articolo: Lombardia radioattiva, rifiuti stoccati da anni nelle discariche: Brescia maglia nera (ilgiorno.it)

Resti di bonifiche accatastati in attesa di trovare un deposito nazionale Secondo l’ultimo inventario 15 siti sui 18 interessati sono nella regione
Milano, 17 dicembre 2023 –
Radioattività in acque, suolo, aria e alimenti sotto controllo, ma resta il nodo dei rifiuti radioattivi derivanti da attività di bonifica che da anni sono presenti sui territori, in attesa di un deposito nazionale. Una situazione che, scorrendo gli ultimi rapporti dell’Isin (Ispettorato nazionale per la sicurezza e la radioprotezione) sembra essere cristallizzato.
Oltre a fare il punto sugli impianti produttori o gestori di combustibile esaurito o di rifiuti radioattivi (6 in regione), l’inventario pubblicato nei giorni scorsi da Isin, aggiornato al 31 dicembre 2022, conferma il primato di Brescia per quanto riguarda materiali e rifiuti radioattivi derivanti dalle attività di bonifica di siti contaminati accidentalmente come, ad esempio, fonderie in cui sono stati trattati materiali metallici radioattivi o sorgenti orfane.
“Considerando che le condizioni di stoccaggio di questa tipologia di rifiuti variano dall’utilizzo di contenitori in calcestruzzo o metallici al semplice confinamento in trincee da bonificare – spiega l’Isin, nel rapporto – i valori indicati riguardo le quantità a le attività sono da considerarsi delle stime preliminari, affette da forti incertezze“.
La Lombardia, in particolare, conta 15 siti sui 18 a livello nazionale; di questi, 9 sono nel Bresciano. L’elenco è uguale a quello che già veniva riportato nel 2016, mentre l’attività di monitoraggio ha consentito di aggiornare le stime di attività, massa e volume, oltre che la tipologia di radionuclidi. Il sito più complesso, per quantità di materiale stoccato, è quello della Discarica Capra di Capriano del Colle, dove è in corso l’iter per la realizzazione di un sarcofago per mettere in sicurezza le 82.500 tonnellate di scorie contaminate da Cesio 137, stipate nella discarica dal 1990. Per numero di siti con rifiuti contaminati, a Brescia segue Milano con 3, Pavia e Como con un sito. Va detto che le misurazioni sulla radioattività sono costanti, sia per i siti più critici sia, in generale, a livello ambientale. L’ultimo monitoraggio annuale, sul 2021, evidenzia che le concentrazioni non hanno rilevanza dal punto di vista radiologico e non costituiscono alcun rischio per la salute e per l’ambiente. “I sistemi di sorveglianza della radioattività ambientale – è il commento di Maurizio Pernice direttore Isin, che introduce il rapporto – costituiti dalle reti nazionali sono efficienti ed affidabili, perché in grado di segnalare tempestivamente eventi anomali sul territorio nazionale e di rilevare possibili situazioni di emergenza derivanti da incidenti nucleari transfrontalieri o eventi infausti come l’attuale crisi ucraina“. Resta, comunque, l’esigenza “di un sistema di radioprotezione efficiente, affidabile e trasparente” per fronteggiare “possibili situazioni di emergenza, che potrebbero derivare da incidenti nucleari transfrontalieri o eventi infausti come l’attuale crisi ucraina“.
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Allarme radon: 900 tumori provocati in un anno
articolo: Allarme radon: 900 tumori provocati in un anno (ilgiorno.it)

Novanta Comuni, per un totale di 195mila persone, risultano osservati speciali: sotto la lente le fasce montane
L’attenzione sui siti con rifiuti contaminati è, giustamente, sempre molto alta, eppure la più importante fonte naturale di esposizione alle radiazioni ionizzanti è il radon, gas nobile forse meno noto, ma molto più diffuso in luoghi di lavoro, abitazioni, edifici pubblici. Classificato cancerogeno certo per l’uomo dalla Iarc, l’esposizione al radon (che si forma in modo naturale dall’uranio) costituisce la seconda causa di tumore polmonare dopo il fumo: secondo l’Istituto superiore di sanità, sono 900 i casi attesi di tumore al polmone legati al radon respirato indoor in Lombardia in un anno.
Nel 2020 è stato realizzato dall’Isin il Sistema informativo nazionale sulla radioattività (Sinrad), un nuovo portale web realizzato per consentire un flusso unico, strutturato e controllato dei dati di radioattività ambientale. In Lombardia, sono stati da poco classificati in area prioritaria 90 Comuni, per un totale di 195mila persone, secondo la mappatura fatta da Arpa Lombardia. Qui gli edifici che superano il livello di 300 Bqm3 di concentrazioni di radon indoor è superiore al 15%. Le fasce montane di Bergamo, Sondrio e Brescia sono quelle con più comuni in area prioritaria; in termini di abitanti coinvolti, Brescia è in testa con 60.307, seguita da Sondrio con poco più di 53mila.

