Era classificata dalle autorità tedesche come la partita a più alto rischio della prima fase di Euro 2024. Ed ecco registrati dei tafferugli in quel di Gelsenkirchen, in Germania, in occasione del match atteso tra Serbia e Inghilterra in programma questa sera (ore 21), valido per il gruppo C degli Europei 2024 (comprendi di Danimarca e Slovenia ora in campo).
Un incrocio ad alta tensione e da tenere sott’occhio quello tra i tifosi inglesi e le migliaia di ultrà serbi giunti da Belgrado per sostenere la propria squadra. Al contrario di quanto espressamente desiderato dai protagonisti che scenderanno in campo alla Veltins-Arena, sono stati segnalati degli scontri violenti tra ultras di differenti divisioni presenti nella cittadina tedesca.
Secondo quanto raccolto da Sport Mediaset, degli hooligans avrebbero attaccato i tifosi della Nazionale dei Balcani a sorpresa, generando una rissa inaudita in pieno centro città. Nella fattispecie, si legge, sono volati mobili di un bar e bottiglie di vetro. Decisivo l’intervento di circa 50 agenti di polizia, anche se dagli scontri violenti ne sono usciti ferite ben due persone alla testa.
❌Ancora gravi scontri in Germania, questa volta a Gelsenkirchen. I protagonisti sono stati i tifosi della Serbia e dell’Inghilterra
Necessario l’intervento di oltre 50 agenti. Dalle prime ricostruzioni, inoltre, sono stati segnalati due feriti alla testa#Euro2024pic.twitter.com/7NiDjhZRVT
Non rilevate responsabilità individuali per materiale ritrovato
Sono stati rilasciati nella notte i circa 50 tifosi italiani fermati a scopo preventivo ieri prima di Italia-Albania a Dortmund partita d’esordio degli Europei di calcio.
Non è stato possibile ricondurre il materiale rinvenuto dalla polizia tedesca a terra (coltelli, bombe carta e passamontagna) alla responsabilità degli stessi.
I supporter dell’Italia sono ora liberi di circolare in Germania anche se gli è stato consigliato di tornare in Italia. Non è certo se alla base del loro progetto di entrare in contatto con i tifosi albanesi ci sia un collegamento tra bande di ultras e se si siano dati appuntamento tramite internet a Dortmund. Da un po’ di tempo al seguito degli azzurri si e’ manifestato un gruppo che si definisce ‘Ultras d’Italia‘, con radici territoriali che ha radici nel nordest ma anche al sud, in particolare a Catania, resosi responsabile di azioni dimostrative legate ad ambienti dell’estrema destra e di Casapound. Il calcio sarebbe solo una scusa ed una cassa di risonanza, tant’è che alcuni dei circa cinquanta tifosi fermati non avevano nemmeno il biglietto per assistere a Italia-Albania ieri sera allo stadio di Dortmund.
Paura del pre partita, la polizia ha prima usato lo spray al peperoncino contro l’aggressore, poi anche un’arma da fuoco
(reuters)
Allarme ad Amburgo, una delle dieci città tedesche scelte per le partite degli Europei. Nella città affollata di tifosi, in vista dell’incontro Polonia-Olanda, la polizia tedesca ha sparato a un uomo armato di un’ascia e con una molotov nei pressi della Reeperbahn. Lo riferisce l’agenzia Dpa, che in precedenza scriveva dell’uomo armato di piccone e molotov. Un portavoce della polizia ha confermato che l’uomo è stato colpito a una gamba da un agente, le sue condizioni sarebbero gravissime.
Prima dei fatti decine di migliaia di tifosi olandesi avevano sfilato per le strade del quartiere di St. Pauli, dove si trova la Reeperbahn. Le prime indicazioni suggeriscono che “non c’è alcun legame con il calcio“, ha detto il portavoce della polizia tedesca.
Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, l’uomo è uscito da un pub lungo una strada adiacente la Reeperbahn con l’ascia in mano, ‘esibita‘ in “modo minaccioso” agli agenti che gli avrebbero chiesto di posarla in terra. Al rifiuto, ha aggiunto il portavoce, lo hanno colpito alla gamba.
I tifosi saranno trattenuti negli uffici della polizia tedesca, probabilmente per 24 ore, in attesa di valutazione da parte della magistratura
Dalle strade di Dortmund allo stadio è un fiume rosso in vista della prima partita di Italia e Albania agli Europei di calcio in Germania. Dalle prime ore del pomeriggio è scattata la festa dei tifosi delle Aquile che hanno invaso le vie della città tedesca sventolando bandiere di ogni tipo e dimensione. Tantissime le auto albanesi in circolazione ‘vestite’ a festa, con musica ad alto volume e clacson a intermittenza.
Fermati 67 tifosi italiani – Clima festoso, anche se evidentemente qualcuno voleva rovinarlo: la polizia tedesca ha infatti fermato 67 italiani, prima che riuscissero a entrare in contatto con gli albanesi nei pressi di un ristorante. Sono stati trovati in possesso di coltelli, passamontagna e bombe carta. Passeranno le prossime 24 ore in cella, in attesa che il magistrato tedesco decida su di loro. L’ambasciata italiana in Germania, sta seguendo il caso.
In ogni caso, i tifosi azzurri sembrano in netta minoranza: non dovrebbero superare le 20.000 unità sugli spalti del Bvb Stadion contro le almeno 40.000 presenze albanesi. Una festa in piena regola quella albanese prima del match e che vede un po’ di sarcasmo da parte dei tifosi azzurri: «Fanno già festa, sembra che abbiamo già vinto ma questa sera – scherza Antonio, di Brindisi ma che da anni lavora in Germania – speriamo di farlgli noi la festa».
Tifosi italiani a Dortmund e anche nelle prossime partite dell’Italia all’Europeo che avranno a disposizione «Punto Italia», un consolato mobile con un’inedita collaborazione tra l’ambasciata d’Italia a Berlino e la Polizia di Stato per fornire un’assistenza consolare ancora più rapida ed efficiente a tutti i cittadini italiani che seguiranno la nazionale di Spalletti. «Un modo per portare vicino ai tifosi dei servizi – spiega l’ambasciatore italiano a Berlino, Armando Varricchio – che non soltanto possano risolvere problemi ma anche, con questi visibilità, rasserenare tutti, affichè i tifosi vedano che le istituzioni italiane sono presenti e ci siamo.Un modo per invogliare tutti a vivere questa serata come una vera festa. Portiamo il consolato in piazza, sulle strade».
