Il responsabile dell’accaduto contro la Cremonese è un «cane sciolto»: si è ferito ed è stato aggredito dagli altri tifosi. Una voltadimesso si procederà all’arresto
Emil Audero
Il secondo tempo è iniziato da 3’12’’. E per scaldarti vuoi non lanciare un petardo contro il portiere avversario?Dalla curva dell’Inter un ultrà non ci pensa troppo e il lancio del classico «bombone» sfiora l’ex nerazzurro Emil Audero,portiere della Cremonese, che cade a terra, stordito dal botto violento a un passo da lui. Dimarco, Lautaro, Bastoni accorrono subito a vedere come sta l’ex compagno (con cui si scuseranno) e condannano il gesto dei loro ultrà, allargando le braccia e «dialogando» coi tifosi. Sotto la curva arriva anche Chivu, che pare molto scosso. Anche lui si lamenta con i tifosi, che poco prima avevano esposto uno striscione che sembra una protesta contro Oaktree, proprietaria dell’Inter: «Nelle vittorie e nelle avversità, mister e squadra siamo al vostro fianco».
Se però questo è il modo, non si va lontano. Il regolamento di conti in curva comunque va in scena subito, perché il responsabile, un cane sciolto, pasticcia con un altro petardo che gli esplode in mano, perde due-tre dita e prima di essere portato in ospedale (in attesa dell’arresto) viene aggredito dai suoi compagni di tifo.
«Vorrei stigmatizzare e condannare un gesto insulso che non ha nulla a che fare con i valori dello sport — dice il presidente nerazzurro Beppe Marotta — . Le autorità stanno facendo indagini, pare sia stato un gesto isolato e si individuerà il responsabile. Va sottolineata la professionalità di Audero, che si è rialzato subito e ha portato a termine la partita. Ma la condanna deve essere esplicita e completa». L’episodio, avvenuto davanti al presidente di Lega Ezio Simonelli, non resterà senza conseguenze: l’Inter rischia una multa fino a 50mila euro, ma anche la squalifica della curva a San Siro. E la prossima partita in casa sarà contro la Juve. Il 3-0 a tavolino sarebbe stata un’ipotesi solo nel caso di sospensione della partita per il rischio sicurezza.
Ma altri lanci di petardi non ci sono stati. «C’era tanta preoccupazione per la salute di Emil — raccontaAlessandro Bastoni— . Non abbiamo certo pensato a sanzioni legate al risultato, non è né corretto né umano. Sono cose che non devono mai e poi mai succedere». Non a caso nel finale l’Inter non è andata a salutare i propri tifosi dopo la vittoria: «È stata una scelta — spiega Bastoni — perché certe cose non devono esistere nel mondo in generale. C’è già tanta violenza in giro ogni giorno e noi vogliamo trasmettere un agonismo sano».
Vicino Frosinone, con mazze e bastoni lungo la carreggiata
Scontri all’alba sull’autostrada A1 tra un gruppo di tifosi del Napoli, diretti a Torino, e uno della della Lazio di rientro da Lecce.
Secondo quanto si apprende, sono entrati in contatto lungo la carreggiata nord che è stata bloccata per alcuni minuti.
Sul posto la polizia e la polizia stradale. – I partecipanti, di cui molti a volto coperto, si sono fronteggiati con mazze e bastoni. Da una prima ricostruzione, gli ultras sono scesi da auto e minivan e si sono scontrati lungo la carreggiata tra Ceprano e Frosinone. La polizia è intervenuta dopo la segnalazione della presenza di più persone con il volto coperto, armate di bastoni, che si stavano affrontando direttamente sulla carreggiata autostradale, che è rimasta chiusa per alcuni minuti. Poi i due gruppi sono risaliti nei veicoli e si sono allontanati.Ottanta tifosi laziali sono stati intercettati all’alba dalla polizia al casello di Monte Porzio Catone, dopo gli scontri avvenuti sull’A1 con ultras del Napoli. Una volta bloccati sono stati compiutamente identificati anche con il supporto della polizia scientifica. Dall’interno di uno dei van diretti verso la barriera autostradale, alla vista degli agenti, sono stati buttati lungo il ciglio della strada oggetti atti ad offendere e coltelli da cucina. Tutto il materiale è stato sequestrato.
È accaduto alla partita di sabato fra le squadre degli Allievi 2010 di Novese e Acqui calcio, ad Acqui terme, in provincia di Alessandria
Botte, insulti, addirittura un calcio in pancia a un ragazzino di 15 anni: è finita con una maxi rissa (in campo e fuori) la partita di sabato fra le squadre degli Allievi 2010 di NoveseeAcqui calcio, ad Acqui terme, in provincia di Alessandria.
A denunciare tutto nelle scorse ore, con una nota, è l’Asd Novese calcio dopo la vittoria per 2-0: «Purtroppo la giornata di sport si è poi trasformata in una oscena e quantomeno rammaricante entrata in campo di una parte di tifoseria acquese, fra cui segnaliamo un genitore che ha colpito un nostro ragazzo con un calcio sull’addome». Un episodio che ricorda da vicino quanto successo ad agosto in provincia di Torino, quando scoppiò una rissa simile fra calciatori 14enni, il papà di un calciatore entrò in campo e colpì il portiere avversario, facendolo finire in ospedale con un trauma cranico e una frattura al malleolo. Seguirono un caso mediatico, squalifiche e Daspoper i protagonisti, sia giocatori sia adulti (compreso il ragazzino colpito, immortalato in un filmato come primo a dare il via alla rissa).
La Novese prosegue accogliendo le scuse del responsabile tecnico dell’Acqui, Federico Rovera, ma aggiunge: «Condanniamo la violenza subita dai nostri ragazzi e dalle famiglie e mister, che all’uscita dagli spogliatoi hanno nuovamente subito una seconda aggressione, terminata solo all’arrivo delle forze dell’ordine con uno scontato dileguarsi dei diretti responsabili».
La società ora chiede un intervento della Federazione almeno per quanto accaduto sul campo di gioco: «Crediamo fermamente che soggetti tanto violenti ed in evidente difficoltà comportamentale vadano allontanati dalle aggregazioni e non solo sportive. I nostri ragazzi sono il futuro, si vergogni chi non è in grado di proteggerli».
L’altra società coinvolta risponde con un’altra nota che non cerca scuse: «L’Acqui F.C. intende esprimere massima solidarietà alla Novese in merito al deprecabile episodio accaduto al termine della gara che ha viste impegnate le nostre squadre U16. Il nostro impegno quotidiano consiste soprattutto nel promuovere e trasmettere valori che sono ben più importanti dei meri risultati sportivi. Riteniamo che episodi come quello accaduto, nulla abbiano a che fare con la dedizione e l’impegno che tutti noi mettiamo in campo, con passione, sacrifici e grande volontà».
La colpa, secondo l’Acqui, è da cercare altrove: «Tante società sono “ostaggio” di qualche spettatore, che ciclicamente con i propri comportamenti, oltre a rovinare una giornata di sport, tende a ledere anche l’immagine della società che in quel momento ospita una gara. Non ci esimiamo assolutamente dalle nostre responsabilità quando deprecabili comportamenti vedono protagonisti nostri tesserati. È molto più complicato farlo nei confronti di persone che non ricoprono in nessun modo ruoli all’interno della società ma che purtroppo, per la famosa “responsabilità oggettiva”, vengono a noi accostati».
Un tifoso dell’FC Sion è deceduto due giorni dopo essere precipitato dalla gradinata nord dello stadio del capoluogo vallesano nel corso della partita di mercoledì scorso contro il Winterthur. Lo riferisce oggi una nota della polizia cantonale
Keystone-SDA
L’uomo, un 36enne svizzero, è caduto per ragioni al momento ignote nel vano delle scale ovest attorno alle 21.45, con l’incontro in pieno svolgimento.
L’organizzazione cantonale di soccorso ha prestato le prime cure sul posto. Il malcapitato è quindi stato trasportato all’Ospedale di Sion, dove è spirato venerdì.
