E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie
22 Gennaio 2026
| Onde come palazzi di 4 piani, dal ciclone Harry danni miliardari: Sicilia, Calabria e Sardegna verso lo stato di calamità |
| articolo e video : https://www.today.it/attualita/ciclone-harry-danni-sicilia-sardegna-calabria-foto-video.html |
| Strade distrutte, case sventrate, strade e ferrovie interrotte: il mare è arrivato fin dentro i paesi. Gli eventi sono stati definiti “secolari”: ora arriva la conta dei danni |

Dopo il picco dell’ondata di maltempo causa dal ciclone Harry al sud Italia arriva il momento della conta dei danni. La protezione civile e le amministrazioni locali hanno avviato le prime stime dell’emergenza. I numeri superano il miliardo di euro. Le regioni più colpite restano Sicilia, Calabria e Sardegna, con problemi concentrati soprattutto lungo le coste, dove vento e mareggiate hanno distrutto ampie parti di litorale, invaso strade e provocato crolli e allagamenti.
Un miliardo di danni in Sicilia – In Sicilia, la riunione straordinaria della giunta regionale si è chiusa con la deliberazione dello stato di calamità regionale e la richiesta al governo nazionale dello stato di emergenza.La stima complessiva dei danni provocati dal ciclone Harry supera il miliardo di euro. In due giorni, il mare ha devastato infrastrutture, strade, porticcioli, stabilimenti balneari, attività produttive e ricettive soprattutto lungo la fascia costiera jonica e in quella che si affaccia sul Canale di Sicilia.
Ai 741,5 milioni di euro, calcolati dalla Protezione civile regionale e comunicati stamani dal governatore Renato Schifani, si dovranno aggiungere, apprende l’Ansa da fonti istituzionali regionali, i mancati redditi delle attività produttive e sui quali si lavora a ristori e contributi.
Torrenti di fango nelle strade, lungomari sventrati: i video – In Sicilia la fascia ionica e il Messinese compaiono tra le aree più martoriate nelle ricostruzioni dei media e nelle comunicazioni pubbliche: Sky TG24, in una fotogallery basata su immagini ANSA, descrive mare in città a Catania, famiglie evacuate e “strade trasformate in torrenti di fango” nel Messinese.
“Riuniremo il consiglio dei ministri la prossima settimana, dopo una sommaria istruzione da parte del dipartimento io proporrò e relazionerò al Consiglio dei ministri la richiesta della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale“: a dirlo è il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, oggi a Santa Teresa Riva, uno dei comuni della provincia di Messina tra i più colpiti dalla furia del ciclone Harry. Il ministro ha fatto un sopralluogo sul lungomare distrutto per un lungo tratto dalle mareggiate.
“La richiesta – ha aggiunto – si accompagna anche alla deliberazione di una prima risorsa che consente agli enti locali di poter operare per i primi interventi, rimuovere detriti, ostacoli, il ripristino della viabilità e dei servizi essenziali“.
La Protezione civile: “Evitate molte morti” – “Un evento veramente straordinario, stiamo parlando di onde alte fino a 9 metri e mezzo. E in alcune zone della Sardegna in tre giorni è piovuto il quantitativo di otto mesi“. Così Fabio Ciciliano, capo della Protezione civile nazionale, oggi a Cagliari per un sopralluogo sul litorale del Poetto, colpito dalla furia del ciclone Harry.
“Normalmente si è abituati a contare i morti, e invece non si riesce mai a sapere qual è il numero delle morti evitate- le parole di Ciciliano parlando con i cronisti- e questo è un elemento che secondo me va sottolineato. Significa che il sistema di allertamento delle regioni, ovviamente anche a livello nazionale, ha funzionato. E ha funzionato bene“. Qui l’evento ha impattato soprattutto sui litorali, ricorda, “luoghi ad altissima vocazione turistica, e quindi bisogna fare in modo che immediatamente ci si rimetta in moto per consentire l’immediata fruizione sia da parte dei cittadini, sia degli operatori economici“.
Per avere una quantificazione dei danni, aggiunge, “c’è bisogno di fare delle valutazioni di carattere tecnico. Sicuramente i danni sono molto ingenti, ma se mi si chiede una quantificazione, adesso io non sono in grado di farla. Nel momento in cui i tecnici faranno la loro valutazione, si andrà a misurare la quantità economica che è necessaria“. Quello che serve in questo momento per Ciciliano “è dare la possibilità e la serenità ai sindaci di potersi esprimere con le somme sulle urgenze, perché in alcuni casi i danni che sono stati registrati sui propri territori eccedono quello che è il bilancio comunale. Dobbiamo evitare che i sindaci abbiano la paura di spendere per il timore di fare debiti fuori bilancio“.
Calabria: “evento secolare” e onde fino a 16 metri nelle ricostruzioni – In Calabria si stimano 570mm di pioggia in 48 ore, citando anche “onde fino a 16 metri” e l’inondazione di Catanzaro Lido con le auto in mare. Si contano circa 336 interventi dei Vigili del fuoco in 24 ore tra allagamenti, dissesti, caduta alberi e danni da vento, con potenziamento delle squadre sul territorio.
Le coste ioniche calabresi sono state colpite da onde “che hanno raggiunto nove metri e mezzo, ciò significa una massa d’acqua alta come un palazzo di quattro piani che si è abbattuto sui litorali per diverse ore“, ha detto il capo del dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano, sintetizzando il fenomeno che ha interessato la Calabria per giorni dopo avere sorvolato in elicottero le zone colpite del catanzarese e del reggino e un sopralluogo nell’area del quartiere Lido di Catanzaro. “Stiamo parlando di un evento che ha impattato con venti di 100/110 chilometri orari” ha aggiunto.
Le spiagge “trasformate” in Sardegna – In Sardegna, la Regione ha deliberato lo stato di emergenza regionale fino al 22 gennaio 2027, collegandolo agli “eccezionali eventi meteorologici avversi” del 19, 20 e 21 gennaio nelle aree orientali e meridionali dell’isola. Le spiagge interessate sono irriconoscibili.
La presidente Alessandra Todde, durante un sopralluogo con il capo del Dipartimento di Protezione civile Fabio Ciciliano, ha parlato di danni “di centinaia di milioni” tra infrastrutture e beni culturali o ambientali. Mezzo miliardo di euro: si aggira su questo primo sommario conteggio l’ammontare che il governo metterebbe a disposizione per ristorare la Sardegna dopo il passaggio del Ciclone Harry che ha devastato gran parte delle coste. Da quanto si apprende da fonti della giunta regionale, il totale delle risorse per Sardegna, Sicilia e Calabria, si aggirerebbe intorno ai 2 miliardi complessivi. È ancora presto, comunque, per avere cifre precise

