Milan: Mr Bee non trova………


Clamoroso al Milan: è scomparso Mr. Bee. Trattativa saltata, ira Berlusconi

venerdì 5 febbraio 2016 – Corriere dello sport – art. di Xavier Jacobelli

Clamoroso al Milan: è scomparso Mr. Bee. Trattativa saltata, ira BerlusconiA 15 giorni dall’anniversario dell’acquisto del club, l’ex premier deve fare in conti con il fallimento dell’operazione che doveva portare il broker thailandese a versare 480 milioni di euro nelle casse rossonere, in cambio del 48% delle azioni. E si annuncia una stagione di tagli e di sacrifici.

Maggio 2015 Le parole del patron rossonero al termine dell’incontro con Mr. Bee al Park Hyatt di Milano.

MILANO – Se Mr. Bee Taechaubol (non) voleva fare un regalo a Silvio Berlusconi, nel trentesimo anniversario dell’acquisto del Milan (20 febbraio), c’è riuscito benissimo. E’ saltata l’estenuante trattativa con il broker thailandese per l’acquisto via Fininvest del 48% delle azioni rossonere, in cambio di 480 milioni di euro. Tant’è vero che la stessa Fininvest, dopo essersi accollata il deficit di 94 milioni di euro dell’ultimo esercizio, ha fissato a 50 milioni il tetto massimo del suo intervento nel processo di risanamento dei conti. Il che significa che, conoscendolo, alla bisogna sarà lo stesso Silvio Berlusconi a rimettere mano al portafoglio personale.

Gennaio 2016 Barbara Berlusconi e il punto sulle trattative con Mr Bee

Chi è Mr. Bee?

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Bee Taechaubol, noto in Italia anche come Mister Bee o Mr. B (Bangkok, 12 settembre 1975) è un imprenditore thailandese.

Mr. Bee ▶ ” Farò Vincere al Milan la Serie A e Champions League” ● Sky Sport 

Magnate tailandese nato da una famiglia di ricchi investitori, a 14 anni inizia a lavorare come lavapiatti nel ristorante di famiglia in Australia e a 16 inizia il business nel mercato immobiliare facendo ottimi profitti con la sua compagnia online. Nel 1997 scoppia la crisi nel Sud-Est asiatico e la sua famiglia si ritrova piena di debiti. Riesce poi a laurearsi in Ingegneria civile in Australia e consegue il Master Business Administration alla Sasin Business School di Bangkok dove, tornato con soli 2.000 dollari australiani in tasca, inizia a lavorare in diverse aziende venendo coinvolto in diversi business.

Maggio 2015 – Berlusconi non vende il Milan, MR.BEE diventa socio.

Oltre che essere consigliere delegato della Thai Prime Fund, società che si occupa di private equity (acquisto di parti di aziende non quotate in borsa con potenziale di crescita da rivendere), è membro del consiglio di amministrazione della società immobiliare Landmark Development Group di Bangkok, possiede immobili e proprietà in Asia e Australia, gestisce anche l’allestimento della GLS (Global Legends Series, un tour di partite con alcuni tra i campioni più famosi al mondo come Ševčenko, Nesta, Seedorf, Kluivert e Cannavaro).

Taechaubol è salito agli onori delle cronache in occasione della sua proposta di acquisire parte dell’AC Milan di proprietà di Silvio Berlusconi attraverso una complessa negoziazione che si è sviluppata a partire dall’aprile del 2015. Nel giugno del 2015 Bee ha firmato un contratto che prevede l’acquisto del 48% dell’AC Milan per 480 milioni di euro.

Il sito della testata economico-finanziario Forbes ha ipotizzato che Taechaboul non abbia disponibilità personali sufficienti per l’acquisizione del Milan e che stia cercando di attirare l’attenzione della stampa per trovare altri investitori interessati ad acquistare la società assieme a lui.

Ecco l’ultima bellissima esibizione………….


Ecco l’ultima bellissima esibizione dei Beatles…………..

Ecco l’ULTIMA bellissima esibizione dei Beatles… dal tetto di un palazzo. I Beatles fanno parte di quei personaggi famosi del mondo dello spettacolo che sono stati molto di più che attori o cantanti. Hanno creato uno stile di vita a cui i fan facevano rigorosamente fede; hanno influenzato la moda, e talvolta hanno anche influenzato il mondo politico….

