Previste cancellazioni e ritardi. A incrociare le braccia sono soprattutto addetti di terra e personale di cabina
Foto di repertorio LaPresse
Viaggiare durante le festività natalizie potrebbe trasformarsi in una vera corsa a ostacoli. Nonostante l’intenso flusso di passeggeri, il personale aeroportuale di diversi scali europei continua a scioperare. A incrociare le braccia sono soprattutto addetti di terra e personale di cabina, decisi a far sentire la propria voce nel momento più delicato dell’anno per il settore. La conseguenza è prevedibile: ci saranno possibili i ritardi, cancellazioni e servizi ridotti.
Caos natalizio nel Regno Unito – Nel Regno Unito, Heathrow resta il nodo più critico durante le feste. Una prima ondata di disagi all’aeroporto di Luton, a Londra, tra il 26 e il 29 dicembre è stata evitata grazie a una proposta di aumento salariale per i lavoratori. Diversa però la situazione a Heathrow, dove il 24 e il 26 dicembre il personale di cabina di Scandinavian Airlines Services sarà in sciopero. A rischio soprattutto i voli verso i principali hub scandinavi, tra cui Copenaghen, Stoccolma e Oslo, con possibili ripercussioni sull’intera rete di collegamenti in coincidenza. Il sindacato Unite denuncia stipendi insufficienti, soprattutto se rapportati al costo della vita nelle città scandinave. Una situazione che, denunciano i rappresentanti sindacali, avrebbe costretto alcuni lavoratori a ricorrere persino alle banche alimentari durante le trasferte. Accuse respinte dalla compagnia, ma che rendono evidente quanto lo scontro resti acceso proprio nel periodo natalizio.
Gli scioperi negli scali spagnoli del personale Ryanair: quali sono i più colpiti – In Spagna, il personale di Azul Handling, che fornisce servizi a terra per Ryanair, prosegue scioperi a oltranza fino al 31 dicembre, con interruzioni settimanali in fasce orarie chiave. Il personale chiede migliori condizioni di lavoro, bonus adeguati e maggiore stabilità contrattuale. Gli aeroporti più colpiti potrebbero essere Alicante, Barcellona-El Prat, Girona, Ibiza, Madrid-Barajas, Malaga, Palma di Maiorca, Siviglia, Tenerife Sud e Valencia. I passeggeri Ryanair, in particolare, dovranno mettere in conto code più lunghe al check-in, ritardi nella consegna dei bagagli e possibili slittamenti degli orari di partenza.
Disagi anche per chi vola in Italia – In Italia, i disagi maggiori sono previsti dopo le festività. Il 9 gennaio è previsto uno sciopero nazionale di quattro ore del personale di terra proclamato dal sindacato Cub Trasporti, mentre Swissport Italia ha annunciato uno sciopero di 24 ore a Milano Linate. Il 31 gennaio è previsto un altro sciopero a Verona del personale del controllo del traffico aereo Enav.
In questo scenario, le compagnie raccomandano di controllare lo stato del volo, monitorare le comunicazioni ufficiali e arrivare in aeroporto con largo anticipo.
L’agitazione è indetta dalla Cgil contro la manovra economica del governo Meloni ed è nazionale. Per alcuni ambiti, gli orari variano da città in città
Oggi, venerdì 12 dicembre, è il giorno dello sciopero generale della Cgil contro la manovra del governo Meloni. Di provvedimento “ingiusto” e “balordo” parla Maurizio Landini. Lo stop è nazionale, di 24 ore, e interessa tutti i settori: dai trasporti alla scuola, dalla sanità alle fabbriche. Farà eccezione il trasporto aereo, perché già interessato da uno sciopero precedentemente indetto per il 17 dicembre. Escluso anche il personale Atac a Roma, che ha incrociato le braccia martedì scorso.
Sono state organizzate manifestazioni in tutte le città: Landini partecipa al corteo di Firenze. Il numero uno dei metalmeccanici della Fiom, Michele De Palma, a Milano; a Roma il segretario generale degli edili della Fillea, Antonio Di Franco, con il corteo che arriva alla Torre dei Conti, dove un mese fa è morto un operaio.
Sciopero generale oggi: chi si ferma e in che orari – Lo sciopero come abbiamo detto riguarda tutti i settori, pubblici e privati, per l’intera giornata di oggi, 12 dicembre. Per le ferrovie lo stop del personale è scattato da mezzanotte e l’agitazione termina alle 21. Sono garantiti i treni a lunga percorrenza secondo gli accordi con le aziende (Trenitalia, Italo) e quelli programmati nelle fasce orarie 6-9 e 18-21 del trasporto regionale. (Qui i dettagli)
Nel trasporto pubblico locale – cioè bus, metro e tram – lo stop non ha un orario univoco ma varia di città in città. Si salva Roma, reduce da un altro sciopero del settore. In ogni caso anche per il trasporto locale ci sono le fasce di garanzia stabilite a livello locale. (Quile informazioni sullo sciopero città per città)
Nelle scuole è possibile che alunni e genitori trovino i cancelli chiusi o che le lezioni siano rimodulate come orario. In ospedali, cliniche e presidi sanitari potrebbero esserci disagi ma vengono garantiti i servizi minimi.
Le ragioni dello sciopero di oggi – Lo sciopero di oggi, il quarto consecutivo contro la manovra del governo Meloni, vede la Cgil da sola. La Uil, al suo fianco nei precedenti tre, ha scelto la manifestazione di sabato (il 29 novembre), la Cisl invece scende in piazza sabato 13 dicembre per chiedere “di migliorare la legge di Bilancio e costruire un nuovo patto sociale con i riformisti“.
La Cgil chiede di aumentare i salari, fermare l’aumento dell’età pensionabile, dire “No“ al riarmo e investire invece su sanità e istruzione; mettere in campo “vere politiche industriali“ e una riforma fiscale “equa, senza condoni“. Le risorse per il sindacato si possono trovare prevedendo un contributo di solidarietà dell’1,3% su 500mila persone con redditi di almeno 2 milioni: si recupererebbero 26 miliardi l’anno. Una patrimoniale sulle grandi ricchezze.
Lo scambio di accuse sullo sciopero – Lo sciopero di oggi riaccende la polemica a distanza tra il sindacato e il governo. Al centro del botta e risposta torna anche l’accusa, rigettata, sul weekend lungo. “Guarda caso su 24 scioperi generali, 17 sono di venerdì“, ironizza il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ritenendo “irresponsabile bloccare il Paese” e fare “una battaglia ideologica sulla pelle dei lavoratori“. Landini contrattacca: la protesta “non è politica” e la scelta del venerdì, spiega, aiuta le persone a partecipare alle manifestazioni. In ogni caso “i cittadini vivono i disagi tutti i giorni, Salvini pensi a risolvere i problemi della mobilità“, gli replica anche il segretario generale della Filt, Stefano Malorgio.
11 dicembre 2025
Sciopero di venerdì 12 dicembre 2025: treni a rischio per 21 ore
L’Italia si ferma per l’agitazione indetta dalla Cgil. I treni potrebbero subire ritardi e cancellazioni da mezzanotte alle 21. Gli elenchi con i convogli garantiti
Venerdì 12 dicembre 2025 ci sarà un nuovo sciopero generale. L’agitazione è stata proclamata dalla Cgil, il principale sindacato italiano, che scenderà in piazza contro quella che viene definita “una legge di bilancio ingiusta” e per chiedere, tra le altre cose, la restituzione del così detto fiscal drag, lo stop al riarmo e all’innalzamento dell’età pensionabile.
I settori interessati dallo sciopero del 12 dicembre – Lo scioperò riguarderà tutti i settori lavorativi, pubblici e privati anche in appalto e strumentali. A rischio anche sanità e scuola. Potrebbero incrociare le braccia i lavoratori del comparto ‘istruzione e ricerca‘ nonché i docenti universitari e, spiegano dalla Cgil, “il personale della formazione professionale e delle scuole non statali“. L’adesione del personale scolastico metterà a rischio le lezioni, nonché i servizi delle mense. Il personale turnista dei vigili del fuoco sciopererà per 4 ore, dalle 9 alle 13, mentre il quello giornaliero e amministrativo si fermerà tutta la giornata. In alcune città potrebbe fermarsi anche il trasporto pubblico locale. Tra queste c’è Milano dove Atm ha confermato che metro, bus e tram saranno a rischio dalle 8.45 alle 15.
Lo sciopero dei treni di venerdì 12 dicembre: orari e convogli garantiti – Sono attesi disagi anche nel settore ferroviario. I treni potrebbero subire ritardi e cancellazioni dalla mezzanotte di venerdì 12 dicembre fino alle 21 dello stesso giorno. L’agitazione coinvolgerà i lavoratori del Gruppo FS, Trenitalia, Trenitalia Tper, Italo e Trenord. In basso le informazioni che potrebbero risultare utili a chi decide comunque di mettersi in viaggio.
Trasporto regionale: restano come sempre garantiti i servizi essenziali previsti nei giorni feriali dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21. L’elenco completo è disponibile a questo link sul sito di Trenitalia alla voce ‘treni garantiti: ricerca per regioni‘.
I convogli di Trenitalia che si trovano in viaggio a sciopero iniziato arriveranno a destinazione solo “se è raggiungibile entro un’ora dall’inizio dell’agitazione sindacale“. In caso contrario potrebbero fermarsi in una delle stazioni precedenti.
Anche i treni Italo potrebbero subire ritardi o cancellazioni. A questo linkla lista dei treni garantiti il 12 dicembre 2025.
Per quanto riguarda i rimborsi, Trenitalia comunica che chi è in possesso di un ticket per un Intercity o una ‘Freccia‘ ha tempo fino all’ora di partenza del treno, mentre per i regionali si può fare richiesta fino alle ore 24:00 del giorno precedente.
Landini: “Le piazze saranno piene. Lo sciopero di venerdì? Tanti lavorano anche il sabato” – Nella giornata di venerdì sono previste manifestazioni in tutte le città, dal Nord al Sud Italia. Il segretario generale, Maurizio Landini, parteciperà al corteo di Firenze il cui concentramento è previsto alle ore 9 in piazza Santa Maria Novella, per poi giungere in piazza del Carmine, dove prenderà la parola per il comizio conclusivo. “Penso che ci saranno piazze piene e ci sarà una grande adesione” ha detto parlando a ‘Un giorno da Pecora’, su Rai Radio1. “Che si faccia di venerdì o di lunedì, quando uno fa sciopero ci rimette una giornata di stipendio” ha sottolineato Landini rispondendo alle critiche piovute nei confronti dei sindacati. “Chi parla di ponte lungo dimentica che ci sono milioni di persone che il sabato lavorano, e che uno quando vuole fare il ponte lungo usa le ferie”.
Sciopero dei mezzi pubblici di venerdì 12 dicembre 2025: gli orari città per città
A Roma bus, metro e tram saranno regolari, ma in quasi tutte le altri principali città potrebbero esserci disagi. La tabella con tutte le fasce di garanzia
Lo sciopero generale di venerdì 12 dicembre ferma anche il trasporto pubblico locale. In molte città bus, metro e tram sono a rischio per l’agitazione indetta dalla Cgil. Si profila dunque unaltro venerdì nero con i pendolari che dovranno districarsi tra mezzi che non passano o che lo fanno con ritardo. Vediamo cosa accadrà nelle principali città italiane e quali sono le fasce di garanzie previste.
Sciopero dei trasporti di venerdì 12 dicembre: orari e fasce di garanzia
A Roma lo sciopero non riguarderà i lavoratori Atac, l’azienda che gestisce il tpl, ma “solo” i dipendenti Cotral. Bus, metro e tram dovrebbero dunque essere regolari a tutte le ore, ma non sono esclusi disagi per le corse dei bus regionali e delle ferrovie Roma Nord e Metromare. Le fasce di garanzie previste per l’agitazione Cotral vanno da inizio servizio fino alle 8:30 e dalle 17:00 fino alle 20.
A Milano potrebbero invece aderire allo sciopero i lavoratori della società di trasporti Atm. In una nota l’azienda fa sapereche metro, bus e tram saranno a rischio dalle 8.45 alle 15.Possibili disagi anche per il servizio della funicolare Como-Brunate che potrebbe non essere garantito dalle 19.30 fino al termine del servizio.
