E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie
27 Gennaio 2026
| Niscemi inghiottita dalla frana: case in bilico e destinate a crollare. Sale il numero degli sfollati |
| Il terreno continua a cedere e la zona rossa è stata estesa. Oltre 1.500 persone costrette a lasciare le loro abitazioni. La situazione |

Strade polverizzate, case e negozi letteralmente trascinati via e ridotti in macerie, altri edifici in bilico sul vuoto e destinati a crollare. Eccola Niscemi (Caltanissetta) dopo la frana che da domenica sta dividendo in due la cittadina. Un evento “non concluso“, significa che il terreno continua a cedere e che sempre più cittadini sono costretti a lasciare le loro case. Un’atmosfera spettrale nella zona rossa, quella interdetta, si contrappone alla mobilitazione nel resto della cittadina con la massiccia presenza di soccorritori e forze dell’ordine per la gestione di un’emergenza della quale al momento non si vede la fine.

Zona rossa – L’ultimo bilancio degli sfollati è quello fornito dal ministro della Protezione civile, Nello Musumeci. Parliamo di 1.500 residenti nella zona rossa. Per precauzione, la fascia di tutela è stata estesa da 100 a 150 metri mentre la linea di frana ha raggiunto i quattro chilometri. Il terreno in alcuni punti è sceso anche di oltre 40 metri. L’area interessata è quella compresa tra il quartiere Sante Croci, il Belvedere e l’area che arriva al torrente Benefizio e a contrada Pirillo.
Già a metà gennaio Niscemi era stata interessata da una prima frana e così il territorio è dimezzato. Diventa complicato anche raggiungere il centro abitato perché delle tre strade di accesso, solo una è rimasta praticabile.

Case condannate a crollare – “Dopo meno di 24 ore dalla prima (frana) – si legge in un post di Salvo Cocina, della Protezione civile siciliana – un ulteriore forte scivolamento a valle con aumento delle altezze delle pareti verticali da 7-15 metri a 30-45. Case rimaste sospese inevitabilmente condannate al crollo così come quelle più vicine alla linea sommitale di frana. Probabilmente gran parte di queste case non potrà essere più recuperate e bisognerà pensare a reperire nuovi alloggi. La scelta migliore, più rapida ed efficace sarebbe quella di erogare un contributo ai cittadini per l’acquisto di una casa esistente e ve ne sono tante chiuse nei nostri paesi“.
“Non andate nella zona transennata” – “Non voglio che qualcuno prenda sottogamba questo evento. Per fortuna non si sono registrati feriti ma solo danni a case. State a casa“. Dice il sindaco Massimiliano Conti, rivolgendosi ai concittadini. “Faremo di tutto intanto per mettere in sicurezza il territorio – assicura – state a casa e seguite le indicazioni. Le scuole resteranno chiuse. Vi invito a non superare il limite della zona transennata. Faremo di tutto per risolvere il problema. È un’ulteriore ferita grave che la nostra città subisce. Una tragedia che ci ha investiti e ci ha segnati e che ci segnerà nei prossimi mesi, e credo anche nei prossimi anni. È un momento drammatico. Siamo tutti provati“.

La fragilità del territorio non è però una novità. “Il dissesto, riattivato circa 10 giorni fa, secondo quanto si sta rilevando, riguarda la sostanziale evoluzione di quello che nell’anno 1997 causò ingenti danni. La fragilità del territorio presenta ancora una volta il proprio conto e lo fa in maniera molto salata visto il grande numero di persone che hanno dovuto, precauzionalmente, lasciare le proprie abitazioni”, spiega il geologo siciliano Michele Orifici, vicepresidente nazionale della Società italiana di geologia ambientale.

