Il velivolo è stato visto cadere alle 8.35 in località Le Prese. Impervio il luogo dell’incidente
È precipitato in Valtellina un elicottero con quattro persone a bordo, tra queste una ragazza di 27 anni ma sarebbero state tirate fuori vive dagli operatori del 118.Il velivolo stava sorvolando la località Le Prese nel comune di Lanzada, in provincia di Sondrio quando è scattato l’allarme: alle 8.35 l’elicottero è stato visto cadere.
Subito è scattato l’intervento dei vigili del fuoco ma il luogo dell’incidente è impervio. Sul posto anche i carabinieri di Sondrio, i soccorsi di Areu 118 anche con l’eliambulanza e il soccorso alpino e speleologico. Il velivolo era impegnato nei lavori di ripristino dopo la frana del 12 novembre in Valmalenco poi avrebbe urtato uno sperone di roccia e sarebbe caduto.
E’ stata Areu a confermare che non ci sono persone decedute, ma che gli occupanti del velivolo hanno riportato solo lievi ferite: a bordo tecnici e operai che sorvolavano una zona impervia interessata da interventi di messa in sicurezza dopo una recente frana.
Valtellina, precipita elicottero con quattro persone a bordo: si cercano i passeggeri
Il velivolo è stato visto cadere alle 8.35 in località Le Prese. Impervio il luogo dell’incidente
È precipitato in Valtellina un elicottero con quattro persone a bordo, tra queste un ragazza di 27 anni.Ilvelivolo stava sorvolando la localitàLe Prese nel comune di Lanzada, in provincia di Sondrio quando è scattato l’allarme: alle 8.35 l’elicottero è stato visto cadere.
Subito è scattato l’intervento dei vigili del fuoco ma il luogo dell’incidente è impervio. Sul posto anche i carabinieri di Sondrio, i soccorsi di Areu 118 anche con l’eliambulanza e il soccorso alpino e speleologico. Nessuna notizia, al momento, delle quattro persone a bordo.
Lanzada, cade elicottero in località Le Prese: soccorsi in azione
Incidente aereo questa mattina attorno alle 8,30 a Lanzada, in località Le Prese: un elicottero di Eliossola con a bordo quattro persone è precipitato in una zona impervia, nello stesso punto dove, alcuni giorni fa, si è verificata la frana che ha spazzato via un tratto di strada.
I soccorsi – Massiccia la macchina dei soccorsi che si è messa in moto: i vigili del fuoco del Comando provinciale di Sondrio e i vigili del fuoco volontari di Chiesa in Valmalenco stanno intervenendo con più squadre.
Impegnati nelle operazioni di soccorso anche i tecnici della stazione della Valmalenco del Soccorso Alpino, il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, diverse ambulanze, un’auto medica, i carabinieri della Compagnia di Sondrio e l’elisoccorso di Areu Sondrio. Come detto dovrebbero essere quattro le persone coinvolte nell’incidente, anche se al momento non si conoscono le loro condizioni.
Il versante dove si è verificato l’incidente è lo stesso interessato dalla frana di alcuni giorni fa
Il velivolo è precipitato nei pressi dell’aeroporto internazionale del Kentucky. Era diretto a Honolulu, nelle Hawaii. Ancora sconosciuto il bilancio delle vittime, le autorità: “Ci sono feriti”
Un aereo cargo del servizio postale Ups si è schiantato nella città statunitense di Louisville, Kentucky: lo rende noto la Federal Aviation Administration. L’incidente è avvenuto intorno alle 17.15 ora locale (le 22.15 in Italia), pochi minuti dopo il decollo del velivolo diretto a Honolulu, nelle Hawaii. Secondo SkyNews, la polizia metropolitana di Louisville ha spiegato che diverse squadre di soccorso sono intervenute immediatamente nella zona di Fern Valley e Grade Lane, dove si è verificato l’impatto. Le autorità hanno confermato che “ci sono persone ferite“, senza però fornire al momento un bilancio preciso. I media locali della città del Kentucky hanno trasmesso un video che mostrava una grande colonna di fumo che si alzava sopra la struttura. “Il volo UPS 2976 è precipitato intorno alle 17:15 ora locale“, ha dichiarato la FAA, identificando l’aereo come un McDonnell Douglas MD-11 diretto alle Hawaii.
Soccorsi in azione – L’aeroporto di Louisville ospita Ups Worldport, un hub globale per le operazioni di trasporto aereo della società di consegne e la sua più grande struttura al mondo per la movimentazione dei pacchi. In una nota, la Federal Aviation Authority (FAA) statunitense ha confermato che l’incidente ha coinvolto un aereo della Ups, e che sono in corso accertamenti per chiarire le cause dello schianto. La polizia ha inoltre annunciato la “chiusura a tempo indeterminato di Grade Lane”, la strada principale che attraversa l’area dell’incidente, tra Stooges e Crittenden, per consentire le operazioni di emergenza e la raccolta delle prove. UPS, dal canto suo, ha dichiarato di essere stata informata dell’accaduto e di collaborare con le autorità competenti.
1 – Milano, 8 ottobre 2001, poco dopo le 8:10. Una nebbia fitta come un sipario incontenibile avvolge l’aeroporto di Linate. Il sole, timido, prova a farsi strada tra il gelo dell’aria e la foschia che domina la scena, ma la visibilità è ridotta a pochi metri. Il clima incerto rende l’atmosfera ancora più carica di tensione e silenzio, mentre lo scorrere del tempo sembra rallentare sotto quel cielo grigio.
