Sua Altezza lo Sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, Vice-Presidente e Primo Ministro degli Emirati Arabi Uniti e governatore di Dubai in una visita a sorpresa a uffici governativi a Dubai.
Un’improvvisata che è costata il posto a diversi impiegati, tra cui alcuni dirigenti. Lo sceicco di Dubai e sovrano emiratiano, Mohammed bin Rashid al-Maktoum, è entrato a sorpresa domenica scorsa negli uffici del governo, scoprendo che molti dipendenti erano assenti. Subito è scattato un licenziamento di massa. A farne le spese sono stati anche nove funzionari di alto rango.
Come sono stati usati i fondi pubblici destinati alla messa in sicurezza e la messa a norma degli edifici pubblici che sono crollati durante il terremoto? per questo che la Procura di Rieti sta valutando l’apertura di un fascicolo di inchiesta sull’uso fatto dei fondi pubblici. Per questo verranno acquisiti tutta la documentazione che riguarda gli edifici crollati e di conseguenza gli edifici in questione verranno posti sotto sequestro.
qui sotto alcuni titoli di importanti giornali italiani:
“Abbiamo eseguito alla lettera quello che era previsto dall’appalto, e le gare erano divise: una riguardava la riqualificazione della struttura, l’altra il miglioramento antisismico. Attenzione: miglioramento, non adeguamento. E c’è una differenza abissale”, dice Gianfranco Truffarelli, titolare della Edil Qualità, che ha eseguito i lavori di ristrutturazione all’istituto Capranica di Amatrice.
Le carte riservate sui lavori eseguiti nei paesi del sisma e i certificati di chi ha fatto i collaudi su edifici pubblici. Gli «ancoraggi» dichiarati e mai fatti.
Il rapporto sui due milioni di euro – Si tratta di 2 milioni e 300 mila euro, soldi pubblici che si aggiungono agli altri 4 milioni spesi dopo il 2009. Il dossier elenca i soldi stanziati, gli interventi effettuati, il nome dei progettisti, le ditte incaricate. Indica anche l’effettuazione dei collaudi per la convalida di quanto era stato fatto.
Repubblica articolo completo: http://www.repubblica.it/cronaca/2016/08/30/news/titolo_non_esportato_da_hermes_-_id_articolo_4397342-146854161/?ref=HREA-1
(ansa)
Terremoto, lo scandalo dei fondi antisisma deviati – Dai ponti non ristrutturati perché la Provincia aveva finito i suoi soldi agli stanziamenti deviati per altri scopi. Ecco come si sprecano le risorse destinate a evitare stragi.
Due terremoti, quello dell’Umbria nel 1997 e quello dell’Aquila nel 2009, hanno fatto piovere sul territorio della provincia di Rieti 84 milioni di euro di fondi per la ricostruzione. Negli anni se ne sono aggiunti altri, di milioni. Della Regione, dello Stato, della Chiesa. Sette giorni fa, però, un altro sisma ha sollevato una verità che era sotto gli occhi di tutti: parte di quel denaro non è stato ancora speso, o è stato speso male, o, ancora, non è stato utilizzato per rendere gli edifici sicuri. E le rovine di Amatrice e Accumoli sono lì a testimoniarlo.
Le indagini si allargano a macchia d’olio: si punta sui direttori dei lavori. Nel mirino anche un geometra, il fratello del vicesindaco di Amatrice
RIETI Direttori dei lavori, progettisti, imprenditori edili, collaudatori e responsabili unici del procedimento. La Procura di Rieti sta raccogliendo l’elenco di tutti i nomi dei professionisti che nella veste di pubblici ufficiali hanno autorizzato, eseguito e supervisionato i lavori di ristrutturazione degli edifici di Amatrice, Accumoli e delle rispettive frazioni, crollati con le scosse del terremoto come fossero birilli.
Falsi certificati per i collaudi: dossier svela lo scandalo fondi
Milioni di euro e fior di certificati per dimostrare le ristrutturazioni antisismiche dopo il 1997 e il 2009. Ma allora perché è crollato tutto?.
Falsi certificati per dimostrare collaudi antisismici, quasi 3 milioni di fondi pubblici intascati in appalti per lavori che avrebbero dovuto mettere a norma gli stabili di Amatrice e Accumoli.
Eppure le immagini che rimbalzano dal 24 agosto, quando la terra ha tremato e il tempo si è fermato, sono tristemente note. Ben pochi gli edifici che sono rimasti in piedi. Qualcosa non ha funzionato o non è stato fatto. Il simbolo di questa tragedia che forse si poteva evitare è la scuola “Romolo Capranica” di Amatrice, che si è sbriciolata sotto i colpi del sisma. Ma anche l’ospedale di Amatrice ormai inagibile, la Torre Civica di Accumoli gravemente danneggiata, il campanile di Amatrice che è crollato su una casa ammazzando un’intera famiglia. Tutti edifici in teoria ristrutturati con i fondi per il terremoto dopo il sisma del 1997 in Umbria e quello del 2009 de L’Aquila, come raccontano oggi il Corriere e La Stampa.
Il 29 agosto del 1966 al Candlestick Park di San Francisco, lo stadio che è stato la casa dei 49ers, i Beatles suonarono l’ultimo concerto ufficiale della loro incredibile carriera. Torneranno a suonare dal vivo un’altra volta, il 30 gennaio del 1969, nella leggendaria performance sul tetto della Apple Records, al numero tre di Saville Road, nel centro di Londra.
The Beatles – Don’t Let Me Down
il penultimo giorno del mese di gennaio sarebbe stata l’ultima volta che i Beatles mai suonato insieme di fronte a qualsiasi tipo di pubblico.
Libero Grassi(Catania,19 luglio1924–Palermo,29 agosto 1991) è stato unimprenditoreitaliano, ucciso dacosa nostradopo aver intrapreso un’azione solitaria contro una richiesta dipizzosenza ricevere alcun appoggio da parte delle associazioni di categoria.
Dopo aver avuto alcuni problemi con la fabbrica di famiglia, viene anche preso di mira daCosa nostra, che pretende il pagamento delpizzo. Libero Grassi ha il coraggio di opporsi alle richieste diracketdellamafia, e di uscire allo scoperto denunciando gli estorsori. I suoi dipendenti lo aiutano facendo scoprire degli emissari, ma la situazione peggiora.
La condanna a morte di Grassi arriva con la pubblicazione sulGiornale di Siciliadi una lettera sul suo rifiuto a cedere ai ricatti della mafia.