A Torino lo scioperointeresserài mezzi urbani Gtt con fasce di garanzia che vanno dalle 6 alle 9 di mattina e dalle 12 alle 15. Per quanto riguarda il servizio extra urbano i mezzi saranno garantiti da inizio servizio alle 8 e dalle 14.30 alle 17.30.
A Napoli le fasce di garanzia di tram, bus e filobus sono due: dalle 5:30 alle ore 8:30 di mattina e nel pomeriggio dalle 17 alle 20. Quanto alla metro Anm comunicache la linea 1 effettuerà la prima corsa da Piscinola alle 6:30 e l’ultima alle ore 9:15. Il servizio riprenderà con la prima corsa da Piscinola alle 17:07 e l’ultima alle 19:40. La metro linea 6 effettuerà l’ultima corsa da Mostra alle 9.08, mentre la funicolare alle ore 09.20, di mattina, e alle 19:50 dopo la seconda fascia di garanzia.
Possibili disagi anche a Genova dove il servizio sarà garantitodalle 6 alle 9 e dalle 17.30 alle 20.30
A Bologna i mezzi pubblici sono a rischio per 24 ore. Le fasce di garanzia vanno da inizio servizio alle 8.30 e dalle 16.30 alle 19.30. Nei restanti orari i servizi di trasporto pubblico urbano, suburbano ed extraurbano non saranno garantiti.
A Firenze Autolinee Toscanacomunica che “il servizio sarà garantito dalle 4.15 alle 8.14 e dalle 12.30 alle 14.29“.
A Palermo l’Amatcomunicache “il servizio bus e tram potrebbe subire dei ritardi o cancellazione di corse con conseguenti disagi per l’utenza“, ma non vengono specificate eventuali fasce di garanzia.
Anche a Catania il servizio potrebbe non essere regolare. Le fasce di garanziacomunicate da Amts sono 06:30-09:30 e 18:00-21:00.
A Verona il serviziosarà garantitodalle 6 alle 8.59 e dalle 12.00 alle 14.59.
La tabella con tutti gli orari
Gli orari dello sciopero di venerdì 12 dicembre 2025
Sciopero tpl del 12 dicembre 2025
Gli orari città per città
Città
Azienda / Servizio
Fasce di Garanzia
Roma
Mezzi Atac regolari. Possibili disagi per lo sciopero Cotral (bus regionali, ferrovie Roma Nord/Metromare)
Inizio servizio – 8:30 e 17:00 – 20:00
Milano
Atm (metro, bus, tram)
Mezzi regolari da inizio servizio alle 8.45 e dalle 15 in poi
Torino
Gtt (urbano)
6:00 – 9:00 e 12:00 – 15:00
Torino
Gtt (extraurbano)
Inizio servizio – 8:00 e 14:30 – 17:30
Napoli
Tram, bus, filobus
5:30 – 8:30 e 17:00 – 20:00
Napoli
Metro Linea 1
Prima corsa Piscinola: 6:30. Ultima mattina: 9:15. Ripresa: 17:07. Ultima serale: 19:40
Napoli
Metro Linea 6
Ultima corsa da Mostra: 9:08
Napoli
Funicolare
Ultima corsa mattina: 9:20. Ultima corsa serale: 19:50
I lavoratori dell’ex Ilva di Genova hanno occupato l’autostrada A10 entrando dal casello di Genova Aeroporto con il traffico ancora aperto. Nessuna resistenza da parte delle forze dell’ordine. Momenti di tensione con un camionista in rotta di collisione con i manifestanti. Con la pala meccanica della fabbrica, i lavoratori sono diretti al ponte San Giorgio e al casello di Genova Ovest. La città è di fatto tagliata in due.
Il corteo dei lavoratori delle industrie genovesi (ex Ilva, Ansaldo Energia e Fincantieri) ha raggiunto poi il ponte San Giorgio, il viadotto dell’autostrada A10 costruito al posto del ponte Morandi crollato il 14 agosto 2018. È la prima volta che accade nella storia della città. In questo luogo simbolico i manifestanti si sono fermati, restando in presidio con la pala meccanica dell’acciaieria. La mobilitazione era partita ieri con il blocco stradale a Cornigliano. Stamattina in assemblea la decisione di spostarsi all’aeroporto Cristoforo Colombo. Poi, dopo fallito il tentativo di occupare il terminal, gli operai si sono messi in marcia verso il casello autostradale, facendo irruzione sulla carreggiata. La A10 è chiusa in entrambe le direzioni tra i caselli di Genova Ovest e Genova Prà e tutte le principali vie di comunicazione stradali tra levante e ponente ligure sono ostruite.
Si tratta di una delle mobilitazioni più ampie del sindacalismo di base negli ultimi anni. Otto proclamazioni nazionali, coordinate su una stessa data, coinvolgono una platea molto vasta di lavoratori pubblici e privati
Il 28 novembre 2025 sarà una giornata-chiave per il conflitto sociale in Italia. Una serie di scioperi generali nazionali, proclamati da diverse sigle del sindacalismo di base, interesserà ampie fasce di lavoratori pubblici e privati. Il calendario ufficiale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) registra per quella data otto proclamazioni di sciopero generale, in buona parte coordinate fra loro e collegate alla contestazione della Legge di Bilancio 2026, definita dai promotori una “finanziaria di guerra”, e alle politiche di riarmo e di spesa militare del governo Meloni.
L’astensione riguarda in generale tutte le categorie pubbliche e private, con alcune eccezioni sul trasporto passeggeri, e modalità specifiche per ferrovie, autostrade e comparto aereo. In parallelo, le organizzazioni convocano manifestazioni e presìdi territoriali,nonché una mobilitazione nazionale il 29 novembre legata anche alla “Giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese”.
Lista degli scioperi del 28 novembre 2025 – Questi sono gli scioperi generali nazionali proclamati per il 28 novembre 2025:
CUB – Sciopero generale delle categorie pubbliche e private. Modalità: intera giornata. Per il settore aereo e portuale le modalità non sono comunicate; per il ferroviario sciopero dalle 21.00 del 27 novembre alle 21.00 del 28 novembre; per le autostrade dalle 22.00 del 27 novembre alle 22.00 del 28 novembre; per il trasporto pubblico locale sciopero di 24 ore con varie modalità. Rilevanza: nazionale.
USB – Sciopero generale delle categorie pubbliche e private. Modalità: intera giornata (24 ore). Per il personale delle attività ferroviarie sciopero dalle 21.00 del 27 novembre alle 21.00 del 28 novembre; per il personale delle autostrade dalle 22.00 del 27 novembre alle 22.00 del 28 novembre. Rilevanza: nazionale.
ADL-COBAS / CLAP / SIAL-COBAS / COBAS –Sciopero generale delle categorie pubbliche e private. Modalità: intera giornata dalle 00.01 alle 23.59; per le autostrade sciopero dalle 22.00 del 27 novembre alle 22.00 del 28 novembre. Rilevanza: nazionale.
Unione Sindacale Italiana – USI 1912 – Sciopero generale del personale a tempo determinato e indeterminato con contratti precari e atipici di tutti i comparti, con esclusione del settore trasporti. Modalità: intera giornata. Rilevanza: nazionale.
FLAI Trasporti e Servizi – Sciopero generale delle categorie pubbliche e private. Modalità: intera giornata. Rilevanza: nazionale.
FISI – Sciopero generale delle categorie pubbliche e private. Modalità: intera giornata. Rilevanza: nazionale.
USI-CIT – Sciopero generale delle categorie pubbliche e private, con esclusione del settore trasporti. Modalità: intera giornata. Rilevanza: nazionale.
USI – Unione Sindacale Italiana – Sciopero generale delle categorie pubbliche e private. Modalità: intera giornata (24 ore). Per il settore ferroviario e per le autostrade sciopero dalle 21.00 del 27 novembre alle 21.00 del 28 novembre. Rilevanza: nazionale.
Sciopero 28 novembre 2025 fasce di garanzia – La legge prevede che, in caso di astensioni dal lavoro in settori essenziali, debbano essere garantite “prestazioni indispensabili”, la cui individuazione è affidata agli accordi di settore e alla Commissione di garanzia.
Sciopero treni 28 novembre 2025 – In caso di sciopero, secondo la disciplina di settore richiamata anche dalla Commissione di garanzia, il servizio ferroviario deve comunque assicurare treni nelle cosiddette fasce orarie di garanzia, 6-9 e 18-21 nei giorni feriali, oltre ad alcune corse a lunga percorrenza indicate come “garantite”. Le liste dei treni garantiti vengono pubblicate sui siti delle imprese ferroviarie (ad esempio Trenitalia, Italo, Trenord), nelle stazioni e tramite app dedicate.
Sciopero aerei 28 novembre 2025 – Nel trasporto aereo valgono le regole fissate da ENAC e dalla Commissione di garanzia: devono essere garantiti ivoli programmati nelle fasce 7-10 e 18-21, oltre ai collegamenti con le isole, ai voli in continuità territoriale, ai voli intercontinentali e ai collegamenti di pubblica utilità.
Sciopero trasporto pubblico 28 novembre 2025 – Le fasce precise saranno sui siti delle singole aziende e, dove previsto, nelle pagine dedicate agli scioperi delle Regioni o dei Comuni, in applicazione dell’art. 9 dell’accordo 2018 che obbliga le aziende a pubblicare l’elenco delle corse garantite almeno cinque giorni prima.
Altri servizi essenziali – Lo sciopero generale riguarda anche sanità, scuola, pubblica amministrazione e altri servizi pubblici. USB, ad esempio, indica una articolazione specifica:
nella sanità, astensione dal lavoro dal turno montante della notte del 27 novembre all’ultimo turno smontante del 28, con esclusione delle prestazioni urgenti e indifferibili.
per i Vigili del fuoco, sciopero di 4 ore (9-13) con garanzia degli interventi di emergenza.
Perché si sciopera il 28 novembre –I diversi sindacati che hanno proclamato o aderito allo sciopero del 28 novembre condividono una piattaforma ampia, che intreccia rivendicazioni salariali, contrattuali e sociali con un forte no alla guerra e all’aumento delle spese militari.
Consigli utili – In vista del 28 novembre, chi deve spostarsi o lavorare in settori potenzialmente coinvolti può adottare alcune precauzioni pratiche. Questi suggerimenti riprendono le indicazioni diffuse da aziende di trasporto, autorità di settore e sindacati in occasione degli scioperi.
Verificare in anticipo la situazione dei trasporti: per treni e trasporto pubblico locale è fondamentale consultare il sito e i canali ufficiali dell’azienda, dove vengono pubblicati gli elenchi dei servizi garantiti, gli avvisi di cancellazione e le eventuali modifiche di orario. In stazione e a bordo treno le informazioni vengono aggiornate tramite monitor e annunci sonori.
Controllare lo stato del proprio volo: nel trasporto aereo, oltre alle comunicazioni delle compagnie, ENAC pubblica gli elenchi dei voli garantiti nelle fasce 7-10 e 18-21 e dei collegamenti che devono comunque essere effettuati (continuità territoriale, emergenze, ecc.). Prima di mettersi in viaggio è opportuno verificare il numero di volo sui siti della compagnia e dell’aeroporto di partenza.
Programmare attività e spostamenti con un margine di sicurezza
Dove possibile, è prudente evitare appuntamenti non urgenti nella giornata del 28 novembre (o nelle fasce critiche fra sera del 27 e sera del 28 per ferrovie e autostrade) e prevedere tempi di viaggio più lunghi. Per chi deve recarsi a visite mediche o esami programmati, conviene verificare con anticipo se la struttura prevede rinvii o riorganizzazioni.
Lo sciopero generale del 28 novembre 2025 rappresenta una delle mobilitazioni più ampie del sindacalismo di base negli ultimi anni.Otto proclamazioni nazionali, coordinate su una stessa data, coinvolgono una platea molto vasta di lavoratori pubblici e privati e toccano nodi economici e politici di primo piano: salari, pensioni, precarietà, sanità e scuola pubbliche, politica abitativa, ruolo delle banche, ma anche guerra, Palestina e scelte di politica estera e di difesa del governo italiano. Per chi viaggia sarà una giornata da affrontare con attenzione: informandosi per tempo, pianificando gli spostamenti e tenendo conto delle fasce di garanzia, si potranno ridurre al minimo gli impatti negativi.
