Un tonfo nella tarda serata di martedì e la passerella pedonale di Ponticelli, alla periferia di Santa Maria a Monte in provincia di Pisa, è venuta giù. Piegata al centro, è crollata prima ancora di essere inaugurata. Erano da poco passate le 19 quando alcuni residenti della frazione toscana hanno sentito la struttura gemere ed accasciarsi nel fosso, accanto al ponte stradale. Data l’ora, per fortuna, nessuno stava transitando sulla passerella che, fin dall’inizio ha avuto una storia travagliata fatta di continui stop e riprese nei lavori. Iniziati oltre un anno fa e non ancora terminati. Adesso si indaga per capire quali possano essere state le cause dello “svenimento”, se strutturali o attribuibili alle pesanti piogge delle scorse settimane. Un’indagine approfondita in questo senso è stata promessa dalla sindaca Ilaria Parrella.
Categoria: CRONACA
Covid: 4 i comuni lombardi in zona rossa

(ANSA) – MILANO, 16 FEB – Oltre a Castrezzato, anche Viggiù, nel Varesotto, Mede, nel Pavese, e Bollate, alle porte di Milano, dalle 18 di gggi saranno zona rossa. Lo ha stabilito con un’ordinanza il presidente della Regione Attilio Fontana.
La decisione – viene spiegato – è dovuta all’insorgere di cluster di contagio legati alla diffusione di varianti del virus.
Il presidente della Regione – sentito il ministro della Salute – ha stabilito con un’ordinanza che, ai sensi dell’art. 3 del dpcm 14 gennaio 2021, nei 4 comuni verranno applicate le disposizioni previste nella cosiddetta ‘fascia rossa‘.
Con l’ordinanza firmata da Fontana “si dispone che le attività scolastiche e didattiche di tutte le classi delle scuole primarie e secondarie in questi comuni si svolgano esclusivamente con modalità a distanza. Tale sospensione – viene aggiunto in una nota – riguarda anche asili nidi e scuole materne”. L’ordinanza è valida fino a mercoledì 24 febbraio.
(ANSA).
CARRASEGARE 2021 – Il rito non si ferma
articolo & Video:
CARRASEGARE 2021 – Il rito non si ferma – 14.02.2021
Dagli studi di Videolina Ambra Pintore conduce uno speciale sul Carnevale in Sardegna, con la regia di Andrea Fenu. Malgrado l’assenza degli eventi che caratterizzano il rito, lo speciale sarà l’occasione per ripercorrere con le immagini d’archivio i suggestivi carnevali di Mamoiada, Santu Lussurgiu, Oristano, Ottana, Orotelli, Gavoi, Samugheo, Fonni.
Tra i temi in programma: un rito che non si ferma; i suoni del carnevale; le maschere sarde e del mediterraneo; come si realizza una maschera.
Ad accompagnare Ambra ci saranno: il semiologo Franciscu Sedda con il quale si affronterà il tema del rito nei suoi cambiamenti; Franca Rosa Contu responsabile musei dell’ISRE di Nuoro, che oltre ad illustrare la collezione originaria dei mascheramenti sardi, presenterà le ricerche legate a s’eritaju di Orotelli e a su bundu di Orani; il ricercatore Marcello Marras si concentrerà sui suoni che accompagnano i carnevali di Aidomaggiore, Seneghe, Gavoi; la Componidora del 2010 Elisabetta Sechi racconterà la sua esperienza di capocorsa della Sartiglia; il mascheraio Graziano Viale mostrerà le fasi della realizzazione di una maschera in cuoio de su Componidori a partire dal calco in argilla fino alla modellazione e rifinitura
Le fiamme distruggono un canile nel Comasco: 60 cani portati in salvo
Non si conoscono le cause dell’incendio: per spegnerlo sono intervenute quattro squadre dei vigili del fuoco
Un grosso incendio si è sviluppato al canile di Olgiate Comasco, in via Fontanelle, stamattina intorno alle 11,50. Sono intervenute quattro squadre dei vigili del fuoco dalle sedi di Como, Appiano Gentile e Lomazzo. E’ stato particolarmente difficile contenere le fiamme e ancora si sta cercando di capire cosa possa averle scatenate. I 60 cani presenti nella struttura sono stati portati in salvo.
Ex Ilva di Taranto, il Tar ordina lo stop agli impianti: “Pericolo urgente per la salute dei cittadini”

ArcelorMittal ha 60 giorni per spegnere l’area a caldo dell’acciaieria ex Ilva di Taranto. A deciderlo è la prima sezione del tribunale amministrativo di Lecce che ha respinto due ricorsi della multinazionale franco indiana, che gestisce lo stabilimento dal 2018, e di Ilva in Amministrazione straordinaria contro l’ordinanza firmata dal sindaco Rinaldo Melucci il 27 febbraio 2020. L’azienda ha annunciato che promuoverà immediatamente appello al Consiglio di Stato contro la chiusura dell’area a caldo.
L’oggetto del provvedimento urgente sindacale era il “Rischio sanitario derivante dalla produzione dello stabilimento siderurgico ex Ilva emissioni in atmosfera dovute ad anomalie impiantistiche“. L’obiettivo, tenendo conto di risultati su monitoraggi ed emissioni inquinanti, sul rischio per la popolazione e le leggi in materia ambientale, era quello di far individuare entro 30 giorni da parte di ArcelorMittal Italia e Ilva in amministrazione straordinaria le fonti inquinanti del siderurgico per rimuoverle. Se non avessero adempiuto gestore e proprietario avrebbero dovuto spegnere gli impianti. continua a leggere