Le fibre ottiche mettono il turbo


Le fibre ottiche mettono il turbo

In Italia i primo test.

http://firenze.repubblica.it/cronaca/2016/02/05/foto/internet_le_turbo_fibre_sperimentate_a_pisa-132769309/1/?rss#3

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Le fibre ottiche attuali mettono il turbo, portando fino a 1 Gigabit al secondo per ogni utente e permettendo di scaricare video a velocità e risoluzione altissime: sono le caratteristiche del sistema di accesso a Internet risultato del progetto europeo Coconut coordinato dall’Italia, con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Proprio a Pisa viene sperimentato il sistema su un tratto della rete commerciale a fibra ottica della città messo a disposizione dalla società Agestel.

I grattacieli di Milano, ecco i magnifici dieci


Il Bosco Verticale:

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Il più bel grattacielo del mondo per il 2014 è tutto italiano: il Bosco verticale di Milano, dell’architetto Stefano Boeri ha infatti vinto l’International Highrise Award, assegnato a Francoforte.

il Bosco verticale in zona Porta Nuova, progettato da Boeri Studio e realizzato dal gruppo Hines Italia di Manfredi Catella. Premiato nel 2015 dal Council on Tall Buildings and Urban Habitat di Chicago, il complesso – composto da due torri alte 110 e 80 metri – incorpora il verde urbano attraverso un sistema di ampie terrazze sulle quali sono stati piantati numerosi alberi e oltre 90 specie di piante

La torre Unicredit

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  • Torre Unicredit: 31 piani per 230 metri di cui 152 di corpo e 78 di guglia;
  • Torre B: 21 piani per 100 metri di altezza;
  • Torre C: 11 piani per 50 metri di altezza

La Torre Unicredit con i suoi 230 metri di altezza è il grattacielo più alto di Milano e d’Italia

La Torre Unicredit è un grattacielo ubicato nel Centro Direzionale di Milano. Con i suoi 230 metri di altezza alla guglia è uno degli edifici più alti d’Italia dopo l’Antenna RAI di Caltanissetta.

La torre fa parte di un complesso di tre edifici disposti a semicerchio intorno a piazza Gae Aulenti progettato dall’architetto César Pelli e calcolato dalla società di Ingegneria MSC Associati s.r.l. di Milano.

La torre Isozaki

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Altezza Antenna/guglia: 247 m
Tetto: 207 m
Piani 50
Area calpestabile 53000 mq
Ascensori 14 (di cui 6 panoramici)
Architetto Arata Isozaki e Andrea Maffei
Ingegnere Favero&Milan Ingegneria (preliminare e definitivo)Studio Iorio e ECSD Srl (esecutivo)
Appaltatore Colombo Costruzioni S.p.A.
Proprietario Allianz
Proprietario storico  Assicurazioni Generali

La torre Isozaki, soprannominata il Dritto, è un grattacielo progettato dall’architetto giapponese Arata Isozaki e dall’architetto italiano Andrea Maffei e si trova a Milano.

Il «Curvo» di Daniel Libeskind

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Condizioni In costruzione
Costruzione 2015-2018
Uso uffici
Altezza 173 m
Piani 34
Realizzazione
Architetto Daniel Libeskind

La torre Libeskind, soprannominata il Curvo, fa parte del progetto di riqualificazione della storica Fiera di Milano, essa raggiungerà un’altezza di 173 metri e porta il nome del suo disegnatore, l’architetto americano Daniel Libeskind. L’edificio è concepito come parte di una sfera ideale che avvolge la piazza delle Tre Torri ed è stato studiato per ospitare uffici. La torre è caratterizzata dalla forte iconicità della sua forma curva, con il suo nucleo di distribuzione verticale prismatico, che in parte fuoriesce dalla sagoma.

Lo «Storto» di Zaha Hadid

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Condizioni In costruzione
Costruzione 20142016
Uso Uffici
Altezza 175 m
Piani 44
Realizzazione
Architetto Zaha Hadid
Proprietario Generali

La torre Hadid, soprannominata lo Storto, è uno dei tre grattacieli, il secondo per altezza, previsti nel progetto CityLife, il cui scopo è la riqualificazione della zona dell’ex Fiera di Milano. Una volta completata, diventerà la sede degli uffici di Milano del Gruppo Generali

Il Diamante

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La Torre Diamante (detta anche Diamantone o Diamond Tower) è un grattacielo che sorge nel Centro Direzionale di Milano, tra viale della Liberazione e via Galilei.

