L’area check-in del Terminal è stata “chiusa ed evacuata” a causa di un “incidente” ha comunicato la direzione dello scalo
Londra, terminal dell’ Heathrow Airport
Il Terminal 4 dell’aeroporto di Heathrow, il principale scalo europeo e uno dei sei aeroporti dell’area metropolitana di Londra, è stato evacuato questa sera a seguito di un incidente che ha sollevato timori per una possibile perdita di materiali pericolosi. La notizia ha generato apprensione tra i passeggeri e il personale dell’aeroporto.
Secondo quanto comunicato da un portavoce di Heathrow alla BBC, l’evacuazione è stata disposta per consentire l’intervento dei servizi di emergenza, che stanno gestendo un “possibile incidente legato a materiali pericolosi”. Immagini diffuse dai media mostrano una colonna di fumo che si leva dal Terminal 4, alimentando le speculazioni sulla gravità dell’accaduto. Al momento, le autorità non hanno fornito dettagli specifici sulla natura delle sostanze coinvolte, ma hanno confermato che squadre specializzate, vigili del fuoco e ambulanze sono state dispiegate sul posto per precauzione.
L’aeroporto ha invitato i passeggeri a non recarsi al Terminal 4 fino a nuovo avviso, garantendo assistenza a coloro che si trovano già nella zona. Nel frattempo, i treni che collegano l’aeroporto hanno sospeso le fermate al Terminal 4 per motivi di sicurezza. Gli altri terminal (1, 2, 3 e 5) continuano a operare normalmente, senza interruzioni significative ai voli in partenza e in arrivo.
Un hub internazionale come Heathrow gestisce milioni di passeggeri ogni anno. I vigili del fuoco di Londra, intervenuti tempestivamente, stanno collaborando con le autorità aeroportuali per chiarire le cause dell’incidente e valutare i rischi. Ulteriori aggiornamenti sono attesi nelle prossime ore, mentre si cerca di determinare l’entità della perdita e le sue potenziali conseguenze.
Per ora, le autorità raccomandano ai viaggiatori di seguire gli aggiornamenti ufficiali dell’aeroporto e di evitare il Terminal 4 fino a quando la situazione non sarà risolta.
Buie e Cittanova travolte da piogge torrenziali. La sensazione era quella di trovarsi in un territorio tagliato in più isole, senza collegamenti sicuri
La zona sportiva di Buie trasformata in un lago. – Foto: ERIKA BARNABA
Martedì, le prime luci dell’alba hanno portato con sé un nuovo incubo d’acqua e fulmini.La costa istriana, già provata da precipitazioni eccezionali solo pochi giorni prima, è stata nuovamente travolta da un’ondata di maltempo che ha scaricato in poche ore quasi 100 litri di pioggia per metro quadrato. Torrenti di pioggia hanno travolto i territori di Buie, Umago, Cittanova, Momiano e Verteneglio, sommergendo strade, piazze e campagne.Le arterie principali sono diventate fiumi in piena, i collegamenti interrotti da frane, smottamenti e alberi abbattuti, mentre i Vigili del fuoco e la polizia lottavano senza sosta per garantire la sicurezza. Uno scenario apocalittico, in cui l’acqua divorava l’asfalto e si insinuava nelle abitazioni. La popolazione osservava impotente, stretta tra la paura e l’incredulità per un territorio che, nel giro di poche ore, sembrava essersi trasformato in un’immensa laguna.
Strade e traffico paralizzati – Questa nuova ondata di maltempo ha scaricato quantità record di pioggia in poche ore. In soli 60 minuti, a Umago sono caduti 98 millimetri, a Buie 108 millimetri, mentre Cittanova ha registrato addirittura 120 millimetri, segnando uno dei picchi pluviometrici più intensi dell’anno. Numerosi ingressi verso Buie sono stati chiusi, in quanto le strade principali e secondarie sono state sommerse dall’acqua o invase da detriti. Le forti correnti hanno travolto marciapiedi e carreggiate, superando spesso le protezioni e le barriere stradali, creando veri e propri fiumi in piena. In alcuni tratti, sono stati registrati smottamenti e cadute di alberi, che ha reso la viabilità estremamente pericolosa. Le abitazioni al piano terra sono state invase dall’acqua, causando danni materiali e strutturali ancora non quantificabili. I Vigili del fuoco lavoravano senza sosta per eliminare l’acqua davanti alle palazzine e liberare le strade più critiche. Le strade principali e i collegamenti con le periferie sono trasformati in torrenti impetuosi con l’asfalto che è spesso invisibile sotto l’acqua e il rischio di incidenti è altissimo. La situazione rimane drammatica e altamente instabile, con le autorità che invitano i cittadini a evitare di recarsi nelle zone sopra indicate almeno fino al miglioramento delle condizioni meteorologiche. Le immagini arrivate dalle strade raccontano delle città sospese tra il silenzio inquietante e la furia dell’acqua.