I primi elementi dell’indagine permettono di escludere l’intervento di terzi. Per stabilire le esatte circostanze dei fatti il ministero pubblico del Vallese centrale ha aperto un’inchiesta
Contestazioni dei tifosi nei confronti della società e partita ferma per una decina di minuti per lancio di fumogeni
Trapani – Con le reti di Kirwan al 6′, Salines al 45+5′, di Canotto al 59′ e infine di Stauciuc all’83’ il Trapani di Aronica sbanca il provinciale, annienta il Sorrento e si tiene la posta intera. Trapani-Sorrento si chiude con un sonoro 4-0 per i granata.
La partita è stata sospeda dall’arbitro al 18′ sul risultato di 1-0 in favore dei granata, per alcuni fumogeni che sono stati lanciati in campo dai tifosi di casa. Gli stessi hanno anche esposto uno striscione di contestazione nei confronti del presidente con su scritto “Antonini vattene“, lo stesso è stato fischiato e oggetto di cori anche nel corso del minuto di silenzio in memoria del presidente della Fiorentina Commisso.
La pratita è ripresa alle 15 dopo otto minuti circa di sospensione e dopo che sono stati completamente tolti i fumogeni in campo.
Il resto della partita è ormai storia, con i gol di Salines al 45+5′, di Canotto nella ripresa al 59′ e infine di Stauciuc all’83’ che ha chiuso definitivamente i giochi.
Dopo il triplice fischio i tifosi hanno applaudito lungamente i giocatori per come hanno combattuto e vinto. Poi il confronto diretto sotto la curva con i tifosi. Questi ultimi hanno ancora una volta applaudito i giocatori per avere saputo “onorare la maglia granata” e non sono mancati ancora i cori contro Antonini.
A suon di aste, bastoni e cocci di bottiglia. Alcuni di loro identificati dagli agenti intervenuti
Fermo immagine da un video di èTv
BOLOGNA –Scontri in A1 nel Bolognese a suon di aste, bastoni e cocci di bottiglia hanno visto coinvolti circa 200 tifosi fra sostenitori della Fiorentina, in arrivo al Dall’Ara per il derby dell’Appennino con il Bologna, e tifosi della Roma, diretti a Torino. I due gruppi si sono scontrati fra l’area Cantagalloe il casello di Casalecchio.
I due gruppi si sono scontrati all’altezza del km 195, sulla corsia di emergenza. Sono intervenute la polizia stradale e la Digos: diversi ultras sono riusciti a dileguarsi, mentre alcuni tifosi della Roma sono stati identificati dagli agenti presso l’area di servizio Secchia, e lo stesso per alcuni sostenitori della Fiorentina prima della gara iniziata alle 15 a Bologna. Non sono stati rinvenuti coltelli. Nella zona dove si sono verificati gli scontri sono state rinvenute alcune tracce di sangue ma non risulta l’intervento di ambulanze.
Il fatto è accaduto nella frazione de Il Matto in un edificio a due piani, si cercano eventuali dispersi. Una paziente ustionata trasferita a Foligno
Un’esplosione nel tardo pomeriggio è avvenuta in una palazzina a due piani a Il Matto, frazione di Arezzo. C’è stato un crollo parziale della struttura, fanno sapere i vigili del fuoco.
Immediato l’allarme al 112. Sul posto sono intervenuti i pompieri, sanitari del 118, forze dell’ordine. Scattato il piano delle grandi emergenze. Le strade di accesso alla zona sono state temporaneamente chiuse per le operazioni di soccorso. Ci sono tre feriti. Uno è in codice verde, quindi non grave, l’altro in giallo e infine una donna di 80 anni è in codice rosso per le ustioni. E’ stata portata a Foligno con l’elisoccorso.
Continuano le ricerche – I pompieri sono al lavoro per verificare se ci sono altre persone sotto le macerie: per l’esplosione si è verificato un parziale crollo oltre a un incendio, spento dai vigili del fuoco. La deflagrazione è stata udita intorno alle 17.22. Per coordinare le operazioni di soccorso è stato attivato il gruppo maxiemergenze 118 Arezzo, con l’impiego di elisoccorso Pegaso 2, automedica, ambulanze infermierizzate della Misericordia di Castiglion Fiorentino, Croce Rossa e Croce Bianca di Arezzo. I vigili del fuoco stanno proseguendo le ricerche tra le macerie per verificare l’eventuale presenza di altre persone coinvolte, anche con l’ausilio di unità cinofile, ma al momento non risulterebbero altri dispersi.
L’allarme nell’archivio diagnostica ha coinvolto anche gli spazi dove si stavano effettuando esami e visite
Un incendio si è sviluppato intorno alle 10 di questa mattina nel padiglione 16 dell’ospedale Sacco di Milano.
Le fiamme hanno avvolto nel giro di pochi minuti parte dell’Archivio Diagnostica interessando anche gli spazi dove in quel momento i sanitari stavano effettuando esami e visite a decine di pazienti.
Nessuno è rimasto ferito o intossicatograzie all’immediato intervento del personale interno e dei vigili del fuoco. I pazienti sono stati tutti evacuati e i trenta vigili del fuoco intervenuti sul posto stanno provvedendo alle operazioni di bonifica.
I pullman dei rossoblù sono passati davanti a un punto di ritrovo dei supporter locali: alcuni sono scesi e hanno ingaggiato i tafferugli, subito sedati dalle forze dell’ordine
I pullman dei tifosi del Bologna fermi davanti a un punto di ritrovo degli ultras del Como: sono volate bottigliate
Intorno alla 12,30 un paio di pullman di tifosi rossoblù (non è chiaro se deliberatamente o se per aver imboccato l’uscita sbagliata dell’autostrada) sono transitati davanti uno dei punti di ritrovo di sostenitori locali, un bar-pizzeria in viale Fratelli Rosselli a quell’ora già pieno di tifosi del Como.
Dopo qualche sfottò dei comaschi ai bolognesi dai pullman rossoblù sono scesi alcuni tifosi che sono venuti a contatto con i sostenitori locali.
Negli scontri, subito sedati dalle forze dell’ordine, sono volate bottiglie. Dopo il parapiglia le vie d’accesso al Sinigaglia sono state temporaneamente chiuse e una mezzora dopo i due pullman sono ripartiti scortati dalle forze dell’ordine.
L’episodio cade dopo gli scontri di Udine del 22 novembre a fine gara tra tifosi rossoblù e agenti che aveva fatto scattare il divieto di trasferta a Roma con la Lazio e a Milano con l’Inter.
Messaggi orribili che saranno prontamente denunciati
Dopo il pareggio casalingo del Bari contro l’Avellino nell’ultima giornata di Serie B, alcuni tifosi della società pugliese si sono spinti decisamente oltre con i messaggi privati ai componenti della rosa di Vivarini. A denunciare il tutto è stato il club, ma anche Rachele Risaliti, moglie del centrocampista ex Fiorentina e Lazio Gaetano Castrovilli.
RISALITI PUBBLICA IL MESSAGGIO E ANNUNCIA AZIONI LEGALI – “Che il cancro vi divori tutti, che i vostri figli e tutto ciò che avete muoiano”. È il breve quanto terribile testo di un messaggio, inviato sul profilo Instagram di Risaliti, che ha denunciato tutto sempre a mezzo social: “Sempre più spesso si leggono commenti di questo spessore: uno schifo, una vergogna. Il calcio dovrebbe essere divertimento, nonostante tutto. Sono amareggiata e schifata, sappi che denunceremo”
Disordini iniziati intorno alle 16,30, intervento delle forze dell’ordine con lancio di lacrimogeni per disperdere le tifoserie
Una fase degli incidenti
Scontri, cariche e lanci di lacrimogeni lungo il torrente Bisagno, prima della partita fra Genoa e Inter. I tafferugli fuori dallo stadio Ferraris, nel quartiere Marassi, sono cominciati poco dopo le 16:30. Secondo le prime ricostruzioni delle forze dell’ordine, tutto sarebbe cominciato con un lancio di oggetti fra i tifosi del Genoa, che si trovavano in via Monnet, e quelli dell’Inter, radunati in uno spiazzo appena fuori dall’ingresso del settore ospiti.
Cariche delle forze dell’ordine, feriti tre agenti – La situazione è presto degenerata, con gruppi di tifosi che si rincorrevano fuori dallo stadio, mentre Polizia e Carabinieri lanciavano fumogeni per disperdere le tifoserie. Almeno un’auto è andata bruciata. Sul posto è stato necessario l’intervento di almeno due ambulanze, feriti lievemente tre agenti e alcuni tifosi.
