E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie
20 febbraio 2026
| Pagamenti Pos, stop alla conservazione delle ricevute: cosa cambia da marzo per il Fisco |
| Col decreto Pnrr, farà fede la prova digitale. Ecco cosa c’è da sapere |
Roma, 28 febbraio 2026 – Entra in vigore da marzo lo stop all’obbligo di conservare per 10 anni le ricevute Pos. Farà fede la prova digitale del pagamento, come indicato dal decreto Pnrr.
Un passo deciso verso la sburocratizzazione – Da marzo non sarà più obbligatorio conservare, per dieci anni, le ricevute cartacee dei pagamenti effettuati con Pos, come da abitudine per molti italiani. Si tratta di una grossa novità, che segnerà un passo deciso verso la sburocratizzazione dei rapporti fiscali, e che è stata approvata dal Consiglio dei ministri il 29 gennaio scorso in materia di Pnrr, articolo 8.
La ricevuta Pos non è una vera fattura, ma solo una prova di avvenuto pagamento con carta. Ecco perché si è deciso di evitare questo obbligo di conservazione, anche perché ormai le operazioni di pagamento con carta vengono registrate in tempo reale.
Tra pochi giorni, sul sito web dell’Agenzia delle Entrate sarà resa disponibile la funzione di abbinamento digitale tra terminali Pos e registratori di cassa. Si potrà così integrare i dati dei pagamenti elettronici e quelli trasmessi all’Agenzia delle Entrate telematicamente.
Cosa servirà conservare – Da quel momento, sarà sufficiente conservare i documenti bancari con movimenti carta ed estratto conto, e le eventuali comunicazioni inviate dalla banca, oltre ai tracciati digitali contenenti le singole operazioni.
Ovviamente resta l’obbligo di conservare lo scontrino o fattura, che mantengono la loro rilevanza fiscale, e certificano l’operazione ai fini Iva e delle imposte dirette. Anche ai fini della dichiarazione dei redditi, nel modello 730 per la detrazione fiscale, non servirà più conservare anche la ricevuta del pos, sarà sufficiente lo scontrino o la fattura, e il movimento bancario. Il decreto prevede che lo stesso principio si applichi anche per i pagamenti effettuati verso le pubbliche amministrazioni, ad esempio col sistema PagoPa.
Il prossimo step: addio agli scontrini – Tale iniziativa si inserisce in un più ampio progetto di semplificazione che porterà alla scomparsa definitiva degli scontrini cartacei, come richiesto dal Parlamento. Da gennaio 2027, ad esempio, non ci sarà più l’obbligo dell’emissione, se non su richiesta dell’acquirente, almeno nella grande distribuzione. Poi dal 2028 sarà la volta di tutti gli altri soggetti fiscali con grandi volumi d’affari, per arrivare dall’1 gennaio 2029 alla scomparsa definitiva per qualsiasi esercente.

