Sul pullman viaggiavano numerosi studenti. L’urto ha provocato diversi feriti, tra cui anche l’autista del mezzo
Paura nella mattinata di oggi a Soriano nel Cimino, in provincia di Viterbo, dove un pullman e un treno si sono scontrati all’altezza della località Fornacchia. L’impatto è avvenuto in corrispondenza di un passaggio a livello privo di sbarre, su cui sono ora concentrate le verifiche degli investigatori.
Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio delle forze dell’ordine, i due mezzi si sono trovati contemporaneamente sull’attraversamento ferroviario. Da chiarire le cause che hanno portato alla collisione.
A bordo studenti: diversi feriti, ma nessuno grave – Sul pullman viaggiavano numerosi studenti. L’urto ha provocato diversi feriti, tra cui anche l’autista del mezzo. Le condizioni, secondo quanto emerso nelle prime fasi dei soccorsi, non sarebbero gravi: tutti avrebbero riportato traumi lievi.
L’impatto ha generato momenti di forte tensione tra i passeggeri, molti dei quali sono stati assistiti sul posto dai sanitari.
I soccorsi e la gestione dell’emergenza – Immediato l’intervento della polizia locale di Soriano nel Cimino, dei carabinieri e dei sanitari del 118. L’area è stata messa in sicurezza per consentire le operazioni di soccorso e i rilievi tecnici.
Il treno, rimasto sui binari dopo l’impatto, è stato fatto avanzare di alcuni metri per liberare l’incrocio e ripristinare la circolazione. Sul posto anche i tecnici di Cotral e delle Ferrovie.
Indagini sulle cause: verifiche su rotaie e segnaletica – Gli accertamenti sono ora concentrati sulle condizioni dell’infrastruttura ferroviaria e sulla dinamica dello scontro. Le forze dell’ordine stanno effettuando rilievi sulle rotaie per verificare eventuali anomalie che possano aver influito sull’accaduto.
Particolare attenzione è rivolta anche al passaggio a livello senza sbarre, elemento che potrebbe aver avuto un ruolo nella dinamica dell’incidente. Solo le indagini nelle prossime ore permetteranno di chiarire eventuali responsabilità.
I febbrili momenti immediatamente dopo l’incidente del 3 ottobre 2023
L’inchiesta sulla strage del bus precipitato dal cavalcavia superiore di Mestre il 3 ottobre 2023 si è chiusa con l’iscrizione nel registro degli indagati di sette persone: si tratta di sette tecnici del Comune di Venezia, tutti appartenenti, a vario titolo, ai settori Viabilità, Lavori pubblici e Manutenzione della terraferma. La Procura della Repubblica ha ricostruito un quadro che risale indietro nel tempo, individuando nel guardrail del cavalcavia un punto critico noto da decenni e mai risolto,ritenuto elemento centrale nella dinamica dell’incidente che causò 22 morti e oltre una decina di feriti gravi nel più grave disastro stradale mai registrato nel territorio veneziano.
Le indagini erano iniziate subito dopo la tragedia, con un primo approfondimento sulla condizione dell’autista, Alberto Rizzotto, deceduto nello schianto. Le verifiche sul suo stato di salute esclusero rapidamente l’ipotesi del malore alla guida. L’attenzione si spostò quindi sulla meccanica del mezzo, un bus Yutong gestito dalla compagnia “La Linea”. Una perizia ritenne che lo sterzo si fosse bloccato poco prima dell’urto, circostanza che avrebbe impedito al conducente di correggere la traiettoria. La ricostruzione suggerì che l’autista, perfettamente lucido e consapevole, avesse tentato manovre utili ad attutire le conseguenze della perdita di controllo, rallentando la corsa e appoggiandosi al guardrail nel tentativo di proteggere i passeggeri.
Gli approfondimenti tecnici misero poi in luce che il guardrail, già compromesso e privo di un tratto di circa 2,4 metri presente dagli anni Sessanta, non avrebbe retto alla pressione del mezzo rallentato fino quasi all’arresto. Proprio quel varco divenne il punto in cui l’autobus si infilò, sbilanciandosi oltre il bordo del cavalcavia e precipitando per una decina di metri sulla strada sottostante, dove prese fuoco. Le verifiche successive su altri autobus dello stesso modello non portarono a conclusioni definitive, mentre l’attenzione investigativa si concentrò progressivamente sulle condizioni dell’infrastruttura.
La Guardia di Finanza, dopo mesi di accertamenti, ha ricostruito la storia manutentiva del cavalcavia, evidenziando come la criticità fosse nota a diversi livelli amministrativi. Secondo gli inquirenti, negli anni sarebbero state predisposte progettazioni di adeguamento e lavori di ripristino mai concretizzati. Un intervento di restauro risultava essere stato programmato proprio nei giorni precedenti alla tragedia, ma non ancora avviato sul tratto interessato.
Sulla base di questa ricostruzione, i pubblici ministeri hanno formulato le accuse nei confronti dei sette tecnici comunali, contestando loro, in forme diverse a seconda dei ruoli ricoperti, reati che vanno dal disastro colposo all’omicidio e alle lesioni stradali. Tra gli indagati figurano il direttore dell’area Lavori pubblici e Mobilità S.A., il responsabile del Servizio manutenzione della viabilità di terraferma A.C. e il dirigente del settore mobilità R.D.B., già coinvolti nelle prime fasi dell’inchiesta. In seguito sono stati aggiunti il responsabile del servizio ponti e viadotti G.A.S., il progettista e direttore dei lavori D.C. e due dirigenti ormai in pensione, F.F e F.P., che negli anni precedenti avevano ricoperto incarichi nel settore viabilità della terraferma.
La linea d’indagine della Procura sostiene che la presenza del varco nel guardrail fosse ampiamente nota agli uffici e che gli interventi necessari non fossero stati eseguiti nonostante le direttive ministeriali sulla manutenzione dei ponti e delle infrastrutture stradali richiedessero controlli e aggiornamenti periodici. Per gli inquirenti, tale omissione avrebbe contribuito in modo determinante all’esito mortale dell’incidente.
La posizione del presidente della compagnia “La Linea”, Massimo Fiorese, è stata invece archiviata. La Procura ha ritenuto che la società non potesse essere a conoscenza di eventuali difetti strutturali del cavalcavia né dell’esistenza del varco,elemento ritenuto estraneo alle responsabilità del vettore.
Il deposito degli atti rappresenta ora il passaggio formale che precede la possibile richiesta di rinvio a giudizio. Gli indagati avranno venti giorni per prendere visione del fascicolo, chiedere un interrogatorio o depositare memorie difensive. Le difese dei tecnici comunali hanno già contestato l’impostazione dell’inchiesta, sostenendo la correttezza dell’operato dei propri assistiti e segnalando che il varco nel guardrail fosse presente da oltre mezzo secolo. Hanno inoltre richiamato l’attenzione sulla perizia relativa alla rottura dello sterzo del bus, ritenuta una causa iniziale non adeguatamente considerata.
La Procura, guidata dal procuratore vicario, valuterà nelle prossime settimane se procedere con la formulazione della richiesta di rinvio a giudizio o se archiviare alcune posizioni. La conclusione dell’indagine rappresenta un passaggio chiave in un procedimento complesso, che ha cercato di ricostruire l’intreccio di responsabilità tecniche e amministrative maturate nel corso di decenni.
Nella tragedia dell’autobus precipitato del 3 ottobre 2023 morirono 22 persone e 16 rimasero ferite, alcune in maniera molto grave.