I Vigili del fuoco pompano l’acqua dai seminterrati delle palazzine. – Foto: ERIKA BARNABA
Situazione critica – Cittanova è stata la località più colpita. La cittadina si è svegliata paralizzata, cantine e piani terra allagati, strade ridotte a torrenti e il traffico in tilt. La pioggia incessante ha sommerso soprattutto le zone più basse della località, trasformando strade e parcheggi in specchi d’acqua impetuosa. La polizia locale è intervenuta immediatamente, posizionando pattuglie per impedire il passaggio degli automobilisti e limitare i rischi. L’acqua, che scorreva veloce tra le vie, poteva nascondere buche e tombini sollevati facendo sì che ogni errore si potesse trasformare in tragedia. Anche a Cittanova i Vigili del fuoco erano impegnati a eliminare l’acqua accumulata davanti alle palazzine per cercare di limitare i danni agli edifici e alle abitazioni. Il comandante dei Vigili del fuoco regionali, Dino Kozlevac, ha confermato che la situazione è stata particolarmente critica. “A Cittanova abbiamo ricevuto il numero più alto di chiamate di soccorso. Le squadre locali sono state immediatamente rinforzate con unità da Rovigno, Parenzo e Pinguente. Tutte le forze disponibili erano sul campo. A preoccupare non sono solo i danni immediati agli edifici, ma anche le infrastrutture, come la strada tra Verteneglio e Fiorini, che è stata completamente sommersa, diventando impraticabile a causa di una vera e propria colata d’acqua”, ha concluso.
Arteria principale fuori uso – La strada di Verteneglio, arteria principale che collega Cittanova e Buie con le località periferiche, è diventata un vero e proprio pericolo pubblico. In molti tratti l’asfalto è risultato scomparso, la carreggiata trasformata in fiumi impetuosi. Era impossibile distinguere il percorso. La strada appariva come un confine insormontabile, un simbolo della forza devastante del maltempo che ha paralizzato l’Istria settentrionale. Buie, pur trovandosi in posizione sopraelevata, non è stata risparmiata dagli effetti del maltempo. La cittadina, che domina l’entroterra istriano, ha visto scorrere veri e propri torrenti lungo i vicoli del centro storico. Come nelle altre località, pure qui nelle campagne, i vigneti e gli oliveti hanno subito danni a causa del ruscellamento e della violenza delle piogge.
I vigneti sott’acqua. – Foto: ERIKA BARNABA
Paura e incertezza per il futuro – Diversi agricoltori lamentano la perdita di terreni erosi e colture compromesse. Le strade che collegano Buie alla costa sono state rese difficilmente percorribili: gravi i problemi di mobilità e isolate temporaneamente alcune frazioni. A Buiela mattina si è aperta con uno scenario quasi irreale. Le strade che collegano i diversi quartieri al centro città sono state spezzate da frane e smottamenti. Dal rione di Stazione per ore non è stato possibile raggiungere il centro, bloccato da due grossi cedimenti, uno tra il distributore di benzina e il semaforo, l’altro poco più in alto, lungo la strada alta che costeggia la zona sportiva, anche questa completamente sommersa dall’acqua: vi spuntavano appena le traverse nel campo di calcio. I flussi di traffico, già rallentati dalla pioggia battente, si sono così completamente interrotti. A complicare ulteriormente la situazione, il fatto che anche le vie verso la costa sono rimaste impraticabili e i lavoratori che all’alba tentavano di dirigersi verso Cittanova sono stati costretti a invertire la marcia, fermati dalle forze dell’ordine lungo il tratto di Verteneglio, dove l’acqua ha trasformato la carreggiata in un canale fangoso e ingovernabile. La sensazione, per chi si muoveva tra queste strade, era quella di trovarsi in una città tagliata in più isole, senza collegamenti sicuri, con il territorio frammentato da frane, allagamenti e smottamenti improvvisi. Ma la preoccupazione più grande si è concentrata sulla zona di Rudine, dove l’acqua non si limitava a invadere le strade, ma premeva sulle fondamenta stesse della città. Il muro di contenimento che sorregge il campo sportivo in cemento ha iniziato a mostrare crepe profonde, dalle quali sgorgava un getto continuo e inquietante. Come detto ieri, la pressione dell’acqua “è tale da far temere il peggio, che l’intera barriera possa cedere di colpo”, riversando terra e detriti sulle palazzine sottostanti. Gli abitanti osservavano con ansia, scambiandosi sguardi carichi di paura. “Ogni goccia che cade ci fa tremare”, mormora una residente della zona, “perché pensiamo oramai che basti poco per far crollare tutto”. A Buie, come nel resto dell’Istria settentrionale, non è solo l’acqua ad aver invaso le case e le strade, ma pure l’incertezza, la fragilità di un territorio che sembra non riuscire più a difendersi.
