Incidente nel Lecchese, il sindaco Brambilla rassicura: ”Non ci sono feriti nè persone coinvolte”
Santa Maria Hoè (Lecco), 11 novembre 2023
Un boato, poi il fumo e le fiamme. Venerdì sera è esploso un forno industriale all’interno di un capannone di un’attività produttiva bella zona artigianale di Santa Maria Hoè, in provincia di Lecco.
L’esplosione – In seguito alla deflagrazione, dovuta forse ad un guasto tecnico, si è sviluppato un incendio. Il botto si è sentito a centinaia di metri di distanza e ha fatto tremare i vetri delle finestre delle abitazioni circostanti, mentre una nuvola di fumo bianco si è levata per decine di metri: molti residenti si sono precipitati in strada per paura di un terremoto o di qualche disastro grave. Sul posto si sono precipitati a sirene spiegate e lampeggianti accesi i vigili del fuoco di due squadre dei vigili del fuoco volontari del distaccamento di Merate e di una squadra del comando provinciale di Lecco, con un’autobotte e due autopompe.
Il sindaco – I soccorritori hanno impiegato quasi quattro ore per spegnere ogni focolaio e ripristinare le condizioni di sicurezza. Hanno concluso l’intervento sono a notte inoltrata. Ha compiuto una prima ispezione anche il funzionario di turno dei vigili del fuoco. Sul posto pure i carabinieri. Le cause dell’incidente al momento non sono state ancora determinate con precisione. “E’ scoppiato un forno dentro una fabbrica – riferisce il sindacoEfrem Brambilla, che è stato sul luogo dello scoppio per sincerarsi di persona di quanto stesse accadendo -. Nessuno è rimasto ferito e non sono state coinvolte persone”.
La cisterna stava transitando nello scalo ferroviario quando gli operai si sono accorti della perdita. Alcuni dei lavoratori hanno accusato bruciori agli occhi.
Al terminal dello scalo merci ferroviario di Segrate questa mattina c’è stata una fuoriuscita da una cisterna di Octanoyl Chloride, una sostanza tossica anche a basse concentrazioni. Il personale in servizio presso lo scalo ferroviario, al momento del passaggio della cisterna, si è accorto della piccola fuoriuscita della sostanza bloccando il mezzo e allertando la sala operativa dei vigili del fuoco di via Messina a Milano. Sul posto oltre ai mezzi convenzionali, il personale del nucleo NBCR (Nucleare-Biologico-Chimico-Radiologico) specializzato nel fronteggiare questo tipo di interventi.
Sono quattro gli operai dello scalo ferroviario sotto osservazione dei medici del 118 dopo aver accusato una leggera irritazione agli occhi, mentre sono in totale 25 quelli portati al pronto soccorso “per il corretto monitoraggio della situazione clinica indicato dal Centro Antiveleni a seguito dell’esposizione alla sostanza” si leggein un comunicato di Areu. Sono quindi stati ospedalizzati sia pazienti con sintomatologia in codice verde e giallo, sia pazienti asintomatici al momento della valutazione.
Dai primi rilievi effettuati non si esclude che la perdita sia stata dovuta ad non perfetto serraggio dei bulloni del cosiddetto “passo d’uomo“. Le oscillazioni della cisterna avrebbero così provocato la fuoriuscita della sostanza.
La zona dello scalo ferroviario di Segrate in via Lazio 32 è stata circoscritta dalle squadre dei vigili del fuoco e messa in sicurezza in attesa che vengano portate a termine le operazioni di travaso.
‘Dalle 8.45 alle 15.00 e dalle 18.00 al termine del servizio’
Per venerdì 10 novembre l’organizzazione sindacale Al Cobas ha proclamato uno sciopero aziendale di 24 ore, che interesserà i lavoratori del Gruppo Atm.
Lo rende noto la stessa azienda di trasporti milanese. “L‘agitazione del personale viaggiante e di esercizio delle linee di superficie e metropolitane – si legge nel comunicato – sarà possibile dalle8.45 alle 15.00 e dalle 18.00 al termine del servizio“. Lo sciopero, scrive Atm, è stato indetto con motivazioni così riassumibili: “Contro la liberalizzazione, privatizzazione e gare d’appalto dei servizi attualmente gestiti dal Gruppo ATM e per la reinternalizzazione dei servizi di TPL in appalto e/o subappalto; contro il progetto ‘Milano Next‘, per la trasformazione di ATM S.p.A. in Azienda Speciale del Comune di Milano e il conseguente affidamento diretto in house dei servizi, nonché per la loro gratuità; per la riattivazione del distanziamento tra conducenti e utenti con inibizione della porta anteriore per la salita e la discesa dei passeggeri; per la pulizia, igienizzazione e sanificazione delle vetture e degli ambienti; per la tutela della sicurezza dei lavoratori più esposti ad atti aggressivi, anche con sistemi di protezione passivi; per la fruizione delle ferie per il personale viaggiante, piani aziendali d’assunzione e trasformazione dei contratti a tempo parziale; per l’aumento di €150 netti per tutti i lavoratori, a recupero degli insufficienti aumenti dei contratti nazionali; per ulteriori tematiche di carattere aziendale attinenti, tra l’altro, a indennità ferie, turni particolari e vestiario“.
Tragico incidente domestico in un appartamento di via San Mamete, nel quartiere Adriano. Il corpo trovato semicarbonizzato
Milano, 04 novembre 2023
Tragedia domestica a Milano, nella serata di oggi sabato 4 novembre. Un uomo di 75 anni è morto nella cucina del suo appartamento al 14esimo piano di un condominio di via San Mamete 91, nel quartiere Adriano, periferia ed della città.
Secondo la ricostruzione effettuata dai vigili del fuoco, intervenuti con squadre del Distaccamento di Sesto San Giovanni, nucleo Saf e Carro Soccorso della centrale di via Messina, l’uomo sarebbe rimasto ucciso da unafiammata scaturita dai fornelli. La vittima è stata infatti trovata in cucina con il corpo semicarbonizzato e l’incendio è stato presto circoscritto, senza che le fiamme si propagassero al resto dell’appartamento e del condominio.
Il rogo sarebbe appunto scaturito dai fornelli, in maniera violenta e improvvisa tantoda non lasciare scampo all’anziano.
L’opera, fanno sapere dal Comune di Milano, è la prima struttura di un sistema che dovrebbe evitare ad ampie porzioni della città di finire sott’acqua
Milano, 31 ottobre 2023
Milano da mezzo secolo convive con un “ospite” scomodo in casa. Il fiume Seveso, in occasioni di piogge più o meno intese (e quella di questa notte) ricade decisamente nella prima categoria, si trasforma da placido corso d’acqua per lo più sotterraneo, a partire da via Ornato, in un incubo per tutti i residenti della zona fra Niguarda e l’Isola.
La soluzione sta in un rimedio per il momento mai applicato che, nel corso degli anni, ha provocato una spaccatura fra la grande città e alcuni comuni vicini: sono le vasche di contenimento, grossi baciniartificiali che dovrebbero – nei progetti – raccogliere le acque del fiume, evitando le inondazioni.
Il problema è che molte delle comunità di residenti nelle zone dove gli invasi dovrebbero venire realizzati hanno manifestato la loro opposizione al “piano vasche”, temendo impatti sul territorio.
L’invaso di Bresso – Uno dei progetti, però, sembra essere arrivato a una tappa decisiva. Il Comune di Milano, infatti, in una nota riepilogativa del prezzo pagato dalla città al nubifragio di ieri, fa sapere che sono terminati i lavori di MM dellavasca del Comune di Milano al Parco Nord, in territorio comunale di Bresso. Si tratta della prima opera di un sistema che una volta completato, eviterà le esondazioni del fiume a Milano. Sono in corso i collaudi e venerdì 3 novembre saranno realizzate alcune prove funzionali.
In particolare, nei primi giorni di novembre verrà utilizzata acqua di falda per riempire di pochi centimetri la vasca e testare le apparecchiature elettromeccaniche (pompe di sollevamento, valvole e condotte).
La vasca del Parco Nord durante un collaudo (Comune di Milano)
Nella seconda metà di novembre è previsto lo svolgimento di una ulteriore prova funzionale che interesserà l’intera opera e tutto il ciclo di attività, con il riempimento della vasca attraverso l’immissione delle acque del Seveso e la reimmissione nel torrente e successivamente l’attivazione e l’entrata in funzione della vasca.
