera statale russa Gazprom. CIO e IBA sono organizzazioni oggi rivali, e i loro criteri di ammissibilità per le categorie femminili sono diversi.
Se anche l’affermazione di Kremlev dovesse essere verificata, comunque, non implicherebbe necessariamente che Khelif sia trans, visto che esistono condizioni nello spettro dell’intersessualità per cui potrebbe avere quei cromosomi sessuali pur presentando dalla nascita caratteristiche fisiche prevalentemente femminili. A questo si aggiunge che in Algeria anche solo avere rapporti omosessuali è reato, per cui è decisamente improbabile che Khelif sia riuscita a fare una transizione di genere, cambiare i propri documenti e poi essere selezionata come atleta olimpica per rappresentare la nazione. Il portavoce del CIOMark Adamsha ribadito che «tutte coloro che gareggiano nella categoria femminile rispettano le regole di ammissibilità alla competizione».
La valutazione delle caratteristiche biologiche delle atlete con caratteristiche fisiche riconducibili alla maschilità, e l’eventuale esclusione dalle competizioni di quelle che potrebbero per questo avere un vantaggio competitivo sulle altre, è una questione complessa che ha una lunga storia nello sport e su cui le federazioni e i vari comitati sportivi non hanno ancora trovato una linea comune. A questo proposito il portavoce del CIOMark Adamsha dettoal Guardian che «tutti vorremmo una risposta unica: sì, no, sì, no, ma è incredibilmente complesso».
La complessità è data principalmente dal fatto che nelle competizioni sportive esistono solo due categorie, quella maschile e quella femminile, ma sia a livello biologico che a livello di identità di genere il binarismo non è così rigido: esistono persone la cui identità di genere è diversa da quella legata al proprio sesso (persone trans) e altre che hanno caratteristiche biologiche sia maschili che femminili(persone intersessuali, o intersex).
Il criterio che si è affermato di più negli ultimi anni per stabilire se un’atleta può competere come donna o no è quello che si basa sui livelli di testosterone, l’ormone presente in quantità maggiore negli uomini e che segna la differenza principale tra i due sessi a livello ormonale. Sia una donna trans che una donna con una certa condizione nello spettro dell’intersessualità potrebbero avere livelli di testosterone superiori alla media femminile e quindi anche una maggiore forza fisica. La priorità del testosterone nella valutazione dell’ammissibilità delle atlete negli ultimi anni è però stata gradualmente messa in discussione, anche perché non esiste al momento una posizione unanime della comunità scientifica rispetto alla correlazione tra i suoi livelli e i risultati sportivi.
Se inizialmente alcune federazioni sportive avevano allargato le maglie dell’ammissibilità delle atlete, in modo da includere gradualmente anche donne trans nelle competizioni femminili, in certi casi ci sono stati dei ripensamenti, e i criteri sono stati nuovamente resi più restrittivi. Uno dei casi più discussi degli ultimi anni, e che aveva maggiormente stimolato le discussioni sulla questione, è quello della nuotatrice trans statunitense Lia Thomas, che aveva messo in fila una serie di vittorie schiaccianti nelle competizioni universitarie dopo essere passata dalle categorie maschili a quelle femminili.
Anche in riferimento alla vicenda di Thomas, il dibattito si è concentrato sul momento in cui le atlete trans che vogliono competere nelle categorie femminili hanno iniziato la transizione, cioè se prima o dopo la pubertà. Un corpo biologicamente maschile che è passato per lo sviluppo sessuale ha infatti una forza maggiore e più vicina a quella degli standard sportivi maschili rispetto a uno che è stato sottoposto a terapia ormonale (i cosiddetti bloccanti della pubertà) prima dello sviluppo.
Se è vero che il ricorso a queste terapie prima della pubertà ha cominciato a diffondersi di recente e che quindi non riguarda la maggior parte delle atlete trans che competono oggi (che ad alti livelli sono comunque ancora poche), Thomas è stata esclusa dalle qualificazioni per la squadra olimpica statunitense per Parigi 2024 proprio perché non rispettava i nuovi criteri della World Aquatics, che escludevano dalle categorie femminili le nuotatrici trans che avevano presentato segni della pubertà maschile oltre il secondo livello della scala di Tanner, o comunque oltre i 12 anni.
È successo nella mattinata di giovedì 1° agosto. Sul posto i vigili del fuoco del comando provinciale di Milano con sei mezzi
Un incendio è divampato in un palazzo al civico 40 di corso Monforte a Milano (pieno centro della città, di fronte alla Prefettura) nella mattinata di giovedì 1° agosto. Sul posto sono al lavoro i vigili del fuoco con sei mezzi, non si registrano persone intossicate o ferite ma sono in corso le operazioni di soccorso.
Tutto è successo poco dopo le 10.30, come riferito dalla centrale operativa di via Messina. Le fiamme hanno interessato un appartamento al secondo piano di un palazzo alto sei piani alzando una densa colonna di fumo visibile da alcune centinaia di metri di distanza.
Dalla centrale di via Messina hanno precisato che “non risultano al momento persone ferite o coinvolte”, ma sono in corso le operazioni di evacuazione. Tre squadre del Comando di via Messina insieme al nucleo Saf (speleo -alpino-fluviale) hanno già quasi circoscritto l’incendio. “C’è presenza però ancora di tanto fumo e per questo servirà un’azione di bonifica importante”, hanno precisato i pompieri. Il fumo ha invaso anche il quarto piano del palazzo e le squadre dei vigili del fuoco “stanno verificando anche questo punto dell’edificio”.
Elicottero dei vigili del fuoco sorvola la sede Rai a via Teulada
Il rogo ha lambito le case e la sede della tv pubblica, dove erano in corso delle trasmissioni estive. Nunzia De Girolamo: “Pensavo fosse uno scherzo”
L’incendioche dalle 14 di oggi, 31 luglio, sta mettendo in ginocchio l’area di Prati alle pendici di Monte Mario, ha costretto la Protezione Civile e i vigili del fuoco a sgomberare anche la sede Rai di via Teulada, oltre a quattro palazzine, in via precauzionale.
Incendio Monte Mario: sede Rai sgomberata – Le fiamme, che vede impegnati pompieri e Protezione Civile, sono divampate presumibilmente da un’area di parcheggio per poi espandersi sulla collina dell’Osservatorio, anch’esso sgomberato. Terrore tra i residenti. I dipendenti Rai e i conduttori, che in quelle ore stavano girando alcune trasmissioni televisive in diretta, sono stati fatti uscire per precauzione.
Nunzia De Girolamo: “Stiamo scappando tutti” – Come scrive anche Today, a documentare i momenti più concitati ci ha pensato Nunzia De Girolamo, conduttrice Rai, che su Instagram ha postato video e storie di lei che stava abbandonando l’edificio insieme agli altri colleghi. “Scappano tutti non mi era mai successo nemmeno a scuola di dover evacuare così. Questa ci mancava. Questa è la vita in diretta“, ha dichiarato la conduttrice che doveva andare in onda per tre ore con l’Estate in diretta insieme a Gianluca Semprini. La conduttrice ha anche aggiunto: “Pensavo fosse uno scherzo degli autori“. Ma scherzo non era, Roma brucia e in particolare la collina di Monte Mario.
Le fiamme lambiscono la sede Rai di via TeuladaLe fiamme a via Teulada (Tgr Lazio)Elicottero sorvola la zona (Tgr Lazio)