Maxi tamponamento sulla Torino-Bardonecchia
Ghiaccio e velocità, maxitamponamento con 25 auto sull’autostrada per Bardonecchia: due vittime e 31 feriti, due gravi
L’incidente durante le partenze per il weekend nelle seconde case in montagna. Rabbia social: “Asfalto ghiacciato“. Il gestore replica: in mattinata eseguito il trattamento antigelo



Il primo miniesodo verso la montagna si trasforma in dramma con due morti e ben 31 feriti di cui due gravi: questa mattina, sull’autostrada A32 a Salbertrand, in direzione Bardonecchia, in Valle di Susa nel Torinese, è avvenuto un gigantesco tamponamento con 25 auto coinvolte. Le vittime sono un uomo e una donna: il primo, Francesco Armentaro, 37 anni, di Caselette (Torino) era alla guida di un’auto uscita per prima di strada. La donna, Michelanna Giachino, 71 anni, di Torino, soccorsa in condizioni disperate, è spirata durante il trasporto in ospedale. Stava andando in montagna a trovare i nipoti. Altre 31 persone sono rimaste ferite: due in codice rosso al Cto e alle Molinette di Torino, 4 in codice giallo, 25 in codice verde.
All’origine dell’incidente potrebbe essere il ghiaccio che si è formato sull’asfalto con le temperature bassissime di queste ore, ma anche l’alta velocità. Il presidente dell’Uncem, Unione piccoli comuni montani, Marco Bussone, punta il dito contro Sitaf, la società che gestisce l’autostrada: “Le disattenzioni del concessionario della A32 nella gestione del manto stradale nelle scorse ore sono gravissime. E devono essere messe in luce. Una presa di posizione del neoministro Giovannini è necessaria. Diciamo da tempo che il modello di gestione di queste autostrade è inadeguato. Grave non avere sistemi di gestione preventiva più seri“. continua a leggere
I ministri del governo Draghi
Governo, Draghi ha sciolto la riserva. L’annuncio del segretario generale del Quirinale
Le parole del segretario generale Ugo Zampetti – Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev /CorriereTv
Roma, 12 febbraio 2021 – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riceve al Palazzo del Quirinale, il Presidente del Consiglio incaricato, Professor Mario Draghi. “Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto il professore Mario Draghi il quale sciogliendo la riserva, formulata lo scorso 3 febbraio, ha accettato di formare il nuovo Governo e ha sottoposto al presidente della Repubblica le proposte relative alla nomina dei lista dei ministri. Il Capo dello Stato ha riformato i relativi decreti“. L’annuncio del segretario generale del Quirinale Ugo Zampetti. / Quirinale
I ministri del governo Draghi
articolo: I ministri del governo Draghi – Corriere TV
I ministri del governo Draghi: ecco la lista del neo Presidente del Consiglio – Agtw /CorriereTv
I ministri del gverno Draghi
- Ministro della Cultura Dario Franceschini, già ministro della Cultura nel governo Conte bis
- Ministro del Lavoro Andrea Orlando, vicesegretario del Pd.
- Ministra della Giustizia Marta Cartabia, già presidente della Corte Costituzionale.
- Ministra dell’Interno Luciana Lamorgese , già ministra dell’Interno nel governo Conte bis.
- Ministro dei rapporti con il Parlamento D’Incà
- Ministro dell’Innovazione tecnologica e transizione digitale Vittorio Colao.
- Ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta.
- Ministra degli Affari generali e Autonomie Mariastella Gelmini.
- Ministra al Sud e Coesione Territoriale Mara Carfagna.
- Ministra alle politiche giovanili Fabiana Dadone.
- Ministra alle Pari opportunità e alla famiglia Elena Bonetti.
- Ministra alla Disabilità Erika Stefani
- Ministro del Turismo Massimo Garavaglia.
- Ministro degli Esteri Luigi Di Maio.
- Ministro della Difesa Lorenzo Guerini.
- Ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco.
- Ministro dello Sviluppo Economica Giancarlo Giorgetti.
- Ministro all’Agricoltura Patuanelli Stefano.
- Ministro alla Transizione ecologica Roberto Cingolani.
- Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Enrico Giovannini.
- Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.
- Ministra dell’Università Cristina Messa.
- Ministro della Salute Roberto Speranza
- Sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli
È morto Chick Corea, leggenda del jazz
Tra i più grandi jazzisti del mondo, il pianista statunitense di origine italiana aveva 79 anni. Durante sessant’anni di carriera aveva suonato con fuoriclasse come Miles Davis e Herbie Hancock e aveva vinto 23 Grammy Award
È morto all’età di 79 anni Chick Corea, pianista statunitense leggenda del jazz. Vincitore di 23 Grammy, ha suonato con i più grandi jazzisti del mondo, da Miles Davis a Stanley Clarke. Origini italiane – all’anagrafe si chiamava Armando Antonio Corea -, l’artista è morto a causa di una rara forma di tumore che solo da poco tempo aveva scoperto di avere.
La notizia della morte del grande artista è stata pubblicata sul suo profilo Facebook con un post che contiene anche il suo commiato, il ringraziamento a “tutti coloro che lungo il mio viaggio hanno contribuito a mantenere vivo il fuoco della musica” e un pensiero a chi gli è stato vicino. continua a leggere
Sara Carbonero ricoverata per una recidiva del tumore alle ovaie