Il nubifragio e l’esondazione – Il Seveso è esondato alle 5.50 di questa mattina, rientrando negli argini alle 12.05: gli allagamenti sono durati oltre sei ore. L’ultimo evento paragonabile a quanto accaduto stamane risale al 2014. Una vera e propria bomba d’acqua, con precipitazioni medie pari a una portata di 70 millimetri di acqua all’ora, lungo tutto l’arco della notte fino alle prime ore del mattino.
Immediati sono stati i problemi sulla circolazione stradale soprattutto nella zona nord della città, ora in normalizzazione grazie anche all’intervento di 79 pattuglie della Polizia locale. Temporanei allagamenti si sono riscontrati nei sottopassi Negrotto, Feltre e Rubattino, e sulle linee del trasporto pubblico che Atm ha dovuto deviare: alle 16 è tornata a funzionare nella sua integrità la linea gialla M3, dove si sono verificati alcuni allagamenti.
L’impatto sulle strutture scolastiche – Per quanto riguarda gli edifici scolastici ed educativi di competenza del Comune di Milano, sono circa 160 le segnalazioniin nidi, scuole d’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, con interventi da effettuarsi dopo le piogge di questa notte e l’esondazione successiva e prolungata.
Si tratta principalmente di segnalazioni per allagamenti, infiltrazioni e interruzione di servizionegli impianti di riscaldamento. Le lezioni e i servizi sono stati sospesi in otto scuolea causa degli allagamenti che non hanno reso possibile l’accesso ai bambini e alle bambine.
Questi gli istituti rimasti chiusi: scuola d’infanzia e sezione primavera di via Pallanza 26 (Municipio 2), scuola infanzia di via Muzio 9 (Municipio 2), scuola primaria ‘Muratori e Menotti’(Municipio 2), scuola primaria Fabbri’ (Municipio 2), scuola infanzia e sezione primavera di via Ciriè 10 – Girola 4 (Municipio 9), nido di via Ciriè 12 (Municipio 9) e infine nella secondaria di primo grado ‘Tommaseo’ e nella scuola primaria ‘Locatelli’ (Municipio 9).
L’ondata di piena ha provocato la fuoriuscita del torrente nel tratto interrato di via Valfurva. Viale Zara è un fiume tra viale Marche e viale Stelvio, con allagamenti fino a piazzale Lagosta.
L’ondata di piena ha provocato la fuoriuscita del torrente nel tratto interrato di via Valfurva. Viale Zara è un fiume tra viale Marche e viale Stelvio, con allagamenti fino a piazzale Lagosta. Chiuso viale Testi
Milano, 31 ottobre 2023
I Vigili del fuoco di Milano sono al lavoro dalle 5 per fronteggiare il maltempo che si è abbattuto sulla città e che ha portato, intorno alle 6, all’esondazione del Seveso. A Mediglia, in provincia di Milano, i vigili del Fuoco hanno soccorso una donna rimasta bloccata in auto con i suoi due bambini a causa di un albero caduto per il forte vento. Una trentina gli interventi effettuati che hanno riguardato principalmente la caduta di rami, allagamenti di cantine e per il forte vento di alcuni cartelloni pubblicitari. Gli interventi sono a macchia di leopardo, tuttavia non si registrano grosse criticità e soprattutto non si segnalano al momento interventi relativi al soccorso di persone. “La zona più monitorata è quella tra Viale Fulvio Testi e Cà Granda per la quale le squadre di soccorso hanno chiesto ausilio alla Polizia Locale al fine di interdire – precisano i Vdf – il traffico proprio in quel punto per evitare disagi e criticità agli automobilisti”.
Milano:Seveso esondato all’alba di oggi 31 ottobre 2023
Il Seveso è esondatouna decina di minuti dopo le 6 a Niguarda. L’ondata di piena, gonfiata da un livello di precipitazioni che alle 5 ha raggiunto a Milano Nord la quota di 31 millimetri di acqua all’ora, ha provocato la fuoriuscita del torrente nel tratto interrato di via Valfurva, come comunicato su Facebook in tempo reale dall’assessore comunale alla Sicurezza Marco Granelli con foto in cui si vedono le strade allagate.
Viale Zara è un fiume tra viale Marche e viale Stelvio, con allagamenti fino a piazzale Lagosta.La polizia locale ha chiuso viale Testi, completamente allagato da viale Marche verso piazzale Istria:traffico in tilt in tutta la zona. Evacuate a scopo precauzionale le comunità che si trovano nel parco Lambroper l’innalzamento delle acque dell’omonimo fiume, che resta costantemente monitorato.
L’area attorno a piazzale Istria è completamente allagata, con una pattuglia della polizia locale a impedire il passaggio verso viale Testi. L’acqua ha completamente invaso il viale e i due controviali: solo camion e furgoni riescono a guadare il “fiume” senza rischiare di danneggiare il veicolo. Allagato il sottopasso di viale Testi verso Niguarda. Attorno alle 8.30, il sottopasso di viale Rubicone è stato liberato dall’acqua, con riapertura della circolazione sotto il monitoraggio degli agenti della polizia locale. Restano ancora off limits quelli di viale Testi e via Negrotto.
Sin dalle prime ore della notte, si era temuto per l’ennesima esondazione, considerate le previsioni meteorologiche che anticipavano piogge copiose nelle aree attraversate dal fiume. Allagamenti anche nel resto della città: il Comune ha attivato le idrovore vicino al sottopasso di via Negrotto, uno dei punti storicamente più critici.
Il precedente – Il Seveso era già esondato un mese e mezzo fa, la notte del 15 settembre, ma in quel caso il torrente era uscito per pochi secondi e senza che rimanessero tracce visibili sull’asfalto. L’ennesimo episodio fa tornare ancora una volta al centro del dibattito l’annosa questione delle vasche di laminazione, il sistema anti-alluvioni che Milano, e in particolare Niguarda, attende da decenni per avere un ombrello protettivo contro la minaccia continua del Seveso. L’opera strategicamente più importante, il bacino artificiale realizzato nell’area del Parco Nord, dovrebbe essere completata entro la fine dell’anno.
Seveso esondato a Milano 118 volte in meno di 50 anni, perchè accade?
L’esondazione numero 118 del Seveso in meno di mezzo secolo è iniziata poco dopo le 6 e ha mandato in tilt tutta l’area che da Niguarda scende fino a piazzale Lagosta: strade come fiumi, cantine allagate e traffico completamente in tilt, con l’arteria di viale Testi subito chiusa dalla polizia locale per evitare che gli automobilisti restassero intrappolati.
I numeri – Dal 1975 a oggi, il torrente che viene giù dal monte Sasso e che si inabissa sotto la città in via Ornato è fuoriuscito dal tratto tombinato con una media di due volte e mezza all’anno; solo tra il 2010 e il 2023, è accaduto più di venti volte, con il picco dellesei esondazioni del 2014. I 31 millimetri di pioggia caduti in un’ora all’alba hanno gonfiato il corso del fiume, che in via Valfurva si è riversato in strada.
La polemica sulle vasche – “E qualcuno dice ancora che le vasche non servono“, il post su Facebook dell’assessore comunale alla Sicurezza Marco Granelli, che ha seguito l’evoluzione della situazione per tutta la notte e che alle 6 ha pubblicato le prime foto dell’esondazione. Il riferimento è al progetto che punta a realizzare un sistema di bacini di contenimento delle piene del Seveso, con l’obiettivo di creare un ombrello protettivo a nord della città. “La vasca di Milano è in collaudo, ma le altre, quelle di Regione Lombardia, sono indietro“, ha tenuto a sottolineare l’esponente della Giunta Sala.
Il piano anti-piene – La vasca di Milano è quella che sarà inaugurata tra pochi mesi al Parco Nord, al confine con Bresso, e che, quando sarà entrata in funzione, potrà drenare fino a un massimo di 250mila metri cubi di acqua. Poi ci sono gli altri tre invasi, parte di un piano complessivo da 142 milioni di euro, di cui 112 finanziati dal Governo, 20 dal Comune di Milano e 10 dalla Regione; senza dimenticare gli altri 23 investiti da Palazzo Lombardia per il potenziamento del canale scolmatore di nord-ovest (quello che parte dal Seveso tra Paderno Dugnano e Palazzolo) e i 7,6 milioni arrivati dallo Stato nel 2019 per consolidare il Redefossi (il canale sotterraneo dove viene confluita l’acqua del Seveso a Milano). Complessivamente, più di 170 milioni di euro per progetti che faticano a concretizzarsi.