11/04/1991 intervista a Samarcanda a Libero Grassi. 29/08/1991 viene assassinato Libero Grassi
Medaglia d’oro al valor civile
«Imprenditore siciliano, consapevole del grave rischio cui si esponeva, sfidava la mafia denunciando pubblicamente richieste di estorsioni e collaborando con le competenti Autorità nell’individuazione dei malviventi. Per tale non comune coraggio e per il costante impegno nell’opporsi al criminale ricatto rimaneva vittima di un vile attentato. Splendido esempio di integrità morale e di elette virtù civiche, spinte sino all’estremo sacrificio.»
—Palermo, 29 agosto1991
Il bilancio delle vittime del terremoto del centro Italia, comunicato dalle Prefetture di Rieti e Ascoli Piceno, è salito al momento a 290 : 230 ad Amatrice, 11 ad Accumoli e 49 ad Arquata del Tronto. Il numero delle persone assistite nei campi allestiti nelle regioni Lazio, Marche e Umbria è pari a circa 2500. Alle 4.50 di questa mattina è stata avvertita una nuova forte scossa, di magnitudo 4.0.
Comunicati Stampa – Come funziona la gestione delle donazioni raccolte attraverso il numero solidale 45500
Quando si chiuderà la campagna di raccolta fondi in favore delle popolazioni colpite dal terremoto attraverso il numero solidale 45500 si procederà all’istituzione di un Comitato dei Garanti, composto da persone di riconosciuta e indiscussa moralità e indipendenza, nominati con un decreto del Capo Dipartimento d’intesa con i Presidente delle Regioni coinvolte, con il compito di valutare le proposte delle Regioni per l’utilizzo dei fondi e di garantire la trasparenza nella gestione delle risorse stesse autorizzando il trasferimento delle risorse alle Regioni sulla base della realizzazione dei progetti. Le somme raccolte dagli operatori telefonici (le somme donate attraverso la telefonia fissa saranno versate solo una volta che la relativa bolletta sarà saldata, mentre quelle relative a scheda prepagata possono essere di importo inferiore a 2 euro nel caso di credito insufficiente) saranno versate, senza alcun ricarico, su un conto infruttifero aperto presso la Tesoreria Centrale dello Stato in favore della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Dopo l’approvazione dei progetti da parte del Comitato dei Garanti, trasferirà alle Regioni L’attivazione del 45500 è stata possibile in base a quanto stabilito nel protocollo d’intesa tra il Dipartimento della Protezione Civile e gli operatori della telefonia e della comunicazione, che vi hanno aderito senza fini di lucro. In particolare, gli operatori aderenti all’iniziativa sono Tim, Vodafone, Wind, 3, Postemobile, Coopvoce, Infostrada, Fastweb, Tiscali, Twt, Cloud Italia e Uno Communication.
La grande mobilitazione della società civile attraverso il numero solidale a seguito di eventi calamitosi ha reso possibile negli anni realizzare importanti interventi di assistenza e ristoro per le popolazioni colpite. Anche in questa occasione, la sua attivazione garantirà, con la massima efficacia e trasparenza, di mettere a frutto la generosità che sempre i cittadini hanno dimostrato a seguito dei purtroppo numerosi eventi calamitosi con cui il nostro fragile territorio si è trovato a fare i conti.
Terremoto Italia Centrale. Aggiornamenti nella conferenza stampa delle ore 9.00 del 27 agosto 2016. Intervento del Vice Capo Dipartimento, Angelo Borrelli. Focus su recupero salme e ricerca persone scomparse
Video dall’alto con un drone dei VdF su Amatrice, Rieti, distrutta dal terremoto del 24 agosto 2016
TERREMOTO-Amatrice, Accumoli, Pescara del Tronto-24 Agosto 2016
Terremoto, bilancio è di 250 morti e 365 feriti.
L’inchiesta aperta dalla procura di Rieti, con l’ipotesi di reato di disastro colposo, dovrà fare luce anche sui crolli che hanno interessato edifici ristrutturati recentemente, come la scuola di Amatrice e il campanile crollato ad Accumoli. Mentre non si placano le polemiche, si invoca da più parti un cambio di rotta sulla prevenzione antisismica.
“La ‘scuola antisismica’ crolla assieme alla storica città di Amatrice e questa “è l’ennesima dimostrazione dell’assoluta inconsistenza delle teorie riferite alle costruzioni antisismiche in cemento armato. Crollato l’edificio che ospitava materne, elementari e medie: il Romolo Capranica, inaugurato nel settembre del 2012 e con l’adeguamento alla vulnerabilità sismica. Invece come già successo in precedenti terremoti in Italia, il cemento armato non offre garanzie assolute come invece sono in grado di fare materiali compatti come il legno, massello o lamellare, ed i pannelli strutturali a telaio o similari realizzati con tale materia prima ecologica ottenendo edifici certificati che possono sopportare terremoti devastanti come quello del Friuli Venezia Giulia del maggio 1976 di magnitudo 6,5 Richter”. Lo scrive, in una nota, il presidente dell’Associazione “La scuola ecologica”, Claudio Del Medico Fasano, friulano, esperto di statisticità degli edifici e del gas radon.
Commento: le ristrutturazioni sono state fatte perciò i soldi ci sono, ma il problema e come vengono spesi questi soldi, con che criterio vengono fatti i lavori, i materiali usati. Non ci dimentichiamo le case fatte a L’Aquila dopo qualche anno erano inagibili per cedimenti strutturali vedi qui sotto:
03 aprile 2016 – L’AQUILA – Al progetto Case di Cese di Preturo, in una delle palazzine già a suo tempo sgomberate, si è verificato il crollo di un altro balcone
Ancora un balcone crollato nel progetto case di Cese di Preturo, a pochi chilometri dall’Aquila. La stessa new town dove a settembre 2014 venne giù un altro balcone, cui seguì un inchiesta della magistratura che sequestro l’intera area
Perciò come già detto la ricostruzione fa fatta con criterio e tutte le parti interessate alla ricostruzione con ONESTA’. Per questo invece di “Parole Prole” soldi stanziati ecc. aspetto i fatti concreti che questo paese è capace di fare basta volere……
Dal Mit di Boston che arrivano bordate contro l’Italia in fatto di prevenzione sismica: “Il Paese ha una vasta esperienza di terremoti, ma continua a soffrire più di altre nazioni sviluppate ogni volta che la terra trema”, scrive sulla rivista del Mit Michael Reilly.
