Nella foto L’ Istituto Comprensivo Statale Adelaide Ristori
Sindaco e dirigente dell’istituto denunciano la gravità del fatto
Si è messo a discutere con un insegnante della figlia, proprio davanti all’ingresso della scuola. Poi, forse non soddisfatto delle risposte, l’ha colpito con uno schiaffo al volto.
È accaduto venerdì scorso in una scuola media di Massa (Massa Carrara), davanti a testimoni. Sul posto è intervenuta nel giro di pochi minuti una pattuglia dei carabinieri, che ha raccolto la versione del padre della studentessa e dello stesso insegnante: nonostante il colpo ricevuto,l’uomo ha preferito non ricorrere alle cure del 118. Al momento non avrebbe ancora presentato denuncia.
Sulla vicenda, intanto, arrivano le parole della dirigente dell’istituto in cui si è consumata l’aggressione («La scuola condanna ogni forma di violenza») e quelle del sindaco di Massa, Francesco Persiani: «Da parte mia e dell’amministrazione come prima cosa voglio esprimere la solidarietà al professore vittima dell’aggressione — ha detto — La vicenda naturalmente sarà chiarita da chi di dovere ma è chiaro che non vorremmo assistere mai a episodi del genere. La solidarietà dell’amministrazione non va solo all’insegnante coinvolto in prima persona ma all’interno corpo docente». Accertamenti sono comunque ancora in corso da parte dei carabinieri per ricostruire le cause della lite.
Preside picchiato per una sospensione dal compagno della madre di un allievo
La vittima è il dirigente dell’istituto paritario San Gabriele, in via della Giustiniana
Picchiato dal compagno della madre di uno studente per colpa di una sospensione non gradita. E’ accaduto al preside dell’istituto paritario San Gabriele, in via della Giustiniana a Roma. Raimondo Pietroletti è stato medicato con dieci giorni di prognosi. I fatti sono avvenuti il 15 marzo e secondo quanto emerso l’uomo non accettava il fatto che il ragazzo avesse preso una nota e poi anche la sospensione, a quanto pare dopo aver preso a parolacce un insegnante, e per questo motivo ha fatto irruzione nell’ufficio in cui il preside stava lavorando con alcuni collaboratori. Prima lo ha minacciato, intimandogli di annullare il provvedimento disciplinare, e poi, quando Pietroletti lo ha invitato a calmarsi, si è scagliato contro il dirigente.
“L’hanno massacrato“, raccontano i genitori degli alunni dell’istituto. Una “gravissima aggressione“, si legge nella comunicazione che il Consiglio d’amministrazione dell’istituto ha inviato ai genitori degli iscritti, per informarli dell’accaduto. Un pestaggio che, oltretutto, sarebbe avvenuto sotto gli occhi del figlio piccolo dell’aggressore, che l’uomo aveva portato con sé in quella che è sembrata una vera e propria spedizione punitiva. “Piangevano sia il dirigente, mentre veniva massacrato di botte, sia il bambino. Alcune insegnanti hanno chiamato il personale scolastico, che ha allertato i soccorsi e la polizia“, racconta un genitore.
E’ accaduto durante una partita di calcio al campo sportivo di Mezzano, nel Ravennate. Il mister ha sostituito il ragazzo per un problema ad una scarpa che gli si sfilava
Non ha gradito la sostituzione di suo figlio, undicenne giocatore di calcio della categoria Pulcini e così, entrato in campo insieme alla moglie, prima ha preso a male parole l’allenatore e un suo collaboratore e poi ha rifilato al tecnico una testata cercando – caduto a terra per il colpo subito – anche di prenderlo a calci.
L’episodio – riporta la stampa locale – è andato in scena sabato al campo sportivo di Mezzano, frazione di Ravenna, teatro della sfida, nella categoria ‘Pulcini‘ tra la squadra locale e il Cervia.
I fatti risalgono all’ultimo minuto del primo tempo quando il ‘mister‘ del Mezzano, un 22enne alla sua prima esperienza in panchina, ha sostituito uno dei suoi ragazzi, per un problema ad una scarpa che gli si sfilava. Nelle gare dei ‘Pulcini‘ si possono fare cambi ‘volanti‘ – quindi gli atleti possono uscire e rientrare a gara in corso – e l’allenatore, così ha raccontato lui stesso alla stampa ravennate, avrebbe rimesso in campo il giocatore nel secondo tempo.