In alcune città non sono mancati incidenti e scontri con i rappresentanti delle forze dell’ordine: 55 di loro hanno riportato ferite
Foto di Thomas Cardinali – Il corteo a Roma
Da Nord a Sud del Paese decine di migliaia di persone hanno aderito allo sciopero e alle manifestazioni organizzate da Cgil e sindacati autonomi a sostegno di Gaza. Tante le criticità, con diversi snodi del trasporto bloccati, tensioni e scontri con le forze dell’ordine. In molte città, i corteisi sono sdoppiati, da una parte la manifestazione che proseguiva lungo i percorsi concordati con le questure, dall’altra, spesso con una presenza più massiccia di persone, chi cercava un’azione simbolicamente più forte.
Tensioni e scontri nelle principali città – A Milano i manifestanti pro Palestina sono partiti da Porta Venezia e hanno poi occupato la tangenziale Est, con i reparti antisommossa che hanno usato idranti e fumogeni per disperderli, con lancio di sassie petardi da parte dei dimostranti.
Manuela D’Alessandro/AGI – Il corteo a Milano
Blocchi autostradali e disagi in Emilia-Romagna – A Bologna, il corteo partito da piazza Maggiore ha poi bloccato il traffico lungo l’autostrada A14, e si sono registrati nuovi tafferugli, dopo i disordini di ieri sera con 24 agenti feriti e 3 denunciati, e nuove cariche della polizia. La situazione si è sbloccata solo dopo diverse ore.
Una ragazza, colpita al viso da un lacrimogeno sparato dalle forze dell’ordine durante gli scontri di ieri sera in stazione a Bologna, per impedire ai manifestanti di entrare nello scalo, è ricoverata all’ospedale Sant’Orsola e rischia di perdere un occhioa causa dei gravi danni riportati. A quanto si apprende, i sanitari stanno valutando se sottoporla a un intervento chirurgico.
Il Teatro Regio di Parma ha annunciato la cancellazione della prima di Falstaff, prevista questa sera alle 20, a causa dello sciopero. Anche in Romagna tante manifestazioni: a Rimini, Ravenna, Cesena, Forlìe Imolain migliaia hanno partecipato ai cortei, creando qualche disagio alla circolazione stradale eferroviaria. Il sindaco di Cesena ha esposto la bandiera della Palestina sul Comune.
Occupazioni e sospensioni della circolazione ferroviaria – A Trento è stata occupata la tangenziale e poi sono stati invasi i binari della stazione, così come a Perugia; la circolazione ferroviaria sulla linea del Brennero è stata sospesa a fine mattina, con l’intervento delle forze dell’ordine che ha poi permesso una graduale ripresa. È durata circa un quarto d’ora, invece, l’occupazione simbolica dei binari della stazione di Perugia. I manifestanti si sono poi riversati sulla piazza antistante per un comizio.
Tentativo di assalto alla sede della Leonardo a Torino à- Un gruppo di manifestanti, a Torino, si è staccato dal corteo principale e ha cercato di assaltare la sede della Leonardo, lanciando pietre, bottiglie efumogeni. La polizia in tenuta antisommossa ha risposto con i lacrimogeni, che hanno disperso la folla. Momenti di tensione anche a Padova, dove un corteo di circa duemila persone è stato bloccato dalla polizia con l’uso di lacrimogeni e idranti. I manifestantierano diretti all‘Interporto, dove volevano imporre un blocco dei mezzi e delle merci.
Incidenti e blocchi al porto di Napoli e Salerno – A Napoli è stato forzato il cordone delle forze dell’ordine e i manifestanti sono penetrati nel porto, forzando anche i cancelli dell’area container Msc perché una nave di quella compagnia aveva fatto uno scalo commerciale ad Haifa, dirigendosi poi verso la rampa di ingresso dell’autostrada A3 Napoli-Salerno, bloccando per un’ora il traffico. Al porto di Salerno, invece, si sono registrati agenti contusinegli scontri tra forze dell’ordine e contestatori.
Per il ministro dei Trasporti “chi oggi sciopera sa che va contro la legge e rischia sanzioni sia a livello personale che come organizzazioni sindacali”. La replica del leader della Cgil: “Minacciati cittadini perbene, mai vista cosa così”
Salvini e Landini
“Lo sciopero di oggi è illegittimo, non perché non lo vuole Salvini ma perché la commissione tecnica di garanzia lo ha dichiarato tale non essendo stato dichiarato con 10 giorni di anticipo. Chi oggi sciopera rischia sanzioni personali“, individui e sindacati. “Come Lega lo chiediamo a chi sciopera illegalmente, perché oggi sono lasciati a piedi un milione di italiani che devono potere essere risarciti“. Così il ministro delle Infrastrutture e trasporti Matteo Salvini a Mattino Cinque.
“Inoltre – aggiunge il leader della Lega – non è normale che per garantire un diritto allo sciopero oggi ci siano decine di migliaia di poliziotti pronti a difendere con manganelli i cittadini. Ieri hanno imbrattato piazza Duomo…. chi paga? Conto nella proposta che sto portando avanti di far pagare una sanzione a chi provoca questi danni, la presenterò in Parlamento“. “Le sanzioni – prosegue – devono essere proporzionate al danno fatto, fra 2500 e i 5000 euro. Chi restituisce la giornata di lavoro al milione di italiani che non potranno prendere il treno in uno sciopero dichiarato illegittimo? Lo organizza Landini e paghi Landini“.
“Ho detto ‘la commissione ha dichiarato che non dovete scioperare, confido in voi e nel vostro rispetto’. Vediamo se l’atto di responsabilità e la fiducia saranno raccolte. Altrimenti – conclude – per il futuro sapremo come intervenire”.
Per Salvini “chi lancia sassi e bottiglie in testa ai lavoratori, perché poliziotti e vigili del fuoco sono lavoratori, sono dei teppisti, non c’entra niente Gaza. Cosa guadagnano i bambini palestinesi dall’assalto a Torino. E’ uno scontro politico, non gli frega niente di Gaza. Ce l’hanno con Salvini, la Meloni e il mondo. Io rispetto chi ha un ideale non chi si infila per fare casino“. Che assistenza dobbiamo dare all’equipaggio della Flotilla? “Li abbiamo tutelati fino in fondo, se uno rischia la sua vita in zona di guerra dovrebbe essere responsabile di quello che fa e costa agli italiani. Quanto sta costando al paese Italia la spedizione in barca a vela e quanto avvicina la pace? La allontana“, conclude.
La replica di Landini – “Io nella mia vita non avevo mai visto un rappresentante dello Stato minacciare i suoi cittadini se esercitano un diritto sancito dalla costituzione, il diritto di sciopero. Io una cosa così non l’avevo mai vista. Quelle sono minacce, minacce a persone perbene che non dovrebbero essere minacciate ma ringraziate perché stanno tenendo alto l’onore del nostro paese”, replica Landini, parlando con i cronisti in Piazza Vittorio a Roma per il corteo.
“Il nostro sciopero è ampiamente legittimo – aggiunge-. Stiamo applicando la legge 146 che prevede anche questa possibilità. Stiamo garantendo i servizi minimi e deve essere chiaro che se pensano di sanzionare le organizzazioni o i lavoratori, sono tutti i provvedimenti che impugneremo totalmente illegittimi.” “La delibera del garante è totalmente illegittima ed è una interpretazione restrittiva della legge. Già dire che dai un’interpretazione restrittiva della legge vuol dire che un’interpretazione non restrittiva, ma corretta, l’abbiamo fatta noi”.
“Siamo davvero tantissimi, sia qui a Roma sia in tutte le altre città italiane”, ha poi detto il leader della Cgil parlando a tutti i manifestanti al corteo di Roma. “Vorrei ringraziare pubblicamente chi ha pensato e organizzato Flotilla – aggiunge – Senza quella intuizione non sarebbe successo tutto quello che è successo, Flotilla ha permesso di abbattere quel muro, quel deserto che si è costruito attorno a un genocidio che non è partito ad agosto. Non ci fermeremo finché il problema non sarà risolto e il governo Netanyahu non sarà fermato”.
L’attacco di Fratoianni – “Salvini è un bullo che usa il manganello mediatico per mettere sotto attacco il diritto di sciopero che è un grande sogno della destra autoritaria. L’attacco di Salvini in questa giornata ai lavoratori e lavoratrici, le minacce ai lavoratori e ai lavoratrici non sono degne di un paese civile. È una vergogna assoluta, lo diciamo con chiarezza al bullo Salvini e a Giorgia Meloni: giù le mani dalla qualità della democrazia italiana“, afferma dal canto suo Nicola Fratoianni di Avs parlando con i cronisti in piazza Vittorio.
Poi l’attacco anche al premier Meloni: le parole del presidente del consiglio Giorgia Meloni “le trovo indecenti, indecorose. Battuta di pessimo gusto. Quando i lavoratori e le lavoratrici scioperano, rinunciano al loro stipendio. In un paese come questo in cui Meloni dovrebbe preoccuparsi di alzare gli stipendi degli italiani che sono la prima emergenza, fare battute come queste è assai vergognoso“.
Il corteo è partito dopo le nove e mezza da Porta Venezia e terminerà in piazza Leonardo. È la terza manifestazione in tre giorni dopo l’abbordaggio israeliano alla Flotilla
Una marea umana. Letteralmente. Sono oltre 50mila le persone in corteo per le strade di Milano a sostegno della Global Sumud Flotilla e in solidarietà alla causa palestinese.
Quella di oggi, venerdì 3 ottobre, è la terzamanifestazione in tre giorni. Le proteste sono esplose mercoledì sera, dopo l’abbordaggio da parte di Israele in acque internazionali delle navi cariche di aiuti umanitari.
Il nodo del corteo verso le tangenziali – Piazza Oberdan si è riempita fin dalle prime ore, con gruppi di studenti arrivati in corteo direttamente dalle scuole e famiglie con bambini che hanno scelto di partecipare. In apertura dello spezzone principale c’è la Cgil, che ha proclamato lo sciopero generale insieme ai sindacati di base.continua a leggere
Le linee dei mezzi pubblici deviate per il corteo
Tram 5 – Non fa servizio tra Ortica e viale Tunisia
Tram 9 – Non fa servizio tra piazza Cinque Giornate e Centrale
Tram 19 – Non fa servizio tra piazza Cinque Giornate e Lambrate
Tram 33 – Non fa servizio tra viale Tunisia e Lambrate
Bus 38 – Non fa servizio tra Argonne M4 e Susa M4
Bus 39 – Non fa servizio tra Rimembranze di Lambrate e Loreto M2
Bus 45 – Non fa servizio tra largo Murani e Lambrate
Bus 54 – In entrambe le direzioni devia tra Rimembranze di Lambrate e via Rombon
Bus 60 – Non fa servizio tra Bronzetti/Indipendenza e Plinio/Eustachi
Bus 61 – Non fa servizio tra piazzale Gorini/Istituto dei Tumori e Dateo M4
Bus 62 – Non fa servizio tra via Bronzetti/corso Indipendenza e Piola M2
Bus 81 – Non fa servizio tra piazzale Gobetti e Stazione Lambrate
Bus 924 – Non fa servizio tra Rimembranze di Lambrate e Stazione Lambrate
Filobus 90 e 91 – Non fa servizio tra Piola M2 e viale Campania/Corsica
Filobus 92 -Non fa servizio tra Caiazzo M2 e Dateo M4
Filobus 93 – Non fa servizio tra via Gorini/Istituto dei Tumori e Lambrate
Giorgia Meloni: “Weekend lungo e rivoluzione non stanno insieme”. Il segretario della Cgil: “Chiediamo alle lavoratrici e ai lavoratori di scendere in piazza”
Lo sciopero generale del 3 ottobre è illegittimo per il Garante ma la Cgil tira dritto e conferma per domani la giornata di mobilitazione. La Commissione di garanzia sugli scioperi, riunitasi oggi,ha valutato illegittimo lo sciopero generale di tutti i settori pubblici e privatiproclamato per domani, 3 ottobre, in violazione dell’obbligo legale di preavviso, previsto dalla Legge 146/90. Nel provvedimento adottato,il Garante ha ritenuto inconferente il richiamo dei sindacati proclamanti all’art. 2, comma 7, che prevede la possibilità di effettuare scioperi senza preavviso solo “nei casi di astensione dal lavoro in difesa dell’ordine costituzionale, o di protesta per gravi eventi lesivi dell’incolumità e della sicurezza dei lavoratori“. continua a leggere
L’agitazione è stata indetta dal sindacato SGB: fascia di garanzia fra le 6 e le 9 di domani mattina
Sciopero nazionale dei lavoratori del Gruppo FS, Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord indetto dal sindacato SGB,
sciopero nazionale, dalle ore 21.00 del 4 settembre alle ore 18:00 del 5 settembre 2025
Per quanto riguarda il trasporto regionale di Trenitalia e Trenitalia Tper, saranno garantiti i servizi essenziali previsti in caso di sciopero nei giorni feriali, dalle ore 6 alle ore 9.