Vigili del fuoco in azione – A prendere fuoco sono state una piccola automobile utilitaria, uno scooter e parte di un camion, parcheggiati a poca distanza dall’ingresso dello stadio. I vigili del fuoco hanno impiegato circa mezz’ora per spegnere completamente le fiamme.
Caos in Eccellenza A: tifosi Gladiator picchiati a Sant’Anastasia, luogo di violenza seriale. L’accusa alle autorità dopo i fatti sul Real Forio.
SANT’ ANASTASIA (NA)–Il calcio campano è nuovamente scosso da gravi episodi di violenza, questa volta nel cuore del campionato di Eccellenza, Girone A. La società Gladiator 1924 ha emesso un durissimo comunicato per denunciare una vile aggressione subita dai propri tifosi in occasione della trasferta a Sant’Anastasia.
Secondo il racconto del club, un gruppo di sostenitori del Gladiator è stato circondato e assalito da circa trenta individui, definiti dalla società come “delinquenti”, armati di spranghe e bastoni. L’attacco ha causato ferite ad alcuni tifosi, costretti a ricorrere alle cure mediche.
Sant’Anastasia, un luogo di violenza seriale – Il comunicato del Gladiator sottolinea un elemento di allarmante continuità: è il secondo anno consecutivo che lo stadio di Sant’Anastasia si rivela teatro di violenza contro la società di Santa Maria Capua Vetere.
L’anno scorso, l’episodio riguardò una “violenta e ingiustificata aggressione in danno di un nostro calciatore ad opera di persone riconducibili alla società ospitante.” La condanna della società è ancora più forte in quanto, tre settimane fa, stessa sorte è capitata ai tifosi del Real Forio, confermando un modus operandi e una pericolosità strutturale nell’impianto.
L’accusa formale di inerzia alle istituzioni – Il punto più critico del comunicato del Gladiator è rivolto alle autorità competenti. La società dichiara di aver inoltrato ripetuti inviti e allarmi proprio per prevenire il ripetersi di tali fatti, ma invano.
”Siamo altresì sconcertati perché nonostante le ripetute segnalazioni, le autorità non prendono i dovuti accorgimenti evitando così che tali fatti possano reiterarsi,” si legge nella nota.
Questa accusa di inerzia solleva gravi interrogativi sulla gestione dell’ordine pubblico in un campionato, l’Eccellenza, che dovrebbe rappresentare il massimo livello dilettantistico regionale. Nonostante i chiari precedenti noti, sembra che le misure preventive siano state insufficienti a tutelare l’incolumità dei tifosi in trasferta.
Condanna e richiesta di provvedimenti – La società Gladiator esprime “profondo rammarico e amarezza” e condanna fermamente “tali episodi che non appartengono al mondo dello sport”.
Dopo due anni di aggressioni subite in quello che la società definisce un “luogo dove la violenza è di casa”, l’unica speranza è che la gravità e la serialità dei fatti portino finalmente la Federazione, gli organismi di giustizia sportiva e le Forze dell’Ordine a prendere provvedimenti immediati e risolutivi. Tali misure dovrebbero mirare non solo all’identificazione e alla punizione dei “delinquenti”, ma anche a garantire la sicurezza degli stadi e la regolarità delle competizioni nel Girone A di Eccellenza.
La violenza nel calcio dilettantistico campano è una ferita aperta che, senza interventi decisi, rischia di allontanare sempre più i veri appassionati dagli spalti.
Il commento di Farina – Vittoria pesantissima del Gladiator a Sant’Anastasia contro una squadra che era quarta in classifica perdendo una sola volta. Prova di forza de nerazzurri che tornano così a casa con tre punti fondamentali nella ricorsa alla vetta. Mister Farina commenta così lo 0-3: “Una partita giocata bene dai ragazzi e devo ringraziarli perché hanno dato il massimo. Abbiamo avuto tantissime occasioni da gol correndo pochissimi pericoli. Non dimentichiamoci che andavamo ad affrontare un avversario che aveva perso una sola volta in 16 gare. I ragazzi hanno fatto una grande impresa”. Con l’arrivo del tecnico i nerazzurri hanno cambiato completamente passo: “In quasi 50 giorni abbiamo lavorato tanto. Il merito è dei ragazzi, della società perché mi hanno messo a disposizione i rinforzi e un grande bomber come Malafronte che ha subito segnato. Completeremo ancora la rosa perché vogliamo giocarci le nostre chance fino alla fine. A tal proposito da lunedì testa alla Puteolana perché sarà un altro duro ostacolo. Servirà grande attenzione e concentrazione, ma se li affronteremo con questa mentalità sono certo che riusciremo a portare a casa un buon risultato. Infine vorrei dedicare la vittoria di oggi alla società, ai tifosi che sono stati vittima di un’assurda aggressione e permettetemi anche al mio amico Antonello Schwich che da ieri non è più con noi”.
Momenti di tensione in Valenciennes-Sochaux quando poco prima del 90′ i tifosi di casa hanno provato l’invasione sul terreno di gioco per protestare contro i propri giocatori. Di fronte alla rabbia ultrà non è servito a nulla il cordone di protezione degli steward: gara sospesa
Ancora scene di tensione nel calcio francese, in una settimana caratterizzata da diversi tafferugli che hanno coinvolto soprattutto in Ligue 2, teatro di nuove intemperanze durante la partita tra Valenciennes e Sochaux allo Stade du Hainaut, valida per la 14a giornata, interrotta nei minuti di recupero dall’arbitro Benjamin Lepaysant: i tifosi di casa hanno più volte provato a invadere il terreno di gioco, iniziando una serie di corpo a corpo con gli steward.
Nonostante l’intervento dello speaker dello stadio, non c’è stato nulla da fare: i tifosi hanno continuato a protestare fino a provocare alcuni scontri con gli steward che hanno provato ad arginare a bordocampo la rabbia degli ultrà. Alla fine non c’è stata altra scelta di fermare tutto anche se mancavano solamente alcuni secondi prima del fischio finale, malgrado lo stesso direttore generale delValenciennes, Yoann Godin, ha provato a fare da intermediario.
Cos’è successo al 90′ di Valenciennes-Sochaux: il tentativo di invasione, gara sospesa – Mentre la loro squadra era in svantaggio per 1-0 contro il Sochaux, i tifosi del Valenciennes hanno lasciato i loro posti per andare a esprimere la loro rabbia a bordo campo iniziando a insultare i propri giocatori, con il visibile intento di provare a invadere il terreno di gioco. L’arbitro del match ha così improvvisamente interrotto il gioco, portandosi a ridosso delle due panchine, confrontandosi con i dirigenti e parlando con i responsabili della Lega. Dopo un veloce conciliabolo, con il tentativo di far calmare gli animi anche attraverso comunicati dello speaker, si è deciso di fermare tutto per salvaguardare la sicurezza dei giocatori.
Il terreno di gioco vuoto, con i tifosi a bordo campo che si scontrano con il cordone degli steward
Cosa accade dopo l’interruzione: possibile vittoria a tavolino del Sochaux -Dopo la lunga interruzione, i giocatori del Sochaux sono comunque usciti di nuovo dal tunnel per applaudire, da lontano, i propri sostenitori giunti in zona e adesso potrebbero aggiudicarsi una vittoria per 3-0 a tavolino. Un colpo pesante per il Valenciennes: ha vinto solo una delle ultime otto partite e si trova al 13° posto in classifica, piena z ona retrocessione.
L’arbitra della partita Moncalieri Women-Pro Palazzolo, valida per la Coppa Italia di Serie C femminile, ha ricevuto un insulto sessista dagli spalti: “Vai a lavare i piatti”. Il pubblico insorge e prende le distanze dall’uomo che ha pronunciato quella frase.
“Ascolta, ascolta bene: vai a casa a lavare i piatti”. È l’insulto sessista rivolto all’arbitra e ascoltato durante la partita tra Moncalieri Women-Pro Palazzolo, valida per la Coppa Italia di Serie C femminile e finita 4-3 per le torinesi. Una persona presente sugli spalti a vedere la partita decide di urlare questa frase ad Arianna Quadro, 26 anni, della sezione Aia di Pinerolo. La giovane direttrice di gara ha reagito chiaramente in modo molto professionale facendo finta di nulla ma dagli spalti le altre persone presente non sono di certo rimaste in silenzio.