Il cronoprogramma – Detto della vasca di Bresso, che sta per vedere la luce dopo anni di polemiche e battaglie legali con i residenti della zona, restano gli altri tre invasi da completare a Senago, Lentate e Paderno Dugnano. Quando entreranno in funzione? Secondo l’ultimo cronoprogramma, comunicato lo scorso 15 settembre dall’assessore regionale al Territorio Gianluca Comazzi, “la vasca di Senago sarà terminata per dicembre 2023 ed entrerà in esercizio nella primavera del 2024. Per quella di Lentate sul Seveso l’intervento è stato avviato, e per quanto riguarda l’ultima, a Paderno Dugnano, è in corso la progettazione».
Il preside: “Atto di puro teppismo, denunceremo tutti quelli che riconosciamo nei video”
Rho (Milano), 27 ottobre 2023
Un video dura quattro secondi. La sagoma nera appare nell’inquadratura dello smartphone e sfila veloce tra gli studenti nel cortile della scuola. Tuta attillata total black, sneakers bianche e pistola in pugno. Il secondo filmato mostra una cortina di fumogeni, giovanissimi che corrono su per le scale, in affanno, si salvi chi può, e riecco lo stesso incappucciato, sempre armato, in fuga con l’arma giocattolo nella mano destra. Le immagini che rimbalzano nelle chat di classe raccontano meglio di qualsiasi resocontola paura vissuta all’istituto professionale Puecher di Rho,Milano Nord.
L’assalto – Le 11 di ieri mattina, intervallo tra le lezioni. Una banda di almeno sette-otto ragazzi scavalca le recinzioni e fa irruzione nell’istituto, passamontagna e cappucci delle felpe sui volti, una raffica di petardi e (almeno) una pistola ad aggiungere minaccia al raid.”«Un atto di puro teppismo”, è il commento choccato del preside. Gli studenti si chiudono nelle aule con i professori. Partono le chiamate ai genitori e al 112. Sono voci incontrollate dal dramma: “Stanno sparando a scuola!”. Quasi mezz’ora di panico. Solo nel pomeriggio arriverà l’esito dei primi accertamenti: l’arma era una scacciacani, non è stato esploso neppure un colpo. Il terrore seminato a scuola, quello però era vero.
Black bloc maranza – Black bloc fuori, maranza dentro. Un raid organizzato: qualcuno, nella scuola, sapeva? La baby gang ha saltato i cancelli sul lato di via Monfalcone e, prima di scappare dal retro, ha devastato un laboratorio di Termica al piano terra.Le immagini delle telecamere di sorveglianza e i video girati da studenti e professori sono ora al vaglio degli investigatori dell’Arma. Nella scuola di via Bersaglio c’erano 500 studenti. Sono stati lunghissimi minuti di paura, con il pensiero che correva inquieto ai massacri di massa visti negli Stati Uniti. Le famiglie, avvisate con messaggi e telefonate cariche d’ansia, hanno temuto il peggio: “C’era chi non riusciva più a mettersi in contatto con i figli, è stata una mattinata terribile”.
Dirigente Puecher – Emanuele Contu è il dirigente del Puecher: “Pare che già qualche mese fa, fuori dalla scuola, si fosse verificato un episodio simile. Alcuni ragazzi si sono presentati ai cancelli con il volto nascosto e una pistola scacciacani in pugno”. La scuola aveva denunciato. “Abbiamo ragione di pensare che anche questa volta possa trattarsi di studenti o ex studenti del Puecher”, si legge sul sito web della scuola. Il preside non si tira indietro: “Segnaleremo con nome e cognome ai carabinieri l’identità di tutti coloro che riusciremo a riconoscere”. Fossero davvero iscritti all’istituto professionale, avverte il preside, i maranza con la pistola verrebbero “subito cacciati dalla scuola”.
Caccia ai banditi – I banditi del Puecher, al momento, sono fuggiaschi. La caccia è partita. L’indagine è in corso. Contu non ha prove, ma un sospetto sì: «Quanto accaduto può avere a che fare con il giro di vite che abbiamo dato sulla “circolazione di sostanze“ attorno alla scuola». Il raid all’intervallo potrebbe essere una “ritorsione“ dei baby spacciatori che fanno soldi con la droga fuori dai cancelli. Piccoli criminali: giocano con le pistole come i trapper dei loro video preferiti.
Greenpeace ha completato la mappatura: esposti in sei procure lombarde. E la Regione ha ammesso valori di Pfas superiori al limite nel Lodigiano
Ora è la Regione Lombardia ad ammettere che nelle acque potabili di Crespiatica e Corte Palasio, due Comuni del lodigiano serviti dallo stesso acquedotto, si è riscontrato un valore di concentrazione di Pfas“superiore al limite di sicurezza come somma” se “confrontato con i valori dell’Istituto Superiore di Sanita”.
Questo è quanto si legge, infatti, nella relazione che Palazzo Lombardia ha inviato a Greenpeace, in risposta a una richiesta di accesso agli atti. Evidenze basate sui campionamenti condotti dall’amministrazione regionale nel 2021 (169 in tutto), nel 2022 (200) e nell’anno in corso.
Cosa sono i Pfas – I Pfas sono composti poli e perfluoroalchilici di più tipologie, quindi sostanze chimiche inodori e insapori, resistenti alle alte temperature, agli olii e all’acqua, usate proprio per queste caratteristiche dall’industria dell’abbigliamento, dei cosmetici, del packaging per gli alimenti ma anche per i rivestimenti anti-aderenti di padelle e pentole. Vengono riversate nei fiumi e nell’aria inquinando acque e coltivazioni. In certe concentrazioni sono dannosi per la salute. Da qui l’indagine di Greenpeace.
Peccato, però, che lo scorso maggio – quando l’organizzazione ambientalista diffuse un reportdal quale emergeva la situazione anomala e di rischio per la salute pubblica che univa i due Comuni del lodigiano – dalle amministrazioni locali e dai gestori del servizio piovvero rassicurazioni e smentite.
Il report di Greenpeace – In quel report, Greenpeace metteva in evidenza la situazione di rischio riscontrata anche in altri due Comuni, stavolta della provincia di Bergamo: CaravaggioeMozzanica. Per quanto riguarda questa provincia, la Regione spiega, però, che “il valore somma di Pfas – in sintesi – non è presente nei dati” inviati. Greenpeace, nel frattempo, ha proseguito con i campionamenti, ieri ha reso noti gli ultimi dati e annunciato di aver presentato esposti a 6 procure lombarde: Bergamo, Brescia, Como, Milano, Lodi, Varese.
Trovate sostanze dannose – “Undici campioni su 31, pari a circa il 35% del totale, rivelano la presenza di Pfas nelle acque potabili di diversi Comuni lombardi“, fa sapere l’organizzazione ambientalista. “I campioni, analizzati da un laboratorio indipendente, sono stati raccolti tra il 12 e il 18 maggio scorso, per la maggior parte da fontane pubbliche, spesso collocate in parchi giochi o in prossimità di scuole primarie: punti sensibili perché i minori potenzialmente esposti alla contaminazione sono soggetti a maggior rischio“, spiega la nota di Greenpeace.
“In quattro casi è stata riscontrata una contaminazione da Pfas superiore al limite della Direttiva europea 2184 del 2020, pari a 100 nanogrammi per litro: è avvenuto proprio a Caravaggio e Mozzanica, a Corte Palasio e Crespiatica“.
Si tratta di concentrazioni che richiedono un intervento immediato. A Crespiatica si sono addirittura superati i mille nanogrammi per litro. “Per fare un confronto – insistono gli ambientalisti – in presenza di concentrazioni analoghe oltre 20 Comuni veneti furono inseriti dalla Regione nell’“area rossa” e la popolazione fu sottoposta a screening sanitari“.