Strade sommerse a Cittanova. – Foto: ERIKA BARNABA
Quartieri in emergenza – A Umago la Protezione civile ha ricevuto oltre 30 segnalazioni di allagamenti in poche ore. I quartieri residenziali sono i più colpiti, con abitazioni sommerse da acqua e fango. La situazione ha raggiunto livelli critici. La pressione dell’acqua ha sollevato tombini e chiusini, rendendo estremamente pericoloso percorrere qualsiasi strada, anche a piedi. Le immagini arrivate dalle zone più colpite mostrano automobili sommerse fino ai paraurti e strade dove la corrente scorre impetuosa, trasformando la città in un labirinto d’acqua. “È come se avessimo vissuto due alluvioni in una sola settimana. Non abbiamo nemmeno avuto il tempo di ripulire le cantine dall’ultima volta, e già siamo di nuovo sott’acqua”, racconta un residente della zona di Monterol. Le squadre di soccorso hanno lavorato senza sosta con pompe idrauliche per svuotare scantinati e rimuovere l’acqua dalle strade, mentre i cittadini hanno tentato di proteggere le proprie case con sacchi di sabbia.
Un «treno» di tempeste – A Momiano, il maltempo ha fatto traboccare la fontana principale, trasformando la vicina strada viabile in un piccolo lago e impedendo il passaggio di veicoli e pedoni. Altri tratti sono stati sommersi, costringendo a interventi per recuperare i mezzi rimasti intrappolati nell’acqua e liberare le vie principali. Secondo i meteorologi di Istramet, il fenomeno registrato è quello del cosiddetto “oborinski vlak” (un treno di precipitazioni) che continua a colpire lo stesso territorio. Questo spiega perché, a distanza di pochi giorni, Cittanova e Umago, siano state travolte due volte di seguito. La violenza del maltempo non si è limitata alle piogge: in sole due ore sono stati registrati quasi 2000 fulmini, che hanno illuminato il cielo istriano come in un continuo bombardamento elettrico.
Nel territorio momianese. – Foto: ERIKA BARNABA
La voce delle istituzioni – Il DHMZ (Istituto meteorologico statale) ha emesso un’allerta, invitando la popolazione alla prudenza. “Il nord Adriatico rimarrà instabile ancora per tutta la giornata di martedì e mercoledì”, spiegano gli esperti. Sul piano operativo, la Protezione civile ha ribadito la necessità di segnalare tempestivamente ogni emergenza, mentre i comuni colpiti hanno allestito punti di supporto per le famiglie con case allagate. Le previsioni indicano che la situazione potrebbe migliorare solo da giovedì, con il ritorno del sole e di temperature più alte. Ma la tregua potrebbe essere breve in quanto già da venerdì sera nuove piogge sono possibili sulle aree settentrionali, mentre nel weekend non si escludono altri rovesci localizzati nell’entroterra. L’Istria settentrionale conferma ancora una volta la sua vulnerabilità ai fenomeni meteorologici estremi. Tra case allagate, strade interrotte, raccolti agricoli compromessi e un turismo che vive giornate di incertezza, l’emergenza mette in luce l’urgenza di piani di prevenzione più robusti.
