02 luglio 2024
Una scelta commerciale, il calcio in tv di DAZN torna ad essere esclusivamente in streaming. Addio al digitale terrestre.
Era la tecnologia del futuro, poi è diventata qualcosa del passato, sostituita da una tecnologia ancora più vetusta, ora si ritorna al futuro, sfruttando cioè una tecnologia ormai passata. No, fermiamoci qui, perché sta diventando un esercizio di logica ormai incomprensibile. Di cosa stiamo parlando? Di DAZN e della sua scelta di tornare esclusivamente allo streaming. Basta digitale terrestre. Ecco perché.
La marcia indietro che non ti aspetti – La rivoluzione del digitale terrestre è ormai acqua passata, nel senso che non è mai realmente arrivata.
Oggi molti italiani cercano ancora di capire quando realmente la RAI porterà a termine il passaggio, ma a quanto pare la nuova tecnologia non è stata accolta di buon grado da molte massaie attempate rimaste ancora con il vecchio tubo catodico (per estremizzare il concetto), e alla fine le cose sono andate per le lunghe. Per DAZN invece il discorso è diametralmente opposto. Qualche anno fa era stata costretta a passare al digitale terrestre, pur mantenendo sempre attiva la sua app in streaming. La scelta era dovuta al fatto che in alcune zone del belpaese la connessione internet fosse scarsa.
Insomma, una scelta commerciale necessaria, visto che per raggiugnere alcuni potenziali abbonati era doveroso sfruttare un’altra tecnologia, appunto quella del digitale terrestre, dato che lo streaming non era accessibile causa bassa connessione o connessione del tutto assente. Nasceva a quel tempo il DAZN tv box (che rimarrà comunque ancora utilizzabile per chi ce l’ha), la scatoletta che sfruttava appunto il digitale terrestre per permettere agli abbonati di determinate zone non coperte da internet di usufruire ugualmente del servizio e vedere il calcio in tv. Ora però le cose sono nuovamente cambiate e DAZN annuncia che da agosto tornerà esclusivamente in streaming.
DAZN, si passa allo streaming esclusivo – Cosa è successo? Perché questo dietrofront da parte di DAZN? A quanto pare il motivo è soltanto uno, economico! Le varie compagnie hanno coperto il segnale anche in alcune zone remote del Paese e per questo motivo ora tutto il territorio gode di una copertura internet più o meno soddisfacente.
Insomma, perché tenere in piedi una tecnologia che ormai non è più necessaria? Naturalmente DAZN si guarda bene dal tenere qualche suo utente fuori copertura e se ha fatto questa scelta è perché effettivamente tutti i suoi clienti sono coperti dal segnale. Quindi ecco che il digitale terrestre diventa completamente superfluo e quindi da scartare. Sul decoder denominato DAZN tv box gli utenti quindi potranno continuare a vedere tutti gli altri canali del digitale terrestre, mentre la programmazione dell’emittente dal primo agosto sarà visibile esclusivamente in streaming tramite l’app.
Riassumendo…
- DAZN spegne il digitale terrestre, tornerà ad essere esclusivamente in streaming;
- secondo la piattaforma, la copertura di internet è ormai presente su tutto il territorio e mantenere il digitale terrestre sarebbe una scelta economica dispendiosa;
- non tutti gli italiani sono d’accordo e non mancheranno le disdette di abbonamento.
<<<<<<<<<< art. del 17 maggio 2024 >>>>>>>>>>
Dazn, l’aumento dei prezzi per la Serie A e lo sport: cosa cambia per gli appassionati
articolo: https://www.ilsole24ore.com/art/dazn-costo-serie-e-sport-l-aumento-prezzi-AF9Ftn2D
17 maggio 2024

Dazn comunica l’aumento dei prezzi per la Serie A e altre offerte sportive, con nuovi pacchetti e funzionalità
I punti chiave
- Il piano Start
- Il piano Standard
- Il piano Plus
- La spinta agli abbonamenti diretti
- La ricerca dell’equilibrio economico
Per gli appassionati di calcio e della Serie A in tv occorrerà far fronte a un nuovo aumento dei prezzi per la prossima stagione. Un ritocco all’insù che Dazn, titolare dei diritti audiovisivi della Serie A per le prossime cinque stagioni (con Sky che condividerà tre partite a settimana in co-esclusiva), ha iniziato a comunicare ai propri clienti. Vero è che c’è una nuova offerta, migliorata e ampliata. Ma con conseguente revisione dei prezzi.