Due filmati diffusi sui social mostrano il giovane accorrere per aiutare gli amici dopo il terribile schianto in viale Fulvio Testi
Nuovi elementi emergono sull‘incidente avvenuto domenica all’alba in viale Fulvio Testi, a Milano, dove ha perso la vita il 19enne Pietro Silva Orrego.Due video comparsi sui social e ora al vaglio degli inquirenti mostrano il 20enne inizialmente ritenuto alla guida della Mercedes G Brabus, un potente Suv da oltre 700 cavalli, mentre accorre sul luogo dello schianto per soccorrere gli amici. Dunque non era al volante così come sembrava in un primo momento e come indicato dai primi passanti che erano accorsi sul luogo della tragedia. Le immagini, insieme alla mancanza di ferite compatibili con l’impatto, sembrano “scagionare” il ragazzo, che aveva dichiarato di essere giunto sul posto solo dopo l’incidente.
La scarpa persa nel tentativo di aiutare i feriti – I filmati, girati da passanti e diffusi sui social poche ore dopo l’impatto, mostrano il giovane correre verso il Suv spezzato in due. Nelle immagini si sente gridare “ci sono i miei amici che stanno morendo” – ricostruisce Il Corriere della Sera – mentre tenta di aprire le portiere e di sfondare un finestrino, perdendo una scarpa ritrovata poi tra i rottami. Queste scene hanno convinto gli inquirenti a rivedere la prima ipotesi che lo indicava come conducente del veicolo di lusso, noleggiato da una società specializzata. Le riprese, ora al vaglio della Procura, vengono confrontate con i rilievi eseguiti sul posto per chiarire tempi e movimenti di tutte le persone coinvolte.
Il ruolo del 20enne e la testimonianza – Il giovane, che vive a pochi chilometri dal luogo dell’incidente, è stato subito ascoltato dagli agenti della polizia locale. Un passante lo aveva indicato come il conducente del Suv, ma lui aveva spiegato di essere arrivato dopo, sostenendo inizialmente di aver preso un tram, circostanza poi smentita dalle verifiche. L’esito positivo dell’alcol test aveva alimentato i sospetti, spingendo gli inquirenti a valutare con attenzione ogni dettaglio. Ora però la nuova prova video e l’assenza di ferite portano a escludere la sua presenza a bordo durante lo scontro. Gli investigatori stanno comunque ricostruendo le ore precedenti all’impatto per capire se il 20enne abbia trascorso la serata con gli amici e se sia sceso dal Suv poco prima della tragedia.
Grave incidente stradale a Milano, il luogo dello scontro
Chi era alla guida del Suv – Secondo le prime risultanze, al volante del potente Mercedes G Brabus, un veicolo da oltre 700 cavalli e dal valore di circa mezzo milione di euro, c’era con ogni probabilità il 23enne Enrico R., che aveva preso a noleggio l’auto da una società specializzata. Il giovane ha dichiarato agli agenti di essere stato lui alla guida al momento dell’incidente ed è stato sottoposto ad alcol test in pronto soccorso, in attesa degli esiti definitivi. Nei suoi confronti la Procura di Milano potrebbe ipotizzare il reato di omicidio stradale. A bordo con lui c’erano il 19enne Pietro Silva Orrego, deceduto nello schianto, e una 30enne, S.T., rimasta gravemente ferita. La donna è stata ricoverata d’urgenza e sottoposta a un intervento chirurgico; al momento sarebbe fuori pericolo, ma la prognosi rimane riservata.
Gli altri feriti e le indagini in corso – Nell’impatto è rimasta coinvolta anche una Opel Corsa guidata da L.C., 32 anni, originario di Napoli, trasportato in ospedale in codice giallo. L’uomo è risultato positivo al pre-test per le droghe. La polizia locale sta raccogliendo testimonianze, immagini e dati tecnici per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente e verificare le condizioni di guida di entrambi i conducenti.
Le ipotesi sulla dinamica dello schianto – Secondo i rilievi preliminari, il Suv e l’altra vettura procedevano a velocità sostenuta. Lo scontro è avvenuto all’incrocio con viale Esperia, alla periferia nord di Milano, dove è presente una sola telecamera pubblica che, al momento, non avrebbe ripreso il momento esatto dell’impatto. Gli investigatori valutano diverse ipotesi, tra cui una precedenza non rispettata, un semaforo bruciato o una manovra azzardata. Entrambi i veicoli si sono accartocciati e hanno preso fuoco, mentre la Mercedes si è addirittura spezzata in due. Il Suv, secondo i primi accertamenti, risulterebbe già coinvolto in un altro grave incidente avvenuto circa un anno fa. Informazioni utili potrebbero arrivare anche dall’analisi del Gps installato a bordo, chiamato a fornire dati su velocità e traiettoria nei secondi che hanno preceduto la tragedia.
Incidente a Milano, perché nei fuoristrada il telaio è separato dalla scoccaIl telaio a longheroni separato dalla carrozzeria, come quello della Mercedes Classe G coinvolta nell’incidente di viale Fulvio Testi a Milano, è una soluzione tecnica adottata da molti fuoristrada per affrontare meglio le sollecitazioni dell’offroadIncidente a Milano, perché nei fuoristrada il telaio è separato dalla scocca
Il telaio a longheroni si è staccato dalla scocca della Classe G nell’incidente del 16 novembre a Milano
Il telaio a longheroni separato dalla carrozzeria ha rappresentato la soluzione costruttiva adottata da tutte le autovetture costruite fino agli anni Cinquanta, prima dell’avvento dellascocca portante. Successivamente è rimasta la scelta principale per i veicoli fuoristrada, che devono affrontare grandi sollecitazioni su terreni difficoltosi e accidentati. La Mercedes Classe G, comel’esemplare coinvolto nel tragico incidente di domenica 16 novembre in viale Fulvio Testi a Milano, ricade in questa categoria: una vettura nata come auto da lavoro, di derivazione militare, poi migliorata negli anni a livello di comfort ma rimasta fedele all’impostazione originale. Qui il telaio è costituito da longheroni e traverse in acciaio, disposti come una scala a pioli, su cui sono montati motore e sospensioni. La carrozzeria, invece, è imbullonata al di sopra secondo l’architettura definita anche body-on-frame. A sostenerla sono una serie di supporti in gomma e metallo, che hanno anche la funzione di filtrare le vibrazioni e le sollecitazioni che il telaio, molto rigido, riceve dal fondo, in modo da preservare il comfort dei passeggeri.Non sono però progettati per sostenere le elevatissime forze laterali di un impatto ad alta velocità: ecco come è possibile che la carrozzeria sia stata letteralmente strappata dal telaio, in attesa della ricostruzione definitiva della dinamica dell’incidente ancora al vaglio degli inquirenti.