In visita anche Boris Miletić – A visitare le aree colpite dal maltempo e dalle inondazioni è stato ieri mattina anche ilpresidente della Regione istriana, Boris Miletić, assieme alla vicepresidente regionale Gordana Antić,la quale ricopre pure la funzione di capo del Servizio della Protezione civile della Regione istriana. Nell’occasioneMiletićha incontrato il sindaco di Cittanova, Anteo Milos, come pure i rappresentanti della Protezione civilee degli altri servizi pubblici di emergenza presenti in quel momento nell’area. “Purtroppo, come molte altre parti dell’Istria, anche Cittanova è stata duramente colpita dal maltempo verificatosi oggi. Gli addetti ai servizi cittadini competenti sono già sul campo. La priorità è assicurare ai cittadini la necessaria assistenza, la pulizia delle strade, come pure gli interventi urgenti nelle aree in cui si sono verificati i danni più gravi”, ha dichiarato il presidente della Regione istriana. Le abbondanti precipitazioni hanno portato all’intorbidimento delle acque della rete di approvvigionamento idrico, allo sversamento delle acque di scarico, alle inondazioni delle parti inferiori della città, ma anche ai danni a una parte dell’infrastruttura stradale. Nel ringraziare tutti coloro che sono intervenuti, Boris Miletić e Gordana Antić hanno voluto invitare la cittadinanza ad attenersi alle istruzioni degli uffici pubblici competenti e ad astenersi dai viaggi che non sono indispensabili. Come si legge nello stesso comunicato stampa della Regione, le Città di Cittanova e Buie inviteranno i cittadini danneggiati a rivolgersi agli uffici cittadini delle due autonomie locali per un (eventuale) risarcimento.
L’ambasciata italiana si è mobilitata e sta verificando la presenza di nostri connazionali
Vigili del fuoco e soccorritori sul luogo dell’incidente – PATRICIA DE MELO MOREIRA / AFP –
L’iconica funicolare Elevador da Gloria a Lisbona è deragliata e si è schiantata contro un edificio. A quanto riferisce il quotidiano Diario de Noticias, almeno 15 persone sono morte e altre venti sono rimaste ferite. La carrozza è uscita dai binari intorno alle 18:30 ora locale (le 19:30 in Italia), mentre percorreva la discesa dal belvedere di San Pedro de Alcantara verso la piazza Restauradores nel Barrio Alto.
Traduzione Google #ULTIMA ORA – L’iconica Funicolare Gloria di #Lisbona, #Portogallo, deraglia, causando feriti e finora 3 morti. Il deragliamento dell’Elevador da Glória, avvenuto mercoledì pomeriggio a Lisbona #elevadordagloria#Lisbona
La funicolare di Gloria: un’attrazione storica – La funicolare è una delle principali attrazioni turistiche di Lisbona e trasporta più di tre milioni di passeggeri all’anno. Progettata dall’ingegnere portoghese Raoul Mesnier du Ponsard, è stata inaugurata il 24 ottobre 1885. Nel febbraio 2002 è stata classificata come monumento nazionale.
L’immagine della funicolare deragliata (dal quotidiano portoghese A Bola)
Verifiche della Farnesina – La Farnesina si è mobilitata subito dopo il deragliamento della funicolare nel tardo pomeriggio. A quanto si è appreso, l’ambasciata d’Italia a Lisbona è in contatto con le autorità locali e sta conducendo verifiche sull’eventuale presenza di italiani.
Il sindaco, “Lisbona in lutto” – “La città è in lutto“. Lo ha dichiaratoCarlos Moedas, sindaco di Lisbona, dopo il deragliamento dell’Elevador da Gloria. Recatosi sul posto dell’incidente, Moedas ha dichiarato: “E’ una tragedia che non è mai accaduta nella nostra citta’. E’ il momento dell’azione e dell’aiuto. Ringrazio tutti voi per la risposta in pochi minuti. L’unica cosa che posso dire è che è un giorno molto tragico“.
Il cordoglio del presidente della Repubblica portoghese – In una nota pubblicata sul sito ufficiale della Presidenza, Marcelo Rebelo de Sousa“ha espresso profondo rammarico per l’incidente” in particolare “per le vittime e i feriti gravi, nonchè per i vari feriti lievi“. “Il Presidente della Repubblica porge le sue condoglianze e la sua solidarietà alle famiglie colpite da questa tragedia e auspica che l’accaduto venga rapidamente chiarito dalle autorità competenti” aggiunge la nota. Solidarietà è arrivata anche dal governo e dal primo ministro Luis Montenegro esprimendo “profonda costernazione e solidarietà alle vittime e alle loro famiglie“. “Il Governo sta, fin dai primi momenti, monitorando la situazione e la risposta delle diverse autorità pubbliche di emergenza medica, unita’ sanitarie, protezione civile, forze dell’ordine e dei trasporti, alle quali sono state trasmesse le linee guida per fornire tutto il supporto necessario“, afferma l’Esecutivo, aggiungendo che “il Governo è anche in contatto permanente e in stretto contatto con il Consiglio comunale“
Ho appreso con profondo dolore del tragico deragliamento dell’Elevador da Glória a Lisbona. Desidero esprimere, a nome del Governo italiano e mio personale, sincero cordoglio e vicinanza al Portogallo, alle famiglie delle vittime e ai feriti coinvolti nell’accaduto.