Condizioni In uso
Costruzione 20102012
Uso uffici
Altezza Tetto: 140 m
Piani 30+4 interrati
Area calpestabile 290.000
Realizzazione
Architetto Kohn Pederson Fox

Il grattacielo Pirelli

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Condizioni In uso
Costruzione 1956-1960
Inaugurazione 4 aprile 1960
Stile Movimento Moderno
Altezza Tetto: 127,10 m
Piani 32
Area calpestabile 24.000 m²
Realizzazione
Architetto Gio Ponti
Ingegnere Pier Luigi Nervi
Proprietario Regione Lombardia e Comune di Milano

Il 18 Aprile 2002, un piccolo aereo turistico colpisce il ventiseiesimo piano del Pirellone: la sede della regione Lombardia

Costruito tra il 195o e il 1960, il grattacielo Pirelli è il capolavoro di Gio Ponti. A commissionare la torre, che dal 1987 ospita il consiglio regionale della Lombardia, è stato il gruppo industriale Pirelli, deciso a trasferire gli uffici di viale Abruzzi in una sede più prestigiosa.

2008 – panoramica  che si vede dalla terrazza del grattacielo Pirelli di Milano

L’edificio alto 127 metri che si affaccia su piazza Duca d’Aosta spicca per la struttura imponente, alleggerita dall’uso di materiali come ferro, acciaio e vetro. Dopo il grave incidente del 2002, quando un aereo da turismo si abbattè contro la facciata all’altezza del 26° piano, il grattacielo è stato ristrutturato.

Palazzo Lombardia

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Condizioni In uso
Costruzione 2007 – luglio 2010
Inaugurazione pre-inaugurato il 22 gennaio 2010 con la posa della Madunina in cima; 21 marzo 2011 (cerimonia ufficiale)
Uso Istituzionale (sede della Giunta regionale della Lombardia), commerciale e culturale
Altezza Tetto: 161,3 m
Piani 43
Ascensori 32
Realizzazione
Costo 400 milioni di euro
Architetto Pei Cobb Freed & Partners, Caputo Partnership, SDPartners
Proprietario Regione Lombardia

Costruito tra il 2007 e il 2010, Palazzo Lombardia si sviluppa nell’omonima piazza adiacente a via Melchiorre Gioia. Il progetto – firmato da Pei Cobb Freed & Partners di New York e da Caputo Partnership e Sistema Duemila di Milano – è risultato vincitore di un concorso internazionale indetto dalla Regione lombardia che qui ha trasferito gli uffici di presidenza e la giunta. Il corpo principale – caratterizzato da una torre alta 161 metri in calcestruzzo armato, acciaio e vetro – è circondato da un complesso di edifici curvilinei con funzioni culturale, d’intrattenimento e di servizio. Al centro, una piazza ellittica con una copertura in materiale plastico (denominata piazza Città di Lombardia) che, nel suo genere, vanta il primato in Europa

La torre Solaria

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Condizioni In uso
Costruzione 2010-2013
Inaugurazione 2014
Uso Residenziale
Altezza Tetto: 143 m
Piani 37+4 interrati
Realizzazione
Architetto Bernardo Fort-Brescia (Arquitectonica)

 

Con i suoi 143 metri d’altezza la torre Solaria, progettata dallo Studio Arquitectonica di Miami dell’architetto peruviano Bernardo Fort-Brescia, è al vertice della classifica italiana degli edifici residenziali. Il gigante, che ospita 102 appartamenti, è affiancato da altri due corpi (la torre Aria e la torre Solea). Situata all’incrocio tra via Melchiorre Gioia e viale della Liberazione, si innalza sopra piazza Alvar Aalto e si inserisce nel nuovo contesto urbanistico di Porta Nuova. 

La torre Velasca

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Condizioni In uso
Costruzione 1958
Uso commerciale e residenziale
Altezza Tetto: 106 m
Piani 26
Realizzazione
Architetto Studio BBPR: Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti ed Ernesto Nathan Rogers

Sottoposta a vincolo dalla soprintendenza per i Beni culturali nel 2011, la torre Velasca è tra i simboli più noti di Milano. I grattacielo, alto 106 metri, è stato progettato dallo studio di architettura Bbpr su commissione della Società Generale Immobiliare. La costruzione, ultimata nel 1958, inizialmente doveva essere in ferro e vetro: soluzione abbandonata per i costi troppo elevati e sostituita dal calcestruzzo (i calcoli strutturali furono affidati all’ingegnere Arturo Danusso). I primi diciotto piani sono occupati da negozi e uffici mentre i successivi, fino al ventiseiesimo, ospitano appartamenti privati. L’edificio sorge in un’area sventrata dai bombardamenti alleati nel 1943 e sottoposta a un ampio intervento di riqualificazione. Rivisitazione contemporanea della torre del Filarete al Castello Sforzesco, la struttura si connota per la caratteristica forma «a fungo». L’immagine, dal forte impatto visivo, nel corso dei decenni ha incassato giudizi contrastanti: alcuni entusiastici, altri impietosi. Per non parlare delle definizioni, a dir poco ironiche, coniate dai milanesi: tra le altre «il grattacielo delle bretelle» o «delle giarrettiere».