I passeggeri che intendono rinunciare al viaggio possono chiedere il rimborso fino all’ora di partenza della corsa prenotata per i treni Intercity e Frecce. In alternativa, potranno riprogrammare il viaggio, a condizioni di trasporto simili, non appena possibile, secondo la disponibilità dei posti.
Gli elenchi dei servizi garantiti sono consultabili sull’orario ufficiale e sul sito di Trenitalia. Il consiglio è come sempre quello di consultare il sito, l’app di Trenitalia, chiamare il numero verde gratuito 800.892021 o rivolgersi alle biglietterie e al personale di assistenza clienti.
Sul fronte del trasporto regionale, Trenord comunica con una nota pubblicata sul proprio sito che oggi viaggeranno i treni con partenza prevista da orario ufficiale entro le ore 21 e che abbiano arrivo nella destinazione finale entro le ore 22, mentre domani circoleranno i convogli presenti nella lista dei treni garantiti che abbiano orario di partenza dalla stazione di origine corsa dopo le ore 6 e arrivo a destinazione entro le ore 9; nella fascia pomeridiana il servizio riprenderà regolarmente con i treni che abbiano la partenza prevista dopo le ore 18.
In caso di cancellazione dei treni del servizio aeroportuale, saranno istituiti bus senza fermate intermedie tra Milano Cadorna e Malpensa aeroporto per il Malpensa Express (da Milano Cadorna gli autobus partiranno da via Paleocapa 1) e tra Stabio e Malpensa aeroporto per il collegamento aeroportuale S50 Malpensa aeroporto – Stabio.
Nel caso di cancellazione dei treni del servizio aeroportuale, saranno istituiti bus senza fermate intermedie tra: Milano Cadorna e Malpensa Aeroporto per il Malpensa Express. (Da Milano Cadorna gli autobus partiranno da via Paleocapa 1.) Stabio e Malpensa Aeroporto per il collegamento aeroportuale S50 Malpensa Aeroporto – Stabio.
Anche in questo caso, si consiglia di consultare il sito e l’app di Trenord per avere informazioni sulla circolazione dei treni in tempo reale e di prestare attenzione sia agli annunci sonori trasmessi nelle stazioni sia alle informazioni in scorrimento sui monitor.
Sui manifestanti – 10mila in corteo – la questura annuncia l’applicazione della nuova normativa. La Fiom: “Pazienza, abbiamo bravi legali”. Bonelli e Fratoianni: “Meloni porta in carcere i lavoratori in sciopero”. Il clacson dei camionisti per solidarietà al passaggio delle tute blu in sciopero
BOLOGNA – Sfilano in corteo a Bologna le tute blu per lo sciopero indetto a livello nazionale, vengono da tutta la regione, diecimila metalmeccanici (numeri della questura) arrabbiati che invadono la tangenziale reclamando il nuovo contratto a Federmeccanica. Le trattative sono ferme da oltre un anno. E immediatamente scatta il provvedimento del nuovo e contestato decreto Sicurezza con la questura che annuncia denunce. Ed è protesta, con la segretaria Pd Elly Schlein che reagisce: “Vedete qual è l’obiettivo? Non ascoltare il grido dei lavoratori per il rinnovo del contratto. Diamo ai metalmeccanici piena solidarietà“.
Il corteo è partito prima delle 10 e ha invaso la tangenziale bloccando il traffico per circa un’ora. Tragitto diverso da quello concordato il giorno prima e che, dunque, non era stato autorizzato. Il via libera è arrivato dopo una lunga trattativa. Lo spiega la questura di Bologna, annunciando contestualmente che i manifestanti saranno denunciati secondo il nuovo Dl Sicurezza: “Anziché seguire il percorso concordato con l’autorità di pubblica sicurezza, hanno deciso di fare ingresso in tangenziale dall’ingresso 7 in direzione San Lazzaro nonostante lo schieramento dei reparti inquadrati della polizia che, per scongiurare il verificarsi di ulteriori situazioni di pericolo, hanno evitato respingimenti con l’uso della forza“.
La questura ha concesso ai manifestanti un tempo di 45 minuti per poter mettere in scena la protesta lungo un percorso di circa quattro chilometri. “I manifestanti – continua la nota –disattendendo le prescrizioni, hanno fatto ingresso in tangenziale creando il blocco della circolazione stradale. I dimostranti verranno denunciati penalmente, anche alla luce della recente normativa introdotta dal decreto Sicurezza in materia di blocchi stradali”.
Poco dopo le 11 il tratto interessato dal corteo compreso tra lo svincolo 7 Bologna Centro e lo svincolo 8 Fiera in direzione Bologna San Lazzaro è stato riaperto.
Le reazioni: “Abbiamo bravi legali” – “Ci denunciano? Pazienza, abbiamo dei bravi legali” reagiscePrimo Sacchetti, segretario organizzativo Fiom Emilia-Romagna. “E comunque di fronte a temi del genere e il presenza di migliaia di lavoratori che si battano per i loro diritti dico: Ne valeva la pena. Mi denunciassero pure. Lo ripeto: ne valeva la pena”.
Alla manifestazione partecipa il segretario generale della Fim Cisl Ferdinando Uliano.
La segretaria del Pd Elly Schlein attacca: “A pochi giorni dall’approvazione del decreto sicurezza, abbiamo la dimostrazione che avevamo ragione noi: di fronte all’incapacità di dare risposte al paese sceglie di punire chi si lamenta. È una vecchia tecnica, lo dico a Meloni: si fa il Governo del nemico. Durante lo sciopero dei metalmeccanici i lavoratori sono stati denunciati perché protestavano. Ecco l’obiettivo del dl sicurezza, era non ascoltare il grido dei lavoratori, ora chi si lamenta viene punito. Diamo ai metalmeccanici piena solidarietà“.
Incalza via social Nicola Fratoianni di Avs:“Ma il governo pensa davvero di affrontare i problemi dei lavoratori che giustamente protestano pacificamente per il futuro del loro lavoro sbattendoli in carcere?”.
“Diecimila lavoratrici e lavoratori metalmeccanici hanno esercitato un diritto costituzionale, quello di scioperare e manifestare per un contratto fermo da oltre un anno. La risposta dello Stato è stata l’annuncio di denunce penali – dichiara Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde – È l’ennesima prova che il decreto Sicurezza voluto dal governo Meloni non tutela la sicurezza dei cittadini, ma serve soltanto a intimidire e a criminalizzare il dissenso. Meloni non affronta la crisi sociale: la criminalizza, portando in carcere chi la subisce e osa protestare”.
Paglia: “Protesta giusta” – “Protesta giusta, siamo solidali con i lavoratori”, aveva detto alla partenza del corteo Giovanni Paglia, assessore regionale al Lavoro presente alla manifestazione. “Ho sempre sostenuto che in Italia ci sia una questione salariale da affrontare, soprattutto nella parte operaia del paese. Ci sono condizioni salariali e di lavoro che devono essere migliorate e lo strumento adatto a farlo è il contratto collettivo nazionale“. Per Paglia “gli imprenditori hanno ragione nel chiedere alla politica che si agisca sul lato degli investimenti e dell’innovazione, perché c’è un problema evidente di produttività in Italia che non può essere trascurato. Si può però più scaricare sul costo del lavoro il tema della competitività. Io mi auguro che si possano aprire delle riflessioni con le imprese emiliano romagnole“
Metalmeccanici in sciopero per rinnovo contratto, manifestazioni in tutta Italia
I lavoratori emiliani stanno manifestando in tangenziale a Bologna. Bonazzi (Fiom): “Riaprire trattative”
Una manifestazione di metalmeccanici – (Ipa)
Metalmeccanici in piazza oggi in molte città d’Italia, nella giornata di sciopero proclamato da Fim, Fiom e Uilm per chiedere la riapertura della trattativa per il rinnovo del contratto del settore.
“La Cisl è al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici, in sciopero oggi per rivendicare il fondamentale diritto a contrattare le proprie condizioni di lavoro. Federmeccanica riconvochi subito il tavolo negoziale, ristabilendo le condizioni per una trattativa costruttiva e responsabile, verso un rinnovo che faccia progredire adeguatamente tutele, welfare, diritti e salari. Una sfida che riguarda non solo le parti sociali, ma anche la capacità del sistema industriale italiano di valorizzare il lavoro, puntare sull’innovazione, costruire coesione. Continuare a ignorare questa domanda di giustizia e partecipazione significa frenare coesione e sviluppo”, scrive sui social la leader Cisl Daniela Fumarola.
I lavoratori emiliani stanno manifestando in tangenziale a Bologna – I lavoratori emiliani stanno manifestando in tangenziale a Bologna, mentre gli operai marchigiani presidiano il porto di Ancona. ‘Senza il contratto, il Paese si blocca’ è lo slogan con cui le tute blu chiedono la riapertura della trattativa.
“Queste azioni di protesta evidenziano la forte partecipazione dei lavoratori e il messaggio chiaro che intendono trasmettere: il Paese si ferma se Federmeccanica, Assital e Unionmeccanica non riaprono le trattative per il rinnovo del Contratto nazionale dei metalmeccanici. I lavoratori chiedono un aumento certo del salario, la riduzione dell’orario di lavoro e maggiori certezze per le lavoratrici e i lavoratori precari”, si legge in una nota inviata dalla Fiom, che avverte: “Nelle prossime ore, sono previste ulteriori iniziative in tutta Italia, a dimostrazione che la mobilitazione dei metalmeccanici è solo all’inizio e che la richiesta di un contratto equo e giusto è più forte che mai”.
Anche a Genova si è registrata una forte partecipazione dei lavoratori, che hanno risposto con determinazione alla mobilitazione promossa contro quello che i sindacati giudicano un atteggiamento di chiusura di Federmeccanica e Assistal sul rinnovo del contratto collettivo nazionale.
“Quaranta ore di sciopero per riconquistare il contratto nazionale dei metalmeccanici. È dal 1997 che non accade di arrivare a questo tipo di scontro con Federmeccanica“, dice il segretario generale della Fiom-Cgil di Genova Stefano Bonazzi, questa mattina alla manifestazione dei metalmeccanici partita alle 9 da Cornigliano. “Oggi i metalmeccanici genovesi, con la loro consueta forza e determinazione scioperano per riconquistare quel contratto nazionale – continua Bonazzi – Questi scioperi a oggi hanno rotto il fronte di Federmeccanica con i grandi gruppi che si sono espressi per la riapertura della trattativa, ma a oggi non siamo ancora alla riapertura del tavolo. Questo significa che questo sciopero serve per dare un’ulteriore spallata, per dare risposte chiare ai metalmeccanici che sono il salario in primis, visto l’aumento dell’inflazione degli ultimi anni e visto lo stato dei salari in Italia, e poi altri elementi legati a diritti, sicurezza e riduzione degli orari di lavoro“.
“È passato un anno dalla scadenza del contratto – dichiara Massimiliano Nobis, segretario nazionale Fim Cisl, presente a Genova durante il corteo – ma Federmeccanica continua a dimostrare, con rifiuti incomprensibili, di non voler riaprire la trattativa. In questo modo tiene in ostaggio un milione e mezzo di lavoratori metalmeccanici in tutta Italia e frena la ripresa produttiva. È un atteggiamento irresponsabile e inaccettabile”.
Domani 20 giugno sarà un nuovo venerdì nero per i trasporti. Aerei, treni, navi, traghetti e autobus subiranno ritardi e cancellazioni per uno sciopero nazionale, indetto da diversi sindacati di base, tra cui USB, CUB, SGB, FISI, FLAI e altri. L’agitazione ha diverse motivazioni, dalla richiesta di aumenti salariali alla riduzione dell’orario di lavoro, dalla richiesta di maggiori investimenti in sanità, istruzione, trasporti e sicurezza sul lavoro a quella di un cessate il fuoco in Palestina.