Carbonero, famosa giornalista spagnola e moglie dell’ex portiere Iker Casillas, è stata ricoverata a Madrid per una ricaduta del cancro che le era stato diagnosticato nel 2019
Sara Carbonero, 37 anni, è ricoverata da venerdì scorso alla Clinica dell’Università di Navarra, a Madrid. La famosa giornalista spagnola, vicedirettrice della sezione Sport di Mediaset Espana e moglie dal 2016 dell’ex portiere Iker Casillas, sta lottando di nuovo contro il tumore. Una ricaduta che l’ha costretta a tornare in clinica per iniziare un ciclo di cure, dopo quelle a cui si era sottoposta a partire dal maggio del 2019, come si legge su El Pais. Dopo la prima operazione, in fatti, erano iniziati i controlli di routine, l’ultimo dei quali ha evidenziato la recidività del tumore, un cancro ovarico maligno.
L’annuncio su Instagram: «Il cancro ha toccato me» – «Questa volta è toccato a me – aveva scritto Carbonero in un post su Instagram nel 2019 -. Mi hanno trovato un tumore maligno e sono stata operata. È andato tutto bene, ma ho ancora qualche mese di lotta e trattamenti da fare. Sono fiduciosa che tutto andrà bene. Qualche giorno fa in una visita di controllo i medici mi hanno trovato un cancro maligno alle ovaie e mi hanno operata. Tutto fortunatamente è andato bene, l’abbiamo preso molto presto, ma ho ancora qualche mese di trattamenti e lotta davanti a me. Tutto andrà bene. So che la strada sarà dura, ma avrà un lieto fine con il supporto della mia famiglia e dei medici», ricevendo tanti messaggi di solidarietà. Solo poche settimane prima, il marito era stato ricoverato per un infarto acuto al miocardio durante l’allenamento del Porto (dove ha militato dal 2015-2020, dopo una lunga carriera nel Real Madrid, ndr). continua a leggere
Terremoto di Amatrice, pochi pilastri e cemento scadente:………..
Terremoto di Amatrice, pochi pilastri e cemento scadente: così crollarono due case popolari. Il giudice: “Concause umane e non sisma eccezionale”
Nel collasso delle palazzine, il 24 agosto del 2016, morirono 18 persone. “Ora i familiari sanno perché”. Condannati i 5 imputati
Non fu l’evento sismisco, che di per sé no fu “eccezionale” né ebbe “effetti eccezionali“, a far crollare le palazzine ex Iacp di largo Augusto Sagnotti, ad Amatrice, il 24 agosto 2016 . Le cause di quel collasso che provocò la morte di 18 persone sotto le macerie è da ricercarci invece nelle “concause umane“.
È quanto scrive il giudice del tribunale di Rieti, Carlo Sabatini, nelle oltre 500 pagine delle motivazioni della sentenza con cui l’8 settembre scorso ha condannato i 5 imputati del processo per i due crolli nel pieno centro del borgo a complessivi 36 anni di carcere.
Nella relazione si legge come “il crollo sia da imputare in primis a difetti di progettazione, che riguardavano: la previsione di 17 pilastri (invece dei 23 contemplati nel progetto portato all’autorizzazione dello Iacp e del Genio civile), pilastri che erano di dimensioni insufficienti di numero, collegati dai soli solai peraltro in punti ‘asimmetrici’; pilastri che risultavano non calcolati per tutte le direzioni di possibile ingresso del sisma e per le azioni a taglio”. Vengono sottolineati anche i “difetti di esecuzione che riguardavano, tra l’altro, la carente piegatura dei ferri, la mancanza di uno dei ferri posizionati sul lato trasversale, e l’utilizzo di un cemento scadente, o comunque di qualità inferiore a quello di progetto. Ulteriore concausa dell’evento sono state le reiterate omissioni nelle procedure di verifica delle opere da parte dei pubblici funzionari – scrive ancora il giudice reatino – che avrebbero potuto e dovuto rilevare i difetti, negare le autorizzazioni di loro competenza o finanche solo disporre degli approfondimenti“.
La scossa delle 3.36, aggiunge Sabatini, “certamente non può definirsi ‘eccezionale’ in base ai precedenti storici dell’area“, né “eccezionale per energia liberata, per sua durata e per entità della sua fase più distruttiva, per profondità dell’epicentro“. Il sisma, inoltre, non ebbe profili “di eccezionalità degli effetti, in ragione di direttività delle scosse, fenomeni di amplificazione locale” e “anche in riferimento agli studi di microzonazione intervenuti ex post“. Dunque quelle palazzine erano stato costruite male, come avevano già svelato le indagini e le perizie e come ha sostenuto l’accusa.
“I miei assistiti ora sanno perché i loro più stretti congiunti sono morti o hanno riportano lesioni – ha commentato Wania della Vigna, legale dei familiari delle vittime dei crolli – Hanno trovato la risposta allo sterminio delle loro famiglie. Ora sanno che ci furono concause umane, precisi profili di responsabilità nelle persone degli imputati, condannati per i reati di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose, crollo di edificio, disastro colposo“.
Maltempo, il palaghiaccio di Vipiteno crolla sotto la neve
Nessun ferito ma danni enormi, l’impianto era chiuso
Nessun ferito ma danni enormi questa mattina a Vipiteno, dove è crollato il tetto del palaghiaccio. Il cedimento, avvenuto verso le ore 7, con ogni probabilità è stato causato dal peso della neve, che questo inverno sta cadendo abbondantemente, così anche in queste ore. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per mettere in sicurezza la zona
Fortunatamente l’impianto era chiuso.
In questo inverno, con gli impianti chiusi a causa della pandemia, l’Alto Adige sta registrando nevicate record. Come spiega il meteorologo provinciale Dieter Peterlin all’ANSA, dall’inizio dell’inverno sono caduti 285 litri/mq, ovvero tre volte il valore della media pluriennale. E’ ormai a portata di mano il record assoluto che risale all’inverno 1950/51, quando si registrarono 317 litri/mq.
10 febbraio per non dimenticare….

