Niente coreografia contro l’Atletico in Champions e nessun impianto di amplificazione della voce dopo il provvedimento delle autorità di pubblica sicurezza
Gli rimane solo la voce. Dopo gli incidenti nella sfida con la Juve, la Curva Nord non potrà esporre bandiere, utilizzare impianti di amplificazione della vocesino al termine della stagione. Il provvedimento delle autorità di pubblica sicurezza è stato reso noto dallo stesso tifo organizzato nerazzurro con un post social: “Ci aspettano tante battaglie importanti – si legge nella nota – Purtroppo a causa dei recenti avvenimenti in curva non ci saranno bandiere, impianto col microfono e la coreografia prevista con l’Atletico non verrà realizzata. Paghiamo dazio e ce ne assumiamo la totale responsabilità, faremo in modo di non cadere di nuovo in errore. Saranno mesi duri ma se ognuno di noi fa la sua parte saremo ancora la curva migliore d’Italia“.
DASPO – Al termine di Inter-Juve tifosi interisti, dopo la mezzanotte, avevano lanciato bombe carta verso i mezzi delle forze dell’ordine e i pullman dei tifosi juventini, causando il danneggiamento di un veicolo della polizia.
Crollo al cantiere Esselunga a Firenze: almeno due operai morti, tre ancora sotto le macerie, altri tre estratti vivi. “Un botto fortissimo, poi le grida di aiuto”
Poco prima delle 9 avrebbe ceduto un solaio del grande supermercato in costruzione. Un lavoratore in lacrime: “Alcuni della squadra sono là sotto…”. Il cordoglio della premier Meloni: “Seguo con apprensione l’evolversi della situazione”. Caprotti: “Chiusi tutti i supermercati per lutto”
Crollo nel cantiere per la costruzione del nuovo supermercato Esselunga in via Mariti a Firenze. Secondo le forze dell’ordine ci sono almeno dueoperai morti, tre estratti vivi dalle macerie e ancora tre dispersi questi si trovano sotto uno dei piloni precipitati. I tre feriti hanno subito traumi da schiacciamento. Due sono in codice rosso e il chirurgo sta valutando se intervenire, mentre uno è in codice giallo. Sul posto ci sono le unità cinofile e arriveranno i macchinari per spostare il blocco di cemento armato.Poco prima delle nove di questa mattina avrebbe ceduto un solaio. Sul posto, la strada è stata chiusa e ci sono molte squadre dei vigili del fuoco, oltre a polizia municipale e polizia.
Crolla solaio in un cantiere a Firenze, le operazioni di soccorso – alanews
I lavori sono in corso da tempo nell’area dove sorgeva l’ex Panificio Militare di Firenze. Al suo posto è in costruzione un grande supermercato del gruppo Esselunga. Sarebbero 8 le persone coinvolte nel crollo, secondo quanto fa sapere il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, sui social. “Il nostro sistema regionale sta intervenendo per un crollo di impalcatura in un cantiere a Firenze in via Mariti – scrive Giani -. Tutti stanno lavorando al massimo per estrarre altre tre persone al momento sotto le macerie. Tre operai sono stati estratti vivi, ma sono in gravi condizioni”.
Crollo nel cantiere di un supermercato a Firenze, cede un pilone portante – alanews
“All’appello mancano ancora quattro ragazzi della squadra” racconta uno degli operai presenti al momento del crollo, tra le lacrime. “La squadra che stava lavorando sul solaio era composta da otto persone, il primo recuperato era italiano, nonostante le manovre di rianimazione durare 30 o 40 minuti, è morto davanti ai nostri occhi. Lui lo hanno recuperato perché era nel punto più esterno del solaio. Sono crollati tre piani, cosa troveranno lì sotto?” afferma disperato. Secondo il suo racconto le altre persone sarebbero di diverse nazionalità, prevalentemente egiziani e indiani, ma non c’è di questo elemento nessuna conferma uffiziale.