Perché il body-on-frame – Una soluzione ormai di nicchia, quella del telaio a longheroni separato dalla carrozzeria: la troviamo al giorno d’oggi principalmente sui fuoristrada e sui veicoli commerciali. Ma quali vantaggi comporta rispetto alla scocca portante? Quello principale è l’elevata rigidità torsionale, che lo rende meno soggetto a deformazioni in caso di sollecitazioni reiterate nel tempo, come quelle che avvengono nell’uso estensivo in fuoristrada duro. Gli urti accidentali sono molto frequenti in queste condizioni di utilizzo e questa struttura è pensata per resistere facilmente a colpi localizzati in un punto specifico. Inoltre, le riparazioni sono più agevoli perché si può intervenire separatamente su carrozzeria e telaio
Limiti del telaio separato – La possibile dinamica dell’incidente di viale Fulvio Testi ha mostrato però anche i limiti strutturali di questa soluzione: data l’estrema violenza dell’urto la rigidità del telaio, a cui sono ancorati anche gruppo motore e sospensioni, potrebbe aver portato i supporti della carrozzeria a cedere, provocandone il distacco e il successivo ribaltamento del veicolo. Un effetto, questo, che serve a evitare una deformazione incontrollata della cabina. Al contrario, in una vettura a scocca portante non si sarebbe verificato alcun distacco, ma l’intera struttura avrebbe subito deformazioni più importanti con conseguente intrusione maggiore all’interno dell’abitacolo.
Le sue condizioni erano apparse subito critiche. Il conducente della Mercedes ha finto di essere un passante sceso dal tram
È deceduto il 19enne coinvolto nell’incidente stradale tra un Suv Mercedes e una Opel Corsa, avvenuto all’alba di oggi, 16 novembre, in viale Fulvio Testi a Milano. La vittima, Pietro Silva Orrego, è morto in serata all’ospedale Niguarda, dove era stato portato in arresto cardiaco. Per tutta la giornata aveva lottato tra la vita e la morte.
Morto, Pietro Silva Orrego il 19enne coinvolto nell’incidente a Milano – l giovane, uno dei feriti a bordo del Suv Mercedes, era apparso subito in condizioni critiche. I sanitari dell’Areu, arrivati sul posto, hanno trovato il 19enne in arresto cardiaco. Le manovre di rianimazione sono riuscite a stabilizzarlo e il ragazzo è stato trasportato in codice rosso al pronto soccorso del Niguarda, dove è stato operato per fermare le emorragie interne e poi trasferito in Terapia intensiva neurologica. Le sue condizioni sono apparse da subito gravissime: i traumi e gli ematomi hanno aggravato ulteriormente un quadro già critico. In serata è arrivata la notizia del decesso.
La prognosi resta riservata anche per una seconda passeggera, una 30enne a bordo del Mercedes, trasferita al Policlinico e sottoposta a un intervento chirurgico per i gravi traumi riportati. Meno preoccupanti sono le condizioni degli altri due feriti: un 23enne, anche lui passeggero del suv,medicato al San Raffaele, e il conducente 32enne della Opel Corsa, trasportato al Policlinico in codice giallo.
Il conducente del Suv senza patente – Da una prima ricostruzione, il Suv Mercedes classe G da oltre 700 cavalli, preso a noleggio, viaggiava a forte velocità verso il centro città, quando la Opel, guidata dal 32enne risultato positivo al pretest della droga, è sbucata alla sua sinistra. L’impatto è stato inevitabile. Alla guida della Mercedes c’era un giovane di 20 anni,risultato poi senza patente. Dopo lo schianto, ha finto di essere un passante intervenuto per prestare soccorso una volta sceso dal tram. Le indagini della polizia locale, grazie alla visione delle telecamere della zona e alle testimonianze dei presenti, hanno fatto emergere un quadro diverso dai suoi racconti. Una sua scarpa è stata ritrovata tra le lamiere contorte e bruciate del Mercedes. Le telecamere interne del tram hanno smentito la sua presenza a bordo del mezzo. Adesso il ragazzo è a disposizione della Polizia locale per accertamenti.
I rilievi effettuati dopo lo scontro fra una Opel Corsa e una Mercedes classe G in viale Fulvio Testi, a Milano
I rilievi effettuati dopo lo scontro fra una Opel Corsa e una Mercedes classe G in viale Fulvio Testi, a Milano
Una data che richiama l’attenzione su cause come distrazione, velocità e guida in stato alterato, e sull’urgenza di politiche più efficaci per la sicurezza
La terza domenica di novembre è dedicata alla Giornata mondiale in memoria delle vittime della strada, istituita dalle Nazioni Unite per ricordare chi ha perso la vita in incidenti stradali e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla sicurezza. Nel primo semestre del 2025, in Italia si sono verificati oltre 82 mila incidenti con lesioni, che hanno causato circa 111 mila feriti e 1.310 decessi. Rispetto allo stesso periodo del 2024, si registra un calo del 6,8% delle vittime. Tuttavia, ogni giorno si contano in media più di sette morti sulle strade italiane, una ogni tre ore e mezza.
Dove si muore di più – Le autostrade hanno visto un aumento dei decessi, mentre le strade urbane ed extraurbane mostrano una lieve diminuzione. Il rischio resta elevato in tutte le fasce orarie, con picchi nelle ore serali e notturne. Il fattore umano è responsabile di oltre il 90% degli incidenti. Tra le cause più frequenti ci sono l’eccesso di velocità, la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze, la distrazione al volante — spesso dovuta all’uso dello smartphone — e il mancato rispetto delle regole stradali. Proprio su questo il papa oggi all’Angelus ha ricordato “tutti coloro che sono morti in incidenti stradali causati troppo spesso da comportamenti irresponsabili. Ognuno faccia su questo un esame di coscienza“, ha chiesto il Pontefice.
Obiettivi europei ancora lontani – Dal 2001, le vittime della strada in Italia sono diminuite del 60%, ma il ritmo di miglioramento si è rallentato. Rispetto al 2019, la riduzione dei decessi è stata solo del 14,6%, ben lontana dall’obiettivo europeo di dimezzare morti e feriti gravi entro il 2030. Nel mondo, gli incidenti stradali causano oltre un milione di morti ogni anno. La giornata di oggi è un’occasione per ricordare le vittime, ma anche per rilanciare l’impegno verso politiche più efficaci, infrastrutture più sicure e comportamenti più responsabili.
Dopo 12 ore di ricerche è stato trovato al pronto soccorso di Torre del Greco: l’uomo è accusato di omicidio stradale e omissione di soccorso per essersi allontanato dopo l’impatto del mezzo con la volante della polizia
La volante distrutta dall’impatto col Suv e l’agente rimasto ucciso nell’impatto, Aniello Scarpati (Foto: Polizia di Stato)
stato rintracciato e arrestato all’ospedale Maresca di Torre del Greco il 28enne di Ercolano ritenuto alla guida del Suv Bmw X4 che nella notte do oggi, sabato 1 novembre, si è scontrato con una volante della polizia nel napoletano provocando la morte dell’assistente capo coordinatore Aniello Scarpati, 47 anni, e il grave ferimento di un altro poliziotto, 35 anni, ora ricoverato in prognosi riservata all’ospedale del Mare di Napoli dopo un delicato intervento chirurgico.
La “fuga” lunga 12 ore e i test tossicologici positivi – L’uomo era riuscito a fuggire a piedi subito dopo l’impatto, facendo perdere le proprie tracce per oltre dodici ore. È stato rintracciato dai carabinieri e dagli agenti nel reparto di pronto soccorso del Maresca, dove si era recato per farsi curare alcune fratture al volto riportate nello schianto e si sarebbe, secondo quanto riporta NapoliToday, già costituito in commissariato. Secondo le prime indiscrezioni il giovane sarebbe inoltre risultato positivo ai test tossicologici per verificare l’eventuale consumo di sostanze stupefacenti.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il 28enne era già stato identificato come l’intestatario del contratto di noleggio dell’auto sulla quale viaggiavano altre cinque persone, di cui tre minorenni. Tutti i passeggeri sono stati identificati: quattro di loro si sarebbero fatti medicare nella notte in diversi ospedali, ma si erano allontanati prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.