“Nooo, nooo“ di dissenso e pure una voce che invitava il direttore di gara ad ascoltare e prendere nota dell’accaduto. Qualcuno sarcasticamente si rivolge all’uomo autore di quell’urlo: “Complimenti eh“. Tutto questo è accaduto al 28esimo del primo tempo, dopo il gol dell’1-1 del Moncalieri, e la frase è arrivata da parte di un sostenitore della formazione bresciana evidentemente contrariato dalla decisione presa dall’arbitra della partita. Il video, riportato da ‘Piemontesport’, mostra quei momenti e la reazione del pubblico presente che insorge contro il responsabile.
Si tratta chiaramente di un episodio riconducibile alla responsabilità si una singola persona e non alla società Pro Palazzolo, che invece dalla voce e dal dissenso dei suoi stessi sostenitori ha prontamente preso le distanze e condannato il comportamento del tifoso attraverso un comunicato ufficiale: “Ci dissociamo totalmente da quanto accaduto“. Anche il Moncalieri Women successivamente attraverso una nota apparsa sulle proprie pagine social ha espresso solidarietà nei confronti della stessa Arianna Quadro condanno fortemente quelle espressioni: “La società esprime solidarietà nei confronti dell’arbitra Arianna Quadro e condanna fermamente quanto accaduto sugli spalti“.
Il club poi prosegue: “Episodi come questo sono spiacevoli e vergognosi, poiché minano l’impegno delle società sportive nel processo di valorizzazione dello sport al femminile – si legge -. Il linguaggio sessista non può trovare spazio su un campo da calcio, né in qualsiasi altro sport. A seguito dell’accaduto, entrambe le tifoserie hanno preso le distanze e hanno redarguito l’interessato; un passo necessario per costruire un ambiente rispettoso, che ogni sport deve garantire“.
Il match di Eredivisie è stato caratterizzato dal comportamento sopra le righe dei tifosi dei lancieri
Fumogeni in Ajax-Groningen – Ipa/Fotogramma
Ajax-Groningen sospesa e rimandata per… fumogeni e fuochi d’artificio sugli spalti. La partita di Eredivisie andata in scena nella serata di domenica 30 novembre è stata interrotta al quinto minuto di gioco per l’accensione e il lancio, dalla curva dei lancieri, di fumogeni che hanno colorato di rosso il cielo della Amsterdam Arena.
Poi i tifosi hanno lanciato veri e propri fuochi d’artificio verso il terreno di gioco, costringendo l’arbitro a sospendere la partita dopo soli cinque minuti di gioco. Dopo quaranta minuti d’attesa il gioco è ripreso, ma il comportamento nuovamente sopra le righe dei tifosi dell’Ajax ha portato il direttore di gara a una nuova interruzione, questa volta definitiva del match, rinviato a data da destinarsi sul punteggio di 0-0.
Dopo la sesta sconfitta consecutiva 400 esagitati hanno atteso la squadra al centro di allenamento: i due giocatori hanno sporto denuncia, il club li ha messi a riposo
Li hanno aspettati al centro di allenamento, al rientro da Lorient, dove il Nizza, domenica sera, ha perso un’altra volta. Prima li hanno insultati e poi anche malmenati. A pagare la furia dei tifosi sono stati in particolare Jeremi Boga e Terem Moffi che hanno sporto denuncia e sono stati messi a riposo forzato dal club che condanna l’accaduto.
CRISI – Tutto è cominciato via social. Dopo il 3-1 incassato dal Nizza in Bretagna, i gruppi di ultrà si sono dati appuntamento al centro di allenamento, dove i giocatori dovevano recuperare le rispettive auto. Quando il pullman del club è arrivato sul posto, c’erano più di 400 tifosi ad attenderli. Secondo le prime ricostruzioni, sono volati insulti contro il d.s. Florian Maurice. È andata peggio per i due attaccanti, aggrediti fisicamente. Boga e Moffi hanno quindi deciso di sporgere denuncia e non saranno a disposizione rispettivamente fino a venerdì e domenica, su decisione della società. Il Nizza, già battuto giovedì in Europa League dal Porto di Farioli, è in piena crisi di risultati, con sei sconfitte consecutive registrate all’1 novembre in poi. Troppo per gli ultrà che volevano così scuotere la squadra, ma che hanno intonato cori di sostegno per l’erede di Fraioli, Franck Haise che giovedì si era detto disponibile a lasciare la panchina. Domenica, il Nizza, decimo con 17 punti, ospita l’Angers.
A far degenerare la situazione sarebbe stato il lancio di una bomba carta
Momenti di forte tensione nelle aree esterne dello stadio, dove una rissa tra tifosi ha creato panico tra le famiglie e le persone presenti nella zona del villaggio gastronomico. Secondo una prima ricostruzione, gli scontri sarebbero scoppiati tra gruppi appartenenti alla curva Nord e alla curva Sud.
A far degenerare la situazione sarebbe stato il lancio di una bomba carta che ha provocato un boato seguito da urla e fuggi fuggi generale. Subito dopo, i due gruppi avrebbero iniziato un fitto lancio di bottiglie, trasformando l’area in un teatro di caos e paura. Il parapiglia si sarebbe poi spostato verso viale Croce Rossa, dove la situazione è rimasta tesa per diversi minuti. Sul posto sono intervenute rapidamente le forze dell’ordine.
Al momento non si conosce il numero di eventuali feriti, mentre sono in corso gli accertamenti per ricostruire con precisione le responsabilità e l’origine degli scontri.
Daspo del questore di Lodi nei confronti del padre di un baby calciatore dei Pulcini del Melegnano, che durante la gara col Montanaso Lombardo aveva anche tentato di prendere a pugni un altro genitore
Montanaso Lombardo (Lodi), 26 novembre 2025 – Urla, tensione alle stelle e poi un gesto che ha trasformato una partita di bambini in una scena di violenza: unapiastrellascagliata sul terreno di gioco, minacce e una spranga brandita contro altri genitori attoniti. È quanto accaduto durante un incontro della categoria “Pulcini”, dove la rabbia di un padre ha imposto lo stop alla gara e provocato panico tra i piccoli calciatori.
Una sfilza di precedenti alle spalle – Per questi fatti, il questore della Provincia di Lodi,Pio Russo, ha emesso un provvedimento di Dasponei confronti di un marocchino, regolare sul territorio nazionale, residente nel Milanese e con una sfilza di precedenti penali e di polizia per reati contro il patrimonio, contro la persona, contro la pubblica amministrazione, nonché per guida in stato di ebbrezza. L’uomo risulta attualmente sottoposto alla misura alternativa alla detenzione dell’Affidamento ai Servizi Sociali.
La partita interrotta – Il provvedimento nasce dall’attività della Divisione anticrimine della Questura di Lodi, successiva alla segnalazione dei carabinieri di Lodi, relativa ai gravi fatti avvenuti il 15 novembre scorso in occasione di un incontro di calcio dilettantistico – categoria “Pulcini” – tra Montanaso e Usom Melegnano disputato a Montanaso Lombardo.
La rabbia “scatenata” dall’arbitro – Alla centrale operativa della Compagnia dei carabinieri di Lodi era giunta la segnalazione di una lite tra alcuni genitori dei bambini, classe 2016, impegnati nella gara. Le testimonianze raccolte hanno consentito di ricostruire l’accaduto: un genitore di un calciatore dell’Usom Melegnano, visibilmente agitato per una decisione arbitrale non condivisa, ha iniziato a scuotere la recinzione del campo tentando di entrare all’interno dell’impianto. Non riuscendo nell’intento, ha gettato sul terreno di gioco una piastrella in cemento, provocando l’immediata interruzione della partita e la fuga dei piccoli atleti.
Armato di spranga – Lo stesso uomoha poi cercato di colpire con un pugno al volto un altro genitore intervenuto per calmarlo e, successivamente, ha brandito una spranga in metallo per intimidire i presenti. Davanti ai militari, l’autore ha ammesso la condotta tenuta. Secondo quanto ricostruito, il comportamento dell’uomo ha gravemente compromesso la serenità di bambini di nove anni, offrendo loro un esempio fortemente diseducativo e mettendo a rischio la sicurezza e la tranquillità pubblica.
