Disordini iniziati intorno alle 16,30, intervento delle forze dell’ordine con lancio di lacrimogeni per disperdere le tifoserie
Una fase degli incidenti
Scontri, cariche e lanci di lacrimogeni lungo il torrente Bisagno, prima della partita fra Genoa e Inter. I tafferugli fuori dallo stadio Ferraris, nel quartiere Marassi, sono cominciati poco dopo le 16:30. Secondo le prime ricostruzioni delle forze dell’ordine, tutto sarebbe cominciato con un lancio di oggetti fra i tifosi del Genoa, che si trovavano in via Monnet, e quelli dell’Inter, radunati in uno spiazzo appena fuori dall’ingresso del settore ospiti.
Cariche delle forze dell’ordine, feriti tre agenti – La situazione è presto degenerata, con gruppi di tifosi che si rincorrevano fuori dallo stadio, mentre Polizia e Carabinieri lanciavano fumogeni per disperdere le tifoserie. Almeno un’auto è andata bruciata. Sul posto è stato necessario l’intervento di almeno due ambulanze, feriti lievemente tre agenti e alcuni tifosi.
Vigili del fuoco in azione – A prendere fuoco sono state una piccola automobile utilitaria, uno scooter e parte di un camion, parcheggiati a poca distanza dall’ingresso dello stadio. I vigili del fuoco hanno impiegato circa mezz’ora per spegnere completamente le fiamme.
Le nuove proiezioni per le festività di Natale, Santo Stefano e Capodanno indicano un colpo di scena a livello emisferico, con la riapertura della cosiddetta “Porta Atlantica”.
In gergo meteorologico apertura della Porta Atlantica significa che non vi saranno grossi ostacoli per le perturbazioni in discesa dall’oceano affinché arrivino fin sul nostro Paese provocando, conseguentemente, un surplus di precipitazioni. E’ possibile che per molti giorni l’Europa centro-occidentale resti intrappolata in una sorta di area depressionaria con condizioni di maltempo diffuso anche in Italia. La causa va ricercata in una particolare configurazione che si andrà a disegnare a livello emisferico dal 20 Dicembre in avanti e che condizionerà il tempo fino alla fine dell’anno. Occhi puntati dunque sul Nord Atlantico dove prenderà vita una vasta area depressionaria, chiamata “Depressione d’Islanda”. Si tratta di una sorta di “macchina” delle perturbazioni la quale a più riprese invierà impulsi instabili che irromperanno fin sull’Italia.
NATALE: TENDENZA AGGIORNATA – Dopo una fase relativamente mite, si profila uno scenario diversoproprio per l’ultima decade di Dicembre, dunque anche perNatale, che potrebbe riportare il maltempo su molte regioni. Le perturbazioni, sostenute da correnti molto instabili, raggiungerebbero dapprima l’Europa occidentale per poi estendersi al bacino del Mediterraneo e quindi all’Italia, determinando precipitazioni localmente anche consistenti dal 23 Dicembre in avanticon possibili effetti anche tra la giornata di Natale e quella di Santo Stefano. Se ciò dovesse venir confermato è lecito attendersi un ritorno delle piogge su molte delle nostre regioni con la possibilità più che concreta di abbondanti nevicate sull’arco alpino.
Non si può tuttavia escludere che l’alta pressione riesca a riconquistare rapidamente terreno, limitando il peggioramento a una finestra molto breve, forse di appena un giorno, o poco più.
Area depressionaria sull’Europa occidentale
CAPODANNO IN BILICO – La tendenza per gli ultimi giorni del 2025 e Capodanno appare al momento incerta, con l’Italia stretta tra due grandi figure atmosferiche. Da un lato un possibile affondo del flusso atlanticocon il transito di nuove perturbazioni; dall’altro invece la discesa di correnti via via più fredde dal Nord Europa in grado di provocare un sensibile abbassamento delle temperature.
Torna la neve, anche abbondante e localmente a quote basse
Dopo settimane di sole, nebbie e temperature fuori stagione, si profila all’orizzonte una decisa svolta invernale. Prepariamoci a rivedere lanevesulle nostre montagne, con la concreta possibilità di sorprese a quote insolitamente basse.