Lingua originale: portoghese. Traduzione di Google Ho appreso con tristezza del deragliamento del famoso “Elevador da Glória”. Le mie condoglianze alle famiglie delle vittime.
É com tristeza que tomei conhecimento do descarrilamento do famoso “Elevador da Glória”.
Lingua originale: portoghese. Traduzione di Google I nostri pensieri sono rivolti a coloro che sono stati colpiti dalla tragedia dell’Elevador da Glória, un punto di riferimento per i residenti di Rio e per i visitatori provenienti da tutto il mondo. L’Europa esprime la sua solidarietà alle vittime, ai loro cari e all’intera comunità di Lisbona. Auguro una pronta guarigione ai feriti. @Moedas
Os nossos corações estão com as pessoas atingidas pela tragédia do Elevador da Glória, uma referência para os lisboetas e visitantes do mundo inteiro.
A Europa está solidária com as vítimas, os seus entes queridos, e toda a comunidade em Lisboa.
Il villaggio di Tarasin, nella regione del Darfur, è stato travolto da un’ondata di fango e rocce. Il bilancio è drammatico, il governatore Minni Minnawi ha chiesto aiuto alle associazioni umanitarie internazionali
I primi soccorsi giunti sul luogo della frana in Sudan
Oltre mille vittime e un solo sopravvissuto. Questo il drammatico bilancio della frana di vaste proporzioni che ha travolto un villaggio nella regione del Darfur, nel Sudan occidentale. La notizia è stata confermata ieri, lunedì 1° settembre, da una nota del Movimento di Liberazione del Sudan il gruppo ribelle che controlla la zona: “Una frana di vaste proporzioni e devastante ha colpito domenica il villaggio di Tarasin, sui Monti Marra. Le prime informazioni indicano il bilancio delle vittime tra tutti i residenti del villaggio, stimato in oltre mille persone, con un solo sopravvissuto“.
Frana travolge un villaggio in Darfur: oltre mille morti – Un eventi devastante, come mostrano anche le prime immagini diffuse sui social: il villaggio è stato completamente travolto da un’onda di fango e rocce. Una strage che colpisce una zona già flagellata da una sanguinosa guerra civile che dura da tre anni.Il gruppo ha chiesto alle Nazioni Unite e ad altre organizzazioni di sostenere il recupero delle salme.
Lingua originale: arabo. Traduzione di Google L‘Organizzazione per la difesa delle vittime del Darfur esprime le sue più sincere condoglianze e la più profonda solidarietà alla popolazione del villaggio di Tarsin, nella località di Jebel Marra, nello Stato del Darfur Centrale, a seguito delle forti piogge del 31 agosto 2025, che hanno provocato frane che hanno causato la morte della maggior parte degli abitanti del villaggio. Un testimone oculare ha riferito all’organizzazione che la popolazione del villaggio è stimata in circa mille persone, di cui solo una è sopravvissuta. Questo è considerato uno dei disastri naturali più violenti che la regione abbia visto negli ultimi decenni. L’organizzazione invita la comunità internazionale e le organizzazioni locali, regionali e internazionali a intervenire con urgenza per ricercare i dispersi, recuperare i corpi e controllare la situazione umanitaria, sanitaria e ambientale. L’organizzazione esprime le sue più sincere condoglianze e la più profonda solidarietà alla popolazione del Darfur, alle famiglie e agli amici delle vittime.
تتقدم منظمة مناصرة ضحايا دارفور بخالص التعازي وعظيم المواساة لأهل قرية ترسين بمحلية جبل مرة ولاية وسط دارفور نتيجة هطول الامطار الغزيرة ٣١ أغسطس ٢٠٢٥م التي أدت انزلاقات ارضية التي بحياة معظم سكان القرية ،حيث افاد شاهد عيان للمنظمة إن عدد سكان القرية يقدر نحو ألف شخص لم ينجو… pic.twitter.com/vq66NBrF9t
Una richiesta ribadita anche dal governatore del Darfur, Minni Minnawi, alleato con l’esercito: “È una tragedia umanitaria che trascende i confini della regione. Chiediamo alle organizzazioni umanitarie internazionali di intervenire con urgenza e fornire supporto e assistenza in questo momento critico, poiché la tragedia è più di quanto la nostra gente possa sopportare“.
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google Profondamente addolorati per la tragica frana nella regione centrale di Jebel Marrah, nel Darfur, che ha causato la morte dell’intera comunità del villaggio di Tersin. I nostri pensieri e le nostre preghiere sono rivolti alle famiglie e a tutti coloro che sono stati colpiti da questa devastante perdita.
