E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie
18 novembre 2025
| Luana D’Orazio, assolto il tecnico manutentore: “Non ha manomesso orditoio” |
| Mario Cusimano era accusato di omicidio colposo. La sentenza del Tribunale di Prato ha chiuso il primo grado del processo |

È stato assolto “per non aver commesso il fatto” Mario Cusimano, il tecnico manutentore imputato per la tragica morte di Luana D’Orazio, la giovane mamma di 22 anni decedio 2021 risucchiata dall’orditoio presso un’azienda tessile di Montemurlo (Prato) dove lavorava. Lo ha deciso oggi il giudice del Tribunale di Prato, Jacopo Santinelli, al termine del processo di primo grado.
Cusimano, unico imputato nel procedimento ordinario dopo che i titolari dell’azienda, Luana Coppini e Daniele Faggi, avevano già patteggiato rispettivamente due anni e uno e mezzo di reclusione, era accusato di omicidio colposo e rimozione dolosa delle cautele antinfortunistiche nell’orditoio che ha stritolato la 22enne operaio. Il pubblico ministero Vincenzo Nitti aveva chiesto una condanna a due anni e otto mesi.
Accolta invece la tesi difensiva dell’avvocato Melissa Stefanacci, secondo cui il tecnico non avrebbe mai manomesso il macchinario né le sue misure di sicurezza, lasciando intendere che eventuali modifiche potessero essere state operate da altri. Emma Marrazzo, mamma di Luana, ha commentato: “Mia figlia resta un simbolo di ingiustizia“. E poi ha espresso il dolore per una sentenza che ritiene non rifletta appieno la responsabilità del dramma. La Procura attende di conoscere le motivazioni prima di valutare un eventuale ricorso contro l’aasoluzione.
| Commento: Ricordo di una giovane vita spezzata sul lavoro |
Luana D’Orazio era una giovane operaia di 22 anni, madre di un bambino piccolo, morta il 3 maggio 2021 in un incidente sul lavoro a Montemurlo, nel distretto tessile di Prato. Lavorava in un’azienda tessile dove rimase trascinata e schiacciata da un macchinario di orditura che, secondo le ricostruzioni, non avrebbe dovuto essere in funzione nelle condizioni in cui si trovava.
La sua morte suscitò grande emozione in tutta Italia e riportò al centro dell’attenzione il tema, antico e purtroppo sempre attuale, della sicurezza nelle fabbriche. Il caso portò a indagini approfondite e a un processo che vide condanne per violazioni alle norme di sicurezza. La storia di Luana è diventata un simbolo della fragilità del lavoro moderno, ricordando quanto sia importante non allontanarsi mai dalle buone pratiche e dalle regole che, da sempre, proteggono chi lavora.
Nota: Commento redatto con l’aiuto di ChatGPT.

