
Milano, 09 dicembre 2023
Il movimento ambientalista prende di mira a Milano il Naviglio Grande e il Pavese, il liquido fosforescente, assicurano, non è dannoso
L’avevano annunciato nei giorni scorsi nelle loro chat, senza dare dettagli ma parlando di un’azione di protesta clamorosa. E infatti nel primo pomeriggio, a Milano in contemporanea con Venezia, Roma, Torino e Bologna, le acque dei fiumi e dei canali si sono tinte di verde fosforescente. Gli autori di questa azione provocatoria sono gli ambientalisti del gruppo Extinction Rebellion, che da mesi hanno deciso di manifestare in questo modo la loro preoccupazione per le sorti del pianeta.
Gli attivisti dell’associazione ecologista hanno versato il colorante fosforescente nelle acque del Canal grande a Venezia, del Naviglio Grande e del Pavese a Milano, come nel canale Moline del Reno a Bologna, nel Po a Torino e nel Tevere a Roma. Un’azione coordinata di protesta contro le gravi condizioni dell’ambiente e contro il cambiamento climatico.

A Milano, i giovani – quasi tutti studenti universitari – si sono dati appuntamento in piazza XXIV Maggio, per poi recarsi a piedi sui navigli, cuore della movida nel capoluogo meneghino. Lì hanno spiegato che manifestazioni analoghe erano previste in contemporanea anche a Roma, Venezia, Torino e Bologna. Cosa che poi si è puntualmente verificata. In tutte le città sono stati improvvisati piccoli comizi per spiegare i motivi del gesto alla gente che assisteva alla colorazione delle acque.
Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, poiché è la seconda volta che le acque vengono tinte nella città lagunare che ha un equilibrio così delicato, ha chiesto che vengano fermati e denunciati gli autori di questa iniziativa: “Spero che gli eco vandali vadano in galera”, ha detto.
Gli attivisti protestano contro l’inefficacia delle discussioni che si stanno svolgendo alla Cop 28: fra i loro obiettivi anche il direttore del forum internazionale che accusano di essere legato agli interessi delle compagnie petrolifere.
Il colorante versato nelle nelle acque del Naviglio a Milano, come nelle altre città – assicurano – è la “fluoresceina”, colorante usato in geologia per tracciare i corsi d’acqua sotterranei, “non dannoso per l’ambiente e per gli animali”.


A Milano è stato fatto fuoriuscire da una casa di cartone che è stata fatta affondare nelle acque gelide del naviglio, mentre i manifestanti, tutti studenti attorno ai 20 anni non nuovi a questo tipo di iniziative, col megafono spiegavano dal ponte dedicato alla poetessa Alda Merini, i motivi della loro manifestazione.


A Torino, la “casa affondata” era in mezzo al Po, di fronte ai Murazzi e nel frattempo, mentre le acque del fiume si tingevano di verde, uno striscione di 45 metri quadri è stato srotolato dal ponte Vittorio Emanuele I di Piazza Vittorio. A Venezia tre persone si sono calate dal Ponte di Rialto, aprendo uno striscione con scritto “Cop28: mentre il governo parla, noi appesi a un filo“. A Roma gli attivisti hanno esposto sull’isola Tiberina un grande striscione con la scritta “Mentre il governo parla, il mondo collassa! Agire ora!“.
“E’ un’azione civile non violenta che esprime il nostro disagio e la nostra presa di distanza dall’ipocrisia con cui vengono trattate le questioni ambientali a livello mondiale: non abbiamo più tempo per azzerare le emissioni nell’atmosfera. Una casa sta annegando in questo Naviglio per rappresentare l’Italia che affonda colpita dalle alluvioni e da altri eventi meteo senza precedenti, compreso la tempesta di luglio che ha abbattuto migliaia di alberi a Milano – spiega una delle manifestanti milanesi, 22 anni, studentessa di Filosofia vicina alla laurea magistrale –. Stiamo cominciando tutti ad accorgerci sulla nostra pelle delle conseguenze delle politiche sbagliate dei governi a livello mondiale. Anche alla Cop28 presieduta dall’amministratore delegato dall’Abu Dhabi national Oil company che ha interessi contrari a quelli che sono gli scopi della conferenza, uno che sostiene che non c’è scienza dietro a chi vuole abolire il fossile”.
Molta curiosità tra i passanti che affollavano le zone attorno ai corsi d’acqua diventati verdi fosforescenti. Tutti a fotografare le acque colorate di verde fosforescente che lentamente si allargavano per centinaia di metri. Nei luoghi dove sono state inscenate le manifestazioni, sono arrivate pattuglie dei carabinieri che hanno provveduto ad identificare gli autori dei blitz ambientalisti.


Fluoresceina nel Canal Grande a Venezia, 28 attivisti portati in questura – “Dopo l’azione di oggi, 28 persone sono State portate in questura a Venezia e si trovano tutt’ora in stato di fermo. Tra di loro anche i fotografi e l’ufficio stampa“. Così in una nota Extinction Rebellion, che aggiunge: “Quello che è successo è gravissimo. Il sindaco Brugnaro, in spregio a qualsiasi regola democratica, ha annunciato sulle pagine social di voler denunciare Extinction Rebellion e auspicando che le persone in azione oggi finiscano in galera, dimenticandosi che le pene le decidono i magistrati e non i politici. Come dichiarato a mezzo stampa oggi, il colorante usato oggi è semplice fluoresceina. Un sale innocuo usato da geologi, speleologi o anche da idraulici come tracciante e addirittura per segnalare la posizione di subacquei dispersi in mare. Quando lo scorso maggio per errore venne sversata nel Canal Grande di venezia, infatti, gli esperti furono unanimi nell’escludere un pericolo per le persone e per fauna e flora. Oggi, invece, il sindaco inveisce contro chi ha voluto denunciare in modo estremamente pacifico e trasparente l’inadeguatezza dei governi di fronte ad una crisi che sta mettendo in ginocchio l’Italia intera. Qualsiasi denuncia sarà completamente pretestuosa e finalizzata a reprimere qualsiasi forma di dissenso, che nella vetrina di Venezia non è ormai più consentito“, termina la nota.