Invece, visto il figlio sostituito il padre dopo avere raggiunto la panchina, avrebbe rivolto parole offensive a un collaboratore dell’allenatore, intento a sistemare la scarpa del ragazzino, mentre la madre avrebbe detto “diverse cose” allo stesso tecnico. “A quel punto – sono le sue parole –il marito è tornato verso di me e mi ha colpito con una testata. Io sono caduto per terra e il padre, prima di essere bloccato, ha cercato di colpirmi con dei calci“.
Andato in Pronto Soccorso, l’allenatore del Mezzano non ha escluso l’intenzione di sporgere denuncia contro il genitore. “Una volta letto il referto ho l’intenzione di presentare denuncia. E’ un episodio troppo grave – ha raccontato ancora ai quotidiani -: penso di avere un dito rotto e ovviamente sono in uno stato di agitazione credo comprensibile“. La dirigenza delMezzano, sempre a quanto riferito dall’allenatore avrebbe ipotizzato una sospensione a tempo indeterminato dei figli della coppia per motivi di opportunità.
Le vittime sono Gianni Boscolo Scarmanati, 64 anni, la moglie 59enne Luisella Veronese e il figlio 27enne Davide. Il decesso è avvenuto a causa del fumo
Tre persone della stessa famiglia sono morte in un incendio scoppiato nella notte in un’abitazione a Sottomarina di Chioggia (Venezia). Le vittime sono Gianni Boscolo Scarmanati,64 anni, la moglie 59enne Luisella Veronese e il figlio 27enne Davide. Un altro figlio della coppia non era in casa.
I tre dormivano al piano di sopra e sarebbero morti a causa del fumo, provocato dall’incendio divampato al piano terra, per cause ancora da accertare, verso mezzanotte e mezza. Sul posto le squadre dei vigili del fuoco di Chioggia e Cavarzere e l’autoscala di Mestre, al lavoro fino alle prime luci dell’alba. L’abitazione è sotto sequestro per consentire le indagini.
L’allarme – L’incendio ha coinvolto il piano terra dell’abitazione affiancata ad altre e disposta su tre livelli. L’allarme è stato dato da alcuni giovani che hanno visto le fiamme uscire dall’abitazione e si sono prodigati anche con una scala per provare a mettere in salvo le persone.
I vigili del fuoco hanno spento le fiamme, che hanno riguardato un locale al solo piano terra, mentre il fumo si è incanalato nel vano scala, saturando tutta l’abitazione.
Il fumo letale – I pompieri, entrati della casa con gli autorespiratori, hanno trovato al secondo piano le persone prive di vita come accertato dai sanitari del Suem. Le fiamme al piano terra sono state completamente spente e l’immobile dopo la bonifica è stato posto sotto sequestro dai vigili del fuoco. Le operazioni di soccorso sono terminate poco prima dell’alba.
Il pilota spagnolo approfitta del ko della Red Bull dell’olandese e trionfa a Melbourne precedendo il compagno di squadra, sul podio anche la McLaren
Buongiorno Italia. Doppietta Ferrari a Melbourne. Carlos Sainz vince davanti a Charles Leclerc. Sul podio l’arancione, la McLaren di Lando Norrisdavanti a quella di Oscar Piastri. Due rosse davanti a tutti non si vedevano da queste parti dal 2004: ed erano Schumacher e Barrichello. Perché il vincitore seriale, Max Verstappen, non c’è: ritirato al 4° giro per un guaio tecnico al freno posteriore destro. Carlos lo aveva passato poco prima. “Incredibile. Forza, grazie Ferrari” dice lo spagnolo, piangendo sotto la bandiera a scacchi.
Il podio: Leclerc, Sainz e Norris (afp)
Sainz, terza vittoria in carriera – Due settimane fa era su un letto di ospedale a Gedda, operato di appendicite d’urgenza, veniva sostituito da Oliver Bearman. Neanche era certo di poter esserci in Australia. Invece: “Smooth operator, smooth operator” canta Sainz in radio. Il suo soprannome, da Sade. Perché è uno che arriva all’obiettivo, piano e dolcemente. “Ho gestito, ma gara dura, felice e orgoglioso di tutta la squadra, contento anche di aver vinto davanti a Charles. Tutto questo dimostra com’è incredibile la vita”.