Dov’erano i campioni contaminati – Nei restanti 7 campioni lombardi risultati contaminati, le analisi hanno evidenziato concentrazioni comprese tra 12 nanogrammi per litro (a Pontirolo Nuovo, Bergamo) e 54 nanogrammi per litro (Mariano Comense, Como). In 5 dei 7 casi (Capriolo, provincia di Brescia, Somma Lombardo, provincia di Varese, Mariano Comense, via Civitavecchiaevia Cusago a Milano) le concentrazioni “erano superiori ai valori più cautelativi per la salute umana vigenti in Danimarca o proposti negli Usa“.
“Le autorità lombarde sono manchevoli – conclude Giuseppe Ungherese, responsabile della campagna di Greenpeace –, chiediamo alle procure che siano adottati i provvedimenti cautelari necessari a impedire il protrarsi della somministrazione di acque contenenti Pfas ai cittadini“
Chi è nel mercato tutelato del metano può scegliere di non fare nulla o cercare un contratto più conveniente. Per l’elettricità tutto diverso: è un obbligo sottoscrivere un’altra offerta rispetto a quella attuale.
Tre mesi di tempo. La fine del mercato tutelato si avvicina se è vero che il 31 dicembre suonerà il gong per l’inizio del mercato libero. Per il gas il passaggio sarà meno traumatico rispetto all’energia.
Cosa succederà esattamente? Ad oggi sono circa 170.000 i clienti Estra che si trovano ancora nel mercato tutelato del gas e c’è da dire che nessuno di loro resterà senza fornitura: semplicemente da gennaio l’utenza resterà agganciata all’attuale fornitore. Vale per i clienti Estra così per tutti i clienti di altre compagnie. Nel caso dell’energia elettrica invece il passaggio al mercato libero comporta necessariamente la sottoscrizione di un nuovo contratto. Chi non rispetterà la scadenza non resterà senza corrente, ma si troverà con un fornitore che non ha scelto e che ha acquistato la sua utenza all’asta. Resta per chiunque la possibilità, in qualsiasi momento, di sottoscrivere un contratto a propria scelta.
Guardando in casa Estra, dopo il 31 dicembre la società continuerà il rapporto con i clienti attualmente nel mercato di tutela del gas secondo le modalità previste da Arera e senza necessità di alcuna azione da parte dei clienti stessi, che riceveranno tutte le informazioni attraverso l’invio di comunicazioni scritte entro la fine del mese. I clienti quindi continueranno a ricevere il gas a prezzi stabiliti dall’Autorità. Grazie a questa transizione i cittadini che vorranno potranno scegliere di restare con Estra, ma sottoscrivendo un contratto più adatto alle proprie esigenze. Sul sito della società sono indicate tutte le offerte, tra le quali ne spicca una che offre il 30% di sconto sulla quota fissa proprio per incrementare il passaggio al mercato libero. Chi non farà nessuna scelta sarà passato direttamente alla tariffa “Placet” che più o meno ricalca i costi attuali.
Con la scadenza del 31 dicembre c’è un’altra novità. A partire dal 1° gennaio i clienti cosiddetti ’vulnerabili’ continueranno ad essere serviti da Estra nel nuovo ’servizio di tutela della vulnerabilità’, che prevede condizioni economiche più leggere stabilite direttamente da Arera. Rientrano nella categoria dei ’vulnerabili’ coloro che hanno compiuto 76 anni di età; che si trovano in condizioni economicamente svantaggiate, i soggetti titolari della legge 104 e chi abita in strutture di emergenza. Situazioni che riguardano circa il 42% dei clienti di Estra.
“La fine del mercato tutelato è ormai prossima ed Estra si sta muovendo celermente per accompagnare la clientela interessata verso un passaggio sereno e soprattutto informato – sottolinea Francesco Macrì, presidente di Estra –. Vogliamo tranquillizzare la clientela fornendo in anticipo tutte le informazioni utili per dare modo a ciascuno di scegliere la soluzione più idonea alle proprie specifiche esigenze. L’invito in questa fase è quello di affidarsi ad aziende solide con una rete territoriale in grado di offrire assistenza e risposte“.
Si tratta del fumo di un rogo divampato sabato mattina alla cascina Cossa nelle campagne di Buccinasco. In fiamme alcune balle di fieno. Tra i quartieri più «colpiti» dalle esalazioni la Barona, il Lorenteggio, i Navigli e il Gratosoglio
Un forte odore di bruciato. Molte zone della periferia sud di Milano o dell’hinterland sono state invase nella notte tra sabato 9 e domenica 10 settembre da un intenso odore di fumo e, in alcuni casi, da una nebbia di fuliggine. Decine le chiamate dei cittadini al centralino dei vigili del fuoco per segnalare la presenza di un «misterioso» incendio. In alcuni casi i testimoni hanno parlato di forte odore di plastica bruciata. Lo stesso è avvenuto fin dalle prime luci dell’alba sui gruppi social dei vari comuni e nelle social street di quartiere.
Tra i messaggi c’è chi segnala «l’impossibilità di tenere le finestre aperte», «bruciori alla gola», o ancora fastidi anche solo nell’uscire di per portare il cane al parco. Tra i quartieri più «colpiti» la Barona, il Lorenteggio, i Navigli e la zona del Gratosoglio. Ma l’odore di fumo è arrivato anche in alcune zone del centro. «Arriva fino a Milano zona Famagosta e oltre, verso viale Cermenate e Porta Genova. Qui sembra ci sia nebbia», uno dei messaggi sui social. «Ho chiuso le finestre, mi brucia la gola… è terribile», le parole di una residente della Barona.
In realtà, come ricostruito e verificato più volte dai vigili del fuoco, non c’è nessun vasto incendio in corso. Il motivo sarebbe legato invece a un rogo divampato sabato mattina alla cascina Cossa nelle campagne di Buccinasco. Qui sono andate a fuoco decine di balle di fieno stipate all’interno di un magazzino. Un incendio che ha impegnato per ore i vigili del fuoco ma che, a parte i danni ingenti alla struttura,non ha causato vittime.
I titolari e i lavoratori sono riusciti a mettere in salvo anche tutte le mucche e i vitelli. Tuttavia anche se le fiamme sono praticamente domate, il fuoco continua a bruciare lentamente le balle. Tanto che i vigili del fuoco sono ancora impegnati sul posto. In particolare i pompieri stanno cercando di «smassare» il fieno e la paglia, azione necessaria per bloccare i focolai. Nella notte però c’è stato un leggero cambiamento del ventoche ha sollevato la fuliggine portandola verso la città. Questo spiega l’intenso odore di fumo di queste ore. L’assenza di forte vento ha creato una cappa su buona parte della città provocando il forte odore e i bruciori segnalati dagli abitanti.
Il ristorante andato a fuoco sotto la sede del partito democratico e la colonna di fumo del rogo
Via Vittorio Emanuele, il rogo sarebbe partito da un locale, devastato dalle fiamme. Sul posto vigili del fuoco, carabinieri e polizia locale. La colonna di fumo visibile anche a chilometri di distanza
Milano, 6 settembre 2023
Dentro non c’era nessuno. Per fortuna, perché il locale ha impiegato pochi istanti a riempirsi di fumo e le fiamme sono arrivate al soffitto, facendo uscire la coltre nera dalle tegole del tetto. Secondo una prima ricostruzione dei vigili del fuoco l’incendio scoppiato al ristorante cinese “Good”, in via Vittorio Emanuele II, sarebbe partito da una cappa della cucina. Dentro c’erano due lavoratori ma sono riusciti ad allontanarsi in tempo e a mettersi in salvo.
Il rogo – Sul posto sono intervenuti due mezzi dei vigili del fuoco, l’autopompa e l’autoscala, per un totale di venti uomini impegnati per domare il rogo. Presenti anche icarabinieri che hanno messo in sicurezza l’area per consentire ai pompieri di lavorare e la polizia locale che ha gestito il traffico intenso che si è creato lungo la via, snodo principale di Corsico, dove si sono formatelunghe code, considerando che l’intervento dei vigili del fuoco ha reso necessaria la chiusura di una porzione di strada. Per fortuna, non sono state coinvolte persone e nessuno è rimasto ferito o intossicato.