Amatrice – Era stata inaugurata nel 2012, completamente ristrutturata con norme antisismiche. Ora la scuola di elementare di Amatrice “Romolo Capranica” è ridotta a un cumulo di macerie
La scuola media Angelo Ruffini di Borgo (Arquata del Tronto)
Uno stipite lesionato nella scuola di Accumoli
Tutte le bufale sul terremoto. È l’ora delle panzane social
Dalla magnitudo truccata alla prevedibilità dei terremoti fino al solito carillon di fotografie fuori contesto e al jackpot del SuperEnalotto: il peggio sui sul web a poche ore dalla tragedia.
BUFALE E TRUFFE popolano puntuali i social network in queste ore di dolore e di emergenza per il terremoto che ha colpito il Centro Italia. Come sempre accade in occasione di fatti simili. D’altronde gli sciacalli non si muovono solo fra le macerie reali ma saltano con agilità anche fra quelle virtuali. Diffondendo notizie inventate di sana pianta, rilanciando bufale, proponendo soluzioni impraticabili, sfruttando l’onda emotiva per rinforzare tesi insostenibili. Sempre facendo leva su quei 268 morti e sulle centinaia di feriti. Alcune sono, se possibile in un contesto tanto delicato, di scarsa pericolosità, come il fraintendimentosull’hotel Mario di Cesenatico, che in molti hanno ritenuto fosse della cantante Fiorella Mannoia. La quale aveva solo copiato e incollato sul suo profilo l’appello (reale) di un albergatore, così come ha fatto in altri casi.
Altre posseggono invece una carica esplosiva che vale la pena disinnescare senza indugio. Su tutte, quella del presunto taroccamento della magnitudo del sisma (da 6.2 a 6.0) per evitare che lo Stato debba accollarsi i costi della ricostruzione. La responsabilità sarebbe di una presunta legge voluta dall’allora governo presieduto da Mario Monti che fisserebbe la soglia del rimborso a 6.1 gradi. Nulla di più inventato. La bufala, circolata già in passato, si aggancia a un articolo del decreto-legge n.59 del 15 maggio 2012 poi convertito nella legge n.100 del 12 luglio 2012, quello di riordino della Protezione civile. Quell’articolo, che prevedeva l’assicurazione privata per i rischi derivanti da calamità naturali, fu soppresso al momento della conversione. Nessun limite risulta da nessuna parte del testo (approvato pochi giorni prima del terremoto che colpì l’Emilia-Romagna) e in ogni caso i risarcimenti vengono calcolati sulla base di un’altra scala, la Mercalli-Cancani-Sieberg, che valuta l’intensità del sisma in termini di danni prodotti sul territorio e non in base alla magnitudo della scala Richter. Sono nozioni che s’insegnano in terza elementare
Mogol, 80 anni tra pensieri e parole – Da Battisti a Dylan a Pfm, ha attraversato storia della canzone.
Giulio Rapetti Mogol, nato con il nome di Giulio Rapetti (Milano, 17 agosto 1936), è un paroliere, scrittore e produttore discografico italiano.
Noto presso il grande pubblico con lo pseudonimo Mogol, è quasi sempre ricordato per il lungo e fortunato sodalizio artistico con Lucio Battisti, sebbene il suo contributo alla musica leggera italiana sia stato di respiro più largo, a partire dai primissimi anni Sessanta, come testimoniano i contributi (spesso cover) per, fra gli altri, Patty Pravo (Il paradiso, Per te, Io ti venderei), Caterina Caselli (Perdono, Cento giorni, Sono bugiarda, Il volto della vita), Dik Dik (Sognando la California, Senza luce, Il primo giorno di primavera), Equipe 84 (Io ho in mente te, 29 Settembre, Nel cuore nell’anima, Nel ristorante di Alice, Un angelo blu), Fausto Leali (A chi), The Rokes (Che colpa abbiamo noi, È la pioggia che va), Bobby Solo (Se piangi, se ridi, Una lacrima sul viso), Little Tony (La spada nel cuore, Riderà), Mango (Oro, Come Monna Lisa, Mediterraneo), Riccardo Cocciante (Un nuovo amico, Se stiamo insieme).
Nato come Giulio Rapetti, il 30 novembre 2006 è stato autorizzato con decreto del Ministro dell’Interno ad aggiungere al proprio il cognome “Mogol“.
Giulio Rapetti in mezzo alla musica c’e’ nato: suo padre, Mariano, era un importante dirigente della Ricordi e, a sua volta, con lo pseudonimo Calibi, aveva avuto successo come paroliere negli anni ’50. Gia’ prima dei vent’anni Mogol era entrato a lavorare alla Ricordi, nel 1959 ha assunto lo pseudonimo Mogol, nel 1960 la firma della prima canzone. L’anno dopo con “Al di la”, anche questa firmata con Donida, ha vinto Sanremo.
Operazione Schwazer, le trame dei signori del doping
Pubblicato il 04 ago 2016 – Ricostruiti in un docufilm tutti i misteri dell’incredibile marcia di Alex Schwazer. Un instant movie firmato da Attilio Bolzoni e Massimo Cappello con la regia di Alberto Mascia che contiene inedite intercettazioni telefoniche. Su tentativi di pilotare gare internazionali di atletica e sui segreti del doping russo.
Il video lo si trova anche su YOUTUBE ma la fonte è: http://video.repubblica.it/sport/operazione-schwazer-le-trame-dei-signori-del-doping/248406?ref=HREA-1
Donati Sandro e Alex Schawzer
Pubblicato il 12 gen 2016 –Donati Sandro e Alex Schawzer
Donati: ”Ho combattuto la mafia del doping, sono minacciato e vivo nella paura”
L’allenatore di Schwazer: ”Esiste una santa alleanza tra settori corrotti della federazione internazionale di atletica e i russi. Nel nostro ambiente chi parla fa sempre una brutta fine, per difendermi andrò dal procuratore di Roma”
Olimpiadi Rio 2016, caso Schwazer: ancora una volta ha vinto la mafia, 17 anni dopo Pantani
Olimpiadi Rio 2016 – Sono passati 17 anni ma ancora non abbiamo imparato nulla e siamo di nuovo punto e a capo. Siamo di nuovo a Madonna di Campiglio, come in quella maledetta mattina del 5 giugno 1999 quando la provetta del sangue di Marco Pantani veniva alterata per ottenere dati falsi in modo tale da estromettere il “Pirata” da un Giro d’Italia che aveva già vinto, distruggendo per sempre il più grande scalatore di tutti i tempi.
