Una scossa di terremoto di magnitudo 4 è stata registrata oggi domenica 18 gennaio alla 14:54 in provincia di Messina. E’ stato localizzato dall’Ingv (Istituto nazionale di geologia e vulcanologia) a 2 km a sud di Militello Rosmarino, sui Nebrodi, e a una profondità di 8 chilometri.
L’Ingv ha registrato i due eventi, avvenuti a due minuti di distanza l’uno dall’altro: il primo con magnitudo 4.3, seguito dal secondo da 4.1, entrambi nel Ravennate
Trema la terra in Romagna. Gli strumenti dell’Ingv, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, hanno registrato due forti scosse di terremoto nella mattina di oggi, martedì 13 gennaio: la prima alle 9:27, con magnitudo 4.3, e la seconda due minuti più tardi, alle 9:29, con magnitudo 4.1, entrambe in provincia di Ravenna.
Doppio terremoto in Emilia Romagna – Le due scosse, ravvicinate e della durata di circa 4-5 secondi, sono state percepite distintamente dalla popolazione in tutta la Romagna. In alcune abitazioni il movimento è stato avvertito come ondulatorio, con case che hanno tremato in modo evidente. La scossa più violenta è stata quella registrata a Russi, nel Ravennate, con magnitudo 4.3 secondo l’Ingv. Il primo sisma, avvenuto a 23 km di profondità, è stato avvertito anche dai cittadini residenti nella provincia di Forlì-Cesena, che sono scesi in strada per la paura. Al momento non si registrano danni.
La seconda scossa, come rileva la sala sismica dell’Ingv-Roma, è avvenuta due minuti dopo, ed è stata di magnitudo 4.1 con epicentro a 8 chilometri da Faenza, sempre in provincia di Ravenna, poco distante dalla prima. Diverse scuole a Ravenna hanno attivato le adeguate procedure di evacuazione degli edifici.
Dopo il doppio sisma il Dipartimento della protezione civile si è messo in contatto con le strutture locali del Servizio nazionale della protezione civile. Dalle prime verifiche effettuate, non risulterebbero danni a persone o cose.
Stop temporaneo ai treni – In seguito alle scosse la circolazione ferroviaria in Romagna è stata temporaneamente sospesa per verifiche tecniche sulla linea. Ad essere interessate dalle verifiche tecniche sono soprattutto la linea Bologna-Rimini, la linea Ferrara-Rimini, i tratti Castelbolognese-Ravenna e Faenza-Ravenna. I treni in marcia nella zona della scossa sono fermi in attesa della conclusione dei controlli per poter ripartire.
“Paura, ma nessun danno” – Il sindaco di Faenza, Massimo Isola, ha tranquillizzato i cittadini in una dichiarazione rilasciata all’Ansa: “Tre giorni fa il gelicidio e questa mattina le due scosse, comunque siamo attrezzati. Le abbiamo avvertite, certo, ma la reazione è stata composta – spiega – Siamo usciti, ci siamo raccolti in piazza, anche le scuole. Ma adesso siamo tutti rientrati. I tecnici stanno svolgendo tutte le verifiche ma al momento non segnaliamo nulla“.”Le due scosse di terremoto sono state chiaramente avvertite anche sul territorio del Comune di Imola – ha spiegato il sindaco Marco Panieri -. Ho appena effettuato un punto di aggiornamento con il distaccamento dei vigili del fuoco di Imola e con la nostra protezione civile. Al momento non si registrano danni a persone o cose né sono pervenute segnalazioni di criticità sul territorio comunale“.
“Per ora nessun danno, solo spavento – ha commentato la sindaca di Russi, Valentina Palli -. Non abbiamo sospeso le attività o la scuola, abbiamo la scuola elementare principale il cui edificio è solo migliorato sismicamente e i bimbi per precauzione stanno fuori, stanno giocando, in attesa di capire se e come evolverà la situazione, se ci sarà o meno uno sciame“.
Terremoto, a Forlì due scosse tra 4 e 4.5 di magnitudo. Gente in strada
Una scossa di terremoto di magnitudo tra 4 e 4.5 si è verificata intorno alle 9.30 in provincia di Forlì-Cesena. A seguire un’altra scossa di magnitudo tra 3.7 e 4.2 dopo pochi minuti nel Ravennate. Sono le stime ancora provvisorie dell’Ingv. In alcune zone di Forlì la gente è corsa in strada dopo le scosse. Il sisma è stato avvertito in tutta la Romagna. Al momento molta paura ma non si registrano danni.
Epicentro a La Thuile. Nessun danno accertato al momento
Terremoto di magnitudo ML 3.4 NW La Thuile (AO)
Un terremoto di magnitudo 3.4 si è verificato poco prima delle 7.30 di oggi in Valle d’Aosta. L’epicentro è stato individuato a 2 chilometri a Nord Ovest di La Thuile.
La scossa, che secondo la Protezione civile non ha causato danni, è stata percepita prevalentemente nella zona dell’alta Valle.
🟡[STIMA #PROVVISORIA] #terremoto Magnitudo tra 3.1 e 3.6 ore 07:28 IT del 12-01-2026, prov/zona Valle d%27Aosta%2FVall%E9e d%27Aoste #INGV_44940322
Il sisma poco prima delle 6 del mattinoanno segnalato
Una forte scossa di terremoto, magnitudo 5.1, è stata registrata al largo della Calabria alle 05:53. La scossa è stata avvertita a Reggio Calabria, ma anche a Messina e in altre zone di Sicilia e Calabria. L’epicentro, secondo quanto riporta il sito dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, è stato in mare al largo della costa ionica a una profondità di 65 chilometri.
“Nonostante la scossa sia stata in mare, e questo sicuramente ha aiutato – ha detto il capo del dipartimento della protezione civile della Regione Calabria, Domenico Costarella – ho disposto le verifiche nelle aree più vicine e non ci sono segnalazioni di danni. Ho sentito anche la commissaria dell’Asp di Reggio Calabria e anche per l’ospedale di Melito Porto Salvo non ci sono segnalazioni“.