La dinamica dell’incidente – L’impatto è avvenuto intorno alle 2 del mattino in viale Europa, a Torre del Greco. La volante del commissariato locale, con a bordo i due agenti, si è scontrata con il Suv proveniente dalla direzione opposta.
Secondo una prima ricostruzione, il conducente della Bmw avrebbe perso il controllo del veicolo a velocità sostenuta, invadendo la corsia opposta e centrando in pieno l’auto della polizia, che dopo l’urto è precipitata in un dirupo vicino alla zona delle ferrovie dello Stato.
L’impatto è stato devastante: Aniello Scarpati, 47 anni, originario di Ercolano, è morto sul colpo. Il collega, che era alla guida, è stato estratto dalle lamiere e trasportato in ospedale in condizioni gravissime.
Sul posto sono intervenuti i soccorritori del 118, le forze dell’ordine e il questore di Napoli Maurizio Agricola, che ha espresso cordoglio ai familiari della vittima.
L’accusa e le indagini – La Procura di Torre Annunziata sta ora valutando la posizione del 28enne, che dovrà rispondere delle accuse di omicidio stradale e omissione di soccorso. Gli inquirenti stanno proseguendo gli accertamenti per chiarire con esattezza la dinamica dello schianto e le responsabilità dei passeggeri.
Aniello Scarpati, 47 anni, lascia la moglie e tre figli. Prestava servizio al commissariato di Torre del Greco ed era molto stimato dai colleghi.
Poliziotto morto in un incidente: suv con 6 persone a bordo si schianta contro la volante
La vittima è Aniello Scarpati, 47 anni: lascia moglie e tre figli. Grave un collega. Lo schianto è avvenuto a Torre del Greco, in provincia di Napoli. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “Profondamente rattristato”
La vittima, il poliziotto Aniello Scarpati
Aniello Scarpati il poliziotto morto in un incidente stradaleavvenuto stanotte, intorno alle 2, a Torre del Greco (in provincia di Napoli). L’uomo, 47enne di Ercolano, lascia la moglie e tre figli. Il collega che era nella volante con lui è rimasto gravemente ferito: è stato ricoverato in codice rosso in ospedale del Mare di Napoli e sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Ha riportato diverse fratture, è in prognosi riservata ma non sarebbe però in pericolo di vita. Lo schianto è avvenuto lungo la strada di collegamento tra la litoranea e via Nazionale, nella zona di viale Europa. Un impatto terribile: il poliziotto 47enne, capo pattuglia nella volante e seduto sul sedile del passeggero, è morto sul colpo. Per lui non c’è stato nulla da fare.
Il poliziotto Aniello Scarpati morto in un incidente a Torre del Greco – La volante sulla quale si trovavano i due poliziotti si è scontrata con un’altra auto, per cause ancora da accertare. Le indagini per fare chiarezza sulla dinamica dello schianto sono in corso. Secondo una primissima ricostruzione, la volante sulla quale si trovavano i due agenti, entrambi in servizio al commissariato di Torre del Greco, si è scontrata con un suv(una Bmw X4) che proveniva dalla direzione opposta. L’impatto è stato violento: l‘autista del suv avrebbe perso il controllo e invaso a velocità sostenuta la corsia opposta al suo senso di marcia, travolgendo la volante. La vettura ha urtato la macchina condotta dagli agenti, facendola precipitare in un dirupo vicino alla zona delle Ferrovie dello Stato.
A bordo dell’auto che ha travolto la volante c’erano sei giovani.Cinque di loro hanno riportato ferite lievi e hanno fatto ricorso alle cure in ospedale. Dopo l’incidente l’autista del suv sarebbe scappato a piedi ed è al momento irreperibile. La polizia al momento indaga per omissione di soccorso. Sul luogo dello schianto sono intervenuti i soccorritori e le forze dell’ordine, oltre al questore di Napoli, Maurizio Agricola.
La notizia della morte di Aniello Scarpati ha suscitato profondo cordoglio tra i colleghi e a Torre del Greco, dove il poliziotto era conosciuto e stimato per la sua professionalità e dedizione al servizio.
Le parole di Mattarella e del ministro Piantedosi – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al prefetto Vittorio Pisani, capo della polizia, questomessaggio: “Ho appreso la notizia dell’incidente stradale avvenuto a Torre del Greco nelle prime ore di oggi, che ha coinvolto una vettura della polizia di Stato in attività di servizio, in cui ha perso la vita l’assistente capo coordinatore Aniello Scarpati. Profondamente rattristato, esprimo sentimenti di solidarietà e vicinanza a lei e a tutto il corpo, pregandola di far pervenire ai familiari le espressioni della mia commossa partecipazione al loro cordoglio. All’agente rimasto ferito rivolgo il più sentito augurio di pronta guarigione“.
“La morte di un agente della polizia di Stato e il grave ferimento di un altro, durante il servizio, a Torre del Greco, mi addolorano profondamente – ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi -. A nome mio personale e del governo esprimo cordoglio e vicinanza alla famiglia del poliziotto deceduto e all’intera polizia di Stato. Seguo con apprensione le condizioni del secondo poliziotto gravemente ferito. Questo drammatico episodio ricorda ancora una volta il valore e il rischio che le forze dell’ordine affrontano ogni giorno per garantire sicurezza e legalità. Lo Stato continuerà a sostenerle con impegno e a lavorare per migliorare le condizioni in cui operano“.
“La sua dedizione e il suo sacrificio sono e saranno sempre un esempio per tutti noi. Ai suoi cari l’affetto e la vicinanza di tutte le donne e degli uomini della grande famiglia della polizia di Stato“, ha dichiarato il capo della polizia, Vittorio Pisani.
Le vittime sono Fabio Rosa e Danilo Boz, in auto con loro c’era un terzo compagno di squadra che è rimasto ferito. In ospedale anche la donna che era sull’altro mezzo coinvolto
Due auto ridotte a un ammasso di lamiere, due ragazzi di 19 anni morti e altre due persone ricoverate in ospedale. È il tragico bilancio dell’incidente avvenuto nella tarda serata del 5 agosto nella galleria Val Colvera, tra Frisanco e Maniago, in provincia di Pordenone. Le vittime sono Fabio Rosa e Danilo Boz, erano entrambi calciatori.
Incidente in galleria: morti due calciatori, feriti un compagno di squadra e una donna – L’incidente è avvenuto dopo le 22. Su una Twingo viaggiavano le due vittime Fabio Rosa e Danilo Boz e un terzo compagno di squadra. Quest’ultimo è stato soccorso e portato in ospedale. Ha serie lesioni, ma non sarebbe in pericolo di vita. La quarta persona ferita è una donna di 72 anni, che era sull’altro mezzo coinvolto e che adesso è ricoverata.Esatta dinamica ed eventuali responsabilità sono da accertare. L’impatto è stato violentissimo e i soccorsi sono stati complessi.
Chi sono Fabio Rosa e Danilo Boz, le vittime dell’incidente in galleria – Fabio Rosa e Danilo Boz avevano 19 anni, come l’altro ragazzo che era con loro. Appartengono tutti alla squadra di calcio Maniago Vajont e avevano appena concluso un allenamento. Si erano appena diplomati. Sembra, ma si tratta di una notizia da confermare, che al volante ci fosse il ragazzo ferito.