Una forte perturbazione atlantica è pronta a investire l’Italia all’inizio della prossima settimana, innescando una rapida ondata di maltempo, con fenomeni che potrebbero essere anche intensi. La spinta decisiva arriverà da correnti fredde di origine polare-marittima, in discesa dal Nord Europa, che faranno calare le temperature e riporteranno la neve, specialmente sull’arco alpino centro-occidentale.
ATTESE ABBONDANTI NEVICATE, I DETTAGLI – Secondo gli ultimi aggiornamenti la neve è pronta a tornare e cadrà sulle Alpi occidentali nel corso di Martedì 16 Dicembre con fiocchi dai 7/800 metri specie sulle province di Cuneo, Torino e Biella. Si tratterà di un evento localmente intenso, con accumuli superiori ai 30-40 centimetri sulle Alpi Liguri e Marittime al di sopra dei 1000 metri. Un’ottima notizia per località sciistiche comePrato Nevoso (CN), Sestriere (TO) e Limone Piemonte (CN) pronte a fare il pieno in vista delle feste natalizie. Le precipitazioni nevose poi si estenderanno rapidamente anche a Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino Alto Adige, Cadore e Friuli Venezia Giulia, con fiocchi oltre i 1200/1300 metri di quota; sugli Appennini la neve cadrà invece solamente oltre i 1900/2000 metri a causa del richiamo mite delle correnti in arrivo dai quadranti meridionali.
La mappa della quota neve
TORNA LA NEVE A QUOTE BASSE, ECCO DOVE – Il Nord-Ovest italiano torna protagonista: parliamo infatti di una delle aree più nevose del Paese, dove spesso i fiocchi riescono a spingersi fino a quote molto basse. E anche nei prossimi giorni non mancheranno le sorprese. Le inversioni termiche favoriranno la creazione di un mini cuscino freddo nei bassi strati, condizione ideale per vedere la neve non appena le precipitazioni diventeranno più intense.
In termine tecnico, queste precipitazioni nevose improvvise vengono chiamate “nevicate da rovesciamento” (trasferimento del freddo dalle quote superiori verso il suolo indotto dalle forti precipitazioni) e risultano, soprattutto per gli amanti del freddo e della neve, tra i fenomeni più emozionanti, caratterizzati da fiocchi molto bagnati e pesanti, di ampie dimensioni, piuttosto scenografici, ma che possono anche provocare maggiori problemi alla viabilità vista la forte intensità che provoca spesso accumuli rapidi. Sulle province di Cuneo, Astie parte dell’alessandrino la neve potrebbe fare la sua comparsa fin verso i 250/300 metri di quota!
Con l’arrivo di questa nevicata le montagne torneranno a tingersi di bianco, regalando paesaggi fiabeschi. Le prossime ore saranno decisive per confermare gli accumuli previsti,ma l’impressione è che la stagione sciistica possa finalmente riprendere slancio. Resta ora da capire se questo episodio sarà solo una parentesi o l’inizio di una fase più stabile e fredda: i prossimi aggiornamenti lo diranno.
Caos in Eccellenza A: tifosi Gladiator picchiati a Sant’Anastasia, luogo di violenza seriale. L’accusa alle autorità dopo i fatti sul Real Forio.
SANT’ ANASTASIA (NA)–Il calcio campano è nuovamente scosso da gravi episodi di violenza, questa volta nel cuore del campionato di Eccellenza, Girone A. La società Gladiator 1924 ha emesso un durissimo comunicato per denunciare una vile aggressione subita dai propri tifosi in occasione della trasferta a Sant’Anastasia.
Secondo il racconto del club, un gruppo di sostenitori del Gladiator è stato circondato e assalito da circa trenta individui, definiti dalla società come “delinquenti”, armati di spranghe e bastoni. L’attacco ha causato ferite ad alcuni tifosi, costretti a ricorrere alle cure mediche.