Tutto sembra normale: passeggeri, equipaggi, addetti ai lavori seguono le consuete procedure di una mattina qualunque. Nessuno avrebbe mai immaginato che in quell’istante stesse per consumarsi una tragedia destinata a segnare per sempre la storia dell’aviazione civile italiana. Quel giorno, la routine si trasforma in un incubo collettivo, e l’aeroporto si trasforma in teatro di un disastro senza precedenti.
2 – Cosa è successo – Due aerei, un piccolo velivolo privato Cessna e un MD-87 della Scandinavian Airlines System (SAS), si trovano sulla stessa pista di decollo per errore. Il Cessna devia dalla propria rotta, complici una segnaletica insufficiente e sensori non funzionanti, e si imbatte nell’aereo di linea che stava per partire.
L’impatto è devastante. Il velivolo più grande perde il controllo e si schianta contro un hangar adibito allo smistamento bagagli, scatenando un incendio feroce che si propaga rapidamente. Quella mattina, l’aeroporto di Linate si trasforma da luogo di viaggio e movimento a scena di un disastro senza precedenti.
3 – Il bilancio – Il bilancio è drammatico: 118 persone perdono la vita, tra passeggeri, equipaggio e personale a terra. È il più grave incidente aereo nella storia civile italiana. Solo una persona sopravvive a quell’inferno: Pasquale Padovano, un addetto allo smistamento bagagli, che subisce ustioni gravissime ma riesce a salvarsi grazie a un tempestivo intervento.
4 – Le indagini – Le indagini successive mettono in luce una serie di errori e negligenze. La segnaletica in pista era inadeguata e non conforme alle norme internazionali, i sistemi di guida degli aerei non funzionavano correttamente, e la comunicazione tra torre di controllo e piloti era compromessa da malintesi e disorganizzazione.
La combinazione di questi fattori ha portato al tragico errore che ha causato la collisione, ponendo l’attenzione su quanto sia cruciale garantire standard di sicurezza rigorosi negli aeroporti, soprattutto in condizioni di scarsa visibilità.
5 –Il racconto di Pasquale – Secondo un articolo del sito ufficiale dell’ospedale Niguarda, la testimonianza di Pasquale Padovano — l’unico sopravvissuto — è drammatica e indelebile: «Erano da poco passate le 8.00 e all’improvviso un’esplosione terribile, un rumore fortissimo, tanto che il fischio dello scoppio è ancora nelle mie orecchie. Sono scappato via da quell’inferno e ho pensato: la prima ambulanza che incontro mi caricherà a bordo. Ero una torcia umana, per fortuna un finanziere mi ha visto e ha spento le fiamme che mi avvolgevano con degli stracci».
Pasquale, all’epoca 48enne e impegnato nello smistamento bagagli, racconta di aver visto l’ala dell’aereo avvicinarsi verso di lui mentre i portelloni dell’hangar si spalancavano. «In un istante ero completamente avvolto dalle fiamme».
Soccorso da un finanziere che gli ha spento le fiamme, Pasquale è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Niguarda, dove ha trascorso 14 mesi di degenza, di cui 4 in coma. Le ustioni hanno interessato l’85% del suo corpo e le sue probabilità di sopravvivenza erano estremamente basse.
Armando De Angelis, allora medico di guardia al pronto soccorso e oggi direttore del Centro Ustioni di Niguarda, ha raccontato che molte ferite erano gravissime e che furono necessari decine di interventi chirurgici, tra innesti cutanei e ricostruzioni. Nel corso degli anni, Pasquale ha subito più di 100 operazioni, non tutte eseguite a Niguarda.
«Considero questo ospedale un po’ come la mia seconda casa – dice Pasquale – senza di loro non sarei qui». De Angelis conferma: «È sempre stato un combattente… l’amicizia nata in corsia si è cementata nelle tante trasferte, nei momenti condivisi nella memoria, nel racconto»
6 –La celebrazione – Oggi, 8 ottobre, alle ore 10.30 avrà, luogo una celebrazione eucaristica in memoria delle vittime, presso la Basilica di Sant’Ambrogio. In rappresentanza dell’Amministrazione comunale parteciperà l’assessora ai Servizi civici e generali Gaia Romani.
Ieri sera all’aeroporto LaGuardia di New York due jet regionali Bombardier della Endeavor Air si sono scontrati durante il rullaggio. L’impatto ha provocato un ferito ricoverato per precauzione e danni significativi a uno dei velivoli, rimasto senza un’ala.
Momenti di paura ieri sera all’aeroporto LaGuardia di New York, dove due velivoli regionali della Endeavor Air si sono scontrati durante le operazioni di rullaggio. L’incidente, avvenuto alle 21:58 ora locale, ha coinvolto un jet Bombardier CRJ-900 in fase di decollo e un altro aeromobile dello stesso modello diretto verso il gate. – continua a leggere
🚨 Incident at LaGuardia Airport 🚨
Two Delta CRJ900 regional jets were involved in a low-speed collision while taxiing at New York’s LaGuardia. One aircraft’s wing was torn off in the impact.