Era l’ultima tappa, la camorra avrebbe perso troppi soldi per le scommesse clandestine. Pantani era talmente tanto più forte che tutti .avevano scommesso su di lui. Marco non sarebbe arrivato al traguardo, era una voce che circolava da giorni negli ambienti criminali e marginalmente aveva lambito anche il gruppo. Qualcuno pensava persino che gli avrebbero sparato per strada, ma alla fine hanno fatto di peggio. Il veleno dei giornali è stato più terribile del piombo delle pallottole, Pantani ha perso la dignità ed è morto dopo pochi anni entrando da quel giorno in un vortice di ingiustizia abbandono.
Adesso, 17 anni dopo, perAlex Schwazer la mafia vince ancora. Stavolta non ci sono di mezzo ‘ndrangheta, camorra o altre organizzazioni delinquenziali ufficialmente riconosciute dalle leggi italiane. E’ una mafia ben peggiore perchè istituzionale, legalizzata, che a maggior ragione va chiamata con il nome che le appartiene. Mafia appunto. Perchè Alex Schwazer è stato squalificato e non potrà più correre, ne’ alle Olimpiadi di Rio ne’ mai più nella sua carriera, a causa della corruzione che comanda il mondo dello sport nazionale ed internazionale.
Ricordiamo il Palmares di Alex
2005 – Mondiali Helsinki – Marcia 50 km – Medaglia di Bronzo e record Nazionale
2007 – Mondiali Osaka – Marcia 20 Km – 9° posto e record personale stagionale
2007 – Mondiali Osaka – Marcia 50 Km – Medaglia di Bronzo
2008 – Giochi Olimpici Pechino – Marcia 50 Km – Medaglia d’Oro e Record Olimpico
Sandro Donati (Monte Porzio Catone, 14 giugno 1947) è un allenatore di atletica leggera italiano.
È noto soprattutto per le sue battaglie contro il doping nell’atletica leggera, nel calcio e nel ciclismo e per aver denunciato gli scandali dell’atletica italiana avvenuti nella metà degli anni ottanta. Precedentemente, dal 1977 al 1987, è stato allenatore della nazionale di atletica leggera dell’Italia, ma fu sollevato da tale incarico dopo la denuncia della frode attuata dai giudici del salto in lungo in occasione dell’ultimo salto di Giovanni Evangelisti durante i campionati del mondo del 1987 tenutisi a Roma.
Ha inoltre scritto diversi libri riguardanti il doping ed è stato a capo del settore Ricerca e Sperimentazione del Comitato Olimpico Nazionale Italiano dal 1990 al 2006.
Nel 2015-2016 allena il marciatoreAlex Schwazer, sospeso per doping (peraltro egli sostiene che a seguito di una sua denuncia alla WADA sia stato possibile pescarlo nel 2012 nella rete del doping) e che ha terminato la squalifica per uso di epo e anabolizzanti il 29 aprile 2016.
Pubblicato il 02 ago 2016 – Roma – COMMISSIONI RIUNITE – Antidoping, audizione Donati Alle ore 14, le Commissioni riunite Cultura e Affari sociali, presso l’Aula della Commissione Cultura, hanno svolto l’audizione di Alessandro Donati, nell’ambito della discussione della risoluzione sull’istituzione di un’Agenzia nazionale antidoping.
Doping e politiche internazionali: Alessandro Donati
Pubblicato il 10 dic 2013
Modena, 29 novembre 2013 – Intervento di Alessandro Donati, Maestro dello sport e consulente WADA, al convegno “Il Doping: Normative, politiche e ricerca scientifica”
Olimpiade negata ad Alex Schwazer: il marciatore azzurro non potrà gareggiare. Il tribunale sportivo lo ha squalificato otto anni per doping. Non ci sara’ quindi una seconda possibilita’, “non pensavo finisse cosi’ male“, l’amaro commento dell’atleta.
Schwazer si era subito professato innocente, dicendo che al contrario di 4 anni fa – quando ammise le sue responsabilità – stavolta non aveva mai fatto ricorso a sostanze proibite. E aveva annunciato battaglia, professando la sua innocenza: si era spinto fino a Rio con il pool di legali e il suo tecnico, Sandro Donati, per tentare il tutto per tutto e dimostrare che in quella positività c’erano troppe anomalie. Due giorni fa Schwazer era comparso davanti al panel, i legali, Donati e poi lo stesso atleta erano stati sentiti a lungo. Schwazer era apparso motivato e convinto di poter gareggiare nella prova di marcia olimpica: “è abituato a vincere le sue gare” avevano detto i legali, senza nascondere però un certo pessimismo. “La sentenza è già stata scritta” si erano lamentati i suoi avvocati. La federazione internazionale non aveva però battuto ciglio, ribadendo la volontà di punire l’atleta alla seconda positività: otto aveva chiesto e otto anni il Tas ha inflitto. Per Schwazer cala il sipario. Da Rio l’addio è amaro.
Il tecnico olandese sarà presentato questo pomeriggio alle 14.00 nel corso di una conferenza stampa che si terrà al centro sportivo “Angelo Moratti”
09.08.16 / 09:00 – MILANO– F.C. Internazionale Milano è lieta di comunicare che Frank de Boer è il nuovo tecnico dei nerazzurri e sarà presentato questo pomeriggio alle ore 14.00 nel corso di una conferenza stampa che si terrà al centro sportivo “Angelo Moratti”.
De Boer ha firmato un contratto di tre anni e già questo pomeriggio guiderà il primo allenamento della squadra.
Il tecnico olandese porta con sé un ricco bagaglio di esperienze internazionali, avendo giocato ai più alti livelli sia con i propri club che in Nazionale.
Tra il 1990 ed il 2004 de Boer ha vestito la maglia “Oranje” 112 volte, segnando 13 reti. A livello di club, con l’Ajax ha vinto 5 campionati, una Champions League, una Coppa UEFA, una Supercoppa Uefa e una Coppa Intercontinentale. Ha indossato le maglie, tra le altre, di Barcellona, dove ha vinto la Liga al primo anno in blaugrana, Galatasaray e Rangers Glasgow. Come allenatore dei Lancieri, de Boer ha vinto quattro campionati consecutivi tra il 2011 ed il 2014 ed una Supercoppa olandese.
