Il club campano cambia ancora e ora sceglierà tra il responsabile delle giovanili e l’ex tecnico ancora sotto contratto
Fabio Liverani non è più l’allenatore della Salernitana. La società ha comunicato al tecnico la notizia dell’esonero. Ora per la successione sono due le ipotesi: una soluzione interna con panchina affidata a Stefano Colantuono, attuale responsabile del settore giovanile granata, o ritorno di Pippo Inzaghi che era stato esonerato 5 turni fa per far spazio allo stesso Liverani. Ma la soluzione interna, al momento, sembra in pole.
Il tecnico ha preso la decisione il giorno dopo la sconfitta contro l’Udinese. I due ex centravanti sono tra le alternative per la successione
Maurizio Sarri si è dimesso da tecnico della Lazio. Dopo la sconfitta con l’Udinese e qualche ora di riflessione l’allenatore toscano ha comunicato la decisione di lasciare il club. Neanche il confronto con una delegazione di sei giocatori gli ha fatto cambiare idea. Alle 15, subito dopo l’incontro con i suoi (ex) calciatori, Sarri ha deciso di lasciare la Lazio. Ora la decisione di accettare o meno le dimissioni spetta a Claudio Lotito: la risposta è attesa in queste ore. Il presidente biancoceleste non dovrebbe trattenere Sarri dopo la sua presa di posizione.
Sarri si è dimesso da allenatore della Lazio – Dopo la sconfitta di ieri contro l’Udinese per 2-1Lotito e Fabiani hanno imposto il ritiro punitivo alla squadra, che però non ha preso bene la decisione. Diversi i mugugni arrivati dallo spogliatoio, con il quale lo stesso tecnico ha avuto un confronto diretto a Formello. Come già avvenuto in altre occasioni precedenti quest’anno, il tecnico toscano aveva fatto capire chiaramente ai suoi uomini che se non avessero avuto più fiducia in lui sarebbe stato pronto a fare un passo indietro. Dai calciatori non è arrivata una risposta diretta in tal senso, ma la prestazione di ieri e le riflessioni di questa mattina hanno indotto il tecnico a fare lui il primo passo.
Lazio, le soluzioni dopo Sarri: si valutano Rocchi e Klose – La società una settimana fa con un comunicato ufficiale aveva espresso pieno appoggio al tecnico, per spegnere le voci su un suo possibile esonero. Sarri avrebbe ancora un anno di contratto con la Lazio (scadenza 2025). Nel caso in cui le dimissioni venissero accettate però, verrebbero valutati diversi nomi per la successione, almeno per traghettare la squadra a fine campionato. La soluzione interna sarebbe quella di Tommaso Rocchi, ma avanza anche la candidatura di Miro Klose, ex centravanti che la piazza riaccoglierebbe a braccia aperte.
La decisione del club pugliese dopo il brutto episodio al termine della partita persa col Verona. Salentini vicini alla zona retrocessione: 4 ko e un pareggio nelle ultime 5 uscite
La testata all’attaccante del VeronaThomasHenry costa l’esonero a Roberto D’Aversa. Questa la decisione del Lecce dopo il quarto ko nelle ultime cinque partite e il brutto gesto al termine della partita di domenica.
🟡🔴 Dopo i fatti avvenuti al termine della gara Lecce – Verona, l’U.S. Lecce comunica di aver sollevato dall’incarico l’allenatore D’Aversa.
Lecce, Semplici il favorito per la panchina – “Dopo i fatti avvenuti al termine della gara Lecce – Verona, l’U.S. Lecce comunica di aver sollevato dall’incarico l’allenatore D’Aversa. Al mister ed al suo staff – si legge nella nota del club salentino – va il ringraziamento per il lavoro svolto”. Già domenica il Lecce aveva pubblicato un comunicato molto duro in cui prendeva le distanze dal proprio allenatore. Che, dopo la testata a Henry, aveva avuto difficoltà a scusarsi per il cattivo esempio dato. I pugliesi sono vicini alla zona retrocessione: Leonardo Semplici il favorito per provare a salvare la squadra.
Fatale il ko con l’Empoli. Scelta interna dopo l’esonero di Dionisi. Partenza in salita col Napoli mercoledì poi scontro salvezza con il Verona domenica
La decisione più sofferta, quella che nessuno avrebbe voluto prendere e non solo perché non fa parte delle abitudini del club. Il Sassuolo ha esonerato Alessio Dionisi per il peso dei risultati più che per l’analisi delle prestazioni: la squadra raccoglie pochissimo a causa di errori individuali che quasi mai dipendono dal lavoro di un allenatore. Basta pensare ai frequenti regali nell’area di Consigli o agli sprechi in quella avversaria. Però adesso il rischio della retrocessione è concreto e quindi la società ha il dovere di fare qualunque mossa per evitare la B. Il ragionamento della dirigenza neroverde è semplice: serve una svolta soprattutto mentale, perché non sembra che i giocatori abbiano recepito la gravità della situazione. E di sicuro non è la blanda contestazione di una cinquantina di tifosi a poter svolgere questa funzione. Così oggi a dirigere l’allenamento ci sarà Emiliano Bigica, che ieri, perdendo 2-1, ha chiuso la sua avventura alla guida della Primavera. Con un rigore sbagliato nel finale: impossibile non pensare al doppio errore di Pinamonti contro l’Atalanta.
LA SCELTA – Giovanni Carnevali e Giovanni Rossi hanno riflettuto a lungo sul nome del sostituto di Dionisi. Ha prevalso la decisione di non legarsi per il futuro: i vari allenatori sondati, da Grosso a Ballardini e Semplici, avrebbero voluto un accordo fino al giugno 2025. Invece in estate per il Sassuolo comincerà una nuova avventura, si spera in A, e tra i vari candidati, oltre allo stesso Grosso, c’è anche Davide Possanzini (che sta dominando con il Mantova il girone A della Serie C). Bigica verrà valutato nel suo percorso: è una soluzione temporanea. Uomo carismatico e considerato molto preparato dal punto di vista tattico (nel 2019 è stato vicino alla panchina della Fiorentina dopo le dimissioni di Pioli), parte con un doppio esame ravvicinato: il recupero con il Napoli mercoledì e soprattutto lo scontro diretto domenica a Verona, dove dovrebbero rientrare (se non lo faranno contro i campioni d’Italia) Erlic, Toljan e Berardi. Non si può sottovalutare il peso delle assenze, in particolare quella di Domenico, nei recenti risultati del Sassuolo.
Aurelio De Laurentiis ha deciso di esonerare Walter Mazzarri, Calzona sarà il terzo allenatore, la stagione era iniziata con Garcia
Ore frenetiche, una giornata piena di consultazioni. Ma alla fine De Laurentiis ha deciso: Walter Mazzarri è stato esonerato, per lasciare il posto a Francesco Calzona. Non ci sono più dubbi, anche se, ripercorrendo a ritroso la giornata, probabilmente De Laurentiis non li aveva nemmeno in mattinata. A fine giornata il presidente del Napoli ha voluto ringraziare Mazzarri per il lavoro svolto sottolineando: «Mazzarri è e resterà sempre un amico della famiglia De Laurentiis. È sempre doloroso esonerare un amico, io l’ho ringraziato per essere venuto in un momento di difficoltà ma a Napoli e ai suoi tifosi bisogna dare qualcosa di più. Ora cerchiamo di darlo con Calzona». «Diamo a Calzona il benvenuto e cerchiamo di aiutarlo senza contrasti – ha aggiunto il numero uno del club partenopeo -. Domattina verrà qui con i suoi collaboratori alle 8.30, andrà a Castelvolturno e lo presenterò ai ragazzi. Sarà una totale immersione in una nuova realtà, ricordando che abbiamo la sfida di Champions con il Barcellona, che è sempre una grande squadra». Poi il presidente del club partenopeo si è soffermato sul possibile arrivo nello staff di Calzona anche di Hamsik: «È complicato, ci ho parlato ieri e non oggi. È intrigato dall’idea di poter lavorare per una squadra che ama, lui è stato una bandiera azzurra avendo rinunciato a Juventus e Milan».