Il velivolo precipitato all’interno del Parco nazionale del Circeo
Sono stati trovati morti i due militari a bordo del velivolo T-260B del 70° Stormo, l’aereo che oggi è precipitato al suolo nel parco Nazionale del Circeo, nella zona di Sabaudia, in provincia di Latina. Al momento non si conoscono ancora le cause dell’incidente: sul posto il velivolo è stato trovato in fiamme.
“Nella mattinata di oggi, un velivolo T-260B del 70° Stormo di Latina, in volo nell’ambito di una missione addestrativa, è precipitato al suolo, per cause al momento non note, in un’area nei pressi del Parco Nazionale del Circeo. Sul posto sono intervenute immediatamente le squadre di soccorso“, riferiva l’Aeronautica militare in una nota. Ancora in fase di accertamento le dinamiche.
“Esprimo profondo cordoglio per l’incidente occorso a un velivolo dell’Aeronautica Militare nei pressi del Parco Nazionale del Circeo. La mia vicinanza e quella del Governo alle famiglie delle vittime, all’Aeronautica Militare e a tutta la Difesa“, scrive in un tweet la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Esprimo profondo cordoglio per l'incidente occorso a un velivolo dell'Aeronautica Militare nei pressi del Parco Nazionale del Circeo. La mia vicinanza e quella del Governo alle famiglie delle vittime, all’Aeronautica Militare e a tutta la Difesa.
"Si dice che un pilota non muore mai, vola solo più in alto, ma non posso nascondere il profondo dolore per la notizia della tragica scomparsa del Colonnello Simone Mettini, Comandante di Stormo ed esperto pilota istruttore, e del giovane Allievo Lorenzo Nucheli, caduti in… pic.twitter.com/gkhsJvbe3t
Un elicottero è precipitato oggi nel fiume Hudson a New York, le 6 persone a bordo sono morte nell’incidente. Sul velivolo viaggiavano un pilota, due adulti e tre bambini. I passeggeri erano turisti provenienti dalla Spagna, secondo quanto riferito dalle fonti. L’incidente è avvenuto attorno alle 15.15 locali.
Testimoni hanno visto il velivolo ‘spezzarsi in due’ e precipitare nei pressi del Pier 40. Video pubblicati sui social hanno documentato il disastro, evidenziando il distacco di almeno una parte dell’elica. Dopo l’incidente la Guardia Costiera ha bloccato il traffico di imbarcazioni nella zona per permettere le operazioni di soccorso.
È successo nel piazzale dell’aeroporto di Malpensa. Il volo, diretto a San Paolo, è stato cancellato
L’incidente (foto EBaviation)
Un mezzo di servizio si è schiantato contro un Boeing 777 della Latam che si trovava nel piazzale dell’aeroporto di Malpensa. È successo nella mattinata di mercoledì 5 marzo e l’aeromobile danneggiato, destinato a un volo per San Paolo (Brasile), è stato messo in riparazione e il volo cancellato.
Tutto è successo intorno alle 11.30, mentre erano in corso le operazioni per rifornire l’aereo che era atterrato nell’aeroporto di Milano alle 9.49. Il Boeing si stava preparando per la nuova traversata continentale (il decollo era previsto alle 13), ma un furgone del catering in manovra è entrato in collisione con la parte posteriore della fusoliera. L’urto ha causato danni ingenti, ma nessun ferito.
Il tailstrike – Non è la prima volta che un aeromobile della Latam rimane coinvolto in un incidente a Malpensa. Lo scorso 9 luglio, un Boeing 777-300 diretto a San Paolo ha urtato la pista durante il decollo, subendo un “tailstrike”, come viene definito in gergo aeronautico. Dopo essere decollato, l’aereo ha dovuto scaricare il carburante in quota ed effettuare un atterraggio di emergenza. I tre piloti ai comandi dell’aereo sono stati licenziati.
Sul posto i vigili del fuoco e i soccorritori del 118
Unelicotteroè caduto intorno alle 19.20 aCastel Guelfo, frazione di Noceto, in provincia di Parma, vicino alla via Emilia.
All’interno ci ssono tre persone decedute, i due piloti e un passeggero, e dalle prime informazioni non risultano sopravvissuti. Sul posto i vigili del fuoco e i soccorritori del 118. All’interno ci sarebbero tre persone decedute: secondo quanto riporta La Repubblica fra di loroLorenzo Rovagnati, erede – assieme al fratello Ferruccio – dell’azienda di salumi. Non risultano sopravvissuti.
Elicottero caduto all’interno della proprietà Rovagnati – L’elicottero caduto nel Parmense è precipitato all’interno della proprietà del castello di Castelguelfo, maniero medievale lungo la via Emilia, nel territorio del comune di Noceto. Il castello appartiene alla famiglia Rovagnati, fondatori dell’azienda di prosciutti e salumi. Sono in corso verifiche sull’identità delle vittime.
Sul posto per gli accertamenti e le indagini anche i carabinieri. La zona era avvolta da una fittanebbia.
La dinamica dell’incidente – Dalle primissime informazioni arrivate ai soccorritori l’elicottero stava decollando e forse dopo un tentativo stava provando a tornare a terra.
Sono in corso verifiche su un eventuale piano di volo e sulle informazioni date dal velivolo.