Il Giorno del ricordo è una solennità civile nazionale italiana, celebrata il 10 febbraio di ogni anno, che ricorda i massacri delle foibe e l’esodo giuliano dalmata. Istituita con la legge 30 marzo 2004 n. 92..

https://it.wikipedia.org/wiki/Massacri_delle_foibe
I massacri delle foibe – sono stati degli eccidi ai danni di militari e civili italiani autoctoni della Venezia Giulia, del Quarnaro e della Dalmazia, avvenuti durante la seconda guerra mondiale e nell’immediato secondo dopoguerra, da parte dei partigiani jugoslavi e dell’OZNA. Il nome deriva dai grandi inghiottitoi carsici, che nella Venezia Giulia sono chiamati “foibe“, dove furono gettati molti dei corpi delle vittime.
Per estensione i termini “foibe” e il neologismo “infoibare” sono diventati sinonimi di uccisioni che in realtà furono in massima parte perpetrate in modo diverso: la maggioranza delle vittime morì nei campi di prigionia jugoslavi o durante la deportazione verso di essi. Secondo gli storici Pupo e Spazzali, l’utilizzo simbolico di questo termine «può divenire fonte di equivoci qualora si affronti il nodo della quantificazione delle vittime», in quanto la differenza tra il numero relativamente ridotto dei corpi materialmente gettati nelle foibe, e quello più alto degli uccisi nei campi di prigionia, dovrebbe portare a parlare di “deportati” e “uccisi” per indicare tutte le vittime della repressione.
Si stima che le vittime in Venezia Giulia, nel Quarnaro e nella Dalmazia siano state, sempre secondo gli storici Pupo e Spazzali, tra le 3 000 e le 5 000, comprese le salme recuperate e quelle stimate nonché i morti nei campi di concentramento jugoslavi, mentre alcune fonti fanno salire questo numero fino a 11 000. In generale però cifre superiori alle 5 000 si raggiungono soltanto conteggiando anche i caduti che si ebbero da parte italiana nella lotta antipartigiana.
Al massacro delle foibe seguì l’esodo giuliano dalmata, ovvero l’emigrazione più o meno forzata della maggioranza dei cittadini di etnia e di lingua italiana dalla Venezia Giulia, del Quarnaro e dalla Dalmazia, territori del Regno d’Italia prima occupati dall’Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia del maresciallo Josip Broz Tito e successivamente annessi dalla Jugoslavia. Emigrazione dovuta a varie ragioni: dall’oppressione esercitata da un regime la cui natura totalitaria impediva anche la libera espressione dell’identità nazionale, al rigetto dei mutamenti nell’egemonia nazionale e sociale nell’area, nonché alla vicinanza dell’Italia, che costituì un fattore oggettivo di attrazione per popolazioni perseguitate ed impaurite nonostante il governo italiano si fosse a più riprese adoperato per fermare, o quantomeno contenere, l’esodo. Si stima che i giuliani, i quarnerini e i dalmati italiani che emigrarono dalle loro terre di origine ammontino a un numero compreso tra le 250 000 e le 350 000 persone tra il 1945 e il 1956.
per saperne di più continua su: https://it.wikipedia.org/wiki/Massacri_delle_foibe