La giornata, la decisione di De Laurentiis – Tutto è cominciato nelle prime ore del mattino. All’Hotel Britannique, il presidente del Napoli aveva infatti cominciato a lavorare molto presto, per capire soprattutto con la Federazione slovaccase fosse possibile dare il via libera al c.t. per il doppio incarico. Telefonate, consultazioni e disponibilità raccolte entro poche ore. Poi, mentre a Castel Volturno Mazzarri dirigeva quello che sarebbe stato il suo ultimo allenamento, al Britannique arrivavano Edoardo De Laurentiis, vicepresidente del club, e Andrea Chiavelli, braccio destro di ADL che si è sempre occupato della stipulazione dei contratti.
Un segnale chiaro della direzione che la dirigenza aveva deciso di intraprendere, per provare a dare un’ennesima scossa a un ambiente sfiduciato. Nel pomeriggio, nuove telefonate e nuove consultazioni, con lo staff che andava via via a comporsi e che prevede, tra gli altri, il ritorno a Napoli di Sinatti, preparatore atletico che con Spalletti ha vinto lo scudetto e che, pure lui, rivestirà il doppio incarico con la Nazionale Italiana.
Preparati tutti i documenti e arrivate tutte le approvazioni del caso, alle 20 arrivava la decisione definitiva: Mazzarri esonerato e panchina affidata all’ex vice di Sarri fino a giugno 2024. Senza opzioni. Sarà il campo a parlare, e dovrà farlo già a partire dalla gara contro il Barcellona, in programma mercoledì 21 febbraio. Calzona domani dirigerà la rifinitura spostata nel pomeriggio alle 14 per consentire al nuovo allenatore di insediarsi: il terzo ribaltone si è concluso.
Le condizioni della Slovacchia – Intanto dopo l’annuncio del Napoli, è arrivato anche il comunicato della Federcalcio slovacca sulle condizioni per il doppio incarico di Francesco Calzona. Il nuovo allenatore del club azzurro, infatti, è anche il commissario tecnico della Slovacchia, con cui si è qualificato agli Europei che si giocheranno tra pochi mesi. Nella nota della federazione si leggono tre punti fondamentali. Il primo riguarda le tempistiche: Calzona sarà l’allenatore del Napoli dal 19 febbraio fino all’ultima gara di Serie A o Champions League del Napoli di questa stagione. Oltre a questo, l’ex vice di Sarri e Spalletti dovrà rispettare tutti gli obblighi contrattuali del suo contratto, restando sempre a disposizione della Slovacchia anche se non in maniera esclusiva. Dovrà quindi essere in panchina per le amichevoli contro Austria e Norvegia, in programma rispettivamente il 23 e il 26 marzo oltre a presentarsi di persona alla conferenza stampa per le convocazioni per le gare appena citate. La mancata osservazione di queste condizioni porterebbe la Slovacchia al «diritto di revocare il proprio consenso» per il doppio incarico. Nella comunicazione è stata sottolineata anche la singolarità della scelta visti gli Europei di quest’estate: «La Federcalcio slovacca è consapevole che si tratta di una decisione atipica che potrebbe destare preoccupazione tra il pubblico. Comprende però anche il rapporto eccezionale di Calzona con il club dove ha lavorato a lungo e vuole aiutarlo nell’attuale difficile situazione».
All’ex attaccante di Sampdoria e Reggina sono state fatali le ultime cinque sconfitte consecutive. I blucelesti sono all’ultimo posto in serie B con 20 punti
Emiliano Bonazzoli; a destra, Alfredo Aglietti
Gli sono stati fatali l’ultimo posto in classificae le cinque sconfitte di fila rimediate da inizio anno. Emiliano Bonazzoli non è più l’allenatore del Lecco.La sua esperienza sul Lario è durata quattro mesi esatti: si era seduto sulla panchina dei neopromossi blucelesti il 12 ottobre 2023, prendendo il posto di Luciano Foschi, esonerato dopo sei partite di campionato. Al posto dell’ex attaccante di Sampdoria e Reggina, fra le altre, arriva Alfredo Aglietti, tecnico dal lungo curriculum in cadetteria.
La nota – La comunicazione dell’esonero di Bonazzoli è arrivata oggi, lunedì 12 febbraio, all’indomani della sconfitta in trasferta per 3-1 a Bari, che ha lasciato i lariani all’ultimo posto della classifica in serie B con 20 punti. Bonazzoli chiude la sua esperienza in riva al lago con 5 vittorie, 4 pareggi e 9 sconfitte.
Sollevati dall’incarico, con l’ex attaccante, l’allenatore in seconda Andrea Malgrati e il collaboratore tecnico Francesco Nenciarini.
Il sostituto – Contemporaneamente ha affidatola conduzione tecnica della squadra ad Alfredo Aglietti, che ha firmato un contratto che lo legherà al club fino al 30 giugno 2024 con un’opzione per un’ulteriore stagione sportiva. Con lui, integrano lo staff tecnico l’allenatore in seconda César Vinício Cervo De Luca e il preparatore atletico Daniele Sorbello.
Aglietti è il terzo allenatore a sedersi sulla panchina bluceleste in questo campionato di B. Prima di lui era toccato a Luciano Foschi e poi a Bonazzoli. L’ultima esperienza in panchina dell’ex attaccante di Hellas Verona e Napoli risale al 2022, sempre in Lombardia: due sole partite a Brescia, un pareggio e una sconfitta, dopo le quali venne esonerato dal presidente Massimo Cellino.
I Friedkin: “Ha leadership e ambizione”. L’ex centrocampista: “Una emozione indescrivibile”
Ora è ufficiale:Daniele De Rossi è il nuovo allenatore della Roma, prende il posto di José Mourinho esonerato nella mattinata del 16 gennaio. Poche ore dopo l’allontanamento del portoghese, che nella Capitale in due stagioni e mezza ha vinto una Conference e perso una finale di Europa League, la società dei Friedkin ha diramato un altro comunicato per annunciare l’ingaggio dell’ex centrocampista con un contratto fino al 30 giugno 2024. L’unica esperienza da capo allenatore per De Rossi finora è stata con la Spal, in Serie B, allenata tra ottobre 2022 e febbraio 2023 (3 vittorie in 16 partite di campionato).
IL COMUNICATO DELLA ROMA – “Dopo 18 anni da calciatore giallorosso, De Rossi ritornerà nel ruolo di allenatore e farà il suo esordio sulla nostra panchina nella sfida di campionato contro il Verona di sabato pomeriggio all’Olimpico“, recita la nota ufficiale del club. “Siamo felici di poter consegnare la responsabilità tecnica dell’AS Roma a Daniele De Rossi, in quanto riteniamo che la leadership e l’ambizione che lo hanno da sempre contraddistinto possano risultare determinanti nella rincorsa agli obiettivi che la squadra ha davanti a sé fino al termine della stagione“, hanno affermato Dan e Ryan Friedkin. “Conoscevamo il legame indissolubile che unisce Daniele al Club, ma l’entusiasmo con cui ha immediatamente accettato questa sfida per i prossimi mesi ci ha ulteriormente convinto della sua capacità di essere una guida per i calciatori e un fiero rappresentante dei valori di questa società. Bentornato a casa, Daniele“.