“La scossa si è registrata al largo delle nostre coste ed era fortunatamente profonda. Questa è stata la causa per cui si è sentita in grande parte della regione. Abbiamo contattato i sindaci dei comuni dell’area interessata e non abbiamo registrato segnalazioni di danni“, ha detto Costarella a Rainews. “Abbiamo finito la prima ricognizione e le sale operative sono sempre in allerta. Abbiamo un sistema di pianificazione sia a livello regionale che comunale e la nostra Regione è dotata di un piano di soccorso sismico che è pronto ad essere utilizzato se necessario, in accordo con l’autorità locale e la protezione civile“. Costarella ha poi invitato i cittadini, in caso di nuove scosse, ad uscire dalle proprie abitazioni e non usare gli ascensori, restando “il più possibile” razionali.
Una scossa di terremoto è stata registrata all’alba di oggi, 9 gennaio 2026, nel Mar Adriatico meridionale, al largo delle coste italiane e albanesi. Secondo i dati diffusi dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), il sisma ha avuto magnitudo ML 3.2 ed è stato localizzato alle ore 06:12 ad una profondità di 51 chilometri.
Area a sismicità frequente ma moderata – Il tratto meridionale dell’Adriatico è considerato una zona a sismicità moderata ma ricorrente, con eventi tellurici che si verificano spesso a grande profondità. Il responsabile principale di questa attività è la microplacca Adriatica, nota anche come Adria, un frammento della placca africana che si spinge verso nord, insinuandosi sotto la placca euroasiatica.
Dinamiche tettoniche tra Appennini e Balcani – Questo lento ma costante movimento provoca forti compressioni tra la catena degli Appennini e le Dinaridi balcaniche, con un progressivo restringimento del bacino adriatico. Le tensioni generate riattivano antiche faglie sottomarine, liberando energia sotto forma di scosse sismiche, che talvolta possono essere avvertite sia sulla costa pugliese che su quella albanese.
Monitoraggio costante dell’area – L’evento di oggi, seppur di modesta entità, conferma l’importanza di un monitoraggio continuo dell’Adriatico, un’area geologicamente complessa dove la pressione tra placche può dare origine a terremoti improvvisi, anche se raramente distruttivi.
09 gennaio 2026
Terremoto sul lato bresciano del Lago di Garda, scossa avvertita anche in comuni veneti
Epicentro a tre chilometri da Gargnano, magnitudo 3.4
Sismografo (Fotogramma/Ipa)
Una scossa di terremoto di magnitudo 3.4 è stata registrata oggi, venerdì 9 gennaio, dall’Ingv, alle ore 15.28, con epicentro a tre chilometri da Gargnano in provincia di Brescia. Il sisma è stato localizzato a una profondità di 10 km. Il terremoto è stato avvertito anche in 13 comuni della provincia di Verona.
La scossa, localizzata sulla sponda lombarda del Lago di Garda, più distintamente si è avvertita nel comune di Brenzone sul Garda che sta proprio sulla sponda opposta del lago, di fronte a Tignale. Segnalazioni ci sono state anche a Malcesine, sul Monte Baldo e in tutta la costa veronese del Garda, fino ad arrivare ad Affi, Bardolino e Rivoli Veronese, distanti una ventina di chilometri dall’epicentro
Un terremoto con una magnitudo preliminare di 6,2 ha colpito martedì la regione occidentale di Chugoku, in Giappone, seguito da una serie di forti scosse di assestamento, secondo quanto riferito dall’Agenzia Meteorologica Giapponese.
L’epicentro del primo terremoto è stato localizzato nella parte orientale della prefettura di Shimane, ha precisato l’agenzia, aggiungendo che non vi è alcun pericolo di tsunami.
Chugoku Electric Power, che gestisce la Centrale Nucleare di Shimane situata a circa 32 km (20 miglia) di distanza, ha dichiarato che le operazioni presso l’unità n.2 proseguono normalmente. L’Autorità di Regolamentazione Nucleare del Giappone ha comunicato che non sono state riscontrate irregolarità a seguito del sisma.
L’unità n.2 della centrale è stata riavviata nel dicembre 2024, per la prima volta da quando tutte le centrali nucleari giapponesi erano state fermate dopo i disastri di Fukushima del marzo 2011.
Il terremoto ha raggiunto un’intensità sismica di upper-5 sulla scala giapponese da 1 a 7, sufficiente a rendere difficile muoversi senza sostegno.
I terremoti sono frequenti in Giappone, una delle aree più sismicamente attive del mondo. Il Giappone rappresenta circa un quinto dei terremoti mondiali di magnitudo 6 o superiore.
Alla prima è seguita una seconda scossa di magnitudo 2,9
Tornano a tremare i Campi Flegrei.Un nuovo sciame sismico investe l’area: nella notte due terremoti sono stati distintamente avvertiti dalla popolazione, in particolare a Pozzuoli e nelle aree immediatamente limitrofe. Una scossa di magnitudo 3,1 è stata registrata alle 3:23, con epicentro in zona Solfatara e a una profondità di 2,4 chilometri.
Appena un minuto dopo, alle 3,24, un nuovo evento è stato rilevato dai sensori dell’Osservatorio Vesuviano: stesso epicentro, magnitudo 2,9, a una profondità di 2,6 chilometri. Non si segnalano al momento danni né feriti, ma i comuni interessati dallo sciame, tuttora in corso, hanno comunicato alla popolazione che stanno seguendo da vicino, insieme alla Protezione Civile, “l’evolversi dello sciame sismico in atto e forniranno successivi aggiornamenti fino a conclusione del fenomeno”.Un fenomeno che, spiega l’Ingv attraverso le parole della direttrice dell’Osservatorio Vesuviano, Lucia Pappalardo, rientra pienamente nella crisi bradisismica in atto. Nella settimana dal 22 al 28 dicembre, nell’area erano stati localizzati 48 terremoti: mai, però, si e ra superata la magnitudo 2.
