E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie
Lunedì 16 giugno 2025
| La Cassazione: «Se c’è stupro non conta il tempo di reazione. Per la vittima sotto choc può essere impossibile difendersi» |
| Per i giudici supremi, la sorpresa può paralizzare la volontà |

Secondo la Corte di Cassazione, «il ritardo nella reazione della vittima», ossia un eventuale ritardo nell’esprimere dissenso esplicito, è «irrilevante ai fini della configurazione del reato di violenza sessuale». Lo ha stabilito la Suprema Corte accogliendo il ricorso del sostituto procuratore generale di Milano, Angelo Renna, e disponendo un nuovo processo d’appello per un ex sindacalista, inizialmente assolto dall’accusa di abusi su una hostess.
I giudici di merito avevano ritenuto che la donna, nei trenta secondi in cui si sarebbe svolto l’episodio, avrebbe potuto opporsi. Una motivazione che la Cassazione ha definito in contrasto con una giurisprudenza «netta»: di fronte a un abuso, infatti, la «sorpresa» può essere tale da annullare la capacità di reagire e manifestare la propria volontà contraria, ponendo la vittima in una «impossibilità di difendersi». Una presa di posizione chiara, quella della Cassazione, che ribadisce un principio fondamentale: la violenza sessuale può configurarsi anche in assenza di una reazione immediata, perché il blocco psicologico e lo stato di choc possono impedire una risposta tempestiva.