Sant’Anastasia, un luogo di violenza seriale – Il comunicato del Gladiator sottolinea un elemento di allarmante continuità: è il secondo anno consecutivo che lo stadio di Sant’Anastasia si rivela teatro di violenza contro la società di Santa Maria Capua Vetere.
L’anno scorso, l’episodio riguardò una “violenta e ingiustificata aggressione in danno di un nostro calciatore ad opera di persone riconducibili alla società ospitante.” La condanna della società è ancora più forte in quanto, tre settimane fa, stessa sorte è capitata ai tifosi del Real Forio, confermando un modus operandi e una pericolosità strutturale nell’impianto.
L’accusa formale di inerzia alle istituzioni – Il punto più critico del comunicato del Gladiator è rivolto alle autorità competenti. La società dichiara di aver inoltrato ripetuti inviti e allarmi proprio per prevenire il ripetersi di tali fatti, ma invano.
”Siamo altresì sconcertati perché nonostante le ripetute segnalazioni, le autorità non prendono i dovuti accorgimenti evitando così che tali fatti possano reiterarsi,” si legge nella nota.
Questa accusa di inerzia solleva gravi interrogativi sulla gestione dell’ordine pubblico in un campionato, l’Eccellenza, che dovrebbe rappresentare il massimo livello dilettantistico regionale. Nonostante i chiari precedenti noti, sembra che le misure preventive siano state insufficienti a tutelare l’incolumità dei tifosi in trasferta.
Condanna e richiesta di provvedimenti – La società Gladiator esprime “profondo rammarico e amarezza” e condanna fermamente “tali episodi che non appartengono al mondo dello sport”.
Dopo due anni di aggressioni subite in quello che la società definisce un “luogo dove la violenza è di casa”, l’unica speranza è che la gravità e la serialità dei fatti portino finalmente la Federazione, gli organismi di giustizia sportiva e le Forze dell’Ordine a prendere provvedimenti immediati e risolutivi. Tali misure dovrebbero mirare non solo all’identificazione e alla punizione dei “delinquenti”, ma anche a garantire la sicurezza degli stadi e la regolarità delle competizioni nel Girone A di Eccellenza.
La violenza nel calcio dilettantistico campano è una ferita aperta che, senza interventi decisi, rischia di allontanare sempre più i veri appassionati dagli spalti.
Il commento di Farina – Vittoria pesantissima del Gladiator a Sant’Anastasia contro una squadra che era quarta in classifica perdendo una sola volta. Prova di forza de nerazzurri che tornano così a casa con tre punti fondamentali nella ricorsa alla vetta. Mister Farina commenta così lo 0-3: “Una partita giocata bene dai ragazzi e devo ringraziarli perché hanno dato il massimo. Abbiamo avuto tantissime occasioni da gol correndo pochissimi pericoli. Non dimentichiamoci che andavamo ad affrontare un avversario che aveva perso una sola volta in 16 gare. I ragazzi hanno fatto una grande impresa”. Con l’arrivo del tecnico i nerazzurri hanno cambiato completamente passo: “In quasi 50 giorni abbiamo lavorato tanto. Il merito è dei ragazzi, della società perché mi hanno messo a disposizione i rinforzi e un grande bomber come Malafronte che ha subito segnato. Completeremo ancora la rosa perché vogliamo giocarci le nostre chance fino alla fine. A tal proposito da lunedì testa alla Puteolana perché sarà un altro duro ostacolo. Servirà grande attenzione e concentrazione, ma se li affronteremo con questa mentalità sono certo che riusciremo a portare a casa un buon risultato. Infine vorrei dedicare la vittoria di oggi alla società, ai tifosi che sono stati vittima di un’assurda aggressione e permettetemi anche al mio amico Antonello Schwich che da ieri non è più con noi”.
Era in corso una celebrazione della festività ebraica di Hanukkah. Due uomini sono stati fermati, la matrice dell’attacco non è ancora stata confermata
Immagini diffuse sui social
Una cinquantina di spari sono stati esplosi contro la folla nella Bondi Beach di Sydney, la spiaggia più famosa d’Australia. Ad aprire il fuoco sarebbero stati due uomini scesi da un veicolo a Campbell Parade, scrivono i media australiani.