“Dallo scorso 10 ottobre la velocità media mensile di sollevamento del suolo, che è il motore dei terremoti, si attesta nella zona di massima deformazione a circa 2,5 centimetri al mese”.Apprensione tra la popolazione flegrea, nel cuore di una notte che ha risvegliato incubi mai realmente sopiti. “Sono rimasto sveglio dalla prima scossa, che ha dormito più”, racconta Giuseppe, che vive ad Agnano. “Avvertiamo boati ed esplosioni come fossero ‘bombe’, una pressione che non avvertivamo da parecchio”, rileva Giovanni. E non manca chi, come Luigi Monaco, denuncia: “Ci sentiamo abbandonati dalla politica locale. Il bradisismo e gli sciami sismici dei Campi Flegrei sono fenomeni noti da anni, non eventi improvvisi. Proprio per questo, la risposta dell’amministrazione non può limitarsi a comunicati di ‘evento in corso’. Oggi mancano azioni concrete di prevenzione, manca un hub di prima accoglienza operativo, e mancano indicazioni chiare e una pianificazione visibile per la gestione dell’emergenza sul territorio. La politica ha il dovere di governare il rischio, non solo di informare quando il rischio si manifesta. Senza scelte concrete, provvedimenti efficaci e strutture reali, i comunicati restano parole e la città resta esposta”.
Una scossa di terremoto di magnitudo 3.5 è stata registrata alle 20:53 sull’alto Appennino tra Romagna e Toscana. La scossa – riporta l’Ingv, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sul suo sito – è stata registrata a 10 chilometri di profondità a 8 chilometri ad Ovest di Verghereto, nel Cesenate e a 9 chilometri da Chiusi della Verna nell’Aretino. Alle 20:25, era stata rilevata, sempre nella zona di Verghereto una scossa di magnitudo 2.4. Non si segnalano danni a persone o cose.
La presidente Sheinbaum è stata costretta a sospendere conferenza stampa
Una scossa di terremoto di magnitudo 6.5 è stata registrata a Città del Messico oggi alle 7.58 locali. Lo ha reso noto il centro sismologico nazionale. Le scosse avvertite nella capitale hanno costretto la presidente Claudia Sheinbaum a sospendere la conferenza stampa quotidiana.
L’epicentro del sisma è stato localizzato a 4 km a nord-nordovest di Rancho Viejo, con una profondità di 35 km. Le coordinate iniziali dell’epicentro sono state individuate a 16.90 gradi di latitudine nord e 99.30 gradi di longitudine ovest.
Pochi minuti dopo, un’altra scossa di terremoto è stata registrata nella regione di Guerrero. Questa volta la magnitudo è stata di 6.2 e l’epicentro si è trovato a una profondità di soli 10 km.
Nella capitale non sono stati segnalati danni materiali né vittime fino ad ora. La Coordinación Nacional de Protección Civil (Coordinamento Nazionale Protezione Civile) ha immediatamente attivato le procedure per valutare i danni nella zona interessata dal sisma e ha stabilito contatti con le unità statali e municipali nonché con gli esperti del Comitato Nazionale Emergenze per effettuare una valutazione preliminare della situazione.
Il sisma, che si è verificato 16:05 italiane nell’Nord-est dell’isola, è stato avvertito in oltre sei regioni, tra cui la capitale Taipei
Potente terremoto a Taiwan oggi: magnitudo 6.6
Un terremoto di magnitudo 6,7 ha colpito oggi 27 dicembre 2025 il nord-est di Taiwan alle 23:05 locali (16:05 italiane), nella provincia di Yilan. Lo riporta l’emittente locale Tvbs citando l’Agenzia meteorologica giapponese, che ha confermato che le forti scosse sono state avvertite in oltre sei regioni di Taiwan – tra cui la capitale Taipei – e su alcune isole giapponesi, tra cui Ishigaki e Iriomote.
La centrale unica di risposta Nue 112 e la sala operativa regionale presso la centrale operativa della Protezione civile a Palmanova non hanno ricevuto segnalazioni di danni a persone o a cose
CLAUT (PORDENONE) – La terra torna a tremare in Friuli con una scossa di terremoto di magnitudo 3.1 della scala Richter con epicentro a Claut ma sentita da Belluno a Udine.
La scossa è stata stata registrata ieri sera verso le 21.45 nel Pordenone
Secondo le rilevazioni effettuate dai tecnici dell’Ogs-Crs per la Protezione civile della Regione Friuli Venezia Giulia, il sisma è avvenuto a 12 km di profondità, con epicentro nell’abitato di Claut, in alta Valcellina.
La centrale unica di risposta Nue 112 e la sala operativa regionale presso la centrale operativa della Protezione civile a Palmanova non hanno ricevuto richieste di informazioni né segnalazioni di danni a persone o a cose.
La sala operativa regionale non ha inoltre ricevuto informazioni di danni da parte dei Comuni e dei Comandi provinciali dei vigili del fuoco. Il sisma è stato comunque avvertito in una zona piuttosto ampia, compresa la pedemontana pordenonese, una parte della provincia di Belluno e di Udine.