Treni – L’agitazione del personale del gruppo Ferrovie dello Stato(con ripercussioni su Frecce, Intercity e treni regionali), di Italo e di Trenord parte già questa sera. Lo sciopero è previsto dalle ore 21 di giovedì 19 alle ore 21 di venerdì 20 giugno: durante queste 24 ore i treni possono subire cancellazioni o variazioni. Lo sciopero non include il personale della Sala Circolazione della Sardegna di Rfi e il personale mobile del Piemonte e Valle d’Aosta di Trenitalia.
Per il trasporto Regionale, sono garantiti i servizi essenziali previsti in caso di sciopero nei giorni feriali dalle ore 6 alle ore 9 e dalle ore 18 alle ore 21. L’agitazione sindacale può comportare modifiche al servizio anche prima dell’inizio e dopo la sua conclusione. I passeggeri che intendono rinunciare al viaggio possono chiedere il rimborso a partire dalla dichiarazione di sciopero e fino all’ora di partenza del treno prenotato, per i treni Intercity e Frecce; fino alle ore 24 del giorno antecedente lo sciopero stesso, per i treni Regionali. In alternativa possono riprogrammare il viaggio, a condizioni di trasporto simili, non appena possibile, secondo la disponibilità dei posti.
Dalle 13 alle 21 di venerdì 20 si fermano anche i dipendenti di Captrain Italia, società che si occupa di trasporto merci su ferrovia.
Settore marittimo e portuale – L’agitazione include anche il settore marittimo e portuale, con stop di 24 ore nei principali porti italiani per navi e traghetti, con conseguenti variazioni nei collegamenti marittimi, in varie modalità.
Aerei – Lo sciopero del personale degli aeroporti durerà invece dalla mezzanotte alle 23:59 del 20 giugno, e interesserà gliaddetti ai bagagli, gli autisti dei bus navette e il personale di assistenza a terra. Saranno garantiti i voli operativi nelle fasce protette 7–10 e 18–21, oltre a una serie di tratte indicate sul sito dell’Enac. Infine, il personale delle autostrade sarà in sciopero dalle 22 del 19 giugno alle 22 del 20 giugno e saranno possibili chiusure di piste manuali, ritardi nei servizi di assistenza e mancanza di operatori ai caselli.
Ita Airways segnala la possibilità di alcune modifiche dell’operativo dei propri voli e anticipa di essere stata “costretta a cancellare 34 voli tra domestici e internazionali, di cui 32 previsti nel giorno dello sciopero“. La lista dei voli cancellati è disponibilea questo indirizzo e la compagnia invita tutti i viaggiatori che hanno acquistato un biglietto per la giornata dello sciopero, a verificare lo stato del proprio volo, prima di recarsi in aeroporto.
Trasporto locale – Come d’abitudine a livello di trasporto pubblico locale, le modalità dello sciopero variano da città a città. A Roma l’agitazione interesserà la rete Atac e i bus periferici gestiti da operatori privati(Roma Tpl, Autoservizi Troiani/Sap e Autoservizi Tuscia/Bis) e Cotral. Sulla rete Atac lo sciopero riguarda anche i collegamenti eseguiti da altri operatori in regime di sub-affidamento. Il servizio sarà assicurato da inizio corse diurne e fino alle 8,30 e poi dalle 17 alle 20. A Milano ATM ha spiegato che il servizio non è garantitodalle 8:45 alle 15 e dopo le 18, fino al termine del servizio. A Napoli, invece, EAV assicura il servizio dalle 5.30 alle 8.30 e dalle 16.30 alle 19.30. ATorino e nella prima cintura del capoluogo piemontese il servizio sarà garantito solo nelle fasce di garanzia, ovvero dalle 6 alle 9 del mattino e dalle 12 alle 15.
Anche a Venezia per l’agitazione dell’Actv venerdì il servizio di trasporto di navigazione, tranviario e automobilistico in terraferma e isola sarà a rischio. Salve le fasce di garanzia dalle ore 6 alle ore 8.59 e dalle ore 16.30 alle ore 19.29 per autobus e tram, oltre ai servizi minimi di collegamento per i vaporetti e alcune corse di nave traghetto per fasce orarie riservate ai possessori di tessera Venezia Unica su prenotazione obbligatoria.
Metalmeccanici – Sciopero nazionale anche dei metalmeccanici, proclamato da Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Ul per otto ore (dopo le 32 già effettuate), con manifestazioni regionali e a sostegno del rinnovo dei Ccnl scaduti in categoria. La proclamazione, fanno sapere i sindacati, “si è resa necessaria per rimuovere il blocco della contrattazione collettiva nazionale e superare l’intransigenza delle associazioni datoriali, Federmeccanica e Assistal ma anche Unionmeccanica-Confapi, che nei fatti stanno impedendo l’avvio di un vero negoziato sulla base delle piattaforme democraticamente approvate dalle lavoratrici e dai lavoratori metalmeccanici“.
Esselunga spiega che lo sciopero non solo ha interrotto il servizio di consegna, ma ha ancheavuto un impatto diretto sulle attività dei dipendenti nei centri di distribuzione
Esselunga ha annunciato l’attivazione della cassa integrazione per più di 200 lavoratori del proprio magazzino in via Dione Cassio a Milano, a causa dello sciopero in corso indetto dalla Filt Cgil. La protesta, che coinvolge le aziende incaricate della consegna delle spese online – Brivio e Viganò, Deliverit e Cap Delivery – sta provocando «gravi disagi operativi» con ricadute sul servizio e-commerce della catena di supermercati, in particolare nell’area di Milano.
MERLATA BLOOM MILANO CENTRO COMMERCIALE SUPERMERCATO ESSELUNGA
Secondo quanto riferito dalla stessa azienda «questa situazione ha compromesso in modo significativo la nostra capacità di garantire ai clienti il servizio e-commerce, a discapito in particolare di persone anziane e in stato di fragilità, per cui il servizio è indispensabile». Lo sciopero, aggiunge Esselunga, non solo ha interrotto il servizio di consegna, ma ha anche avuto un impatto diretto sulle attività dei dipendenti nei centri di distribuzione: «La protesta messa in atto sta impedendo ai nostri dipendenti dei centri di distribuzione che preparano le spese poi affidate ai trasportatori per le consegne, di svolgere il proprio lavoro».
La posizione della catena dei supermercati – Per evitare un blocco totale dell’attività e limitare gli sprechi alimentari, l’azienda si è detta «costretta» e «con rammarico» a ricorrere alla cassa integrazione. Il provvedimento, al momento, interessa oltre 200 lavoratori. Esselunga auspica «un ritorno a un operato responsabile e a un confronto costruttivo tra tutte le parti coinvolte». «La nostra priorità rimane sempre quella di garantire un servizio di qualità ai nostri clienti e un ambiente di lavoro stabile per i nostri dipendenti»
Al Garante degli scioperi risultano già 45 agitazioni solo nel primo mese del nuovo anno: tutte le informazioni
Il 2025 inizia con gli scioperi. Nel solo mese di gennaio saranno 45 e coinvolgeranno il settore dei trasporti. Già risultano nel calendario del Garante degli scioperi, esclusi quelli revocati. Scontri e precettazioni del ministro Matteo Salvini non sembrano aver ammorbidito la piazza. I disagi sono annunciati tra ritardi e cancellazioni.
Sciopero dei rimorchiatori: occhio ai traghetti – Per chi deve spostarsi via mare ci sono due date chiave da segnare sul calendario: 8 e 9 gennaio. A scioperare saranno i rimorchiatori napoletani, dalle ore 12.00 dell’8 gennaio alle ore 12.00 del 9, e i lavoratori di Caronte & Tourist isole minori e Siremar.
Il giorno più difficile: sciopero treni e trasporto pubblico del 10 gennaio – Il 10 gennaio sarà la giornata nera dei trasporti. I viaggi in treno sono a rischio a causa dello sciopero nazionale di 24 ore dei lavoratori Rfi, mentre il Trasporto pubblico locale (Tpl) farà i conti con lo sciopero nazionale di 4 ore dei lavoratori.
Gli scioperi dei trasporti a gennaio 2025: date e orari
Categoria
Orario
Rfi (nazionale)
Sciopero di 24 ore
Trasporto Pubblico Locale (Tpl)
Sciopero di 4 ore
Ferrovie della Calabria
11:30 – 15:30
Firenze e provincia
09:00 – 16:59
Trenitalia Abruzzo
09:00 – 16:59
Saranno in sciopero anche i lavoratori di Ferrovie della Calabria, dalle ore 11.30 alle ore 15.30, quelli del trasporto ferroviario di Firenze e provincia dalle ore 09.00 alle ore 16.59 e di Trenitalia Abruzzo dalle ore 09.00 alle ore 16.59. Sul fronte del trasporto aereo, nella stessa giornata sciopereranno anche i lavoratori di handler, della Sea spa e addetti alle pulizie.
Sciopero treni e trasporti 21, 25 e 26 gennaio: ecco dove -I disagi sulle rotaie continuano il 21 gennaio. I treni che potrebbero subire ritardi o cancellazioni saranno quelli coinvolti dall sciopero delle ferrovie Appulo Lucale dalle ore 15.40 alle ore 19.39 e di Ferrovie del Sud-est (Bari, Taranto e Lecce) dalle ore 15.40 alle ore 19.39.
Il 25 e 26 gennaio si prosegue con lo sciopero plurisettoriale nazionale di 24 ore dei lavoratori delle aziende che svolgono attività ferroviaria, dalle ore 21.00 del 25 fino alle ore 20.59 del 26.
Ma anche il trasporto pubblico locale avrà le sue giornate di agitazione: a Vercelli e Biella il 21 gennaio(dalle ore 08.30 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 a fine servizio); il 26 gennaio a Genova scioperano i lavoratori di Amt (servizio extraurbano dalle ore 10.30 alle ore 14.30 per il personale viaggiante e dalle ore 10.30 alle ore 14.00 per il personale addetti alle biglietterie); il 31 gennaio scioperano i lavoratori del gruppo Atm di Milano, Monza e della Brianza.
Accolta la richiesta dell’Usb: “Vincono i lavoratori, lo sciopero è legittimo e durerà 24 ore”. Il ministro: “Fatto di tutto per difendere il diritto alla mobilità degli italiani, ora ci sarà il caos”. Previste due manifestazioni, una a Roma e una a Milano
Vittoria dell’Unione sindacale di base (Usb) nel braccio di ferro con il ministro dei Trasporti e vicepremier, Matteo Salvini, per lo sciopero di 24 ore di domani, venerdì 13 dicembre. Il Tar del Lazio, con decreto monocratico, ha accolto la richiesta dell’Usb di sospendere l’ordinanzadel Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, firmata dallo stesso Salvini martedì scorso, con la quale l’agitazione generale nel settore dei trasporti era stata ridotta a quattro ore. “Abbiamo fatto tutto il possibile per difendere il diritto alla mobilità degli italiani. – afferma Salvini – Per l’ennesimo venerdì di caos e disagi, i cittadini potranno ringraziare un giudice del Tar del Lazio”.
“Riteniamo che sia un atto dovuto da parte della giustizia nei nostri confronti – replica Francesco Staccioli, esecutivo confederale Usb – noi avevamo anche sconsigliato il ministro di procedere con un’iniziativa di questo tipo, in mancanza di qualsiasi avallo da parte della Commissione di Garanzia. Questa decisione mette al riparo i lavoratori da qualunque sanzione, per noi è un grande risultato per la nostra lotta a salari migliori, e per migliori condizioni di lavoro e di sicurezza. Domani sarà una bella giornata per la democrazia”.
Il caso era esploso, appunto, martedì quando Salvini ha adottato la precettazione con il sindacato Usb, dopo che già aveva adottato simile iniziative con Cgil e Uil. Una mossa che aveva generato la dura reazione del sindacato di base, che aveva fatto sapere di non avere intenzione di adeguarsi, dalmomento che, a differenza dello sciopero del 29 novembre, non c’era stata alcuna delibera da parte della Commissione di Garanzia sugli scioperi, che non aveva obiettato nulla rispetto alla regolarità della protesta indetta da Usb.
