A Nunspeet era prevista una sfilata di luci. Ancora poche e incerte le informazioni sull’episodio
I soccorsi sul posto (foto X)
A Nunspeet, nella provincia centrorientale della Gheldria (Paesi Bassi), un’auto è finita contro una folla. Sono almeno 9 le persone rimaste ferite, di cui tre gravi. La polizia fino a questo momento esclude un gesto volontario.
Il post della polizia dei Paesi Bassi orientali, provincia della Gheldria (foto X)
L’auto sulla folla durante la parata natalizia – “Non sembra frutto di un atto volontario”, ha riferito la polizia locale sul suo profilo X, lasciando intendere che si tratti dunque di un incidente. Anche i principali quotidiani olandesi, tra cui il De Telegraaf, riportano questa ricostruzione. Ma le indagini degli inquirenti sono ancora all’inizio.
L’allarme è scattato poco prima delle 19 all’incrocio tra Oenenburgweg ed Elburgerweg. Il gruppo di persone investito stava aspettando il passaggio della parata natalizia che ogni anno tocca i quattro villaggi circostanti con una sfilata di luci. Alla guida dell’auto, a quanto pare, c’era una donna di 56 anni che ha riportato ferite lievi. A causa dell’incidente, la parata è stata interrotta.
Sui social è intervenuto anche Geert Wilders, il presidente del gruppo parlamentare Pvv alla Camera dei deputati olandese: “Forza a Nunspeet, ai feriti e ai servizi di emergenza“.
Le condizioni poste dalla AFC, la confederazione asiatica che avrebbe ospitato la partita, non hanno permesso di arrivare a un sì. È uscito anche un comunicato congiunto tra Serie A e il governo della Western Australia
L’Optus Stadium di Perth
Milan-Como non si giocherà a Perth. La lunga trattativa delle scorse settimane, arrivata vicina alla chiusura, è saltata. Il Milan e la Lega hanno fatto di tutto per portare in porto questa idea, che nasceva con logiche commerciali e di valorizzazione della Serie A in Australia. Le condizioni poste dalla AFC, la confederazione asiatica che avrebbe ospitato la partita, però non hanno permesso di arrivare a un sì. È logico che, molto oltre l’aspetto di campo, questa sia stata una grande partita politica, con interessi divergenti sul tema delle partite di campionato da giocare in un’altra nazione o in un altro continente.
A sorpresa – Il finale stupisceperché Lega, Milan e Como avevano accettato alcune condizioni non semplici, come la scelta dell’arbitro, da individuare tra i direttori di gara della federazione asiatica, e questioni di naming sull’uso di nome e logo della Lega Serie A. Inoltre, giovedì scorso, il presidente di Lega Simonelli si era sbilanciato prima della semifinale di Supercoppa tra Milan e Napoli, dichiarando che la partita si sarebbe giocata in Australia: “Milan-Como si giocherà a Perth l’8 febbraio. L’incontro con Infantino è stato molto cordiale – aveva detto Simonelli -. Avevamo una serie di dubbi sulle condizioni poste per giocare la partita a Perth. Soprattutto ci è stato imposto di avere arbitri stranieri (Var compreso, ndr), mentre noi abbiamo una grande fiducia nei nostri direttori di gara. Abbiamo parlato con Collina (presidente della Commissione Arbitrale della FIFA, ndr), che ci ha dato ampie garanzie sulla qualità di questi arbitri. Ha in mente uno o più direttori di gara di altissimo livello. Noi accetteremo questa condizione, poi ci sono altre cose da mettere a posto”. Qui sono subentrati gli ostacoli decisivi. La Afc, nel suo dialogo con la federcalcio australiana, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di rispettare le normative e i regolamenti per le competizioni. Si è aperto quindi un tema di garanzie ed eventuali penali, che avrebbe coinvolto anche il Governo dell’Australia Occidentale (Western Australia), figura chiave nell’organizzazione della partita. Chi avrebbe risposto in caso di sanzioni? Con poco tempo a disposizione e un numero crescente di problematiche, si è deciso di soprassedere. Quanto al ruolo di Collina, da ambienti Fifa si apprende che l’incontro con Simonelli è stato un colloquio rapido e informale, quindi senza alcun tipo di garanzia, avvenuto in Qatar a margine dell’Intercontinentale tra Psg e Flamengo.