Secondo quanto raccolto dall’INGV a Roma, sisma è stato localizzato da: Sala Sismica INGV-Roma
Terremoto di magnitudo 5.8 nel mar Ionio, la potente scossa a 18km di profondità nella notte
Nella notte del 16 dicembre, un terremoto di magnitudo 5.8 è stato registrato sul Mar Ionio Meridionale, alle ore 00.41 italiane. Con coordinate geografiche (lat, lon) 37.5293, 20.2377 e più verso la Grecia, ad una profondità di 18 km, il sisma è stato localizzato da: Sala Sismica INGV-Rom
Terremoto di magnitudo mb 5.1 del 16-12-2025 ore 00:41:49 (Italia) in zona: Mar Ionio Meridionale (MARE)
La violenta scossa è stata registrata nella prefettura di Aomori, nel nord del Paese, con epicentro a 20 km di profondità. Si tratta del secondo sisma di elevata intensità nel giro di pochi giorni
L’epicentro del terremoto in Giappone (Fonte Ingv)
Trema la terra in Giappone. Un violento terremoto di magnitudo 6.7 ha colpito il nord del Paese, facendo scattare inizialmente l’allerta tsunami. Nelle ore successive le autorità giapponese hanno revocato l’allerta. L’agenzia meteorologica del Giappone (Jma) aveva diffuso l’allerta per possibili onde fino a un metro lungo la costa settentrionale pacifica. La stessa agenzia ha reso noto che si sono registrate finora due onde di 20 centimetri in due diverse località.
La scossa – Secondo le informazioni fornite dall’Ingv, il terremoto è stato registrato nella prefettura di Aomori, a nord del Giappone, alle ore 11:44 locali (3:44 in Italia) con epicentro nelle acque a circa 20 chilometri di profondità. Lo rende noto la Japan meteorological agency (Jma), che ha lanciato un allarme tsunami, misurando poi l’intensità della scossa in 4 sulla scala nipponica massima di 7 livelli. L’epicentro del sisma di oggi è stato registrato a 130 chilometri dalla città di Kuji nella prefettura di Iwate sull’isola principale di Honshu.
Si tratta del secondo sisma di elevata intensità nel giro di pochi giorni: martedì scorso il Giappone era stato colpito da un altro terremoto di magnitudo 7.6. Secondo l’emittente pubblica Nhk, l’intensità della scossa è stata inferiore rispetto a quella di inizio settimana, che ha fatto cadere oggetti dagli scaffali, danneggiato le strade, frantumato vetrate e scatenato onde di tsunami fino a 70 centimetri. L’Autorità di regolamentazione nucleare ha sottolineato che non sono state rilevate anomalie nelle strutture nucleari della regione.
L’epicentro del terremoto in Giappone (Fonte Ingv)
Al momento non si registrano danni a persone o cose. Una scossa di magnitudo 4 aveva colpito il comune lo scorso 25 ottobre
Rilevazione di un terremoto
Una scossa di terremoto di magnitudo 3.0 è stata registrata un minuto dopo la mezzanotte di oggi martedì 9 dicembre a Montefredane, in provincia di Avellino, dove il 25 ottobre c’era già stato un evento sismico, ma di magnitudo 4.
Scuole chiuse – L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha rilevato il movimento sismico, che è stato avvertito dalla popolazione, a una profondità di 11 chilometri. “Al momento non si registrano danni a persone o cose“, ha comunicato nella notte il sindaco del comune irpino, Ciro Aquino in un post social, in cui ha spiegato di essersi “subito messo in contatto con la Prefettura di Avellino” e di aver “emanato un’ordinanza di chiusura della scuola, in via precauzionale, per la giornata di oggi” al fine di “effettuare – si legge nel provvedimento – le verifiche tecniche di integrità strutturale degli edifici“.
Il sindaco ha aggiunto: “A quanti mi hanno scritto, desidero rassicurare che la situazione sembra sotto controllo. Le verifiche più accurate saranno effettuate con la luce del giorno“.
“Era trascorso appena un minuto dalla mezzanotte quando la terra è tornata a tremare con una scossa di magnitudo 3.0. Tanta paura, molti cittadini si sono svegliati di soprassalto, soprattutto dopo tre giorni di festa, Fiano&Fuoco, e di spensieratezza, durante i quali la nostra comunità si era animata per l’iniziativa di valorizzazione dei prodotti tipici e delle tradizioni locali. E invece, ancora una volta, il terremoto è tornato a farsi sentire qui a Montefredane, a circa quaranta giorni dagli eventi del 28 e 29 ottobre”, ha riferito ancora Aquino aggiungendo: “Ci siamo immediatamente attivati per monitorare la situazione e capire ciò che stesse accadendo. Eravamo già pronti ad adottare tutte le misure necessarie, perché in queste settimane abbiamo lavorato per mettere in piena efficienza la nostra macchina organizzativa. Presso il Comune sono giunti subito i volontari della Misericordia e della Croce Rossa. Abbiamo disposto, in via precauzionale, la chiusura delle scuole. Nel frattempo, abbiamo installato nuove centraline di monitoraggio sugli edifici pubblici e abbiamo avviato l’installazione delle centraline anche nel Castello Caracciolo, per un controllo più approfondito delle scosse sismiche”, ha proseguito il sindaco nella sua comunicazione.
“È naturale essere preoccupati, ma siamo in costante contatto con gli organi istituzionali e con la Prefettura, con cui ho parlato immediatamente, già nelle prime ore della notte. Resta comprensibilmente un clima di inquietudine, perché queste scosse che si ripresentano dopo quaranta giorni alimentano timori nella popolazione. Speriamo che nelle prossime ore la situazione torni completamente alla normalità e che già domani si possano riaprire senza problemi gli edifici scolastici“, ha concluso
Sei scosse da ieri sera: quella più forte, di magnitudo 2.5, è stata registrata tra Cesena e Arezzo alle ore 3.36
Terremoto di magnitudo ML 2.5 è avvenuto nella zona: Verghereto (FC)
Uno sciame sismico è in corso da ieri sera tra Romagna e Toscana.
Alle 5.30 del mattino sono state registrate sei scosse di terremoto, a partire dalle 22:38. Di queste, la più rilevante è stata alle 3:36 ed ha avuto magnitudo 2.5.
L’epicentro degli eventi sismici è tra il comune romagnolo di Verghereto (Forlì-Cesena) e quello toscano di Chiusi della Verna.
