Il traffico è bloccato e ci sarebbe almeno un mezzo a fuoco che ha provocato una densa colonna di fumo visibile a distanza
Spari, fiamme e paura: assalto a un furgone portavalori nel pomeriggio di oggi lungo la variante Aurelia, in carreggiata sud, poco dopo l’uscita di San Vincenzo (Livorno).Sul posto stanno intervenendo forze dell’ordine e ambulanze. Il traffico è bloccato e ci sarebbe almeno un mezzo a fuoco che ha provocato una densa colonna di fumo visibile a distanza. “Assalto a portavalori a mano armata avvenuto sulla SS1 a San Vincenzo. Entrambe le carreggiate coinvolte e chiuse al momento, sul posto intervento in corso del sistema regionale di emergenza sanitaria, forze dell’ordine e Vigili del fuoco“. Lo scrive il governatore toscano Eugenio Giani sui social.
L’Al-Hilal è pronto a fare follie per Nicolò Barella. Secondo quanto riportato daLa Gazzetta dello Sport, il club saudita, campione in carica, è pronto ad offrire al centrocampista nerazzurro un contratto shock di 4 anni a 35 milioni di euro a stagione.
Ma nemmeno questa faraonica offerta sarebbe in grado di far vacillare l’amore per i colori nerazzurri. Barella infatti vuole solo l’Inter. L’Al-Hilal è deciso a fare un colpo incredibile sul mercato prima del Mondiale per Club. Al momento non è stata fatta recapitare una proposta ufficiale a Barella e all’Inter, ma in Arabia sono sicuri che in primavera si passerà alle cose formali.
Ad oggi Barella è già l’italiano più pagato di tutta la A con un contratto da 6,5 milioni a stagione fino al 2029 ed è il secondo dell’Inter più pagato assieme a Calha e dietro a Lautaro. Potrebbe diventare il calciatore italiano più pagato della storia, ma Barella non ne vuole sapere. Non ha mai ascoltato il corteggiamento di big europee e non è disposto ad ascoltare anche altro, Arabia compresa.
E anche in casa Inter non c’è alcuna voglia di sedersi al tavolo e pensare anche per un momento ad una cessione di Barella. Nessun prezzo verrà fatto, neanche ai ricchi sauditi, di solito gente poco arrendevole nelle trattative.
Il sanitario Maurizio Marassi lancia l’allarme: cinque decessi nella regione in un anno
Due giorni faDiego De Vivo, giovane calciatore di 14 anni, è stato colto da un malore all’inizio dell’allenamento ed è morto. È successo in una scuola di calcio che si trova in strada comunale Selva Cafaro. Oggi Maurizio Marassi, medico di medicina sportiva, che è stato il primo sanitario del Napoli di De Laurentis e anche responsabile del Posillipo Pallanuoto campione d’Italia lancia un allarme. Che riguarda la superficialità delle visite mediche per l’idoneità sportiva. « In Campania nella sola stagione 2024-25 abbiamo registrato cinque decessi avvenuti durante la pratica sportiva. Purtroppo troppo spesso il certificato di idoneità sportiva viene rilasciato con visite mediche fatte superficialmente o in alcuni casi senza nemmeno che ci sia una vera e propria visita», dice al Mattino.
La premessa – A Dario De Martino il dottore però fa anche una premessa: «Non conosco nello specifico la situazione medica di Diego De Vivo e sono molto addolorato per una vita spezzata così presto. Quindi non entro nello specifico della sua vicenda medica che non conosco. Parlo di un problema di carattere generale. Anche perché, purtroppo, si parla di questi temi solo quando ci scappa il morto. E questo è uno dei problemi culturali che dobbiamo affrontare. Bisogna parlare più spesso di questo fenomeno che è gravissimo. Non solo quando succede una tragedia come questa. Mi batto da tanto tempo per garantire che le visite di medicina dello sport siano effettuate con serietà e competenza. Purtroppo, troppo spesso non è così. Si pensa al certificato medico come a un mero adempimento burocratico, perdendo di vista l’essenziale: la salute e la sicurezza degli atleti. Questo approccio negligente ha conseguenze tragiche».
certificati medici – A volte i certificati medici vengono rilasciati senza effettuare visite: «C’è un fenomeno di vero e proprio “banditismo” legato ai certificati medici. Il problema non si verifica soltanto quando la visita medica non viene effettuata, ma anche quando viene fatta male. A volte viene utilizzato personale non qualificato. Capita addirittura che ad effettuare i controlli sia personale non medico. Si fanno controlli superficiali e rapidi, a volte senza nemmeno un elettrocardiogramma. E in Campania e al Sud questo fenomeno è molto più vasto. Basta guardare i costi».