La durata del Daspo – È stato inoltreritenuto che la sua presenza nei luoghi destinati a manifestazioni sportive, nelle aree limitrofe e in quelle interessate dagli eventi, rappresenti un concreto pericolo per l’ordine pubblicoe per l’integrità morale dei minorenni, anche in considerazione del fatto che egli frequenta abitualmente le partite della squadra Pulcini dell’Usom Melegnano, in cui milita il figlio. Alla luce di tali elementi, il questore ha disposto il Daspo con il divieto, per la durata di due anni, di accedere a tutte le strutture sportive del territorio nazionale dove si disputano incontri di calcio di qualsiasi genere e categoria, comprese le gare amichevoli se ampiamente pubblicizzate.
Il divieto “esteso” – Divieto che si estende anche alle vie di accesso, alle aree di parcheggio adiacenti agli impianti e a tutti i luoghi interessati dalla presenza di pubblico e tifosi. Inoltre, con il provvedimento emanato e a seguito di convalida da parte dell’autorità giudiziaria, è stato fatto obbligo all’uomo, per la durata di un anno, di presentarsi dai carabinieri di Melegnano 20 minuti dopo l’inizio di ogni incontro calcistico della categoria “Pulcini” che la squadra dell’Usom Melegnano svolgerà sull’intero territorio nazionale.
Il club bianconero ha subito girato i filmati alle forze dell’ordine. Chi nel 2019 si era reso protagonista dello stesso grave gesto è stato allontanato dallo Stadium per 5 anni
Il derby della Mole di ieri sera si trascina spiacevolmente fuori dal campo. Tutta colpa di uno pseudo tifoso della Juventus presente sugli spalti e immortalato in alcuni video che già circolano sul web a braccia aperte, come fossero le ali di un aeroplano. Chiaro il riferimento al dramma di Superga del 4 maggio 1949 quando, in un incidente aereo, persero la vita tutti i giocatori del Grande Torino. La Juventus, attraverso le telecamere dell’Allianz Stadium, è al lavoro per identificare il protagonista del gesto. Il club ha girato i filmati alle forze dell’ordine. Si va verso una procedura di non gradimento da parte della società – con divieto di accesso futuro all’impianto per un periodo che verrà stabilito a breve – e non è da escludere un Daspo da parte delle autorità.
Precedente – Le forze dell’ordine indagano, ma la Juventus – come già capitato in passato per casi che hanno riguardato propri tifosi e anche di squadre avversarie – potrà vietare l’ingresso allo pseudo tifoso.Nel 2019 si era già verificato un episodio analogo, nel quale era stata irrisa la tragedia di Superga: in quel caso la Juventus aveva allontanato il protagonista del gesto dall’Allianz Stadium per 5 anni.
La Sampdoria perde in casa lo scontro diretto col Mantova e scivola ultima in classica con 8 partite senza vittorie. Situazione insostenibile per i tifosi che hanno dato sfogo alla loro contestazione: squadra bloccata dentro lo stadio fino a mezzanotte
La Sampdoria non riesce più a rialzare la testa e ora dopo 7 giornate di Serie B è mestamente ultima in classifica: a festeggiare a Marassi è stato anche il Mantova, che ha scavalcato i blucerchiati vincendo 1-0 e inficiando di fatto la scossa che era arrivata alla vigilia con il ritorno in dirigenza di Attilio Lombardo, accolta solo qualche ora prima con entusiasmo dalla tifoseria. Che si è avvelenata al 90′ quando, a fronte dell’ennesima inspiegabile prestazione negativa, si sono riuniti fuori dallo stadio bloccandone le uscite e costringendo la squadra a rimanere chiusa negli spogliatoi.Il pullman con i giocatori a bordo è riuscito ad andarsene solamente dopo le 23:30.
La Sampdoria cede in casa al Mantova ed è ultima in classifica: crisi senza fine – Una giornata da incubo e una notte di proteste: la Sampdoria vive un incubo ad occhi aperti che non accenna a finire. La sfida interna con il Mantova – vero e proprio scontro diretto in chiave salvezza – è stata persa malamente e così i blucerchiati per la prima volta in questa stagione, si ritrovano in fondo alla classifica con soli 7 punti all’attivo dopo 11 giornate. Una situazione insostenibile che ha aperto il fianco alla dura contestazione della tifoseria. Striscioni di protesta erano già dentro lo stadio a denunciare un clima torrido contro squadra e dirigenza, poi la classica goccia che ha fatto tracimare il vaso della pazienza, con un manipolo di persone che si è collocato all’uscita dello stadio, impedendo alla squadra di uscire.
La protesta dei tifosi fuori dallo stadio: Sampdoria chiusa negli spogliatoi fino alle 23:30 – Nessuna violenza o tafferuglio con le forze dell’ordine che hanno monitorato la situazione a distanza, ma il clima è stato a dir poco teso. Durante il match contro il Mantova è apparso in tribuna una scritta semplice e chiara sul rapporto oramai spaccato tra tifoseria e club: “Ecco chi infanga la nostra storia, via questi infami dalla Sampdoria!“, con ben esposte le foto e in nomi dei vari dirigenti da Jesper Fredberg a Matteo Manfredi, Nathan Walker e Joseph Tey. Poi, la contestazione è cresciuta, esplodendo all’87’ sulla rete di Ruocco che ha portato i tre punti in palio dalla parte del Mantova. a quel punto, fischi e cori contro la squadra di Gregucci dalle tribune, poi l’ultimo atto: decine di ultrà si sono appostate fuori dallo stadio, costringendo o giocatori a restarvi chiusi dentro. Con la partita conclusasi alle 21, sono trascorse oltre due ore e mezza prima che siano riusciti a ritornare a casa a bordo del pullman fatto uscire dopo le 23:30.
🎙️#Gregucci: «Lavorare di più e bava alla bocca, solo così se ne esce».
I motivi della contestazione dei tifosi della Samp: una dirigenza inadeguata – La crisi della Sampdoria oramai si protrae da tempo sia sul campo che fuori. La Sampdoria è entrata in un tunnel senza fine di 8 partite senza vittorie e 4 sconfitte consecutive. Dopo il cambio in panchina da Donati a Gregucci non è cambiato nulla: 2 pareggi e 1 KO. Il dissenso è principalmente contro la gestione e già a a inizio ottobre, i tifosi avevano protestato fuori dallo stadio distribuendo volantini contro la dirigenza. La sconfitta col Mantova ha solo riacceso la miccia che nemmeno il ritorno di Attilio Lombardo, un ex amato dai tifosi rischia di non riuscire a spegnere.
Alcuni supporter feriti, in modo non grave, prima della partita
Tafferugli si sono verificati tra le tifoserie poco prima dell’inizio della partita di calcio tra Triestina e Brescia causando il ferimento, non grave, di alcuni supporter.
Lo riportano i siti di alcune testate locali precisando che gli scontri sono avvenuti nella zona di Giarizzole, all’ esterno dello Stadio Nereo Rocco. Alcuni tifosi lombardi con bastoni e mazze da baseball sarebbero riusciti ad avvicinarsi all’area dei tifosi triestini, la Curva Furlan, e, venendo a contatto, le due tifoserie si sarebbero scontrate. Sulla vicenda sta indagando la Polizia.
È successo a Reggio Emilia, poco prima dell’apertura dei cancelli dello stadio Mapei dove è in corso la partita di Serie B ‘Reggiana – Modena
In cinquanta, con mazze e fumogeni in pugno, hanno raggiunto la tangenziale allo scopo di bloccare la viabilità e intercettare i tifosi del Modena per arrivare allo scontro, apprende l’Adnkronos. È successo a Reggio Emilia, poco prima dell’apertura dei cancelli dello stadio Mapei dove è in corso la partita di Serie B ‘Reggiana – Modena’. All’arrivo delle forze dell’ordine si erano già dileguati. Al momento non si hanno notizie di feriti. Sono in corso indagini.
Villarreal-Barcellona non si giocherà a Miami, l’Uefa applaude. E la Fifa deve ancora dare l’ok alla serie A
L’Optus Stadium di Perth, 61.266 posti, è l’impianto designato per Milan-Como
Salta Villarreal-Barcellona a Miami e sia la Uefa che il commissario europeo per lo Sport applaudono. Sul tavolo, ora, resta Milan-Como in Australia, nel fine settimana dell’8 febbraio 2026. Resta anche e soprattutto sul tavolo della Fifa, che deve ancora dare l’ok. Effetto domino, ipotizza qualcuno del nutrito fronte dei “no“ alla storica prima gara di campionato all’estero. La Liga, martedì sera, ha ufficializzato il dietrofront: “A seguito di colloqui con l’organizzatore della partita di Miami, quest’ultimo ha annunciato la sua decisione di annullare l’evento a causa dell’incertezza generata nelle ultime settimane in Spagna“. Ha vinto il “no“, in pratica.
