Roberto Saviano, la lettera per Michela Murgia a due anni dalla morte…….


E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie

10 agosto 2025

articolo:
https://www.today.it/storie/personaggi/roberto-saviano-michela-murgia.html
Roberto Saviano, Michela Murgia nella foto condivisa su Instagram

Milano omaggia Michela Murgia nel giorno del suo compleanno: ‘Festeggiatemi come vi pare’ al Teatro Carcano


articolo: https://www.ilgiorno.it/milano/cultura/michela-murgia-compleanno-typnnaiq

Milano, 03 giugno 2024

Michela Murgia

Nasce il centro civico Michela Murgia: “Doveroso dedicarle un luogo di cultura”


articolo di Alessio Di Sauro: https://milano.repubblica.it/cronaca/2024/03/09/news/centro_civico_michela_murgia_milano-422282366/

Nasce il centro civico Michela Murgia: “Doveroso dedicarle un luogo di cultura”
Michela Murgia

10 marzo 2024 

Murgia sospende le uscite pubbliche, l’ultima a Torino: «Non ho le forze né il tempo»


articolo: https://torino.corriere.it/notizie/cronaca/23_giugno_11/murgia-sospende-le-uscite-pubbliche-l-ultima-a-torino-non-ho-le-forze-ne-il-tempo-478e9203-8588-4740-beba-7efbe7108xlk.shtml

Lo annuncia la stessa scrittrice nelle stories di Instagram, sul treno di ritorno da Torino, dopo aver partecipato a un incontro su Fernanda Pivano nell’ambito di Archivissima

«Sto tornando a casa da quella che era l’ultima uscita pubblica che conto di fare per i prossimi sei mesi». Lo scrive Michela Murgia nelle stories di Instagram, sul treno di ritorno da Torino, dopo aver partecipato a un incontro su Fernanda Pivano nell’ambito di Archivissima. «Grazie degli inviti che mi state facendo – aggiunge – Non ho le forze né il tempo per accettarli, il mio prossimo tempo è per chi amo».
  
«Non farò neanche presentazioni di Tre Ciotole», fa sapere la scrittrice parlando della sua ultima opera. «Ma Libri Mondadori ha pensato di fare per me una cosa speciale, una ristampa di 5.000 copie autografe, andranno in tutte le librerie italiane. Grazie a voi che state amando questo libro oltre ogni speranza». Poco più di un mese fa la scrittrice, drammaturga, opinionista, autrice del bestseller Accabadoraha reso pubblica in un’intervista al Corriere della Sera la sua malattia: un cancro al quarto stadio con metastasi alle ossa, ai polmoni e al cervello. Da allora ha raccontato sui social alcuni momenti privati, celebrando la sua famiglia queer ma anche continuando le sue battaglie da attivista per i diritti.

Leggi anche: Michela Murgia al Salone del Libro: «Sono viva, non trattatemi come un monumento»

E’ morto Antonio Pennacchi. Lo scrittore aveva 71 anni


articolo: https://roma.repubblica.it/cronaca/2021/08/03/news/morto_antonio_pennacchi-312854026/?ref=RHTP-BH-I312692361-P1-S1-T1

Il vincitore del Premio Strega nel 2010 con “Canale Mussolini” era nato a Latina il 26 gennaio 1950

E’ morto Antonio Pennacchi. Il Premio Strega, l’ex operaio diventato scrittore di successo, che con i suoi romanzi ha fatto conoscere al grande pubblico l’impresa della bonifica dell’agro pontino, la vita, la sofferenza e le gioie dei coloni, si è spento oggi a Latina, all’età di 71 anni. Dalle prime indiscrezioni a stroncarlo sarebbe stato un infarto.

Nato a Latina nel 1950, operaio dell’Alcatel Cavi, Pennacchi si è dedicato alla politica prima nelle file del Msi e poi in quelle del Partito marxista-leninista Italiano. Tra gli anni ’70 e ’80 ha aderito al Psi, alla Cgil e poi alla Uil.