Il pacchetto di offerte della piattaforma di streaming specializzata nello sport è variegato. Non tutte le offerte subiranno un aumento, ma un rialzo ci sarà, come del resto si poteva attendere alla luce dell’investimento fatto da Dazn per far propri i diritti della Serie A nel quinquennio 2024-2029. Di base alla Lega Serie A andranno 900 milioni a stagione: 700 da Dazn e 200 da Sky a partire dalla prossima stagione. È poi previsto un meccanismo di revenue sharing. In pratica una componente variabile calcolata come una percentuale pari al 50% dei ricavi netti da sottoscrizioni da utenti residenziali che saranno realizzati da Dazn oltre una certa soglia.
Tre sono le diverse tipologie di sottoscrizione per gli utenti, con costi e funzionalità differenziati a seconda dell’alternativa scelta: il piano Standard, il piano Plus e il piano Start.
Il piano Start – Quest’ultimo è il pacchetto multisport che include il basket italiano ed europeo, il volley con l’offerta che si è da poco arricchita con le migliori coppe internazionali femminili e maschili (Nations League, Mondiale per Club, Beach Soccer e molto altro), il calcio femminile con la Uefa Women’s Champions League e i canali Eurosport HD1 e HD2 con cui seguire competizioni come Giro d’Italia, Roland Garros e Olimpiadi di Parigi 2024. Il pacchetto Start si muove in un range a partire da 8,25 euro al mese se si opta per il pass Annuale (99 euro l’anno con pagamento anticipato) o 11,99 euro al mese per la formula rateizzata di 12 mesi. Qui non ci sono cambiamenti rispetto a gennaio.
Il piano Standard – Il piano Standard è quello che permette di vedere la Serie A, Europa League e altra offerta sportiva su due dispositivi usando la stessa linea internet. Si può optare per per il piano Annual pagamento anticipato (0,99 euro al giorno per un totale di 359 euro all’anno) o 34,99 euro al mese se si opta per quello rateizzato in 12 mesi (1,16 euro al giorno) come da listino di gennaio che aveva subito un aumento.
Il piano Plus – Il piano Plus è il pacchetto “familiare” e disponibile su due reti Internet a partire da 49 euro al mese (un totale di 599 euro) se si opta per abbonamento annuale con pagamento anticipato o 59,99 euro se si opta per quello rateizzato in 12 mesi. In questo caso l’aumento c’è stato rispetto a gennaio passando da 539 a 599 euro all’anno. E il piano annuale con pagamento dilazionato, passato a gennaio a 49,99 euro al mese dai 45,99 del 2023 sale a 59,99 euro al mese.
La spinta agli abbonamenti diretti – Una differente politica di prezzo comunque Dazn ha deciso di farla rivedendo le politiche di gestione degli utenti che decidono di abbonarsi attraverso Apple e Google. Questo con l’obiettivo di spingere gli utenti verso gli abbonamenti diretti sulla piattaforma aggirando il tema dei costi di gestione alti per questa tipologia di segmento che rappresenta un canale B2B2C.
La ricerca dell’equilibrio economico – Resta per Dazn il tema della ricerca dell’equilibrio economico. Solo considerando la Serie A c’è da tenere conto dei 700 milioni di euro di uscite annue per i diritti della Serie A – e con l’apporto di 50 milioni annui da Tim con cui ha rinnovato l’accordo per i prossimi 5 anni per fornire la app su Timvision oltre alla ottantina di milioni di pubblicità – contro gli 840 milioni nel triennio precedente, ma in tandem con Tim.
Il tutto mentre a livello global quello del 2022 (ultimo disponibile) è stato un bilancio chiuso dalla realtà che fa capo al magnate Len Blavatnik con una perdita sopra al miliardo (1,14 miliardi di euro). Il rosso però è inferiore del 46% rispetto ai 2,13 miliardi di euro circa persi nel 2021. E agli atti, nel frattempo, c’è un fatturato cresciuto del 41% che nel 2022 ha toccato quota 2,2 miliardi di dollari (circa due miliardi di euro) che ha visto un ritocco al rialzo evidentemente anche per l’incremento dei prezzi dei servizi in alcuni mercati, come quello italiano. Secondo Enders Analysis, questo del 2024 dovrebbe essere l’anno del breakeven su base mensile il prossimo anno e su base annuale nel 2025. Il tutto con ricavi che negli ultimi tre anni, sempre secondo le elaborazioni della società di analisi, sarebbero cresciuti rispettivamente del 79%, 41% e 45% fino ad arrivare a circa 3,2 miliardi di dollari nel 2023.
La lotta alla pirateria – In un’ottica di sistema la grande incognita (in questo caso positiva) è legata alla lotta alla pirateria audiovisiva. Che proprio lo scorso anno ha avuto una svolta con la nuova legge 93/2023 entrata in vigore a inizio agosto che dà ad Agcom poteri di intervento per oscurare i siti in 30 minuti dalla segnalazione degli aventi diritto. La piattaforma – che era stata messa a disposizione gratuitamente dalla Lega Serie A all’Autorità – è entrata in funzione.