È morto Franco Marini, l’ex presidente del Senato stroncato dal Covid
È morto Franco Marini, l’ex presidente del Senato stroncato dal Covid. La politica in lutto: “Combattente appassionato, difensore della democrazia”
Aveva 87 anni. La notizia data su Twitter dall’amico Castagnetti: “Uomo integro e forte”. Tanti i messaggi di cordoglio sui social. Zingaretti: “Siamo tutti più soli”, Franceschini: “Perdo un maestro, padre, amico”. Tajani: “Non la pensavamo sempre alla stessa maniera, ma era una gran persona”
È morto a causa del Covid Franco Marini, politico e sindacalista. Aveva 87 anni. Fu segretario generale della Cisl, poi presidente del Senato e ministro del Lavoro, segretario del Partito popolare italiano ed europarlamentare.
A inizio gennaio era risultato positivo al coronavirus ed era stato ricoverato all’ospedale San Camillo de Lellis di Rieti. La notizia della scomparsa è stata data con un tweet da Pierluigi Castagnetti che ha ricordato l’amico come “uomo integro, forte e fedele a un grande ideale: la libertà come presupposto della democrazia e della giustizia. Quella vera“. continua a leggere
Verona, gravissimo giocatore della primavera: folgorato dai fili del treno
Andrea Gresele, terzino destro classe 2002, a causa di una bravata con amici, ha riportato la frattura di una vertebra, un ematoma cranico e l’ustione di una mano. Operato domenica mattina, è in terapia intensiva
VERONA – “Siamo vicini a te, ai tuoi cari e a chi, come noi, ti vuole bene. Forza Andrea!”. L’Hellas Verona si stringe così intorno ad Andrea Gresele, 18 anni e difensore della squadra Primavera scaligera ma anche già nel giro della prima squadra di Juric, che è attualmente ricoverato in terapia intensiva dopo essere rimasto folgorato dai cavi dell’alta tensione del treno ed essere caduto da un’altezza di quattro metri, riportando la frattura di una vertebra, un ematoma cranico e l’ustione di una mano.
Operato domenica mattina, resta gravissimo – Secondo quanto riporta ‘L’Arena’, l’incidente sarebbe accaduto sabato sera in via Galileo Galilei a Verona, dove Gresele e alcuni amici avevano affittato una casa per il fine settimana. Il giovane calciatore, per una bravata come ha poi confermato la Polfer, pare abbia preso una sedia per scavalcare la recinzione della ferrovia, e da lì sarebbe salito sul tetto di un vagone dove ha poi preso la scossa che lo ha fatto cadere a terra. I soccorsi sono stati immediati e il giovane domenica mattina è stato sottoposto a un intervento chirurgico e ora è in terapia intensiva, la prognosi è riservata. Nelle prossime ore saranno sentiti tutti gli amici del giovane, per tentare di ricostruire nei dettagli la dinamica dell’incidente e accertare eventuali responsabilità. Sempre più accreditata la tesi che si sia trattato di un gioco di gruppo in una situazione di estremo pericolo.
Superbowl 2021, lo spot di Jeep con Bruce Springsteen è un messaggio di unità per l’America
Falso allarme bomba al confine con la Svizzera: edifici evacuati e frontiera chiusa per ore
La dogana di Gaggiolo al confine con la Svizzera è stata evacuata nel pomeriggio di venerdì per un allarme bomba che poi si è rivelato essere falso. La frontiera è stata chiusa sia in ingresso in Italia sia in uscita per l’intero pomeriggio di venerdì
La dogana di Gaggiolo al confine con la Svizzera è stata evacuata nel pomeriggio di venerdì per un allarme bomba. é stato necessario compiere accertamenti per capire se a bordo di un Suv che stava transitando passate le 16 dalla dogana nel comune di Cantello sia presente esplosivo. La frontiera, presidiata dalla guardia di finanza è rimasta chiusa sia in ingresso in Italia sia in uscita per circa tre ore a partire dalle 16. Sul posto sono stati chiamati gli artificieri e l’intera area è stata interdetta al traffico, bloccato a una distanza di circa 500 metri. Secondo quanto appreso una persona a bordo di un veicolo si è presentata in dogana in uscita dall’Italia e ha avvisato i militari della presenza di esplosivo sull’auto. I finanzieri hanno immediatamente circoscritto la zona e interrotto il passaggio del transito privato e commerciale. L’allarme si è rivelato alla fine ingiustificato e il protagonista dell’episodio – un pregiudicato di 40 anni di Malnate (Varese) – trattenuto dalle forze dell’ordine.
Dopo il sopralluogo degli artificieri che hanno impiegato anche unità cinofile è stato verificato che sul veicolo non vi erano esplosivi e il valico è stato riaperto al transito in entrambe le direzioni attorno alle 18.30. L’uomo a bordo dell’auto fermata è un quarantenne residente a Malnate, nel Varesotto, ed è stato trasportato al pronto soccorso per accertamenti sanitari. La sua posizione è al vaglio.
Francesco Nuti, l’altra faccia dell’attore.
Francesco Nuti, l’altra faccia dell’attore. Trovate sue poesie