Weekend tragico sulle strade italiane: una lunga scia di sangue ha segnato gli ultimi giorni di luglio, con incidenti stradalimortali che si sono susseguiti da Nord a Sud. Il bilancio è pesante: decine di feriti e almeno 15 vittime, tra cui una bambina di 7 anni e una donna incinta.
Una lunga scia di sangue sulle strade italiane – L’episodio più drammatico è avvenuto al confine tra Piemonte e Lombardia, lungo l’autostrada A4 Torino-Milano. Qui, un 82enne alla guida della sua Peugeot 207 ha imboccato contromano la carreggiata in direzione Milano, scontrandosi frontalmente con un SUV. Nell’impatto sono morti l’anziano e tre degli occupanti del secondo veicolo: Mario Paglino e Gianni Grossi, noti collezionisti e creatori di Barbie personalizzate, e Amodio Giurni, bancario di origini lucane. Gravemente ferita l’unica sopravvissuta, la moglie di Giurni, ora ricoverata al Niguarda di Milano in condizioni critiche.
Con queste quattro nuove vittime, salgono a nove i morti nel 2025 a causa di incidenti contromano, secondo i dati dell’Osservatorio Asaps-Sapidata. Nei primi sei mesi dell’anno sono stati segnalati 56 episodi simili, di cui 20 avvenuti su autostrade e superstrade, due causati da conducenti over 65.
Altro grave incidente si è verificato nella notte a Mola di Bari,dove una 33enne abruzzese al sesto mese di gravidanza ha perso la vita nello scontro tra la sua utilitaria e un van NCC con a bordo cittadini ucraini.
La donna rientrava da una festa di matrimonio. Tre passeggeri del van, tra cui un bambino di 9 anni, sono stati ricoverati in codice rosso. La Procura di Bari ha aperto un’inchiesta per omicidio stradale: l’autista del van, un 59enne, è stato sottoposto ai test per droga e alcol.
Sempre nel Barese, nelle scorse ore è stata travolta e uccisa sulla tangenziale di Bari Giusy Lucente, mentre stava soccorrendo una giovane automobilista coinvolta in un precedente sinistro.
Il bilancio del weekend continua a salire anche in provincia di Bergamo, dove in poche ore hanno perso la vita quattro persone. Tra le vittime, un ragazzo di 20 anni morto a Borgo di Terzo in uno scontro frontale; un motociclista di 55 anni deceduto a Zanica; un 47enne coinvolto in una carambola tra auto nella galleria Montenegrone, e una donna di 63 anni, investita in via Gavazzeni e deceduta poi all’ospedale Papa Giovanni XXIII.
Dolore anche in Calabria, dove un tragico scontro frontale a Catanzaro ha provocato la morte sul colpo di un uomo di 35 anni e della sua figlioletta di appena 7 anni. Erano a bordo di una Golf, quando, per cause ancora da accertare, si sono scontrati con una Panda. A completare il tragico bollettino, la morte di un motociclista di 36 anni a Latisana, in provincia di Udine, a seguito di un impatto violentissimo con un’auto.
San Vittore del Lazio – L’incidente poco prima delle 8 per cause ancora in fase di ricostruzione da parte della Polizia Stradale
Si sono vissuti attimi di forte tensione questa mattina sull’autostrada A1, dove un incidente tra un autobus scolastico e un TIR ha coinvolto una comitiva di 30 bambini in viaggio per una gita. Gli alunni – secondo le prime indiscrezioni, erano partiti da una scuola elementare di Frosinone per andare a Salerno – Il sinistro è avvenuto nel tratto compreso tra San Vittore del Lazio e Caianello, in territorio della provincia di Frosinone.
Secondo una prima ricostruzione, l’impatto si sarebbe verificato lungo le corsie sud dell’A1. Il pullman avrebbe rallentato per cause ancora in corso di accertamento, quando sarebbe stato urtato o tamponato dal mezzo pesante. Ancora da chiarire l’esatta dinamica dell’incidente, su cui stanno lavorando gli agenti della Polizia Stradale di Cassino, intervenuti per i rilievi e la gestione del traffico.
Immediato l’arrivo dei soccorritori del 118, supportati da più ambulanze, un elicottero, squadre dei vigili del fuoco e unità operative dell’Ares 118. Il bilancio, al momento, parla di un ferito grave, l’autista dell’autobus, trasportato in codice rosso e di diversi altri passeggeri — tra cui i bambini — con ferite lievi e sotto shock.
Il traffico autostradale ha subito pesanti rallentamenti per consentire le operazioni di soccorso e la messa in sicurezza dell’area. L’autobus è stato successivamente rimosso dalla carreggiata, mentre i bambini sono stati assistiti da personale medico e accompagnati in una zona sicura.
Nel Bresciano, strada chiusa in entrambe le direzioni
Un’auto ha falciato cinque moto proveniente dal lato opposto.
L’incidente è avvenuto questa mattina dopo le 8 in provincia di Brescia lungo la statale 45 bis, la Gardesana Ovest, che collega la città al lago di Garda Nel tremendo impatto ad avere la peggio è stato soprattutto un motociclista che ha riportato ferite gravi, anche se sono diversi i feriti, per due dei quali è arrivato l’elisoccorso. Le moto coinvolte nell’incidente stradale facevano parte di un gruppo di nove mezzi che l’auto ha impattato all’altezza di una curva dopo una galleria a Prevalle.
La strada è stata chiusa in entrambe le direzioni.
Almeno trenta persone sono rimaste ferite, due in condizioni critiche
Studenti minorenni di una scuola di Messina sono rimasti coinvolti in un incidente stradale tra bus a Barcellona. L’incidente è avvenuto poco dopo mezzogiorno sulla centrale Diagonal.
Stando ad alcune testimonianze riprese dai media locali si è trattato di un tamponamento tra i due mezzi in seguito al quale uno degli autobus è poi andato a finire contro un albero al lato della carreggiata.
Secondo i media i feriti sarebbero in totale 34, dei quali quattro in condizioni critiche. Anche uno studente italiano sarebbe rimasto lievemente ferito
Il consolato a Barcellona sta seguendo la situazione e il console sta fornendo assistenza.
Sono i dati del monitoraggio settimanale dell’Osservatorio Pedoni Asaps – Sapidata: 43 decessi a gennaio, quando nello stesso mese del 2024 furono 31
Sono 71 i pedoni morti da inizio 2025. Si tratta di 49 uomini e 22 donne, di cui ben 37 avevano più di 65 anni, oltre la metà del totale. Sono i dati del monitoraggio settimanale dell’Osservatorio Pedoni Asaps – Sapidata che evidenziano come siano stati 43 i decessi nel mese di gennaio, quando nello stesso mese del 2024 furono 31. Ventotto i decessi finora a febbraio.
La Lombardia arriva a quota 15 decessi. Poi il Lazio con 10, di cui ben 5 a Roma, Emilia Romagna e Veneto con 6. Seguono Toscana, Piemonte e Campania con cinque pedoni morti da inizio anno. Va ricordato che nel 2023 sono morti 485 pedoni, come comunicato da Istat, mentre la stima preliminare Asaps del 2024 ha contato 475 decessi sulle strade italiane.
Gli investimenti mortali avvenuti sulle strisce pedonali sono stati complessivamente 38 dal 1° gennaio. In questa settimana, cinque morti, tra cui una bambina di 10 anni, uccisa a Creazzo nel vicentino da un conducente ubriaco che l’ha investita sul marciapiede.