Il comunicato – La decisione è stata poi ufficializzata e spiegata attraverso un comunicato congiunto redatto dalla Serie A e il governo della Western Australia. “I piani per ospitare a Perth la prima partita ufficiale di un Campionato europeo fuori dai confini nazionali sono stati annullati – si legge nella nota – in seguito all’accordo condiviso tra la Lega Calcio Serie A e il governo del Western Australia. Entrambe le parti hanno preso questa decisione a causa dei rischi finanziari che non è stato possibile contenere, delle condizioni di approvazione onerose e delle complicazioni dell’ultimo minuto al di fuori del loro controllo. La partita proposta sarebbe stata la prima volta in cui una gara di Campionato europeo di alto livello, valevole per l’assegnazione di punti, sarebbe stata giocata al di fuori dei confini nazionali, rappresentando un’opportunità unica per la Western Australia di scrivere la storia del calcio internazionale“. Rita Saffioti, Tesoriere dell’Australia Occidentale, ha fatto capire quale sia stata la questione centrale: “È deludente, ma è la decisione giusta. Non eravamo disposti a esporre la Western Australia a un livello di rischio inaccettabile. Abbiamo fatto tutto il possibile per portarlo a termine, ma la politica calcistica, le questioni legali e la burocrazia sono stati un ostacolo“.
Le parole di Simonelli – Nel comunicato si leggono anche le parole di Ezio Simonelli, Presidente della Lega Calcio Serie A. “Nonostante la Lega Calcio Serie A avesse seguito puntualmente e correttamente il complesso iter autorizzativo, durato diversi mesi, attraverso l’approvazione dei Club partecipanti, dell’Assemblea di Lega Calcio Serie A, del Consiglio Federale FIGC, dell’UEFA Executive Committee, della Federazione Australiana, e avesse accettato perfino condizioni sportive assai poco condivisibili imposte dalla Asian Football Confederation (AFC), a fronte di un’escalation di ulteriori e inaccettabili richieste sopraggiunte nelle ultime ore da parte dell’AFC nei confronti della Federazione Australiana e di conseguenza del Governo della Western Australia e della Lega Calcio Serie A, è diventato impossibile disputare la partita Milan-Como a Perth il prossimo 8 febbraio. Nell’esprimere rammarico per l’epilogo di questo progetto, continuiamo ad essere fermamente convinti che questa conclusione sia un’occasione persa nel progetto di crescita del calcio italiano a livello internazionale, che priva peraltro i tantissimi tifosi della Serie A all’estero di vivere il sogno di assistere dal vivo a una partita della loro squadra del cuore”.
Aveva 74 anni, inglese con origini italiane. Ecco come è nato il brano natalizio che lui non voleva fosse pubblicato
Christopher Anton Rea (Middlesbrough, 4 marzo 1951 – Berkshire, 22 dicembre 2025) è stato un cantante e chitarrista britannico.
Il musicista e cantante inglese Chris Rea, reso popolare nel mondo dalla suaDriving home for Christmas è morto a 74 anni appena tre giorni prima di Natale, dopo una breve malattia. In una dichiarazione a nome della moglie e delle due figlie, la famiglia ha affermato: “È con immensa tristezza che annunciamo la morte del nostro amato Chris. È mancato serenamente in ospedale questa mattina, dopo una breve malattia, circondato dalla sua famiglia. La musica di Chris ha creato la colonna sonora di molte vite e la sua eredità continuerà a vivere attraverso le canzoni che lascerà dietro di sé”.
Papà italiano, Camillo Rea, originario di Arpino, provincia di Frosinone, e mamma irlandese, Chris Rea è nato nel Middlesbrough nel nord dello Yorkshire da una famiglia che possedeva un chiosco di gelati. Iniziò a cantare e suonare la chitarra all’inizio degli anni Settanta in una band chiamata Magdalene, che vinse un importante concorso nazionale nel 1975 senza però ottenere un contratto.