Varricchio parla della partita e della festa anticipata dei tifosi albanesi: «Per loro è una prima assoluta, la prima partita dell’Albania agli Europei di calcio, per questo è un momento certamente storico per il loro Paese. Stasera ci sarà anche il premier Edi Rama e quindi mi farà molto piacere portare i saluti del premier Meloni; poi avremo una importante delegazione del governo italiano con il ministro dello sport e quello dell’Agricoltura e varie altre personalità qui presenti. Sensazioni sulla partita? Devo dire che siamo tutti molto contenti. Rispetto ai nostri amici albanesi noi abbiamo una abitudine e una tradizione e poi siamo i detentori del titolo, quindi è giusto avere la consapevolezza di essere forti».
L’indagine della Procura aveva ipotizzato un presunto stupro di gruppo che risale alla notte tra il 26 e il 27 marzo del 2022.
Il Palazzo di Giustizia a Milano (Image credits Depositphotos.com)
Mattia Lucarelli, figlio dell’ex attaccante Cristiano, e Federico Apolloni, i due giovani calciatori del Livorno accusati di violenza sessuale nei confronti di una studentessa americana di 22 anni, sono stati condannati a 3 anni e 7 mesi. Lo ha deciso il gup di Milano Roberto Crepaldi al termine del processo con rito abbreviato in cui ci sono altri tre imputati.
I due giocatori finirono agli arresti domiciliari nel gennaio 2023 e nel giugno successivo furono rimessi in libertà. L’indagine della Procura aveva ipotizzato un presunto stupro di gruppo che risale alla notte tra il 26 e il 27 marzo del 2022. Uno degli altri tre imputati è stato condannato a 2 anni e 8 mesi e gli altri due a 2 anni 5 mesi.
Uno dei due episodi di violenza sessuale contestati è avvenuto, secondo il giudice, con l’abuso delle condizioni di inferiorità in quanto la vittima – nei cui confronti è stata disposta una provvisionale di 150mila euro – aveva bevuto molto. Le motivazioni della sentenza saranno depositate in 90 giorni. I giovani imputati erano presenti alla lettura della sentenza e subito dopo hanno lasciato l’aula impietriti.
«Sono devastati perché sono dei ragazzi normali di 20 anni». Lo ha affermato l’avvocato Margherita Benedini, uno dei difensori dei cinque giovani. Il legale ha aggiunto di «non condividere» la sentenza precisando che il giudice ha dato «una ricostruzione diversa rispetto a quella della Procura».
Il pm Alessia Menegazzo, infatti, ha contestato la violenza sessuale per costrizione mentre il gup per induzione, ossia abusando della condizione di inferiorità della vittima che aveva bevuto molto.
È successo nella notte tra domenica e lunedì mentre tornavano a casa dalla trasferta di Le Havre: vittime dell’aggressione Moumbagna, Onana e Meité
Tre giocatori del Marsiglia sono stati aggrediti nella notte tra domenica 19 e lunedì 20 maggio mentre tornavano a casa con le rispettive automobili. I protagonisti della disavventura – per fortuna usciti illesi – sono Faris Moumbagna, Jean Onana e Bamo Meité. I calciatori stavano rientrando da Le Havre, dove avevano appena vinto nell’ultima partita stagionale.
LA RICOSTRUZIONE – Secondo le ricostruzioni delle autorità locali, i tre avrebbero sbagliato strada, finendo in un vicolo cieco dove i malviventi li avrebbero aggrediti per cercare di portargli via le vetture. Un proiettile ha raggiunto l’auto di Onana, mentre gli altri sono finiti su quella di Moumbagna; Meite, che era dietro di loro di qualche metro, non è stato preso di mira. Sembra che i calciatori siano riusciti a sfuggire al tentativo di aggressione e che siano in buona salute ma estremamente scioccati, così come il Marsiglia, che è in costante contatto con tutti i suoi giocatori e con le autorità competenti. Non sono però ancora stati rilasciati comunicati ufficiali.
Viaggiavano nella stessa direzione verso lo stadio olimpico di Roma
Ancora una volta il tratto aretino dell’A1 luogo di scontro tra tifoserie. Questa volta a incrociarsi sono stati gli ultras di Juve e Atalanta, entrambe squadre impegnate questa sera nella finale di Coppa Italia che si gioca alle 21 allo stadio Olimpico della capitale. Da un certo tratto in poi le strade delle due tifoserie si sono sovrapposte.
Secondo quanto riporta l’Ansa, sarebbero circa un centinaio gli ultras di Juventus e Atalanta coinvolti negli scontri che si sono verificati nel pomeriggio nel tratto toscano dell’A1, in provincia di Arezzo. I problemi maggiori, secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, si sono registrati nel territorio del comune di San Giovanni Valdarno. Le auto e i minivan dei tifosi dell’Atalanta si sono incrociati in un’area di parcheggio con tifosi bianconeri provenienti da Milano. Ne sarebbe nata una scazzottata, con lancio anche di oggetti, terminata all’arrivo della polizia. Alla vista della pattuglia, impegnata nei servizi di controllo, i sostenitori delle due squadre sono scappati lasciando per terra i segni degli scontri come bottiglie e lattine. Sono in corso le indagini per ricostruire con esattezza l’accaduto. Nell’area di servizio Arno, in provincia di Firenze, la presenza delle forze dell’ordine ha invece impedito il contatto tra le due tifoserie.
Il ds era con sua moglie in Veneto dopo partita col Cittadella
Il direttore sportivo del Bari, Ciro Polito, ha denunciato di esser stato aggredito da alcuni tifosi biancorossi mentre era con sua moglie in un autogrill a Occhiobello (Rovigo) di ritorno dal Veneto dopo il pari col Cittadella che complica la strada dei pugliesi verso la salvezza.
La notizia è confermata da fonti del club.
