E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie
09 febbraio 2026
| Crolla ponte della ferrovia, centinaia di passeggeri “dimenticati” sotto la pioggia prendono a pugni le auto |
| Anziani, bambini, famiglie e lavoratori sarebbero rimasti senza riparo né assistenza, finché la tensione è esplosa con il blocco della strada. È successo a Santa Severa lungo la direttrice Roma-Civitavecchia |

Centinaia di persone scaricate su una strada statale, al buio e sotto la pioggia, in attesa per ore di autobus sostitutivi mai arrivati. È quanto denuncia un lettore di Today.it, Matteo Schiavo, che domenica pomeriggio si è trovato coinvolto nell’interruzione della linea ferroviaria Roma-Civitavecchia. Il crollo di un tratto di circa 50 metri del cordolo laterale del ponte dell’Aurelia Vecchia, a Santa Marinella, ha comportato l’interruzione del transito ferroviario sulla linea ferroviaria che unisce la Capitale a Civitavecchia, lungo la direttrice tirrenica.
L’episodio, dovuto probabilmente al maltempo e a una fragilità preesistente, si è verificato intorno alle 16:30 dell’8 febbraio nel comune di Santa Marinella, ma secondo quanto denunciato e dai video finiti online, fino a tarda notte decine di passeggeri si sono trovati impossibilitati a proseguire, in attesa all’addiaccio di un servizio sostitutivo visibilmente inadeguato rispetto a quanto necessario.
Il crollo poi il caso sulla Roma-Civitavecchia – Secondo il racconto dei presenti, ai passeggeri dei convogli instradati sulla linea ferroviaria tirrenica (diretti a Civitavecchia, ma anche a Pisa) era stato indicato che – nonostante il disagio – alla stazione ferroviaria di Santa Severa sarebbe stato disponibile un servizio sostitutivo per proseguire il viaggio verso Civitavecchia in pullman: il risultato, come si vede nei video, è che – nel giro di poche ore – in quella che è una piccola stazione sul litorale romano, si è venuto a creare un affollamento sempre crescente di persone.
Anziani, bambini, famiglie, lavoratori pendolari, turisti diretti verso Nord. Tutti, sostiene il testimone, restano per ore al freddo e sotto la pioggia, senza ripari né assistenza da parte delle forze dell’ordine o del personale di Rfi. Il personale a bordo del treno avrebbe infatti solo indicato la direzione d’uscita dalla stazione e di attendere i mezzi lungo la strada statale.
La sala d’attesa della stazione viene descritta come chiusa, nessun punto di accoglienza sarebbe stato predisposto, nessuno a distribuire acqua o a fornire informazioni chiare sui tempi di ripristino del servizio. Una situazione che chi ha scritto definisce “di totale abbandono”.
Alcuni passeggeri hanno iniziato a protestare, arrivando a bloccare la strada statale per richiamare l’attenzione sulla loro condizione. È in quel momento che, sempre secondo la testimonianza, un automobilista avrebbe tentato di investire una donna che stava partecipando alla protesta.
La denuncia: “Noi abbandonati” – È solo dopo le 22, stando al racconto, che arrivano in zona le forze dell’ordine: polizia locale, polizia municipale, carabinieri, ambulanze. La loro presenza però, agli occhi dei passeggeri, appare più come un presidio d’ordine pubblico che come una risposta strutturata all’emergenza. “Avete ragione, ma non possiamo fare nulla”, sarebbe stata la frase ripetuta dagli agenti a chi chiedeva di essere trasferito in un luogo sicuro o almeno informato sui tempi di arrivo dei mezzi sostitutivi.
Paradossalmente, racconta ancora il segnalante, l’intervento più deciso si registrerebbe proprio quando si tratta di liberare la strada e far ripartire il traffico automobilistico.
“È accettabile – chiede Schiavo nella sua lettera – che centinaia di persone vengano lasciate per ore al freddo e sotto la pioggia, senza assistenza, senza informazioni, senza protezione?”. Il timore espresso dal passeggero è che quanto accaduto venga archiviato come un semplice “disservizio” o un effetto collaterale dei lavori e dei problemi sulla linea, senza affrontare il nodo della tutela delle persone coinvolte.