Rea ottenne la fama nella seconda metà degli anni ’70 e ’80 con canzoni come Fool (If You Think It’s Over) e Let’s Dance. Il suo album di debutto, intitolatoWhatever Happened To Benny Santini?, un riferimento al nome d’arte che la sua etichetta discografica voleva che adottasse, uscì nel 1978. Il suo primo album ha raggiunto il primo posto in classifica nel 1989 conThe Road to Hell, e anche l’album Auberge, pubblicato nel 1991 è arrivato ai primi posti. Brani più melodici e personali come Josephine (1985) e On the Beach (1986) gli hanno dato popolarità.
Ma è stata la hit natalizia Driving Home for Christmas, pubblicata per la prima volta nel 1986, a consegnargli il successo più duraturo. L’ispirazione per la canzone, come ricostruisce la BBC, risale a un momento difficile per il musicista: era il 1978, il suo contratto discografico era scaduto e si era separato dal suo manager. La casa discografica si era rifiutata di pagargli il biglietto del treno per andare da Londra a casa sua a Middlesbrough e gli avevano ritirato la patente, così sua moglie andò a prenderlo con la sua vecchia Austin Mini. Sulla via del ritorno, iniziò a nevicare e rimasero bloccati nel traffico. Rea raccontava: “Guardavo gli altri automobilisti, che sembravano tutti così tristi. Scherzando, iniziai a cantare ‘Stiamo guidando verso casa per Natale…’, poi, ogni volta che i lampioni illuminavano l’interno dell’auto, mi mettevo a scrivere il testo”. In realtà però poi Rea non avrebbe voluto pubblicarla perché si stava facendo una carriera con la sua slide guitar. “Non avevo bisogno di una canzone natalizia a quel punto – aveva raccontato – Feci tutto il possibile per convincerli a non pubblicare quel disco. Per fortuna invece lo fecero!“. Era il Natale del 1986, 39 anni dopo la sua canzone è tornata la scorsa settimana al numero 30 nella classifica britannica. Oltre al repertorio natalizio, Rea ha lasciato un catalogo vasto e variegato, che spazia dal rock melodico al blues più puro, influenzando generazioni di musicisti.
Chris ha conosciuto la moglie Joan quando aveva 16 anni a Middlesbrough. La coppia ha avuto due figlie: Josephine, nata il 16 settembre 1983, e Julia Christina, nata il 18 marzo 1989.
Metcalf, ricevitore di Pittsburgh, colpisce un tifoso di Detroit
Metcalf colpisce il tifoso
La star discute con il tifoso e gli molla un pugno. Succede nella domenica della National Football League e in una delle partite di cartello, quella tra i Detroit Lions e i Pittsburgh Steelers. Il protagonista dell’episodio è DK Metcalf, ricevitore degli Steelers e stella dell’attacco del team. Le telecamere della Cbs documentano lo scambio ravvicinato con un tifoso di Detroit nel corso del secondo quarto della partita.
Il fan, che indossa una parrucca blu, si sporge dalla balaustra. Il tifoso e Metcalf hanno un scambio verbale ravvicinato prima che il giocatore sferri un destro al volto dello spettatore. Il tifoso, quasi incredulo, alza le braccia per segnalare l’episodio mentre il wide receiver di Pittsburgh si allontana e riprende il proprio posto tra i compagni. Per lui, durante il match, nessun provvedimento disciplinare.