Il partito al quale si è accostata anche la Uefa che “accoglie con favore la decisione. La nostra posizione riguardo alle partite dei campionati nazionali disputate all’estero resta chiara. Il nostro presidente ha già affermato che devono essere giocate nella nazione corrispondente, qualsiasi altra soluzione priverebbe i tifosi più fedeli e introdurrebbe potenzialmente elementi di distorsione nelle competizioni“. Ceferin aveva comunque, obtorto collo, autorizzato l’espatrio. Aggiungendo: “Deplorevole dover rinunciare a queste due partite, questa decisione è eccezionale e non deve essere considerata un precedente“. Glenn Micallef, commissario europeo per lo Sport, ha poi messo il carico sullo stop della Liga: “Una vittoria per i tifosi, i giocatori e per le tradizioni che rendono speciale il calcio europeo. Confido che la Serie A rifletta su questo aspetto. Mantenere il nostro gioco radicato in Europa rafforza tutti“. La Lega Serie A resta sempre più isolata, insieme a Milan e Como. Dopo il comunicato dei lariani (“sacrificio necessario“) e la risposta della curva (“la nostra fede non viaggia in business class, non accettiamo lezioni di sacrificio, esortiamo chiunque a non essere complice di questa pagliacciata“), ha parlato il direttore sportivo Ludi: “Se sarà limitata a una partita spot, comprendo chi si pone dei dubbi“.
I dubbi se li è posti il Codacons che ha deciso “di diffidare nuovamente Ac Milan, ribadendo la necessità di tutelare gli abbonati. L’erogazione di un voucher pari a 1/19 del costo dell’abbonamento non è conforme alla normativa vigente in materia di tutela dei consumatori, che prevede invece il rimborso in denaro in caso di mancata prestazione“. I dubbi se li è posti l’associazione italiana calciatori, per voce del presidente Umberto Calcagno: “Il problema non è la partita in sé, anche se viene giocata a 28.000 chilometri di distanza, con fusi orari e cambi di temperatura duri da affrontare. Resta il dubbio se sia questo il modello da inseguire“. Per l’ad della Lega Luigi De Siervo la risposta è affermativa. Vedasi il battibecco a distanza con Adrien Rabiot che ha definito “folle” la trasferta australiana: “Guadagna milioni ed è pagato per giocare a calcio. Dovrebbe avere più rispetto per il suo datore di lavoro, il Milan, che ha spinto perché questa partita si giocasse all’estero“. Ora, palla alla Fifa.
Tensione intorno a Piazza Primo Maggio dove un gruppo di manifestanti ha cercato di sfondare il primo cordone di sicurezza. C’è stato un fitto lancio di oggetti ai quali la polizia ha risposto azionando gli idranti
Due ore di corteo pacifico, con 8.000 persone coinvolte, poi gli incidenti intorno a Piazza Primo Maggio. Un gruppo di manifestanti Pro Pal ha provato a forzare il blocco delle forze dell’ordine per dirigersi verso lo stadio, dove si gioca la partita tra Italia e Israele, provocando dei disordini. C’è stato un fitto lancio di oggetti – bottiglie, sassi, persino qualche cartello stradale divelto – ai quali la polizia in assetto antisommossa ha risposto azionando gli idranti. I facinorosi hanno sfondato il primo cordone di sicurezza, predisposto dall’organizzazione della manifestazione, ma non sono riusciti a superare la barriera dei celerini. Sono scoppiate alcune bombe carta. Gli scontri però continuano. Sono arrivati anche i blindati per rinforzare il blocco degli agenti, che hanno sparato anche i lacrimogeni per disperdere la folla.Un operatore televisivo sarebbe rimasto ferito al volto da un sasso. E altri partecipanti al corteo sarebbero rimasti contusi. Operati anche alcuni fermi da parte della polizia. Le persone coinvolte negli scontri sarebbero circa 200. Nei disordini è rimasto ferito un giornalista. Colpito alla testa da un sasso è stato trasportato d’urgenza in ospedale ma non sarebbe in pericolo di vita.
fischi all’inno israeliano – Allo stadio Friuli, peraltro semivuoto, l’atmosfera è invece tranquilla: ai fischi di parte di un gruppo di tifosi all’inno israeliano il resto del pubblico ha risposto con applausi.
Scontri e tensione sull’A2 del Mediterraneo tra tifosi tra tifosi del Catania e della Casertana: corsie invase e lanci di oggetti da una carreggiata all’altra. Traffico bloccato.
Scontri e tensione lungo l’A2 Autostrada del Mediterraneo, dove circa 150 ultras di Catania e Casertana si sono affrontati nell’area di servizio di Salerno, all’altezza del chilometro 13,500. Gli scontri, scoppiati al termine delle rispettive trasferte — gli etnei a Giugliano e i campani a Picerno — hanno provocato gravi disagi alla circolazione.
Secondo le prime ricostruzioni, i tifosi avrebbero invaso le corsie autostradali, lanciandosi pietre e fumogeni da una carreggiata all’altra. La situazione è rapidamente degenerata, costringendo alla chiusura temporanea del tratto e creando lunghe code in entrambe le direzioni.
Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine e le squadre dell’Anas per ristabilire la sicurezza e ripristinare la normale viabilità nel più breve tempo possibile.
11.10.2025🇮🇹Fight Casertana vs Catania on autostrada at San Mango Piemonte near Salerno, click for more here: https://t.co/S55zfeLFNI
Scontri tra tifosi di Casertana e Catania in autostrada – Serata ad alta tensione lungo l’A2 del Mediterraneo, dove – secondo le prime ricostruzioni – si è verificato un violento scontro tra tifosi del Catania, di rientro dalla trasferta di Giugliano, e sostenitori della Casertana, reduci dalla partita di Picerno.
I due gruppi si sarebbero affrontati lanciandosi pietre e fumogeni, scatenando il caos nei pressi di San Mango Piemonte. Sul posto sono immediatamente intervenute le pattuglie della Polstrada e altre forze dell’ordine, che hanno disposto la chiusura temporanea del tratto autostradale per ragioni di sicurezza. Il traffico è andato completamente in tilt.
Catania e Casertana vincono in trasferta – Il Catania ha vinto 3-0 in casa del Giugliano grazie alle reti di Lunetta, Forte e Castillo: questa vittoria ha permesso agli etnei di portarsi al secondo posto in classifica in attesa delle altre partite del turno. La Casertana ha battuto 2-0 il Picerno a domicilio con la doppietta di Bentivegna: la squadra di Coppitelli con questa vittoria si è portata al settimo posto con 14 punti.
Alla vigilia della partita di Europa League tra Roma e Nizza le forze dell’ordine francesi hanno arrestato oltre 100 ultras giallorossi prevenendo possibili scontri in città: “Tutte le armi rinvenute sono state sequestrate”.
Un centinaio di tifosi della Roma sono stati arrestati martedì sera a Nizza, alla vigilia della partita di Europa League tra i giallorossi e il club francese. Gli scontri sono avvenuti nel centro della città e hanno coinvolto supporter giallorossi, con 102 persone fermate in possesso di oggetti potenzialmente pericolosi, come comunicato mercoledì mattina dalla prefettura delle Alpi Marittime.
Secondo testimoni citati dal giornale Nice-Matin, la tensione sarebbe esplosa in Place Masséna, nel cuore della città: alcuni tifosi, seduti sulle terrazze di un ristorante, avrebbero lanciato bicchieri contro la polizia, scatenando inseguimenti tra le vie della Vecchia Nizza. Diversi dei protagonisti indossavano cappucci, rendendo la scena ancora più caotica, secondo il quotidiano locale.