09.08.16 / 14:37 – Appiano Gentile Le parole del tecnico nella sua prima conferenza stampa: “A calcio si gioca ovunque in 11 contro 11, siamo professionisti e quello che dobbiamo fare è vincere le partite
APPIANO GENTILE – Introdotto da Robert Faulkner e presentato da Michael Bolingbroke, il nuovo allenatore dei nerazzurri Frank de Boer ha parlato per la prima volta ai giornalisti in conferenza stampa al centro sportivo “Angelo Moratti” di Appiano Gentile.
Per primo ha preso la parola il CEO dei nerazzurri Michael Bolingbroke: “Sono molto onorato di dare il benvenuto al nuovo allenatore dell’Inter. Frank ha una grande esperienza come giocatore, giocando oltre 100 partite con la nazionale olandese e oltre 500 come giocatore, in una carriera in cui ha vinto tutto. Come allenatore, Frank ha guidato l’Ajax a quattro titoli consecutivi nella Eredivisie. Abbiamo grandi aspettative, ha grande entusiasmo e ha colpito tutti, il presidente Erick Thohir, Suning e tutta la dirigenza. Il suo stile di calcio dovrebbe fare la differenza, dobbiamo portare il club in cima al calcio europeo e raggiungere i migliori risultati in tutte le competizioni alle quali parteciperemo e tornare in Champions League”.
Su Mancini: “Quando abbiamo assunto Roberto, lui era la persona giusta in quel momento, con una carriera di grandi successi all’Inter. Ha ottenuto ottimi risultati, ci ha riportati in Europa e lo ringraziamo. Siamo poi arrivati a un punto in cui è stato meglio separarsi, in maniere comunque molto armoniosa. Nel calcio va così. La cosa più importante è l’Inter e dobbiamo avere la struttura giusta per il Club. Gli auguriamo il meglio”.
È poi arrivato il momento delle risposte del nuovo tecnico, de Boer: “Prima di tutto desidero ringraziare l’Inter per avermi scelto come allenatore in un club con una così grande tradizione. Ho parlato con tutti ed è molto importante che tutti vogliano riportare il Club nel posto dove dovrebbe essere. Sono emozionato ma ho voglia di cominciare, conoscere i giocatori e le persone che vi lavorano. Due settimane è un tempo molto breve ma dobbiamo essere pronti”.
Il campionato inizierà, come detto, tra due settimane: “Non è la situazione ideale, ma abbiamo una squadra di grande esperienza e grande talento. Grazie alle nostre idee potremmo essere pronti in breve tempo, abbiamo la nostra filosofia, la squadra deve crederci. Sono convinto che saremo pronti ed essere sulla strada giusta il più in fretta possibile”.
“Con l’Inter abbiamo parlato due settimane fa semplicemente per capire se ci potesse essere una linea comune. Tutto si è messo in moto, mi sono sentito onorato dell’interessamento“.
Sulla filosofia di gioco e la prima esperienza al di fuori del campionato olandese come allenatore: “La Serie A è cresciuta molto negli ultimi anni, tecnicamente. Se si guarda a come giocano oggi le squadre, anche i sistemi di gioco si sono sviluppati molto. Ho allenato molti giocatori giovani ma sono convinto che allenare giocatori di esperienza a volte può essere più facile. L’Inter è famosa per il suo settore giovanile, parte del mio lavoro sarà guardare alle giovanili e per me sarebbe fantastico dare occasioni a giovani giocatori, dato che la società investe molto su di loro”.
“Ho analizzato la rosa molto attentamente, Banega può essere ovviamente un playmaker. Io voglio che tutti restino, al momento, e in un paio di settimane vedremo cose si svilupperà la situazione. Un conto è vedere da fuori i giocatori, in video, un altro allenarli e vederli al lavoro ogni giorno dall’interno, a volte possono sorprenderti”.
“La Juventus ha una grande squadra e ha acquistato giocatori validi. L’obiettivo è avvicinarci a loro, lotteremo duramente per questo”.
“Non vogliamo vendere i giocatori chiave, Icardi lo è, lo ha dimostrato negli ultimi due campionati e per me è un giocatore importantissimo. Mauro è giovane, può imparare ancora ma lavoreremo insieme molto bene, non ci saranno problemi. Il modulo? È necessario adattarsi molto rapidamente, dovremo giocare con diversi moduli, la cosa più importante è che tutti credano in quello che facciamo, soprattutto i giocatori”.
“Con questa squadra, che ha grande esperienza, mi aspetto che si adattino più rapidamente. In due settimane non è facile, ma dobbiamo essere pronti il prima possibile. Bisogna avere pazienza ma ho fiducia che questo gruppo possa imparare in fretta”.
“Il Milan non mi ha mai contattato, ho letto solo su internet di un loro ipotetico interessamento ma non c’è stato alcun contatto nei mesi scorsi“.
“Conosco l’Italia, ha una cultura diversa da altri posti in cui ho giocato, ma si gioca comunque in 11 contro 11, siamo professionisti e quello che dobbiamo fare è vincere le partite. In squadra abbiamo giocatori di diverse nazionalità ma sono tutti professionisti e ci capiremo subito”.
“Anche in Premier League alcuni club sono stati acquistati da proprietà straniere e sono cresciuti, hanno portato giocatori validi. Il gap con alti campionati non è così grande. Per quanto riguarda la superego dobbiamo ovviamente aspettare, se ci sarà una superlega, l’Inter la giocherà”
“Non parlo delle voci, specie di mercato. Per Milik è stato un grande passo venire a giocare in Italia, ma noi in quel ruolo abbiamo Icardi che ha più o meno la stessa età. Giocatori dell’Ajax? Ci sono giocatori molto giovani ma di grande talento, nei prossimi anni alcuni di loro giocheranno in Serie A, magari anche nell’Inter. Per il momento sono giovani e devono giocare il più possibile”.
“Il pubblico è volubile, sono abituato alle pressioni di grandi club. Mi rendo contro che i tifosi hanno grandi aspettative, i risultati sono la cosa più importante ma con la nostra filosofia speriamo di giocare anche un bel calcio, mettere insieme le due cose sarebbe il massimo per i tifosi”.