Terremoto oggi in Emilia-Romagna, scosse nella notte nel Parmense
articolo:
Sisma avvertito dalla popolazione: si è verificato a una profondità di 9 km con epicentro a Corniglio, in Appennino. Magnitudo 3.2 e 2.5
L’epicentro della scossa di terremoto in Emilia del 2 novembre 2025 (foto Ingv, Openstreetmap)
Lievi scosse di terremoto, di magnitudo 3.2 e 2.5, sono state rilevate poco dopo la mezzanotte dall’Ingv, Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, in Emilia Romagna, in provincia di Parma.
L’epicentro delle scosse del 2 novembre 2025 – L’epicentro si trova nel paese di Corniglio, un centro montano medioevale con poco più di 1700 abitanti, a 43 chilometri dalle città di Parma e di Carrara.
Il sisma di magnitudo più elevata si è verificato a una profondità di 9 Km, riporta l’Ingv, a 7 Km da Monchio delle Corti, a 9 Km da Berceto e a 10 Km da Palanzano.
Diversi utenti sui social dichiarano di aver avvertito la scossa più forte, che è stata di breve durata.
Lo sciame sismico di febbraio 2024 in Appennino – Uno sciame sismico importante aveva interessato l’Appennino in provincia di Parma nell’inverno dell’anno scorso, nella zona tra Langhirano, Calestano e Frassinoro (intorno alla faglia del Monte Bosso) e dovuto ai movimenti della catena montuosa verso nord-est.
Una scossa di magnitudo 3.6 è stata registrata dall’Ingv a Messina alle 23:16. La profondità stimata è di circa 49 km. L’epicentro è situato a sette chilometri a nord di Itala, a circa venti minuti a sud ovest dalla città dello Stretto. Al momento non ci sono segnalazioni di possibili danni a persone o edifici
Il sisma è stato registrato a circa 35 chilometri da Khulm, nei pressi della città di Mazar-e-Sharif, nella provincia di Balkh
Tgcom24
Un terremoto di magnitudo 6.3 ha colpito il nord dell’Afghanistan. Secondo quanto comunicato dallo United States Geological Survey (USGS), il sisma è stato registrato a circa 35 chilometri da Khulm, nei pressi della città di Mazar-e-Sharif, nella provincia di Balkh. L’agenzia Usa precisa che la profondità dell’evento sismico è stata di circa 10 chilometri.Le scosse sono state percepite anche a Kabul, la capitale, situata a centinaia di chilometri di distanza dall’epicentro. Al momento non sono state diffuse informazioni ufficiali su eventuali danni o vittime.
L’Euro-Mediterranean Seismological Centre (Emsc) ha confermato che l’epicentro della scossa, che è avvenuta alle 00.58 ora locale (le 20.28 in Italia), è stato localizzato a 10 chilometri di profondità, mentre la distanza da Khulm sarebbe di 20.
I precedenti – I terremoti sono comuni nel Paese, in particolare lungo la catena montuosa dell’Hindu Kush, vicino al punto di incontro tra le placche tettoniche euroasiatica e indiana. Dal 1900, l’Afghanistan nord-orientale è stato colpito da 12 terremoti di magnitudo superiore a 7, secondo Brian Baptie, sismologo del British Geological Survey.
Un sisma di magnitudo 6 avvenuto il 31 agosto 2025 nell’Afghanistan orientale, vicino al confine con il Pakistan, aveva ucciso più di 2.200 persone. Il 7 ottobre 2023, un terremoto di magnitudo 6,3 seguito da forti scosse di assestamento causò almeno 4.000 morti, secondo il governo talebano.
Il sisma è avvenuto nella zona occidentale del Paese a una profondità di 10 km
Un terremoto di magnitudo 6.1 ha colpito la zona occidentale della Turchia. Lo ha riferito il Centro tedesco di ricerca per le geoscienze (GFZ). Il sisma è stato registrato nella città di Sindirgi a una profondità di 10 km. L’Agenzia turca per la gestione dei disastri (AFAD) ha dichiarato che il sisma è stato avvertito anche in molte altre città, tra cui Istanbul e Smirne. Al momento non sono state segnalate vittime.
Notte di paura in Campania, dove la terra ha tremato per tre volte in poche ore. L’Irpinia è tornata a rivivere momenti di apprensione, ma fortunatamente senza conseguenze gravi.
Un terremoto di magnitudo 4.0 è stato registrato sabato sera, alle 21.49, con epicentro a un chilometro da Montefredane, in provincia di Avellino. La scossa, chiaramente avvertita anche nei comuni limitrofi, ha spinto centinaia di persone a lasciare le proprie abitazioni per riversarsi in strada. Dieci minuti dopo, alle 21.59, una seconda scossa di magnitudo 2.0 è stata localizzata a Prata di Principato Ultra, a una profondità di 19 chilometri. Infine, alle 22.08, la terra ha tremato di nuovo: un nuovo evento sismico di magnitudo 2.4, sempre con epicentro a Montefredane, è stato registrato a 11 chilometri di profondità.
Secondo gli esperti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), le scosse sarebbero legate alle faglie regionali dell’Irpinia, un’area storicamente sismica, e non avrebbero alcuna correlazione con l’attività del Vesuvio o dei Campi Flegrei, dove in serata si è comunque registrato un lieve evento di magnitudo 3.1.
La paura, però, è stata tanta. Nel centro di Avellino decine di persone hanno passato la notte in auto o all’aperto, temendo ulteriori scosse. La Protezione Civile regionale e i Vigili del Fuoco hanno immediatamente attivato i protocolli di emergenza, allestendo due centri di accoglienza nelle scuole cittadine per chi non ha voluto fare ritorno a casa. “Non si registrano danni né a persone né a edifici”, ha rassicurato Italo Giulivo, capo della Protezione civile della Campania, mentre i Vigili del Fuoco, guidati da Mario Bellizzi, hanno avviato controlli sugli edifici pubblici e sulle strutture più esposte.