24.09.2025, Nice🇫🇷 – As Roma🇮🇹, More than 25 AS Roma arrested in city, click for more here: https://t.co/huOi9Ys8ZP
Tifosi della Roma arrestati a Nizza prima della sfida di Europa League – Secondo quanto riportato dalle autorità locali i supporter giallorossi erano preparati a provocazioni e possibili scontri con i tifosi locali: tutti gli arrestati erano in possesso di armi e strumenti contundenti, ma non si sono registrati episodi di rissa o danni materiali.Le telecamere della città hanno immortalato il loro raduno vicino al parcheggio Sulzer, non lontano dalla Vecchia Nizza e da Place Masséna, dove sono stati sequestrati oggetti come spranghe di ferro e tirapugni.
La Prefettura delle Alpi Marittime ha spiegato che l’intervento rapido e massiccio delle forze dell’ordine ha permesso di evitare scontri e danni fisici e/o materiali: in totale sono state arrestate 102 persone. Una forza di oltre 200 agenti, comprensiva di due unità mobili, è stata schierata nel centro cittadino per prevenire disordini. Nel comunicato stampa del Prefetto si legge: “Questi individui sono stati arrestati e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria sotto l’autorità della Procura della Repubblica di Nizza. Tutte le armi rinvenute sono state sequestrate“.
24.09.2025, Nice🇫🇷 – As Roma🇮🇹, AS Roma arrested in city, click for more here: https://t.co/huOi9YrBah
Il procuratore Damien Martinelli ha confermato che, durante i controlli al parcheggio Sulzer e nei pressi della Fontaine du Soleil, le forze dell’ordine hanno trovato armi e dispositivi di protezione come giubbotti antiproiettile. Tutti i fermati sono stati accusati di far parte di un gruppo con l’intento di preparare atti violenti o danni a proprietà, punibili con un anno di reclusione e una multa di 15.000 euro, senza che alcuna violenza fosse stata commessa prima o dopo l’arresto.
Lo stesso procuratore ha confermato la sequenza degli eventi in una dichiarazione e ha raccontato l’accaduto: “Per effettuare controlli di identità sulle persone nell’ambito delle requisizioni giudiziarie emesse, la polizia si è avvicinata a loro ed è stato notato che molti individui che tentavano di lasciare il parcheggio Sulzer avevano il volto coperto. Mentre si avvicinavano ai due gruppi, composti da una sessantina di persone nei pressi del parcheggio e da una trentina di persone nei pressi della Fontaine du Soleil, è stata notata la presenza di armi (in particolare bastoni, coltelli, martelli) e di dispositivi di protezione, tra cui giubbotti antiproiettile, a terra“.
24.09.2025, Nice🇫🇷 – As Roma🇮🇹, city center Nice before match, mob 120-130 Nice looking for 70-80 Roma, Nice forced a police roadblock but no real contact with the Italians, click for more here: https://t.co/huOi9YrBah
In vista della partita le autorità hanno predisposto ulteriori misure di sicurezza: divieto di consumo di alcolici in pubblicofino alle ore 5 del mattino e chiusura anticipata delle discoteche alle ore 2. I tifosi della Roma saranno scortati in bus navetta lungo il percorso verso lo stadio e riportati a termine gara sotto controllo della polizia, con accesso consentito solo ai possessori di biglietto verificato.
Il report della Uefa racconta anche che l’Inter è il terzo club del Continente con quasi 2 milioni di tifosi, il Milan sesto con 1,8 milioni. Le due società milanesi prime e seconde in Italia
Lo stadio di San Siro durante un derby
Milano, 17 settembre 2025 – Avrà pure una certa età e il bisogno urgente di un restyling, ma il fascino della Scala del Calcio resta immutato nel tempo. Lo dice anche l’ultimo “Report della Uefa“ sulle presenze negli stadi di tutta Europa per quel che riguarda la stagione 2024-2025, andata in archivio cento giorni fa. Numeri alla mano San Sirorossonerazzurro resta l’arena calcistica più “frequentata“ del continente, con poco meno di 4 milioni di tifosi di Milan e Inter (3 milioni e 800mila per la precisione) stimati davanti ai botteghini.
L’indagine – L’indagine ”European Club Talent and Competition Landscape”, che analizza le tendenze attuali del calcio nel Vecchio Continente, certifica la crescita dei dati riguardanti la presenza negli impianti per eventi dal vivo: almeno 240 milioni di spettatori hanno assistito a incontri di club e Nazionali in tutta Europa durante la stagione 2024/25 e ben 35 società hanno superato quota 1 milione di supporter. In testa alla speciale classifica c’è il Manchester Unitedcon 2,2 milioni di tifosi, davanti alReal Madrid con 2 milioni. Sul podio, al terzo posto della graduatoria, c’è l’Inter che raggiunge quota 1 milione e 996mila spettatori. E poco più indietro, al sesto posto (preceduto dal Borussia Dortmund e dal Bayern Monaco) ecco il Milan con un milione e 808mila di fan. I rossoneri si mettono alle spalle Arsenal, Tottenham, Liverpoole laRoma che chiude la “top ten“ con 1 milione e 609mila spettatori. Dunque, Milano sempre più nel pallone e con tanta voglia di calcio, possibilmente dal vivo. Dati straordinari che confermano il trend positivo, perché dopo anni complicati i nostri stadi, a cominciare da un monumento storico come San Siro, reggono il confronto con gli impianti spagnoli.
L’Italia occupa la terza posizione per quel che riguarda le presenze, con il dato di 11,7 milioni di paganti (la media è di 30.700 tifosi a partita). Ancora distanti, invece, le cifre che riguardano l’Inghilterra (15,3 milioni di presenze) e la Germania(11,8 milioni). E se l’Inter può vantare più “fedelissimi“ nella classifica globale (anche perché ha disputato più partite in Europa, 470mila presenze contro le 290mila dei “cugini“), i rossoneri al contrario comandano in campionato, seppur di poco: 1 milione e 360mila presenze contro il milione e 340mila dei nerazzurri con percentuali di riempimento molto vicine (il Diavolo raggiunge l’89%, mentre l’Inter resta all’88%). Numeri che trasformano la Scala del Calcio in una vera e propria fortezza.
Media spettatori – Analizzando la media spettatori, ci sono altri numeri che “premiano“ San Siro: considerando campionati e coppe, in testa alla graduatoria c’è il Borussia Dortmund (81.321 spettatori di media) davanti a Bayern Monaco, Real Madrid e Manchester United(per tutte la media va ben oltre i 70.000 spettatori). Inter e Milan però sono lì, poco sotto quella soglia: i nerazzurri si assestano sui68.859 spettatori di media,il Milan è a quota 66.984 spettatori (ma anche in questo caso c’è un percorso diverso in Champions League). La “carica“ dei 70mila è già ripartita con la nuova stagione. Anche se, con il Milan fuori dalle coppe, sarà impossibile far meglio.
Vista l’impossibilità di utilizzare San Siro per la cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi Invernali, Lega e Figc hannoscelto Perth per la gara di campionato dell’8 febbraio 2026. L’esecutivo Uefa deciderà il prossimo 11 settembre
Tifosi rossoneri fuori dallo stadio di San Siro
Da una parte Lega Calcio, sponsor, e federazioni molto ospitali (anche per evidenti logiche commerciali) ma lontanissime dalla nostra; dall’altra Uefa, tifosi di due squadre lombarde (con Codacons accodato), qualche politico locale e addirittura l’Unione Europea. Mezzo mondo (è il caso di dirlo) si sta scomodando per una semplice partita di calcio del campionato di serie A, ovveroMilan-Como.
Il precedente – Come se non bastasse l’aver già esportato in Arabia Saudita laSupercoppa Italiana, a 5mila chilometri da Roma, durante le feste natalizie. Purtroppo il destino (ovvero il calendario reso noto nella prima settimana di giugno) ha programmato il match in questione per l’8 febbraio del 2025, due giorni dopo la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina. Come fare? E soprattutto, dove andare?
L’idea – Di qui l’idea “partorita“ circa due mesi fa nei Palazzi del pallone nostrano, ovvero spostare il match altrove, addirittura in Australia. Dopo il nullaosta della Figc, a metà luglio, apriti cielo. Polemiche in crescendo, se è vero che una normalissima partita di calcio ha assunto, negli ultimi giorni, le sembianze di un vero e proprio intrigo internazionale. Al punto che qualcuno ha parlato persino di “tradimento”.