Nel 1983, durante un periodo di cassa integrazione, si è laureato in Lettere e filosofia per abbracciare poi la carriera di scrittore. Il debutto nel 1995 con Mammut, seguito da Palude. Storia d’amore, di spettri e di trapianti. Nel 2003 ha pubblicato Il fasciocomunista. Vita scriteriata di Accio Benassi, romanzo autobiografico da cui nel 2007 è stato tratto il film Mio fratello è figlio unico, diretto da Daniele Luchetti. continua a leggere

Antonio Pennacchi (Photo by Leonardo Cendamo/Getty Images)

L’addio a Carla Fracci: la camera ardente alla Scala di Milano


articolo & Video: https://www.facebook.com/corrieredellasera/videos/432459984588809

L’addio a Carla Fracci: la camera ardente alla Scala di Milano

Morta Carla Fracci, una vita in volo “ma con le radici ben piantate nella terra”


articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/teatro-danza/2021/05/27/news/morta_carla_fracci-302891676/

La ballerina aveva 84 anni. Le origini popolari, lo studio tenace, il successo nei più grandi teatri del mondo. “Mi lamento perché sono polemica, ma la mia è stata una gran bella vita”

È vissuta volando ma di sé diceva orgogliosa: “Sono cresciuta tra i contadini, nelle campagne vicino Cremona, libera, tra molti affetti e necessità concrete. E proprio lì, ben piantate nella terra, ci sono le mie radici“. E così, leggiadra e solida, dolce e tenace, se n’è andata un “monumento nazionale”, un mito del balletto, una delle più grandi artiste della danza internazionale. Carla Fracci è morta a Milano a 84 anni per un tumore che l’aveva colpita già da tempo e che aveva vissuto con coraggio e strettissimo riserbo. “Eterna fanciulla danzante“, la definiì il poeta Eugenio Montale. “You are wonderul” le confessò commosso Charlie Chaplin dopo averla vista.

Carla Fracci è stata davvero una artista unica, un misto di concretezza meneghina e leggerezza della poesia, una protagonista sia dell’esclusivo mondo del balletto classico che di quello pop della televisione e dei rotocalchi: un viaggio longevo e trionfale, il suo, delicatissima e struggente Giselle, toccante Giulietta, aerea Sylphide nei più grandi teatri del mondo, dalla Scala al Royal Ballet, lo Stuttgart Ballet, il Royal Swedish Ballet, e dal 1967 artista ospite dell’American Ballet Theatre, con i più eccelsi partner come Erik BruhnRudolf NureyevMikhail BaryshnikovGheorghe IancuVladimir VasilievHenning Kronstam, gli italiani Amedeo AmodioPaolo Bortoluzzi, e coreografi come CrankoDell’AraRodriguesNureyev, ButlerBéjartTetley e molti altri.

Carla Fracci era nata il 20 agosto del 1936 a Milano. Amici di famiglia convincono i genitori a iscriverla alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala dopo averla vista muoversi nel salone del dopolavoro del papà tranviere. Carla ha 10 anni, è magra, esile, “all’inizio non capivo il senso degli esercizi ripetuti, del sacrificio, dell’impegno mentale e fisico. Io, poi, sognavo di fare la parrucchiera. Fu pensantissimo“, raccontava in una intervista sui suoi inizi. Ma il visino dolce, la leggerezza dei movimenti colpiscono le insegnanti, Vera Valkova, Edda Martignoni, Paolina Giussani e a 12 anni è una comparsa in La bella addormentata con Margot Fonteyn. L’incontro ravvicinato con la grande ballerina le fa capire che i sacrifici, lo studio, la disciplina possono produrre poesia. Si diploma nel 1954, nel 1955 debutta nella Cenerentola alla Scala; nel 1958, a 22 anni, viene promossa prima ballerina.