Sulla vicenda indagano le forze dell’ordine. Al vaglio degli investigatori anche i filmati della videosorveglianza. “La società biancorossa – si legge in una nota del club di Luigi De Laurentiis – condanna con forza quanto accaduto ad opera di ‘vigliacchi’ che nulla hanno a che vedere con il tifo barese e con lo sport. In attesa che la giustizia faccia il suo corso, quando la ragione lascia spazio alla violenza abbiamo già perso tutti“. Sempre ieri, toni accessi tra tifosi, dirigenti e giocatori anche nell’aeroporto di Bergamo, al rientro della squadra, con un battibecco tra uno storico ex capo ultras e un componente dello staff dirigenziale. Il video dell’accaduto è diventato virale sui social. Il Bari giocherà venerdì sera l’ultima gara stagionale al San Nicola contro il Brescia: la vittoria con i lombardi è l’unica chance per evitare la retrocessione diretta e sperare nei play out.
Feriti agenti e danneggiati mezzi delle forze dell’ordine
Scontri tra ultrà della Sampdoria e del Genoa e poi con la polizia questa sera a Genova.
Secondo quanto ricostruito un gruppo di tifosi blucerchiati, una ottantina, dopo la partita casalinga ha assaltato i rivali rossoblù che stavano seguendo la partita del Genoa impegnato a Milano in piazza Alimonda.
Le due tifoserie si sono scontrate per diversi minuti fino all’arrivo della polizia che ha provato a dividere i due gruppi. I tifosi della Sampdoria, però, si sono riorganizzati e hanno assaltato la polizia. Negli scontri hanno danneggiato alcuni mezzi e ferito diversi agenti. Sulla vicenda indaga la Digos che sta acquisendo le immagini delle telecamere di sorveglianza.
Pablo Ceppelini, attualmente all’Atletico Nacional, ha subito un’aggressione nel derby di Medellin contro il Deportivo Independiente, valido per la Categoría Primera Ade la Liga Dimayor colombiana. Mentre si apprestava a battere un calcio d’angolo, infatti, il calciatore è stato colpito alla testa da un oggetto lanciato dagli spalti, rivelatosi essere un coltello che è poi andato a conficcarsi nel terreno a bordo campo, come riporta One Football. Nonostante l’incidente, l’ex Cagliari è riuscito a rimanere in campo, commentando così l’accaduto al termine della gara: “È stato un calcio d’angolo negli ultimi minuti della partita. Mi piovevano addosso un sacco di oggetti, mi sentivo come se qualcosa mi esplodesse in testa, non sapevo cosa mi avesse colpito. Ho visto monete, bottiglie, accendini, di tutto. Lascio la responsabilità a Dimayor e alle autorità.
È un peccato perché il calcio è una festa, ma in questo genere di partite ci si è abituati. Abbiamo parlato con Wilmar Roldán, un arbitro molto conosciuto a livello internazionale: pensavamo che avrebbe sospeso la gara e che sarebbero state prese delle decisioni. Mancavano pochi minuti alla fine, ma giocare in quelle condizioni non fa bene al calcio. Non preoccupatevi, mi piace parlare più di calcio che di cose extra. Quando sono arrivato nello spogliatoio mi hanno detto che era un coltello. Non ne avevo idea”.
Rissa durante Arquatese-Viguzzolese under 17: quattro espulsi, insultata e aggredita la direttrice di gara salvata da un poliziotto in tribuna
Schiaffi e pugni tra giocatori e un’aggressione al direttore di gara, una giovane donna, Emily Biolatto, che ha preferito sospendere la partita e un dirigente è stato espulso fino al 2028. Teatro dell’accaduto è stato un incontro di calcio che si è trasformato in rissa al campo Garrone di Arquata Scrivia, nell’Alessandrino, durante il match tra Arquatese e Viguzzolese valido per il campionato provinciale Under 17 disputato il 14 aprile scorso.
L’episodio, come emerge dal comunicato del giudice sportivo di Alessandria, basato sulla relazione arbitrale, è nato da un fischio dell’arbitra, che ha visto la reazione del tecnico della Viguzzolese Corrado Grassano e una rissa in campo tra i giocatori e alcuni dirigenti delle due formazioni. A quel punto Guido Melotti, assistente di parte Viguzzolese, si era avvicinato con atteggiamento minaccioso all’arbitra, l’aveva insultata, accusandola per quanto stava accadendo, e le aveva stretto per qualche secondo il collo.
La dirigente di gara, soccorsa da un poliziotto in tribuna e da alcuni giocatori della squadra locale, aveva quindi sospeso l’incontro. I provvedimenti presi per i dirigenti sono di una squalifica fino a ottobre 2028 per Melotti e fino al prossimo novembre per Stefano Giommi dell’Arquatese, mentre l‘allenatore della Viguzzolese Grassano è stato interdetto fino a fine dicembre di quest’anno. Sono stati quattro i giocatori espulsi e uno di loro, dell’Arquatese, è stato squalificato per otto gare, gli altri tre, uno dell’Arquatese e due della Viguzzole.
Le forze dell’ordine hanno effettuato diverse cariche di alleggerimento per disperdere i facinorosi
Tensione allo stadio Arechi prima di Salernitana-Fiorentina
Problemi di ordine pubblico prima del fischio d’inizio di Salernitana-Fiorentina, allo stadio Arechi.
All’arrivo dei pullman della tifoseria ospite, un folto gruppo di salernitani ha provato a forzare un cordone della polizia.
Le forze dell’ordine da un lato hanno contenuto gli ospiti e, dall’altro, hanno respinto i sostenitori di casa, evitando il contatto. Le tensioni sono proseguite per una ventina di minuti con le forze dell’ordine che hanno dovuto esplodere diversi lacrimogeni nel piazzale della Tribuna per disperdere i facinorosi. Affettuate diverse cariche di alleggerimento per disperdere i facinorosi. Il bilancio è di dieci agenti feriti (sette medicati sul posto e tre in ospedale).
Curioso incidente alla vigilia della sfida di ritorno dei quarti di Champions. Centinaia di tifosi catalani, che si erano radunati fuori lo stadio per incitare i loro beniamini, hanno pensato che in arrivo fosse l’autobus ospite e lo hanno colpito, per fortuna senza conseguenze
La vigilia dell’attesa sfida di ritorno dei quarti di finale di Champions League tra Barcellona e Psg è stata caratterizzata da un curioso incidente. Lungo la salita al monte Montjuic, dove si trova lo stadio Olimpico, teatro della partita, si era radunata una marea di tifosi blaugrana per incitare i propri beniamini, in arrivo con il pullman della società, con cori, razzi, fumogeni e bandiere.