Un tragico incidente stradale è avvenuto fra Boara e Corlo (frazioni di Ferrara): un’auto si è scontrata contro un autobus di linea che stava trasportando studenti di ritorno da scuola
Un tragico incidente stradale è avvenuto fra Boara e Corlo (frazioni di Ferrara): un’auto si è scontrata contro un autobus di linea che stava trasportando studenti di ritorno da scuola.
Un morto e sette feriti. La vittima è una donna di 36 anni, la guidatrice della macchina che, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe invaso la corsia del bus. Il pullman, dopo l’incidente, è andato fuori strada, si è accasciato su un fianco ed è finito in un fosso. Fra i feriti, anche una donna incinta.
La vittima aveva 49 anni. C’è anche un ferito, portato in ospedale in codice rosso. Il mezzo pesante stava transitando nella corsia opposta alla comitiva di sportivi quando si è verificato l’incidente
Foto vigili del fuoco pubblicata da SalernoToday
Un uomo di49 anni è morto oggi, 1° febbraio, in un incidente stradale a Salerno. L’uomo era in bicicletta ed è stato travolto dal carico perso da un camion che transitava in direzione opposta.
Incidente a Salerno, camion perde il carico: ciclista muore travolto – L’incidente è avvenuto in via Fra’ Generoso, all’incrocio con la strada che conduce al Castello Arechi.
Secondo quanto ricostruito finora, un camion in transito ha perso parte del carico di ecoballe che hanno un gruppo di ciclisti sulla corsia opposta. Sono intervenuti i vigili del Fuoco, il 118, la polizia stradale e la municipale. Le squadre dei vigili con un’autogru hanno sollevato il carico, ma per uno dei ciclisti non c’è stato nulla da fare. Aveva 49 anni. Un altro ciclista è rimasto ferito in modo grave ed è stato trasportato d’urgenza in ospedale a Salerno.
L’incidente avvenuto a Camaiore, foto di Marcello Brusco(Facebook)
Incidente Lido di Camaiore 18 settembre 2024 – Foto X
Sette le persone investite. Tra i feriti anche la donna alla guida dell’auto
Tragico incidente stradale a Lido di Camaiore, in provincia di Lucca, nel pomeriggio di mercoledì 18 settembre 2024. Un gruppo di persone, sembrerebbero essere 8 in tutto, sono state investite da un’auto per cause ancora da accertare. Due persone sono morte mentre un’altra è stata portata all’ospedale Cisanello di Pisa. Le altre cinque sono in valutazione all’ospedale Versilia.
Secondo una prima ricostruzione un veicolo impazzito, una Mercedes, ha prima tamponato due vetture e poi è finito sul marciapiede travolgendo i passanti. L’incidente potrebbe essere stato innescato dal malore dell’autista ma per il momento non si esclude nessuna ipotesi.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine per effettuare i rilievi utili alle indagini.
Morte due ragazze – Le vittime del tragico incidente di Lido di Camaiore, avvenuto nel centro della cittadina balneare della Versilia, sono due ragazze, classe 2006 e 2005. Tra i feriti ci sarebbe anche la donna di 44anni che era alla guida dell’auto. I pedoni investiti quindi sarebbero 7. Un ferito è stato trasportato in codice rosso con elisoccorso a Cisanello per un politrauma. Gli altri hanno riportato ferite di varia gravità.
Si sta cercando di fare chiarezza sulla dinamica dell’incidente. Sembra che la conducente abbia perso il controllo dell’auto per cause da chiarire, travolgendo le due vittime all’incrocio tra via Italica e via Roma per poi proseguire investendo le altre persone e finendo per schiantarsi all’altezza dell’hotel Sirio sempre in via Italica.
“Un’auto a folle velocità” – “Siamo sconvolti – ha dichiarato il sindaco di Camaiore MarcelloPierucci accorso sul luogo dell’incidente -. È un episodio che ha sconvolto tutta la comunità, una cosa così non era mai accaduta, un’auto a folle velocità su via Italica ha travolto ed ucciso due persone e ferite altre cinque, ha danneggiato una decina di auto in sosta e travolto tutto quello che ha trovato durante la sua corsa, anche dopo il secondo impatto“, ha detto all’emittente tv 50Canale.
Nel 2024 sono già 288 i decessi di pedoni sulle strade italiane, 190 maschi e 98 femmine, 157 vittime avevano più di 65 anni. Questi i dati aggiornati dall’Osservatorio Asaps-Sapidata dell’Associazione sostenitori della polizia stradale dopo l’incidente avvenuto a Lido di Camaiore. La Lombardia si conferma al primo posto tra le Regioni con il maggior numero di decessi(47), seguita da Lazio (38) e Campania(35). Nell’ultima settimana sono stati rilevati anche tre casi di pirateria stradale, con investimenti di pedoni da parte di automobilisti che sono fuggiti.
Cinque persone sono rimaste uccise e cinque ferite nello scontro fra un treno passeggeri e un autobus a un passaggio a livello nel sud della Slovacchia: lo segnala il servizio di soccorso slovacco su Facebook. L’incidente è avvenuto poco dopo le 17 ora locale e italiana vicino alla città sud-occidentale di Nove Zamky, ha riferito l’agenzia di stampa Ctk.
I feriti “hanno necessitato di assistenza medica immediata,” ha detto Petra Klimesova, portavoce dei servizi di soccorso.
“Temo che il numero di morti in questo incidente possa aumentare,” ha aggiunto.
La portavoce delle Ferrovie slovacche, Vladimira Bahylova, ha detto che il conducente del treno “ha subìto ustioni perché la locomotiva ha preso fuoco“. Il passaggio a livello dove è avvenuta la collisione è protetto da barriere e dotato di segnali luminosi. Media locali hanno pubblicato video con passeggeri che trasportavano bagagli accanto a un treno parzialmente in fiamme, mentre un denso fumo grigio si alzava verso il cielo.
Non c’è stato sversamento, nessun ferito, statale chiusa
La strada statale 11 Padana superiore è chiusa dalle 5 di stamani nel tratto tra Caravaggio e Mozzanica, in provincia di Bergamo, per il ribaltamento a lato della carreggiata di una camion cisterna carico di acido solforico puro al 98%.
Il conducente del mezzo non ha riportato ferite ed è stato estratto dall’abitacolo dai vigili del fuoco, ora presenti con il nucleo Nbcr (nucleare batteriologico chimico radiologico) da Milano e Bergamo.
Nell’incidente non c’è stato sversamento di liquido. Il contenuto della cisterna dovrà essere travasato in un altro camion e ciò richiederà diverse ore. Motivo per cui Anas ha chiuso la statale. Il mezzo pesante era diretto a una vicina ditta chimica. Sul posto anche i carabinieri e la polizia locale.
L’auto dei carabinieri coinvolta nell’incidente avvenuto a Campagna (Salernno) e, nel riquadro, i due carabinieri, Francesco Pastore e Domenico Ferraro
La tragedia avvenuta in provincia di Salerno: le vittime sono il maresciallo Francesco Pastore, di 25 anni, e l’appuntato scelto Domenico Ferraro, di 27 anni. Ferite altre quattro persone
Due militari morti e quattro feriti. Questo il drammatico bilancio del terribileincidente stradale avvenuto nella notte tra sabato 6 e domenica 7 aprile, lungo la strada che collega Campagna ed Eboli, in provincia di Salerno.