Sapienza tecnica, leggerezza, una spiccata capacità interpretativa le aprono i teatri del mondo e i maggiori ruoli (ne ballerà circa centocinquanta): oltre ai popolarissimi Lago dei cigniLo schiaccianoci, diventano suoi i ruoli romantici, Giulietta, la Swanilda di Coppelia, Francesca da Rimini, soprattutto Giselle, il “suo” personaggio: nei panni della giovane contadinella innamorata, coi capelli sciolti e un leggerissimo tutù, entrerà per sempre nella storia del balletto. Dopo la prima del ’59 a Londra al Royal Festival Hall, la Fracci sarà Giselle in tantissime edizioni e tra le più belle si ricordano quella con Erik Bruhn al Met, e l’altra con Nureyev. L’incontro con Rudy risale al 1963 e sarà un sodalizio artistico che incanterà mezzo mondo per oltre un ventennio. “Ballare con Rudolf era una sfida. Carattere difficile. Eccentrico e competitivo. Ma di grandissima generosità. Era inammissibile per lui che nel lavoro non ci si impegnasse. E per guadagnarsi la sua stima, bisognava essere più forti e uscirne vittoriosi“, ricorderà lei che proprio nei primi anni Sessanta, aveva lasciato la Scala (con una polemica per un balletto cancellato) e da ballerina indipendente, era diventa l’étoile italiana più famosa nel mondo, “la prima ballerina assoluta” scriverà il New York Times.

In tanti mi hanno chiesto come ci si sente a essere un mito. Ma i miei che erano dei lavoratori, padre tranviere, madre operaia mi hanno insegnato che il successo si deve guadagnare. E io ho lavorato, lavorato, lavorato… “. Continua a farlo anche dopo il matrimonio con Beppe Menegatti, aiuto regista di Visconti, nel ’64, e dopo che è diventata mamma nel ’68. Con Menegatti realizzerà molti spettacoli e personaggi  (Medea, Pantea, Titania, Ariel, Luna, Ofelia, Turandot), coinvolgendo compagnie non sempre all’altezza del suo nome. “L’importante è che la gente veda la danza” diceva, e lei lo ha fatto vedere con sorprendente longevità anche fuori dal repertorio classico – e tra MedeaConcerto baroccoLes demoiselles de la nuitIl gabbianoLa bambola di Kokoschka, svetta la Gelsomina de La strada di Nino Rota creata apposta per lei dal coreografo Mario Pistoni – e anche fino a 80 anni quando, fisico ancora asciutto, elastico, fece un cameo in La musa della danza al San Carlo di Napoli.

Ben prima di Roberto Bolle, Carla Fracci ha contribuito a portare la danza in contesti pop, a cominciare dalla televisione: nel’67 con Scarpette rosa, di Vito Molinari, in molti show del sabato sera e ancora in quella che resta una autentica e notevole prova di attrice, nello sceneggiato tv su Giuseppe Verdi, come indimenticata Giuseppina Strepponi, la soprano e seconda moglie del compositore (ma attrice lo è stata anche al cinema in Storia vera della signora delle Camelie di Bolognini coIsabelle Huppert e Gian Maria VolontéNijinskij di Herbert Ross con Jeremy Irons), fino alle civetteria di ridere con autoironia della bella imitazione di Virginia Raffaele al Festival di Sanremo.

Per la diffusione del balletto, d’altra parte, Carla Fracci si è spesa nei contesti più diversi, anche politici. Da sempre mpegnata a sinistra (nel 2009 diventa assessore alla Cultura della Provincia di Firenze) si è battuta contro lo smantellamento dei Corpi di Ballo dalle fondazioni liriche, anche con un appello nel 2012 all’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Il ballo classico ha dato prestigio al nostro Paese ed è triste che oggi sia considerato residuale. Un’arte nobile come questa non può essere trattata come una Cenerentola“.  Lei stessa si era impegnata in prima persona a tenerli vivi: alla fine degli anni Ottanta quando dirige il Corpo di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli, poi nel ’96 quello dell’Arena di Verona, e dal 2000 per dieci anni alla testa della compagnia di danza all’Opera di Roma, tuttavia sempre nel rimpianto, carico di rancori, della mancata direzione del balletto alla Scala dove proprio per questi dissapori non ballerà più dal ’99.