Lancio di pietre contro il pullman del Barcellona… per errore – L’inclinazione della strada e l’effetto dei fumogeni che ha ridotto molto la visibilità, però, non ha consentito di capire quale pullman fosse in arrivo. Per cui a un certo punto alcuni teppisti, pensando che in arrivo fosse la vettura che trasportava i giocatori del Psg, hanno lanciato alcuni oggetti contro il bus della loro stessa squadra per fortuna senza creare danni. La polizia è dovuta intervenire per ristabilire la calma. All’arrivo allo stadio il portiere di riserva del Barcellona Inaki Pena e l’attaccante Marc Guiu hanno puntualizzato così la vicenda: “Credo che pensassero che fosse l’autobus del PSG… Ci hanno tirato delle pietre“.
Milano, un genitore urla al giocatore “figlio di…” e lui, da poco orfano della mamma, esce dal campo e prende una spranga ma viene fermato dai compagni. I giocatori del Niguarda si rifugiano negli spogliatoi mentre fuori si scatena il finimondo
Qualche parola di troppo sugli spalti di un papà-tifoso nei confronti di un giocatore della squadra ospite, il calciatore stesso (B. per i compagni di squadra) che reagisce con un gestaccio rivolto all’adulto, quest’ultimo che corre verso la recinzione e offende volgarmente il ragazzo (“Figlio di…”) il quale furibondo (ha perso la mamma da poco) esce dal campo cercando il contatto fisico con quel genitore focoso. E poi il caos, fra urla, insulti, rissa. Conl’intervento delle forze dell’ordineper riportare la calma, dopo essere state chiamate dal direttore di gara che nel frattempo avevasospeso il match.
E’ la cronaca di una mattinata di ordinaria follia, non quella di una partita di fine campionato fra due squadre di medio-bassa classifica del campionato Allievi regionale under 18 (classe 2006). La partita è A.S.D. Niguarda-Nuova Usmate (rispettivamente undicesimae decima forza del campionato a due giornate dal termine): all’andata era finita 5-1 per i brianzoli, ieri i milanesi erano avanti 4-1 fin quando è successo il fattaccio. Il padre di un calciatore della squadra di casa usa parole poco eleganti nei confronti di un calciatore della Nuova Usmate il quale replica mostrando il dito medio.
Sembra finire qui, anche perché in campo non c’è partita e in tribuna nessuno vuol dare peso al diverbio, e invece la reazione prima del genitore (con pesantissime offese al ragazzo) e poi del giocatore della Nuova Usmate (che esce dal campo cercando il contatto fisico con l’adulto) fanno scoppiare il finimondo. Anche perché dal rettangolo verde, per difendere il padre, esce anche un giocatore del Niguarda, che però viene fermato dai suoi stessi dirigenti prima che possa far danni anche lui. L’arbitro osserva e tira fuoricartellini rossi ma la furia cieca dei protagonisti è irrefrenabile. Soprattutto quella del giocatore dell’Usmate che a stento viene trattenuto, perché quell’offesa alla mamma scomparsada poco proprio non gli va giù.
Urla, minacce, violenza. Secondo le testimonianze dei presentiil calciatore ospite prende anche una spranga ma per fortuna prima che possa colpire viene trattenuto dai suoi stessi compagni. Nel frattempo i giocatori del Niguarda si rifugiano negli spogliatoi mentre fuori c’è ancora tensione. Qualcuno si calma, anche grazie all’intervento dei dirigenti delle due società, ma a quel punto l’arbitro stesso, nell’impossibilità di proseguire il match prima fischia la fine anticipata e poi chiama la polizia che arriva quando per fortuna gli animi si sono calmati. Anche perché nel frattempo il genitore che aveva acceso la “miccia” era stato allontanato dal centro sportivo, anche per volontà di tutti gli altri papà e mamme presenti.
“Non se ne può più di questo personaggio (che evidentemente qualche “precedente” ce l’aveva), non deve più mettere piede qui”, il commento in coro di tanti presenti prima di tornare a casa. Nella speranza di dimenticare in fretta l’ennesima bruttissima domenica sui campi dilettantistici lombardi.
Seveso, l’aggressione prima dell’ultima giornata di campionato regionale, quando il genitore ha capito che il figlio sarebbe rimasto in panchina. Luigi Zambelli si dimette
Dopo il caso choc dello scorso giugno a Seregno, con undirigente 44enne che ha perso un rene per sedare una rissa alla partita U9 in oratorio, un altro episodio assurdo di aggressione da parte di un genitore, nel calcio giovanile, in Brianza.
E’ successo a Seveso, durante l’ultima giornata di campionato regionale, dove il padre di un ragazzo U17, prima della partita,avendo intuito che il figlio non sarebbe partito titolare, si è scagliato contro il direttore sportivo Luigi Zambelli, colpendolo condue pugni. Un’aggressione vista dal mister della squadra, Luigi Pasinato, che è accorso per dividerli e si è preso uno schiaffo dal genitore scalmanato. Dopo l’uomo è stato allontanato, ma gli strascichi del suo gravissimo gesto sono pesanti.Il ds Zambelli, attivo da tempo e molto stimato nel calcio dilettantistico brianzolo, ha deciso di rassegnare le dimissioni, così come il direttore generale Rocco Fazzari. Sconvolti per l’accaduto ma anche perdivergenze con i vertici societariche, pur avendo deciso di allontanare il genitore violento, e recidivo, dal club, non avrebbero subito proceduto con la denuncia nei confronti dello stesso. Una vicenda ancora con alcuni contorni da definire e che potrebbe comunque avere ulteriori evoluzioni nei prossimi giorni.
Dura due minuti la finale di Supercoppa in Turchia: Icardi sblocca il risultato e i gialloblù, che avevano schierato la formazione Under 19, lasciano il campo per protesta. La decisione è dovuta alle frizioni con la Federcalcio, dopo l’aggressione dei tifosi del Trabzonspor proprio ai danni dei giocatori del Fenerbahce
“Chiunque voglia andare alla partita può farlo, ma non ci sarà la prima squadra o un incontro di 90 minuti“. Il vice presidente del Fenerbahce Erol Bilecik aveva minacciato di boicottare la finale di Supercoppa e ha mantenuto la parola. I gialloblù sono scesi in campo con la formazione Under 19 e dopo il gol di Icardi, segnato al primo minuto, hanno abbandonato il terreno di gioco. Il Galatasaray conquista così il trofeo per la diciassettesima volta.