Successo numero 3 in carriera, Sainz fu l’unico a vincere contro la Red Bull l’anno scorso, a Singapore. Papà Sainz, commosso, lo abbraccia. E così tutta la squadra, che lo assale con energiche carezze. Carlos: “Sto bene, solo gli ultimi giri un po’ lunghi, mi mancava un po’ di allenamento e forza. Gara pulita, ho potuto gestire gomme e me stesso. Sono felicissimo, dopo tutto quello che è successo quest’anno, è iniziato con la notizia del non rinnovo, poi subito un podio, poi appendicite e adesso la vittoria. Sono felicissimo, la vita è incredibile. Dimostra che quando fai le cose bene, si può fare. Alla squadra abbiamo dato indicazioni precise dove dovevamo migliorare, il team ha lavorato bene, ci ha dato una macchina per spingere, e quando hai una macchina così buona puoi vincere. Un gran passo avanti”.
Leclerc: “Meglio di così non poteva andare” – Leclerc sperava di più, qui aveva vinto dominando nel 2022 con una macchina che definì “una bestia” ma le sue qualifiche non sono andate al meglio, sbagliando all’ultima fase e classificandosi 5° al via. La penalità a Perez sulla Red Bull di tre posizioni, ha fatto avanzare il monegasco alla quarta piazza sotto i semafori. “Bella sensazione, soprattutto per la squadra, bello riprodurre le emozioni della doppietta che non c’era da Bahrain 2022, bravissimo Carlos. Meglio di così non poteva andare”. All’ultimo si prende la soddisfazione del giro veloce. Carlos scatta un selfie con lui e tutta la squadra.
I freni mettono ko Verstappen – Che la Ferrari fosse competitiva si era capito da inizio stagione, anche se ancora indietro alla Red Bull. A Melbourne c’erano stati indizi da subito, che la rossa avesse un’occasione contro una blu più in difficoltà. Quella di Max, dopo una pole straordinaria, si ritira. Aveva cambiato il motore prima delle qualifiche, per precauzione, Verstappen lo aveva danneggiato nelle libere sui cordoli. Anche la blu, ogni tanto, raramente, ha problemi di affidabilità. “Un problema di surriscaldamento dei freni, la macchina è diventata molto difficile da guidare. Peccato perché avevo buone sensazioni. Era sempre attivo il freno posteriore destro. Purtroppo può succedere”, ammette l’alieno Max. Il suo compagno, Checo Perez, è 5°: a 56 secondi.
La Mercedes di Russell (afp)
Ritiro anche per Hamilton – Male le Mercedes: fuori anche Lewis Hamilton (al 17°) per un guaio alla power unit. Sarà proprio il 7 volte campione del mondo a sostituireSainz in Ferrari nel 2025. George Russell si schianta a muro all’ultimo giro mentre insegue Fernando Alonso per il sesto posto. E provoca l’uscita della vettura di sicurezza virtuale. Sta bene George. Sta benissimo la rossa. Una nuova alba? Il boss di Maranello, Fred Vasseur. festeggia ma chiede anche di tenere i piedi per terra: “Non possiamo sapere se avremmo vinto lo stesso se ci fosse stato Max in gara, ma il nostro passo è stato forte da subito, uno dei week end più puliti negli ultimi 12 mesi, molto costanti in tutte le sessioni. Dobbiamo costruire il resto della stagione partendo da qui, la grande differenza è che la macchina è più comprensibile per noi e per i piloti e si può migliorare durante il week end. Il percorso è ancora molto lungo, già a Suzuka sarà diverso. Non dobbiamo pensare che siamo arrivati e trarre conclusioni, si riparte da qui”. Si riparte benissimo.
Il provvedimento rientra nelle domeniche ecologiche nel calendario fissato dal Campidoglio come disposto dall’ordinanza del sindaco
Stop alle auto domani a Roma. Domenica 24 marzo infatti, ci sarà il blocco del traffico della domenica ecologica. Quinto e ultimo stop alla circolazione della stagione invernale della Capitale ai veicoli più inquinanti e per tutti i veicoli a motore nella nuova Ztl “Fascia Verde”.
Gli orari del blocco del traffico – Come da ordinanza del sindaco, lo stop alla circolazione sarà in vigore dalle 7:30 alle 12:30 e poi dalle 16:30 alle 20:30. Il blocco servirà per ridurre l’inquinamento in città.