A gennaio di questo 2021 è il nuovo direttore del Ballo, Manuel Legris, a invitarla a tenere due masterclass su Giselle, ricucendo così quella rottura, e di cui resta una testimonianza nella docufiction Corpo di ballo su RaiPlay. “Mi ha toccata l’accoglienza di tutto il teatro, il lungo applauso. Ho sentito rispetto e gratitudine. Spero che ci saranno altre di queste masterclass. Ai giovani voglio spiegare che la tecnica c’è ma non va esibita”. Leggendaria la sua frase “la danza non è piedi e gambe. È testa“, che racchiude tutta la sua poetica. La sua storia, invece, l’ha raccolta nell’autobiografia Passo dopo passo (Mondadori, 2013), che ora diventerà una fiction tv con Alessandra Mastronardi: non solo ha dato la sua consulenza insieme al marito e alla storica collaboratrice Luisa Graziadei, ma ha regalato un cameo nei panni della sua insegnante alla scuola della Scala. Come a chiudere il cerchio. “Mi lamento spesso e sono una polemica” ha confessato in una delle ultime apparizioni tv, vestita di bianco, come sempre, suo unico vezzo, “ma la mia è stata una gran bella vita“.

Carla Fracci una vita sulle punte – La vita in diretta 17/01/2020

Radio Parenti prima emittente teatrale del mondo


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/05/22/news/radio_parenti_prima_emittente_teatrale_del_mondo-302255119/

22 maggio 2021

Da oggi (22 maggio 2021) radiodrammi, musica, poesia, comicità e materiali d’archivio online

Se l’inventiva di una città si misura anche dai primati, allora Milano da oggi ne ha uno in più: la prima radio di un teatro al mondo, al Parenti. Del resto non c’è da stupirsi data la creatività vulcanica della direttrice Andrée Ruth Shammah, che durante i lunghi mesi di chiusura forzata ha chiamato a raccolta i suoi fedelissimi e ha sezionato l’immenso archivio di quasi cinquant’anni di teatro.

Il risultato è un palinsesto che trasferisce il teatro nella radio, “ ma la radio non lo sostituisce – ha detto con entusiasmo alla presentazione – Lo arricchisce, allarga gli orizzonti, ci apre sul mondo per risvegliarci “. Radio Parenti “è una radio libera ” e nasce oggi, non nell’etere, ma online: dalle 18 partono le trasmissioni sulla piattaforma digitale del teatro parentionair.it. Sempre stasera, l’inaugurazione in presenza a teatro ( alle 18 e alle 20, prenotazione obbligatoria allo 02.59995206). Il palinsesto sarà di sei ore, replicato tre volte per coprire l’arco delle 24 ore e poi cambiare il giorno successivo.

Dentro, oltre alla musica e al teatro in forma di radiodramma, letteratura, poesia, comicità, ma anche filosofia, storia, riflessioni sulla società e tutti i nomi che sono – o sono stati – di casa in via Pier Lombardo. Tra le rubriche ci sono Gioele Dix che terrà l’appuntamento dei “Giovedix letterari” in cui approfondirà grandi autori, da Italo Calvino a Dino Buzzati, Primo Levi, Giorgio Manganelli, Wislawa Szymborska. Filippo Timi si racconterà tra vita e teatro in “@ Timi- Attimi“, come divagherà tra arte e aneddoti personali il gallerista Jean Blanchaert, al debutto assoluto in radio con la rubrica ” Zigzagando“.

Ci sarà spazio anche per trasmissioni dedicate a Milano, alla sua storia e al suo dialetto, come i dialoghi comici tra Gianna Coletti e Marco Balbi di “ Cumincium Ben“, e alla comicità tout court con Maurizio Micheli, Maria Cassi e una nuova invenzione di Shammah, “Se telefonando“, con le finte telefonate di Gabriella Franchini. Per la musica, sarà interessante scoprire le biografie di Charles Mingus, Chet Baker, Miles Davis, Duke Ellingtonm, Dizzy Gillespie, Louis Armstrong scritte da Gianni Gualberto Morelenbaum, che per anni ha organizzato gli “Aperitivi in concerto” al Manzoni, per la rubrica “ I grandi del jazz“, affidata alla voce di Alberto Onofrietti, mentre Matteo Ceccarini, compositore e sound designer (nonché marito della top model Eva Riccobono) nel ” Giardino musicale” farà, parole sue, “sentire la musica che in radio non si sente mai, senza limiti commerciali: Sakamoto, Philip Glass, Vangelis, Laurie Anderson.