LE PAROLE DI DE ROSSI – “Desidero ringraziare la famiglia Friedkin per avermi affidato la responsabilità della guida tecnica della Roma: da parte mia non conosco altra strada se non quella dell’applicazione, del sacrificio quotidiano e della necessità di dare tutto quello che ho dentro per affrontare le sfide che ci attendono da qui alla fine della stagione“, ha dichiarato De Rossi. “L’emozione di poter sedere sulla nostra panchina è indescrivibile, tutti sanno cosa sia la Roma per me, ma il lavoro che attende tutti noi ha già preso il sopravvento. Non abbiamo tempo, né scelta: essere competitivi, lottare per i nostri obiettivi e provare a raggiungerli sono le uniche priorità che il mio staff e io ci siamo dati”.
DE ROSSI E LA ROMA – De Rossi è cresciuto nella Roma, dove è entrato giovanissimo nel vivaio. Figlio di Alberto De Rossi, già tecnico delle giovanili giallorosse, ha compiuto tutta la trafila fino alla prima squadra, dove ha esordito il 30 ottobre 2001 in un match di Champions. Da giocatore ha vinto 2 Coppe Italia e 1 Supercoppa di Lega; in Nazionale ha giocato 117 partite con 21 reti, vincendo il Mondiale 2006 (bronzo olimpico e titolo europeo con l’U21 nel 2004).
Il club giallorosso solleva dall’incarico il tecnico portoghese: la squadra è nona in classifica in Serie A
Un fulmine a ciel sereno, con il comunicato del club arrivato poco prima delle 9.30. José Mourinho non è più l’allenatore della Roma, il club ha deciso di esonerarlo dopo la sconfitta arrivata domenica a San Siro, contro il Milan. “Ringraziamo José a nome tutti noi all’As Roma per la passione e per l’impegno profusi sin dal suo arrivo in giallorosso – hanno detto Dan e Ryan Friedkin – Conserveremo per sempre grandi ricordi della sua gestione, ma riteniamo che, nel migliore interesse del club, sia necessario un cambiamento immediato. Auguriamo a José e ai suoi collaboratori il meglio per il futuro”. Adesso l’attesa è per capire chi sarà a guidare la Roma da qui alla fine della stagione, con il comunicato del club che specifica anche che a breve verrà nominato il nuovo responsabile tecnico della prima squadra. La tifoseria sogna lo sbarco di Daniele De Rossi, c’è la possibilità anche della soluzione interna (Bruno Conti o Alberto De Rossi), ma potrebbe arrivare anche un colpo a sorpresa, come i Friedkin ci hanno abituato in questi tre anni e mezzo della loro gestione. Arrivato nell’estate del 2021, Mourinho se ne va senza chiudere il mandato triennale, con una Conference vinta, una Europa League persa in finale e un andamento in campionato sempre assai deludente.
Il club toscano annuncia con una nota il divorzio col tecnico. Al suo posto ecco l’ex Torino: primo allenamento col nuovo staff domani alle 15. Obiettivo ripetere l’exploit con Crotone e Salernitana
Aurelio Andreazzoli non è più l’allenatore dell’Empoli, è ufficiale. La notizia era nell’aria da oggi e alle 18 è giunta la conferma dalla società con una nota in cui si spiega che sono stati sollevati dall’incarico anche i suoi collaboratori Alessio Aliboni e Francesco Chinnici. Al suo posto è stato annunciato Davide Nicola.
IL NUOVO ALLENATORE – Il tecnico ha firmato un contratto annuale con opzione per un’ulteriore stagione in caso di salvezza. Primo allenamento domani pomeriggio alle 15 in vista della gara col Monza. Oltre a mister Nicola, entreranno a far parte dello staff tecnico della prima squadra azzurra Simone Barone, nel ruolo di allenatore in seconda, Manuel Cacicia come collaboratore tecnico, Gabriele Stoppino, preparatore atletico, e Federico Barni quale match analyst. Per Nicola un’altra impresa difficile dopo quella raggiunta col Crotone e due anni fa con la Salernitana: prova ancora una volta a tentare la salvezza con una squadra impelagata nella zona retrocessione. Per Andreazzoli decisiva la sconfitta nello scontro diretto di Verona. Ma non solo. Tre punti nelle ultime otto gare, i tre pari con Genoa, Lecce e Cagliari, le cinque sconfitte con Sassuolo, Torino, Lazio, Milan e poi la tappa del ‘Bentegodi’.
L’avventura all’Olympique è finita dopo due mesi e mezzo. Decisiva la sconfitta in casa con il Lilla in Ligue 1. Il tecnico romano, reduce dalla promozione in A col Frosinone, era stato ferito in una sassaiola a Marsiglia
AGI – 30 novembre 2023
È finita dopo due mesi e mezzo l’avventura di Fabio Grosso all’Olympique Lione: il club francese ha deciso di esonerarlo dopo la sconfitta interna di domenica scorsa per 0-2 con il Lilla in Ligue 1, ha riferito L’Equipe.
Il 45enne tecnico romano, ferito un mese fa nella sassaiola contro il pullman della squadra a Marsiglia in cui ha rischiato di perdere un occhio, paga l’ultimo posto in classifica. L’ex azzurro campione del mondo nel 2006 era subentrato a metà settembre a Laurent Blanc ma non è riuscito a risollevare le sorti dell’OL: in campionato ha raccolto una sola vittoria, tre pareggi e quattro sconfitte.
Grosso, reduce dalla promozione in A alla guida del Frosinone, non è riuscito a incidere su una squadra con gravi problemi societari e tecnici, con la proprietà americana di John Textorin conflitto con quella precedente e con poca armonia nello spogliatoio.
Walter Mazzarri, (San Vincenzo, 1º ottobre 1961) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista,tecnico del Napoli.
14/11/2023
SERIE A – Il Napoli ha annunciato l’arrivo di Walter Mazzarri sula panchina per rimpiazzare Rudi Garcia. Il tecnico 62enne ha firmato un contratto di sette mesi, con scadenza a giugno. Si tratta di un ritorno nella società in cui ha già allenato tra il 2009 e il 2013 vincendo una Coppa Italia e raggiungendo gli ottavi di Champions League (prima volta nella storia del club).
Walter Mazzarri al Napoli, capitolo due. Dopo , il club partenopeo ha ufficializzato l’accordo con il tecnico toscano, che torna così a guidare la squadra di Aurelio De Laurentiis per la seconda volta dopo l’esperienza maturata tra il 2009 e il 2013. Mazzarri, libero dopo lo sfortunato epilogo della parentesi vissuta nel 2021-22 con il Cagliari, ha firmato un contratto di sette mesi, conscadenza al termine della stagione in corso.
Nel suo trascorso con il Napoli, Mazzarri ha conquistato la Coppa Italia del 2012battendo la Juventus in finale per 2-0 con i gol di Cavani e Hamsik, e ha portato la squadra a raggiungere gli ottavi di finale in Champions Leagueper la prima volta nella storia: partendo dalla quarta fascia, il Napoli superò la fase a gironi eliminando Manchester City e Villarreal ma fu poi fermato dal Chelsea, capace di rimontare (nei tempi supplementari) la sconfitta per 3-1 della gara d’andata.
Mazzarri ha battuto la concorrenza di Igor Tudor, che sembrava essere saldamente in pole position fino alla serata di ieri, lunedì 13 novembre. De Laurentiis avrebbe preferito virare su un allenatore con conoscenza pregressa dell’ambiente e, soprattutto, privo di richieste su un’eventuale opzione di rinnovodel contratto in scadenza a giugno. L’idea è quella di un Mazzarri “traghettatore” prima di una scelta importante per una figura di prestigio cui affidare un nuovo progetto e ciclo nel 2024-25.
Rudi Garcia, dalle 16 di questo martedì 14 novembre, non è più l’allenatore del Napoli.
Rudi Garcia, dalle 16 di questo martedì 14 novembre, non è più l’allenatore del Napoli. La società partenopea ha diramato un comunicato ufficiale con il quale ha reso nota la decisione del club:
“La Societa Sportiva Calcio Napoli ha deciso di revocare l’incarico di responsabile tecnico della prima squadra al signor Rudi Garcia. A lui e al suo staff il ringraziamento per la collaborazione resa fino a oggi”.