La famiglia Rovagnati, re dei salumi – Tra le tre vittime dell’elicottero caduto nei pressi del Castello di Castelguelfo, nel comune di Noceto in provincia di Parma, ci sarebbe anche un appartenente alla famiglia Rovagnati, titolare dell’omonima azienda di salumi. I Rovagnati sono proprietari del Castello di Castelguelfo e di alcuni appezzamenti di terra nei dintorni della struttura. Da quanto apprende Adnkronos, Rovagnati era solito raggiungere il Castello di Castelguelfo quasi tutti i mercoledì dell’anno, partendo in elicottero dalla sua abitazione situata nel milanese e atterrando nei pressi della struttura in provincia di Parma. Ancora da capire se l’incidente sia avvenuto durante la manovra di atterraggio o durante un altro spostamento. A bordo anche il pilota dell’elicottero e un terzo individuo non ancora identificato. Sul posto sono presenti i soccorritori del 118, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine.
La tragedia a poche ore dalla strage di Washington. Ci sono almeno sei morti e diversi feriti. Quello precipitato era un jet diretto nel Missouri. Ha colpito una zona residenziale e l’impatto ha innescato una serie di roghi. La situazione
Incidente aereo a Philadeplphia – immagine da X
Nuova tragedia nei cieli americani a pochi giorni dalloscontro che a Washington ha causato 67 morti.Un jet privato con 6 persone a bordo, adibito a trasporto medico, si è schiantato a nordest di Philadelphia, provocando un incendio. A fuoco case e auto: ci sono vittime. Sei quelle accertate finora, tra cui una bambina.
Precipita aereo da trasporto medico: 6 vittime – Sappiamo che il jet era registrato in Messico e che trasportava una bambina appena dimessa dall’ospedale e altre cinque persone, tutte di nazionalità messicana. Un portavoce della Federal Aviation Administration (Faa) ha dichiarato ai media che l’aereo, un modello Learjet 55, si è schiantato intorno alle 18.30 ora locale (23:30 italiane) dopo essere decollato dall’aeroporto nord-orientale di Philadelphia con destinazione l’aeroporto nazionale di Springfield-Branson nel Missouri.
Le sei persone a bordo sono tutte decedute e ci sono diversi feriti. La zona dove è precipitato è residenziale, con molte case a schiera. Non è stato ancora fornito un bilancio preciso dei danni e delle vittime.
“Altre anime innocenti sono andate perse in questo triste incidente“, è stato il commento del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sulla sua piattaforma social Truth, una volta appresa la notizia.
Ring doorbell camera video of the Plane crash in Philadelphia near Roosevelt Mall at Cottman and the Boulevard in Northeast Philadelphia. The crash ignited a massive explosion, setting several homes on fire.
Aereo si schianta su case e auto: il video – I video che circolano sui social mostrano che al momento dell’incidente si è verificata un’esplosione in una zona residenziale con diverse case, seguita da incendi.
Le cause dell’incidente, avvenuto nelle vicinanze di un centro commerciale locale chiamato Roosevelt, sono ancora sconosciute.
Il governatore della Pennsylvania, Josh Shapiro, ha assicurato che lo Stato “sta fornendo tutte le risorse necessarie in relazione allo schianto di un piccolo aereo a Philadelphia”.
New video shows the immediate aftermath of the plane crash in Philadelphia.
Taken at a nearby Dunkin' which was damaged by flying debris. Video from Neal Sims. pic.twitter.com/FwZQri9TcD
Due incidenti aerei in poche ore – L’incidente si è verificato appena due giorni dopo la collisione di un aereo di linea con un elicottero militare nei pressi dell’aeroporto nazionale Reagan di Washington, in cui sono morte 67 persone – 60 passeggeri più quattro membri dell’equipaggio sull’aereo, 3 militari a bordo dell’elicottero, un Sikorsky H-60. Proprio oggi dovrebbe essere completato il recupero della carcassa dell’aereo dal fiume Potomac e nelle scorse ore è stata ritrovata anche la scatola nera dell’elicottero.
Segretario Trasporti: “Scontro aereo poteva essere evitato”. Il Cremlino conferma: “Cittadini russi sul volo”. Le autorità Usa escludono la presenza di italiani, tra i passeggeri diversi pattinatori professionisti
“Il volo American Eagle 5342 in rotta da Wichita, Kansas (ICT), a Washington, DC (DCA) è stato coinvolto in un incidente al DCA“, ha affermato la compagnia American Airlines in un comunicato.
Tre i soldati, nessuno dei quali sopravvissuto, che viaggiavano sul Black Hawk dell’esercito americano.
Giovedì 30 gennaio 2025
Aereo passeggeri si scontra con un elicottero militare e precipita nel fiume a Washington: è strage
Il volo della PSA Airlines si è inabissato nelle acque del Potomac dopo l’incidente. A bordo c’erano 60 persone più i membri dell’equipaggio. La polizia: “Recuperati almeno 18 corpi”
Le operazioni di soccorso nel fiume Potomac, a Washington – (Foto LaPresse)
Tragedia a Washington: c’è stato un incidente aereo e si temono decine di vittime. Un volo di linea della PSA Airlines operato per la American Airlines è entrato in collisione con un elicottero militare e dopo l’impatto si è inabissato nel fiume Potomac. L’incidente è avvenuto intorno alle 20.48 locali di mercoledì 29 gennaio (le 2.48 di notte in Italia di giovedì 30 gennaio).