Per precauzione, i sindaci di Avellino, Montefredane e dei comuni vicini — tra cui Grottolella, Altavilla Irpina, Capriglia Irpina e Atripalda — hanno disposto la chiusura delle scuole per lunedì 27 ottobre.
A complicare la situazione, un’ondata di maltempo ha interessato la zona nella stessa notte: forti piogge e vento hanno spinto la Protezione civile a diramare un’allerta meteo. Una notte difficile, dunque, per l’Irpinia, che torna a fare i conti con la paura del terremoto, ma anche con la consapevolezza di una risposta tempestiva ed efficace delle autorità locali.
Terremoto Campi Flegrei, scossa di magnitudo 3.1 nella notte. In Irpinia lo sciame sismico fa registrare altri eventi
In diversi comuni della provincia di Avellino molta gente ha preferito dormire in strada. Ma la Protezione Civile tranquillizza: nessun danno
Trema tutta la Campania, con due distinti – e assolutamente non collegati – epicentri sismici. Da oramai quasi due giorni, la provincia di Avellino è interessata da una serie di eventi tellurici, con la scossa più forte ieri sera – 25 ottobre alle 21.49 – di magnitudo 4 avvertita in tutta la regione. Qualche ora dopo, si è fatto sentire anche l’altro fronte sismico campano: quello dei Campi Flegrei.
A mezzanotte e 51 minuti, con epicentro nell’area della Solfatara, gli strumenti dell’Osservatorio Vesuviano hanno registrato una scossa di magnitudo 3.1. La più forte di una lunga serie, alcune decine, che nella notte si sono susseguite seppur con intensità molto bassa. E solo qualcuna che ha superato la magnitudo 1 a una profondità di due chilometri nel sottosuolo.
La scorsa settimana era già stato registrato uno sciame sismicocon oltre 60 scosse. E sempre ad ottobre, il 5, una scossa di intensità 3.3 era stata avvertita in maniera nitida dalla popolazione. Ma le scosse più forti nell’area dei Campi Flegrei sono state registrate sempre quest’anno: una di magnitudo 4.4, il 13 maggio poco dopo mezzogiorno; l’altra più potente il 13 marzo di intensità 4.6. Quest’ultima la più forte mai registrata nella zona.
In Irpinia, invece, oltre al terremoto di magnitudo 4 avvertito ieri in tutta la Campania e anche nella provincia di Foggia con epicentro a Montefredane, si sono susseguite altre scosse. In sequenza, alle 21.59 un sisma di magnitudo 2 con epicentro a Prata di Principato Ultra e alle 22.08 ancora a Montefredane con magnitudo 2.4. Infine alle 2.45 l’ultima scossa importante di intensità 2.1.
Molta gente, in provincia di Avellino, ha preferito dormire in auto o nei centri di accoglienza predisposti dai comuni. Ma, comunque, dalla Protezione Civile è stato confermato che non ci sono danni rilevanti. In ogni caso, nel corso di una riunione in Prefettura ad Avellino, è stato deciso che lunedì 27 ottobre le scuole resteranno chiuse.
La terra ha tremato alle 14:40 di venerdì. La scossa è stata percepita distintamente anche in provincia di Napoli
credits: Global Quake
La terra torna a tremare in Campania. Una forte scossa di terremoto si è verificata alle 14:40 di oggi, venerdì 24 ottobre, con epicentro localizzato in provincia di Avellino, a 16 chilometri di profondità. La magnitudo, inizialmente stimata compresa tra 3.4 e 3.9, è stata rivista dall’Ingv a 3.6.
Earthquake alert system
La scossa sismica è stata avvertita distintamente in alcune zone della provincia di Napoli e di Caserta, senza contare la provincia di Salerno, più vicina all’avellinese. Il sisma non avrebbe ragioni vulcaniche non essendo legato né al Vesuvio, né ai Campi Flegrei.
L’Ogs, l’Istituto nazionale di Oceanografia e Geofisica sperimentale di Trieste, ha registrato alle ore 09:43 un terremoto di Magnitudo 3.1 a 8 chilometri Sud-Sud Est di Verzegnis (Udine), alla profondità di 10,2 chilometri.
Cile, scossa di magnitudo 7.8, l’epicentro del sisma a circa 263 chilometri a nord-ovest della base Presidente Eduardo Frei Montalva, nel canale di Drake
Un violento sisma ha colpito la regione cilena di Magallanes e l’Antartide, spingendo le autorità a dichiarare lo stato di precauzione per rischio tsunami. L’epicentro è stato individuato nel canale di Drake, tra capo Horn e le isole Shetland Meridionali. Al momento non si segnalano danni né interruzioni dei servizi. Evacuate in via preventiva le aree costiere dell’Antartide cilena, mentre le squadre di emergenza sono al lavoro per verificare eventuali conseguenze
Un forte terremoto di magnitudo 7,8 ha scosso nel pomeriggio la regione cilena di Magallanes e l’Antartide, senza che al momento si registrino danni né interruzioni nei servizi essenziali. Lo rendono noto i principali media del Paese andino. Secondo il Centro sismológico cileno (Csn), l’epicentro del sisma è stato localizzato circa 263 chilometri a nord-ovest della base Presidente Eduardo Frei Montalva, nel canale di Drake, il tratto di mare che separa capo Horn, l’estremità più meridionale dell’America meridionale, dalle isole Shetland Meridionali, in Antartide, collegando l’Oceano Pacifico con l’Atlantico.
Potenziale rischio tsunami – A seguito del movimento tellurico, il Servizio idrografico e oceanografico della Marina cilena ha dichiarato lo “stato di precauzione” per il territorio antartico cileno, a causa del rischio potenziale di tsunami. Il Senapred, l’organismo cileno di gestione delle emergenze, ha disposto l’evacuazione preventiva delle aree costiere e delle spiagge dell’Antartide cilena. Le autorità continuano a monitorare la situazione, mentre squadre di emergenza e personale militare verificano eventuali danni nelle basi presenti nella zona.