La ricostruzione del crollo nel cantiere Esselunga – Secondo una prima ricostruzione, sarebbe caduta una delle grandi travi portanti del tetto con sopra il solaio. Il boato è stato enorme, descritto da alcune persone come “una bomba– racconta un residente – ero in casa, stavo facendo una doccia. Ho sentito questo rumore fortissimo e sono corso fuori a vedere. Si sentivano le grida degli operai che chiedevano aiuto“. Più passanti testimonianole urla straziantidei lavoratori dentro il cantiere: “Si sentiva chiedere aiuto, voci disperate e confuse” dicono due addetti alla pulizia stradale nella zona che erano poco lontani dal punto del crollo. Più tardi il governatore della Toscana Giani spiega: “Si tratta di un crollo di una trave di cemento armato, che era già stata collocata prima, che venendo giù ha creato un crollo a catena di un solaio e di altre travi che ha coinvolto queste otto persone“.
La sindacalista: “Là sotto ancora degli operai” – Sul posto oltre alle ambulanze e ai tecnici della Asl, sono arrivati tra i primi i sindacalisti della Cgil: “Ci siamo precipitati qui appena abbiamo saputo – spiega Marta Tamara Terzi della Cgil di Firenze – Sappiamo chelà sotto ci sono ancora degli operai,sono sempre gli ultimi quelli che ci rimettono la vita”. Negli ospedali di Careggi e Cto attivato il protocollo di urgenza con sale pronte a ricevere più pazienti.
“Questa è una catastrofe – dice Stefano Tesi della Filca CISL Toscana – una tragedia così sul lavoro a Firenze non la ricordo. Dobbiamo dare una risposta immediata. Non può accadere che quando una persona va a lavorare succedono queste tragedie. Sono addolorato e senza parole. Lavoratori che cercavano di portare a casa il pane“.
La premier Meloni: “Seguo con apprensione l’evolversi della situazione” – Tanti i messaggi di cordoglio, anche quello della premier Giorgia Meloni: “A nome mio e del governo esprimo Cordoglio per le vittime del crollo di una trave avvenuto in un cantiere a Firenze. Seguo con apprensione l’evolversi della situazione e ringrazio quanti stanno partecipando alle ricerche dei dispersi e alle operazioni di soccorso dei feriti. Le nostre più sentite condoglianze alle famiglie colpite da questa terribile tragedia“, scrive su X.
Il sindaco Dario Nardella, attualmente in Israele e Palestina, ha affidato ai social il suo pensiero: “Dolore e sgomento per la tragedia al cantiere del nuovo supermercato a Firenze. Seguiamo costantemente la situazione. Esprimo a nome mio e del Comnune di Firenze cordoglio per le vittime e ringrazio tutti i soccorritori in azione. In attesa di aggiornamenti sugli altri operai coinvolti”.
Caprotti: “Chiusi tutti gli Esselunga per lutto” – Marina Caprotti, presidente di Esselunga dichiara: “Esprimiamo profondo cordoglio e vicinanza alle famiglie delle vittime del gravissimo incidente di questa mattina nel cantiere di via Mariti a Firenze.
Siamo sconvolti per quanto avvenuto. Il cantiere in costruzione era affidato in appalto a una società terza e siamo a disposizione delle autorità per contribuire a chiarire la dinamica di quanto accaduto e per qualsiasi esigenza. In segno di lutto nel pomeriggio i negozi Esselunga della città di Firenze verranno chiusi”.
Incendio zona industriale a Concorezzo (Foto vigili del fuoco)
Concorezzo (Monza), 16 febbraio 2024
Il rogo è divampato verso mezzanotte. A bruciare sarebbero state le sedi di più aziende dislocate nel complesso, non ci sarebbero feriti nè intossicati
Un grosso incendio è divampato, nella notte tra giovedì e venerdì, in un complesso industriale in via Primo maggio a Concorezzo,dove hanno sede molte aziende.
