Si tratta del Frecciargento diretto a Lecce che viaggia con 180 minuti di ritardo
Sabato nero per i trasporti. La circolazione sulla linea Alta Velocità Roma-Napoli risulta rallentata per un guasto tecnico alla linea vicino a Cassino. I treni Alta Velocità possono registrare un maggior tempo di percorrenza fino a 60 minuti ed essere instradati sul percorso alternativo via Cassino.Tre sono i treni direttamente coinvolti e attualmente fermi, come rende noto il sito di Trenitalia:FR 9648 Napoli Centrale (14:55) – Milano Centrale (19:24), FR 9428 Napoli Centrale (15:04) – Venezia Santa Lucia (20:34) e FA 8317 Roma Termini (15:52) – Lecce (21:48).
Ma nel caso del Frecciargento diretto a Lecce, il convoglio è rimasto bloccato per circa un’ora alla stazione Prenestina, quando gli altoparlanti hanno annunciato la decisione di fare ritorno a Termini in retromarcia.
“Arriveremo lì con 150 minuti di ritardo“, hanno denunciato i viaggiatori stremati a bordo del treno. Il treno ha infine fatto rientro a Termini per poi ripartire verso Caserta, percorrendo la linea convenzionale con un ritardo complessivo di 180 minuti.
Se è improprio parlare di un clima invernale, da mercoledì una corrente siberiana porterà sull’Italia una situazione tipica di un clima tardo autunnale, decisamente insolita per essere all’inizio della prima decade di ottobre. Temperature già fino a valori di 4-6 °C sotto la media del periodo
Allerta meteo arancione in Lombardia e gialla in Emilia-Romagna, Sicilia, Abruzzo, Marche e Calabria. Lo segnala la Protezione civile dopo l’arrivo sul nostro paese di due aree depressionarie che porteranno maltempo anche le estreme regioni del Sud con temporali anche localmente intesi.
Se al Nord Italia correnti nord europee porteranno ad un abbassamento delle temperature prima di scivolare via lungo l’Adriatico, una seconda struttura depressionaria si sta sviluppando sul Nord Africa e determinerà il maltempo più intenso su Sicilia e Calabria.
L’ondata di freddo in arrivo sull’Italia
Un peggioramento di stampo tardo-autunnale è poi atteso per la prossima settimana per l’arrivo di un impulso di aria fredda proveniente dalla Siberia. Le correnti di aria fredda convogliata verso il Mediterraneo si troveranno a passare sulle acque ancora miti favorendo la formazione di un vortice ciclonico che porterà un diffuso maltempo sull’Italia a partire da mercoledì. Oltre a piogge e temporali, forti venti porteranno a un deciso calo delle temperature che potrebbe causare le prime nevicate a quote medio alte (1600/1800 metri) anche sull’Appennino.
Crollo termico: fino a 6 gradi sotto la media – Se è improprio parlare di un clima invernale, da mercoledì si potrebbe verificare una situazione tipica di un clima tardo autunnale, decisamente insolita per essere all’inizio della prima decade di ottobre, con un crollo termico fino a valori di 4-6 °C sotto la media del periodo.
In concreto, potremmo avere temperature minime tra i 5 °C e i 10 °C al Nord Italia e sulle zone di bassa collina, in particolare sui versanti adriatici, e temperature massime tra i 13 °C e i 17 °C sempre al Nord Italia e sui versanti adriatici. Sulle zone occidentali del Paese, i valori sarebbero di un paio di gradi più alti ma comunque decisamente sotto la media del periodo. Lo zero termico scenderebbe a un’altitudine compresa tra i 1.500 e i 2.000 metri, sempre sui versanti orientali della penisola, questo porterebbe minime sotto lo zero a quote superiori ai 1.000 metri nelle zone appenniniche.
Secondo i meteorologi, la situazione dovrebbe migliorare da domani: l’allerta arancione per rischio idrogeologico è in vigore fino alle 18 di oggi su Lario e Prealpi occidentali
La tempesta Alessio – l’intensa perturbazione atlantica che negli ultimi giorni ha portato sul nord Italia una violenta ondata di maltempo, così denominata dal servizio meteorologico dell’Aeronautica militare – non molla la presa sulla Lombardia e in particolare sul Comasco, già messo a dura prova dai recenti nubifragi: mentre è ancora in vigore fino alle 18 l’allerta arancione della Protezione civile per rischio idrogeologico sulla zona del Lario e delle Prealpi occidentali, nella giornata di oggi sono stati una decina gli interventi di soccorso urgente effettuati dai Vigili del fuoco del comando di Como nella zona di Albavilla, dove le strade sono state imbiancate da un’abbondante grandinata.
“La situazione è addirittura peggiore di quella di lunedì scorso” scrivono disperati gli abitanti sui social, condividendo le immagini della grandine che va ad aggiungersi ai fiumi di acqua e fango.
E un altro utente scrive: “In cinque minuti si è scatenato l’inferno, con pioggia, vento forte e grandine. Sembra neve”.
Sul posto sono al lavoro le squadre dei Vigili del fuoco delle sedi di Como, Cantù ed Erba.
Secondo il bollettino meteorologico di Arpa Lombardia, sulla regione “persistono condizioni di instabilità fino a domenica, quando il minimo si sposterà verso sudest dalla sua posizione attuale appena a nordovest dell’Italia. Cielo a tratti molto nuvoloso con precipitazioni sparse, localmente anche di moderata o forte intensità e possibili temporali”.
Dal pomeriggio di oggi si verificherà un graduale spostamento delle precipitazioni verso la Lombardia orientale, con possibili temporali. Ci saranno poi schiarite a partire dal Piemonte in estensione in serata alla Lombardia occidentale.
Domenica e lunedì è previsto “un miglioramento del tempo con molto spazio per il sole e temperature massime in aumento – continuano dall’Arpa regionale – Da metà della prossima settimana si prevede l’avvicinamento di una nuova area depressionaria da nordovest con aumento della nuvolosità e possibilità di acquazzoni sparsi”.
Gli esperti del Centro geofisico prealpino di Varese spiegano che “il vortice depressionario che è in evoluzione sulla regione alpina dalla scorsa domenica si esaurisce con le piogge di oggi. Domani e lunedì miglioramento con temperature che rientreranno nella norma stagionale”.
La situazione potrebbe subire un nuovo peggioramento fra martedì e mercoledì, quando “il transito di una debole perturbazione porterà passaggi nuvolosi, ma poche piogge”.
Massimo Moratti è a casa dopo circa un mese in cui è stato ricoverato all’Istituto Humanitas di Rozzano (Milano) a causa di una polmonite. L’ex presidente dell’Inter – che è stato intubato nel reparto di terapia intensiva per una settimana – è stato dimesso nella mattinata del 27 settembre.
I PRECEDENTI –Moratti, che lo scorso maggio ha festeggiato gli ottant’anni con una festa a sorpresa organizzata dai cinque figli e dalla moglie Milly, nel settembre del 2023 era stato ricoverato all’ospedale Galeazzi di Milano per un delicato intervento al cuore. L’imprenditore, allora 78enne, si era sottoposto a un’angioplastica coronarica, una procedura programmata per risolvere un problema di ostruzione alle arterie. L’intervento, eseguito in anestesia locale, aveva avuto un esito positivo. Dopo circa 48 ore, Moratti era stato dimesso dall’ospedale ed era tornato a casa per proseguire il periodo di convalescenza.