A bordo 64 passeggeri: recuperati 18 corpi nel fiume – A bordo del volo di linea c’erano sessanta passeggeri più quattro membri dell’equipaggio, sull’elicottero viaggiavano invece tre militari e pare stessero facendo un addestramento. L’aereo era partito da Wichita, Kansas, e stava atterrando all’aeroporto Reagan di Arlington, in Virginia. Al momento il bilancio delle vittime è ancora provvisorio, ma secondo la Cbs sono stati rinvenuti almeno 18 corpi senza vita dalle gelide acque del fiume Potomac. A confermarlo è stato un funzionario della polizia presente sul posto: i cadaveri sono stati recuperati alle 22.30 (ora locale), fino ad ora non è stato trovato alcun sopravvissuto. Sul posto sono stati dispiegati circa 300 soccorritori, ma le operazioni sono “molto difficili“, come confermato dal capo dei vigili del fuoco della capitale John Donnelly in una conferenza stampa all’aeroporto Reagan: “È un’operazione altamente complessa, con condizioni estreme. L’acqua è gelida, intorno a un grado, scura e torbida. Tutte condizioni che rendono difficile il lavoro dei sommozzatori“.
Aereo di linea contro elicottero militare: il video dell’incidente – Lo schianto è avvenuto in una delle zone aeree più trafficate e sorvegliate del mondo, a pochi chilometri dalla Casa Bianca, dal Campidoglio e dal Pentagono. Le cause della collisione non sono chiare, ma dalle immagini registrate da una webcam e messe in rete si vede l’elicottero finire contro l’aereo. Dopo l’impatto c’è un bagliore, poi quel che resta dei mezzi finisce in acqua.
Secondo la Faa, l’ente federale americano dell’aviazione, l’impatto è avvenuto mentre l’aereo passeggeri si era allineato per atterrare lungo la pista 33. Le indagini sono in corso. Al momento della tragedia la visibilità era buona. L’Fbi ha escluso l’ipotesi del terrorismo.
The FAA confirms tonight’s collision near DCA involved #AA5342 and a US military H60. The helicopter was not broadcasting ADS-B data. The last received ADS-B position from the CRJ was at 01:48 UTC.
AA5342 was en route from Wichita to Washington (DCA) and was on final approach… pic.twitter.com/2NT3LGCAlq
La FAA conferma che la collisione di stasera nei pressi di DCA ha coinvolto #AA5342 e un H60 militare statunitense. L’elicottero non stava trasmettendo dati ADS-B. L’ultima posizione ADS-B ricevuta dal CRJ era alle 01:48 UTC. Il volo AA5342 era in rotta da Wichita a Washington (DCA) ed era in fase di avvicinamento finale alla pista 33 a un’altitudine approssimativa di 300 piedi AMSL.
L’allerta della torre di controllo: “Jet in vista” – Il volo di linea era partito da Wichita, Kansas, ed era diretto allo scalo Ronald Reagan, il più piccolo e il più vicino dei due aeroporti della capitale. Dopo l’incidente è stato chiuso e tutti i voli sono stati dirottati. Secondo quanto riportano i media americani, dalla registrazione delle comunicazioni della torre di controllo emerge che i controllori di volo avevano tentato di avvertire l’elicottero che si stava avvicinando pericolosamente all’aereo. “Path 25 – si sente dire – avete il jet in vista“. Poi la collisione. Una volta scattato l’sos sono stati mobilitati i soccorsi. Quattro superstiti sono stati recuperati nel Potomac, ma non si conoscono le loro condizioni. Delle altre persone coinvolte non si hanno notizie. Si teme la strage. Decine di familiari dei passeggeri, che erano in attesa all’aeroporto di Arlington, hanno raggiunto l’area vicino al Potomac in una disperata attesa di avere qualche informazione.
BREAKING: A plane has collided midair with a Black Hawk helicopter while trying to land at Ronald Reagan National Airport outside Washington, D.C., on Wednesday, officials said. The plane, operated by American Airlines, then crashed into the Potomac River. https://t.co/xFX8j3SYxfpic.twitter.com/L4AMHtFxZp
ULTIMA ORA: Un aereo si è scontrato a mezz’aria con un elicottero Black Hawk mentre tentava di atterrare al Ronald Reagan National Airport fuori Washington, DC, mercoledì, hanno detto i funzionari. L’aereo, operato da American Airlines, si è poi schiantato nel fiume Potomac. https://cbsn.ws/40RnLA4
“Stiamo dispiegando tutte le risorse disponibili della Guardia costiera per le ricerche in seguito a questo orribile incidente. Stiamo monitorando la situazione e siamo pronti a sostenere i soccorritori locali“, dice la segretaria agli interni americana Kristi Noem. Sulla collisione indagherà la National Transportation Safety Board (Ntsb), una agenzia investigativa indipendente del governo americano responsabile delle indagini sugli incidenti dei trasporti civili. Ma se ne occuperanno anche investigatori militari, essendo rimasto coinvolto un elicottero dell’esercito.
Trump: “L’incidente doveva essere evitato” – Anche il presidente americano Donald Trump ha commentato la tragedia attraverso il suo social Truth: “L’aereo era una su linea di avvicinamento all’aeroporto perfetta e di routine. L’elicottero stava andando diritto verso l’areo per un periodo prolungato. Era notte limpida, le luci dell’areo erano acceso, perché l’elicottero non è andato su o giù, o perché non ha girato. Perché la torre di controllo non ha detto all’elicottero cosa fare invece di chiedergli se vedeva l’aereo. Questa è una brutta situazione che avrebbe dovuto essere evitata“.