Danni alla sede Pd – Il rogo ha interessato anche la sede locale del Partito democratico, sita proprio al primo piano del palazzo che ospita il locale asiatico. La colonna di fumo che si è formata è rimasta a lungo visibile anche a chilometri di distanza
La conducente della vettura in ospedale per accertamenti
È un autista di mezzi di soccorso il ferito più grave a seguito di uno scontro tra due auto, questo pomeriggio in corso Matteotti a Seregno (Monza), una delle quali ha sfondato la vetrata di un centro diurno per disabili, piombando all’interno.
L’uomo, 57 anni, era il più vicino al vetro quando una Nissan Juke guidata da una donna di 40 anni lo ha sfondato.
A quanto emerso dai primi rilievi effettuati dalle forze dell’ordine, la quarantenne, anche lei portata in ospedale per accertamenti, non avrebbe rispettato la precedenza, attraversando l’incrocio e finendo tamponata da un’altra auto, guidata da un uomo di 87 anni, rimasto illeso. Il terzo ferito è un altro addetto ai trasporti sanitari, anche lui portato in pronto soccorso ma senza aver riportato ferite gravi.
L’uomo, 34 anni e originario di Palermo, secondo le ricostruzioni era ubriaco ed è stato bloccato dalla vigilanza. Mentre era immobilizzato si è sentito male e ha smesso di respirare. I vigilentes indagati per omicidio colposo
Un uomo, 34enne originario di Palermo, è morto poco prima dell’una di domenica notte in via Russolo,a Rogoredo, fuori dalla sede di Sky Italia. Secondo le prime informazioni la vittima, in stato di forte alterazione, avrebbe tentato dientrare all’interno degli uffici. L’uomo è stato fermato da due vigilantes che alla fine lo hanno atterrato è immobilizzato in attesa dell’arrivo della polizia.
In quei minuti però il 34enne si è sentito male e ha smesso di respirare. Le guardie, una in particolare che lo teneva a terra poco dopo si sono accorte del maloree hanno cercato di soccorrere e rianimare la vittima senza riuscirci. L’uomo è stato trasportato dal 118 al pronto soccorso dell’ospedale San Raffaele dove però è stato dichiarato il decesso. Sul caso è stata aperta un’indagine affidata alla squadra Mobile.La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo: i due vigilantes sono indagati.continua a leggere
Il cippato degli alberi caduti per il nubifragio viene conferito alla rete di teleriscaldamento
Il recupero del legno a Cesano Boscone (foto Comune)
Il nubifragio del 25 luglio ha devastato i parchi, sia a Milano sia nell’hinterland, “spazzando” via migliaia di alberi. Da Cesano Boscone, nell’hinterland sud-ovest del capoluogo, arriva una pratica virtuosa per riutilizzare gli alberi crollati nell’ottica dell’economia circolare. Diventeranno una fonte d’energia pulita.
Il cippato derivato dal taglio delle alberature è stato destinato all’impianto di teleriscaldamento del quartiere Giardino. Senza costi aggiuntivi per la collettività, il ritiro del cippato è effettuato da una società specializzata, incaricata da quella che gestisce la rete di teleriscaldamento. “Duplice l’obiettivo raggiunto. Da una parte riutlizzare legname, ramaglie e fogliame accatastati in seguito alla messa in sicurezza del territorio. Dall’altra risparmiare alla comunità la spesa per il loro smaltimento“, commenta l’assessore Marco Pozza, che ha la delega all’ambiente e alla manutenzione urbana.
Riaperto il parco Pertini – E, nel frattempo, sabato 5 agosto a Cesano Boscone sono stati riaperti il parco Pertini (tranne alcune aree ancora transennate) e il centro anziani (l’ingresso e il parcheggio), in seguito alle verifiche degli agronomi. È anche nuovamente consentita la fruizione degli spazi esterni della scuola d’infanzia Walt Disney e dell’asilo nido Garibaldi.
“Abbiamo voluto ripristinare almeno parzialmente il parco per restituire alla città un luogo di svago frequentato da molte famiglie“, spiega Salvatore Gattuso, vice sindaco con funzione di sindaco pro tempore: “Ringrazio i volontari, il personale comunale e la protezione civile per l’impegno dimostrato“. Gli altri spazi verdi saranno riaperti a mano a mano che le verifiche dei tecnici lo consentiranno.
A Milano un bando per riutilizzare il legno – Il Comune di Milano, intanto, ha già pubblicato un bando per il riutilizzo del legno recuperato dagli alberi caduti nel capoluogo, con l’obiettivo di non sprecare niente. Il legno potrà essere utilizzato per realizzare mobili e arredi (anche pubblici), nonché per la produzione di biomasse come fonte energetica naturale. “Vogliamo ridare nuova vita al legno raccolto affinché non sia un rifiuto ma una risorsa“, ha spiegato l’assessora milanese al verde Elena Grandi.
Da un serbatoio si è verificata una dispersione della sostanza tossica. La zona è stata bonificata
Casatenovo (Lecco), 26 luglio 2023
La falla è stata riparata, l’aria è tornata respirabile e l’allarme nube chimica è cessato a Casatenovo. I vigili del fuoco e i tecnici di stabilimento del salumificio Vismara hanno lavorato tutta notte per bloccare la dispersione di ammoniaca da un serbatoio. Le operazioni di bonifica sono terminate solo all’alma.
Cessato allarme – “Si conferma che vi è stata una perdita da un serbatoio di ammoniaca all’interno dell’azienda Vismara; la perdita di ammoniaca è stata interrotta”, conferma il sindaco di Casatenovo Filippo Galbiati. Che prosegue: “Attualmente le zone all’aperto, anche in prossimità dell’azienda, vengono definite zone bianche, senza più inquinamento ambientale percepibile. I cittadini che si sono allontanati da casa possono rientrare nelle loro abitazioni”. Molti di quanti vivono vicino alla Vismara hanno infatti preferito lasciare le proprie abitazioni, mentre gli altri si sono tappati in casa con le finestre sigillate.
I vigili del fuoco – Sul posto hanno operato i vigili del fuoco di diverse squadre del distaccamento di volontari di Merate e del comando provinciale di Lecco. Agli specialisti del nucleo Nbcr di Lecco si sono aggiunti di rinforzo pure i colleghi del nucleo operativo regionale di Milano. I vigili del fuoco delle squadre Nbcr sono equipaggiati e addestrati per fronteggiare pericoli nucleari, biologici, chimici e radiologici. Sono stati loro ad individuare e risolvere il problema. Con loro, oltre ai carabinieri, anche i tecnici di Arpa e Ats per monitorare e valutare i possibili rischi per la salute e ambientali.
Nessun intossicato – Nonostante il forte e pungente odore acre dell’ammoniaca che ha saturato l’aria, specialmente nella zona di Sant’Anna e Campofiorezo, dove si trova il nuovo stabilimenti della Vismara,non sono stati registrati intossicati. Per tutta la notte sono rimasti presenti in loco i sanitari di Areu con i volontari della Croce bianca con due ambulanze per fornire assistenza a chi eventualmente ne avesse bisogno. A parte il bruciore alle vie aeree e agli occhi, i residenti non hanno manifestato malori né altri problemi più preoccupanti. Terminata l’allarta i soccorritori sono rientrari nelle loro sedi di provenienza.
La perdita di ammoniaca – Mercoledì sera, nel momento in cui si è verificata la perdita di ammoniaca da un serbatoio, lo stabilimento era vuoto, non c’erano addetti al lavoro e l’impianto non funzionava. A lanciare l’allarme sono stati i residenti. Non è stato per pra chiarito per quale motivo si sia aperta la falla. Si presume sia stata provocata da un problema o un guasto tecnico, dovuto magari all’accessova pressione nei condotti. L’ammoniaca stoccata in serbatoi viene utilizzata per le lavorazioni industriali. E’ ulteriormente arricchita di sostanze odorifere proprio perché sia immediatamente avvertita in caso di perdite.
I carabinieri forestali stanno indagando sull’improvvisa non potabilità dell’acqua
I violenti temporali delle ultime ore potrebbero averinquinato le falde acquifere contaminandole con materiale organico proveniente da pascoli in quota. Solo una delle ipotesi al vaglio dei Carabinieri Forestali che stanno indagando sull’improvvisa non potabilità dell’acqua a Sondrio. Venerdì infatti il sindaco Marco Scaramellini ha emesso un’ordinanza con la quale avverte la popolazione che l’acqua dei rubinetti non è utilizzabile a scopi alimentari, se non dopo la bollitura.
