La proprietaria ha ripreso tutto postandolo sui social dove si moltiplicano i messaggi di solidarietà: cosa è successo
Panificio espone striscione antifascista
Un panificio espone uno striscione antifascista nel giorno del 25 Aprile, festa della Liberazione, ma arriva la polizia. Succede ad Ascoli Piceno, in Piazza Arringo, in pieno centro città. Lo striscione era stato appeso sul muro dell’attività commerciale “L’assalto ai forni” e ha attirato l’attenzione, anche delle forze dell’ordine.
Lo striscione del panificio e la polizia che identifica la titolare – Secondo quanto emerso, agenti di polizia sono arrivati sul posto per identificare la titolare. Il suo nome è Lorenza Roiati e sui social si sono moltiplicati i messaggi di solidarietà nei suoi confronti.
Sul muro esterno del panificio “Assalto ai forni” un telo bianco con scritte rosse recitava: “25 aprile, buono come il pane, bello come l’antifascismo“. Nella pagina Facebook dell’attività la foto è accompagnata dalla didascalia: “Finché ci sarà un solo fascista sulla faccia della Terra ci sarà un buon motivo per essere antifasciste. ‘Ecco perché non ci fermeranno mai’. Buona Resistenza a tutte e a tutti!“.
In alcune storie su Instagram, si vede l’arrivo di un poliziotto locale in borghese che chiede conto dello striscione e richiede di vedere i documenti. Poco prima era arrivata una pattuglia della polizia di stato per identificare la titolare.
Esselunga spiega che lo sciopero non solo ha interrotto il servizio di consegna, ma ha ancheavuto un impatto diretto sulle attività dei dipendenti nei centri di distribuzione
Esselunga ha annunciato l’attivazione della cassa integrazione per più di 200 lavoratori del proprio magazzino in via Dione Cassio a Milano, a causa dello sciopero in corso indetto dalla Filt Cgil. La protesta, che coinvolge le aziende incaricate della consegna delle spese online – Brivio e Viganò, Deliverit e Cap Delivery – sta provocando «gravi disagi operativi» con ricadute sul servizio e-commerce della catena di supermercati, in particolare nell’area di Milano.
MERLATA BLOOM MILANO CENTRO COMMERCIALE SUPERMERCATO ESSELUNGA
Secondo quanto riferito dalla stessa azienda «questa situazione ha compromesso in modo significativo la nostra capacità di garantire ai clienti il servizio e-commerce, a discapito in particolare di persone anziane e in stato di fragilità, per cui il servizio è indispensabile». Lo sciopero, aggiunge Esselunga, non solo ha interrotto il servizio di consegna, ma ha anche avuto un impatto diretto sulle attività dei dipendenti nei centri di distribuzione: «La protesta messa in atto sta impedendo ai nostri dipendenti dei centri di distribuzione che preparano le spese poi affidate ai trasportatori per le consegne, di svolgere il proprio lavoro».
La posizione della catena dei supermercati – Per evitare un blocco totale dell’attività e limitare gli sprechi alimentari, l’azienda si è detta «costretta» e «con rammarico» a ricorrere alla cassa integrazione. Il provvedimento, al momento, interessa oltre 200 lavoratori. Esselunga auspica «un ritorno a un operato responsabile e a un confronto costruttivo tra tutte le parti coinvolte». «La nostra priorità rimane sempre quella di garantire un servizio di qualità ai nostri clienti e un ambiente di lavoro stabile per i nostri dipendenti»
Arbitri sempre al centro della bufera in Spagna e il clima alla vigilia della finale di Copa del Rey tra Barcellona e Real Madrid è infuocato: il fischietto designato per l’incontro si sfoga in conferenza stampa e scoppia in lacrime dopo le accuse dei Blancos, che a loro volta chiedono di cambiare la squadra arbitrale dell’incontro. E alla vigilia non erano escluse neanche mosse clamorose come il non presentarsi sul campo di Siviglia da parte del club di Perez che poi, in serata, ha smentito.
Il Clasico è sempre caratterizzato da tensione e polemiche e il prossimo non fa eccezione. Nel mirino c’è Ricardo de Burgos Bengoetxea, arbitro scelto per dirigere l’incontro e già nel mirino della squadra della capitale spagnola, che in conferenza stampa si è lasciato andare (assieme a Gonzalez Fuertes, scelto per il VAR) a un duro attacco contro Real Madrid TV. RMTVha pubblicato più volte, prima delle partite, video contro gli arbitri con presunti errori commessi ai danni dei blancos e anche De Burgos Bengoetxea non è stato risparmiato, risultando il bersaglio di un video pubblicato ieri.