Un velivolo della Jeju Air, la stessa compagnia low cost dell’incidente mortale di ieri, è stato costretto a rientrare nell’aeroporto di partenza a causa di un difetto meccanico al carrello di emergenza. Nel disastro che ha ucciso 177 persone si ritiene che non abbia funzionato correttamente nessuno dei tre carrelli
A neanche 24 ore daldisastro aereo che ha ucciso quasi tutte le 181 persone a bordo del Boeing 737-800 della compagnia Jeju Air partito da Bangkok e schiantatosi all’aeroporto di Muan, in Corea del Sud si è di nuovo sfiorato il dramma. Un volo della compagnia low cost Jeju Air è tornato all’aeroporto di partenza a causa dello stesso problema al carrello di atterraggio riscontrato nell’incidente mortale di ieri, domenica 29 dicembre.
L’aereo della Jeju Air distrutto a Muan
Di nuovo un problema al carrello di atterraggio su un Boeing 737 – Stessa compagnia aerea, la Jeju Air, e stesso modello, un Boeing B737-800. A quanto si apprende finora, anche un problema simile: il velivolo era partito alle 6:37 ora locale dallo scalo internazionale di Gimpo, nella provincia di Gyeonggi. Poco dopo il decollo, il comandante si è reso conto di un difetto meccanico al carrello di atterraggio e, dopo aver informato i 161 passeggeri, ha deciso di rientrare all’aeroporto di partenza.
Nell’incidente di Muan (177 morti accertati e due dispersi) si ritiene che tutti e tre i carrelli di atterraggio non abbiano funzionato correttamente, anche se le indagini sullo schianto sono ancora alle prime battute. La quasi totalità della flotta della Jeju Air è composta da Boeing B737-800: 39 aerei su 41.
Dopo il disastro di Muan e lo sventato incidente di oggi, lunedì 30 dicembre, la Corea del Sud ha annunciato che sta valutando l’avvio di “ispezioni speciali” su tutti i Boeing 737-800 operanti nel Paese. In totale “101 aerei B737-800 operano attualmente in Corea del Sud. Pertanto stiamo esaminando le opzioni per condurre ispezioni speciali” su questi modelli, ha detto alla stampa il capo dell’ufficio responsabile dell’aviazione per il ministero dei Trasporti sudcoreano Joo Jong-wan.
Si teme che quasi tutte le persone a bordo siano morte. Due per ora i sopravvissuti
Incidente in Corea del Sud dove un aereo Jeju Air, con a bordo 175 passeggeri e sei membri dell’equipaggio, si è schiantato oggi all’aeroporto internazionale di Muan.
Si ritiene che quasi tutte le 181 persone a bordo siano morte, ha riferito l’agenzia di stampa Yonhap, citando i vigili del fuoco. Due persone sono state tratte in salvo.
L’aereo è uscito di pista durante l’atterraggio e si è schiantato contro una recinzione all’aeroporto. Il volo Jeju Air stava tornando da Bangkok.
Ipotesi bird strike – Per l’incidente si ipotizza un bird strike. I due sopravvissuti, un passeggero e un assistente di volo, sono stati trasportati in ospedale. Uno dei due, secondo un rapporto, ha scoperto del fumo proveniente da uno dei motori.
Diversi testimoni oculari a terra hanno anche riferito di aver visto fiamme provenienti da una delle turbine e di aver sentito diversi forti scoppi, ha riferito Yonhap. Sulla base dei primi riscontri, le autorità presumono che i piloti non siano riusciti a estendere il carrello di atterraggio a causa dell’impatto con uccelli che ha provocato l’incidente.
Presidente ad interim arrivato sul luogo del disastro – Il presidente sudcoreano ad interim Choi Sang Mok si è recato sul luogo del disastro. Choi Sang Mok ha chiesto di utilizzare tutte le attrezzature, il personale e le infrastrutture disponibili per “salvare anche un’altra vita“, ha riferito l’agenzia Yonhap. “Credo che nessuna parola di consolazione sarà sufficiente per le famiglie che hanno sofferto una simile tragedia. Il governo – ha assicurato – non risparmierà alcuno sforzo nel sostenere le famiglie in lutto“.
Il direttore esecutivo della Jeju Air Kim E-Bae ha detto che la compagnia aerea ha espresso le sue più sentite condoglianze e scuse alle persone colpite. “Attualmente, la causa esatta dell’incidente deve ancora essere determinata e dobbiamo attendere l’indagine ufficiale da parte delle agenzie governative – ha affermato – Indipendentemente dalla causa, mi assumo la piena responsabilità come direttore esecutivo“.
Tutti gli altri voli da e per Muan sono stati cancellati. L’aeroporto di Muan, inaugurato nel 2007 dopo 10 anni di costruzione, si trova nella provincia sud-occidentale di Jeolla, a circa 300 chilometri dalla capitale Seul.
L’ultraleggero di Gianbattista Intini precipitato in una vigna a GolferenzoIncidente in ultraleggero
Golferenzo, l’indutriale pavese era diretto verso l’aviosuperifice di Spessa Po quando il velivolo ha perso quota schiantandosi in un vigneto. Inutili i soccorsi
È precipitato poco dopo il decollo, è stato trovato ormai privo di vita all’interno del suo ultraleggero, morto sul colpo. Gianbattista Intini, 73 anni, abitava a Golferenzo, noto industriale della famiglia fondatrice della Bitolea, azienda di distillazione di solventi nata negli anni Ottanta del secolo scorso a Landriano, oggi Itelyum Purification, dal 2017 nel gruppo Viscolube, con stabilimento in via Stanislao Intini.