Il sindacato ora, dopo la decisione del Tribunale amministrativo, esulta: “Il Tar del Lazio accoglie la richiesta di Usb di sospendere l’ordinanza di precettazione di Salvini – si legge in una nota – Domani lo sciopero è generale, regolare e legittimo e durerà 24 ore anche nei trasporti. Per una volta vincono i lavoratori e vince la democrazia“.Rispetto alla precettazione del 29 novembre per Cgil e Uil, nel caso dello sciopero del 13 dicembre non c’era stato alcun rilievo del Garante né sul cumulo di scioperi nello stesso giorno né sulla violazione di regole sulla “rarefazione” (la distanza prescritta dalla legge tra gli scioperi nei pubblici servizi). Oltre allo stop di 24 ore, sono previste due manifestazioni di protesta, una a Roma e una a Milano.
Salvini e la riforma dello sciopero – Così Salvini giustificava l’intervento nei giorni scorsi: lo sciopero di venerdì a 10 giorni dal Natale “era inammissibile, quindi ho firmato la riduzione a 4 ore dello sciopero”. E ancora: “Quando ho chiesto di ridurre le 24 ore di sciopero, mi hanno detto no, educatamente ma mi hanno detto di no”. Da lì, la formale precettazione “per garantire a chi vuole scioperare il diritto di sciopero ma per non bloccare l’Italia intera a 10 giorni dal Natale”. Concetti sui quali è tornato anche in mattinata, dalla presentazione del nuovo piano industriale delle Ferrovie, durante la quale ha detto di volere “rivedere e ridiscutere le norme sugli scioperi”. Aprendo sì alla volontà di rivedere le norme “tutti insieme, anche con i sindacati” e puntando sulla loro sensibilità alla perdita di stipendio dei lavoratori che scioperano: “Sono in primis loro a rendersi conto che, se c’è uno sciopero al giorno, quelle sono giornate di lavoro in meno per i lavoratori”. Sui ripetuti scontri in materia, negli ultimi mesi, Salvini ha detto che “Il diritto allo sciopero è sacrosanto, ma nega il diritto di vivere, di curarsi e di lavorare”. E quindi: “Non penso sia utile andare avanti di scontro in scontro, di precettazione in precettazione”.
Le motivazioni del Tar – “Considerato che l’invito formulato dalla Commissione di Garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali – quale Autorità Indipendentedi settore – è stato accolto dalle sigle sindacali, con conseguente conformazione alle relative indicazioni e prescrizioni”, scrive il Tar, e che “tale Commissione non ha formulato al Ministero alcuna segnalazione o proposta con riferimento allo sciopero in questione”, e che non c’è “un imminente e fondato pericolo di pregiudizio ai diritti della persona costituzionalmente tutelati”, o altri rischi per i cittadini, a parte i normali disagi che lo sciopero produce, si conclude che “tenuto conto dell’imminenza della data dello sciopero, come proclamato, e l’irreversibilità del pregiudizio che deriverebbe dall’esecuzione della gravata ordinanza di precettazione, non altrimenti riparabile, con conseguente vanificazione della stessa tutela giurisdizionale”. si sospende l’efficacia della precettazione di Salvini, e si dà appuntamento a tutti per l’udienza al 13 gennaio.
Il commento della Usb – “Questa ordinanza del Tar interviene riproponendo le stesse motivazioni della sentenza di marzo, che aveva dato torto a Salvini per la precettazione dell’anno scorso, e ciononostante è arriva dal ministero dei Trasporti una nuova precettazione che il Tar inquadra come ‘una interferenza del potere politico nel diritto di sciopero’”, dice l’avvocato Arturo Salerni, del Centro di Iniziativa Giuridica Usb. “Il decreto conferma questo orientamento. Ci sembrano principi molto importanti che delineano e arginano una delimitazione del diritto di sciopero che abbiamo sempre registrato negli ultimi anni. E’ una pronuncia importante perché difendere il diritto di sciopero significa difendere la Costituzione”, conclude Salerni. La Usb ricorda che lo sciopero di domani è uno sciopero generale, che riguarda tutte le categorie pubbliche e private. Lo sciopero dei trasporti durerà 24 ore, e rispetterà le fasce di garanzia. Escluso solo il settore aereo, perché lì invece c’era stato un altro sciopero recente, e il Garante aveva rilevato una violazione del principio di rarefazione.
La protesta, indetta da Cgil e Uil, prevede lo stop per tutti i settori pubblici e privati con l’esclusione delle ferrovie. Sciopero ridotto da otto a quattro ore dopo la precettazione per trasporto pubblico, aereo e marittimo
SCIOPERO GENERALE oggi 29 novembre, in tutti i settori tranne i treni. La mobilitazione nazionale contro la manovra, proclamata da Cgil e Uil, coinvolge i settori pubblici e privati, dalla sanità alla scuola, dalle fabbriche alle poste, passando per giustizia, commercio, ministeri e vigili del fuoco. Per tutti i settori coinvolti, lo stop previsto è di otto ore o per l’intero turno di lavoro. Sciopero ridotto invece a quattro ore – dalle 9 alle 13 – per il trasporto pubblico, aereo e marittimo, per la precettazione del Mit.
Escluso del tutto il trasporto ferroviario perché sulla base delle rilevazioni del Garante scioperi era stato già sfilato dalla lista dei settori aderenti alla mobilitazione nel rispetto della ‘regola dei dieci giorni’.
“Lo sciopero è un diritto sacrosanto, come sacrosanto è il diritto alla Salute, alla mobilità” ha detto il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini. “La Commissione di garanzia ha chiesto di limitare a 4 ore lo sciopero, i sindacati hanno detto di no, apriti cielo, e io ho esercitato il mio diritto e dovere“ con la precettazione.
Il giallo del ricorso al Tar – Secondo una nota del Mit, il presidente della terza sezione del Tar avrebbe infatti bocciato il ricorso d’urgenza promosso da alcuni sindacati contro la precettazione firmata da Matteo Salvini, che esprimeva “grande soddisfazione“. Ma Cgil e Uil in una nota congiunta precisano: “Il ricorso d’urgenza contro la precettazione, rigettato dal Tar, di cui si ha notizia da organi stampa, non è quello presentato” dai due sindacati.
Quali sono le ragioni dello sciopero – Lo sciopero è contro la manovra, per il potere d’acquisto e per il rinnovo dei contratti. I due sindacati, Cgil e Uil, scendono in piazza, spiegano, per chiedere di “cambiare” la manovra di bilancio, considerata del tutto “inadeguata a risolvere i problemi del Paese” e per rivendicare l’aumento del potere d’acquisto di salari e pensioni e il finanziamento di sanità, istruzione, servizi pubblici e politiche industriali.
Cortei in tutta Italia – Previsti manifestazioni, comizi e cortei in tutta Italia, con il leader della Cgil Maurizio Landini che scenderà in piazza con i lavoratori a Bologna, e il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri che sarà invece a Napoli. A Roma, corteo da piazza Indipendenza (ore 9.30) a piazza Barberini. Due i cortei nel centro di Milano domani. Cgil e Uil danno appuntamento alle 9.30 in largo 11 Settembre. Da lì il corteo raggiungere piazza San Babila, dove è previsto il comizio finale.
Stessa ora, ma luogo differente per il concentramento di sindacati di base, movimenti sociali, collettivi studenteschi e comitati per il diritto all’abitare, all’istruzione e alla sanità pubblica: si troveranno alle 9.30 in piazza Fontana, dove – preannunciano – “verrà deposta una corona in ricordo di Licia e Pino Pinelli e sarà realizzato un murale per riaffermare la lotta per la giustizia sociale“. Il corteo sfilerà poi per le vie del centro, fino a raggiungere piazza della Scala. In Toscana è prevista una manifestazione regionale a Firenze:ore 9.30 partenza corteo da piazza Santa Maria Novella, interventi conclusivi in piazza Poggi.
L’agitazione ha ripercussioni sul servizio dalle 8,45 alle 15 e dalle 18 fino al termine del servizio
Un venerdì di disagi per i viaggiatori a causa dello sciopero generale nazionale indetto dal sindacato Al Cobas, che coinvolge principalmente il settore dei trasporti. A Milano dalle 8,45 chiudono la M2 e la M4. Restano aperte le linee M1, M3 e M5. Tram, bus e filobus sono in servizio con possibili maggiori attese.
Atm fa sapere che la prima fascia di disagi si conclude alle 15, per riprendere dalle 18 fino al termine del servizio. Possibili disagi anche per il funzionamento della funicolareComo-Brunate, gestita dall’Azienda trasporti milanesi: potrebbe fermarsi
dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 fino al termine del servizio.
L’ultimo sciopero indetto dalla stessa sigla sindacale era stato il 26 giugno scorso e aveva ottenuto un’adesione del 17.4 per cento fra i lavoratori di Atm. A ottobre, sabato 5, era statoindetto uno sciopero dal sindacato Orsa, poi revocato dopo la precettazione del prefetto per motivi di ordine pubblico legati alla manifestazione pro Palestina e alla partita di calcio Inter-Torino a San Siro. Il sindacato Al Cobas ha spiegato le motivazioni dell’agitazione: “L’abrogazione dei penalizzanti salari d’ingresso ai neoassunti, il salario minimo di 1600 euro netti mensili, forti aumenti salariali indicizzati all’inflazione reale, riduzione dell’orario di lavoro”. I promotori dello sciopero vorrebbero inoltre “un piano di investimenti e di assunzioni straordinari in tutti i settori di pubblica utilità a partire dal trasporto pubblico fino a sanità, scuola e servizi sociali in genere, che devono essere universali e gratuiti”.
Si tratta di una protesta “contro le morti sul lavoro, per la sicurezza e la tutela della salute in tutti gli ambienti di lavoro, posto guida compreso, eliminando il rischio alla fonte; per il blocco delle spese militari, contro la guerra e l’invio di armi in tutti gli scenari di conflitto e la conversione di tali risorse nei servizi di pubblica utilità”, ma anche “contro le grandi opere speculative, per la tutela dell’ambiente e per un piano concreto di ricostruzione e messa in sicurezza del territorio”, nonché “contro la privatizzazione e le gare d’appalto della gestione del pubblico servizio di trasporto locale”.
L’agitazione è indetta dal sindacato AL Cobas. Ecco quando potrebbero fermarsi tram, bus e metropolitane
Venerdì 18 ottobre potrebbe essere una giornata difficile per gli utenti dei mezzi pubblici milanesi: il sindacato AL Cobas ha indetto uno sciopero del trasporto pubblico locale a livello nazionale.
Atm fa sapere che l’agitazione potrebbe avere ripercussioni sul servizio in città dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 fino al termine del servizio.
Possibili disagi anche per i frequentatori della funicolare Como-Brunate, gestita dall’Azienda trasporti milanesi: potrebbe fermarsi dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 fino al termine del servizio.
L’ultimo sciopero indetto dalla stessa sigla sindacale era stato il 26 giugno scorso e aveva ottenuto un’adesione del 17.4% fra i lavoratori di Atm.
L’agitazione del 18 ottobre, comunica AL Cobas in una nota, è stata indetta per una lunga serie di motivi, fra cui figurano richieste come “l’abrogazione dei penalizzanti salari d’ingresso ai neoassunti, il salario minimo di 1600 euro netti mensili, forti aumenti salariali indicizzati all’inflazione reale, riduzione dell’orario di lavoro”.
I promotori dello sciopero vorrebbero inoltre “un piano di investimenti e di assunzioni straordinari in tutti i settori di pubblica utilità a partire dal trasporto pubblico fino a sanità, scuola e servizi sociali in genere, che devono essere universali e gratuiti”.
I lavoratori sono invitati a incrociare le braccia anche per protestare “contro le morti sul lavoro, per la sicurezza e la tutela della salute in tutti gli ambienti di lavoro, posto guida compreso, eliminando il rischio alla fonte; per il blocco delle spese militari, contro la guerra e l’invio di armi in tutti gli scenari di conflitto e la conversione di tali risorse nei servizi di pubblica utilità”.
E poi “contro le grandi opere speculative, per la tutela dell’ambiente e per un piano concreto di ricostruzione e messa in sicurezza del territorio”, nonché “contro la privatizzazione e le gare d’appalto della gestione del pubblico servizio di trasporto locale”.