L’allarme è scattato attorno a mezzanotte: sul posto, attorno alle 2, sono arrivati vari mezzi del comando di Monza e Brianza e delle province limitrofe con sei autopompe, altrettante autobotti, due autoscale e un carro soccorso oltre che il carro schiuma da Milano. Sul posto anche tre ambulanze e i carabinieri di Vimercate.
Nei pressi del capannone sono al lavoro ancheitecnici Arpache stanno effettuando le rilevazioni sulla qualità dell’aria.
Il sindaco, Mauro Capitanio, ha invitato i residenti a tenere le finestre chiuse: “A seguito dell’incendio scatenatosi da questa mezzanotte in via Primo Maggio e che ha coinvolto 5 capannoni, non si sono registrati feriti. Arpa sta conducendo le misure sulla qualità dell’aria e al momento si consiglia comunque di tenere il più possibile le finestre chiuse. Ringraziamo i vigili del fuoco e tutte le forze dell’ordine presenti da questa notte per l’enorme lavoro che stanno facendo”.
Dalle prime informazioni, sono ancora ignote le cause del rogo, ma non ci sarebbero feriti né intossicati. A bruciare sarebbero state le sedi di più aziende dislocate nel complesso: distrutte dalle fiamme una azienda di forniture per ristoranti, una di computer poi un deposito di pneumatici, una ditta di pulizie e una officina.
Sono stati 172 i morti sul lavoro e 109.849 gli infortuni in Lombardia nel 2023, un anno che ha visto meno denunce di infortunio (16,6% rispetto ai 131.692 del 2022) e meno morti – 2,8% dai 177 del 2022.
Tuttavia, la lettura dei dati per settori di attività evidenzia un andamento differente a seconda del comparto analizzato, sottolinea la Cisl. Questo, insieme ai numeri legati alle malattie professionali, continua a essere motivo di preoccupazione.
Nel dettaglio le denunce di infortunio nel settore industriale sono aumentate passando da 27.997nel 2022 a 28.471nel 2023. Nel settore delle costruzioni si contano 5.493 denunce a fronte di 5.296 nel 2022.
Le denunce all’Inail di infortunio mortale di persone residenti in Lombardia sia nel luogo di lavoro sia in itinere, confermano – sottolinea il sindacato – una situazione grave sotto il profilo della sicurezza: il 2023 si è chiuso con 172 infortuni mortali, in media 3 morti a settimana.
Nelle province – Su base provinciale, gli infortuni mortali sono risultati in diminuzione a:
Milano (47, -9 rispetto al 2022)
Varese (8, -5 rispetto al 2022).
In aumento, invece nelle provincie di:
Bergamo (22 infortuni mortali contro i 17 del 2022)
Brescia (38 nel 2023 e 34 nel 2022).
Malattie professionali -In netto aumento, invece, le denunce di malattia professionale: 3.809denunce totali, +17,9% rispetto al 2022. “La denuncia di malattia professionale – commentaRoberta Vaia, segretaria regionale Cisl Lombardia – è un dato ancora fortemente condizionato da perduranti difficoltà di emersione.
A tal proposito, dovrebbe essere motivo di riflessione il fatto che le denunce in provincia di Milano (557) sono poco più della metà di quelle di Bergamo (1.004) e il 70% di quelle di Brescia (825). Questi dati dimostrano ancora una inadeguata attività di prevenzione sia sotto il profilo organizzativo e di gestione dei rischi specifici nelle aziende, sia rispetto a insufficienti controlli, in carenza di personale, da parte degli organi preposti“.
I settori più pericolosi sono agricoltura, trasporti ed edilizia. La regione ha il numero più alto di vittime, ma non in rapporto alla popolazione: cosa dicono i dati
Abdul Rumanaveva 25 anni e si era appena sposato. Il primo giorno di lavoro in una nuova ditta milanese è stato anche l’ultimo della sua vita, schiacciata a fine maggio dal peso di macchinario macchinario per tagliare e assemblare accessori di pelletteria. Abdul è lui la più giovane delle vittime del lavoro in Lombardia nel 2023.