Percorsi visionari che spero evochino qualcosa agli ascoltatori”. Spazio anche alle riflessioni di pensatori contemporanei, da Massimo Cacciari a Massimo Recalcati e Piergaetano Marchetti, anche scomparsi, con la rilettura che Emanuele Severino fece di Leopardi. Torneranno altre voci che non ci sono più, attinte dallo sterminato archivio del teatro: Giorgio Albertazzi, Philippe Daverio, Vittorio Sermonti e il grande Eduardo

https://teatrofrancoparenti.it/spettacolo/radioparenti-e-online/.

sabato 22 Maggio dalle 18.00
un giro di ascolto nelle sale del teatro e a un brindisi insieme a noi

PROGRAMMA

  • primo giro di ascolto dalle 18.00
  • brindisi di festeggiamento alle 19.30
  • secondo giro di ascolto dalle 20.00

ogni giro di ascolto dura circa un’ora e mezza

Vinile, la riscossa: le vendite in Italia superano quelle dei cd dopo 30 anni


articolo: https://www.corriere.it/spettacoli/21_aprile_22/vinile-riscossa-vendite-italia-superano-quelle-cd-30-anni-4eb661d6-a33c-11eb-8b99-a42a4f90039f.shtml?fbclid=IwAR2QpVn89KmYz7SQXrUQnapkh8_XEVPP-CiUEDNaAoX9-tSZMwoNQ3dOXJQ

Nel primo trimestre, seppure di poco, il vecchio ellepì è cresciuto del 121% rispetto allo stesso periodo del 2020. Oggi rappresenta l’11 % delle vendite di musica nel Paese

Nei primi tre mesi del 2021, secondo i dati Deloitte per FIMI, il vinile, per la prima volta dal 1991, è tornato a superare il cd in Italia. Nel primo trimestre, seppure di poco, il vinile, cresciuto del 121% rispetto allo stesso periodo del 2020, ha generato maggiori ricavi rispetto al CD, in calo del 6%. In un mercato dominato dallo streaming, con circa l’80% del fatturato, il vinile rappresenta oggi l’11 % delle vendite di musica nel Paese. Nel primo trimestre, complessivamente, il mercato italiano è cresciuto del 18,8%. Ancora forte l’affermazione dei ricavi da abbonamenti ai servizi streaming, saliti del 37%.

Il vinile sorpassa il CD in Italia: dopo lo streaming è la prima scelta per ascoltare musica

CARRASEGARE 2021 – Il rito non si ferma


articolo & Video: 

https://www.videolina.it/articolo/video/cultura/2021/02/14/carrasegare-2021-il-rito-non-si-ferma-80-1115391.html

VIDEO CLIPS – CULTURA

CARRASEGARE 2021 – Il rito non si ferma – 14.02.2021
Dagli studi di Videolina Ambra Pintore conduce uno speciale sul Carnevale in Sardegna, con la regia di Andrea Fenu. Malgrado l’assenza degli eventi che caratterizzano il rito, lo speciale sarà l’occasione per ripercorrere con le immagini d’archivio i suggestivi carnevali di Mamoiada, Santu Lussurgiu, Oristano, Ottana, Orotelli, Gavoi, Samugheo, Fonni.
Tra i temi in programma: un rito che non si ferma; i suoni del carnevale; le maschere sarde e del mediterraneo; come si realizza una maschera.
Ad accompagnare Ambra ci saranno: il semiologo Franciscu Sedda con il quale si affronterà il tema del rito nei suoi cambiamenti; Franca Rosa Contu responsabile musei dell’ISRE di Nuoro, che oltre ad illustrare la collezione originaria dei mascheramenti sardi, presenterà le ricerche legate a s’eritaju di Orotelli e a su bundu di Orani; il ricercatore Marcello Marras si concentrerà sui suoni che accompagnano i carnevali di Aidomaggiore, Seneghe, Gavoi; la Componidora del 2010 Elisabetta Sechi racconterà la sua esperienza di capocorsa della Sartiglia; il mascheraio Graziano Viale mostrerà le fasi della realizzazione di una maschera in cuoio de su Componidori a partire dal calco in argilla fino alla modellazione e rifinitura