Dopo l’esonero di Garcia ora è tutto pronto per l’annuncio di Walter Mazzarri, che tornerà a Napoli 10 anni dopo la sua ultima avventura alle pendici del Vesuvio. Si attende solo il tweet di Aurelio De Laurentiis con il bentornato all’ex tecnico azzurro.
Igor TudorFabio CannavaroWalter MazzarriRudi Garcia
Il presidente del Napoli infuriato durante e dopo il match con l’Empoli. Al vaglio con i dirigenti la scelta del successore di Garcia, che non dirigerà l’allenamento di mercoledì
Alla fine del primo tempo, l’ultima mossa di Aurelio De Laurentiis. Il presidente è sceso nello spogliatoio e ha parlato direttamente alla squadra “saltando” il tecnico Garcia. Ma nonostante l’intervento una squadra spaesata ha finito addirittura per perdere contro l’Empoli.
SUMMIT – A fine gara De Laurentiis non ha neanche incrociato il tecnico francese, di fatto esautorato, ma ha convocato i dirigenti Meluso, Micheli e Sinicropi per un incontro che serva a decidere quale sarà il nuovo allenatore del Napoli. Il vertice si è svolto in un hotel della città, dove si è fermato il presidente che inizialmente voleva rientrare subito a Roma. La rosa dei nomi va da Antonio Conte a Fabio Cannavaro da Igor Tudor sino a un improbabile ritorno di Walter Mazzarri. L’unica cosa certa è che alla ripresa degli allenamenti mercoledì pomeriggio a Castel Volturno non ci sarà Rudi Garcia. In serata emerge che il candidato numero uno rimane Tudor, contattato, ma che ha preso tempo per decidere. L’alternativa più concreta resta Cannavaro..
Il tecnico francese lascia in panchina Kvaratskhelia. Il georgiano viene inserito al 54′ e ha tre occasioni, una clamorosa all’89’, ma al 91′ Kovalenko segna la rete della vittoria. De Laurentiis approfitterà della sosta per decidere del futuro dell’allenatore. Club in silenzio stampa
Se volete chiamatela pure maledizione Maradona ma lasciamo da parte i santi perché l’ennesima sconfitta interna – quarta – è figlia delle scelte confuse di Rudi Garcia che ci mette del suo. Comunque la si pensi il tecnico francese – fischiatissimo, e anche la squadra – non ha mai dato continuità a una squadra che stasera rischia di scivolare al quinto posto. Ora, con il club che ha deciso il silenzio stampa per tutti i tesserati, spetta al presidente De Laurentiis, che era sceso nello spogliatoio già nell’intervallo, prendere la decisione giusta. Se continuare con Garcia o cercare la svolta, visto che adesso arriva la sosta. Complimenti all’Empoli di Andreazzoli che gioca una partita intelligente raccogliendo nel finale il massimo con un gol di Kovalenko, e respirando così in classifica.
RUDI FISCHIATO – Già alla lettura delle formazioni Garcia (fischiato dal pubblico) sorprende tutti, puntando su un 4-2-3-1 però con due esclusioni eccellenti Kvara e Zielinski. Raspadori sottopunta di Simeone con Politano ed Elmas esterni. Altra sorpresa dietro con Ostigard accanto a Rrahmani: due centrali destri con i due mancini in panchina. In porta Gollini perché Meret ha avuto un risentimento muscolare nel riscaldamento. Andreazzoli in difesa preferisce Bereszynski (campione d’Italia col Napoli) a Ebuehi e in mezzo schiera Fazzini e Ranocchia con Maleh. Comunque sia gli azzurri provano a spingere con i toscani ben disposti in fase difensiva ma sempre pronti a ripartire con un Cambiaghi ispirato. Il Napoli va vicino al gol con un sinistro a giro di Politano, deviato in angolo da Berisha che respinge pure il successivo colpo di testa di Anguissa sul corner. Ma proprio nel momento migliore dei campioni di casa cresce la squadra di Andreazzoli. Cancellieri e Caputo sfruttano male delle buone situazioni. Poi Cambiaghi prima manda in porta Ranocchia, che devia fuori, e poi di sinistro impegna Gollini nella parata più difficile. Il resto è un po’ noioso e mostra le discrasie dell’attuale momento del Napoli: Simeone che si allarga per crossare, Rrahmani che prova lanci non in un disegno tattico ma perché non sa cosa farne del pallone e non per colpa sua.
CON KVARA E ZIELU – Nella ripresa Garcia inserisce presto Kvara e Zielinski, ma toglie Simeone l’unico di “peso” cui poter appoggiare cross e gioco, valutando che la pioggia battente ha appesantito il campo. Per vedere una parata di Berisha, forse la migliore, bisogna aspettare la mezz’ora quando è entrato pure Lindstrom per un Politano sfiancato. Poi c’è un sinistro di Kvara respinto e poco altro mentre le ripartenze dell’Empoli fanno venire i brividi ai tifosi napoletani, ma non per il freddo. Finale incredibile con Berisha che salva con la punta del piede un tiro di Kvara a colpo sicuro e sul rovesciamento di fronte Kovalenko che, allo scadere, trova il diagonale giusto per battere Gollini sul palo più lontano.
Il tecnico esonerato paga anche il brutto finale della scorsa stagione
Andrea Sottil non è più l’allenatore dell’Udinese. Al suo posto è in arrivo Gabriele Cioffi. L’avvicendamento non è stato ancora ufficializzato dal club della famiglia Pozzo, ma la situazione è ormai definita. Sottil lascia dopo un inizio di campionato avaro di soddisfazioni. I bianconeri, infatti, non hanno mai vinto e sono al terzultimo posto in classifica. Nel giudizio complessivo sulla valutazione dell’ormai ex mister pesa anche il rendimento sotto le aspettative della seconda parte dello scorso campionato. Nell’ultimo anno solare l’Udinese ha centrato solo 5 successi in campionato, tra cui 2 con la Sampdoria e uno con la Cremonese, entrambe retrocesse. Per Cioffi si tratta di un ritorno in Friuli. L’8 dicembre del 2021, dopo un anno e qualche mese da vice, prese il posto di Luca Gotti alla guida della squadra, terminando la stagione al dodicesimo posto con 47 punti.
IL COMUNICATO – In serata è arrivata l’ufficialità con una nota della società bianconera: “Udinese Calcio comunica di aver sollevato dall’incarico di allenatore della prima squadra Andrea Sottil. Al mister vanno i più sentiti ringraziamenti per la professionalità e l’impegno sempre dimostrati e per i bei momenti vissuti insieme in questo anno e mezzo in cui ha guidato la squadra. Lasciano il club anche i collaboratori Gianluca Cristaldi, Salvatore Gentile, Jacopo Alberti ed Eugenio Vassalle che il club ringrazia per il lavoro svolto. Grazie mister e in bocca al lupo“
Quando ha saputo che il piccolo Charlie sarebbe entrato in campo con delle protezioni per la cancellazione del rumore, Areola ha deciso di fare lo stesso
Chi l’ha visto in televisione avrà storto il naso. Nello scorso fine settimana, Alphonse Areola è uscito dal tunnel del London Stadium con un grosso paio di cuffie a coprirgli le orecchie. Non una trovata pubblicitaria, ma un gesto di solidarietà verso il bimbo che lo accompagnava in campo, anche lui munito di cuffie perché, in quanto autistico, aveva bisogno di proteggersi dal chiasso dello stadio.
A spiegare l’accaduto è stato il padre del ragazzino, Charlie: “È autistico e indossa le protezioni per le orecchie per cancellare i rumori forti. Areola è stato informato prima della partita e ha voluto indossarle anche lui per mettere Charlie a proprio agio. Un gesto di classe!“.