Sciopero dei lavoratori Samsung in Corea del Sud (LaPresse)
È la più grande protesta mai organizzata nei 55 di storia del colosso della tecnologia della Corea del Sud
Doveva durare tre giorni, fino al 10 luglio,ma lo sciopero dei lavoratori di Samsung Electronics in Corea del Sud continua. A tempo indeterminato. È quanto annunciato dal National Samsung Electronics Union (NSEU), il più grande sindacato che rappresenta i lavoratori del gigante tecnologico sudcoreano, per costringere la direzione a negoziare sui salari e sui giorni di ferie in più. “Dichiariamo un secondo sciopero generale a tempo indeterminato a partire dal 10 luglio, avendo appreso che la direzione non è disposta a discutere dopo il primo sciopero generale“, ha dichiarato in un comunicato il National Samsung Electronics Union che conta più di 30.000 membri, più di un quinto della forza lavoro totale dell’azienda, che ammonta a 125mila unità.
Già lo scorso 8 luglio circa 5mila lavoratori hanno incrociato le braccia per chiedere un aumento salariale al colosso della tecnologia. Ma la direzione della multinazionale non si è seduto al tavolonegoziale con le organizzazioni dei lavoratori, impedendo quindi che le due parti riuscissero a ridurre le loro divergenze. Si è arrivati così alla decisione di estendere il periodo della protesta, la più grande mai organizzata nei 55 di storia del colosso della tecnologia. Ma quali sono le richieste dei lavoratori? Il sindacato chiede un giorno di ferie in più per tutti i dipendenti e un aumento significativo dello stipendio per gli 855 iscritti che non hanno firmato l’accordo di negoziazione salariale del 2024. C’è poi la richiesta all’azienda di offrire più congedi retribuiti e di risarcire le perdite economiche subite durante gli scioperi non retribuiti.
La sciopero arriva in un momento di difficoltà della Samsung Electronics, segnato da un calo della domanda e della produzione di chip ad alta tecnologia. Secondo il sindacato, lo sciopero avrebbe interrotto la produzione su alcune linee di chip, anche se Samsung (in una fase delicata di accordi con Nvidia sulle forniture di processori per AI) sostiene che la protesta di alcuni lavoratori non ha causato alcuna interruzione della produzione. Nelle scorse settimane Samsung aveva anche annunciato profitti aumentati di 15 volte rispetto all’anno scorso (10.400 miliardi di won (7 miliardi di euro) rispetto ai 0,67 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente).
La decisione del prefetto Claudio Sgargalia arriva dopo un fallimentare tentativo di mediazione. Solo a San Siro previste più di 75mila presenze
Il prefetto di Milano Claudio Sgargaglia ha disposto la precettazione dei lavoratori dell’Azienda trasporti milanesi(Atm) che intendevano scioperare giovedì 11 aprile. La protesta sarebbe dovuta durare quattro ore, dalle 20 alle 24, ma l’autorità pubblica ha deciso di imporre ai dipendenti di lavorare per evitare disagi alla mobilità in concomitanza dei due eventi che si svolgeranno quel giorno, cioè l’apertura del Forum del G7 Trasportie la partita di calcio Milan-Roma, durante la quale si prevede un afflusso di 75mila tifosi. Lo sciopero era stato proclamato dai sindacati Filt Cgil e Uiltrasporti.
La prefettura ha spiegato che “in una dinamica di confronto democratico e di relazioni sindacali, il prefetto ha effettuato una riunione con i rappresentanti delle sigle sindacali per tentare una mediazione. L’invito a revocare lo sciopero ha avuto, però, esito negativo. Il provvedimento di precettazione, che interesserà l’intera giornata, si è reso, pertanto, necessario per evitare disagi alla mobilità della cittadinanza”.
Durante il Forum del G7 ci saranno centinaia di delegati provenienti da Stati Uniti, Canada, Giappone, Francia, Germania, Regno Unitoe, ovviamente, Italia. Dall’altra parte, migliaia di persone occuperanno i mezzi per l’incontro calcistico previsto dallo stadio di San Siro, valevole per l’Europa League stagione 2023/2024”.
“La Prefettura – si legge in conclusione nel comunicato – particolarmente attenta ai temi di sicurezza sui luoghi di lavoro, rappresentati dalle organizzazioni sindacali, ha dato la propria disponibilità per l’attivazione a breve di un tavolo tecnico per poter garantire il miglior coordinamento operativo e per un’analisi tempestiva e costante delle relative problematiche, con la presenza delle stesse organizzazioni sindacali e delle parti datoriali”.
L’agitazione è nazionale e generale e si terrà il prossimo 11 aprile
Primoscioperodei mezzi di aprile atteso per giovedì 11, quando è stata indetta un’agitazione nazionale generale con quattro ore di astensione dal lavoro e i disagi maggiori sono attesi proprio sul trasporto pubblico. Rischio caos per metropolitane, bus e tram Atm e treni Trenord. Secondo quanto riportato dal ministero delle infrastrutture e dei trasporti, potrebbero esserci disagi dalle 9 alle 13 sui treni, mentre gli orari del Tpl non sono ancora stati annunciati.
Diverse le richieste dei sindacati. “La salute e la sicurezza sul lavoro devono diventare un vincolo per poter esercitare l’attività d’impresa“, hanno spiegato. La richiesta è quella di “cancellare le leggi che negli anni hanno reso il lavoro precario e frammentato“, di “superare il subappalto a cascata e ripristinare la parità di trattamento economico e normativo per le lavoratrici e i lavoratori di tutti gli appalti pubblici e privati” e di “rafforzare le attività di vigilanza e prevenzione incrementando le assunzioni nell’Ispettorato del Lavoro e nelle Aziende Sanitarie Locali“.
Nella nota i Cgil e Uil proseguono: “Lavoratori dipendenti e pensionati pagano oltre il 90% del gettito Irpef, mentre intere categorie economiche continuano a non pagare fino al 70% delle imposte dovute. L’evasione complessiva continua a essere pari a 90 miliardi all’anno. La delega che il governo sta applicando invece di combattere l’evasione fiscale e contributiva introduce nuove sanatorie, condoni e concordati, non tassa gli extraprofitti, favorisce le rendite finanziare e immobiliari, il lavoro autonomo benestante e le grandi ricchezze“.
Infine, lavoratori e sigle sindacali chiedono un nuovo modello sociale e di fare impresa. “Vogliamo rimettere al centro delle politiche economiche e sociali del governo e delle imprese il valore del lavoro a partire dal rinnovo dei contratti nazionali e da una legge sulla rappresentanza, la centralità della salute e della persona, la qualità di un’occupazione stabile e non precaria, una seria riforma delle pensioni, il rilancio degli investimenti pubblici e privati per riconvertire e innovare il nostro sistema produttivo e puntare alla piena e buona occupazione a partire dal Mezzogiorno“, hanno concluso.
Un treno Caravaggio di Trenord, a sinistra, e la metro rossa di Milano
Confermata l’agitazione del trasporto ferroviario del personale del Gruppo FS Italiane e di Trenord. Mobilitazione contro i femminicidi e per la parità salariale tra uomini e donne
Sciopero generale domani venerdì 8 marzo, a Milano e in Lombardia treni a rischio per Trenord , così come a livello nazionale saranno a rischio i treni di Trenitalia, mentre Atm ha comunicato non ci saranno disagi per quanto riguarda metro, bus e tram (aggiornamenti sull’account X ufficiale @atm_informa, sull’app ATM Milano e sul sito www.atm.it). A proclamare l’astinenza dal lavoro, in occasione della Giornata internazionale dei diritti della donna, i sindacati Slai-Cobas.
Non solo trasporti. Dalla scuola alla sanità, dagli asili nido alle scuole materne, la mobilitazionegenerale riguarderà anche il personale di scuole medie, superiori e università. Possibili disagi negli uffici pubblici, nei musei e nelle biblioteche pubbliche, domani 8 marzo, Giornata internazionale delle donne lo sciopero generale, contro i femminicidi, per la parità di genere e salariale, ma anche per il salario minimo coinvolge molte sigle sindacali: Flc CGIL, Slai Cobas, Adl Cobas, Cobas Usb, Cobas Sub, Osp Faisa Cisal, Usi Cit, Clap, Si Cobas, Cub Trasporti, Uitrasporti, Uiltec Uil, Usi 1912.
Trenord, orari dei treni 8 marzo – L’azienda di trasporti Trenord ha pubblicato sul suo sito internet un avviso ai viaggiatori, sulle possibili ricadute sul servizio: “Il sindacato Slai Cobas – spiega – ha indetto uno sciopero nazionale di tutte le categorie pubbliche e private dalla mezzanotte alle ore 21 di venerdì 8 marzo 2024 . Il servizio regionale, suburbano, la lunga percorrenza di Trenord e il servizio aeroportuale potranno subire variazioni eo cancellazioni”.
Saranno comunque in vigore le fasce orarie di garanzia,dalle ore 6 alle 9 e dalle18 alle 21, durante le quali viaggeranno i treni compresi nella lista dei ‘servizi minimi garantiti’, la cui visualizzazione sarà consultabile attraverso questo link: www.trenord.it /trenigarantiti. I treni con partenza prevista dalla stazione di origine entro le ore 23:59 del 7 marzo e con arrivo previsto nella destinazione finale entro le 00:59 dell’8 marzo arriveranno fino a termine corsa.
Sono ipotizzabili ripercussioni anche a conclusione dello sciopero, pertanto vi invitiamo a prestare attenzione sia agli annunci sonori trasmessi nelle stazioni che alle informazioni in scorrimento sui monitor. Maggiori dettagli saranno disponibili sul sito o seguendo gli aggiornamenti sulla circolazione dei treni in ‘real-time’ tramite l’ app”.
Autobus perMalpensa – Nel caso di cancellazione dei treni del servizio aeroportuale, saranno istituiti bus senza fermate intermedie tra:
Milano CadornaeMalpensaAeroporto per ilMalpensa Express. Da Milano Cadorna gli autobus partiranno da via Paleocapa 1.
Stabio e Malpensa Aeroporto per il collegamento aeroportuale S50 Malpensa Aeroporto – Stabio.
Trenitalia, orari dei treni 8 marzo – Anche per viaggiare con Trenitalia è attivo il call center 800 89 20 21 per informare su orari e treni nel corso dello sciopero, oltre alla pagina dedicata ai treni garanti . L’avviso agli utenti: “Dalla mezzanotte alle ore 21 di venerdì 8 marzo, è indetto uno sciopero nazionale del personale del Gruppo FS, Trenitalia e Trenitalia Tper, proclamato dalle organizzazioni sindacali”.
“I treni possono subire variazioni o cancellazioni. Previste le fasce orarie di garanzia dalle 6 alle ore 9 e dalle 18 alle ore 21. L’agitazione sindacale può comportare modifiche al servizio anche prima dell’inizio e dopo la sua conclusione. Ulteriori informazioni sugli altri canali web del Gruppo Fs Italiane, assistenza clienti e biglietterie”.
Sciopero treni 30 novembre, lo stop a sorpresa di Trenitalia e Italo: ripercussioni su alta velocità, Intercity e regionali. Orari e corse garantite.
Scioperodei treni oggi, giovedì 30 novembre 2023. Lo stop dei vettori Trenitalia eItalo è stato indetto dai sindacati per otto ore in risposta all’incidente ferroviario di Corigliano-Rossano in cui è morta la capotreno Maria Pansini e il conducente del camion contro il quale si è scontrato il treno regionale da lei condotto. Lo sciopero è in programma dalle ore 9 alle 17 di oggi. I sindacati di base si sono spinti anche oltre, annunciando uno sciopero di 24 ore per tutto il settore. Il Garante “pur riconoscendo le ragioni della protesta” ha invitato però tutti i sindacati “a contenere” l’astensione “a 8 ore, dalle 9 alle 16.59“.
Il preavviso – Lo stop è arrivato senza preavviso perché proclamato in base all’articolo 2 comma 7 della Legge 146/90, secondo cui le disposizioni in tema di preavviso minimo e di indicazione della durata “non si applicano” in caso di astensione dal lavoro in difesa dell’ordine costituzionale o “di protesta per gravi eventi lesivi dell’incolumità e della sicurezza dei lavoratori,” spiegano i sindacati. “Da anni denunciamo la pericolosità dei passaggi a livello in tutti i livelli di confronto, chiedendone la soppressione totale. Eppure, nonostante l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria abbia evidenziato il numero di incidenti e di vittime determinati da incidenti analoghi a quello odierno, i passaggi a livello in Italia sono ancora migliaia“, affermano i sindacati confederali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Orsa trasporti e Fast Confsal, esprimendo il proprio “cordoglio” ai familiari delle vittime.