Libro sulle Foibe, minacciato Eric Gobetti:….


articolo: https://torino.corriere.it/cultura/21_febbraio_11/libro-foibe-minacciato-eric-gobetti-comunista-appeso-ci-vendicheremo-a2976022-6c80-11eb-bd17-59a445633f5e.shtml?fbclid=IwAR00xVDDUBsr1ITbrFuopYMOAuNBugTZRq9oYrhxnTJrvb58uM0GEZOmT6U

L’autore di «E allora le foibe?»: «Il fatto che facciano riferimento ai miei figli mi preoccupa molto. Ma tutto questo odio mi fa capire di essere sulla strada giusta»

«Ho paura per me e per i miei figli, non posso negarlo, ma tutto questo odio mi fa capire di essere sulla strada giusta». Eric Gobetti, autore di «E allora le foibe?» edito da Laterza, ha lanciato un appello su Facebook denunciando le centinaia di messaggi violenti rivolti a lui e ai suoi figli per i quali farà denuncia alle forze dell’ordine, «è inconcepibile che uno non possa fare il proprio lavoro – dice-,capisco chi ha posizioni diverse dalle mie, però questa aggressione rende la mia vita impossibile. Il fatto che facciano riferimento ai miei figli mi preoccupa moltissimo. È dall’inizio, dall’uscita del libro e ancora prima, che scagliano queste offensive contro di me. Aumentano quando escono articoli sui giornali di estrema destra». continua a leggere

Milano, Mondadori ha chiuso il megastore di via Marghera dopo vent’anni


articolo: https://video.corriere.it/milano/milano-mondadori-ha-chiuso-megastore-via-marghera-vent-anni/f2f3269e-4c39-11eb-a215-44d7eb47eab9

Anteprima(si apre in una nuova scheda)

Fu inaugurato nel 2000 nello stabile dell’antica Officina Borletti. La casa editrice ha deciso di concentrare la propria attenzione sul megastore di piazza Duomo, la storica libreria Rizzoli in Galleria e il Mondadori Bookstore di via Pergolesi – di Nino Luca /CorriereTv

Alle 15 in punto di giovedì 31 dicembre, la Mondadori ha chiuso il megastore di via Marghera. «Siete pregati di andare alle casse per completare gli acquisti», la voce incita gli ultimi clienti a far presto. Una dipendente riprende dall’interno la serranda che si abbassa dopo ormai 20 anni di storia. Era proprio il 2000 quando fu inaugurato nei locali dello stabile dell’antica Officina Borletti, 3.700 metri quadrati destinati a ospitare quello che sarebbe diventato uno dei punti vendita della casa editrice di Segrate più all’avanguardia e forniti, il «Mondadori Multicenter»: tre piani interamente dedicati al grande universo dei media, dalle riviste ai libri, dai computer ai palmari, dal video alla fotografia digitale, dalla telefonia a internet. A disposizione del pubblico anche un’agenzia viaggi, una biglietteria ticket online e centinaia di titoli Dvd, con tanto di internet café all’ultimo piano e la sala conferenze pensata per eventi e attività culturali. Un investimento, all’epoca, che arrivò a sette miliardi di lire, con un obiettivo di fatturato che doveva toccare i 70 miliardi. Ora, in piena pandemia, dopo due lockdown, con i ricavi in caduta libera e il boom dell’e-commerce, Mondadori ha deciso di concentrare la propria attenzione sul megastore di piazza Duomo, la storica libreria Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele e il Mondadori Bookstore di via Pergolesi. La crisi dell’editoria libraia e anche la pandemia hanno contribuito ad accelerare la chiusura. Al suo posto? Nulla di deciso. Gli ultimi clienti cercano di capire. “Spero solo che non arrivi un altro supermarket alimentare”, chiosa un cinquantenne con un libro appena acquistato stretto al petto.