Il sisma è stato localizzato con epicentro in mare
Terremoto nelle Filippine. Fonte ingv
Un terremoto di magnitudo 7.4 ha colpito oggi, 10 ottobre, le Filippine meridionali. Il sisma è stato localizzato con epicentro in mare a circa 20 chilometri dalla città di Manay, nella regione di Mindanao, alle 9.43 locali. L’ufficio sismico locale che ha dichiarato che si prevedono danni e scosse di assestamento. È stata diramata un’allerta tsunami “con onde di altezza tale da mettere in pericolo vite umane“. Ci sarebbe almeno una vittima. Diversi gli edifici crollati.
Terremoto nelle Filippine. Fonte Usgs
Terremoto nelle Filippine, è allerta tsunami – Gli esperti dell’Istituto filippino di vulcanologia e sismologia sono stati chiari, prevedono “uno tsunami distruttivo con onde di altezza tale da mettere in pericolo vite umane” sulla costa orientale dell’arcipelago, ha avvertito. L‘agenzia ha esortato i residenti delle zone costiere colpite a evacuare “immediatamente verso zone più elevate o a spostarsi nell’entroterra“.
Lingua originale: spagnolo. Traduzione di Google Forte terremoto nelle Filippine | Rapporto sismico n. 2 [Aggiornato] Oggi alle 01:43:59 (UTC) | 22:43:59 (CL) si è verificato un evento sismico di magnitudo 7,4 Mww, l’epicentro si trova a circa 20 chilometri dalla città di Santiago, nelle Filippine, la profondità/ipocentro è di circa 58,1 chilometri secondo le informazioni fornite dal Servizio sismico degli Stati Uniti. Sono previste scosse di assestamento moderate a causa della magnitudo dell’evento sismico, che si prevede si protraggano per giorni o settimane. L’evento è di origine subduttiva (interazione tra placche) e la faglia è in direzione nord-sud, di tipo inverso secondo il meccanismo focale fornito dall’USGS. Sono state segnalate intensità elevate nella regione epicentrale, con magnitudo pari all’VIII grado della scala Mercalli. A Davao, sono state segnalate anche interruzioni di corrente, internet e comunicazioni e intensità da forti a molto forti (da VI a VII grado). Sono probabili danni, soprattutto alle infrastrutture deboli o non resistenti ai terremoti, dove i danni potrebbero essere più gravi. [Immagine 2] PHIVOLCS ha dichiarato un’allerta tsunami per Samar, Dinagat, Davao Oriental, Leyte, Surigao del Norte e Surigao del Sur. Si dichiara l’immediata evacuazione della zona costiera, in particolare della zona occidentale entro un raggio di circa 300 chilometri dall’epicentro. [Immagine 3] .
⚠Fuerte Terremoto en Filipinas 🇵🇭 | Reporte Sísmico N°2 [Actualizado]
➡Un evento sísmico ocurrió hoy a las 01:43:59 (UTC) | 22:43:59 (CL) la magnitud es de 7.4 Mww, su epicentro está ubicado a unos 20 kilómetros de la ciudad Santiago, Filipinas, la profundidad/hipocentro de… pic.twitter.com/6wvH6uECIu
Il presidente filippino Ferdinand Marcos Jr. ha ordinato l’evacuazione delle aree costiere. “Stiamo lavorando senza sosta per garantire che gli aiuti raggiungano tutti coloro che ne hanno bisogno“, ha detto Marcos.
Traduzione di Google Terremoto: magnitudo 7,4, 20 km a est di Santiago, #Filippine Immagini su http://x.com/ che mostrano l’intensità del #terremoto nelle #Filippine.
SENIGALLIA – Una forte scossa diterremotoè stata distintamente avvertita lungo tutta la costa centro-settentrionale delleMarche. L’epicentro della scossa di Magnitudo 4.2 (inizialmente era stata stimata da Ingv in 4.4, poi è stata declassata di due punti) è stato localizzato, alle 12.13, nel tratto di mare a poco più di 30 km al largo di Pesaro e Fano, ma ha creato un certo allarme anche nella zona costiera della provincia di Ancona. La scossa ha avuto origine a circa 8 km di profondità. Non ci sono notizie di danni consistenti a persone o cose. A Senigallia, in alcunescuole, gli alluni sono stati fatti uscire in anticipo. Evacuata la scuola De Amicis di corso Amendola ad Ancona, dove c’è anche la scuola materna Piaget.
Lo sciame sismico –Poco più tardì, alle 12.22, si è verificata una scossa più piccola (magnitudo 2.5) con il medesimo epicentro a 6 km di profondità. Alle 12.50 la terza replica: epicentro leggermente più a sud di quelle precedenti e magnitudo 1.7, infine alle 14.15 un 1.8 a 10 km di profondità.
La mappa della sismicità – Dalla mappa della sismicità dal 1985 ad oggi – si legge sul sito Ingv – notiamo che l’epicentro di questo terremoto ricade nell’area della sequenza sismica del novembre/dicembre 2022, che ha fatto registrare due importanti terremoti di magnitudo superiore a 5.0, entrambi il 9 novembre del 2022 (Mw 5.5 e Mw 5.2).
In particolare il terremoto di magnitudo Mw 5.5 delle 07:07 del mattino del 9 novembre ha avuto risentimenti molto estesi in un’area molto vasta dell’Italia centro settentrionale, in particolare lungo la costa Adriatica, dal Friuli alla Puglia. Questo evento è stato seguito a distanza di circa un minuto da un secondo terremoto di magnitudo Mw 5.2 alle 7:08 ora italiana. La quasi concomitanza dei due eventi è stata percepita dalla popolazione come un unico evento di lunga durata.
La sequenza sismica fece registrare nei giorni e mesi successivi centinaia di eventi, superando, in alcuni casi, magnitudo 4.0 come per quello del 13 settembre 2023 (Mw 4.0).