La regione – la più popolosa d’Italia – detiene anche quest’anno il numero più altro di morti sul lavoro in Italia: 185. Circa uno ogni due giorni. È quanto emerge dal rapporto pubblicato dal Centro studi del sindacato Confederazione unitaria di base sulla base dei dati dell’Inaile dell’Osservatorio nazionale morti sul lavoro di Bologna e di Mestre.
La classifica regionale – Il dato può sembrare molto alto, ma la Lombardiaè il territorio più popoloso a livello nazionale. Se confrontiamo le vittime in rapporto al numero di abitanti emerge che in realtà che la Lombardia, a parte il Lazio, è la regione con meno morti. Questo tipo di calcolo non racconta esaustivamente la questione, ma aiuta a dare una misura più corretta ai numeri.
Utilizzando lo stesso indicatore, si vede che le regioni in cui avvengono più decessi sul lavoro in rapporto alla popolazione sono la Calabria, la Valle d’Aosta, l’Abruzzo e ilMolise.
Per contrastare il fenomeno Walter Montagnoli, della segreteria nazionale Cub, ribadisce la richiesta che a livello legislativo venga istituito il “reato di omicidio sul lavoro” per i titolari e i responsabili delle aziende che non ottemperano al rispetto delle regole e normative sulla sicurezza.
I numeri assoluti in Italia – A livello nazionale, nel 2023 sono morte sul lavoro 1.485 persone, equivalenti a quasi 30 decessi a settimana e poco meno di quattro al giorno di media. In particolare, 900 vittime sono morte sul luogo di lavoro, mentre le altre 585 hanno perso la vita in viaggio (dovuto alla professione, per esempio gli autotrasportatori) o andando o tornando dal luogo di impiego.
Guardando ai numeri assoluti, comunque, il maggior numero di vittime si registra in:
Lombardia (185 morti),
Veneto (142),
Campania (123),
Sicilia (109),
Emilia-Romagna (112),
Piemonte (101),
Lazio (97),
Puglia (95),
Toscana (87),
Calabria (86),
Marche (48),
Abruzzo (48),
Friuli (39),
Sardegna (42),
Trentino Alto Adige (33),
Liguria (32),
Umbria (27),
Basilicata (14),
Molise (10),
Valle d’Aosta (5).
I lavori dove si muore di più – I settori lavorativi in cui più alto è il rischio per i lavoratori rimangono quelli dell’agricoltura, dei trasportie dell’edilizia: 162 gli schiacciati dal trattore, 117 morti gli autotrasportatori, altrettanti morti tra gli automobilisti e i passeggeri (non inseriti tra i morti sul lavoro). Spesso gli incidenti sono provocati da stanchezza e malori alla guida.
Sono 95 gli operai, impiegati, agricoltori, braccianti morti per malori sui luoghi di lavoro. “In luglio e agosto per il caldo i deceduti per infortuni sul lavoro sono stati moltissimi soprattutto nei cantieri“, è affermato dal sindacato. Sono 59 le persone che hanno perso la vita in infortuni domesticie 34 i taglialegna travolti e uccisi dall’albero che tagliavano.
Le Famiglie Arcobaleno: “La sentenza spiega una cosa logica e semplice, ovvero che sul documento non possono essere indicati dati personali diversi da quelli che risultano nei registri dello stato civile”
La Corte d’Appello di Roma smentisce il Ministero dell’Interno e lo condanna ad applicare la dicitura “genitori” o altra dicitura che corrisponda al genere del genitore sulle carte d’identità elettroniche rilasciate a persone minorenni.