Deeply saddened by the tragic landslide in central Jebel Marrah Darfur region, that claimed the lives of the entire community of Tersin village. Our thoughts and prayers are with the families and all affected by this devastating loss. pic.twitter.com/bX8tGBUCZV
A causa dei combattimenti la regione del Darfur è quasi del tutto inaccessibile per le organizzazioni umanitarie internazionali, compresa l’area in cui è avvenuta la frana.
La guerra civile in Sudan – La guerra civile in Sudan ha avuto inizio nell’aprile 2023 a causa di una lotta di potere tra il capo dell’esercito Abdel Fatah al-Burhan e il comandante delle Farc, il suo ex vice Mohamed Hamdan Daglo. Le forze di Burhan hanno ripreso il controllo del Sudan centrale quest’anno, lasciando alle Farc il controllo di gran parte del Darfur e di parti della regione meridionale del Kordofan. Decine di migliaia di persone sono morte nei combattimenti, costringendone milioni a sfollare. Il conflitto ha decimato le infrastrutture del paese africano, che adesso vive in una delle peggiori crisi umanitarie al mondo.
Spara in chiesa e uccide e ferisce i bambini che erano a messa. È accaduto negli Stati Uniti nella chiesa cattolica dell’Annunciazione, a Minneapolis, in Minnesota. La persona che ha aperto il fuoco si sarebbe suicidata. Le vittime sono due bambini di otto e dieci anni,mentre altri 14 sono rimasti feriti assieme a tre adulti.
Il killer, che si sarebbe suicidato, era un ventenne senza precedenti penali. Lo ha detto la polizia precisando di non sapere se si tratti di un ex studente o un ex impiegato della scuola. Era vestito di nero e aveva tre armi: un fucile e due pistole e ha iniziato a sparare attraverso le finestre della chiesa colpendo bambini che assistevano alla messa. Sul posto è giunto su un’auto che ha lasciato nel parcheggio.
Shooting at Annunciation Church in Minneapolis
Vari vescovi statunitensi stanno postando in questi momenti su X chiedendo preghiere dopo la sparatoria. “Fratelli e sorelle – scrive ad esempio l’arcivescovo di Portland, mons. Alexander King Sample -, il mio cuore è pesante a seguito della tragica sparatoria di questa mattina alla Annunciation Catholic School di Minneapolis. Preghiamo per coloro che sono morti, per la guarigione dei feriti e per il conforto dei loro cari. È particolarmente straziante sapere che questi studenti erano riuniti per la messa all’inizio del nuovo anno scolastico quando la tragedia” è iniziata. “Nel nostro dolore, ci rivolgiamo a Cristo – aggiunge – mentre rinnoviamo la nostra determinazione a lavorare per il cambiamento. Preghiamo affinché vengano prese misure adeguate per contribuire a prevenire tale insensata violenza“. Dai feriti si sta recando invece il vescovo ausiliare di Minneapolis, mons. Kevin Kenney.
Sparatoria in una scuola cattolica a Minneapolis
“Sono stato informato sulla tragica sparatoria di Minneapolis. L’Fbi è intervenuto rapidamente ed è già sul posto. La Casa Bianca continuerà a monitorare questa terribile situazione. Unitevi a me nella preghiera per tutte le persone coinvolte!” ha dichiarato il presidente Donald Trump dopo aver appreso i fatti.
Il mezzo stava tornando dalle Cascate del Niagara, a bordo oltre 50 persone
Un autobus turistico che stava tornando a New York City dalle Cascate del Niagara si è schiantato sulla I-90 vicino a Pembroke, a circa 25 miglia a est di Buffalo. Secondo la polizia ci sarebbero morti e feriti, tra cui bambini. Non è ancora chiara la causa dell’incidente. L’autobus si è ribaltato dopo aver perso il controllo per “ragioni sconosciute“, ferendo diverse persone, ha dichiarato il portavoce della polizia dello Stato di New York, James O’Callaghan, in una conferenza stampa, come riporta Cnn.
A bordo dell’autobus c’erano oltre 50 persone. O’Callaghan ha detto che diverse persone sono rimaste intrappolate e altre sono state sbalzate fuori dall’autobus. Le autorità stanno intervenendo sul luogo dell’incidente e “molti” salvataggi sono ancora in corso, ha aggiunto. “Sono stata informata del tragico incidente del pullman turistico. Il mio team si sta coordinando strettamente con la polizia di New York e le autorità locali che stanno lavorando per salvare e fornire assistenza a tutti i soggetti coinvolti“, ha scritto su X la governatrice dello stato di New York, Kathy Hochul.