Il fratello Giovanni: “Spero possa uscire una pubblicazione con le sue composizioni, siamo a buon punto”
Francesco Nuti non solo attore comico e regista. “Abbiamo scoperto nei suoi quaderni e diari una serie di poesie molto belle, un lato ‘nascosto’ che Francesco inseriva nei suoi film“, ha raccontato ai microfoni di Radio Toscana Giovanni Nuti, fratello dell’attore pratese, durante la trasmissione Due in trasferta. “Spero possa uscire una pubblicazione con le sue composizioni, ci stiamo lavorando; anche se è un lavoro che dobbiamo ancora portare avanti, siamo a buon punto“.
Scrittore e musicista, Giovanni Nuti ha composto alcune colonne sonore di film di Francesco, oggi 65enne, e si sta occupando della cura di ciò che è stato realizzato nel corso della carriera dal fratello, anche durante le fasi segnate da problemi di salute dell’attore pratese di questi ultimi anni.
“La sua comicità si coniugava sempre con un sentire poetico – ha detto Giovanni Nuti – faceva ridere ma c’era sempre un confine con la malinconia. È il destino del comico in fondo, lui forse ha patito una specie di discriminazione in questo senso: il comico viene visto come una persona non intellettualmente elevata, lui in realtà leggeva e scriveva molto. Dovremmo riscoprire anche questo lato“.
AstraZeneca, la Ue pubblica il contratto. Von der Leyen: “Testo chiarissimo, contiene ordini vincolanti”
Il testo spiega la clausola dei “Best reasonable efforts”: il produttore dovrà mettere in campo “le attività e il grado di sforzo che una azienda di dimensioni, infrastrutture e risorse simili prenderebbe per sviluppare e produrre il vaccino tenendo conto dell’urgenza di mettere fine alla pandemia globale”. Confermata la posizione europea sull’obbligo di consegna entro marzo.
BRUXELLES-LONDRA – La Commissione europea ha pubblicato il contestato contratto per l’acquisto dei vaccini di AstraZeneca. Quarantuno pagine, in parte cancellate da omissis chiesti dall’azienda per consentire di rinunciare alla clausola di segretezza. Nel contratto compaiono i famosi “Best reasonable efforts” – il massimo sforzo ragionevole – rivelati dal Ceo dell’azienda, Pascal Soriot, nell’intervista con Repubblica per giustificare il taglio delle consegne in tutta Europa che ha scatenato un caso continentale e un duro scontro con le istituzioni Ue. In questi giorni Bruxelles ha negato l’applicazione della clausola del massimo sforzo, sostenendo che in realtà la casa farmaceutica non aveva giustificato in modo convincente i ritardi e dunque non potesse invocare di avere fatto del proprio meglio.
Il contratto definisce chiaramente la clausola, spiegando che i “Best reasonable efforts” nel caso di AstraZeneca significano mettere in campo “le attività e il grado di sforzo che una azienda di dimensioni, infrastrutture e risorse simili prenderebbe per sviluppare e produrre il vaccino tenendo conto dell’urgenza di mettere fine alla pandemia globale”. Intorno a questa definizione si gioca la partita, visto che l’azienda anglo-svedese ha tagliato di un terzo le forniture Ue dei vaccini del primo trimestre (più di 100 milioni su un totale di 300+100 milioni) mettendo a rischio la campagna di immunizzazione in Europa. In più, la Ue sospetta che le dosi che le spettavano siano state spedite dall’azienda fuori dal continente, nel Regno Unito o negli Usa. continua a leggere
Cina, tratti in salvo 11 minatori intrappolati
Sono da due settimane a centinaia di metri sottoterra
I soccorritori sono riusciti a salvare oggi 11 dei 22 minatori cinesi rimasti intrappolati e da due settimane a 600 metri sottoterra. Lo riportano i media statali cinesi citati dalla Cnn.
Il primo operaio è stato soccorso dalla miniera d’oro di Hushan, nella provincia di Shandong, attorno alle 11.03 ora locale (le 6 di mattina in Italia), gli altri 10 un’ora dopo ma da un’uscita diversa. Uno di questi è ferito, ma non si sa se sia in gravi condizioni. Ci sono altri 11 minatori bloccati nella miniera, ma di loro non si sono avute più notizie dal giorno dell’esplosione il 10 gennaio.
Il primo soccorso, “fisicamente debole”, non appartiene al gruppo dei dieci minori con cui è stato stabilito un contatto dalla superficie. Le riprese di Cctv hanno mostrato un piccolo carrello elevatore che saliva in superficie, sollevato da un enorme impianto di perforazione. Un uomo con una mascherina, che sembrava incapace di stare in piedi, è emerso accompagnato dai soccorritori. Dall’esplosione del 10 gennaio nella miniera d’oro di Qixia, nella provincia orientale dello Shandong, i soccorritori lavorano per salvare i minatori bloccati a diverse centinaia di metri sottoterra e minacciati dall’innalzamento dell’acqua. L’esplosione ha bloccato l’ingresso al pozzo e interrotto le comunicazioni. Uno dei minatori è morto la scorsa settimana per le ferite riportate.
Esplosione a Madrid, fuga di gas in un edificio: 3 morti e 8 feriti. Sanchez: «Vicino alle famiglie delle vittime»

Sventrato un palazzo in Calle de Toledo, nella capitale spagnola. Almeno tre vittime e diversi feriti. Il sindaco: «L’esplosione dovuta a una fuga di gas»
È di tre morti e otto feriti il bilancio ufficiale dell’esplosione in un palazzo nel centro di Madrid, nel quartiere La Latina, nei pressi della Puerta de Toledo. Non ci sono invece feriti tra gli anziani della residenza Los Nogales e tra i bambini della scuola Lasalle La Paloma, strutture attigue alla struttura coinvolta nella deflagrazione.
Sanchez: «Noi vicini alle famiglie delle vittime» – «Permettetemi di fare una valutazione preliminare, con tutte le precauzioni — ha detto il sindaco José Luis Martìnez Almeida —. Sembra che ci sia stata un’esplosione di gas nell’edificio residenziale sopra la parrocchia di La Paloma», ha spiegato. Un intervento all’interno all’edificio «ne minerebbe al momento la stabilità» e si teme quindi un crollo. Il primo cittadino ha spiegato — infatti — che le fiamme continuano a propagarsi all’interno del palazzo. «Sfortunatamente dobbiamo piangere la morte di alcune persone nell’esplosione nella calle Toledo. Ho appena finito di parlare con il sindaco di Madrid per esprimergli il mio sostegno e solidarietà. Tutto il nostro rammarico e affetto alle famiglie dei defunti e dei feriti», ha scritto su Twitter il premier, Pedro Sanchez. L’esplosione che ha distrutto 4 piani dell’edificio è avvenuta mentre degli operai stavano controllando l’impianto del gas del palazzo, riferiscono fonti della polizia citati da El Pais. continua a leggere
Lombardia zona rossa, ecco il ricorso al Tar contro il Dpcm del governo: “Decisione illegittima”
Se i giudici amministrativi giudicassero ammissibile il ricorso potrebbero accogliere la richiesta di sospensiva avanzata dal governatore Fontana in attesa di decidere nel merito. Moratti fa retromarcia su vaccini in base al Pil
La contestazione dell’indice di trasmissibilità del virus (Rt) rispetto al dato di incidenza settimanale considerato “fortemente indicativo della progressione dell’epidemia, in quanto restituisce un’idea del numero di possibili vettori di infezione” e che “permette di effettuare una prognosi veritiera sulla pressione cui sarà sottoposto il sistema sanitario” nelle prossime settimane. Secondo il Pirellone, l’indice Rt “fotografa una situazione epidemica non attuale”. E’ questo il punto di maggior rilievo che la Regione Lombardia contesta nel suo ricorso al Tar sulla decisione del Governo di porla in zona rossa. continua a leggere
Juventus, Cuadrado negativo torna a disposizione di Pirlo
Il colombiano, risultato positivo lo scorso 5 gennaio, è partito per Reggio Emilia dove è tornato tra i convocati contro il Napoli in Supercoppa