Le analisi periodiche effettuate dal gestore idrico su campioni prelevati in alcuni punti rete della città hanno evidenziato valori microbiologici non conformi ai parametri di legge. Insomma, l’acqua non si può bere in tutto il territorio comunale. Ai cittadini non è rimasto altro da fare che affollare i supermercati per rifornirsi di bottiglie di minerale. Intanto la Procura di Sondrio, diretta da Piero Basilone, ha disposto un’indagine affidando ai militari della Forestale il compito di risalire alle cause dell’inquinamento che ha fatto scattare l’emergenza idrica. I primi accertamenti sono già in corso. Secam, gestore del servizio, è al lavoro per una rapida soluzione.
È accaduto lunedì mattina, poco dopo le 9. Chiuso il tratto compreso tra Lainate e il bivio con l’A9 in direzione dell’allacciamento con l’A4
È di 4 mezzi coinvolti, fra cui anche un tir, e di diversi feriti, il bilancio dell’incidente stradale lungo l’Autostrada dei Laghi A8.
L’incidente è avvenuto lunedì mattina, quando erano passate da poco le 9, all’altezza di Lainate.
È stato temporaneamente chiuso il tratto compreso tra Lainate e il bivio con l’A9 in direzione dell’allacciamento con l’A4.
Il Tir ha saltato la carreggiata – La dinamica è al vaglio della Polstrada Autolaghi ma dalle prime informazioni il mezzo pesante avrebbe effettuato un salto di carreggiata investendo direttamente un’auto e in seguito la barriera in cemento.
I feriti sono stati soccorsi da ambulanze e automediche coordinate da Areu metropolitana che ha inviato sul posto anche un elicottero sanitario; sul posto anche i vigili del fuoco del comando provinciale di Milano.
Dei feriti, il più grave è l’uomo alla guida dell’auto colpita dal mezzo pesante finito in codice rosso al Niguarda, mentre gli altri due, meno gravi ricoverati in codice giallo, uno all’ospedale di Legnano e l’altro al Sant’Anna di Como.
La coda di chilometri sulla A8 e sulla A9 – Società autostrade fa sapere che sul luogo dell’evento il traffico è bloccato e si registrano 8 km di coda verso Milano e 3 km verso Varese. Inoltre si registrano 5 km di coda in A9, in corrispondenza dell’immissione obbligatoria in A8 verso Varese.
Come aggirare la coda – Società autostrade consiglia, per chi viaggia da Varese verso Milano, di uscire a Busto Arsizio, di percorrere la Strada Statale 36 per raggiungere lo svincolo di Marcallo Mesero dove immettersi in A4 verso Milano. Percorso inverso per chi da Venezia è diretto a Varese.
Agli utenti provenienti da Como e diretti verso Milano si consiglia di percorrere l’A36 Pedemontana, quindi la Strada Statale 35 per raggiungere lo svincolo di Cormano dove immettersi in A4.
Percorso inverso per chi da Milano è diretto verso Como.
L’edificio di tre piani è all’interno di un caseggiato tra via Amatore Sciesa e via Anfossi. I Vigili del fuoco al lavoro con i cani molecolari per escludere la presenza di persone sotto le macerie e mettere l’area in sicurezza
La palazzina crollata su se stessa prima della mezzanotte era stata dichiarata inagibile, e dunque fortunatamente disabitata. L’edificio non è fronte strada ma all’interno di un caseggiato che non è stato necessario evacuare. Tra le ipotesi del crollo c’è anche la fuga di gas. Nella palazzina erano in corso dei lavori di ristrutturazione «per un rinforzo statico». Alcuni testimoni riferiscono di aver sentito due boati prima del crollo. I vigili del fuoco, insieme con i soccorritori del 118 e la Polizia di Stato sono al lavoro con i cani molecolari per escludere la presenza di persone sotto le macerie. «C’era puzza di gas, poi all’improvviso ho sentito un rumore come se fosse venuta giù una vetrata». È quanto racconta una residente di via Amatore Sciesa. «Prima ho sentito come una fuga d’acqua e affacciandomi ho visto della polvere nel cortile interno. Dopo dieci minuti ho sentito un rumore di qualcosa che cadeva, come quando si svuota il vetro nella spazzatura. Dopo trenta secondi, il boato molto forte del crollo»: questo il racconto un altro testimone, Fabrizio, che vive in un appartamento con affaccio sul cortile dove questa notte è crollata una palazzina in ristrutturazione. I lavori, ha riferito, erano iniziati da un paio di settimane. Poi poco prima di mezzanotte i rumori e il boato del crollo della palazzina che è praticamente implosa. «Mi sono spaventato» ha aggiunto.
Incendio alimentato proprio dalla gran quantità di materiale legnoso depositato nel capannone dell’azienda. Nessun ferito né intossicato
Villanterio (Pavia), 12 luglio 2023
Fiamme altissime e colonna di fumo visibile anche da parecchi chilometri di distanza. A Villanterio, in località Cascina Castellere, un incendio di vaste dimensioni è scoppiato in una ditta di legnami. Proprio il tanto materiale legnoso, per sua natura combustibile, ha alimentato il rogo divampato poco prima delle 19 di oggi, mercoledì 12 luglio, per un intervento di spegnimento che sta impegnando e impegnerà a lungo i vigili del fuoco intervenuti sul posto con più squadre.
Non ci sono per fortuna feriti né risultano, al momento, intossicati dal pur tanto fumo, con la colonna nera che si alza rapidamente senza permanere pericolosamente in zona. Ovviamente le cause dell’incendio non sono ancora note e dovranno essere accertate per quanto possibile dopo le fasi di spegnimento e della successiva messa in sicurezza di quello che rimarrà della ditta dopo il rogo. Di certo ad essereavvolto dalle fiamme è stato il capannone utilizzato proprio come deposito del legname che viene commercializzato dalla stessa ditta, con il fuoco che si è anche propagato con facilità alle adiacenti strutture della medesima azienda, ben visibile percorrendo l’ex Statale 412 della Val Tidone, strada che è comunque rimasta percorribile, nonostante rallentamenti per gli automobilisti ‘distratti’ dalle impressionanti dimensioni dell’incendio.
Il treno, carico di turisti diretti verso la Svizzera, procedeva a velocità ridotta. Nessuno è rimasto ferito. Il Bernina Express è stato riconosciuto patrimonio mondiale Unesco
L’incidente lungo la strada che dalla basilica della Madonna di Tirano porta verso la frontiera. Rumore, fumo e attimi di paura quandola terza vettura del convoglio, che era appena partito, è uscita dai binari. Deragliato il Trenino Rosso del Bernina, che collega il capolinea italiano Tirano, in alta Valtellina, a Saint Moritz, in Engadina.
È accaduto mercoledì pomeriggio: il treno, carico di turisti direttiverso la Svizzera, procedeva a velocità ridotta. Nessuno è rimasto ferito. I passeggeri, assistiti dal personale di bordo, sono stati fatti scendere dalle carrozze e accompagnati alla vicina stazione di Tirano. I tecnici si sono messi subito al lavoro per ripristinare la circolazione.
Il Bernina Express, riconosciuto patrimonio mondiale Unesco, appartiene alla Ferrovia Retica: il trenino rosso, come è stato soprannominato per il colore fiammante delle sue carrozze, è il più alto d’Europa, in grado di scalare le Alpi senza l’uso della cremagliera.
Il progetto risale al 2005, le prime sei fermate sono state aperte a novembre
Un aereo di 20 metri viaggia sopra piazza San Babila. DirezioneLinate, sospeso immobile a quattro metri e dieci d’altezza a simboleggiare la vicinanza tra il cuore storico della città e l’aeroporto cittadino la cui distanza da oggi si accorcia a 12 minuti. LaM4, quinta linea del metrò che unirà l’Ovest all’Est, lo scalo Forlanini e San Cristoforo, arriva finalmente in centro.(Qui le modifiche ai percorsi dei bus).
Variazioni di percorso, nuove linee e modifiche. Il caso della 73: protesta dei residenti sotto Palazzo Marino
Con l’inaugurazione della nuova tratta della M4 (linea Blu), che permetterà di raggiungere Linate in meno di un quarto d’ora dal centro di Milano, cambia anche la mobilità di superficie. Atm sta riorganizzando le corse con l’obiettivo di evitare sovrapposizione con la metropolitana. Ecco le modifiche.