L’incidente aereo è successo poco dopo le 13 di oggi, sabato 6 aprile, in località Fusina. L’imprenditore era appena decollato da un terreno di sua proprietà a Golferenzo ed era diretto verso l’aviosuperifice di Spessa Po, ma per cause ancora in fase di accertamento l’ultraleggero è precipitato, schiantandosi al suolo in mezzo a un vigneto.
Sul posto si sono precipitati in codice rosso i soccorsi sanitari di Areu, ma per il 73enne non c’era ormai più nulla da fare. Oltre ai vigili del fuoco, nella vigna del tragico incidente aereo sono quindi arrivati anche i carabinieri, della Compagnia di Stradella, che dopo aver identificato la vittima stanno procedendo con le indagini per chiarire la dinamica e le cause dell’accaduto.
L’inchiesta penale spetta al pubblico ministero della Confederazione competente in materia di incidenti di aviazione
Tragedia sulle Alpi svizzere. È di tre morti e di tre feriti il bilancio dell’incidente ad alta quota di martedì mattina 2 aprile. Un elicottero, adibito al servizio di eliski, la pratica dello sci fuoripista servendosi di un velivolo come mezzo di risalita, si è schiantato. A bordo c’erano il pilota, una guida alpina e quattro clienti. Lo comunica la polizia del Canton Vallese.
Cosa è successo – L’elicottero si è schiantato martedì verso le 9.25 sul Petit Combin, dove sarebbe dovuto atterrare per far scendere guida e clienti. Arrivato nella parte alta della montagna che culmina a 3.668 metri di quota, il velivolo «è scivolato lungo la parete Nord» per «una ragione che l’inchiesta dovrà determinare».
Le vittime – Le tre vittime sono già state trovate senza vita dalle squadre di ricerca.
Due feriti sono stati soccorsi in poco tempo e portati in elicottero all’ospedale di Sion, in Svizzera. Riguardo al terzo sopravvissuto, le squadre di salvataggio sono riuscite a prenderlo in carico successivamente.
I soccorsi e le indagini – Sono stati sette gli elicotteri – di Air Glaciers, Air Zermatt e Rega – impegnati nelle operazioni di recupero e soccorso. Il Servizio d’inchiesta svizzero sulla sicurezza, Sisi, ha avviato un’indagine di natura tecnica per determinare le cause dell’incidente. L’inchiesta penale invece spetta al pubblico ministero della Confederazione competente in materia di incidenti di aviazione.
Per fortuna non capita spesso, grazie alle preziose informazioni degli operatori nelle torri di controllo degli aeroporti e alla preparazione dei piloti, ma nel grandeaeroporto di Tokyo, due aerei si sono scontrati sulla pista. L’incidente ha coinvolto i velivoli di due grandi compagnie, che avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia, ma così non è stato.
Cosa è successo – Lo scontro è accaduto stamani, intorno alle 11 del mattino, ora del Giappone, in cui un aereo della Thai Airways International in partenza per Bangkok e un Eva Airways in partenza per Taipei, sono entrati su una determinata pista dello scalo nello stesso momento, senza dare la normale precedenze, e si sono scontrati.
Nessuna conseguenza – La prontezza dei piloti ha evitato il peggio, perché la fase di rullaggio è stata interrotta e lo scontro non ha provocato danni ingenti o conseguenze gravi per le persone a bordo.Nei filmati che si trovano su Twitter, si vede un dipendente dell’aeroporto che raccoglie pezzi di aereo caduti sulla pista, che è stata momentaneamente chiusa per permettere l’attività di manutenzione.
Planes of the Taiwanese "airline EVA" and "Thai Airlines" hurt each other at Tokyo airport, Japanese television reports.#Japan#Newspic.twitter.com/r4NmitemYx
Un volo dell’American Airlines appena decollato da Columbus, in Ohio, ha vissuto momenti di paura a causa di un motore in fiamme, probabilmente colpito da un uccello. Un video che documenta l’incidente è stato diffuso sui social media. I piloti del volo hanno prontamente deciso di fare dietrofront e tornare all’aeroporto di partenza. Fortunatamente, nessun passeggero è rimasto ferito e l’aereo è atterrato in sicurezza presso l’aeroporto internazionale di John Glenn Columbus. La Federal Aviation Administration sta investigando l’accaduto per fare luce sulle cause dell’incidente.
Motore di un aereo in fiamme durante il decollo: atterraggio d’emergenza negli Stati Uniti – upday
Il Boeing 777 della British Airways (B.a) doveva decollare questa mattina per Lagos, inNigeria, ma un contrattempo ha bloccato la partenza. Quando l’aereo ha iniziato la procedura di decollo, il volo è stato costretto a fermarsi quando la porta scorrevole di emergenza si è aperta sulla pista.
Tutti i passeggeri sono stati quindi fatti scendere dall’aereo secondo quanto riportato dalla compagnia aerea. Le immagini condivise sui social media mostrano l’aereo fermo sulla pista con lo scivolo aperto. Un’autopompa è visibile sull’asfalto insieme ad altri mezzi dei servizi di emergenza.