Infine un messaggio per Roberto Mancini: “Tutti hanno moltissimo rispetto per lui. Gli auguro il meglio perché è una grandissima persona e un grandissimo allenatore“.
il Tas prende tempo, la decisione slitta a venerdì
08 agosto 2016 – A Rio ancora non è chiaro se il marciatore potrà prendere parte ai Giochi dopo il rinvio del verdetto al 12 agosto il giorno in cui si corre la 20 km che il marciatore teoricamente potrebbe disputare, ad una settimama esatta dalla 50 km che rappresenta la vera sfida dell’altoatesino. Si chiude così una giornata interminabile, nel corso del quale era stata ascoltata la difesa del marciatore e la posizione della Iaaf.
A informare la stampa italiana ed internazionale, che per tutto il giorno si è accampata nella hall del grattacielo in centro a Rio de Janeiro dove si è svolta l’udienza, è stato l’avvocato Giuseppe Sorcinelli, membro dell’entourage di Schwazer. “Alex, Sandro Donati ed i legali non possono rilasciare dichiarazioni -ha detto- la procedura arbitrale confidenziale non lo permette. Ci scusiamo con voi che avete atteso a lungo ma non possiamo davvero divulgare nulla. Il ragazzo continuerà ad allenarsi e vi prego di lasciarlo tranquillo. Posso solo dire che il Tribunale ha assicurato che depositerà la decisione quanto prima, venerdì è il termine massimo per consentirgli di partecipare alla 20 km. Ci scusiamo a nome di Alex con tutti per la lunga attesa di oggi, ma non è una decisione di Alex di non parlare.Non è una scelta sua non parlare e sottrarsi al confronto: dovete capire che potrebbero derivare grandi problemi“.
Due ore dibattimento, Schwazer ultimo a essere ascoltato
08 agosto 2016 19:18 – Il legale di Schwazer : “Abbiamo visto Alex sereno, motivato e determinato come prima di una gara. E di solito le gare lui le vince, speriamo vinca anche questa”.
“Sono molto felice di essere qui”: sono le prime parole del nuovo tecnico dell’Inter (manca ancora l’ufficialita’) Frank De Boer appena arrivato a Milano. L’olandese non ha aggiunto altro perche’ deve ancora firmare il triennale che le lega all’Inter. Domani prevista la presentazione ufficiale ad Appiano Gentile.
Tecnico scelto da Thohir – Una svolta totale ad appena 13 giorni dall’inizio del campionato: l’Inter si separa da Roberto Mancini e sceglie Frank De Boer come nuovo allenatore. Un azzardo fortemente voluto dal presidente Erick Thohir che nel corso degli anni non ha mai lesinato complimenti al tecnico olandese: “Speriamo arrivi presto”, le ultime parole al miele rilasciate a Goal.com dal tycoon indonesiano valgono quasi come un annuncio ufficiale. De Boer è già in viaggio verso Milano, firmerà un contratto triennale a 1.5 milioni a stagione.
Commento: per vincere bisogna una continuità tecnica, non si può cambiare ogni anno, ma se serve per “rasserenare l’ambiente” ben venga il cambio. Di chi è la colpa? Thohir? Suning? Mancini? Giocatori? poca importanza mi dispiace solo per il modo che è avvenuto, fra una Società seria e un Professionista serio come Mancini non doveva accadere HANNO SBAGLIATO TUTTI. Con questo (anche se al momento non è ufficiale) da tifoso sto sempre con la Società e do il benvenuto ha FRANK DE BOER. Solo un appunto alla società, politica giovani d’accordo ma deve essere accompagnato anche dal risultato sportivo (minimo il 2 o 3 posto) ma con una squadra di giovani è difficile ottenere risultati se non sono accompagnati sia da un allenatore abituato a lavorare con i giovani (e Frank credo che sia ok) e affiancati anche da qualche giocatore di grande spessore tecnico e esperienza. alessandro54
Arrivano le prime parole di Roberto Mancini dal suo account su twitter:
“Oggi termina il mio impegno professionale con l’Inter, soluzione condivisa con il Club in totale serenità.
Desidero ringraziare i tifosi nerazzurri, che con passione e fedeltà mi hanno sempre sostenuto, e i giocatori che in questi 20 mesi sono stati splendidi e impeccabili professionisti.
Un ringraziamento anche a tutte le persone che hanno lavorato con me ad Appiano, alla proprietà del Club e ai suoi dirigenti. Auguro all’Inter e ai tifosi un futuro pieno di soddisfazioni ed importanti traguardi sportivi”.
Il disastro di Marcinelle avvenne la mattina dell’8 agosto 1956 nella miniera di carbone Bois du Cazier di Marcinelle, in Belgio. Si trattò d’un incendio, causato dalla combustione d’olio ad alta pressione innescata da una scintilla elettrica. L’incendio, sviluppatosi inizialmente nel condotto d’entrata d’aria principale, riempì di fumo tutto l’impianto sotterraneo, provocando la morte di 262 persone delle 274 presenti, in gran parte emigranti italiani. L’incidente è il terzo per numero di vittime tra gli italiani all’estero dopo i disastri di Monongah e di Dawson. Il sito Bois du Cazier, oramai dismesso, fa parte dei patrimoni storici dell’UNESCO.
Marcinelle video originale del 8 agosto 1956
Un omaggio a tutti i Minatori che hanno perso la vita,non solo a Marcinelle.. Ma in tutte le miniere sparse nel mondo.
Hommage aux mineurs décédés le 08 août 1956 dans la catastrophe du Bois du Cazier
Omaggio ai minatori che morirono 8 agosto 1956 nella catastrofe del Bois du Cazier
F.C. Internazionale Milano comunica di aver trovato l’accordo per la risoluzione consensuale del contratto con l’allenatore Roberto Mancini
MILANO – F.C. Internazionale Milano comunica di aver trovato l’accordo per la risoluzione consensuale del contratto con l’allenatore Roberto Mancini.
La società desidera ringraziare Roberto per il lavoro svolto da quando ha accettato l’incarico nel novembre 2014.
Nella scorsa stagione la squadra è stata in testa alla Serie A fino alla sosta invernale, terminando il campionato al quarto posto e qualificandosi direttamente alla fase a gironi della Uefa Europa League.
Desideriamo ringraziare Roberto per l’impegno e la professionalità dimostrate nei confronti del Club negli ultimi 20 mesi di lavoro.