Le nuove linee dei bus – Da mercoledì, per 13 linee sono previste variazioni di percorso e corse aggiuntive così da garantire i collegamentitra le diverse zone della città e la connessione tra le fermate di superficie e la rete metropolitana. Nascono tre nuove linee: il bus notturno NM4 che sostituisce di sera la metropolitana da Linate al centro città, ilbus 85 che collega piazza Napoli con Cadorna e San Babila in sostituzione di un tratto che era percorso dalla linea 61 e la festiva 903 in servizio tra i comuni di San Donato, Peschiera Borromeo e Segrate. Verrà potenziato il bus 88con nuove corse alternate per via dell’Aviazione e per Linate paese creando un nuovo collegamento con l’ospedale Monzino.
Le linee prolungate – Saranno prolungati i percorsi di alcune linee: il bus 34 nel quartiere Fatima continua le corse da via Chopin fino a via Amidani; la linea 54 dal nuovo capolinea di Dateo M4 prosegue oltre Lambrate fino a Cascina Gobba M2 in sostituzione della linea 75; il bus 60 prolunga da largo Augusto a piazza Diaz/Duomo M1-M3. Inoltre la linea 901 prolunga il percorso da Peschiera Borromeo creando un nuovo collegamento con Dateo M4 oltre a San Donato M3, integrata da un nuovo percorso della linea 902. I bus 38, 45, 61, 66, 77 e 84 cambiano i loro percorsi evitando le sovrapposizioni con la M4 e le altre linee di superficie. L’attuale linea 73 resta invece in servizio solo tra Linate Aeroporto e San Felicino, dove prende il nuovo nome di 973.
Le proteste per la 73 – C’è però chi si oppone a queste modifiche, in particolare a quelle relative alla linea 73. Lunedì un presidio di cittadini ha protestato sotto Palazzo Marino, esponendo lo striscione «La 73 non si tocca». «Non tutti possono farsi un chilometro di strada a piedi per raggiungere la fermata della nuova metro Forlanini – ha raccontato Cecilia De Santis, abitante della zona -. Inoltre ci sono tutte quelle persone che salgono sul bus con la carrozzina che ora sono facilitati e invece i tram, come il 27, che verranno potenziati hanno i gradini molto alti». C’è anche chi abita a Novegro e si lamenta dei molti mezzi che ora dovrà prendere: «Mio figlio di 17 anni frequenta un liceo scientifico in viale Campania – ha raccontato una residente – e ora dovràprendere una navettache lo porta in aeroporto, poi scenderà aprendere la metro, fermandosi alla fermata Repetti e infine salirà sulla 27: ora invece prende solo il 73».
La parte iniziale del mezzo pubblico è uscita dai binari. Una donna è stata portata in codice giallo in ospedale
Milano, 03 luglio 2023
Un tram della linea 15 è uscito dai binari alle 15.30 in piazza Abbiategrasso: per motivi ancora da accertare, la parte iniziale del mezzo pubblico è deragliata, sembra senza il coinvolgimento di altri veicoli. Il conducente e alcuni passeggeri, compresa una donna di 80 anni, sonorimasti contusi nell’incidente: stando alle prime informazioni, nessuno di loro avrebbe riportato gravi conseguenze; sul posto sono intervenuti i sanitari di Areu con diverse ambulanze per prestare le prime cure e valutare la necessità di un passaggio in pronto soccorso. Dopo l’uscita dai binari, un pezzo di pantografo, il dispositivo che trae dalla linea aerea l’energia elettrica per alimentare il tram, è caduto su una macchina parcheggiata. In piazza Abbiategrasso sono arrivati anche gli agenti della polizia locale per ricostruire l’accaduto.
Il tram che procedeva in direzione centro città ha urtato un albero all’angolo tra piazza Abbiategrasso e via Medeghino: i rami hanno colpito il pantografo del mezzo che procedeva in senso opposto, che si è rotto ed è caduto su un’auto. Una passeggera del tram è stata trasportata al Policlinico in codice giallo, mentre il conducente è stato accompagnato in codice verde al pronto soccorso del San Carlo, così come un’altra passeggera. Altre tre donne sono state trasportate in codice verde all’Humanitas.
L’uomo era in sella alla sua bici sulla ciclabile tratteggiata a terra con la vernice, poi la svolta all’incrocio. È stato trasportato incosciente, in codice rosso e in pericolo di vita all’ospedale di Niguarda.
L’abitacolo dell’auto è invasa dai vetri. Il parabrezza è andato in mille pezzi. Il cofano della piccola utilitaria sembra essere stato quasi schiacciato. La bicicletta, incredibilmente integra, è sul selciato a una ventina di metri di distanza. L’ambulanza si avvia d’urgenza verso l’ospedale Niguarda. Trasporta un 46enne peruviano, residente a Cologno Monzese, in condizioni critiche. È l’ennesimo ciclista coinvolto in un grave incidente stradale a Milano.
Lo scontro è avvenuto poco dopo le 17 di lunedì 26 giugno, in fondo a viale Monza, all’ingresso in città da Sesto San Giovanni. È dall’hinterland nord che arriva il ciclista. Si muove sulla ciclabile tratteggiata a vernice a terra. Poi si sposta sulla destra, all’incrocio con via Pindaro, per svoltare a sinistra. L’automobile si muove lungo il viale in direzione opposta, verso la periferia. Centra in pieno l’uomo in biciletta, che vola sul cofano e il parabrezza, mentre la bici rimbalza avanti.
«Era nascosto, è sbucato all’improvviso», avrebbe detto il giovane guidatore della vettura che dopo l’urto si è fermato a prestare soccorso. Sul posto si sono precipitate un’ambulanza e un’automedica. Al loro arrivo il ferito non era cosciente. Dopo averlo stabilizzato e intubato, lo hanno accompagnato in codice rosso al Niguarda: la prognosi per lui è riservata. Presenti sul luogo dell’incidente anche gli agenti della Polizia locale per i rilievi necessari a stabilire l’esatta dinamica del sinistro. Andrà capito in particolare il rispetto da parte dei due mezzi coinvolti del semaforo: in quell’incrocio, infatti, la svolta a sinistra è regolamentata da un semaforo dedicato. E andrà verificato anche se il sistema di segnalamento era in funzione: alcuni passanti riferiscono che un’ora prima dello scontro, il semaforo a quell’incrocio fosse spento.
L’incidente avviene a pochi giorni da quello che ha ucciso la 60enne Alfina D’Amato, travolta giovedì 22 giugno in piazza Durante da una betoniera. Al semaforo, la donna si era affiancata al mezzo pesante, finendo però nell’angolo cieco del guidatore che al momento della svolta non ha visto la ciclista. Alfina D’Amato era poi morta in ospedale: viveva in viale Monza, a neanche un chilometro dal luogo dello scontro.
La Guardia di Finanza ha sequestrato 11.550 litri di fitofarmaci e 450 quintali di fertilizzanti.
Vigevano, 26 giugno 2023
Una maxi-operazione finalizzata al contrasto di una maxi-frode nel settore del riso biologicoha interessato 14 aziende agricole del territorio della provincia di Pavia, in larga parte collocate nel territorio della Lomellina.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Pavia e affidata alla Guardia di Finanza e all’Unità investigativa centrale del Dipartimento dell’Ispettorato repressione frodi del Ministero dell’Agricoltura, ha portato alsequestro di 11.500 litri di fitofarmaci e di 450 quintali di fertilizzanti.
I controlli sono partiti dall’analisi di specifici fattori di rischio e da accertamenti del Dipartimento repressione frodi sulle annate di produzione di riso biologico a partire dal 2021. Gli elementi raccolti hanno portato all’emissione di un decreto di perquisizione che, giovedì scorso, ha interessato 14 aziende che si occupano della coltivazione di riso biologico in provincia di Pavia che ha portato al ritrovamento di fitofarmaci ed erbicidi il cui utilizzo è vietato dalle normative regionali e nazionali.
Oltre al materiale rinvenuto gli uomini delle Fiamme Gialle hanno ritrovato numerosissime confezioni vuote di prodotti fitosanitari già utilizzati e documenti contabili ed extracontabili: per determinare il livello di contaminazione delle produzione falsamente attestate come biologiche, il personale tecnico del Dipartimenti repressione frodi ha effettuato dei campionamenti del riso coltivato nelle aziende oggetto dei controlli.