Alle 23.28 di ieri un evento di lieve intensità è stato registrato a ovest dell’isola che si trova di fronte il capoluogo siciliano. Il presidente dell’Ingv: “Si tratta notoriamente una zona in cui la parte nord della Sicilia sta convergendo con la parte meridionale del Tirreno generando movimenti di tipo compressivo”
L’epicentro del terremoto delle 23.29 di ieri sera al largo di Ustica
La terra continua a tremare lungo la fascia tirrenica tra il Messinese e il Palermitano. Sono 15, l’ultima alle 3 di stanotte, le scosse di terremoto registrate dall’Ingv, istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, dopo quella più intensa di magnitudo 4.8 delle 16.19 di ieri. Un evento, molto lieve, è stato segnalato alle 23.28 di ieri al largo di Ustica, tutti gli altri con epicentro in mare non lontano da Filicudi e Alicudi, le isole delle Eolie più vicine a Palermo.
Il presidente dell’Ingv, Carlo Doglioni ha detto che i terremoti sono dovuti al movimento di convergenza tra la parte settentrionale della Sicilia e la parte meridionale del Tirreno. “La zona colpita si trova in una fascia che corre da est verso ovest, grossomodo dalle Eolie a Ustica, che è notoriamente una zona in cui la parte nord della Sicilia sta convergendo con la parte meridionale del Tirreno generando terremoti di tipo compressivo“, ha affermato Doglioni. “È escluso ogni tipo di legame con i recenti terremoti di Santorini, che invece rientrano in un contesto geodinamico completamente distinto e separato. L’evento rilevato alle Eolie, come osserva il direttore dell’Osservatorio Etneo di Catania Stefano Branca, è stato di media intensità e profondità, in linea con l’attività sismica della zona interessata“, ha aggiunto Doglioni.
“La zona interessata dalla sequenza sismica in corso – si legge in un report dell’Ingv diffuso dopo la forte scossa di ieri pomeriggio – appartiene a una più ampia fascia di deformazione ben nota per la sismicità precedente. Si tratta di una fascia orientata in senso circa est-ovest che corre parallelamente alla costa settentrionale siciliana (30-50 chilometri a nord di essa) che in passato ha avuto terremoti di magnitudo fino a circa 6, tra i quali ricordiamo quello al largo di Palermo nel settembre 2002“.
Non sono al momento giunte segnalazioni di danni o crolli di edifici
Turchia: un terremoto di magnitudo mwp 5.3 vicino Istanbul
Un sisma di magnitudo 5.1 si è verificato nel Mare di Marmara facendo tremare la metropoli di Istanbul. In base a quanto reso noto dalla protezione civile turca la scossa tellurica ha avuto luogo alle 14,55 ora locale, le 13,55 in Italia. La prefettura di Istanbul ha emesso un comunicato con cui specifica che non sono al momento giunte segnalazioni di danni o crolli di edifici. La protezione civile è ora al lavoro per controllare edifici considerati potenzialmente a rischio.
Non si esclude che il bilancio delle vittime possa aggravarsi. L’istituto di vulcanologia e sismologia (Phivolcs) ha segnalato più di 600 scosse di assestamento
Violento terremoto nelle Filippine – (Afp)
E’ di almeno 69 morti il bilancio delle vittime del forte terremoto che martedì ha colpito la zona centrale delle Filippine. Le ultime notizie parlano di edifici distrutti,blackout. Più di 140 persone sono rimaste ferite a causa del sisma di magnitudo 6.9 che ha colpito la provincia centrale di Cebu e le province limitrofe, hanno confermato le autorità che non escludono possa aggravarsi il bilancio delle vittime e che evidenziano come la priorità siano al momento le operazioni di ricerca e soccorso, soprattutto a Bogo City.
Qui sono morte 30 delle vittime. Altre 22 persone hanno perso la vita a San Remigio. Cinque persone sono morte per il crollo di un impianto sportivo. “Stavano giocando a pallacanestro all’interno della struttura, quando è crollata“, ha detto il capitano della Polizia, Jan Ace Elcid Layug.
L’istituto di vulcanologia e sismologia (Phivolcs) ha segnalato più di 600 scosse di assestamento, la più forte di magnitudo 4.8, dopo il terremoto di magnitudo 6.9 registrato ieri al largo della costa delle Filippine con epicentro, secondo i primi dati che arrivavano dall’Usgs (Us Geological Survey), a circa 11 chilometri a est-sudest della zona di Calape, nella provincia di Bohol.
L’epicentro è stato registrato a circa 11 chilometri a est-sudest della zona di Calape
Un terremoto di magnitudo 6.9 è stato registrato oggi, martedì 30 settembre, al largo della costa delle Filippine. L’epicentro, secondo l’Us Geological Survey, è stato registrato a circa 11 chilometri a est-sudest della zona di Calape, nella provincia di Bohol con una popolazione di circa 33mila persone.
L’ufficio di sismologia locale ha avvertito di una possibile “lieve alterazione del livello del mare” e ha chiesto agli abitanti delle isole di Leyte, Cebu e Bilirandi “stare lontani dalla spiaggia“. “Non c’è alcun rischio tsunami collegato a questo terremoto“, hanno fatto sapere dal Centro allerta tsunami nel Pacifico. I dati iniziali parlavano di magnitudo 7, che è stata poi corretta. Non ci sono al momento notizie di conseguenze a causa del sisma.
Un terremoto di magnitudo 4.3 ha colpito Berkeley, in California, nelle prime ore del mattino (circa mezzogiorno in Italia. Lo fa sapere l’Istituto statunitense per il monitoraggio dei terremoti (Usgs).
Al momento non si ha notizia di vittime o danni ma la scossa è stata chiaramente avvertita a San Francisco e in tutta la baia. Il sisma – precisa l’Usgs, è stato registrato alle 2:56 ora locale a una profondità di circa 7,6 chilometri. E’ stato attivato il sistema di allerta terremoti.