Questi affronti grotteschi non sono solo uno spettacolo infantile. Sono il logico punto di arrivo di una cultura permeata di ironia, dipendente dall’attenzione e svuotata dall’insensatezza.
La guardia degli Atlanta Dream Jordin Canada in azione contro Lexi Held dei Phoenix Mercury durante l’ultima partita interrotta. Fotografia: Erik S Lesser/EPA
Il primo dildo è caduto dal cielo come un glitch nella matrice. Per chiunque abbia seguito la partita del 29 luglio tra Atlanta Dream e Golden State Valkyries, la reazione iniziale è stata di incredulità. In un mondo in cui i feed sono sempre più generati dall’intelligenza artificiale e ottimizzati algoritmicamente per la confusione, i confini tra reale e irreale si sono ammorbiditi fino a diventare argilla. I nostri sensi, un tempo affidabili, ora competono con la simulazione. Cosa significa quando i dildo prendono il volo durante le partite della WNBA? Non una volta , non due , ma ripetutamente ? Protesta? Arte performativa? O solo un altro punto deforme nel paesaggio onirico automatizzato che scorriamo quotidianamente?
Finora sono stati arrestati due uomini per questi grotteschi affronti. Uno aveva 18 anni, l’altro 23 , e apparteneva alla Generazione Z, la principale consumatrice di meme degradati. Le autorità non hanno identificato i sospettati per i due più recenti episodi di lancio di dildo. Tuttavia, Delbert Carver, un uomo di 23 anni,è stato arrestato in relazione al primo episodio durante una partita della WNBA ad Atlanta. Secondo ESPN, Carver potrebbe essere accusato di condotta disordinata, atti osceni in luogo pubblico o atti osceni in luogo pubblico e violazione di domicilio. In una dichiarazione giurata, avrebbe ammesso che l’atto “doveva essere uno scherzo” e che intendeva “diventare virale“.
Quando i dildo vengono fatti volare più di una volta durante le partite della WNBA , il significato cambia. Rivela il crollo della coerenza nell’economia dell’attenzione di TikTok. Queste non sono proteste o insulti che vogliono sottolineare un punto. Sono spettacoli. L’obiettivo è provocare. In un panorama memetico avvelenato dall’ironia, l’assurdità è il punto. Il dildo non è simbolico. La sua funzione è il rumore.
Il filosofo Guy Debord rimarrebbe scioccato da quanto siamo diventati sfacciati. Il suo lavoro sosteneva che viviamo in una “società dello spettacolo“, dove la vita è mediata dall’immagine e l’autenticità è sostituita dalla performance. Oggi, lo sport femminile è doppiamente mediato, prima attraverso la lente della competizione atletica, poi attraverso lo sguardo sociale che ne mette ancora in discussione la legittimità. La teoria dello “sguardo maschile” di Laura Mulvey acuisce ulteriormente questo aspetto: le donne, in particolare nei media visivi, sono spesso posizionate non come agenti ma come oggetti. In questo contesto, le atlete non sono semplici partecipanti a una partita. Sono oggetti di scena nel momento virale di qualcun altro. Il dildo diventa messa in scena.
La memeificazione della ribellione – Ma questa non è solo teoria. È reale. Così come la mancanza di rispetto. Il dildo è una farsa usata come arma. Viene lanciato non solo per interrompere, ma per dominare la narrazione, per ricordare ai giocatori che il loro genere, la loro carriera e il loro palcoscenico rimangono vulnerabili alla derisione. Ferma il gioco. Lo dirotta, persino. E riafferma l’idea, violenta e comica, che i successi delle donne esistano in un lasso di tempo limitato all’interno di una cultura ancora condizionata a sminuirle.
Finora, i sospettati in questi casi appartengono alla Generazione Z, una generazione cresciuta dentro e grazie a Internet. Le loro azioni non possono essere liquidate come provocazioni isolate. Devono essere contestualizzate nella logica culturale di TikToko, peggio, nell’assurdo ethos di “Skibidi Toilet“. Se sei un adulto normalmente funzionante con un lavoro, potresti chiederti: “Cos’è Skibidi Toilet?“. Skibidi Toilet è una webserie animata virale che presenta battaglie surreali a bassa risoluzione tra teste umane che sporgono dai water e personaggi umanoidi con dispositivi di sorveglianza al posto della testa. Immagini glitch, ritmo iperstimolante e loop di meme creano un’atmosfera priva di significato.