B.a ha affermato chel’incidenteè stato presto risolto e che i passeggeri sono stati rimossi in sicurezza. All’inizio i dubbi non erano pochi per quanto riguardava la partenza: lo staff aveva dichiarato che ci sarebbero volute diverse ore affinchè l’aereo potesse ripartire in sicurezza. Un portavoce della B.a ha poi dichiarato: «L’aereo è tornato in piedi e i clienti sono sbarcati normalmente».
Un canadair è precipitato sull’Etna durante un’operazione antincendio: dispersi i corpi dei piloti
Un canadair è precipitato sull’Etna durante un’operazione di spegnimento di un incendio. La tragedia si è consumata a Linguaglossa, località in cui si è verificato il rogo.
🔴Canadair dei @vigilidelfuoco precipitato durante antincendio boschivo sul Monte Calcinera, provincia di CT. Il velivolo sarebbe precipitato a seguito dell’urto della carena contro la costa della montagna. Al lavoro sul posto le squadre USAR [#27ottobre ore 17:20] pic.twitter.com/xl3FxPm6L8
Canadair precipita sull’Etna: cos’è successo – Il canadair ha colpito le pendici dell’Etna per poi precipitare. Poco dopo si è verificata un’esplosione.
Nella mattina di giovedì 27 ottobre l’aereo ha fatto rifornimento d’acqua in mare per portarsi a Linguaglossa, sul monte Carcinea, dove è stato inviato per un’operazione antincendio. Alle 15:30 il disastro.
Secondo una prima ricostruzione fatta dalla Protezione Civile su Twitter, l’aereo sarebbe precipitato “a causa dell’urto della carena contro la costa della montagna”.
Le dichiarazioni della Protezione Civile – Il capo della Protezione Civile della Sicilia Salvo Cocina ha riferito al ‘Corriere della sera’: “Le mie squadre lo hanno visto precipitare, poi si è alzata una colonna di fumo”.
Quindi: “L’aereo è completamente distrutto. Ci sono state diverse esplosioni dopo lo schianto, ora i vigili del fuoco stanno cercando i due piloti che sono della società Babcock che fornisce il servizio dei Canadair in Italia”.
Si teme per i due piloti – Secondo alcune fonti i corpi dei due piloti risultano dispersi, per il momento non arrivano conferme ufficiali sulla loro morte.
Sul posto sono in corso le operazioni da parte del 118, gli esperti speleo alpino fluviale, i carabinieri e il gruppo Forestale.
CANADAIR precipita sull’ETNA: le immagini dello schianto sono spaventose! 27/10/2022 – MeteoReporter24
Un Boeing 737-800 della China Eastern Airlines è caduto vicino a Wuzhou, nel sud della Cina. Le due ipotesi: problema tecnico grave o gesto intenzionale dei piloti
L’aereo caduto il 21 marzo 2022 aveva una livrea particolare
Un Boeing 737-800della compagnia aerea China Eastern Airlinesè precipitato vicino a Wuzhou, nel sud della Cina. A bordo c’erano 132 persone: 123 passeggeri e 9 membri dell’equipaggio, secondo l’ente locale per l’aviazione civile (la tv di Stato Cctv invece aveva riferito 133).
Non è ancora chiaro se ci siano o meno vittime, anche sesarebbe un miracolo trovare dei sopravvissuti. Il presidente cinese Xi Jinping, «sconvolto» per l’incidente, ha chiesto di impiegare «tutti gli sforzi possibili» per «organizzare la ricerca e il salvataggio, gestire adeguatamente le conseguenze, rafforzare le indagini sui potenziali rischi per la sicurezza nell’aviazione civile e garantire l’assoluta sicurezza delle operazioni di aviazione».
Gli ultimi secondi – La dinamica dell’impatto, stando almeno alle ultime informazioni a disposizione sui siti di tracciamento dei voli, mostrerebbe una caduta quasi verticale del velivolo(che è un modello diverso dal 737 Max).
Nell’ultimo pacchetto di dati raccolto dai dispositivi di Flightradar24 poco prima di far perdere le tracce il Boeing 737-800 stava scendendo a oltre 9.400 metri al minuto (cioè a 157 metri al secondo), valori che non fanno pensare a una normale discesa di quota. L’ultimo segnale lo colloca a 983 metri di quota, in un’area peraltro collinare.
Le ipotesi – È prematuro giungere a una conclusione senza aver ancora recuperato le due scatole nere che registrano gli audio a bordo dei piloti e i dati reali del velivolo. Sulla base dei valori indicati dai siti di tracciamento degli aerei — e incrociandoli con un video che mostrerebbe gli ultimi secondi del jet cinese — due piloti di Boeing 737 consultati dal Corriere spiegano che per scendere a quelle velocità variometriche le spiegazioni di solito si riducono a due: o un problema tecnico grave ai comandi di volo oppure un gesto intenzionale di chi era in cabina di pilotaggio.
In alte parole: dato che l’aereo viene giù in picchiata, secondo i due esperti o i piloti hanno perso l’uso dei comandi oppure deliberatamente lo pilotano verso terra. Il velivolo mostrato nel filmato, infatti, non fa alcuna «spirale», nessun movimento, scende perfettamente in verticale verso terra. continua a leggere
Cina, aereo con 132 persone a bordo precipita nel Guangxi: le immagini dopo lo schianto – Notizie.it