Le deroghe al provvedimento – Come accaduto in passato, i veicoli elettrici o ibridi e quelli monofuel a metano o gpl non saranno interessati dal provvedimento così come i veicoli bi-fuel (con doppio sistema di alimentazione benzina-gpl o benzina-metano) anche trasformati ma solo se marcianti a gpl o metano e omologati in classe Euro 3 e successive. Esenti anche i veicoli a benzina classe Euro 6, i ciclomotori (50cc) con motore a 4 tempi di classe Euro 2 e successive e i motocicli a 4 tempi di classe Euro 3 e successive. Tutte le deroghe previste per altre categorie di veicoli sono specificate nell’ordinanza consultabile sul sito di Roma Capitale.
Riscaldamenti – Anche se l’inverno sembra che quest’anno non sia mai arrivato, sull’intero territorio comunale, tra le misure volte al contenimento delle emissioni inquinanti, restano ferme le disposizioni dell’ordinanza sindacale del 31 ottobre scorso sull’utilizzo degli impianti di riscaldamento domestico per un massimo di 11 ore giornaliere e una temperatura di non oltre i 19°C (+2°C di tolleranza).
I veicoli esentati dal blocco del traffico
1 – veicoli a trazione elettrica e ibridi;
2 – veicoli alimentati a metano, a gpl e veicoli Bi-Fuel (benzina / GPL o metano), anche trasformati, marcianti con alimentazione a GPL o metano;
3 – autoveicoli ad accensione comandata (benzina) ‘Euro 6’;
4 – ciclomotori a 2 ruote con motore 4 tempi ‘Euro 2’ e successivi;
5 – motocicli a 4 tempi ‘Euro 3″ e successivi;
6 – veicoli adibiti a servizio di polizia e sicurezza, emergenza anche sociale, ivi compreso il soccorso, anche stradale, e il trasporto salme;
7 – veicoli adibiti a servizi manutentivi di Pronto Intervento e pubblica utilità (come ad es. acqua, luce, gas, telefono, ascensori, impianti di sicurezza, impianti di regolazione del traffico. Impianti ferroviari, impianti di riscaldamento e di climatizzazione) che risultino individuabili o con adeguato contrassegno o con certificazione del datore di lavoro;
8 – veicoli adibiti al trasporto, smaltimento rifiuti e tutela igienico-ambientale, alla gestione emergenziale del verde, alla Protezione civile e agli interventi di urgente ripristino del decoro urbano;
9 – autoveicoli per il trasporto collettivo pubblico e privato;
10 – veicoli regolamentati ai sensi delle D.A.C. n. 66/2014 e n. 55/2018;
11 – taxi e autovetture in servizio di noleggio con conducente, dotati di concessioni comunali;
12 – autoveicoli adibiti a car sharing, car pooling, servizi Piano Spostamenti Casa Lavoro (PSCL) attivati sulla base di appositi provvedimenti del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare o dell’Amministrazione capitolina;
13 – veicoli con targa C.D., S.C.V. e C.V.;
14 – veicoli muniti del contrassegno per persone invalide previsto dal D.P.R. 503 del 24 luglio 1996;
15. autoveicoli impiegati dai medici e veterinari in visita domiciliare urgente, muniti del contrassegno rilasciato dal rispettivo Ordine: autoveicoli impiegati da paramedici in servizio di assistenza domiciliare con attestazione rilasciata dalla struttura pubblica o privata di appartenenza;
16 – autoveicoli utilizzati per il trasporto di persone sottoposte a terapie indispensabili e indifferibili o trattamenti sanitari per la cura di malattie gravi, in grado di esibire la relativa certificazione medica e autoveicoli utilizzati per il trasporto di persone finalizzato all’effettuazione di accertamenti o trattamenti sanitari connessi al Covid 19;
17 – autoveicoli adibiti al trasporto di persone sottoposte a misure di sicurezza;
18 – autoveicoli adibiti al trasporto di merci deperibili, alla distribuzione di stampa periodica e di invii postali; 19. Veicoli aventi massa massima non superiore a 3,5 tonnellate, adibiti al trasporto di medicinali e/o trasporto di materiale sanitario di uso urgente e indifferibile adeguatamente certificato, nonché al trasporto di valori;
20 – veicoli utilizzati per il trasporto di persone che partecipano a cerimonie religiose programmate antecedentemente alla data della presente Ordinanza, cerimonie nuziali o funebri, purché i conducenti siano in possesso di appositi inviti o attestazioni rilasciate dai ministri officianti;