Il 39enne di Bilbao non ha retto l’emozione è durante la conferenza stampa della vigilia è scoppiato in lacrime.
IL FIGLIO INSULTATO– Stava per rispondere Gonzalez Fuertes, VAR di Barcellona-Real Madrid, ma De Burgos Bengoetxea ha chiesto di poter parlare e ha spiegato: “Si parla tanto dei video di Real Madrid Televisión perché sono quelli che hanno maggior ripercussione. Ti racconto situazioni che hanno vissuto alcuni miei colleghi. Quando tuo figlio va a scuola e ci sono dei bambini che gli dicono che suo padre è un ladro e torna a casa piangendo è molto duro. Ciò che faccio nel mio caso è cercare di educare mio figlio e dirgli che suo padre è onesto“. LE LACRIME – A quel punto l’arbitro si è fermato per poi ripartire, mentre tratteneva singhiozzi e tirava su con il naso invaso dalle lacrime: “Onesto. Che si sbaglia, come un qualsiasi sportivo. E’ dura, fottutamente dura, una cosa che non auguro a nessuno. Però il giorno che lascerò questa professione voglio che mio figlio sia orgoglioso di ciò che è stato suo padre e del mondo arbitrale.Perché l’arbitrare ci ha dato grandi valori, e non meritiamo ciò che stiamo soffrendo. E non penso tanto a noi professionisti, ma al danno che queste cose fanno ai nostri colleghi del calcio giovanile. Che ognuno faccia una riflessione sul dove vogliamo andare e sul futuro dello sport e del calcio“. A quel punto si è conclusa la conferenza stampa, con Gonzalez Fuertes che ha abbracciato e consolato il collega.
IL REAL MADRID CHIEDE DI CAMBIARE GLI ARBITRI – La reazione del Real Madrid è stata immediata. Le merengues, riferisce As, sono furiose ehanno presentato un reclamo alla RFEF, chiedendo di prendere provvedimenti e cambiare gli arbitri della finale. La Federazione tuttavia,si legge, non ha intenzione di cambiare le proprie decisioni e non ha accolto la denuncia del Real, confermando la squadra arbitrale di Barcellona-Real Madrid finale di Copa del Rey. Addirittura, secondo quanto filtra, il club di Florentino Perez sarebbe pronto ad annullare tutta l’attività media prevista verso la finale in segno di protesta.
IL COMUNICATO – In seratail club di Florentino Perezha pubblicato un comunicatonel quale vengono definite inaccettabili le dichiarazioni degli arbitri designati. “Queste proteste realizzate deliberatamente 24 ore prima contro uno dei due club partecipanti alla finale, dimostrano, ancora una volta, la chiara e manifesta animosità e ostilità degli arbitri nei confronti del Real Madrid.Dichiarazioni ancora più sorprendenti, in tono minaccioso e allusive all’unità degli arbitri, sono state utilizzate per annunciare presunte misure o azioni ben lontane dai principi di correttezza, obiettività e imparzialità che dovrebbero prevalere poche ore prima di un evento calcistico che cattura l’attenzione di centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. Considerata la gravità dell’accaduto, il Real Madrid auspica che i responsabili della RFEF e dell’apparato arbitrale agiscano di conseguenza, adottando le misure necessarie per difendere il prestigio delle istituzioni che rappresentano”, si legge.
CLASICO A RISCHIO – Un comunicato molto duroe che sta spingendo molti media a chiedersi se il Real Madrid possa fare sul serio e spingersi fino in fondo con l’eventualità di non presentarsi in campo che prende quota. I Blancoshanno deciso di cancellare tutte le attività previste alla vigilia: i due allenatori non hanno posato insieme per la classica foto congiunta, non c’è stata conferenza stampa di Carlo Ancelotti e Luka Modric, come era in programma. Inoltre i giocatori non si sono allenati e i dirigenti non si sono presentati alla rituale cena alla viglia della gara. Dunque, una viglia infuocata e ben distante da quello che era previsto. Il dubbio è rimasto per alcune ore: il Real Madrid si presenterà domani in campo il Real Madrid?
INTER OSSERVA – Una scelta che anche in Italia, a Milano, osservano con attenzione: in caso di non disputa del match, il Barcellona arriverebbe alla sfida di Champions League contro l’Inter, prevista per mercoledì sera a Montjuic, bello riposato, mentre Inzaghi e i suoi saranno in campo domenica alle 15 a San Siro contro la Roma.