Inter-Etihad? Storia di una truffa sventata!


Inter-Etihad? Storia di una truffa sventata!

Da: http://intertv.it/index.php/notizieb/4844-inter-etihad-storia-di-una-truffa-sventata.html

L’Inter sarebbe stata vittima di un tentativo di maxi-truffa da milioni di euro. La storia ha dell’inquietante, eccone i particolari.

A novembre scorso succedono due cose: il proprietario di un Bed & Breakfast a Roma, Biordi, si presenta ai carabinieri per una denuncia. Racconta che, dal 24 luglio, ha affittato una stanza a tal Valerio Lattanzio, che diceva di essere in missione per conto dell’Inter. Diceva anche che il conto lo avrebbe saldato il club nerazzurro una volta portato a termine il suo compito: individuare un immobile per creare un’Università dello Sport.

Lattanzio coinvolge l’albergatore a trovare la struttura giusta, un grande albergo a 4 stelle, non lontano da Fiumicino. Il posto è perfetto, ha ospitato anche squadre di calcio in ritiro a Roma, l’offerta è di 30 milioni di euro. Il proprietario è interessato, cominciano gli incontri.

All’hotel — mette a verbale il Biordi — nel corso dei mesi si vedono anche due uomini dell’Inter: Adriano Bacconi (fino a poco tempo fa era un collaboratore per l’area tecnica: il rapporto, forse non casualmente, ora è stato interrotto) e l’allora direttore generale dell’Inter Marco Fassone (uscito dalla società a settembre per altri motivi), che pare fosse all’oscuro dell’ipotetica compravendita.

LEGGI ANCHE: Bacconi: “Il mio contratto con l’Inter è stato sciolto perché…”

Di sicuro l’affare va per le lunghe e un bel giorno, il 9 novembre, l’albergatore Roberto Biordi si accorge che Lattanzio ha lasciato la stanza di corsa e con essa 4.520 euro da pagare, ragion per cui si rivolge ai carabinieri.

Negli stessi giorni, arriva all’Inter la comunicazione più importante della stagione. La scrive proprio il proprietario della struttura individuata da Lattanzio per la sua fantomatica Università dello Sport. Quello che avrebbe dovuto incassare i 30 milioni e al quale, però, intanto Lattanzio aveva chiesto soldi per la mediazione. La email che il 12 novembre arriva alla segreteria dell’Inter ha un oggetto piuttosto allarmante: «Tentativo di truffa».

L’albergatore (che poi farà a sua volta denuncia) racconta all’Inter quello che i carabinieri già sanno: Lattanzio assicurava di aver ricevuto mandato da parte della società nerazzurra di acquistare la sua struttura alberghiera «al fine di trasformarla in una Università calcistica che avrebbe avuto come responsabile Roberto Baggio. Il tentativo peraltro fallito è stato quello di estorcerci del denaro come acconto nella prospettiva di una sicura compravendita da parte della società Inter appoggiata dalla Shuroq, società araba». All’Inter trasecolano: primo perché mai hanno pensato di acquistare un hotel, secondo perché Lattanzio lo conoscono bene.

A settembre 2015, per il tramite di Bacconi, Lattanzio e un misterioso avvocato (che si dichiara intimo della famiglia reale degli Emirati), si erano presentati ai vertici dell’Inter come intermediari di Etihad. Raccontano che la compagnia aerea è intenzionata a diventare lo sponsor principale del club e vogliono avviare una trattativa che inizia per davvero, anche se — sarà una coincidenza — basta digitare «Valerio Lattanzio» su Google e il primo risultato che appare è un invito a prestare attenzione. Ma l’interesse degli arabi è plausibile (Emirates è sponsor del Milan) e sia Lattanzio che l’avvocato producono nel corso dei mesi una serie di email che paiono certificate (una addirittura da un presunto governo degli Emirati).