21 – veicoli degli operatori dell’informazione quotidiana in servizio, muniti del tesserino di riconoscimento e con attestazione della redazione, o adibiti al trasporto di materiali a supporto del servizio di riprese televisive (es. strumenti di ripresa, gruppi elettrogeni, ponti radio etc.) relative ai telegiornali;
22 – veicoli utilizzati dai controllori del traffico aereo in servizio di turno presso l’aeroporto di Ciampino e Fiumicino, previa esibizione di apposita attestazione rilasciata da Enav S.p.A.;
23 – autoveicoli e motoveicoli a due ruote utilizzati da lavoratori con turni lavorativi o domicilio/sede di lavoro tali da impedire la fruizione dei mezzi di trasporto pubblico, con apposita certificazione del datore di lavoro;
24 – automezzi adibiti ai lavori nei cantieri delle linee metropolitane in costruzione;
25 – veicoli o mezzi d’opera che effettuano traslochi per i quali sono state precedentemente rilasciate autorizzazioni per l’occupazione di suolo pubblico dagli uffici competenti;
26 – veicoli di imprese che eseguono lavori per conto di Roma Capitale o per conto di Aziende di sottoservizi, forniti di adeguata documentazione dell’Ente per cui lavorano o che eseguono interventi programmati con autorizzazione della regia;
27 – veicoli utilizzati per la realizzazione delle iniziative promosse o patrocinate da Roma Capitale forniti di apposita documentazione rilasciata dai Settori competenti o di contrassegni rilasciati dall’organizzazione;
28 – veicoli utilizzati nell’organizzazione di manifestazioni per le quali sono stati precedentemente rilasciati atti concessori di occupazione suolo pubblico, forniti di apposita documentazione rilasciata dai Settori competenti;
29 – veicoli dei commercianti ambulanti dei mercati domenicali, unicamente utilizzati per l’attività lavorativa, limitatamente al percorso strettamente necessario da e per il proprio domicilio;
30 – veicoli dei Sacerdoti e dei Ministri di culto di qualsiasi confessione per le funzioni del proprio ministero;
31 – veicoli delle Associazioni o Società sportive appartenenti a Federazioni affiliate al CONI o altre Federazioni riconosciute ufficialmente, o utilizzati da iscritti alle stesse con dichiarazione del Presidente indicante luogo e orario della manifestazione sportiva nella quale l’iscritto è direttamente impegnato;
32 – autoveicoli utilizzati da coloro i quali sono tenuti obbligatoriamente all’ottemperanza di sentenze e decreti del Tribunale sia penale che civile forniti di adeguata attestazione;
33 – veicoli utilizzati per interventi di urgenza dai funzionari UNEP e dagli Ufficiali giudiziari della Corte d’Appello di Roma, debitamente forniti di apposita certificazione della Presidenza della stessa Corte di Appello;
34 – autoveicoli in uso ai soggetti operanti in ambito cinetelevisivo e audiovisivo per lo svolgimento di riprese cinematografiche. audiovisive e fotografiche per le quali siano stati precedentemente rilasciati i relativi atti concessori di occupazione del suolo pubblico da parte del Dipartimento Attività Culturali.
Il giorno dopo nel luogo dell’attentato vittime e famigliari si raccolgono nel dolore. Comunicate le identità di 29 vittime, da una reginetta di bellezza a una giovane coppia
MOSCA – Un sottile refolo di fumo si solleva ancora dal tetto del Crocus City Hall, all’indomani della tragedia nella quale hanno perso la vita 133 persone. I soccorritori rimuovono le macerie del tetto crollato della sala concerti. Avanzano spegnendo gli ultimi focolai dell’incendio e l’odore acre del fumo raggiunge la colonna di auto ferme sulla tangenziale. Accanto le pattuglie sfrecciano a sirene spiegate. Il frastuono copre il rumore degli elicotteri sempre in volo.
Sulle strade, nella metro e nei luoghi pubblici i cartelli pubblicitari riportano tutti lo stesso messaggio: “skorbim”, piangiamo. Il Paese affronta il dolore con un dignitoso silenzio, interrotto di tanto in tanto da un bollettino aggiornato delle vittime. In giornata il Comitato investigativo ha pubblicato le prime immagini dell’interno di quella che fino a ieri era la sala concerti del Crocus City Hall: un groviglio di lamiere piegate dalle fiamme. Lo scheletro irriconoscibile di quello che resta del centro commerciale si staglia sullo sfondo del cielo grigio.
