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Mercoledì 01 gennaio 2025

| Il messaggio di fine anno di Mattarella: dalla guerra al ricordo di Sammy Basso e Giulia Cecchettin |
| Decimo discorso del capo dello Stato agli italiani nella sera di San Silvestro: Mattarella si è soffermato sulla necessità di pace, “che mai come adesso grida la sua urgenza”, senza dimenticare i problemi della sanità italiana, l’emergenza carceri e la violenza sulle donne. Un pensiero è poi andato alla giornalista Cecilia Sala |
La bimba morta di freddo a Gaza nella notte di Natale e i raid russi che hanno lasciato al buio e al gelo quasi un milione di persone: così il presidente Sergio Mattarella ha iniziato il tradizionale messaggio di fine anno (qui in versione integrale), dedicando una parte rilevante del discorso alla guerra e alle “barbarie che non risparmiano neanche le festività“. “Mai come adesso la pace grida la sua urgenza“, ha scandito il capo dello Stato parlando in piedi dalla sala del lucernaio del Quirinale.
È il decimo discorso che Mattarella rivolge agli italiani nell’ultima sera dell’anno: un record finora insuperato. Le parole di Mattarella hanno insistito sulla necessità di pace, senza mancare di soffermarsi sull’arresto di Cecilia Sala e temi sociali quali la violenza sulle donne e l’allarmante condizione dei detenuti in Italia. Mattarella ha poi menzionato il concetto di patriottismo, un riferimento per il quale la presidente del Consiglio Meloni ha voluto ringraziare il capo dello Stato.
Corsa agli armamenti e cambiamento climatico – Pace “non significa sottomettersi alla prepotenza di chi aggredisce“, ha chiarito Mattarella, sottolineando però la “sconfortante sproporzione” tra la spesa militare che quest’anno ha toccato la cifra record di 2.443 miliardi di dollari, “otto volte di più di quanto stanziato alla recente Cop 29, a Baku, per contrastare il cambiamento climatico, esigenza, questa, vitale per l’umanità“
Il suo pensiero va anche a Cecilia Sala: “Le siamo vicini in attesa di rivederla al più presto in Italia. Quanto avviene segnala ancora una volta il valore della libera informazione. Tanti giornalisti rischiano la vita per documentare quel che accade nelle sciagurate guerre ai confini dell’Europa, in Medio Oriente e altrove. Spesso pagano a caro prezzo il servizio che rendono alla comunità“.
Sammy Basso e Giulia Cecchettin – Mattarella ha ricordato le parole di Papa Francesco nella notte di Natale che hanno fatto “risuonare nel mondo il richiamo alla speranza. Quelle di questa sera sono ore di speranza nel futuro, nell’anno che viene“. E parlando di speranza, Mattarella ha voluto menzionare il coraggio di chi ha trasformato il dolore in una missione per gli altri: “Li ho letti nelle parole di Sammy Basso che insegnano a vivere una vita piena, oltre ogni difficoltà. Si trovano nel rumore delle ragazze e dei ragazzi che non intendono tacere di fronte allo scandalo dei femminicidi. Siamo stati drammaticamente coinvolti nell’orrore per l’inaccettabile sorte di Giulia Cecchettin e, come lei, di tante altre donne uccise dalla barbarie di uomini che non rispettano la libertà e la dignità femminile e, in realtà, non rispettano neppure sé stessi».
Patriottismo e gli 80 anni dalla Liberazione – “Patriottismo“, ha poi spiegato Mattarella dedicando un pensiero all’impegno quotidiano dei cittadini, “è quello dei medici dei pronto soccorso, che svolgono il loro servizio in condizioni difficili e talvolta rischiose. Quello dei nostri insegnanti che si dedicano con passione alla formazione dei giovani. Di chi fa impresa con responsabilità sociale e attenzione alla sicurezza. Di chi lavora con professionalità e coscienza. Di chi studia e si prepara alle responsabilità che avrà presto. Di chi si impegna nel volontariato. Degli anziani che assicurano sostegno alle loro famiglie“.
Ma è patriottismo anche quello di chi, “con origini in altri Paesi, ama l’Italia, ne fa propri i valori costituzionali e le leggi, ne vive appieno la quotidianità, e con il suo lavoro e con la sua sensibilità ne diventa parte e contribuisce ad arricchire la nostra comunità“, ha sottolineato.
Un pensiero è andato agli 80 anni dalla Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, il 25 aprile 2025. Una ricorrenza che dovrà servire a “consolidare e sviluppare le ragioni poste dalla Costituzione alla base della comunità nazionale. È un’impresa che si trasmette da una generazione all’altra. Perché la speranza non può tradursi soltanto in attesa inoperosa. La speranza siamo noi. Il nostro impegno, la nostra libertà., le nostre scelte. Sono valori che si esprimono attraverso l’ampia partecipazione dei cittadini al voto, che rafforza la democrazia; attraverso la positiva mediazione delle istituzioni verso il bene comune“, ha detto il capo dello Stato.
Le reazioni – In una nota Giorgia Meloni ha fatto sapere di aver avuto un cordiale colloquio telefonico con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel quale ha espresso l’apprezzamento personale e del governo per il discorso di fine anno. La presidente del Consiglio spiega di aver apprezzato il richiamo di Mattarella “al valore fondante del patriottismo, come motore dell’azione quotidiana e sentimento vivo che muove l’impegno di quanti sono al servizio della cosa pubblica e della comunità nazionale“.
Meloni ha poi espresso gratitudine al Presidente per aver ricordato il forte impegno dell’Italia nel contesto globale, anche come Presidenza G7, negli scenari di crisi, sulla strada della pace in Ucraina e in Medio Oriente e per la difesa del diritto internazionale. Meloni ha rivolto al Presidente e ai suoi cari “i migliori auguri per il 2025 e per la prosecuzione del suo mandato“.