Lattanzio fissa la propria commissione (pari al 2,5% per la sponsorizzazione e all’8% per gli affari successivi), poi il 6 ottobre chiede un mandato ufficiale che lo autorizzi a trattare per conto dell’Inter con Etihad; lo ottiene e a questo punto Lattanzio ha più o meno raggiunto il suo scopo: con le lettere firmate dall’Inter si presenterà dall’albergatore.

Inizia una lunga serie di contatti e incontri. All’Inter vengono convinti a superare la prudenza quando Lattanzio risponde con una lettera apparentemente scritta da James Hogan, presidente della compagnia aerea, che mette nero su bianco la maxiofferta: 25 milioni per cinque anni.

Le conseguenze sono importanti: l’Inter si sente forte nella trattativa con Pirelli, attuale sponsor principale, che propone il prolungamento del contratto a cifre ben inferiori a quelle degli «arabi». I giornali vengono a sapere dell’offerta della presunta Etihad, ne scrivono e la compagnia aerea smentisce pubblicamente: è domenica 18 ottobre.

L’Inter si preoccupa, ma la risposta di Lattanzio e soci è che la smentita serve per tutelare la riservatezza. Seguono altre email e altri incontri, ma nulla di concreto avviene.

Arriviamo a novembre, l’Inter ha fretta: deve tra l’altro comunicare a Nike cosa mettere sulle maglie della prossima stagione. Lattanzio e l’avvocato si scusano, prendono tempo, promettono una telefonata di James Hogan all’ad dell’Inter Michael Bolingbroke. Nessuno chiama.

L’avvocato come giustificazione inoltra la email di un sedicente sceicco proprietario di Etihad, che si prende la responsabilità di aver fermato l’ad. La fiducia scarseggia, così l’offerta raddoppia: la famiglia reale ora è interessata a comprare l’Inter, tutta o in parte. I dubbi diventano panico quando arriva l’email del proprietario dell’albergo.

L’Inter cerca di approfondire i fatti accaduti a Roma a sua insaputa. L’avvocato socio di Lattanzio non la prende bene: manda un’email di fuoco. Sottolinea che nessuno ha l’autorizzazione di indagare su di lui, che è in atto un tentativo di screditarlo e che sulla vicenda stanno indagando anche i servizi segreti arabi. Un po’ troppo.

D’altra parte ci si muove (finalmente) con Etihad, quella vera: Bolingbroke e Michael Gandler, direttore commerciale dell’Inter, contattano i vertici mondiali della compagnia che smentiscono categoricamente di aver mai voluto sponsorizzare l’Inter e di conoscere quella strana coppia. Nel frattempo i carabinieri di Roma chiamano il club e il cerchio si chiude. Forse non proprio senza conseguenze (attualmente l’Inter ancora non ha uno sponsor), ma con una mega truffa sventata

Fonte: Corriere della Sera

Ecodom, raccolta rifiuti elettrici 2015


CONTINUA A CRESCERE, ANCHE NEL 2015, LA RACCOLTA DEI RIFIUTI ELETTRICI ED ELETTRONICI. LA QUALITA’ OPERATIVA DI ECODOM HA PERMESSO DI EVITATARE L’IMMISSIONE IN ATMOSFERA DI OLTRE 870 MILA TONNELLATE

Gennaio 2016  – Sono circa 78.400 le tonnellate di RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, come frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, forni e cappe) trattate, nel corso del 2015, da Ecodom – il più importante Consorzio operante in Italia nella gestione dei Rifiuti Elettrici ed Elettronici.

raee[1]Nel corso del 2015 il consorzio Ecodom ha gestito 78.400 tonnellate di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, i cosiddetti Raee, …

Grazie agli standard di qualità adottati da Ecodom, quest’attività ha consetito il riciclo di oltre 47.000 tonnellate di ferro, circa 1.700 tonnellate di alluminio, più di 1.600 tonnellate di rame e 8.000 tonnellate di plastica, evitando l’immissione in atmosfera di oltre 870.000 tonnellate di CO2, pari alla quantità di anidride carbonica assorbita in un anno da un bosco esteso quanto la provincia di Rimini.

maggio 2014 – Evitare di buttare i rifiuti elettrici ed elettronici nelle discariche. E’ il consiglio che arriva da Giorgio Arienti, direttore generale di Ecodom, il Consorzio italiano recupero e riciclaggio elettrodomestici. “In moltissimi dei nostri comuni esistono le isole ecologiche o esistono addirittura servizi di raccolta domiciliare

mag 2015 – Uno strepitoso Giobbe Covatta ha aperto l’incontro di Ecodom, Consorzio Italiano Recupero e Riciclaggio

I dati 2015 evidenziano, rispetto all’anno precedente, un incremento del +3,3% dei RAEE trattati dal Consorzio, con un risultato di particolare rilievo per i rifiuti del Raggruppamento R2.