Anche il portiere francese, ex Psg ma oggi al West Ham, ha ripreso la foto dell’ingresso in campo, scrivendo su Instagram che “il calcio è per tutti”. Dopo il suo bel gesto, gli Hammers hanno pareggiato 2-2 con il Newcastle.
Si chiude l’era dell’ex capitano rossonero nel club. “Le sue responsabilità saranno assegnate a un gruppo di lavoro integrato che opererà in stretto contatto con Pioli”. La nota su Massara arriverà in seguito
Maldini lascia il Milan. È ufficiale. Questo il comunicato del club: “La società comunica che Paolo Maldini conclude il suo incarico nel club, con effetto dal 5 giugno 2023. Lo ringraziamo per il suo contributo in questi anni, con il ritorno del Milan in Champions League e con la vittoria dello Scudetto nella stagione 2021-22. Le sue responsabilità saranno assegnate a un gruppo di lavoro integrato che opererà in stretto contatto con il coach della prima squadra, riportando direttamente all’Amministratore Delegato“.
MASSARA – Lascerà il club anche Frederic Massara, al club dal 2019. Il comunicato riguardo il direttore sportivo arriverà in seguito, ma ormai anche il suo destino è segnato: dirà arrivederci ai rossoneri. Finisce l’era di Maldini e Massara al Milan.
Maldini-Cardinale: tutti i motivi che hanno portato alla rottura
Divergenze nella visione progettuale, richiesta di investimenti, libertà di azione. Sono tanti gli spigoli che il numero uno di RedBird e il d.t. non sono riusciti a smussare nel primo anno di lavoro insieme
Gerry Cardinale e Paolo Maldini. Getty
E adesso fa un certo effetto andare a riguardarsiquella foto (un estatico faccia a faccia con il logo del Milan dietro, l’uno immerso negli occhi dell’altro con sorrisi a 32 denti) e rileggersi quelle parole (“Per me era molto importante conquistarlo. Alla fine abbiamo trascorso tre ore e mezza insieme… è stato fantastico”). I protagonisti dello scatto sono Gerry Cardinale e Paolo Maldini, immortalati a Casa Milan un anno fa nel giorno del signing di RedBird. Le parole sono del numero uno di RedBird ed erano rivolte al suo direttore tecnico, appena conosciuto. Dodici mesi dopo, il mondo dirigenziale rossonero è andato sottosopra: i sorrisi sono scomparsi, l’ultima ora trascorsa insieme è stata colma di tensione e Maldini non è più il direttore tecnico del Milan.
LA VISIONE DI GERRY – Poche ore dopo la conclusione dell’annata 2022-23 l’universo milanista si risveglia con uno tsunami su cui non era stata diramata allerta. Il bilancio stagionale non è stato eccelso, ma nemmeno da buttare. Obiettivo minimo in campionato raggiunto, con un quarto posto che vale un assegno da 50 milioni da parte della Uefa. Percorso in Champions super, con una semifinale conquistata in due soli anni dal ritorno nella coppa più prestigiosa (che mancava da sette). Insomma, si dava per scontato che nulla cambiasse. Quanto meno ai piani alti. Abbiamo però anche sempre ribadito qual è la visione imprenditoriale di Cardinale, businessman abituato a tracciare i bilanci soltanto alla fine e a valutare i suoi manager in base ai risultati collettivi e individuali. Ed evidentemente ciò che gli ha portato Maldini non l’ha soddisfatto.
DISAPPUNTO – Il riferimento va in particolare al mercato estivo 2022, che è stato indiscutibilmente un flop con l’unica eccezione di Thiaw, prospetto perfetto per le caratteristiche che cerca la proprietà nei nuovi arrivi. Sul resto, però, è stato buio pesto. A partire ovviamente da De Ketelaere, la spesa regina della scorsa sessione con un investimento di 35 milioni sui circa 55 spesi complessivamente. Fra i malumori della proprietà anche un certo disappunto per la mancanza pressoché totale negli ultimi due anni di player trading, ovvero un mercato quasi inesistente in uscita. Così come non sono sfuggite le recenti dichiarazioni di Paolo: “Secondo me non siamo ancora pronti per rimanere a questo livello, non siamo ancora con i migliori club. Dobbiamo fare investimenti ora. Essere tornati a questo livello deve essere sfruttato, investendo per rimanere fra le prime quattro e fare bene in Italia. Non siamo ancora strutturati per competere su due fronti, lo abbiamo detto alla stampa e ai nostri proprietari, lo sanno benissimo…”.
MONDI CON ESIGENZE DIVERSE – Questione di budget – fra i 50 e i 60 milioni un anno fa, stessa cifra (al netto delle eventuali cessioni) anche in questo –, che agli occhi di Maldini appare evidentemente non sufficiente per fare quel salto di qualità che ha chiesto in modo netto anche la Curva Sud alla società nell’ultima uscita contro il Verona. Il suo pensiero Paolo non l’ha mai nascosto: per salire ulteriormente di livello meglio i giocatori pronti rispetto ai talenti potenziali, ovvero investimenti inevitabilmente di una certa consistenza. Banalizzando: spese contro sostenibilità. Due mondi che, oltre certi limiti, non si incontreranno mai. Anche perché lui a un certo punto si è definito “garante del progetto”. Termine all’apparenza banale ma che banale non è quando c’è di mezzo un cognome come il suo che ha fatto la storia del Milan. Un’altra spina è stata l’autonomia in sede di mercato, ovvero libertà di azione – nel rispetto del budget, è chiaro – nella scelta dei profili ritenuti più adatti. Una libertà che è stata messa nero su bianco nel soffertissimo rinnovo dell’anno scorso arrivato soltanto nelle ultime ore di giugno. Un’autonomia che agli occhi della proprietà non solo non ha portato frutti, ma vanificato l’investimento finanziario del club. Tante, quindi, troppe le divergenze tra le due parti e in fondo il dialogo tra Cardinale e Maldini non è così difficile da immaginare. La cosa davvero complicata, semmai, era prevedere un finale simile.
Il Tottenham ha deciso di esonerare Cristian Stellini dopo la sconfitta per 6-1 col Newcastle in Premier League
Cristian Stellini
Fatale la sconfitta contro il Newcastle: «Prestazione devastante», dichiara il club. Al suo posto, il vice Mason, che ha solo 31 anni.Avrebbe dovuto avere a disposizione una decina di partite per salvare la stagione dopo la risoluzione con Conte,invece anche per Cristian Stellini, alla fine, le strade con il Tottenham si separeranno. A comunicarlo è il club di Levy, con una nota molto dura apparsa sul sito ufficiale dopo il clamoroso 6-1 subito domenica contro il Newcastle
In panchina va il giovanissimo Ryan Mason – «La prestazione è stata totalmente inaccettabile», si legge nel comunicato. «Devastante da vedere. Possiamo cercare tutte le ragioni, ma alla fine la responsabilità è mia», scrive Levy: «Cristian lascerà il suo ruolo, insieme con lo staff, è arrivato in un momento difficile e voglio ringraziarlo. Gli auguriamo il meglio».
Da un vice a un altro. Chi prenderà il posto di Stellini? Il vice, Ryan Mason. Giovanissimo: deve ancora compiere 32 anni. Ma «conosce il club e i giocatori molto bene», ha confermato Levy. Ex centrocampista proprio del Tottenham, dopo aver smesso di giocare nel 2018 a causa di un gravissimo infortunio (un trauma cranico), ha cominciato subito ad allenare nel settore giovanile. E ora avrà la possibilità di mettersi in mostra, con la società pronta a supportarlo: «Vogliamo chiudere nel miglior modo possibile la stagione», ha concluso sempre Levy. Che è sempre più complicata, con la squadra però al quinto posto e con la speranza, debole, di poter ancora qualificarsi in Champions League.
