E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie
25 febbraio 2026
| “Rider sottopagati”, dopo Glovo è il turno di Deliveroo: scatta il controllo giudiziario per caporalato |
| articolo : https://www.today.it/economia/lavoro/deliveroo-controllo-giudiziario-caporalato-rider.html |
| La società di consegne finisce sotto la lente della Procura di Milano |

Dopo il caso Glovo ora è Deliveroo a finire sotto la lente della Procura di Milano. Il pubblico ministero Paolo Storari ha disposto in via d’urgenza il controllo giudiziario per caporalato per la società di consegna a domicilio. L’accusa rivolta è di impiegare manodopera “in condizioni di sfruttamento e approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori“.
Il pm: “Retribuzione inferiore alla soglia di povertà” – Ai rider, si legge nel provvedimento firmato dal pm, sarebbe stata corrisposta una retribuzione in alcuni casi inferiore fino a circa il 90% rispetto alla soglia di povertà e alla contrattazione collettiva”. L’inchiesta ha raccolto le testimonianze di oltre 50 rider. Nel documento si parla di circa 20mila lavoratori “in stato di bisogno” e “operanti” sul territorio nazionale, di cui 3mila nel Milanese.
A dire della Procura la somma corrisposta dalla Procura “non è proporzionata né alla qualità né alla quantità del lavoro prestato al fine di garantire una esistenza libera e dignitosa e palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative a livello nazionale“. “Deliveroo sta esaminando la documentazione ricevuta dalle autorità”, fa sapere la società in una nota e “sta collaborando alle indagini”.
Glovo dovrà “introdurre un algoritmo” per ricalcolare gli stipendi – Prima di Deliveroo era stata la società di consegne Glovo a finire sotto controllo giudiziario per caporalato. A firmare il provvedimento, poi convalidato dal Gip, era stato lo stesso pm che sta seguendo anche il fascicolo di Deliveroo, Paolo Storari. Secondo l’accusa sarebbero stati sfruttati 40 mila rider impiegati in tutta Italia, “lavoratori, formalmente autonomi in regime forfettario” ma “in realtà da considerarsi lavoratori dipendenti a pieno titolo: approfittando dello stato di bisogno avrebbero percepito un reddito netto annuo sotto la soglia di povertà”.
Nel decreto con cui ha convalidato il commissariamento, il giudice Roberto Crepaldi ha sollecitato la società a “introdurre un algoritmo” che sia “capace di garantire” ai rider “un reddito compatibile con i dettami costituzionali” e “ricalcolare” gli stipendi “finora” corrisposti.