TORINO – Juan Cuadrado non è più positivo al Covid 19. Il comunicato della Juventus ha ufficializzato la negatività dell’esterno colombiano, risultato positivo lo scorso 5 gennaio, il giorno dopo la positività di Alex Sandro. Come da protocollo, il calciatore bianconero ha effettuato i due tamponi, ed entrambi hanno dato esito negativo. Una buona notizia per Pirlo, che a poche ore dal calcio d’inizio della finale di Supercoppa Italiana contro il Napoli può contare nuovamente sul calciatore, in una zona del campo, le fasce, in cui i bianconeri stanno vivendo una situazione di emergenza.
La partenza per Reggio Emilia – Cuadrado è partito alla volta di Reggio Emilia in mattinata ed è stato inserito nell’elenco dei giocatori convocati per il match con la squadra di Gattuso. Difficile immaginare un utilizzo immediato da parte del tecnico della Juventus, anche se avere a disposizione un’arma tattica come Cuadrado, da giocare a partita in corso, potrebbe fare la differenza. Resta da capire quale possa essere la condizione atletica del colombiano, fermo da 15 giorni in cui non ha potuto allenarsi se non individualmente a casa. Spetterà a Pirlo il compito di utilizzarlo nel migliore dei modi.
Incendio al Top Mountain Crosspoint, distrutte 230 moto e 100 auto d’epoca: danni per milioni

Distrutta dalla fiamme una struttura molto amata dagli appassionati. Inaugurata nel 2016 ospitava gioielli a due e quattro ruote di marchi come Ferrari, Alfa Romeo, Ducati e Moto Guzzi. Sconosciute ancora le cause del disastro
Un disastro che colpisce tutti gli appassionati di moto e una struttura da loro amatissima: 230 moto d’epoca e alle circa 100 automobili storiche sono andate in fiamme nell’incendio che ha distrutto il Top Mountain Crosspoint di Hochgurgl, in Tirolo, la notte tra il 17 e il 18 gennaio. Sul posto sono intervenuti una settantina di vigili del fuoco, ma non hanno potuto fare molto per salvare il museo quando sono arrivati sul Passo del Rombo, a circa 2.200 metri di quota, poco distante dal confine con l’Italia.
Il fuoco ormai aveva già avvolto la struttura in legno ma, utilizzando gli impianti di innevamento artificiale, i pompieri sono comunque riusciti a impedire che l’incendio si propagasse al ristorante adiacente e alla stazione degli impianti a valle della Kirchenkarbahn. Da quanto trapela, le cause dell’incendio, ancora sconosciute, sono al vaglio degli inquirenti, ma si sospetta che abbiano avuto origine proprio nel Museo.
Inaugurato nel 2016 per volere dei fratelli Alban e Attila Scheiber, il museo ospitava autentici gioielli per un valore di svariati milioni di euro, con moto e auto di oltre 100 marchi, tra cui molti italiani come Ferrari, Alfa Romeo, Ducati e Moto Guzzi. Alla cerimonia d’inaugurazione aveva partecipato anche il 15 volte campione del mondo di moto, Giacomo Agostini.

Terremoto di magnitudo 6.8 in Argentina, abitazioni senza corrente elettrica

Un terremoto di magnitudo 6.8 ha scosso nella notte il nordovest dell’Argentina. L’epicentro è stato individuato a Pocito, nella provincia di San Juan, a circa 800 chilometri dal confine con il Cile, mille da Buenos Aires.
La prima scossa, avvertita distintamente in una vasta parte dell’Argentina e verificatasi intorno alla mezzanotte (le 4 in Italia), è stata seguita da almeno altre quattro di forte entità. Non si ha al momento notizia di danni alle cose o alle persone. Numerose le abitazioni rimaste senza corrente elettrica
Roma, Zaniolo positivo al Covid: “Sto bene”

L’annuncio con un post su Instagram: “Non ho sintomi ma ho ovviamente iniziato subito la quarantena. Spero di tornare ad allenarmi a Trigoria il prima possibile, nel frattempo farò il tifo per i miei compagni da casa”
Nicolò Zaniolo è risultato positivo al Covid. E’ stato lo stesso 21enne giocatore della Roma ad annunciarlo con un post su Instagram. “Ciao a tutti, purtroppo sono risultato positivo al Covid-19 dopo l’ultimo tampone effettuato questa mattina – scrive il trequartista – Sto bene, non ho sintomi ma ho ovviamente iniziato subito la quarantena. Spero di tornare ad allenarmi a Trigoria il prima possibile, nel frattempo farò il tifo per i miei compagni da casa“.
Zaniolo, che è alle prese con la riabilitazione dopo la rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro, in quanto infortunato non faceva parte del gruppo squadra e, seppur allenandosi a Trigoria, era staccato dal resto dei suoi compagni. Anche per questo non verrà applicato per il momento il protocollo ASL che obbliga i calciatori al solo tragitto casa-lavoro-casa.
Reggio Emilia, spaventoso rogo nel deposito degli autobus