Incidente a Campagna (Salerno): morti due carabinieri – Tre le vetture coinvolte, tra cui l’auto dei carabinieri su cui viaggiavano le due vittime: il maresciallo Francesco Pastore, di 25 anni, e l’appuntato scelto Domenico Ferraro, di 27 anni, entrambi di origine pugliese, in servizio presso la stazione di Campagna. Sul posto sono intervenute sei ambulanze: quattro le persone rimaste ferite, tra cui un terzo carabiniere.
Secondo una prima ricostruzione, l’auto dei carabinieri si è scontrata con una Range Rover che viaggiava nel senso opposto, un impatto tremendo che non ha lasciato scampo al carabiniere che si trovava sul lato passeggero e quello che era seduto sul sedile posteriore. Il terzo militare, che si trovava alla giuda, è stato trasportato ospedale di Eboli in prognosi riservata. La Range Rover, dopo aver travolto la vettura dei militari, ha colpito una terza auto, condotta da un uomo di 75 anni, ricoverato all’ospedale di Battipaglia, anche lui in prognosi riservata. La 31enne che si trovava alla guida del suv, originaria di Campagna, e la passeggera di 18 anni, sono state soccorse e trasportare dai sanitari all’ospedale di Oliveto Citra. Le indagini sono in corso per chiarire l’esatta dinamica dell’incidente.
Il cordoglio sui social – La morte dei due militari ha scosso le comunità di Eboli e Campagna. Su Facebook il Nucleo comunale Protezione Civile Città di Campagna esprime il suo cordoglio “alle famiglie dei giovani carabinieri, al Comandante Solimene, ai colleghi della Stazione di Campagna e all’Arma tutta in questo momento di profondo dolore“.
Sempre sui social, anche il comune di Eboli esprime parole di vicinanza ai familiari delle vittime: “Una città ammutolita dal dolore e dal cordoglio per il tragico incidente che ha strappato alla vita due giovani militari dell’Arma dei carabinieri. Ai familiari, alla Compagnia di Eboli e alla Stazione dei carabinieri di Campagna va il nostro pensiero e la nostra preghiera“.
Carico di dolore anche il messaggio sui social del sindaco di Campagna, Biagio Luongo: “Ci sono momenti in cui le parole non bastano ad esprimere il dolore e la sofferenza. Oggi, la nostra Città è avvolta in un manto di profonda tristezza e incredulità. Una tragedia ha portato via, nel cuore della notte, due giovani Carabinieri del Comando di Campagna, il Maresciallo Francesco Pastore e il Carabiniere Francesco Ferraro. Una vita spesa al servizio dello Stato, a colmare quella sottile linea che separa la civiltà e la legalità dalla barbarie e dalla prepotenza. Scelte coraggiose di uomini e donne di valore che proteggono e difendono quotidianamente le nostre vite con immensi sacrifici e una granitica dedizione. Un evento drammatico che ci lascia sgomenti e affranti. Le Istituzioni e la comunità tutta si uniscono al cordoglio delle famiglie e dell’Arma dei Carabinieri. Piangiamo, oggi, due tra i nostri più cari figli di Campagna, eroi silenziosi ai quali tributiamo il nostro rispettoso e doveroso commiato“.
Le salme dei due giovani carabinieri pugliesi verranno liberate già nel pomeriggio. “Siamo vicini alle famiglie di due bravi e giovani carabinieri” ha detto, commosso, il comandante provinciale Filippo Melchiorre. I familiari delle due vittime hanno raggiunto in nottata l’ospedale di Eboli, dove si trovano i corpi dei due carabinieri, morti mentre erano in servizio. Dopo il via libera della procura, le salme potranno fare ritorno in Puglia, dove verranno celebrati i funerali.
Incidente stradale per Gianni Petrucci, 78 anni, presidente della Federbasket
Era a bordo della sua Maserati e stava andando a Valmontone. La Federbasket: “Le sue condizioni non sono gravi ed è stato trattenuto in osservazione per ulteriori accertamenti”
Incidente stradale perGianni Petrucci, 78 anni, presidente della Federbasket, ex presidente del Coni ed ex sindaco di San Felice Circeo. A bordo della sua Maserati, sabato pomeriggio, anche la moglie Raffaella.
Le condizioni di Petrucci – Petrucci è stato trasportato con l’eliambulanza al San Camillo di Roma e sottoposto a una tac alla testa. Dopo tanta paura le sue condizioni, secondo la Federbasket, “non sono gravi”: il numero uno della pallacanestro italiana non dovrebbe essere in pericolo di vita: è cosciente e collaborativo con il personale medico. Dai primi controlli sono emerse fratture in punti differenti del corpo: sei costole e lo sterno rotti, una vertebra su cui i dottori vogliono vederci più chiaro con nuovi esami e una ferita alla testa.
La donna, invece, è stata invece portata al Policlinico Tor Vergata: per lei solo contusioni lievi.
L’incidente di Petrucci – L’auto, che si trovava in zona Colle Pereto e diretta verso verso Valmontone, paese d’origine di Petrucci, è finita giù da una scarpata: la dinamica dell’incidente è ancora da chiarire.
Il comunicato della Federbasket – In serata è arrivato il comunicato della Federazione italiana pallacanestro: “A seguito delle notizie pubblicate a mezzo stampa circa l’incidente automobilistico occorso al presidente federale Giovanni Petrucci – si legge –, la Federazione italiana pallacanestro rende noto che il presidente è attualmente ricoverato presso l’Ospedale San Camillo di Roma, non è in pericolo di vita ed è cosciente. Ha riportato alcune fratture ma le sue condizioni non sono gravi ed è stato trattenuto in osservazione per ulteriori accertamenti”.
Incidente e incendio in galleria nel tratto sud A14 nelle Marche
Nel tunnel Vinci a Cupra Marittima, quattro chilometri di code
Sul tratto marchigiano dell’A14, incidente in galleria tra tre mezzi pesanti, uno dei quali andato a fuoco: una persona è deceduta.
Si è verificato questa mattina, intorno alle 9.30, nella galleria Vinci (Cupra Marittima) al chilometro 293 in direzione sud.
Sul posto il 118, la Polizia autostradale, i vigili del fuoco e personale della società Autostrade. L’incidente stradale ha coinvolto vari mezzi tra cui un pullman e alcune autovetture: l’autista del pullman, un 59enne di origine macedone, è deceduto. A seguito dello scontro si è verificato un incendio che ha coinvolto un camion che trasportava sostanze alcoliche. Sul posto i vigili del fuoco dei Comandi di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata con l’ausilio di tre autopompe, tre autobotti, un mezzo 4X4 con modulo idrico, un mezzo con liquido schiumogeno ed un carro-aria. Dopo l’incidente si era registrata subito una coda di quattro chilometri tra Fermo-PortoSan Giorgio e Pedaso per la chiusura del tratto interessato dall’incidente poi riattivato dopo cinque ore. E’ stato infatti riaperto poco dopo le ore 14, – fa sapere la Società Autostrade per l’Italia – sull’autostrada Bologna-Taranto, il tratto marchigiano compreso tra Fermo e Grottammare in direzione Pescara, grazie all’installazione di una deviazione sulla carreggiata opposta. La Direzione di Tronco di Pescara di Autostrade per l’Italia ha affiancato i Vigili del Fuoco e le pattuglie della Polizia Stradale, con una task force composta da circa 20 maestranze e tecnici di Aspi. Attualmente, sul luogo dell’evento si registrano 9 chilometri di coda in direzione Pescara. Agli utenti diretti verso Pescara si consiglia di uscire a Porto Sant’Elpidio, percorrere la viabilità ordinaria e rientrare in A14 a Grottammare.