I treni garantiti – Trenitalia annuncia possibili ripercussioni su Frecce, Intercity e Regionali in occasione dello sciopero nazionale del personale delGruppo FS Italiane e di tutte le imprese ferroviarie. Gli effetti sulla circolazione, in termini di cancellazioni, limitazioni e ritardi, potranno verificarsi anche prima e protrarsi oltre l’orario di termine dello sciopero.
Informazioni su collegamenti e servizi anche attraverso l’app Trenitalia, la sezione Infomobilità del sito di Trenitalia, i canali social e web del Gruppo FS Italiane, il numero verde gratuito 800 89 20 21, oltre che nelle biglietterie e negli uffici assistenza delle stazioni ferroviarie, le self service e le agenzie di viaggio convenzionate.
Lo sciopero indetto da Cgil e Uil si intreccia a quello del trasporto aereo proclamato daI sindacati di base
Dopo lo sciopero generale della settimana scorsa, prosegue la mobilitazione di Cgil e Uil per cambiare la manovra e la politica sociale del Governo. Questa volta a fermarsi venerdì 24 novembre sono i lavoratori del settore privato delle regioni del Nord, dai commercianti ai metalmeccanici, dai dipendenti della grande distribuzione agli autotrasportatori. Otto ore di astensione dal lavoro che non riguardano i trasporti pubblici, la scuola e il pubblico impiego, che hanno già incrociato le braccia il 17 novembre.
A Milano è prevista una delle quaranta manifestazioni annunciate in Lombardia, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Piemonte, Trentino Alto Adige, Val d’Aosta e Veneto. L’appuntamento è alle 9.30 in Largo 11 settembre 2001, all’incrocio fra via Vivaio e Corso Monforte. Una giornata di agitazione sotto lo slogan “Adesso Basta!” per chiedere di alzare i salari, estendere i diritti e “per contrastare una legge di bilancio che non ferma il drammatico impoverimento di lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati e non offre futuro ai giovani”, spiegano i sindacati.
Lo sciopero indetto da Cgil e Uil si intreccia a quello del trasporto aereo proclamato dalle sigle Flai, Usb, OstUsb, Cub. Un venerdì nero, quindi, anche per chi deve viaggiare (sono previste due fasce orarie di tutela, dalle 7 alle 10 e dalle ore 18 alle 21), con decine di voli cancellati fra Linate e Malpensa e disagi previsti da mezzanotte e per l’intera giornata.
Sciopero degli statali per l’aumento salariale nel 1968 a Milano
Non succedeva da un quarto di secolo che i dipendenti comunali di tutti i comparti incrociassero le braccia in contemporanea. Disagi fino a mezzanotte
Milano,16 novembre 2023
Non succedeva da 26 anni che i dipendenti comunali incrociassero le braccia per uno sciopero generale di tutti i comparti dell’ente. E a giudicare dalla massiccia partecipazione all’assemblea di lunedì 13 “con 1.200 persone”, preludio alla giornata di oggi, venerdì 17 novembre, che avrà come evento cardine ilpresidio in piazza Scala alle 15.30, “ci aspettiamo una grossa risposta“, sottolineano i rappresentanti diFp-Cgil, Uil Fpl, Csa e Rsu del Comune.
Milano si ferma fino a mezzanotte: probabili le interruzioni del servizio nelle scuole comunalie negli asili, negli uffici dell’Anagrafe e nellebiblioteche. Possibili disagi anche sul fronte della raccolta dei rifiuti. Circoleranno regolarmente i mezzi pubblici Atm, visto che per legge deve esserci un intervallo di almeno 10 giornitra uno sciopero e l’altro e l’ultimo indetto dai lavoratori dell’azienda dei trasporti era stato lo scorso 10 novembre. Garantital’apertura dei cimiteri. Potrebbero invece esserci ripercussioni suitreni(garantite le tratte di Trenord) in questa giornata di “sciopero generale“ che rischia di mandare in tilt i servizi intutta la Lombardia.Le categorie regionali di Cgil e Uil saranno in presidio dalle 10 sotto la sede della Regione Lombardia.
Ma torniamo al focus milanese. Che cosa chiedono i dipendenti comunali? “Prima di tutto un piano straordinario delle assunzioni– spiega Federico Gamberini, Rsu –. Il numero del personale a tempo indeterminato è crollato, passando da 14.314 assunti nel 2017 ai 13.272 di oggi. Siamo scesi al minimo storico, e si prevedono solamente 657 nuove assunzioni nel 2023, 571 nel 2024 e 516 nel 2025. Numeri non sufficienti a garantire la copertura dei pensionamenti, che saranno 2.109 entro il 2025“. Un miraggio l’auspicio dei sindacati di “tornare a 15mila assunti,come nel 2015“. Si aggiunge “il problema della “fuga“ di colleghi, perché Milano è una città carissima“. Da qui, la seconda richiesta: “L’incremento delle risorse economiche per la crescita dei salari in una città come Milano, in cui l’aumento dei prezzi, del costo della vita e dell’abitare si sta facendo sempre più insostenibile. Accanto alla richiesta del rinnovo del Contratto collettivo nazionaledi lavoro, ampiamente scaduto e su cui il Governo si rifiuta di stanziare risorse, è necessario che anche in sede decentrata vi sia un forte impegno dell’Amministrazione“.
“Le scelte politiche hanno ripercussioni sulla cittadinanza. Di questo passo – aggiunge Orfeo Mastantuono, segretario provinciale Csa –le ricadute sui cittadini saranno ancora più pesanti, perché le alternative sono esternalizzare i servizi, che significherebbe la morte del servizio pubblico, o la chiusura di sedi. Come è già successo per alcuni punti decentrati dell’Anagrafe“. Alcuni settori hanno già indetto lo stato di agitazione, per esempio nei museie nei centri diurni per disabili. “Aspettiamo risposte dall’Amministrazione, così come per la riorganizzazione dei servizi e dei turni per la polizia locale“.
A riguardo, Gianmarco Aiello, segretario Uil Fpl, sottolinea che “al Corpo di polizia locale spesso manca pure il vestiario necessario. Durante l’ultima esondazione del Seveso, molti agenti sono stati mandati in strada senza stivali antipioggia“. Il fatto “è che l’ordinarietà viene affrontata con la straordinarietà – interviene Giovanni Molisse, segretario funzione pubblica Cgil –. Noi scioperiamo perché vogliamo che il servizio pubblico, che siamo orgogliosi di fornire alla città di Milano, continui ad essere di alto livello, e che i lavoratori siano orgogliosi e soddisfatti“. Gli anni passano ma i problemi sul tavolo sembrano sempre gli stessi: una foto esposta alla Camera del Lavoro mostra un gruppo di ‘statali in sciopero’. Tra i cartelli: “Basta con gli stipendi da fame“.
Sciopero 17 novembre, Atm e Trenord non si fermano: a Milano tutto regolare ma sui treni possibili disagi
La protesta indetta da Cgil e Uil non toccherà metro, bus e tram del capoluogo, ma l’adesione di Ferrovie Nord ed Rfi mette a rischio la circolazione su rotaia
Lo sciopero generaleproclamato per venerdì 17 novembre da Cgil e Uil impatterà solo limitatamente sul trasporto pubblico della Lombardiapoiché i lavoratori diTrenord e l’Azienda trasporti milanesi(Atm) non potranno partecipare alla protesta.
A Milano, la protesta non potrà avere luogo perché in città era stato proclamato uno sciopero il 10 novembre e, per legge, devono passare almeno 10 giorni tra due astensioni dal lavoro. Anche in Trenord ha in programma uno sciopero a meno di 10 giorni dal 17 novembre.
La circolazione di metropolitane, bus e tramnel capoluogo lombardo è pertanto assicurata per tutta la giornata. Discorso diverso per i treniperché, nonostante la presenza dei lavoratori Trenord, potrebbero verificarsi disagi causati dalla partecipazione allo sciopero del personale delle imprese che gestiscono l’infrastruttura ferroviaria, cioè Ferrovie Nord e Rete ferroviaria italiana.In ogni caso, Trenord prevede due fasce orarie di garanzia che dovrebbero mettere al sicuro i pendolari: dalle 6.00 alle 9.00 e dalle 18.00 alle 21.00.
Per quanto riguarda i taxi, invece, è prevista un adesione alla protesta in modo totale o parziale per le 24 ore di venerdì.
Sciopero venerdì 17 novembre, Atm esclusa: a rischio scuole e treni. Tutte le informazioni e gli orari
Milano, la protesta non coinvolgerà i mezzi pubblici di Milano: “Nessun disagio”. Prevista una massiccia adesione dei dipendenti comunali
Milano, 15 novembre 2023
Lo sciopero generale del 17 novembre proclamato da Cgil e Uil, rischia di mandare in tilt servizi pubblici di Milano e di tutta la Lombarda. La protesta, che coinvolge i settori pubblici e privati, avrà ripercussioni sui trasporti, ma anche sulla scuole e tutto il pubblico impiego. Per quanto riguarda i trasporti la protesta durerà 4 ore, dalle 9 alle 13, in seguito alla precettazione decisa dal Ministero dei Trasporti.
Atm esclusa – Da Atm assicurano che per quanto riguarda i mezzi pubblici di Milano non ci saranno problemi: metropolitane, tram e bus circoleranno regolarmente. L’azienda dei trasporti milanese è infatti esclusa dall’agitazione per rispettare l’intervallo di 10 giorniche per legge deve esserci tra uno sciopero e l’altro. L’ultima astensione dal lavoro per Atm è stata venerdì 10 novembre.
Trenord – Il personale di Trenord – si legge in una nota dell’azienda – non è coinvolto nello sciopero nazionale indetto per venerdì 17 novembre tra le ore 9 e le 13 al quale, tuttavia, potrebbero aderire i lavoratori delle imprese che gestiscono l’infrastruttura ferroviaria, FERROVIENORD e RFI. L’eventuale adesione allo sciopero del personale dei gestori delle infrastrutture potrà ripercuotersi anche sul servizio offerto da Trenord, causando tra le ore 9 e le 13 limitazioni e cancellazioni dei treni regionali, suburbani e del collegamento aeroportuale Malpensa Express. Nella mattina di venerdì, saranno garantiti i treni con orario di partenza entro le ore 9 e arrivo alla destinazione finale entro le ore 10. Per quanto riguarda il collegamento aeroportuale, saranno previsti autobus sostitutivi, senza fermate intermedie, per eventuali corse non effettuate tra Milano Cadorna e Malpensa Aeroporto – da Milano i bus partiranno da Via Paleocapa, 1 – e tra Busto Arsizio e Malpensa Aeroporto.
Malpensa Express -. Saranno coinvolti anche i collegamenti aeroportuali Malpensa Express e S50 Malpensa Aeroporto-Bellinzona. In caso di cancellazione i treni, saranno sostituiti da autobussenza fermate intermedie: tra Milano Cadorna e Malpensa Aeroporto (partenza da via Paleocapa 1) e tra Busto Arsizio FS e Malpensa Aeroporto per la linea S50.
Trenitalia e Italo – Trenitalia comunica che “dalle ore 9 alle ore 13 di venerdì 17 novembre, è indetto uno sciopero nazionale del personale del Gruppo FS Italiane comprendente Trenitalia, Trenitalia Tper e Busitalia Rail Service srl. I treni possono subire cancellazioni o variazioni”. Niente precettazione per quanto riguarda Italo: i treni della compagnia privata sono quindi a rischio per 8 ore, dalle 9 alle 17.
Dipendenti comunali – I sindacati prevedono invece una massiccia adesione alla protesta dei dipendenti comunali: probabili le interruzioni del servizio nelle scuole comunali e negli asili, negli uffici dell’Anagrafe e nelle biblioteche.
Amsa – Possibili disagi anche sul fronte della raccolta rifiuti. Amsa infatti fa sapere che i servizi di raccolta, pulizia e spazzamento, apertura delle riciclerie e piattaforme ecologiche non potranno essere pienamente garantiti, a seguito della dichiarazione di sciopero nazionale proclamato da Fp-Cgil e Uiltrasporti. Saranno invece assicurate le prestazioni indispensabili. Gli eventuali disservizi – fa sapere l’azienda – saranno recuperati nel più breve tempo possibile, nel rispetto dei diritti dei lavoratori e della normativa vigente.