Un vasto incendio è divampato a Reggio Emilia, intorno alle 21 di domenica, nel deposito della flotta di Seta (l’azienda che gestisce il trasporto pubblico locale) in via del Chionso, vicino all’aeroporto Campovolo. Stando alle prime stime riferite da una nota dei Vigili del Fuoco, impegnati nelle operazioni di spegnimento fino a notte fonda, le fiamme hanno coinvolto circa 15 autobus tutti alimentati a Gpl, provocando anche diverse esplosioni.
Milano, incendio in un deposito di Amazon: 26 dipendenti portati in salvo

Le fiamme intorno alle 21 in via Aurelio Nicolodi, nel quartiere Bovisasca
Fiamme e capannone distrutto nel deposito Amazon prime al quartiere Bovisasca, nella zona nord di Milano. In salvo i 26 dipendenti di varie aziende e cooperative che si trovavano all’interno. Il rogo si è sviluppato alle 21 di venerdì 15 gennaio in una porzione del capannone di via Nicolodi 11. A dare l’allarme sono stati alcuni volontari della associazione di soccorso pubblico Intersos che ha una delle sedi in una via adiacente: «Abbiamo sentito uno scoppio e ci siamo precipitati qui con l’ambulanza – ha raccontato un soccorritore -. I dipendenti si trovavano tutti in un’altra area del capannone e non si erano accorti di nulla».
Le fiamme erano alte più di dieci metri. Sono stati, quindi, i volontari di Interaos a metterli in salvo e a dare coperte termiche ai lavoratori che non avevano potuto prendere giubbotti ed effetti personali. Le fiamme sono state domate in circa un’ora da una dozzina di mezzi dei vigili del fuoco. Sul posto anche due ambulanze del 118 e un’automedica. Le indagini sono affidate alla polizia che sta sentendo i testimoni. I danni sono ingenti anche se la struttura del capannone appare integra dall’esterno.

Milano, la targa di Fausto e Iaio distrutta per sbaglio da operai
articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/01/15/news/targa_fausto_iaio_milano-282661647/
Sarebbe stata colpita accidentalmente da alcuni addetti del Comune di Milano la targa in memoria dei due diciottenni uccisi il 18 marzo 1978 affissa all’interno dei giardini di piazza Durante
Sarebbe stata distrutta per sbaglio da operai del Comune di Milano la targa in memoria di Fausto Tinelli e Lorenzo Jannucci, conosciuti come Fausto e Iaio, uccisi il 18 marzo 1978 da militanti di estrema destra in via Mancinelli con otto colpi di pistola.
La targa commemorativa era affissa all’interno dei giardini in piazza Durante a loro dedicati dal 2012. Secondo quanto si è appreso da fonti investigative, sembra che operai a lavoro l’abbiano colpita accidentalmente spaccandola. La versione sarebbe stata anche confermata dai parenti di Fausto e Iaio.
Sivlio Berlusconi dimesso dall’ospedale di Monaco
Il leader di Forza Italia era stato ricoverato per controlli urgenti dopo disturbo di natura cardiaca
Silvio Berlusconi, a quanto si apprende da ambienti di Forza Italia, è stato dimesso dall’ospedale Monaco, nel Principato, dove era ricoverato da lunedì per alcuni controlli. L’ex premier è tornato a casa di sua figlia Marina in Provenza. Il leader di Forza Italia era stato ricoverato nel reparto cardiotoracico dell’ospedale monegasco per controlli ritenuti urgenti dal medico personale, Alberto Zangrillo, per disturbi di natura cardiaca. Berlusconi si trovava nella residenza della figlia, a Valbonne, non lontano da Nizza.
L’infermiera Wonder Woman di Codogno sfregiata dai vandali
L’opera è un tributo dell’artista padovano Alessio B. al lavoro del personale sanitario nella città dove è stato identificato il primo caso di Covid

L’infermiera ‘Wonder Woman‘ di Codogno sfregiata dai vandali. Lo strappo della serigrafia riflette il gesto della mano anonima che l’ha compiuto, un atto di sfregio contro un’opera diventata il simbolo della guerra di trincea del personale sanitario nella città che ha annunciato al mondo il primo caso di Covid-19 in Occidente, lo scorso 21 febbraio.
Il tributo dell’artista padovano Alessio B che dopo averla ritratta su una parete dell’ospedale di Padova l’ha replicata sulla stazione di benzina abbandonata lungo la circonvallazione a Codogno. “Stamattina quando mi hanno mandato il messaggio di quello che era successo, da artista mi è spiaciuto relativamente perché so che è una cosa che può succedere, la street art è per definizione effimera – riflette Alessio B -. Dal punto di vista personale invece devo ammettere che mi è dispiaciuto perché era stata fatta in un momento particolare, in una città particolare. Era un grido per ricordare tutti coloro che stavano combattendo e ancora combattono contro il virus. E’ anche l’occasione però per tornare a Codogno accogliendo l’invito che già mi aveva fatto l’amministrazione comunale per rifare ‘Wonder Woman’ da un’altra parte”. Invito ribadito dal sindaco Francesco Passerini: “Lo aspettiamo, ci sono tanti siti disponibili e possiamo sceglierlo insieme”.