L’incidente in provincia dell’Aquila. Il mezzo è finito in una scarpata e si è ribaltato. Autista, operatore e assistiti portati in ospedale
Un pulmino per il trasporto di disabili oggi pomeriggio, 28 marzo, è uscito di strada ed è finito in una scarpata nell’Alto Sangro, tra Alfedena e Villa Scontrone (L’Aquila).Sei le persone ferite, trasportate all’ospedale di Castel di Sangro, il conducente e i cinque passeggeri, tra cui un operatore dell’Anffas. In loro aiuto sono intervenute le ambulanze del 118 e l’elisoccorso. Il mezzo è finito sul prato a qualche metro dalla carreggiata e si è adagiato su un fianco. Uno dei disabili, 60enne, che come gli altri era in viaggio per essere riaccompagnato a casa, è stato trasferito nell’ospedale di Sulmona e ricoverato in prognosi riservata. Sul posto accorsi anche i carabinieri della compagnia di Castel di Sangro, per i rilievi, insieme ai Vigili del fuoco per la messa in sicurezza.
Pullman Flixbus si ribalta in autostrada: almeno 5 morti e 12 feriti gravi. «I soccorsi dureranno fino a sera, A9 chiusa tutto il giorno»
Il mezzo della compagnia low cost è uscito di strada per ragioni ancora sconosciute. Poi il dramma: il veicolo si è ribaltato senza lasciare scampo ad alcuni passeggeri. I due autisti in salvo
Ancora un incidente per un pullmanFlixbus. In Germania, sull’autostrada A9 vicino Lipsia, un mezzo della compagnia low cost Flixbus si è ribaltato. Drammatico il primo bilancio:almeno 5 morti, «ma il numero preciso potrà essere reso noto solo più tardi», ha rivelato un portavoce della polizia. Diverse le persone gravemente ferite, come riportato dall’agenzia tedesca Dpa. Un portavoce della polizia di Lipsia ha indicato in «oltre 20» il numero di persone rimaste ferite.
Auf der A9 bei Leipzig ist ein Reisebus aus #Berlin verunglückt. Der Unfall passierte zwischen Wiedemar und Schkeuditzer Kreuz. Die Autobahn ist in beide Richtungen voll gesperrt. Es gibt mehrere Tote und Verletzte. Regelmäßige Updates findet ihr hier https://t.co/8vt9SAr5pFpic.twitter.com/eBSP3eMJOW
Lingua originale: tedesco. Traduzione di https://translate.google.com/ Un pullman di #Berlin ha avuto un incidente sulla A9 vicino a Lipsia. L’incidente è avvenuto tra Wiedemar e Schkeuditzer Kreuz. L’autostrada è completamente chiusa in entrambe le direzioni. Ci sono diversi morti e feriti. Puoi trovare aggiornamenti regolari qui https://rbburl.de/busunfalla9
Il pullman era in viaggio per Zurigo quando è uscito di strada per ragioni ancora sconosciute.
Poi il dramma: il veicolo si è ribaltato senza lasciare scampo ad alcuni dei passeggeri. Il Flixbus è finito fuori strada finendo tra i cespugli in un rettilineo tra lo svincolo di Wiedemar e quello di Schkeuditzer Kreuz, restando su un fianco.
Evacuati i sopravvissuti – Secondo i media locali, a bordo c’erano 53 passeggeri e due autisti(usciti vivi dall’incidente). L’autobus è stato raddrizzato a mezzogiorno con l’ausilio di cinghie per consentire l’evacuazione dei sopravvissuti. «I nostri pensieri – ha riferito alla LVZ il portavoce di Flixbus Sebastian Meyer – sono rivolti a tutte le persone colpite da questo incidente e alle loro famiglie».
Autostrada A9 chiusa «fino a sera» – L’incidente è avvenuto Intorno alle 9.45 tra Wiedemar e Schkeuditzer Kreuz.Chiusa la autostrada A9 in entrambe le direzioni per l’intervento dei soccorsi. I media locali riferiscono che la situazione è ancora piuttosto confusa: nel tratto autostradale ambulanze, polizia e anche un elicottero dei soccorsi.
Nonostante l’operazione di evacuazione dei sopravvissuti sia terminata, l’autostrada «potrebbe rimanere chiusa fino a sera», ha detto all’agenzia di stampa tedesca un portavoce della polizia sul luogo dell’incidente.
Sconosciuta la nazionalità delle vittime – Secondo il Leipzig Volkszeitung, un giornale locale della città di Lipsia, gli ospedali si stanno preparando ad accogliere molti feriti, di cui almeno una dozzina in gravi condizioni. Il pronto soccorso è stato allertato e le sale operatorie e diagnostiche sono state preparate e tenute in attesa per un’operazione «su larga scala», ha dichiarato un portavoce dell’ospedale Deaconess di Lipsia.
Come riporta LaPresse, che cita la polizia, è ancora sconosciuta l’identità delle vittime. «Attualmente – hanno detto le autorità – non si conoscono ancora le nazionalità dei passeggeri rimasti coinvolti» nel grave incidente.
Incidente simile a quello del 2019 – Non è la prima volta che questo tratto della A9 è teatro di un incidente che riguarda la compagnia Flixbus. Come ricordato dalla Bild, nel maggio 2019 si era verificata una situazione simile, 15 chilometri a sud. Anche il quel caso il pullman si era ribaltato e una donna era morta. Nello schianto rimasero ferite oltre 70 persone, alcune in modo grave.
🚨Gegen 9:45 Uhr ereignete sich auf der #A9 bei #Leipzig zwischen #Wiedemar und dem #SchkeuditzerKreuz ein schwerer Verkehrsunfall, bei dem auch ein Reisebus beteiligt ist. Die Fahrbahn in Richtung München ist derzeit voll gesperrt.
Lingua originale: tedesco. Traduzione di https://translate.google.com/ Intorno alle ore 9:45 si è verificato un grave incidente stradale in #A9 in #Leipzig tra #Wiedemar e #SchkeuditzerKreuz , nel quale è rimasto coinvolto anche un autobus. La strada in direzione di Monaco è attualmente completamente chiusa.
Lo schianto nella notte nel tratto autostradale tra Modena Sud e Valsamoggia. In azione i soccorsi e la polizia stradale
Un incidente che ha coinvolto un pullman FlixBus si è verificato nella notte, intorno alle 3, in A1, tra Modena Sud e Valsamoggia, al chilometro 174 in direzione sud. Il bilancio è drammatico: un passeggero del mezzo, giovane congolese di 19 anni, è morto. Sei i feriti.
Il mezzo era partito da Milano con direzione Roma. Una delle persone soccorse dal 118 è stato portato in ospedale in condizioni ritenute gravi. La prima ricostruzione della dinamica indica che l’autobus ha fatto tutto da solo, perdendo il controllo e finendo contro il guard rail sul lato destro della carreggiata, per motivi da accertare.
La squadra dei Vigili del Fuoco di Vignola è intervenuta per liberare dalla cabina alcune persone rimaste incastrate e fornire illuminazione e supporto logistico al 118 accorso con eliambulanza, automedica e quattro ambulanze e alle varie pattuglie della Stradale di Bologna Sud.
Il tratto autostradale interessato dall’incidente è rimasto chiuso per tutta la durata delle operazioni di soccorso, ora rimangono lunghe code. E’ stato organizzato un trasporto per le altre persone fino ad un’area di servizio dove poi è arrivato un bus sostitutivo.