Gli agenti del Nuovo Galles del Sud hanno risposto con una massiccia operazione e poco dopo è stato confermato il fermo di due sospettati, mentre i primi bilanci parlano di almeno 10 morti e numerosi feriti.
La polizia: “Mettetevi al riparo”. Era in corso una festa per Hanukkah – “Vi preghiamo di condividere il nostro messaggio affinché tutti evitino la zona di Bondi Beach mentre l’intervento continua”, ha avvisato la polizia. “Stiamo ancora chiedendo alle persone nella zona di mettersi al riparo finché non saremo in grado di determinare cosa sta succedendo“.
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google .I terroristi hanno aperto il fuoco sulle persone durante le celebrazioni di Hanukkah in Australia Una sparatoria è avvenuta a Bondi Beach, a Sydney. Testimoni hanno riferito di aver udito fino a 50 colpi d’arma da fuoco, secondo il Sydney Morning Herald. La polizia ha arrestato due sospettati e l’operazione è ancora in corso. Un testimone oculare ha dichiarato di aver visto decine di feriti e una grande quantità di sangue. Secondo le prime informazioni, la sparatoria è avvenuta durante le celebrazioni di Hanukkah. La notizia è stata riportata dal Daily Mail e dal Jerusalem Post. Il primo ministro australiano Anthony Albanese ha confermato una “grave minaccia alla sicurezza” a Bondi Beach. Il numero delle vittime non è stato ancora reso noto ufficialmente.
⚡️ Terrorists opened fire on people during Hanukkah celebrations in Australia
A shooting occurred at Bondi Beach in Sydney. Witnesses reported hearing up to 50 shots, according to The Sydney Morning Herald.
Nella spiaggia era in corso una celebrazione della festività ebraica di Hanukkah, che ha inizio oggi, 14 dicembre.
“La comunità ebraica è sotto shock. C’erano 2mila membri della comunità che celebravano Hanukkah e accendevano insieme la prima candela a Bondi Beach. Siamo in stato di massima allerta“, ha affermato Jeremy Leibler, presidente della Federazione sionista d’Australia. Tuttavia il legame della festività con l’attentato non è stato ancora confermato dalle autorità.
Il sindaco di Providence, Rhode Island, afferma che il “tiratore” è ancora in libertà, mentre le autorità avviano una caccia all’uomo su larga scala
I primi soccorritori del Dipartimento dei Vigili del Fuoco di Providence manovrano una barella vuota vicino al luogo di una sparatoria di massa nel campus della Brown University a Providence, Rhode Island. Fotografia: Bing Guan/AFP/Getty Images
Almeno due persone sono state uccise e altre nove sono rimaste gravemente ferite in una sparatoria avvenuta sabato alla Brown University di Providence, nel Rhode Island ; il sospettato è ancora in libertà, ore dopo l’emissione del primo ordine di rifugio sul posto.
La polizia si è sparsa per tutto il campus e in un quartiere benestante ricco di storiche e signorili case in mattoni, perquisendo gli edifici accademici, i cortili e i portici per ore fino a tarda notte, dopo che la sparatoria era stata segnalata per la prima volta nel pomeriggio.
Il vice capo della polizia di Providence, Timothy O’Hara, ha dichiarato che il sospettato era “un uomo vestito di nero“. Si ritiene che il sospettato sia uscito dall’edificio del campus Barus and Holley, dove è avvenuta la sparatoria in Hope Street. O’Hara ha affermato che le autorità stanno “utilizzando ogni risorsa possibile per trovare il sospettato”.
La polizia ha diffuso sabato sera il filmato dell’uomo sospettato di essere l’autore della sparatoria, aggiungendo che alcuni testimoni hanno riferito che l’uomo, che potrebbe avere circa 30 anni, potrebbe aver indossato una maschera mimetica.