Resta solo da capire quando e come Roberto Mancini e l’Inter annunceranno un addio che ormai di fatto si è già consumato. Un tormentone lungo un’estate concluso nel peggiore dei modi, col campionato che bussa e una squadra che fatica a girare. La situazione è degenerata negli ultimi giorni, complice la scoppola di Oslo contro il Tottenham, ma anche il fatto che Mancini non avrebbe accettato alcune clausole della proposta di rinnovo fino al 2019 che Suning aveva inviato in settimana a Milano. Gli stessi cinesi si sarebbero dunque arresi alla pressione della dirigenza (in testa il presidente Erick Thohir) per il cambio tecnico. C’è anche già l’intesa con l’olandese Frank De Boer: accordo triennale, stipendio di 2 milioni nel 2016-17 per poi salire a 3 in ciascuna delle due stagioni successive.
23.20 PROBABILE PRESENTAZIONE TRA MERCOLEDI’ E GIOVEDI’ – Frank de Boer è vicinissimo alla panchina dell’Inter: se non ci saranno intoppi, la probabile presentazione in nerazzurro sarà tra mercoledì e giovedì.
21.20 INCONTRO CON DE BOER – Secondo quanto appreso da Calciomercato.com, Piero Ausilio ha incontrato Frank de Boer per siglare il contratto con l’Inter: nelle prossime ore ci sarà l’annuncio del nuovo tecnico nerazzurro. Per l’olandese sarebbe pronto un triennale.
19.55 ESONERO A UN PASSO – L’esonero di Roberto Mancini è sempre più vicino. Gli avvocati dell’allenatore e della società nerazzurra sono al lavoro in questi minuti per trovare l’accordo sulla buonuscita. Frank de Boer è il favorito numero uno per raccogliere l’eredità dell’ex City sulla panchina nerazzurra.
19.30 THOHIR SPINGE PER L’ESONERO – Sembrava essere tornato il sereno e invece era solo un flebile raggio di sole a penetrare tra le nuvole minacciose. Non c’è pace in casa Inter, perché la posizione di Roberto Mancini è ancora in seria discussione. La sua panchina scricchiola. A rendere l’aria irrespirabile è il pessimo rapporto instauratosi nel tempo tra l’ex City e il presidente, Erick Thohir.
AUSILIO VEDE DE BOER – Proprio Thohir sarebbe l’architetto dell’operazione che porterebbe all’esonero di Roberto Mancini. Le voci stanno diventando sempre più assordanti e pare che nelle ultime 48 ore, Piero Ausilio, mandato in missione dal presidente nerazzurro, abbia incontrato il tecnico olandese Frank de Boer per allertarlo e raccogliere il suo assenso nel caso il club di corso Vittorio Emanuele dovesse optare per la decisione drastica.
COME CON MOU – Una situazione molto simile a quella di qualche anno fa, quando Mancini esplose in sala stampa per poi fare marcia indietro. Ma ormai Moratti aveva scelto Mourinho come successore. Anche stavolta i mal di pancia del tecnico hanno fatto breccia e infastidito Thohir, che sembra aver perso la propria proverbiale pazienza. Il paradosso è che invece il rapporto tra Mancini e Suning è tutt’altro che in burrasca: l’ultimo dialogo, avvenuto in America, aveva soddisfatto entrambe le parti, ma evidentemente le referenze di Thohir contano di più e l’indonesiano spinge per il cambio alla guida tecnica.
Frank de Boer
Frank de Boer (Hoorn, 15 maggio 1970) è un allenatore di calcio ed ex calciatore olandese, di ruolo difensore.
Vanta 112 presenze nella nazionale di calcio dei Paesi Bassi, un record prima che Edwin van der Sar lo superasse. Fratello gemello di Ronald, con cui ha giocato nella stessa squadra in varie circostanze.
Il Milan venduto ai cinesi, è ufficiale: Berlusconi ha detto sì “È ufficiale, ora il Milan è cinese: Berlusconi vende il club dopo trenta anni di presidenza”
Il Milan di Silvio Berlusconi, che ha ufficialmente detto sì alla cordata di imprenditori cinesi interessata all’acquisto della società di via Aldo Rossi.
Youtube: pubblicato il 04 giugno 2016 – Silvio Berlusconi: “I cinesi comunisti mangiavano i bambini. E io devo dargli il Milan?”
La stretta di mano è arrivata, un po’ a sorpresa, con Han Li, rappresentante della management company “Sino-Europe Sport Investment Management Changxing Co.Ltd”.
Youtube: pubblicato il 05 luglio 2016 – Milan ai cinesi, Berlusconi: “Ormai sono capitalisti. Corruzione? Colpa dei comunisti di prima”
Il sì Berlusconi lo ha riservato alla compagine che comprende – come spiegato da Fininvest in un comunicato ufficiale – “Haixia Capital, fondo di Stato cinese per lo sviluppo e gli investimenti, e Yonghong Li, chairman della management company, che è stato fra i promotori del gruppo con cui Fininvest ha lungamente trattato fino alla firma odierna”.
Nell’affare, come è evidente, entreranno anche “altri investitori, alcuni dei quali a controllo statale. Fra loro, società attive nel campo finanziario e altre impegnate in settori industriali”.
Il contratto, che prevede la cessione dell’intera partecipazione di Fininvest nel Milan – pari al 99,93%– e che è vincolante per le parti, verrà perfezionato entro la fine del 2016 con il closing“ In base all’intesa, “la valutazione dell’AC Milan risulta di 740 milioni di euro complessivi e tiene conto di una situazione debitoria stimata in circa 220 milioni”.
Una storia d’amore e di amicizia, di speranza e cambiamento, un racconto emozionante sull’Italia di oggi
In fuga da un marito violento, Anna (Buy) e il figlio Valerio (Pittorino) sono accolti a Torino in casa di Carla (Golino), attrice di teatro e amica di Anna di vecchia data. I due cercano di adattarsi alla nuova vita tra tante difficoltà e incomprensioni, ma l’aiuto di Carla e quello inaspettato di Mathieu (Todeschini), un ristoratore francese che vive nel quartiere, gli faranno trovare la forza per ricominciare.
La strage dell’Italicus fu un attentato terroristico di tipo dinamitardo compiuto nella notte tra il 3 e il 4 agosto 1974 sul treno Italicus, mentre questo transitava presso San Benedetto Val di Sambro, in provincia di Bologna.
4 agosto 1974: 40 anni fa la strage dell’Italicus
È considerato uno dei più gravi attentati verificatisi negli anni di piombo, assieme alla Strage di piazza Fontana del 1969, alla Strage di piazza della Loggia del 28 maggio 1974 e alla Strage di Bologna del 1980. Per la strage dell’Italicus, come per le altre stragi, furono a più riprese incriminati come esecutori diversi esponenti del neofascismo italiano.