R1 (frigoriferi e condizionatori) – sono pressoché analoghi a quelli dell’anno precedente: nel 2015, sono state trattate circa 34.800 tonnellate (- 0,9% rispetto al 2014); è stato comunque colmato il gap negativo registrato nel primo semestre dell’anno: un ruolo di particolare rilievo è stato giocato, in questa inversione di tendenza, anche dalle eccezionali condizioni climatiche che hanno caratterizzato il periodo estivo e incentivato, in molti casi, l’acquisto di nuove apparecchiature in sostituzione di quelle più vecchie e meno performanti.

 R2 (come lavatrici, lavastoviglie, cappe, forni e scalda-acqua) – il consistente aumento dei quantitativi gestiti dei RAEE del Raggruppamento R2 che ha connotato l’intero anno, facendo registrare un incremento del +6,8% rispetto al 2014, con un risultato che in termini assoluti (circa 43.000 tonnellate) sfiora il massimo storico registrato dal Consorzio nel 2010.

 R3 (Televisori e monitor) – Segno positivo nell’anno appena trascorso anche per i RAEE dei Raggruppamenti R3 (televisori e monitor) e R4 (piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, informatica e apparecchi di illuminazione) – nei quali Ecodom ha una quota di mercato contenuta, poiché ne effettua la gestione solo a titolo di servizio per i propri Consorziati – che sono cresciuti rispettivamente del 22,9% (con 90 tonnellate gestite) e del 10,2% (con 560 tonnellate gestite) rispetto al 2014

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 Straordinario risulta, infine, nel 2015 il beneficio per l’ambiente derivante dal lavoro di Ecodom: oltre alla riduzione della quantità di CO2 immessa in atmosfera, le materie prime seconde (ferro, alluminio, rame e plastica) ottenute dal riciclo delle 78.400 tonnellate di elettrodomestici trattati, hanno consentito un risparmio di quasi 89 milioni di kWh di energia elettrica, equivalenti al consumo annuo di elettricità di una città di oltre 70.000 abitanti.

Da gennaio ad agosto 2015, Ecodom ha trattato in Lombardia circa 10.678 tonnellate di RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche … Per quanto riguarda il livello di servizio, infine, Ecodom ha mantenuto nel 2015 elevatissimi standard di puntualità: su un totale di 33.786 ritiri effettuati dalle isole ecologiche, soltanto 47 trasporti non hanno rispettato i tempi di intervento concordati tra il Centro di Coordinamento RAEE e ANCI, con un livello di servizio vicino al 99,9%.

 A livello territoriale, la Lombardia si conferma ancora una volta la regione più virtuosa in base ai quantitativi di RAEE gestiti da Ecodom: sono state 16.660 le tonnellate di apparecchiature trattate, con 18.032.000 kWh di energia risparmiata e 164.460 tonnellate di CO2 non immesse in atmosfera.

Al secondo posto della speciale graduatoria della regioni virtuose stilata da Ecodom si classifica il Veneto (con 7.786 tonnellate di RAEE gestiti, corrispondenti a 8.840.000 kWh di energia risparmiata e 85.930 tonnellate di CO2 non immesse in atmosfera), seguito dall’ Emilia Romagna (7.653 tonnellate di RAEE) e dalla Toscana (7.250 tonnellate di RAEE).

 “L’aumento della quantità di RAEE gestiti dal Consorzio nel 2015 è certamente un fatto positivo – dichiara Giorgio Arienti, Direttore Generale di Ecodom – perché le modalità di trattamento utilizzate dai fornitori selezionati dal Consorzio rispettano gli standard ambientali più elevati a livello europeo. Non dobbiamo però mai dimenticare che nel nostro Paese mancano all’appello oltre due terzi dei RAEE generati dai cittadini: questi rifiuti sono, con ogni probabilità, intercettati da soggetti interessati solo a massimizzare i propri profitti, senza curarsi delle conseguenze che un riciclo non corretto ha sull’ambiente. E’ un problema rilevante, di cui spero lo Stato Italiano vorrà farsi carico con tempestività ed efficacia; se necessario, anche attraverso modifiche della legislazione vigente: difficile, in caso contrario, che l’Italia possa raggiungere i nuovi ambiziosi obiettivi di raccolta stabiliti dall’ultima Direttiva Europea sui RAEE”.