Tutti illesi i ragazzi della storica squadra veneta
La Sc Padovani, storica squadra di ciclismo, è stata vittima di un gravissimo episodio mentre era in allenamento sulle strade della provincia di Verona: “Una soleggiata mattinata di allenamento invernale, con il gruppo della Sc Padovani Polo Cherry Bank che si allena su strada seguito dallo staff in ammiraglia” si legge nel comunicato del team. “All’improvviso una autovettura di colore scuro affianca i ragazzi in bicicletta, il conducente abbassa il finestrino ed esplode due colpi di pistola contro gli atleti. I ragazzi hanno appena il tempo di abbassarsi per lo spavento, poi l’auto scappa via senza lasciare alcuna traccia di sé“. Questo il racconto riportato sul sito e sui social del team: “Shock e sgomento l’hanno fatta da padrone ieri al training camp pre-natalizio della formazione padovana dopo quanto accaduto nella tarda mattinata mentre il gruppo diretto dai DS Dimitri Konychev, Matteo Paiola, Franco Lampugnani e Biagio Conte era impegnato in allenamento in Val d’Adige. Il programma prevedeva delle sessioni in doppia fila, così la rosa è stata suddivisa in due gruppo di 7 atleti ciascuno impegnati lungo la SS12 nei pressi di Dolcè e seguiti da vicino dalle tre ammiraglie del team – prosegue la nota -. In una fase di trasferimento, mentre l’ammiraglia aveva allungato per attendere gli atleti al punto di ritorno, è avvenuto il terribile agguato.
Testimonianze e immagini raccolte – Un episodio che ha scioccato atleti, staff e dirigenti e che avrebbe potuto avere dei risvolti ben più gravi; una volta rientrati al quartier generale stabilito in questi giorni al Veronello Resort, la società ha provveduto a raccogliere tutte le testimonianze e le immagini che documentano l’accaduto per depositare denuncia alle autorità”. “Siamo sollevati che tutti i ragazzi siano sani e salvi dopo quanto successo ieri. Si tratta di una vicenda terribile che ci auguriamo non si ripeta mai più: la strada è la palestra dei nostri ragazzi e, come società, abbiamo provveduto ad adottare tutte le misure del caso per farli pedalare in sicurezza. Purtroppo, di fronte alla follia di certi soggetti, non possiamo davvero fare nulla“, le parole del presidente, Galdino Peruzzo.
Non il primo episodio – “Quanto è successo ieri in Val d’Adige, peraltro, non è l’unico episodio di aggressione da parte di automobilisti agli atleti della Padovani impegnati in allenamento in queste settimane – prosegue il presidente Peruzzo -. Va ricordato che anche nello scorso mese di settembre Marco Palomba era stato investito da un pirata della strada, è necessario sensibilizzare tutti coloro che si mettono al volante ad una cultura di maggiore rispetto. La zona del Lago di Garda è una delle più ospitali e adatte per allenarsi in questo periodo. Ogni giorno tracciamo con cura e attenzione i percorsi di allenamento per evitare le principali arterie di comunicazione e gli orari di maggior traffico, non a caso ci eravamo spostati in Val d’Adige, su una strada scorrevole e piuttosto ampia che di sabato è libera dal traffico pesante. I nostri atleti indossano del vestiario visibile e hanno sulle proprie bici le luci per farsi notare dagli automobilisti. Abbiamo seguito i ragazzi dal primo all’ultimo chilometro, ogni tanto con l’ammiraglia diamo la possibilità agli autisti di sorpassare, però serve maggior rispetto” ha aggiunto il ds Dimitri Konychev.
Articolo di alessandro54, realizzato con il supporto di ChatGPT, AI di OpenAI.
Incanto Quartet
Le Incanto Quartet sono un quartetto vocale italiano nato dall’incontro di quattro soprani di formazione classica con la comune passione per la musica lirica e il repertorio pop-crossover. Il progetto fonde la tecnica lirica con brani del repertorio contemporaneo, creando uno stile che attinge alla grande tradizione vocale italiana ma che parla anche al pubblico moderno.
🎤 Le voci del quartetto
📍 Rossella Ruini – Originaria di Firenze, Rossella è un soprano dal timbro lirico ricco e versatile, capace di spaziare dal repertorio classico ai brani più moderni. Nel corso della sua formazione e carriera ha lavorato con figure di rilievo come Nino Rota, Ennio Morricone e Pino Daniele, partecipando anche a produzioni liriche e musicali e prestando la voce in contesti cinematografici e televisivi.