Proteste contro la Federcalcio turca – Le prime polemiche sono nate per la sede della finale, che inizialmente si sarebbe dovuta giocare in Arabia Saudita. Il governo arabo però ha vietato le bandiere inneggianti ad Ataturk, padre della patria turca, e i due club si sono rifiutati di scendere in campo. L’incontro è stato quindi posticipato e la sede è stata spostata a Sanliurfa, in Turchia. Tutto sembrava risolto, mal’aggressione dei tifosi del Trabzonspor ai danni dei giocatori del Fenerbahce ha incrinato il rapporto tra la squadra gialloblù e la Federcalcio. La sanzione inflitta è stata giudicata troppo lieve e sono scaturite molte polemiche per la decisione di squalificare alcuni giocatori del Fenerbahce per aver reagito contro gli aggressori. Il club ha richiesto lo slittamento della partita e un arbitro straniero, giudicato più imparziale, ma non venendo accontentato ha deciso di perdere a tavolino il match.
Süper Kupa'da yaşananlar:
Galatasaray maça başladı. Icardi, ilk pozisyonda golü buldu. Fenerbahçe, maçın durmasıyla birlikte sahadan çekildi.pic.twitter.com/hDsbsIaW8Z
Scontri tra tifosi e non solo, volano pietre e transenne: ferito l’ex giocatore della Fiorentina
Un clima lontanissimo da quello che dovrebbe essere una partita di calcio. Animi tesissimi tra i tifosi, scontri che non sono mancati e lancio di oggetti in campo, addirittura di pietre, che hanno colpito l’ex giocatore della Fiorentina.
Teatro di questo scempio è lo stadio Gigante de Arroyito, teatro della partita tra Rosario Central e Penarol valida per la prima giornata della fase a gironi di Copa Libertadores e vinta 1-0 dai padroni di casa argentini grazie alla rete del difensore Quintana nel recupero del primo tempo. Una gara però dove ha dominato la tensione, più sugli spalti che in campo. Il clima è stato tesissimo sin da prima del fischio d’inizio, con i tifosi argentini che hanno preso di mira i supporters uruguayani, con addirittura delle transenne che sono state lanciate dal settore superiore verso quello inferiore. Una tensione che è esplosa ancor più alla fine della partita.
I tifosi del Penarol(ANSA Foto) – Calciomercato.it
Rosario Central-Penarol, scontri tra tifosi e Olivera ferito – A farne le spese è stato l’ex giocatore della Fiorentina, Maxi Olivera, oggi al Penarol, rimasto ferito a causa di una pietra lanciata dai tifosi argentini.
Il sasso è stato gettato dagli spalti a gara conclusa e Olivera ha rimediato una vistosa ferita allo zigomo. Il terzino sinistro ha perso molto sangue e, visibilmente arrabbiato, è stato trattenuto con fatica dai suoi compagni di squadra, che lo hanno poi trascinato negli spogliatoi e poi portato all’ospedale, dove gli sono stati applicati dei punti di sutura. Sui social lo stesso giocatore ha voluto rassicurare tutti sulle sue condizioni, pubblicando un messaggio su Instagram, in cui ha anche denunciato quanto accaduto prima del fischio d’inizio: “Sto bene, grazie per i messaggi. A parte il dolore e qualche punto di sutura, tutto è andato per il meglio. Dispiaciuto per il risultato, meritavamo qualcosa in più. Ma c’è molta rabbia per il pessimo trattamento che hanno ricevuto i nostri fan, la nostra gente. Una vergogna”. Sui fatti di Rosario è atteso un pronunciamento (e eventuali sanzioni) da parte della Conmebol.
😳 ESCANDALOSO FINAL EN ROSARIO
✖️ Una vez que finalizó el encuentro, Maxi Olivera recibió un piedrazo por parte de la hinchada de Central que lo dejó sangrando. pic.twitter.com/tGn1HAxtLs
È stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine con lancio di lacrimogeni per separare i due gruppi. Arrestato un supporter giallorosso.
Quest’oggi alle ore 18 si terrà il derby della Capitale tra Roma e Lazio e nonostante le numerose forze dell’ordine schierate dalla Prefettura, già a diverse ore dalla partita le due tifoserie si sono rese protagoniste di uno scontro a pochi passi dallo stadio Olimpico.
Protagonisti un gruppo di circa 200 tifosi laziali e un centinaio di supporters giallorossi. La polizia è intervenuta per separare i due gruppi, anche con un lancio di lacrimogeni. Un tifoso romanista è stato arrestato. Gli scontri si sono verificati attorno alle 9.30, quando i circa 200 tifosi laziali, tutti travisati, si sono spostati verso il bar River. Il gruppo di 100 supporters giallorossi li ha raggiunti e sono iniziati i tafferugli.
A quel punto è intervenuto il personale della Questura per separare le due tifoserie. Per disperderli i poliziotti, che sono stati oggetto di lancio di bombe carte, hanno utilizzato i lacrimogeni. Le immagini della scientifica sono già al vaglio per identificare chi ha preso parte ai disordini. Nel corso dell’intervento sono stati sequestrati caschi, mazze e cacciaviti.
L’addio al campionato sarà discusso in un’assemblea del 2 aprile. Secondo la stampa turca si profila addirittura un trasferimento all’estero.
Il Fenerbahce è pronto a mettere in atto una mossa che avrebbe del clamoroso. Dopo l’ormai nota aggressione subita in campo da parte dei tifosi del Trabzonspor, il 2 aprile il club turco valuterà se abbandonare la massima divisione calcistica del Paese. Il prossimo martedì è infatti prevista una riunione in cui una delle società più importanti della nazione potrebbe annunciare il ritiro dal torneo.
L’Assemblrea generale straordinaria convocata per martedì 2 aprile potrebbe fare la storia non solo del Fenerbahce, ma anche dell’intero panorama europeo, perché il club – secondo quanto riportato dal media turco BTP – avrebbe addirittura intenzione di chiedere “ospitalità” ad un altro campionato.
