E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie
21 novembre 2025
| Quinto giorno sul silo per gli operai Eurallumina: ‘Siamo esasperati’ |
| Venerdì mattina previsto un incontro sindacale, non escluse nuove proteste |

Preoccupati ed esasperati”. – Sono i due sentimenti che stanno vivendo in queste ore i lavoratori dell’Eurallumina dopo quelle che definiscono mancate risposte da parte delle istituzioni per superare l’impasse del blocco degli asset finanziari dell’azienda Rusal, la multinazionale proprietaria dello stabilimento di Portovesme, nel Sulcis.
A 40 metri di altezza sul silo della fabbrica di allumina – primo stadio della filiera strategica dell’alluminio – i quattro operai sfidano il maestrale e il gelo di queste ore consapevoli che la notte che gli attende sarà la più dura, vista l’allerta meteo per precipitazioni anche a carattere nevoso a quota collinare. Ma senza risposte da Roma sono determinati a proseguire in questa clamorosa protesta che va avanti da lunedì mattinae.
“Quinto giorno di lotta dal presidio del silo. Un tempo del cavolo ma non ci intimorisce – dice Enrico Pulisci della rsa di Eurallumina – Sia chiaro che il ministero e il governo ci diano subito risposte certe sullo stanziamento dei fondi. Teniamo a precisare che in questi 16 anni la Rusal ci ha messo 24 milioni all’anno. Esclusi gli ammortizzatori sociali, non siamo sovvenzionati da contributi pubblici. Quei 10 milioni di fondi che pretendiamo dal governo, perché dovuti per legge, verranno poi addebitati alla società. Non sono a fondo perduto. È un diritto stabilito dalla legge. Chi ha sanzionato e ha creato questo deve risolvere il problema – aggiunge – In Irlanda, Germania e Svezia non ne è stato sanzionato nessuno. Solo i sardi sono i lavoratori più fessi, Vogliamo ripartire dopo 16 anni e con i 300 milioni di euro di investimenti“.
Questa mattina è fissato un confronto sindacale per esaminare la situazione e non è escluso che gli operai e i loro rappresentanti sindacali possano decidere nuove e più forti azioni di protesta.
| Operai Eurallumina a 40 metri sul silo: ‘Il nostro futuro è a rischio’ |
| articolo di Fabrizio Fois: https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2025/11/17/operai-eurallumina-a-40-metri-sul-silo-il-nostro-futuro-e-a-rischio_fba64ba4-41c7-4191-96df-21dfc4025f33.html |
| Il ministero convoca un tavolo per il 10 dicembre, ma per i sindacati ‘è troppo in là’ |

Nel Sulcis Iglesiente, una delle province più povere d’Italia, si riaccende la protesta: quattro operai dell’Eurallumina, sostenuti da tutti i loro colleghi e dai sindacati, sono saliti a 40 metri di altezza su un silo per chiedere garanzie sul proprio futuro occupazionale, che passa oggi dal mantenimento degli asset finanziari dell’azienda Rusal, sottoposta – a causa delle sanzioni Ue contro la Russia – a un controllo dal parte del Comitato di sorveglianza finanziaria del Mef.
Bisogna tornare indietro al 28 febbraio 2023 per trovare una protesta così clamorosa, con i lavoratori – allora della Portovesme srl – che salirono su una ciminiera e vi restarono per cinque giorni.
Oggi, protetti da una sola tenda e dalla copertura del vano ascensore, sfidano la pioggia battente, per sollecitare il Mimit a trovare una soluzione alla vertenza dello stabilimento che produceva allumina, primo stadio della filiera strategica dell’alluminio italiano. Cgil, Cisl e Uil chiedono che Mimit, Csf, Mef e presidenza del Consiglio intervengano subito per “stanziare i fondi necessari alla continuità operativa di Eurallumina per garantire il pagamento delle utenze, dei salari e delle fatture delle imprese terziste e assicurare la prosecuzione delle bonifiche ambientali“. Per le tre sigle e la Rsa Eutrallumina, l’ultimo ostacolo in ordine di tempo alla possibilità che la Rusal possa dare avvio agli investimenti con oltre 300 milioni di euro è la “mancata revoca delle sanzioni patrimoniali disposte dal Csf“.
“Alla soluzione strettamente giuridica deve affiancarsi una soluzione tecnico-politica, necessaria per superare lo stallo e consentire la revoca delle misure – dicono i sindacati – Riteniamo paradossale la disparità di trattamento applicata all’Eurallumina rispetto ad altre aziende europee consociate della stessa UC Rusal (in Svezia, Germania, Irlanda), dove i rispettivi governi, pur aderendo al regime sanzionatorio, hanno scelto di tutelare le imprese ritenute strategiche, mantenendole operative“. Domani è previsto un incontro del gruppo di lavoro tecnico preparatorio del comitato di sicurezza finanziaria proprio su Eurallumina, mentre il Mimit, con il ministro Adolfo Urso, ha convocato per il 10 dicembre a Roma un tavolo sulla vertenza con l’obiettivo “di individuare la soluzione più idonea a consentire la piena ripresa delle attività dell’azienda“. Ma gli operai sul silo e le segreterie dei chimici del territorio, oltre alla Rsa, non ci stanno e chiedono una data più vicina. “Questa convocazione la dice lunga sull’attenzione verso una vertenza importante come quella di Eurallumina e sulla celerità per la risoluzione della vertenza e sull’attenzione verso i lavoratori barricati a 40 metri – tuonano Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec e Rsa -. Respingiamo per questo motivo tale data e chiediamo una rimodulazione in tempi rapidi della stessa; l’iniziativa intrapresa dai lavoratori continua“.

