E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie
07 aprile 2026
| Frana a Petacciato, Italia divisa in due: chiuso un tratto dell’A14, caos su linea ferroviaria |
| articolo Redazione Adnkronos : https://www.adnkronos.com/cronaca/frana-petacciato-strade-autostrade-famiglie-evacuate_EbQPA2wdcpcCqQXYljw2 |
| Blackout dei collegamenti sulla dorsale adriatica. Rfi: “Impossibile prevedere i tempi di ripristino”. Sessanta residenti sfollati per paura di crolli |

Italia spezzata in due lungo la dorsale Adriatica per la riattivazione di una frana, importante e già conosciuta, nel territorio comunale di Petacciato, in provincia di Campobasso, in Molise. La zona era stata interessata, nei giorni scorsi, da significativi eventi meteo avversi, con apporti al suolo superiori a 200 mm, evidenziando un quadro di marcata persistenza e intensità.
La frana, con un fronte lungo oltre 4 km, ha interrotto l’autostrada A14, da Montenero di Bisaccia a Termoli in entrambe le direzioni, e la linea ferroviaria Adriatica, tra Vasto e Termoli. Disagi alla viabilità acuiti dalla recente chiusura di un tratto della Strada Statale 16, a causa del crollo di un viadotto in località Montenero di Bisaccia.
A titolo precauzionale, inoltre, è stata disposta l’evacuazione di circa 50 persone, nel comune di Petacciato e disposta la chiusura delle scuole, per la giornata di domani, nella provincia di Campobasso, al fine di mitigare l’eventuale congestione del traffico locale.
Sessanta residenti sfollati – Diverse le abitazioni interessate dal movimento franoso con molte aree a rischio isolamento. “Le frane sono difficili da gestire e da mettere in sicurezza, soprattutto quando interessano centri abitati dove bisogna delocalizzare le famiglie e trovare per loro una sistemazione“. Il governatore sottolinea comunque l’aspetto più critico in questo momento, quello dei collegamenti: “Questa non è solo un’emergenza del Molise ma nazionale, perché l’Italia è divisa in due. In questo momento non si possono spostare mezzi e persone da nord a sud e viceversa” dice all’Adnkronos il presidente della Regione, Francesco Roberti.
A livello comunale, la situazione è altrettanto critica, il sindaco, Antonio Di Pardo, descrive un quadro drammatico: “Siamo rimasti isolati con tutti gli accessi interrotti. Stiamo lavorando con forze dell’ordine e Protezione civile per garantire una messa in sicurezza temporanea“. E aggiunge: “Stiamo cercando di sistemare le persone che dovranno essere evacuate, perché per la prima volta il terreno argilloso sotto le abitazioni si sta muovendo“. Nel frattempo, diverse famiglie sono già state evacuate dalle abitazioni, situate lungo il percorso della frana. Sul posto sono in corso continui sopralluoghi dei vigili del fuoco e dei tecnici specializzati.
Meloni: “In costante contatto con ministri e Protezione Civile” – Le istituzioni sono in piena emergenza operativa. Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si legge in una nota di Palazzo Chigi, è in costante contatto con i ministri competenti, Matteo Salvini e Nello Musumeci, con il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, e con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e segue gli aggiornamenti in tempo reale.
La Protezione Civile ha attivato un comitato operativo per coordinare gli interventi urgenti e valutare misure immediate. Sul fronte regionale, il presidente Francesco Roberti parla di una crisi che supera i confini locali, mentre il sindaco di Petacciato Antonio Di Pardo segue da vicino le operazioni di messa in sicurezza insieme a vigili del fuoco e tecnici.
Una sessantina i residenti che sono stati costretti ad abbandonare le proprie abitazioni. Le famiglie coinvolte sono state allontanate dalle case situate lungo il fronte franoso, dove si registrano movimenti del terreno argilloso. Una condizione che ha reso inevitabili gli sgomberi per motivi di sicurezza.
“Domani ci sarà una seconda valutazione del professore Casali, che è professore ordinario di geologia applicata all’Università di Firenze, centro di competenza del dipartimento della Protezione Civile, e dell’Università di Chieti con il professore Sciarra, in maniera tale che si riesca ad avere una prima valutazione di quella che è la consistenza del movimento franoso sulla base della quale, ovviamente, poi sarà necessario ragionare per cercare di trovare soluzioni che siano soluzioni definitive nel lungo periodo, ma temporanee nel breve” ha detto il capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano. Il fronte di frana è lungo “circa 4 km, quindi, lunghissimo, di una frana storica di cui si era già perfettamente a conoscenza, e proprio perché il fronte è così ampio la soluzione alternativa per la ricerca della viabilità ordinaria stradale e ferroviaria è particolarmente complessa“.
”La situazione è particolarmente complessa, se ci aspettiamo un ripristino della viabilità ferroviaria in 5-7 giorni ovviamente non è un’attesa giusta e corretta – ha aggiunto -. Se il fronte di frana è lungo 4 km e la linea ferroviaria ci passa dentro è di tutta evidenza, che fino a che la frana non si ferma, non è possibile fare nessun tipo di ripristino infrastrutturale. Ed è il motivo per cui la tempistica è particolarmente lunga, c’è bisogno di qualche settimana se non addirittura di qualche mese”.
La frana ”ha deformato la linea ferroviaria e anche le strade, quindi la situazione è molto complicata perché in realtà in quella zona non c’è nessuna viabilità alternativa: bisogna entrare molto nell’entroterra, con una viabilità tutto sommato abbastanza ridotta che quindi non è capace di sopportare il carico del traffico pesante. Ecco perché stiamo cercando di ragionare anche su un’alternativa’‘ ovvero ‘‘sull’utilizzo del mezzo navale” e dei ”porti principali”.