I costi – Anche perché, spiega Marassi, i conti non tornano: «Qui in Campania capita che si facciano visite con 5 o 10 euro. A volte su dei camper dove in un paio d’ore si controllano 60-70 atleti senza nemmeno fare un elettrocardiogramma dopo sforzo previsto dalla legge. Una visita completa e accurata dovrebbe costare tra i 60 e gli 80 euro». Secondo una sua indagine il 50% degli atleti in Campania non ha effettuato visite mediche. Ma non si prendono provvedimenti «perché non viene visto come un problema. Perché si ritiene che il certificato medico sia un mero atto burocratico. E in troppi condividono questo approccio: le società sportive, gli allenatori, gli stessi atleti, i genitori dei ragazzi più piccoli. Le responsabilità sono di tutti, a partire da quelle delle istituzioni sportive e non solo che sanno e non fanno nulla».
La legge – Non è un problema di norme: «La legge è chiara e perfetta sul piano normativo. In Italia abbiamo le leggi migliori al mondo. Ma purtroppo viene sistematicamente disattesa. I presidenti delle società sportive, che hanno il compito di garantire la sicurezza degli atleti, sono legalmente responsabili in caso di inadempienza. Tuttavia, molti non sono consapevoli dei rischi penali e civili a cui vanno incontro. Per questo bisogna affrontare il tema innanzitutto sul piano culturale». E lui invita «ad alzare la guardia. La sicurezza degli atleti è un impegno collettivo e ogni sguardo di negligenza può costare caro. È responsabilità di tutti denunciare e opporsi a queste pratiche illegali, affinché il sistema della medicina dello sport possa finalmente essere riformato».
Il sisma si è verificato nel centro del Paese, a nord-ovest della città di Sagaing, a una profondità di 10 chilometri. Panico anche a Bangkok e nella regione cinese del Yunnan
Terremoto in Myanmar (Foto da X)
Una violenta scossa di terremoto di magnitudo 7,7 è stata registrata in Myanmar. Secondo i primi dati diffusi dallo United States Geological Survey (Usgs), il sisma si è verificato 16 chilometri a nord-ovest della città di Sagaing, a una profondità di 10 chilometri, intorno alle 14:20 ora locale (07:20 in Italia).
Terremoto in Myanmar, scossa di magnitudo 7.7 – Il terremoto è stato avvertito fortemente in tutta la Thailandia settentrionale e centrale, e poi nel sud, anche nella capitale Bangkok, dove i residenti sono corsi in strada mentre gli edifici tremavano. Secondo l’agenzia per i terremoti di Pechino, sono state avvertite scosse anche nella provincia sud-occidentale dello Yunnan.
La mappa dell’Usgs
Una seconda forte di scossa di terremoto di magnitudo 6.4 ha seguito di pochi minuti il sisma principale, di magnitudo 7.7. Non lontani fra loro gli epicentri delle due scosse, la seconda delle quali ha colpito 18 km a sud di Sagaing. Le prime immagini pubblicate sui social sono drammatiche. Alcuni giornalisti dell’Afp a Naypyidaw, capitale dell’ex Birmania, hanno raccontato di aver visto strade divelte dopo la scossa e pezzi di cornicioni dei palazzi nelle vie.
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google #BREAKINGUn terremoto di magnitudo 7,9 ha colpito il Myanmar, secondo il China Earthquake Networks Center. Le regioni limitrofe, tra cui la Thailandia e la provincia cinese dello Yunnan, hanno avvertito forti scosse.#Myanmar#earthquake
Mentre il Myanmar centrale continua a tremare, è panico anche a Bangkok, dove il terremoto è stato avvertito con forza. I residenti della capitale thailandese sono corsi per strada, in preda allo spavento, mentre gli edifici tremavano. Tutti gli uffici e i negozi sono stati fatti evacuare dalle autorità. Un grattacielodi 30 piani in costruzione è crollato: secondo i media locali ci sarebbero decine di operai intrappolati sotto le macerie.