Milan-Como giocata nel marzo scorso
Perché in fondo, Perth (capitale dell’Australia Occidentale), dista ben 13.670 km da Milano, raggiungibile con un non troppo comodo volo della durata variabile fra le 20 e le 22 ore (e sette fusi orari da smaltire). Insomma, non sembra proprio che il trasloco sia “un piccolo sacrificio” per i tifosi rossoneri e lariani come invece pensano in via Rosellini.
A favore – “Portare una partita all’estero non significa esportare il campionato, ma far conoscere a nuovi pubblici l’eccellenza del calcio italiano, rafforzando la competitività del sistema e generando risorse che hanno ricadute positive su tutto il movimento, anche a livello giovanile e amatoriale, a fronte di un piccolo sacrificio richiesto ai tifosi del Milan e del Como, che ne trarranno comunque beneficio in termini di maggiore visibilità e popolarità a livello mondiale”.
I contro – Detto che l’11 settembre, a Tirana, l’Esecutivo della Uefa dovrà decidere se approvare o bocciare la “discutibile“ proposta della Lega, vediamo chi sono i “contrari“. Intanto c’è la dichiarazione congiunta firmata da425 gruppi di tifosi in rappresentanza di 25 Paesi che invita Nyon a non autorizzare la delocalizzazione di un match di campionato.
Ma poi ci sono altre dure e autorevoli prese di posizione di chi vuole opporsi a questa soluzione. A cominciare proprio dal presidente della Uefa, lo sloveno Alexander Ceferin, il quale ha manifestato la propria contrarietà ma pure evidenziato una certa “rassegnazione“.
Aleksander Ceferin, presidente Uefa
“Non siamo contenti, ma per quanto abbiamo verificato dal punto di vista legale non abbiamo molti margini se le federazioni sono d’accordo – le parole del numero uno del calcio continentale -. In questo caso entrambe hanno dato il loro consenso (il riferimento è anche alla “Liga“ visto che il 20 dicembre dovrebbe disputarsi Villarreal-Barcellona a Miami, ndr). Resta il fatto che in futuro dovremo discuterne molto seriamente, perché il calcio europeo dovrebbe essere giocato in Europa: i tifosi devono poter seguire le partite in casa, non tutti possono andare in Australia o negli Stati Uniti”.
Poi Ceferin ha aggiunto: “Apriremo questa discussione anche con la Fifa e con tutte le federazioni, perché non credo sia una buona soluzione. Se si tratta di un’eccezione o c’è un motivo specifico, può andare ma, in linea di principio, le squadre europee dovrebbero restare in Europa, perché i loro tifosi vivono qui”. E a loro, invece, viene richiesto di fare i globetrotter.
Unione europea – Ancora più forti, nelle ultime ore, le dichiarazioni diGlenn Micallef, Commissario europeo per l’equità intergenerazionale, la gioventù, la cultura e lo sport, il quale si è schierato apertamente contro le eventuali partite al di fuori dei confini continentali:
“Il calcio europeo appartiene all’Europa. Nelle ultime settimane quella che dovrebbe essere un’ovvietà è stata messa in discussione dalla decisione della Liga e della Serie A di disputare incontri di campionato al di fuori dei nostri confini, negli Stati Uniti e in Australia.
Quando ho sentito la tesi secondo cui giocare una sola partita di campionato fuori dall’Europa su 380 partite totali sarebbe innocuo, non potevo che essere in disaccordo. Una sola partita di campionato al di fuori dell’Europa è già una partita di troppo. È una questione di principio. Il calcio è comunità, è un bene pubblico, fa parte della nostra identità. Lo so non solo come politico, ma anche come tifoso.
E i club si basano sull’impegno dei tifosi, molti dei quali fanno grandi sacrifici personali per sostenerli in ogni circostanza. Privarli delle partite non è innovazione ma tradimento della fiducia. Anche l’Associazione spagnola dei calciatori professionisti si è opposta all’opzione di giocare negli Usa, così come l’allenatore del Como”.
Cesc Fabregas, allenatore Como
Il tecnico – In effetti sull’argomento Cesc Fabregas è stato molto chiaro: “Non è stata chiesta la mia opinione su questa cosa. Penso non sia bello per i nostri tifosi”, appoggiando così la dura presa di posizione del Commissario Ue che continua la sua analisi: “Ciò che è in gioco qui è proprio l’integrità del modello sportivo europeo, che è fondato su club forti e basati sulla comunità. Senza la comunità, il modello crolla. Portare le partite di campionato nazionali fuori dall’Europa significa minare il cuore stesso del calcio europeo. Spero che i veri tifosi di calcio del Vecchio Continente facciano sentire la loro voce. Il calcio europeo appartiene all’Europa”.
Nell’area di servizio del lodigiano i supporter delle due squadre lombarde di rientro dalle trasferte si sono affrontati seminando il panico tra gli automobilisti tra cori, spintoni e lancio petardi
Fumo e paura alla stazione di servizio durante gli scontri
Somaglia (Lodi), 31 agosto 2025 – Scontro tra tifosi in A1, rissa e petardi all’autogrill di Somaglia. Momenti di tensione sabato notte, dopo l’una del 31 agosto 2025, lungo l’autostrada A1, all’altezza dell’autogrill di Somaglia. Dalle prime ricostruzioni dell’accaduto, sotto gli occhi di diversi presenti, si è verificato un violento scontro tra tifoserie. I protagonisti, secondo le prime ricostruzioni, sono un gruppo di tifosi di Como e Atalanta, di rientro dalle trasferte di Bologna e Parma.
Tutto è successo in pochi istanti: quattro pullman di supporter si trovavano in sosta nell’area di servizio quando improvvisamente è scoppiata la rissa. Dai racconti, i tifosi di una delle due squadre stavano facendo pausa, senza particolari problemi, quando un pullman della tifoseria avversaria è arrivato nell’area. A quel punto,la situazione è degenerata: botte in mezzo alla strada, lanci di petardi contro i pullman e momenti di panico per gli automobilisti che si sono trovati a passare proprio in quegli istanti. Alcuni video amatoriali ripresi dai presenti mostrerebbero scene di grande caos, con cori, spintoni e aggressioni fisiche. Sul posto è intervenuta la Digos, che sta lavorando per identificare i responsabili. Non risultano feriti, ma l’episodio ha creato grande preoccupazione per l’ordine pubblico. Le indagini puntano a ricostruire le responsabilità e valutare eventuali provvedimenti nei confronti delle due tifoserie coinvolte.
Dopo il silenzio della Sud milanista, lunedì sera tocca al tifo organizzatore nerazzurro manifestare contro il giro di vite dei club: niente striscioni e abbonamenti respinti nei settori più caldi di San Siro
Una coreografia della curva nord interista
Se gli ultras del Milan sono entrati allo stadio marimasti in silenzio , quelli dell’Inter lasceranno vuoto il loro settore. Forma diversa, sostanza uguale: si tratta della protesta contro il giro di vite dei club milanesi, in accordo con la pubblica autorità, sul tifo organizzato. Come ormai noto, dopo l’inchiesta “Doppia Curva” , resta infatti bandito l’ingresso degli striscioni e del materiale dei gruppi ultrà al Meazza mentre decine di tifosi “sgraditi” si sono visti negare l’abbonamento al secondo anello blu o verde.
Di conseguenza lunedì sera, in occasione del debutto in campionato contro il Torino , l’Inter non potrà contare sul sostegno del secondo anello verde. Così ha deciso e comunicato il direttivo della curva nord nerazzurra ai suoi frequentatori in riunione e nelle chat dedicate. Chi vorrà entrare potrà farlo ma in un determinato momento verrà dato il segnale per uscire ordinatamente dal settore. Non un obbligo, sottolineano le responsabilità, ma un invito accorato. Non dovrebbero dunque ripetersi le scena dello sgombero forzato del settore a Inter-Sampdoria del 2022dopo l’omicidio del capo ultràVittorio Boiocchi .
Giovedì sera gli ultras nerazzurri si sono radunati per decidere come organizzare una protesta su cui tutti concordano da tempo. Si è raggiunto un compromesso: qualcuno non entrerà proprio. Chi invece varrà i tornelli abbandonerà la curva quando verrà comunicato, comunque a inizio partita, per ricongiungersi con chi è rimasto fuori in una sorta di presidio che inizierà ben prima della partita: alle 17 è infatti fissato il ritrovo al“Baretto”.