📍 Laura Celletti – “La Ciociara” del gruppo, con una voce da lirico leggero dal colore timbrico profondo.Laureata al Conservatorio, ha affrontato repertorio sacro, cameristico e opere di Mozart e Rossini. Ha anche portato la musica italiana oltre confine, rappresentando il Belcanto in sedi istituzionali, e si dedica anche all’insegnamento.
📍 Francesca Romana Tiddi – Soprano dal timbro più scuro e potente, Francesca ha una solida carriera lirica alle spalle, con ruoli principali in opere come Cavalleria Rusticana, Boheme e Tosca. Ha interpretato importanti produzioni in spazi prestigiosi, dal Festival Pucciniano al Teatro Verdi di Trieste.
📍 Claudia Coticelli – La “voce dark” del quartetto, partenopea di nascita e temperamento. Claudia combina il repertorio lirico con passioni più popolari e moderne, con esperienze anche nel mondo televisivo (tra cui The Voice Italia). La sua voce è un ponte naturale tra classico e moderno.
📜 Storia e percorso artistico – Le quattro artiste si sono conosciute alla fine del 2010 come componente di un precedente quartetto soprano chiamato Div4s. Con quella formazione hanno girato il mondo esibendosi in Europa, Russia, Emirati Arabi, Cina e più volte accanto ad artisti di fama internazionale come Andrea Bocelli, Michael Bolton, SealeJames Blunt.
Nel maggio 2013 il gruppo ha deciso di dare vita a un nuovo progetto artistico con un’identità propria, Incanto Quartet, abbandonando il nome precedente. Da allora si sono esibite in teatri, sale da concerto e rassegne in Italia e all’estero, proponendo concerti dal titolo come L’Opera incontra il Pop, in cui le voci liriche si coniugano con sonorità moderne e melodie del repertorio internazionale e italiano.
🎶 Stile e repertorio – La cifra artistica delle Incanto Quartet sta nel crossover ponderato: non si tratta di pop leggero cantato con tecnica lirica, né di opera tradizionale eseguita con rigore accademico. Il risultato è un equilibrio musicale in cui:
learie operisticheconservano rispetto per la loro origine;
i classici italiani e internazionali vengono ri-arrangiati con gusto;
i brani pop vengono interpretati con sensibilità vocale e armonie elaborate.
Questo approccio ha permesso al quartetto di raggiungere un pubblico eterogeneo: dagli appassionati di lirica ai fruitori di musica leggera, fino a chi ama le sonorità eleganti e sofisticate, ma non dogmatiche.
🌍 Attività dal vivo – Le Incanto Quartet si sono esibite in numerose città italiane (Roma, Firenze, Milano, Taormina, Siena) e in molte piazze internazionali (Mosca, New York, Doha e altri centri europei) con tournée e apparizioni in contesti importanti.
Un esempio recente della loro attività dal vivo è il Concerto di Natale al Teatro Cilea di Reggio Calabria nel dicembre 2024, accompagnate dall’Orchestra del Conservatorio Cilea, dove hanno presentato un programma che ha abbracciato melodie classiche e moderne con grande partecipazione del pubblico.
⭐ Valutazione artistica – Le Incanto Quartet offrono una proposta raffinata e coerente, dove la tecnica lirica viene valorizzata senza sacrificare l’accessibilità. La loro impressione sul palco è quella di un ensemble solido, con affiatamento maturato in anni di concerti e tournée. La varietà delle esperienze individuali delle cantanti arricchisce la performance complessiva, dando al pubblico una gamma di colori vocali e interpretativi difficilmente riscontrabile in formazioni omogenee.
🎼 Conclusione – Le Incanto Quartet rappresentano un progetto musicale che valorizza la grande tradizione vocale italiana e la tramuta in un linguaggio contemporaneo e coinvolgente. Per chi ama l’eleganza del canto lirico ma desidera un’esperienza che attraversi epoche, stili e emozioni diverse, il quartetto resta una proposta di alta qualità artistica e squisita musicalità.