La vicenda ha inizio nel 2019, quando un decreto firmato dall’allora Ministro Matteo Salvini impone al posto di “genitori” la dicitura madre/padre sui documenti. Una coppia di mamme si rivolge prima al TAR del Lazio e poi al Tribunale di Roma esigendo l’emissione di un documento d’identità che rispecchi la reale composizione della loro famiglia. Già in primo grado il Tribunale aveva accolto la richiesta delle mamme, dichiarando di fatto illegittimo il decreto in quanto il documento emesso “integra gli estremi materiali del reato di falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atto pubblico”. Oltre alla conferma della sentenza in Appello, ilMinistero è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
La Corte ha dunque ribadito un concetto molto semplice: sulla carta d’identità di un bambino/bambina non possono essere indicati dati personali diversi da quelli che risultano nei registri dello stato civile.
“Se nei registri è indicato che è figlio/figlia di due madri, una delle quali lo ha adottato, allora i “modelli ministeriali” devono rispettare quella indicazione e sulla carta d’identità devono essere indicate due madri (o eventualmente due padri). Noi lo abbiamo sempre pensato, il Tribunale ci aveva dato ragione, adesso la Corte d’Appello lo ha confermato, non possiamo che essere felici.” Così dichiarano l’avvocataSusanna Lollinie l’avvocato Mario Di Carlo che hanno difeso le due mamme.
La presidente di Famiglie Arcobaleno Alessia Crocini: “L’Associazione Famiglie Arcobaleno già nel 2019 aveva denunciato, supportata dal parere del Garante della Privacy, il qualunquismo ideologico del decreto Salvini che aveva modificato le diciture delle carte di identità solo per attaccare le famiglie omogenitoriali ma mettendo in difficoltà anche tutti quei minori che presentano situazioni familiari differenti. Io stessa sono riportata come “padre” sul documento di mio figlio, con tutto ciò che comporta ad esempio nel caso di un viaggio all’estero. Che un paese civile come l’Italia emetta, attraverso il Ministero dell’Interno,carte d’identità che riportano dati falsi è semplicemente imbarazzante. Speriamo che il Governo intervenga subito riportando la dicitura che da sempre accompagna i documenti dei minori: genitori o chi ne fa le veci.”
E’ successo nel quartiere Selvotta. La vittima aveva 83 anni e stava stendendo i panni. In corso gli accertamenti per stabilire la cause di quanto accaduto
Tragedia nel quartiere Selvotta. Una donna di 83 anni, Annina Vacca, ha perso la vita per il cedimento strutturale del parapetto sopra il suo balcone di casa mentre stendeva i panni. Il tragico incidente si è verificato nella mattinata di oggi, giovedì 15 febbraio, in via Bisaccia. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Pomezia e dell’Eur e la polizia di Spinaceto. La donna, all’arrivo dei soccorsi, si trovava sotto le macerie ed era già deceduta, travolta dal cedimento strutturale del parapetto al secondo piano che le è franato addosso.
Nello stabile, una villetta, stavano effettuando dei lavori di ristrutturazione. Sul posto, oltre alla polizia scientifica, è intervenuto anche l’ispettorato del lavoro per verifiche sull’area di cantiere. Dai primi accertamenti la ditta, che questa mattina stava regolarmente lavorando, risulta essere in regola. Ma verranno fatte ulteriori controlli sulla sicurezza nell’area di cantiere, anche per stabilire le cause del cedimento. Il muretto, lungo diversi metri, è franato di getto, spostando anche l’imponente impalcatura a ridosso di una delle facciate. Secondo alcune testimonianze, già nei giorni scorsi era stato segnalato dagli operai lo scollamento di qualche centimetro del parapetto rispetto alla struttura dell’abitazione. Al momento si ipotizza il reato di omicidio colposo
“Lasciateci soli, è una tragedia“. Intanto grande è il dolore dei familiari che si sono tutti riuniti nel giardino della villetta mentre sono in corso i sopralluoghi della scientifica. “Abbiamo sentito un tonfo e poi le urla“, raccontano i vicini. “Qui ci conosciamo tutti è un paese – spiega un residente a spasso con il cane -. Annina ne aveva passate tante. Aveva 83 anni, aveva passato anche il periodo del Covid. E ora è morta in questo modo incredibile, mentre stendeva i panni“.