TEBAS – Le parole del Real Madrid erano state oggetto di risposta anche di Javier Tebas, presidente della Lega spagnola e rivale da tempo di Perez, che, su X, aveva scritto: “Questo non è calcio, è una lotta di potere. Non gli piace Tebas perché non fa ciò che vuole lui. Non gli piace Ceferin perché non fa ciò che vuole lui. Non gli piace Louzan (il presidente della federazione) perché non fa ciò che vuole lui. Non gli piacciono i giornalisti della tv perché non dicono ciò che vuole lui. Non vuole che si avanzi con la riforma arbitrale perché non è quella che vuole lui. E ora, dopo le dichiarazioni degli arbitri, stanchi dell’assedio costante da parte di Real Madrid TV, risponde come sa: sospende la conferenza stampa, cancella l’allenamento alla Cartuja, disprezza gli eventi ufficiali della finale di Coppa. Fa filtrare che domani non si presenteranno alla finale della Coppa. Che sensibilità la sua. Non protesta, fa pressione. Non si lamenta, minaccia. Non discrepa, punisce. Non vuole migliorare il calcio, vuole il suo calcio. E la cosa più grave non è che ci provi. La cosa grave è che tanti permettano questa cosa, lo consentano e lo aiutino”.
LA SMENTITA – In seconda serata poi è arrivato un nuovo comunicato del club nel quale viene smentita l’ipotesi che la finale non venisse disputata. “In merito alle voci circolate nelle ultime ore, il Real Madrid desidera chiarire che la nostra squadra non ha mai preso in considerazione l’idea di rinunciare a disputare la finale di domani. Il nostro club ritiene che le dichiarazioni infelici e inopportune rilasciate dagli arbitri designati per la partita, a sole 24 ore dall’evento, non possano e non debbano oscurare un appuntamento sportivo di portata mondiale, seguito da centinaia di milioni di persone. È inoltre una questione di rispetto verso tutti i tifosi che stanno per raggiungere Siviglia, così come verso coloro che si trovano già nella capitale andalusa. Il Real Madrid crede fermamente che i valori del calcio debbano prevalere, nonostante l’ostilità e l’antipatia dimostrata ancora una volta nei confronti del nostro club da parte degli arbitri incaricati di dirigere questa finale“.
L’ex tecnico di Inter e Roma, José Mourinho, è intervenuto ai microfoni della BBC per parlare della Champions League–
Sul ricordo della semifinale di ritorno persa dalla sua Inter contro il Barcellona in Spagna, che però significò la qualificazione all’ultimo atto della competizione: “Se potessi scegliere una delle prestazioni più emozionanti della mia squadra nei miei oltre 20 anni di carriera, sceglierei proprio questa. Siamo andati a Barcellona sapendo cosa ci avrebbe aspettati in termini di atmosfera e della straordinaria qualità di quella squadra. Giocare con 10 giocatori a Barcellona ha fatto diventare tutto epico, ci volevano degli eroi, serviva ottenere il meglio da tutti. Penso di essere stato brillante nel modo in cui ho organizzato la squadra. Ci siamo difesi con tutte le nostre forze: con il cuore, con l’anima. Questa è la sconfitta più bella della mia carriera. Abbiamo dato tutto. Abbiamo perso 1-0. Ma siamo arrivati in finale“.
Sull’iconico abbraccio con Materazzi dopo la finale di Madrid: “Penso che se fossi salito sull’autobus, se fossi tornato con loro a Milano, se fossi entrato in uno stadio San Siro pieno, se fossi andato al Duomo pieno di gente, credo che non sarei andato al Real Madrid. Penso che l’emozione mi avrebbe impedito di andare. Ma volevo andare. Pensavo che fosse il momento giusto. Dovevo scappare. Marco era lì. Se al posto di Marco ci fosse stato Dejan Stankovic, o Diego Milito o Julio Cesar, sarebbe stata la stessa storia“.
Sta andando bene il primo anno nel calcio professionistico di Aleksandar Stanković, giocatore che l’Inter ha prestato al Lucerna lo scorso luglio con la formula del diritto di opzione e contro opzione. Il figlio di Deki,che con la maglia biancoblu ha totalizzato 35 presenze, condite da tre gol e due assist, figura nella lista dei candidati al premio di miglior centrocampista della Super League, il campionato svizzero, organizzato dalla Swiss Association of Football Players.
L’ex capitano della Primavera nerazzurra risulta in nomination con Uran Bislimi (Lugano), Filip Ugrinić (Young Boys), Timothé Cognat (Servette), Donat Rrudhani (Lucerna), Xherdan Shaqiri (Basilea), Leon Avdullahu (Basilea), Christian Witzig (San Gallo),, Alvyn Sanches (Losanna), Anto Grgic (Lugano), Antonio Marchesano (Yverdon/Zurigo), Joël Monteiro (Young Boys).
Il vincitore sarà svelato il prossimo 5 maggio, nella serata di gala che si terrà al ‘Kultur & Kongresshaus Aarau’.