Proposta dei meloniani sul maresciallo. Emendamento dem rilancia sul Duce
Si profila un duello su Tito e Mussolini in Parlamento. Nei mesi scorsi la proposta di Fratelli d’Italia di revocare al maresciallo croato l’onorificenza di Cavaliere di gran Croce al merito della Repubblica, ora un emendamento del Pd che rilancia: allora estendiamo la cancellazione post mortem anche a chi è Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia. Ovvero Mussolini ed alcuni gerarchi fascisti.
Dunque non può fregiarsi di titoli della Repubblica chi si è macchiato di crimini di guerra.Le foibe per Tito, le leggi razziali o le imprese coloniali per il duce, a cui il titolo di Cav era stato conferito nel 1936 proprio per la guerra in Etiopia (campeggia sul sito del Quirinale).
Via alle medaglie a entrambi, dunque? Il dibattito, che si annuncia rovente, è destinato a entrare nel vivo in questi giorni. Con la modifica Pd che potrà essere votata in commissione Affari Costituzionali alla Camera già la prossima settimana, a partire da martedì 12. Mentre il testo è calendarizzato in Aula a partire dal 18 marzo.
Walter Rizzetto, presentando la proposta FdI, sostiene che è un “paradosso che la Repubblica da un lato riconosca il dramma delle foibe”, mentre “dall’altro, annoveri tra i suoi più illustri insigniti proprio chi ordinò la pulizia etnica degli italiani in Istria e nell’Adriatico orientale”.
A ridosso del Giorno del Ricordo, il vicecapogruppo FdI alla Camera, Augusta Montaruli, aveva plaudito alla “proposta che revocherà l’onorificenza al sanguinario maresciallo Tito” definendolo “un importante passo in avanti verso un passaggio storico inevitabile per la storia repubblicana”.
Mentre in un’intervista a Repubblica, il deputato triestino Gianni Cuperlo accusò la destra di negazionismo sui crimini fascisti. “La revoca delle onorificenze a chi si è macchiato di crimini crudeli e contro l’umanità – aveva ammonito l’esponente Pd nei giorni scorsi – ci vede concordi ma non sia un modo per piegare la storia con ricostruzioni partigiane che hanno tutto il sapore del revisionismo“. Lo stesso Cuperlo è tra i promotori dell’emendamento dem, a prima firma della capogruppo Simona Bonafè.
Tra le altre proposte, c’è quella di Alleanza verdi sinistra che aggiunge la cancellazione per chi si è macchiato “di disastri ambientali“, mentre Italia viva la vorrebbe anche per “chi sia stato condannato in via definitiva per genocidio“
Il Giorno del ricordo è una solennità civile nazionale italiana, celebrata il 10 febbraio di ogni anno, che ricorda i massacri delle foibe e l’esodo giuliano dalmata. Istituita con la legge 30 marzo 2004n. 92, vuole “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale“.
Al Giorno del ricordo è associato il rilascio di una medaglia commemorativa destinata ai parenti delle persone soppresse e infoibate in Istria, a Fiume, in Dalmazia o nelle province dell’attuale confine orientale dall’8 settembre 1943, data dell’annuncio dell’entrata in vigore dell’armistizio di Cassibile, il 10 febbraio 1947, giorno della firma dei trattati di pace di Parigi. Sono esclusi dal riconoscimento coloro che sono stati uccisi mentre facevano volontariamente parte di formazioni non a servizio dell’Italia.
La data prescelta è il giorno in cui, nel 1947, furono firmati i trattati di pace di Parigi, che assegnavano alla Jugoslavia l’Istria, il Quarnaro, la città di Zara con la sua provincia e la maggior parte della Venezia Giulia, in precedenza facenti parte dell’Italia.
Giorno del Ricordo 2022 – Live da Trieste e Basovizza
Giorno ricordo: Mattarella, impegno di civiltà rinnovare memoria
L’Italia ricorda gli esuli e la tragedia delle foibe
“Il Giorno del Ricordo richiama la Repubblica al raccoglimento e alla solidarietà con i familiari e i discendenti di quanti vennero uccisi con crudeltà e gettati nelle foibe, degli italiani strappati alle loro case e costretti all’esodo, di tutti coloro che al confine orientale dovettero pagare i costi umani più alti agli orrori della Seconda guerra mondiale e al suo prolungamento nella persecuzione, nel nazionalismo violento, nel totalitarismo oppressivo“.
Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del Giorno del Ricordo.
L’Italia del ricordo e degli esuli comincia le celebrazioni oggi alle 9.30 con la deposizione di corone alla Foiba n.149 di Monrupino; poi le autorità si trasferiranno poco lontano, sempre sul Carso, a Basovizza, per la cerimonia di commemorazione al Sacrario della Foiba – Monumento Nazionale, dove, oltre alle autorità locali, sono attesi i rappresentanti del Comitato per i Martiri delle Foibe e delle Associazioni con schieramento di labari e medaglieri e gonfaloni.