A due mesi dal termine della Superlig turca, con il duello con il Galatasaray entrato nel vivo, l’addio al torneo potrebbe portare ad un trasferimento all’estero. In particolare, secondo la stampa turca il Fenerbahce potrebbe chiedere il trasferimento nella Liga spagnola, ma tra le opzioni ci sarebbero anche la Francia, l’Olanda e il Belgio. Nessuna possibilità, sembrerebbe, per Serie A, Premier League o Bundesliga.
Non una questione facile, considerando come non sia chiaro in che modo il Fenerbahce parteciperebbe eventualmente al nuovo torneo. L’assemblea del Fenerbahce vede in particolare il punto 5 come fondamentale per il futuro del club nel campionato turco o meno: «Valutare le azioni da intraprendere, compreso il ritiro della nostra Squadra A di calcio dalla Superlega in base agli eventi che si sono verificati nella partita della Super League giocata la notte del 17 marzo 2024 e negli ultimi eventi del calcio turco», si legge all’ordine del giorno.
Non viene citata – almeno nell’odg dell’assemblea – la possibilità di un trasferimento all’estero. Nonostante la possibilità di abbandonare l’attuale campionato, il club ha una fanbase limitata all’estero. I tifosi sono ovviamente preoccupati, ma solo dopo il 2 aprile ci sarà maggiore chiarezza sulla questione. La rissa tra i tifosi del Trabzonspor e il Fenerbahce è stata del resto solo l’ultimo grave episodio capitato in Turchia nell’ultimo anno.
Ali Yerlikaya, ministro dell’Interno turco ha annunciato l’apertura di un’indagine dopo quanto accaduto a Trebisonda: «Non è in alcun modo accettabile che la violenza avvenga sui campi di calcio». Lo scorso dicembre, la SuperLig era già stata sospesa per una settimana dopo che il presidente dell’Ankaragucu aveva aggredito l’arbitro Halil Umut Meler.
E’ accaduto durante una partita di calcio al campo sportivo di Mezzano, nel Ravennate. Il mister ha sostituito il ragazzo per un problema ad una scarpa che gli si sfilava
Non ha gradito la sostituzione di suo figlio, undicenne giocatore di calcio della categoria Pulcini e così, entrato in campo insieme alla moglie, prima ha preso a male parole l’allenatore e un suo collaboratore e poi ha rifilato al tecnico una testata cercando – caduto a terra per il colpo subito – anche di prenderlo a calci.
L’episodio – riporta la stampa locale – è andato in scena sabato al campo sportivo di Mezzano, frazione di Ravenna, teatro della sfida, nella categoria ‘Pulcini‘ tra la squadra locale e il Cervia.
I fatti risalgono all’ultimo minuto del primo tempo quando il ‘mister‘ del Mezzano, un 22enne alla sua prima esperienza in panchina, ha sostituito uno dei suoi ragazzi, per un problema ad una scarpa che gli si sfilava. Nelle gare dei ‘Pulcini‘ si possono fare cambi ‘volanti‘ – quindi gli atleti possono uscire e rientrare a gara in corso – e l’allenatore, così ha raccontato lui stesso alla stampa ravennate, avrebbe rimesso in campo il giocatore nel secondo tempo.
Invece, visto il figlio sostituito il padre dopo avere raggiunto la panchina, avrebbe rivolto parole offensive a un collaboratore dell’allenatore, intento a sistemare la scarpa del ragazzino, mentre la madre avrebbe detto “diverse cose” allo stesso tecnico. “A quel punto – sono le sue parole –il marito è tornato verso di me e mi ha colpito con una testata. Io sono caduto per terra e il padre, prima di essere bloccato, ha cercato di colpirmi con dei calci“.
Andato in Pronto Soccorso, l’allenatore del Mezzano non ha escluso l’intenzione di sporgere denuncia contro il genitore. “Una volta letto il referto ho l’intenzione di presentare denuncia. E’ un episodio troppo grave – ha raccontato ancora ai quotidiani -: penso di avere un dito rotto e ovviamente sono in uno stato di agitazione credo comprensibile“. La dirigenza delMezzano, sempre a quanto riferito dall’allenatore avrebbe ipotizzato una sospensione a tempo indeterminato dei figli della coppia per motivi di opportunità.
Petardi contro il settore padovani, tre ultras etnei portati in questura
Scene da guerriglia urbana allo stadio Euganeo durante la finale di andata di Coppa Italia di serie C Padova-Catania.Un gruppo diultras siciliani, durante l’intervallo, ha sfondato il cancello del proprio settore entrando nella tribuna occupata dai biancoscudati, lanciando fumogeni e distruggendo gli striscioni.
Altri hanno fatto invasione di campo, lanciando da lì i petardi. Immediato l’intervento delle forze di polizia, con cariche nella curva nord per fermare la violenza., Gli agenti, dopo aver riportato la calma, hanno portato via una decina di tifosi catanesi. La partita è ripresa, dopo una sospensione di 15 minuti. Sono tre gli ultras del Catania che sono stati portati in Questura dopo l’invasione di campo e gli scontri. Negli scontri, fortunatamente, non si sono registrati feriti.
La partita si è poi conclusa con il Padova che ha battuto 2-1 il Catania. Il ritorno è in programma il prossimo 2 aprile nella città siciliana. Per i veneti in gol Palombi al 12′ e Crisetig al 25′. Gli etnei con Monaco accorciano le distanze al 22′ della ripresa.
La Lega Pro condanna gli scontri di Padova-Catania – La Lega Pro ha espresso “ferma condanna per gli accadimenti verificatisi in occasione della finale di andata della Coppa Italia di Serie C tra Padova e Catania“. “Episodi di questo genere, che non c’entrano con lo sport, non troveranno mai spazio o scusanti all’interno di competizioni organizzate dalla Lega Pro“, sottolinea la Lega in una nota. “Dispiace che una serata di festa e di correttezza sul campo sia stata rovinata, all’intervallo, dalle intemperanze di alcuni tifosi. Stigmatizziamo fortemente quanto accaduto. Grazie all’intervento delle forze dell’ordine sono stati scongiurati altri scontri“, dice il presidente della Lega Pro Matteo Marani.