Nella notte del 4 agosto 1974 una bomba esplode nella vettura numero 5 del treno Espresso 1489 Italicus diretto a Monaco di Baviera, all’altezza della stazione di San Benedetto Val di Sambro, in provincia di Bologna. I morti sono 12, molti altri i feriti. La strage avrebbe potuto avere conseguenze più gravi se l’ordigno fosse esploso all’interno della Grande Galleria dell’Appennino. Tra le vittime Elena Donatini, Nicola Buffi, Herbert Kontriner, Nunzio Russo, Marco Russo, Maria Santina Russo, Tsugufumi Fukuda, Antidio Medaglia, Elena Celli, Raffaella Garosi, Wilhelmus J. Hanema e Silver Sirotti, un controllore presente sul convoglio che sopravvisse allo scoppio della bomba sul treno, ma anziché mettersi in salvo, armato di un semplice estintore entrò nella vettura rovente per cercare di salvare i passeggeri intrappolati.
Il 5 agosto 1974 viene rinvenuto in una cabina telefonica a Bologna un volantino di rivendicazione dell’attentato a firma Ordine Nero che dichiarava:
« Giancarlo Esposti è stato vendicato. Abbiamo voluto dimostrare alla nazione che siamo in grado di mettere le bombe dove vogliamo, in qualsiasi ora, in qualsiasi luogo, dove e come ci pare. Vi diamo appuntamento per l’autunno; seppelliremo la democrazia sotto una montagna di morti. »
La strage di Bologna, compiuta la mattina di sabato 2 agosto 1980 alla stazione ferroviaria di Bologna, è il più grave atto terroristico avvenuto in Italia nel secondo dopoguerra, da molti indicato come uno degli ultimi atti della strategia della tensione..
Come esecutori materiali furono individuati dalla magistratura alcuni militanti di estrema destra, appartenenti ai Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR), tra cui Giuseppe Valerio Fioravanti. Gli ipotetici mandanti sono tuttora sconosciuti, ma furono rilevati collegamenti con la criminalità organizzata e i servizi segreti deviati.
Nell’attentato rimasero uccise 85 persone ed oltre 200 rimasero ferite. Le indagini si indirizzarono quasi subito sulla pista neofascista, ma solo dopo un lungo iter giudiziario e numerosi depistaggi (per cui vennero condannati Licio Gelli, Pietro Musumeci, Giuseppe Belmonte e Francesco Pazienza), la sentenza finale del 1995 condannò Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro «come appartenenti alla banda armata che ha organizzato e realizzato l’attentato di Bologna» e per aver «fatto parte del gruppo che sicuramente quell’atto aveva organizzato», mentre nel 2007 si aggiunse anche la condanna di Luigi Ciavardini, minorenne all’epoca dei fatti.
l’Avvenimento – Il 2 agosto 1980 alle 10:25, nella sala d’aspetto di 2ª classe della stazione di Bologna, affollata di turisti e di persone in partenza o di ritorno dalle vacanze, un ordigno a tempo, contenuto in una valigia abbandonata, venne fatto esplodere e causò il crollo dell’ala ovest dell’edificio. La bomba era composta da 23 kg di esplosivo, una miscela di 5 kg di tritolo e T4 detta “Compound B”, potenziata da 18 kg di gelatinato (nitroglicerina a uso civile).
L’esplosivo, di fabbricazione militare, era posto nella valigia, sistemata a circa 50 centimetri d’altezza su di un tavolino portabagagli sotto il muro portante dell’ala ovest, allo scopo di aumentarne l’effetto; l’onda d’urto, insieme ai detriti provocati dallo scoppio, investì anche il treno Ancona-Chiasso, che al momento si trovava in sosta sul primo binario, distruggendo circa 30 metri di pensilina, ed il parcheggio dei taxi antistante l’edificio. L’esplosione causò la morte di 85 persone e il ferimento o la mutilazione di oltre 200.
Le vittime furono 85, la più giovane di 3 anni (Angela Fresu) e la più vecchia di 86 anni (Antonio Montanari). Qui sotto un elenco dei nomi, seguiti dall’età.
Niki Lauda è stato tre volte Campione del mondo: nel 1975 e 1977 con la Ferrari e nel 1984 con la McLaren
Il Gran Premio di Germania 1976 è stata l’ottava prova della stagione 1976 del Campionato mondiale di Formula 1. Si è corsa domenica 1º agosto 1976 sul Nürburgring Nordschleife. La gara è stata vinta dal britannico James Hunt su McLaren-Ford Cosworth; per il vincitore si trattò del quarto successo nel mondiale. Ha preceduto sul traguardo il sudafricano Jody Scheckter su Tyrrell-Ford Cosworth e il tedesco Jochen Mass, anch’egli su McLaren-Ford Cosworth.
La gara viene ricordata per il grave incidente che occorse a Niki Lauda, pilota della Scuderia Ferrari. A seguito dell’incidente la F1 abbandonò l’utilizzo della Nordschleife.
Data
1º agosto 1976
Nome ufficiale
XXXVIII Großer Preis von Deutschland
Circuito
Nürburgring Nordschleife
Percorso
22,835 km
Distanza
14 giri, 319,690 km
Clima
Piovoso poi asciutto
Note
Gara sospesa per incidente al 2º giro
Ma nel secondo giro Niki Lauda, complice una “toccata” di troppo sul cordolo, sbandò in una curva al Bergwerk, il punto più lontano del circuito dai box, perdendo il controllo della sua Ferrari. La vettura scartò verso destra, colpì il guard-rail esterno e rimbalzò in mezzo alla pista, prendendo immediatamente fuoco; il sopraggiungente Guy Edwards riuscì ad evitarla, mentre Harald Ertl e Brett Lunger la colpirono in pieno. Nell’impatto Lauda perse il casco e svenne.
I tre piloti già citati, prontamente, scesero dalle loro vetture e riuscirono a estrarre Lauda dal relitto della vettura, aiutati anche dal sopraggiunto Arturo Merzario, che si era fermato appena visto l’incidente; quindi lo deposero sull’erba della via di fuga, ove gli furono prestati i primi soccorsi. Il pilota austriaco era gravemente ferito e ustionato, sicché venne trasferito in elicottero all’ospedale militare di Coblenza; da lì venne condotto prima al Trauma Clinic di Ludwigshafen, poi al Städliche Krankenanstalten di Mannheim, dove lottò tra la vita e la morte nei giorni seguenti.