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google Un grattacielo crolla a causa del forte #terremoto a Chatuchak, Bangkok. #สุขนวันที่สุก #บุกระที่ส
Le forti scosse hanno obbligato il premier thailandese Paetongtarn Shinawatra a interrompere una visita ufficiale all’isola meridionale di Phuket per tenere una “riunione urgente“. Shinawatra ha dichiarato lo stato di emergenza a Bangkok.
Ancora piogge e temporali al Centro-Sud. Come fa sapere il Dipartimento della Protezione Civile “la permanenza di un’area di bassa pressione sulle nostre regioni meridionali, determina il persistere di condizioni di tempo spiccatamente instabile al Sud e sul medio versante Adriatico, con fenomeni anche a carattere temporalesco“. Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile “d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse che estende il precedente. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento (www.protezionecivile.gov.it)”.
“L’avviso prevede il persistere di precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Campania, Sicilia, Calabria, Abruzzo, Molise e Puglia, in particolare sui rispettivi settori tirrenici ed adriatici. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento – conclude – Sulla base dei fenomeni in atto e previsti è stata valutata per la giornata di domani, venerdì 28 marzo, allerta gialla sull’intero territorio di Abruzzo, Marche, Molise, Campania, Puglia e Calabria, oltre che su alcuni settori di Umbria e Sicilia“.
Scuole chiuse a Chieti – Il sindaco di Chieti, Diego Ferrara, sentito il prefetto, Gaetano Cupello, sta predisponendo un’ordinanza di chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado per la giornata di domani a causa del maltempo che ha provocato allagamenti e problemi sulle strade, in particolare nella zona dello Scalo dove sono stati chiusi sottopassaggi e alcune vie. A Bucchianico (Chieti) il sindaco, Renzo Di Lizio, ha disposto la chiusura delle scuole domani 28 e sabato 29 marzo; raccomanda prudenza e di uscire solo in caso di necessità.
Fiumi a rischio – A San Giovanni Teatino (Chieti) il sindaco, Giorgio Di Clemente, ha comunicato l’apertura del Coc, il centro operativo comunale, e raccomanda di limitare gli spostamenti non necessari, di evitare l’utilizzo dei sottopassaggi veicolari e pedonali e di prestare attenzione in prossimità di corsi d’acqua e zone soggette ad allagamenti.
Sempre nell’area teatina un ponte è stato sommerso dall’acqua nei dintorni di Chieti, sulla provinciale 9 a causa delle abbondanti piogge. Il fiume Alento, in queste ore si è ingrossato ed è tracimato sulla sede stradale di un ponte della provinciale, chiuso e fortunatamente poco trafficato e isolato. Anche il fiume Pescara si è innalzato, ma senza superare, al momento, il livello di guardia.
Attivato il Coc anche a Pescara – Il Centro funzionale d’Abruzzo, Protezione civile regionale ha comunicato che “la lettura dei livelli idrometrici della rete in telemisura del fiume Pescara segnala il superamento della soglia di allarme“. Per questo motivo, con ordinanza come già deciso stamane a Montesilvano, è stato attivato anche a Pescara il Centro operativo comunale (Coc) ed il numero di telefono di riferimento è 085 4283400). Sono state chiuse al transito delle golene che rimarranno non percorribili per le auto fino al rientro dell’emergenza. Alcune strade di Pescara sono state interessate da allagamenti, caduta di alberi o pericolo imminente di crollo delle piante e sono state chiuse e poi riaperte. In via precauzionale, tutti i parchi e le pinete presenti in città sono stati chiusi al pubblico da stamani. Tenendo conto del rischio di ingrossamento del fiume Pescara il Comune raccomanda di non sostare nelle golene sia durante la notte che nella mattinata di domani. Dalla tarda serata di ieri si monitora costantemente la situazione.