articolo di Miriam Romano: https://milano.repubblica.it/cronaca/2024/03/10/news/maxivasca_niguarda_seveso_maltempo-422284833/
Milano 10 marzo 2024

Per la prima volta attivato il bacino artificiale al confine con Bresso. Granelli: “Abbiamo evitato l’esondazione del fiume”. Il Comune tallona la Regione: ora completi gli altri. Entro fine anno pronto a Senago, poi Lentate. A Paderno progetto fermo
L’allerta meteo ha fatto scattare il protocollo e quando l’acqua del Seveso si è alzata ai due metri la vasca di laminazione al confine tra Milano e Bresso è stata attivata. Ieri per la prima volta ha impedito lo straripamento del fiume. Quaranta millimetri di pioggia hanno inondato Milano, con punte di 8-10 millimetri l’ora. Un evento raro a inizio marzo. «Poteva essere la data dell’ennesima esondazione del Seveso — dice l’assessore alla Sicurezza, Marco Granelli — . Invece è la data in cui la vasca di Milano alle 13,15 è entrata in funzione per la prima volta e ha salvato dall’esondazione i quartieri milanesi di Niguarda, Pratocentenaro, Istria, Testi/Zara, Marche, Isola».
Dieci anni d’attesa. Era il 2014 quando sono cominciati i lavori, conclusi lo scorso autunno. Test e calcoli corretti. Ieri, alla prova del nove, è tutto filato liscio. La vasca si è riempita di circa 120 mila metri cubi di acqua, circa la metà del suo potenziale contenimento (250 mila metri cubi). Il bacino è entrato in funzione dopo che in via Valfurva il Seveso aveva raggiunto il livello critico di 1,88 metri. Non appena è stata attivata, il livello dell’acqua si è fermato e ha iniziato a scendere. Il torrente incontra la vasca scorrendo verso Milano all’altezza del cimitero di Bruzzano. È qui che si trova davanti due sbarramenti: uno lungo il suo corso, che ieri è stato chiuso per l’allerta, e uno posizionato verso la diga, che si alza in caso di rischio esondazione. Lentamente le paratie calano o si elevano come un sipario, grazie al sistema di monitoraggio dei livelli del fiume. Bloccano il passaggio del Seveso verso Milano. E dall’altro lato alimentano l’acqua nella vasca. «Finita l’allerta — spiega Granelli — inizieranno le fasi di pompaggio dell’acqua dalla vasca nel Seveso, e poi la pulizia e infine la reimmissione dell’acqua pulita di falda per ripristinare il lago».
Se la pioggia non fosse cessata all’inizio del pomeriggio, non è pronosticabile che cosa sarebbe accaduto. Ma un dato è certo: l’esondazione che ha duramente colpito Milano lo scorso ottobre non sarebbe stata fermata dalla sola vasca di Bresso. «Se si arrivasse al limite della capienza e il volume della vasca non fosse sufficiente a contenere l’acqua che proviene da monte — spiega Andrea Aliscioni, direttore del Servizio idrico Integrato di Mm — , ovviamente il resto del deflusso proseguirebbe verso Milano, con il rischio esondazione». All’appello, infatti, mancano le altre vasche di laminazione, non ancora ultimate, che devono prevenire lo straripamento del Seveso bloccando l’acqua a monte. Il sistema è stato progettato per prevenire quasi ogni rischio: solo un’esondazione ogni cent’anni potrebbe verificarsi con tutti i bacini attivati. Da qui, la richiesta del Comune a Regione, avallata anche da Beppe Sala: «Ora è importante che Regione Lombardia aiuti a completare quelle di Lentate, Senago e Varedo, perché solo così si potrà essere certi di non vedere mai più esondazioni a Milano».
Le aree golenali di Cantù sono arrivate alla conclusione. Manca poco anche per la vasca di Senago, pronta entro l’anno. Mentre per quella di Lentate l’attivazione sarà l’anno prossimo. Più complessa la situazione per quella di Paderno Dugnano — Varedo: sono state fatte solo le bonifiche, mentre i lavori non sono ancora iniziati. Mancherebbero infatti i finanziamenti necessari. Le risorse sono state dirottate verso la copertura degli extracosti cumulati per le altre vasche. «E poi — aggiunge Granelli — bisogna rendere le acque del Seveso più pulite e Regione Lombardia e i gestori dei sistemi idrici dei territori attraversati dal Seveso devono controllare e fare di più».
Non tarda ad arrivare la replica di Gianluca Comazzi, assessore regionale al Territorio e Sistemi verdi e presidente di Aipo: «Sul Seveso stiamo rispettando i tempi dettati dal cronoprogramma per il termine dei lavori, mentre sono già in funzione quattro aree golenali. Anche il Comune di Milano deve fare la sua parte. È necessaria la manutenzione sia del verde sia dei tombini che ad ogni ondata di maltempo straripano, inondando le strade».
Una quarantina gli interventi dei vigili del fuoco, ieri, a Milano per alberi pericolanti, lamiere e cartelloni pubblicitari divelti.