Il Catania condanna protagonisti scontri a Padova– “Catania Football Club stigmatizza il comportamento dei facinorosi protagonisti degli scontri e delle intemperanze allo stadio ‘Euganeo’. Condanniamo fermamente e categoricamente ogni forma di violenza, esprimendo piena solidarietà alle forze dell’ordine“. E’ quanto scrive il club etneo in un comunicato pubblicato sul proprio sito, dopo gli scontri avvenuti stasera allo stadio ‘Euganeo‘ a Padova, nell’intervallo della gara di andata di Coppa Italia di serie C.
Turchia, follia in campo: i tifosi aggrediscono i calciatori ospitiScene agghiaccianti in Trabzonspor-Fenerbahce: maxi-rissa tra tifosi e giocatori ospiti
Rissa selvaggia alla fine di Trabzonspor-Fenerbahce: i tifosi danno la caccia ai giocatori ospiti
Rissa gigantesca alla fine della partita del campionato turco tra Trabzonspor e Fenerbahce, finita 3-2 per gli ospiti. Mentre i giocatori del club di Istanbul festeggiavano, un tifoso della squadra di casa ha fatto invasione di campo minacciandoli. Come risposta, i calciatori lo hanno piacchiato. A quel punto decine e decine di ultrà del Trabzonspor sono entrati nel terreno di gioco per vendicare l’offesa. I giocatori del Fenerbahce sono fuggiti negli spogliatoi per evitare il linciaggio.
Trabzonspor-Fenerbahçe maçı sonrası saha karıştı! Futbolculara saldırının en net görüntüleri… – Il campo era caotico dopo la partita Trabzonspor-Fenerbahçe! Le immagini più nitide dell’aggressione ai calciatori… Traduzione: https://translate.google.com/– BirGün TV
Il 19enne originario di Bari è ai domiciliari. Si era messo in luce nella prima parte di stagione con la maglia della Fidelis Andria e a gennaio il contratto professionistico
L’attaccante del Pescara Luca Sasanelli, 19enne originario di Bari, è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di violenza domestica. Le indagini avviate nel capoluogo pugliese hanno portato negli scorsi giorni due pattuglie dei carabinieri – una arrivata direttamente da Bari – a prelevare Sasanelli direttamente mentre era in ritiro con la squadra in hotel.
Classe 2004, Sasanelli si era messo in luce nella prima parte di stagione con la maglia della Fidelis Andria (Serie D, girone H) segnando sette reti in 24 partite e attirando gli interessi del Pescara, club di C che lo aveva messo sotto contratto fino al 30 giugno 2027. Aveva totalizzato quattro presenze con il club abruzzese, saltando l’ultimo impegno di campionato sabato scorso contro la Torres.
I fatti risalirebbero a qualche mese fa e a far scattare la denuncia sarebbe stata una denuncia della fidanzata del giocatore. La notizia è arrivata a poche ore dalla partita che il Pescara giocherà martedì 5 marzo alle 20.45 sul campo della Recanatese.
Pesante alterco tra i due tecnici dopo una gara piena di polemiche. Tensione altissima tra i tecnici prima della riappacificazione in diretta tv
Momenti di grande tensione al termine di una serata altrettanto tesa allo Stadio Grande Torino dove i granata e la Fiorentina hanno pareggiato 0-0. Animi caldi dopo un primo tempo che ha visto l’annullamento di un gol a Zapata e soprattutto l’espulsione di Ricci che ha lasciato i granata in dieci.
Polemiche che non si sono placate neanche nel finale, quando i tecnici sono venuti a contatto. Il più agitato, Ivan Juric, è stato espulso e prima di uscire secondo la ricostruzione fatta a Sky si è rivolto a Italiano con una frase forte – “ti taglio la gola” – accompagnata da un gesto plateale. Poi nel post partita la riappacificazione tra i due davanti ai microfoni di Sky.
I tifosi del Bayern Monaco all’Olimpico (Photo by Marco Rosi – SS Lazio/Getty Images
Puniti i comportamenti dei sostenitori bavaresi durante la partita contro la Lazio in occasione della gara di andata degli ottavi di finale di Champions League.
La UEFA ha deciso di multare il Bayern Monaco per il comportamento tenuto dai suoi sostenitori in occasione della sfida di Roma contro la Lazio, valida per la gara di andata degli ottavi di finale di Champions League.
L’Organo Disciplinare, Etico e di Controllo del massimo organo del calcio europeo ha deciso di comminare una multa di 50.750 euro complessivi per l’accensione di materiale pirotecnico (40.250 euro) e lancio di oggetti (10.500 euro).
Inoltre, alla società tedesca è stato fattodivieto di vendere ai propri tifosi i biglietti validi per la prossima trasferta in campo europeo. Da ricordare, come la sfida sia finita 1-0 in favore della Lazio grazie al rigore siglato da Ciro Immobile, che aveva portato all’espulsione di Upamecano.
Rissa con inseguimento al termine di Real Siti-Virtus Mola, partita giocata domenica 25 febbraio a Stornara (Foggia) per la 21esima giornata del campionato di calcio di Eccellenza, girone A. Succede al fischio finale dell’arbitro Ragno. Il numero 11 del Real Siti, Russo, in maglia verde, si disinteressa di cosa sta accadendo in campo e avvia una fuga in solitaria al di fuori del terreno di gioco, in direzione degli spogliatoi. Inutile il tentativo, non troppo energico, di fermare la sua corsa. Una volta arrivato all’esterno dell’edificio che ospita gli spogliatoi, si scaglia con violenza verso un avversario lanciando nella sua direzione anche un tavolino in plastica, senza colpirlo. Le telecamere poi tornano a puntare verso il campo (“Atti vergognosi, sembra di essere nella giungla” aggiunge il telecronista). Sul campo la partita era terminata 2-0 per la squadra ospite grazie a una doppietta di Bozzi. Già nel corso dei 90 minuti si erano verificati diversi momenti ad alta tensione. Al 78′, a seguito dell’espulsione del numero 5 del Real Siti, Di Gioia, per gioco violento, una pallonata aveva raggiunto la panchina della Virtus Mola scatenando un altro parapiglia.
