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marzo 2026
| Strage nella scuola delle bambine in Iran, un nuovo video incastra gli Usa: l’ombra del missile Tomahawk dietro i 175 morti |
| Il video verificato dal New York Times si aggiunge alle prove che potrebbe essere stato un missile americano a colpire la scuola elementare iraniana il 28 febbraio scorso nella città costiera di Minab |

Un nuovo video, diffuso dall’agenzia di stampa semiufficiale iraniana Mehr e verificato dal New York Times, si aggiunge alle prove che potrebbe essere stato un missile americano a colpire la scuola elementare iraniana il 28 febbraio scorso nella città costiera di Minab. Le immagini mostrano un missile da crociera Tomahawk colpire una base navale situata a pochi metri dalla scuola elementare femminile Shajarah Tayyebeh, proprio negli istanti in cui l’istituto veniva devastato da un’esplosione che ha causato la morte di 175 persone, la maggior parte delle quali bambine tra i 7 e i 12 anni.
Il video rappresenta una prova cruciale: il Tomahawk è un’arma di precisione a lungo raggio in dotazione esclusiva alle forze armate degli Stati Uniti nel conflitto in corso.
Né l’esercito israeliano né quello iraniano dispongono di questo specifico sistema d’arma.
La ricostruzione della tragedia – L’attacco è avvenuto intorno alle 10.45 di sabato 28 febbraio, durante il primo giorno dell’offensiva congiunta Usa-Israele contro l’Iran. Secondo l’analisi delle immagini satellitari e dei filmati geolocalizzati, la scuola sarebbe stata colpita quasi simultaneamente alla base navale adiacente, gestita dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica. Il video mostra il missile centrare quello che sembra essere un centro medico all’interno del complesso militare. Nello stesso momento, grandi nuvole di polvere e fumo nero si levano già dall’area della scuola, suggerendo che l’edificio scolastico fosse stato centrato poco prima o nello stesso istante da un altro ordigno di precisione. Esperti balistici, tra cui Trevor Ball (ex artificiere dell’esercito Usa), hanno identificato senza ombra di dubbio il proiettile come un Tomahawk.
Trump nega, il Pentagono indaga – Nonostante l’accumularsi di prove visive, i vertici di Washington mantengono una linea di ferma smentita o prudenza. Sabato, interpellato dai reporter, il presidente Donald Trump ha respinto ogni responsabilità americana: «No. Secondo la mia opinione e basandomi su ciò che ho visto, è stato l’Iran. Sono molto imprecisi con le loro munizioni, come sapete». Al suo fianco, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha confermato che il Pentagono sta indagando sull’incidente, aggiungendo però che «l’unica parte che prende di mira i civili è l’Iran». Allo stesso tempo, fonti interne alla Difesa citate da Reuters suggeriscono che gli investigatori militari statunitensi ritengano ormai «probabile» che la responsabilità sia delle forze americane, ipotizzando un drammatico errore di identificazione dell’obiettivo.