La sconfitta subita a Stamford Bridge dal Chelsea per 2-0 contro l’Aston Villa è costata caro a Graham Potter, che è stato sollevato dall’incarico di allenatore dei Blues, ma di certo non è stata da meno la scelta da parte del club londinese di ingaggiare il tecnico ex Brighton ed esonerarlo a stagione in corso, senza parlare della sontuosa campagna acquisti condotta a gennaio.
Potter è arrivato sulla panchina del Chelsea a settembre, al posto di Thomas Tuchel (ora al Bayern Monaco, e per farlo è stato pagato, esattamente come il cartellino di un giocatore, circa 25 milioni di euro, visto che nel suo accordo con il Brighton, che ha ripiegato sull’italiano Roberto De Zerbi, era prevista una clausola rescissoria da riconoscere al club che avrebbe permesso a Potter di liberarsi in qualsiasi momento. Clausola rescissoria più alta mai pagata per un allenatore. Superata, infatti, quella da 20 milioni di euro riconosciuta al Lipsia dal Bayern Monaco per liberare Julian Nagelsmann, altro tecnico esonerato in questi giorni.
Con il comunicato ufficiale del Chelsea pubblicato domenica che comunica come la squadra sia stata affidata a Bruno Saltor, collaboratore di Potter dai tempi del Brighton, si conclude l’esperienza del tecnico inglese dopo 31 partite con i Blues con sole 12 vittorie fra campionato, FA Cup, Coppa di Lega e Champions League. Considerando il costo della clausola pagata dalla società guidata da Todd Boehly, ogni successo portato da Potter è costato più di 2 milioni di euro.
L’ex allenatore del Brgihton lascia il Chelsea in 11ª posizione in Premier League, lontano 12 punti dal quarto posto del Manchester United nonostante una partita in più giocata, e fuori dalla FA Cup e dalla Coppa di Lega con l’eliminazione, in entrambi i casi, per mano del Manchester City di Pep Guardiola. L’unica soddisfazione sono i quarti di finale di Champions League, da giocare contro il Real Madrid, dopo aver eliminato agli ottavi il Borussia Dortmund.
Comunicato degli Spurs che annunciano il divorzio dal tecnico italiano. Pochi giorni fa l’attacco ai giocatori in conferenza stampa
È finita tra il Tottenham e Antonio Conte. L’annuncio è arrivato nella tarda serata di oggi da parte del club londinese. La squadra è stata affidata fino al termine della stagione a Cristian Stellini, che dall’Inter in poi ha sostituito il “capo” quando era squalificato e non stava bene (come dopo la recente operazione). “Possiamo annunciare – scrive il Tottenham – che l’allenatore Antonio Conte ha lasciato il club di comune accordo. Abbiamo raggiunto la qualificazione alla Champions League nella prima stagione di Antonio al Club. Ringraziamo Antonio per il suo contributo e gli auguriamo ogni bene per il futuro. Stellini assumerà la squadra come Acting Head Coach per il resto della stagione, insieme a Ryan Mason come Assistant Head Coach“. continua a leggere
Un fulmine a ciel sereno dalla Germania nella notte delle qualificazioni a Euro 2024: ribaltone al Bayern Monaco, il club bavarese ha esonerato Julian Nagelsmann con effetto immediato. La Bild conferma le indiscrezioni delle ultime ore: dopo un vertice lampo, la dirigenza ha deciso di procedere con il licenziamento del tecnico. C’è già un nome forte per la sua successione: in cima alla lista c’è Thomas Tuchel, libero dopo l’esperienza al Chelsea.
NERVI TESI – Quelli vissuti dal Bayern ultimamente sono stati giorni di tensione, soprattutto interna alla società per vicende legate al campo ma non solo. Lo sfogo di Nagelsmann alla vigilia della gara con il Bayer Leverkusen ha fatto suonare più di un campanello d’allarme, il tecnico si è pubblicamente lamentato per la presenza di ‘talpe‘ nello spogliatoio dopo alcune foto pubblicate dalla Bild con istruzioni tattiche dell’allenatore prima della partita con il Bochum: “Per me è sempre importante trattare bene colleghi e giocatori per potermi guardare allo specchio la sera. Ora spero che questa persona non sia in grado di farlo, non sarebbe giusto. Se chi ha fatto questo gesto pensa di farmi male ok, ma sappia che sta danneggiando anche tutti i giocatori”. E la partita di Leverkusen non ha migliorato la situazione, anzi l’ha peggiorata notevolmente con la sconfitta che ha fatto scivolare i bavaresi al secondo posto alle spalle del Borussia Dortmund, prossimo avversario all’Allianz Arena alla ripresa della Bundesliga. E’ stata solo la terza sconfitta stagionale, con il Bayern che in Coppa e Champions League ha solo vinto (lo attendono rispettivamente i quarti con il Friburgo e i quarti il Manchester City), ma il rapporto sembra essersi compromesso.
OCCHI SU JULIAN– Mentre i tifosi bavaresi si chiedono quali siano i reali motivi della frattura, quelli di altre squadre già sognano di potersi assicurare Nagelsmann. Sui social i fan del Tottenham, ad esempio, sognano il tedesco per prendere il posto di Antonio Conte, sempre più lontano dagli Spurs. Fanno eco quelli delReal Madrid, che pensano già a un futuro senza Carlo Ancelotti, con gli indizi che continuano a susseguirsi sul possibile passaggio sulla panchina del Brasile.
Il presidente della Salernitana Danilo Iervolino ha cambiato idea in 36 ore, dopo aver contattato D’Aversa, Benitez, Semplici. Poi il colloquio con la squadra e il direttore De Sanctis: «Nicola torna a casa»
Le trentasei ore più strane. Se non di sempre, quasi. Almeno in casa Salernitana. L’esonero dell’allenatore Davide Nicolagiunto dopo la sconfitta per 8-2 con l’Atalanta viene revocato, dopo che i tentativi (numerosi) del presidente Danilo Iervolino per trovare un nuovo allenatore sono andati a vuoto. È intervenuta la squadra — molti giocatori hanno insistito affinché il patron rivedesse la sua decisione — è intervenuto il direttore sportivo Morgan De Sanctis, il mediatore della trattativa. Anche lo stesso Nicola ha fatto la sua parte chiedendo al suo (a quel punto ex) datore di lavoro di riprenderlo a bordo. Una storia, dal lieto fine, assolutamente inedita nel mondo del calcio. Iervolino, sempre attento agli umori della piazza, ai social, e ai suoi giocatori, ci ha ripensato. E ha chiarito anche il perché. «Ho capito quanto Nicola sia importante per Salerno. C’è chi mi condanna perché abbiamo chiesto un parere ai giocatori, altri dicono che faccio troppo di conto mio. Tutti allenatori, tutti presidenti e va bene così. L’importante è non sfociare nelle volgarità, nelle offese e nell’illegalità» continua a leggere
La decisione in mattinata, il giorno dopo il clamoroso tonfo di Bergamo
Ora è ufficiale. Davide Nicola non è più l’allenatore della Salernitana. Dopo la pesante sconfitta in casa dell’Atalanta, il club granata ha deciso di congedare il tecnico piemontese artefice della storica salvezza dell’anno scorso.
IL COMUNICATO – “L’U.S. Salernitana 1919 comunica di aver sollevato dall’incarico di allenatore della Prima Squadra il Sig. Davide Nicola. La Società ringrazia il tecnico per la passione e la dedizione al lavoro dimostrata, per l’impegno profuso nel raggiungere lo storico traguardo della salvezza in Serie A e gli augura le migliori fortune professionali per il prosieguo della sua carriera“.
Fabio Liverani non è più l’allenatore del Cagliari.
La sconfitta di Palermo è stata la goccia definitiva per un esonero ormai annunciato dalla clamorosa contestazione dei tifosi durante la gara interna col Perugia.