L’impianto di Bergamo del 1927, intitolato agli Atleti Azzurri d’Italia, sarà completamente ristrutturato entro il settembre 2024, con una capienza da 24 mila posti numerati a sedere e copertura integrale. Il Gewiss Stadium avrà una capienza ridotta a 16.500 posti.
Gewiss Stadium, a Bergamo il restyling per il primo secolo di vita
Tra cinque anni lo stadio di Bergamo compie il suo primo secolo di vita che festeggerà alla grande, completamente ristrutturato, con una capienza da oltre 24 mila posti numerati a sedere e copertura integrale. Uno stadio vecchio, come storia, ma proiettato al futuro.
L’impianto del 1927, inaugurato nel 1928, e intitolato prima a Mario Brumana e poi agli Atleti Azzurri d’Italia, dopo quasi 90 anni da stadio comunale dal 2017 appartiene all’Atalanta, che dal 2019 ha avviato un ambizioso programma di totale restyling. Nell’estate 2019 è stata demolita e ricostruita la Curva Nord Pisani, il cuore caldo del tifo nerazzurro, con gradinate verticali a ridosso del campo e tetto. Nel 2020, nonostante la pandemia, il restyling ha riguardato la tribuna Rinascimento su viale Giulio Cesare, mentre la dirimpettaia Tribuna Centrale era stata ristrutturata nel 2015, con la creazione di Pitch view a bordo campo e in alto gli Sky box.
Dal 5 giugno è cominciata la terza e ultima tranche dei lavori, la più complessa per la riqualificazione della Curva Sud Morosini (sul modello già attuato per la Nord), oltre che per la realizzazione del parcheggio interrato e delle opere di urbanizzazione. I lavori dureranno 15 mesi con l’obiettivo di terminare entro il settembre 2024. Il Gewiss Stadium, pertanto, nella prossima stagione avrà una capienza ridotta a tre quarti dell’impianto: 16.500 posti disponibili, di cui 750 per gli ospiti
I finanzieri del Comando Provinciale di Milano stanno dando esecuzione a un decreto di sequestro preventivo d’urgenza emesso dalla Procura della Repubblica di Milano, nei confronti di Esselunga per l’importo complessivo di 47.765.684,45 euro. Secondo le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Milano con la collaborazione del Settore Contrasto Illeciti dell’Agenzia delle Entrate, sarebbe stata realizzata «una complessa frode fiscale caratterizzata dall’utilizzo, da parte della beneficiaria finale del meccanismo illecito, di fatture per operazioni giuridicamente inesistenti e dalla stipula di fittizi contratti di appalto per la somministrazione di manodopera, in violazione della normativa di settore, che ha portato all’emissione e al conseguente utilizzo di fatture inesistenti per un ammontare complessivo di oltre 221 milioni di euro, più Iva superiore a 47 milioni di euro».
Esselunga: legalità sempre rispettata, piena collaborazione – In particolare, ricostruendo la «filiera della manodopera»,è stato rilevato che i rapporti di lavoro con la società committente sono stati in taluni casi «schermati» da società «filtro» che a loro volta si sono avvalse di diverse società cooperative, mentre in altri sono stati intrattenuti direttamente con quest’ultime che hanno sistematicamente omesso il versamento dell’Iva e, nella maggior parte dei casi, degli oneri di natura previdenziale e assistenziale. Sono in corso diverse perquisizioni nei confronti delle persone fisiche e giuridiche coinvolte nelle province di Milano, Novara e Bergamo e si sta procedendo alla notifica delle informazioni di garanzia, oltre che per le responsabilità personali in ordine ai reati di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, anche in tema di responsabilità amministrativa degli enti in relazione agli illeciti penali commessi dai dirigenti della società. Esselunga fa sapere in una nota di essersi attivata «per offrire la più ampia collaborazione alle autorità giudiziarie e pieno supporto per lo svolgimento delle attività». «Attendiamo con fiducia le verifiche e gli approfondimenti, nella consapevolezza di aver operato sempre nel rispetto della legalità», dichiara l’azienda.
Iniziano oggi alle 15 i funerali di Stato di Silvio Berlusconi, nel Duomo di Milano. Alla cerimonia parteciperà il governo al completo, decine di sindaci di Forza Italia e le delegazioni di Milan e Monza. Ci saranno Schlein, Renzi, Calenda e Bossi, assente Conte. Dall’estero Gentiloni verrà in rappresentanza dell’Ue, presente anche Orban
• Iniziano oggi alle 15 i funerali di Stato di Silvio Berlusconi, morto all’età di 86 anni il 12 giugno all’ospedale San Raffaele. • Il feretro arriverà alle 14.50 con il picchetto d’onore all’esterno della Cattedrale. • I varchi sono operativi dalle 10, due i maxischermi allestiti sulla piazza. • Ai funerali parteciperanno il presidente della Repubblica Mattarella, la premier Meloni, il governo al completo, decine di sindaci di Forza Italia e le delegazioni di Milan e Monza. Ci saranno Draghi, Schlein, Renzi, Calenda e Bossi, assente Conte. Dall’estero Gentiloni verrà in rappresentanza dell’Ue, presente anche Orban(qui la lista completa)
Il leader di Forza Italia si trova nello stesso ospedale da cui era stato dimesso lo scorso 19 maggio dopo un mese e mezzo di degenza. Non si trova in terapia intensiva. Tajani: “Controlli previsti”
Silvio Berlusconi è stato di nuovo ricoverato all’ospedale San Raffaele di Milano, la stessa struttura nella quale era stato ricoverato lo scorso 5 aprile (prima in terapia intensiva e poi in un reparto ordinario) e dalla quale era stato dimesso lo scorso 19 maggio, 45 giorni dopo.
REPARTO Q1 – A quanto si apprende, il leader di Forza Italia è arrivato al San Raffaele nel primo pomeriggio di oggi, venerdì 9 giugno, accompagnato dalla scorta. Si trova nel reparto Q1 (lo stesso della scorsa degenza), ma non è ricoverato in terapia intensiva. Questo nuovo ricovero giunge inatteso: per domani ad Arcore era stata invitata la delegazione di Forza Italia al Governo per una ripresa a tempo pieno in prima persona dell’attività politica dell’ex premier. Il ministro degli Esteri, Tajani, però, precisa: “Sono controlli che erano già assolutamente previsti, sono stati soltanto anticipati di qualche giorno”.
Una ventina gli interventi dei vigili del fuoco nella notte. Tra le zone più colpite dal nubifragio i quartieri di Isola-Maggiolina, Città Studi e San Siro. Disagi anche ad Arconate e San Giuliano, nel Milanese
Milano, 7 giugno 2023
Alberi caduti, strade e cantine allagate, decine di interventi dei vigili del fuoco nella notte a causa di una bomba d’acqua che ha colpito Milano e l’hinterland provocando disagi alla viabilità e danni in alcune abitazioni. Attorno alle 4.30 del mattino un violento temporale si è abbattuto sulla città, facendo registrare fino a 70 millimetri di pioggia. Tra le zone più colpite i quartieri di Isola-Maggiolina, Città Studi e San Siro. Investito dal violento nubifragio anche il Comune di Arconate, nel Milanese.
I problemi maggiori hanno riguardato la zona Nord-Ovest di Milano e in particolare Corbetta, dove si sono registrati diversi allagamenti di scantinati e cantine. Una ventina, circa, gli interventi dei vigili del fuoco durante la notte, mentre questa mattina i vigili del fuoco sono al lavoro in una palazzina di San Giuliano in fase di ristrutturazione, nella quale si sono allagati alcuni appartamenti. Le previsioni meteo prevedono una tregua, nelle prossime ore infatti il cielo sarà coperto o poco nuvoloso ma non dovrebbero verificarsi altri rovesci di forte intensità.
Danni a causa del maltempo anche nel Varesotto, in particolare sulla zona del Verbano. Nella tratta fra Luino e Laveno Mombellola circolazione ferroviaria è stata interrottaquesta mattina alle 5, orario di passaggio dei primi convogli, a causa dei detriti di diversi smottamenti finiti sui binari, in particolare all’imbocco della galleria Laveno fra Porto Valtravaglia e Laveno Mombello