L’allenatore è stato soccorso al campo di calcio (Archivio)
Il genitore violento contestava al tecnico di avere trattato male il bambino. Il mister nega tutto, i vertici della Idrostar sono al suo fianco
Cesano Boscone (Milano), 25 febbraio 2024
Dissapori tra un allenatore e un genitore nati sul campo da calcio e finiti con un’aggressione. All’origine, c’è un episodio che al padre del giovane calciatore, classe 2015, non era andato giù.Il bambino, allenato fino a qualche giorno fa dal mister aggredito, aveva raccontato al padre che l’allenatore lo aveva trattato male, mettendogli le mani addosso. “Niente di vero – racconta l’allenatore della Idrostar, società di Cesano Boscone che ha squadre in diverse categorie, maschili e femminili, di tutte le età -, non ho mai fatto nulla di simile e mai mi sognerei di farlo“.
Secondo la ricostruzione,il bambino avrebbe mandato a quel paese il mister che, in risposta, lo ha richiamato. Ieri mattina, durante una partita dei Pulcini dove milita il bambino, appena ha incontrato l’ex allenatore, 64enne ora alla guida di un’altra squadra, sempre di Idrostar, il padre lo ha accusato di essere stato violento con il figlio. Ne è nata una discussione perché “gli ho risposto che non doveva permettersi di lanciarmi simili accuse“, racconta ancora il mister. A quel puntoil genitore ha aggredito l’allenatore, tirandogli una testata. Un colpo forte e violento, tanto da spaccargli il setto nasale.
Immediato l’intervento dei presenti che hanno cercato di soccorrere l’allenatore, ricoperto di sangue, nell’attesa dell’arrivo dell’ambulanza. Il personale di primo intervento ha medicato sul posto l’uomo, per poi portarlo in codice giallo al pronto soccorso, dove è stato trattenuto per gli accertamenti. Sul posto sonointervenuti anche i carabinieri della compagnia di Corsico per ricostruire ogni dettaglio dell’aggressione e sentire le testimonianze dei presenti: gli approfondimenti sono ancora in corso.
Il mister dovrà sottoporsi a ulteriori controlli per la ferita riportatae provvederà a sporgere denuncia nei confronti del genitore. “Un fatto inammissibile – commenta il presidente di Idrostar, Ettore Leporatti –, la nostra società si basa sul rispetto reciproco e sono questi i valori che cerchiamo, ogni giorno, di insegnare ai ragazzi, fin da piccoli. Se l’allenatore avesse commesso qualsiasi tipo di violenza o abuso su un giocatore, sarebbe stato subito allontanato e denunciato. In campo gli animi si scaldano, si possono avere visioni diverse, ma ci deve essere sempre rispetto dei ruoli ed è assolutamente intollerabile che un genitore se la prenda con un allenatore“.
Non è la certo prima volta che le liti calcistiche degenerano in aggressioni: ad aprile dello scorso anno, a Cassano D’Adda,il mister dell’Accademia Sovico Calcio aveva preso a calci e pugni un 14enne, giocatore della Pierino Ghezzi, squadra avversaria in campo, in seguito a una discussione nata a seguito di un rigore. Il giovane era finito in ospedale con ferite alle costole. L’allenatore, denunciato dalla famiglia, aveva chiesto scusa, ma si era comunque preso una squalifica di cinque anni.
Gigantesca rissa alla fine di Sparta Praga-Galatasaray, partita terminata 4-1, risultato col quale i padroni di casa si sono qualificati agli ottavi di finale di Europa League. Al fischio finale, come mostrano le immagini di Dazn, calci, insulti e spintoni in campo. Incontro deciso anche dall’espulsione di un calciatore della squadra ospite, Kaan Ayhan, al 23′ della ripresa, quando il match era sull’1-1 e la qualificazione ancora in mano ai turchi. Arbitrava l’inglese Anthony Taylor, lo stesso che José Mourinho attaccò platealmente dopo la finale di Europa League del 2023, persa ai rigori dalla Roma col Siviglia.
Agguato fuori dallo stadio: il genitore di un ragazzino è stato spedito all’ospedale con una gamba rotta
Un giovane atleta è stato squalificato per dieci giornate per aver rivolto insulti a sfondo razzialead un avversario al termine di una partita di calcio giovanile tra l’Atletico Pont e la Druentina, sfida valevole per il campionato Under 17.
Il provvedimento del giudice sportivo è stato adottato nei confronti di Stefano Scaranello, giocatore della Druentina con la maglia numero 2.
La sfida tra l’Atletico Pont e la Druentina è stata disputata domenica scorsa e si era conclusa con la vittoria della squadra ospite per 0-2.
Al triplice fischio dell’arbitro, però, gli animi tra giocatori e dirigenti si sarebbero accesi tanto da sfociare in un agguanto fuori dallo stadio. Calci e pugni, e ilgenitore di un atleta della Druentina è finito in ospedale con la gamba sinistra fratturata. La Druentina ha poi presentato un esposto ai carabinieri.
I feriti sono raddoppiati, 113 contro i 66 della stagione 2021-2022, tra i civili, e 75 in più tra le forze dell’ordine (147 a 72)
Tifosi sempre più violenti: aumentano feriti, arresti e denunce, tutto per gli incontri di calcio. A dirlo è il nuovo rapporto dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, che si riferisce alla passata stagione calcistica. Su 2.662 partite, 381 di Serie A e poi Serie B, C,incontri internazionali e di Coppa Italia, i numeri che emergono sono allarmanti: tutti in su i dati rispetto alla stagione precedente.
I feriti sono raddoppiati, 113 contro i 66 della stagione 2021-2022, tra i civili, e 75 in più tra le forze dell’ordine (147 a 72). Aumentati anche i denunciati (da 1.480 a 2.011) e gli arrestati (da 59 a 125). Monitorati inoltre per la prima volta gli atti di discriminazione razziale, territoriale e antisemita: sono stati 126.
Oltre 50mila forze dell’ordine in più – Le forze dell’ordine che sono state impiegate nel corso degli eventi calcistici sono 233.999, oltre 50mila in più rispetto alla stagione precedente.
L’attività di controllo di polizia e carabinieri hanno riguardato il perimetro intorno agli impianti sportivi e le aree delle città, con i relativi percorsi, che potevano presentare scontri tra le frange più estreme delle tifoserie.
In aumento anche i Daspo (divieti di accesso ai luoghi in cui si svolgono le manifestazioni sportive) che, in forza dei 3.748 provvedimenti adottati dalle questure nella stagione calcistica 2022-2023, fanno segnare un incremento del 115% rispetto ai 1.741 emessi nella stagione precedente.