La Presidente Soldi: “Nostro dovere omaggiare le vittime di una persecuzione feroce”
“Il Servizio pubblico ha il compito di mantenere alta la partecipazione degli italiani al ricordo degli eventi drammatici della propria storia. Anche quest’anno, nel Giorno del Ricordo, la Rai è impegnata a testimoniare i massacri delle Foibe e le vicende degli esuli giuliano dalmati. Un modo per rendere omaggio a chi fu vittima di una persecuzione feroce e per disinnescare, con un’informazione autorevole, verificata e pluralista, le polemiche che spesso hanno accompagnato il racconto di questa dolorosa pagina del nostro passato, a lungo rimossa“. Così la Presidente Rai, Marinella Soldi, nel commentare il palinsesto dedicato alla ricorrenza di quella che è una pagina tragica della storia italiana, protagonista una terra ferita e contesa, schiacciata dalle tensioni di confine in una Italia ai bordi della Cortina di Ferro. Istria e la Dalmazia tra il 1943 e il 1947 divennero teatro di stragi, di vite risucchiate nel buio delle foibe, le cavità carsiche di cui è costellato il territorio della Venezia Giulia, luogo da cui partirono in migliaia temendo per la propria sopravvivenza. Il Parlamento ha scelto la giornata del 10 febbraio come Giorno del Ricordo, in memoria delle vittime delle foibe e degli esuli giuliano-dalmati, e la Rai dedicherà trasmissioni, approfondimenti e una programmazione speciale su tv, radio e web a questa ricorrenza. Tutte le testate, tg e giornali radio, saranno impegnate con servizi sulle cerimonie, interviste ai testimoni ancora viventi e ricostruzione dei fatti storici. Fino al 10 febbraio verrà anche programmato su tutte le reti lo spot realizzato appositamente per il Giorno del Ricordo. Rai1 tratterà il tema nelle sue trasmissioni: “UnoMattina”, “Oggi è un altro giorno” e “Porta a Porta” per poi tornare sull’argomento il 12 febbraio con “UnoMattina in famiglia”. Sarà Rai2, con la cura di Rai Parlamento, a trasmettere in diretta alle 16.00 del 10 febbraio la celebrazione ufficiale nell’Aula di Palazzo Madama. Sempre su Rai2, delle violenze e della migrazione di massa di oltre 250mila persone dal confine orientale si parlerà ne “I fatti vostri”, nello “Speciale Foibe” del Tg2 in onda alle 17.05, a “Tg2 Post” e ad “Anni 20 Notte”, alle 23.00 Su Rai3, alle 13.15 ,verrà trasmesso “Passato e presente – Voci dall’abisso – il dramma giuliano-dalmata tra guerra e dopoguerra” e quindi, in seconda serata, alle 23.05, il documentario “L’ultima spiaggia – Pola tra la strage di Vergarolla e l’esodo”, un lungometraggio su cosa accadde sulla spiaggia di Vergarolla, dove scoppiarono delle mine a cui era stato tolto il detonatore mentre si svolgeva una manifestazione sportiva: morirono più di 80 persone e da allora solo recentemente alcuni documenti desecretati hanno portato elementi a favore della tesi che si sia trattato di un attentato. Rainews24 realizzerà uno speciale in onda alle 9.00 del 10 febbraio, con ospiti in studio Giuseppina Mellace, autrice del libro “Una grande tragedia dimenticata, la vera storia delle Foibe” e lo storico Franco Cardini, con collegamenti in diretta da Trieste e Pola e una intervista a Simone Cristicchi che all’esodo giuliano-dalmata ha dedicato lo spettacolo “Magazzino 18”. La Tgr seguirà le manifestazioni che si terranno nelle varie regioni e particolare sarà l’impegno della Tgr Friuli Venezia Giulia e della Tgr Emilia Romagna che intervisterà testimoni e familiari di chi visse l’esodo e il periodo di paura e omicidi che fece sprofondare nelle foibe circa cinquemila vite umane. Rai Storia dedicherà vari appuntamenti nel corso del 10 febbraio all’approfondimento della ricorrenza con “Il giorno e la storia” e le puntate sul tema di “Passato e Presente”: “Il dramma giuliano dalmata dalla Foibe all’esodo” alle 8.50, “Fiume e l’epurazione di Tito” alle 14.30, “Voci dall’abisso – il dramma giuliano-dalmata tra guerra e dopoguerra” alle 20.30, “Foibe, l’eterno abbandono” alle 23.10 e “Foibe, una violenza senza confini” all’1.10. Alle 21.10 sarà trasmesso “Il Tempo del ricordo. Le foibe e l’esodo istriano-giuliano-dalmata”, per raccontare di posti come Basovizza o Vines, divenuti teatro di fucilazioni e atrocità, e di quei luoghi in cui dopo un lungo e doloroso viaggio gli esuli ricostruirono le loro vite tra difficoltà economiche e sguardi di diffidenza. Su Rai Premium, in seconda serata, anrà in onda la fiction “Il cuore nel pozzo”, con Beppe Fiorello, Leo Gullotta e Anna Liskova, mentre Rai Scuola proporrà lo speciale “Storie di confine: Giorno del Ricordo”, alle 17 e alle 23.30 e Rai Cultura selezionerà filmati d’epoca, testimonianze, voci di intellettuali. Anche su RaiPlay verranno messi in evidenza contenuti per raccontare e approfondire i drammatici fatti di quegli anni: film, fiction, programmi e video dalle teche. Tra le pellicole segnalate “Red land”, sulla storia tragica della giovane Norma Cossetto. Radio3, infine, con “Radio3 Suite” il 10 febbraio manderà in onda uno spettacolo in tema e domenica 13 febbraio trasmetterà il Concerto dalla Cappella Paolina del Quirinale dedicato al Giorno del Ricordo con brani di Gino Paoli, Sergio Endrigo e Gianluca Podio.