Anteprima(si apre in una nuova scheda)

Chiari capitale libro 2020 segnale sostegno a microeditoria


articolo: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2020/10/18/chiari-capitale-libro-2020-segnale-sostegno-a-microeditoria_c66c91c7-1de8-4a5c-9eb2-ec75db371a47.html

(ANSA) – Roma, 18 ottobre 2020 – Chiari è la “Capitale italiana del libro” per il 2020. Il Consiglio dei Ministri ha approvato la proposta del Ministro per i Beni e per le Attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini, di conferire al Comune di Chiari in provincia di Brescia, uno dei più colpiti dalla epidemia da Covid-19, il titolo di “Capitale italiana del libro” per l’anno 2020″.
Ai sensi della legge, legge 13 febbraio 2020, n. 15, Disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura, “Chiari – Capitale italiana del libro 2020” riceverà un finanziamento di 500.000 euro per la realizzazione di progetti, iniziative e attività per la promozione della lettura. 

Così come è accaduto per il titolo di Capitale Italiana della Cultura – che ha tratto ispirazione da quello di Capitale Europea -, anche la “Capitale italiana del Libro” genererà meccanismi virtuosi capaci di sviluppare progetti culturali, coinvolgenti e innovativi” ha dichiarato il ministro Franceschini.
Conferire il titolo a Chiari è inoltre il giusto riconoscimento alla microeditoria e alla produzione degli editori indipendenti che in questa città trovano da 18 anni una importante Rassegna di scambio e promozione che sarà organizzata anche quest’anno, dal 13 al 15 novembre, in una edizione rispettosa dei protocolli sanitari.
Questo riconoscimento – ha concluso il ministro – arriva in un anno particolare e in un territorio fortemente colpito dalla pandemia in cui, ora più che mai, è giusto rafforzare il sostegno al settore del libro. Nei mesi più duri del lockdown, Chiari ha trovato proprio nella lettura, compiuta attraverso i canali social dell’amministrazione, uno degli strumenti per sostenere la comunità. Ora questa esperienza può diventare un modello“.
Il titolo di Capitale del libro, che in questa prima edizione è stato attribuito per legge dal Cdm su proposta del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, dal prossimo anno sarà conferito all’esito di un’apposita selezione in cui una commissione di esperti valuterà i progetti presentati.  (ANSA).

per conoscere un pò Chiari visita:  

https://www.comune.chiari.brescia.it/visitachiari.asp

http://www.prolocochiari.it/

#cittadichiari

CHIARI …… vista sulla Città.

Insulti e minacce su Facebook a Michela Murgia


Insulti e minacce su Facebook a Michela Murgia dopo l’intervento a Repubblica delle Idee. “Squadrismo”

https://video.repubblica.it/cronaca/murgia-vengono-colpite-le-donne-che-dissentono-e-il-momento-di-dire-basta/337188/337785

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Michela Murgia a Repubblica delle Idee a Bologna (agf)

articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2019/06/13/news/murgia_minacce_facebook-228680367/?ref=RHPPLF-BH-I228686042-C8-P8-S1.8-T1

CAGLIARI. Insulti e minacce su Facebook alla scrittrice Michela Murgia. Lo racconta lei stessa: “C’è un gruppo dei sostenitori della Lega che si chiama ‘Uniti a Salvini’. Gli iscritti sono 13.595. Qualcuno di loro ci ha postato un articolo che sintetizza il mio intervento a Bologna in piazza Maggiore per la Repubblica delle Idee. Che questa gente mi auguri la morte, lo stupro o mi insulti mi importa poco a titolo individuale. Davanti a questa violenza faccio le sole cose sensate: segnalare il gruppo a FB (cosa che vi invito a fare a vostra volta) e denunciare le persone che hanno scritto le cose penalmente rilevanti”. Lo annuncia la scrittrice sarda Michela Murgia sul proprio profilo Facebook, allegando gli screenshot dei messaggi. “Questo gruppo lo faremo chiudere. Cento altri ne sorgeranno e faremo chiudere anche quelli – osserva – Ma quando è chi governa a legittimare questo registro, l’azione della violenza è pedagogia di stato”. continua a leggere