Sulla facciata del Crocus City Hall, sotto i segni dell’incendio si distingue ancora il nome del cantante lirico sovietico a cui era dedicata la sala concerti, Muslim Magomaev. Nel parcheggio che separa la strada dall’edificio ci sono un centinaio di auto abbandonate dalle persone in fuga. Sull’asfalto umido, le bottigliette d’acqua distribuite con i primi soccorsi. I camion dei pompieri, le auto della polizia e le gru della protezione civile sono allineati vicino all’ingresso principale.
Ai media e ai visitatori la polizia ha destinato un’area sgombra del parcheggio, vicino all’ingresso della metropolitana. È proprio lì, lungo una transenna di metallo, che da ieri mattina le persone hanno iniziato spontaneamente a deporre fiori, candele e peluche in memoria delle vittime. Solo alcuni si lasciano andare al pianto. I più si limitano a contemplare le lamiere contorte, in silenzio, ingoiando il dolore.
A pochi metri, alcune persone sono in attesa di poter recuperare le loro auto. L’agente di polizia spiega loro che non sarà possibile neanche avvicinarsi «per almeno un paio di giorni»: sono in corso delle indagini.
Uno di loro, Roman, ci spiega che era nella sala all’inizio dell’attacco, ma che non ha visto né gli attentatori, né le vittime: è stato tra i primi a uscire. «Ho capito subito di cosa si trattava, sono un militare – chiarisce – Ho sentito raffiche brevi, significa che è gente che con le armi ci sa fare». La conversazione è interrotta dal poliziotto.
Anche Pavel e Maragrita Bunov erano in sala quando è cominciato l’attacco, ma ci hanno messo un po’ a capire che non si trattava di effetti speciali per il concerto. Sono riusciti a fuggire verso l’alto, attraverso le uscite antincendio, «grazie alla prontezza di una guardia giurata» che seguiva gli spostamenti degli attentatori attraverso le telecamere di sorveglianza. «Siamo corsi ad abbracciare i nostri figli», dice Margarita mentre stringe in mano il tagliando del guardaroba.
Le vittime – Non tutti sono stati così fortunati. In serata Mosca ha comunicato la lista dei primi 29 corpi riconosciuti. Tra di loro c’è anche Maksim Verbenin, 25enne, immobilizzato sulla sedia a rotelle. Nel cadere sotto i colpi degli attentatori ha coperto con il corpo la fidanzata Natalja miracolosamente viva. C’è anche Ekaterina Novoselova, 42 anni, ex reginetta di bellezza. E ancora: Natalia Zudina, 44 anni, laureata in Economia. Pavel Okishev, 34 anni, era con sua moglie, la fotografa Irina Okisheva, 33 anni: entrambi sono stati uccisi nell’attacco.
La 61 enne Elena ha raccontato di aver visto un giovane strappare l’arma a uno degli attentatori. «Ci ha dato l’opportunità di attraversare tutti il palco, attraverso l’uscita di emergenza siamo corsi in strada. Ha salvato molte persone…», ha detto Elena al canale Baza Telegram. “Splotitsa”, unirsi, compattarsi. È la parola più pronunciata intorno al memoriale. Molti sono tornati per riprendere le loro cose e per rendere omaggio a chi non ce l’ha fatta.
Altri sono vivi semplicemente perché si sono attardati prima di entrare in sala. Anastasia Radionova, moscovita, è una fan del gruppo che doveva suonare. Quando ha sentito gli spari si è prima nascosta sotto un tavolino del bar, poi è fuggita con altri spettatori in un locale di servizio. Da lì tutti insieme sono fuggiti rompendo una vetrata. La cognata invece è stata trascinata dalla folla nell’ascensore, dove è rimasta bloccata a lungo.
Olga Muraviova ha raccontato una storia simile. Una volta in strada con il marito ha tentato invano di fermare qualche auto di passaggio per farsi aiutare: «Non so perché si sono comportati così».
La città ha però mostrato da subito il suo lato più solidale: sono già settecento i donatori di sangue che dalla notte dell’attacco si sono rivolti alle cliniche della regione. Sul posto sono attivi gruppi di volontari pronti a fornire supporto psicologico. Tra la folla compaiono le t-shirt della ong filogovernativa Molodaja Gvardia. Per la maggior parte dei presenti però di fronte alla tragedia «non è il momento di fare politica».