Si attende solo l’annuncio ufficiale dell’esonero del mister (che quest’estate si era legato al Cagliari con un contratto biennale) e la decisione sul suo sostituto, col nome di Claudio Ranieri in pole position.
Nell’attesa, la squadra, che riprenderà domani gli allenamenti ad Asseminello per poi chiudersi in ritiro fino alla gara del 26 col Cosenza, verrà affidata a uno staff interno guidato da Roberto Muzzi.
«La direzione sportiva della RFEF (la Federcalcio spagnola, ndr) ha trasferito al presidente una relazione in cui si determina la necessità di fare partire un nuovo progetto per la Nazionale di calcio spagnola, con l’obiettivo di proseguire con la crescita raggiunta negli ultimi anni grazie al lavoro svolto da Luis Enrique e i suoi collaboratori. Sia il presidente, Luis Rubiales, sia il direttore sportivo, José Francisco Molina, hanno trasmesso la decisione all’allenatore».
Con questa nota, la Federcalcio spagnola ha annunciato di aver sollevato dall’incarico il Ct ex Barcellona e Roma, dopo l’esperienza negativa di Qatar 2022. «Il tecnico asturiano è riuscito a dare un nuovo slancio alla Nazionale sin dal suo arrivo, nel 2018, attraverso un profondo rinnovamento che ha consolidato un cambio generazionale nella squadra e nel calcio spagnolo», recita il comunicato della Federazione.
Luis Enrique si è qualificato per due Final Four della UEFA Nations League e ha raggiunto le semifinali di EURO 2020 «con la propria impronta e attraverso uno stile definito. Ha optato per giovani talenti e ha seminato speranza per il futuro della Nazionale spagnola», si legge ancora.
«La RFEF augura energicamente a Luis Enrique e al suo team buona fortuna per i loro futuri progetti professionali. Il tecnico si è guadagnato l’affetto e l’ammirazione dei suoi collaboratori in Nazionale e di tutta la Federazione, che sarà sempre la sua casa», conclude la nota.
“AC Monza comunica di aver sollevato Giovanni Stroppa dall’incarico di allenatore della Prima Squadra. Il Club ringrazia il tecnico per il percorso compiuto insieme, culminato con la conquista di una storica promozione in Serie A. AC Monza augura a Giovanni Stroppa i migliori successi professionali per il futuro“. Questo il comunicato con cui il club ufficializza l’esonero del tecnico Giovanni Stroppa.
AC Monza comunica di aver sollevato Giovanni Stroppa dall’incarico di allenatore della Prima Squadra. Il Club ringrazia il tecnico per il percorso compiuto insieme, culminato con la conquista di una storica promozione in Serie A, augurandogli i migliori successi per il futuro. pic.twitter.com/JNggNcLgDZ
Contestualmente, sempre il Monza fa sapere di aver affidato la guida tecnica della squadra all’allenatore della Primavera, Raffaele Palladino: “AC Monza comunica che la guida tecnica della Prima Squadra viene affidata a Raffaele Palladino, allenatore della Primavera biancorossa dalla stagione sportiva 2021-2022 e già dal 2019 nell’organico tecnico del Settore Giovanile del Monza“.
Il tecnico ex Sassuolo metteva d’accordo tutti, ma ha detto no: non ha un rapporto con Sinisa, ha fatto una scelta “umana”. E non, come qualcuno ha insinuato, perché tentato da altre squadre
Bologna, 07 settembre 2022
Quando il Bologna ha deciso di esonerare Sinisa MIhajlovic, il primo nome che è circolato a Casteldebole è stato quello di Roberto De Zerbi. Un profilo che metteva d’accordo tutti, l’ad Fenucci e Di Vaio, Sartori e persino il proprietario Saputo. A quel punto è partito il contatto, ma la risposta è stata sorprendente. per tutti: “Vorrei, ma non posso farlo, dopo Sinisa“.
De Zerbi, no al Bologna per Mihajlovic – Una risposta che ha lasciato stupiti tutti. Tanto da far supporre una presa di posizione per amicizia tra i due allenatori. In realtà, non c’è alcun legame particolare tra De Zerbi e Mihajlovic: i due a malapena si conoscono, non sono amici, non si sono frequentati. Soltanto, l’ex allenatore del Sassuolo ha fatto una scelta “umana“. Ma per lui irrinunciabile. La stessa che, a febbraio, quando è esploso il conflitto in Ucraina dove lui allenava lo Shakhtar, lo ha convinto a dire ai suoi collaboratori: “Io resto qui, non abbandono i miei giocatori“, restando giorni in un hotel a Kiev con guardie armate all’interno e le bombe fuori. continua a leggere su repubblica.it
Da ormai due giorni, Sinisa Mihajlovicnon è più l’allenatore del Bologna. Il tecnico serbo è stato esonerato, un po’ a sorpresa, con la società che vuole aprire un nuovo ciclo. L’allenatore si è aperto in una toccante lettera d’addio alla Gazzetta dello Sport, dove ha salutato e ringraziato tifosi e società, con qualche eccezione… Di seguito ecco tutte le sue parole.
ROME, ITALY – AUGUST 14: Bologna FC head coach Sinisa Mihajlovic during the Serie A match between SS Lazio and Bologna FC at Stadio Olimpico on August 14, 2022 in Rome,Italy . (Photo by Marco Rosi – SS Lazio/Getty Images)
Mihajlovic saluta Bologna: la sua lettera d’addio
Ecco le parole di Sinisa Mihajlovic dopo il suo esonero al Bologna:“Mi è capitato spesso di salutare tifosi, giocatori, società, città, per dire addio o arrivederci. Fa parte della carriera di un calciatore e di un allenatore andare via prima o poi. I cicli sportivi nascono, si sviluppano, regalano soddisfazioni, a volte delusioni e poi inevitabilmente finiscono. Nulla è eterno. Ma stavolta il sapore che mi lascia il mio voltarmi indietro un’ultima volta è più triste. Perché non saluto solo una tifoseria che mi ha voluto bene e appoggiato in questi tre anni e mezzo ricchi di calcio e di vita, di lacrime di gioia e di dolore, di successi, cadute e ripartenze. Saluto dei fratelli e dei concittadini.
La mia avventura a Bologna non è stata solo calcio, non è stata solo sport… E’ stata un’unione di anime, un camminare insieme dentro un tunnel buio per rivedere la luce. Ho sentito la stima per l’allenatore e quella per l’uomo. Il vostro calore mi ha scaldato nei momenti più difficili. Ho cercato di ripagare tutto questo affetto con il mio totale impegno e attaccamento alla maglia: non risparmiandomi mai sul campo o da un letto di ospedale. Tanti anni in Italia e la sofferenza vissuta mi hanno addolcito, ma non cambiato del tutto. Ho smussato qualche angolo, ma resto un serbo spesso duro, schietto, brusco: non sempre ho saputo esprimere i miei sentimenti di gratitudine. Magari non so regalare troppe parole dolci, non so lanciarmi in tanti abbracci: ma ho risposto “presente” con il mio feroce senso del dovere, non trascurando nulla del mio lavoro, svolgendo al massimo il mio ruolo, anche nelle condizioni più drammatiche, per regalare ai tifosi e al Bologna le soddisfazioni che meritano. Spero di esserci riuscito almeno in parte.
Nei nostri tre anni e mezzo insieme abbiamo ottenuto un incredibile decimo posto, poi due volte un dodicesimo e infine un tredicesimo. Raggiungendo sempre, nonostante tutto – e sapete bene cosa è stato quel “tutto” -, una salvezza tranquilla: provando a fare un calcio propositivo e offensivo, lanciando giovani e permettendo al club di guadagnare molto col mercato in uscita, come dimostrano le ultime sessioni. Potevo fare ancora meglio? Forse. Ho dato tutto me stesso? Sì, senza il minimo dubbio. E questo mi permette di guardare tutti a testa alta e non rimproverarmi nulla.