La rettrice dell’università, Christina Paxson, ha confermato che le 10 persone colpite erano studenti, compresi i due uccisi. Un’altra persona è rimasta ferita dai frammenti della sparatoria, hanno dichiarato le autorità.
Inizialmente le autorità avevano dichiarato che un sospettato era in custodia, prima di affermare che in realtà non era così e che era in corso una caccia all’uomo.
Il sindaco di Providence, Brett Smiley, ha dichiarato alla CNN che le porte dell’edificio di ingegneria e fisica erano aperte perché lì si stavano svolgendo molti esami finali. “In base a quanto abbiamo sentito dai funzionari della Brown, chiunque avrebbe potuto accedere all’edificio in quel momento“, ha affermato.
“Manca una settimana e mezza a Natale. Oggi due persone sono morte e altre otto sono in ospedale“, aveva detto Smiley in precedenza. “Quindi, pregate per queste famiglie“.
La Brown University si trova a College Hill a Providence, capitale dello stato del Rhode Island. L’università conta centinaia di edifici, tra cui aule, laboratori e dormitori.
Il governatore del Rhode Island Daniel McKee ha affermato che “l’impensabile è accaduto“.
“Questo è il giorno che tutti sperano non accada mai, e invece è successo“, ha detto Paxson ai giornalisti.
“Sappiamo che la nostra comunità vuole risposte e le forniremo il prima possibile. Per ora, sappiate che stiamo facendo tutto il possibile per garantire la sicurezza della nostra comunità e abbiamo mobilitato il nostro supporto per gli studenti e le loro famiglie“, ha affermato Paxson.
La ricerca del sospettato è stata ostacolata in parte dal fatto che il centro di Providence era affollato di acquirenti natalizi e migliaia di persone che partecipavano ai concerti, hanno riferito i media locali. Le forze dell’ordine federali e la polizia delle città e dei paesi limitrofi stavano collaborando alle ricerche, hanno affermato i funzionari. Secondo quanto riportato dai notiziari locali, i locali in tutta la città stavano rafforzando la sicurezza.
In un discorso ai giornalisti alla Casa Bianca, Donald Trump ha affermato di essere stato “completamente informato” sulla situazione.
“Che cosa terribile. E tutto ciò che possiamo fare in questo momento è pregare per le vittime e per coloro che sembrano essere rimasti gravemente feriti”, ha detto. “Vi informeremo più tardi su cosa sta succedendo. È una vergogna. È una vergogna. Pregate e basta“.
Il procuratore generale degli Stati Uniti Pam Bondiha dichiarato a Xche gli agenti dell’FBI e dell’ATF “sono sulla scena della tragica sparatoria alla Brown University nel Rhode Island. Pregate per tutti i coinvolti“.
L’incidente è stato segnalato nei pressi dell’edificio Barus and Holley, un edificio di sette piani che ospita il dipartimento di ingegneria e fisica, secondo il sito web dell’istituto. Comprende 117 laboratori, 150 uffici, 15 aule e 29 laboratori.
Chiang-Heng Chien, studente della Brown, ha raccontato ai media locali che stava lavorando in un laboratorio con altri tre studenti quando ha visto il testo sulla sparatoria a un isolato di distanza. Hanno aspettato sotto i banchi per circa due ore, ha detto.
Alex Bruce, studente senior di biochimica alla Brown, stava lavorando a un progetto di ricerca finale nel suo dormitorio proprio di fronte all’edificio quando, poco dopo le 16:00, ha sentito le sirene all’esterno e ha ricevuto un messaggio su un tiratore attivo.
“Sono qui dentro e sto solo tremando“, ha detto, guardando attraverso la finestra una mezza dozzina di agenti armati in assetto tattico circondare il suo dormitorio. Ha detto di temere per un amico che credeva si trovasse all’interno dell’edificio di ingegneria in quel momento.
Secondo il suo sito web, l’università della Ivy League è un istituto privato senza scopo di lucro con circa 7.300 studenti universitari e poco più di 3.000 studenti laureati.
Sabato è stato il secondo giorno di esami finali del semestre autunnale.