Se ci sono riuscito però è anche merito di voi tifosi e di tutta Bologna. Non dimenticherò mai le vostre processioni al santuario di San Luca per me, gli incoraggiamenti, i “forza Sinisa non mollare” quando mi incontravate per strada, a Casteldebole, allo stadio. E la mia emozione quando ho ricevuto la cittadinanza onoraria sentendomi un bolognese tra i bolognesi.
Non sono mai stato un ipocrita, non lo sarò neanche stavolta: non capisco questo esonero. Lo accetto, come un professionista deve fare, ma ritenevo la situazione assolutamente sotto controllo e migliorabile. La società non era del mio stesso avviso. Siamo appena alla quinta giornata, faccio fatica a pensare che tutto questo dipenda solo dagli ultimi risultati o dalla classifica e non sia una decisione covata da più tempo. Peccato.
Ci tengo però a dire, che le mie condizioni di salute sono buone e in costante miglioramento. Io non mi sto più curando, sto solo facendo controlli sempre più saltuari. Ho seguito a Casteldebole tutti gli allenamenti in queste settimane: l’unico mio temporaneo impedimento è quello di non poter espormi per troppe ore a un sole forte. Ma non sono mancato un giorno. Nulla mi impedisce di lavorare e di andare in panchina. Non è questo il momento per analisi calcistiche sull’ultimo periodo, sul mercato, sulla gestione di alcune situazioni che non mi hanno trovato d’accordo. Ora, nel ricordare tanti momenti unici e indimenticabile, voglio solo dire grazie.
Grazie agli appassionati tifosi del Bologna. Alla società, con qualche mia lecita esclusione. Al presidente Saputo che mi ha permesso di lavorare qui per tre anni e mezzo, dimostrandomi a lungo fiducia. Ai vecchi dirigenti di questi anni, da Claudio Fenucci a Walter Sabatini a Riccardo Bigon, che mi sono sempre stati vicini, in campo e fuori. Al settore medico, della comunicazione e a tutte le componenti che lavorano per il Bologna ogni giorno con amore e passione. Al mio staff, che mi ha sempre supportato. Ai miei giocatori che in queste stagioni non si sono mai tirati indietro: spero di averli migliorati e fatti crescere. Hanno sopportato i miei rimproveri, a volte duri, e mi hanno dimostrato in più occasioni, commovendomi, di volermi bene come io ne ho voluto sinceramente tanto ad ognuno di loro.
Ringrazio infine l’ospedale Sant’Orsola, una delle eccellenze di questa meravigliosa città e cito, per tutti, la dottoressa Francesca Bonifazi.
Auguro al Bologna e a tutti i tifosi i migliori successi sportivi: al mio successore lascio un gruppo sano, una cultura del lavoro e, credo, dei valori importanti condivisi con questo ambiente.
Ci rivedremo, spero presto, sul campo. Qualunque maglia vestirò, non sarò mai un avversario, ma sempre uno di Voi”.
Si interrompe oggi il rapporto professionale tra il Bologna Fc 1909 e Sinisa Mihajlovic. Una decisione che purtroppo si è resa inevitabile, nonostante il forte legame affettivo che si è creato con la società e tutta la città in questi tre anni e mezzo emozionanti e drammatici. Sfortunatamente anche i cicli tecnici che hanno dato soddisfazioni sportive, come questo, possono esaurirsi e perdere la spinta iniziale. A Sinisa e al suo staff va un ringraziamento speciale per aver affrontato il lavoro, in condizioni straordinarie e delicatissime dal punto di vista umano, con eccezionale dedizione e professionalità.
“È stata la decisione più difficile che ho preso da quando sono presidente del Bologna”, dichiara Joey Saputo. “In questi anni abbiamo vissuto insieme a Sinisa momenti bellissimi e dolorosi che hanno cementato un rapporto non solo professionale ma soprattutto umano. Mihajlovic ha affrontato con coraggio e determinazione la malattia fin dal giorno in cui volle rendere pubblico, in una commossa conferenza stampa, il suo stato di salute. Da allora, nonostante i ricoveri in ospedale e i pesanti effetti delle cure a cui è stato sottoposto, è sempre rimasto vicino alla squadra, sforzandosi al massimo di essere in contatto con i giocatori, di persona o in collegamento, grazie anche alla professionalità del suo staff. Il club e la città intera si sono stretti intorno all’allenatore in questa difficile esperienza personale, nonostante Mihajlovic abbia sempre preteso giustamente di essere valutato solo per il suo lavoro. Ora, purtroppo, è arrivato il momento di un cambio di guida tecnica: una decisione sofferta che abbiamo dovuto prendere per il bene della squadra e del club. Ma se anche Sinisa Mihajlovic da oggi non sarà più l’allenatore del Bologna, questa società e tutte le persone che la compongono saranno sempre al suo fianco fino alla sua completa e totale guarigione e nel prosieguo della sua carriera”.
“Il rapporto che abbiamo tutti noi con Sinisa Mihajlovic va molto al di là dell’aspetto professionale”, aggiunge l’amministratore delegato Claudio Fenucci, “ed è normale che oggi siamo tutti dispiaciuti per un epilogo che abbiamo cercato per quanto possibile di evitare. A Sinisa mi legheranno sempre un’amicizia e un affetto che vanno oltre i rispettivi ruoli professionali, ma oggi ci troviamo a dover fare questa scelta dolorosa per il bene di una squadra che è prima di tutto patrimonio dell’intera città e dei tifosi. A Sinisa dico grazie per l’impegno che ha profuso nel suo lavoro, anche in condizioni di difficoltà personale. Il suo è un esempio che resta nella storia del nostro club”.
La decisione del club londinese dopo la clamorosa sconfitta in Champions contro la Dinamo Zagabria. Via libera del Brighton ai Blues per parlare con il suo tecnico
Thomas Tuchel
Il Chelsea ha esonerato Thomas Tuchel. La decisione del club londinese è stata presa dopo la clamorosa sconfitta per 1-0 sul campo della Dinamo Zagabria, nel debutto della Champions League. “È difficile da capire, abbiamo giocato molto al di sotto del nostro livello. Questa è una mia responsabilità“, aveva detto l’allenatore al termine della partita ieri sera.
IL COMUNICATO – Il Chelsea ha diffuso il seguente comunicato per comunicare la scelta dell’esonero: “Il club esprime la sua gratitudine a Thomas e al suo staff per tutti i loro sforzi durante la loro permanenza con il club. Thomas avrà giustamente un posto nella storia del Chelsea dopo aver vinto la Champions League, la Supercoppa e il Mondiale per club. Poiché i nuovi proprietari hanno raggiunto i 100 giorni dall’acquisizione del club, ritengono che sia il momento giusto per effettuare questa transizione“. continua a leggere su gazzetta.it
Le strade dell’allenatore serbo e del club rossoblù si separano: al momento la squadra è 16ª in Serie A con tre punti, ancora senza vittorie all’attivo. L’ex tecnico dello Spezia il più quotato per il dopo, non arriverà De Zerbi
Dopo una riunione coi vertici del Bologna nella sua casa di Roma, Sinisa Mihajlovic è stato esonerato: presenti all’incontro l’Ad Fenucci, il dt Sartori e il ds Di Vaio, il vertice da parte del club aveva come scopo quello di portare alle dimissioni il tecnico serbo che però, come previsto, non ha mollato di un centimetro. Il Bologna, allora, ha deciso per l’esonero strappando di fatto il contratto fino al giugno prossimo e dando un taglio netto all’avventura iniziata il 28 gennaio 2019 e conclusa, in questo campionato, con tre punti in cinque gare. continua a leggere su gazzetta-.it