Ma per comprendere le intenzioni di questi troll e capire la direzione che sta prendendo la società, dobbiamo contestualizzarli nella logica culturale di TikTok. Il vistoso dildo verde rispecchia l’estetica surreale, low-fi e inquietante di Skibidi Toilet o di qualsiasi altro ciclo di meme alimentato da algoritmi. Il dildo è un anti-simbolo. Il suo significato è la sua assurdità. La follia di Skibidi incarna una generazione fluente nell’ironia ma affamata di significato. Il dildo è divertente non perché dice qualcosa, ma perché non dice nulla. È l’oggetto irrazionale che irrompe in uno spazio di razionalità.
Questo tipo di media iper-caotici funge sia da intrattenimento che da ambiente di visione del mondo per i giovani cresciuti online. Le loro menti normalizzano lo scherzo come espressione. In questo contesto, lanciare un dildo in campo durante una partita della WNBA non è solo un atto di rozza ribellione. Rispecchia tristemente l’ethos della Skibidi Toilet: un’azione di disturbo senza sforzo mascherata da ironia, dove il gesto è concepito per essere allo stesso tempo privo di significato e provocatorio. Mentre i tradizionali simboli di ribellione (punk, protesta politica, controcultura) svaniscono o si frammentano nel rumore digitale, i giovani assorbono cornici di insensatezza, dove “divertimento = potere” e lo shock è la sua stessa ricompensa.
A riprova dell’elemento cronicamente online di tutto questo, negli ultimi due giorni, un gruppo di crypto memecoin ha rivendicato la responsabilità dei recenti episodi di lancio di dildo durante le partite della WNBA,riformulando quello che sembrava un trolling disonesto come una deliberata mossa di guerriglia marketing. Il gruppo, che prende apertamente in giro la lega e si vanta di non guardare gli sport femminili, ha celebrato l’atto online come una vittoria. Se fosse vero, questo spettacolo sarebbe stato progettato da persone che capiscono che la visibilità conta più del significato in una cultura guidata dagli algoritmi.
È così che la cultura dei meme sta facendo marcire l’America: non dall’interno, ma online. La mancanza di regolamentazione di Internet è il suo punto di forza più grande e il suo difetto più pericoloso. Permette a ideologie un tempo marginali e impulsi giovanili di diffondersi senza resistenza. Idee che sarebbero morte in solitudine o sarebbero state contestate in una piazza pubblica ora trovano rifugio nei forum e nei loop dei meme, ricompensate dal coinvolgimento. In questa nuova economia dell’attenzione, persino l’umiliazione ha un’utilità. Ci ritroviamo con una cultura in cui il trolling diventa una forma di marketing a sé stante.
Dai troll a Trump: la fine della vergogna – Come siamo arrivati a questo livello di degradazione collettiva? Nonostante viviamo in un’epoca di accesso digitale senza precedenti, oltre la metà degli adulti americani (54%) legge al di sotto del livello di una sesta elementare e il 21% è considerato analfabeta nel 2022. Questo deficit fondamentale di alfabetizzazione mina la capacità di una persona di valutare criticamente i messaggi online. Pertanto, una generazione cresciuta nell’ironia fatica a decodificare la satira, o persino la manipolazione. Nel 2013, il 66% degli alunni di quarta elementare non sapeva leggere correttamente. Era un segnale d’allarme che gli adulti di oggi non sarebbero riusciti a distinguere la provocazione virale dal significato autentico.Online, molti giovani ora costruiscono la propria identità a partire da frammenti di meme, imitando inconsciamente comportamenti che non comprendono appieno. Privi di alfabetizzazione mediatica, diventano perfetti veicoli di incoerenza culturale.
Tutto questo si riduce alla morte della vergogna nella società. E inizia dall’alto. L’eredità più duratura di Donald Trump non è una politica, ma la sua immagine di troll spudorato che ha fatto dell’umiliazione una strategia politica. La sua costante provocazione e il suo gioioso disprezzo per le norme hanno creato un copione che entrambi i partiti usano oggi. I liberali rispondono con una falsa indignazione morale, i conservatori con una spavalderia nietzschiana, ma il risultato finale è lo stesso: una cultura dipendente dalla performance, dove la vergogna non è più un deterrente.
Questa logica si è infiltrata in ogni angolo della vita pubblica attraverso la razza, la classe, il genere e soprattutto la cultura online, dove gli atti simbolici di risentimento diventano moneta di scambio virale. Il dildo lanciato durante una partita di basket femminile non è solo una battuta volgare, ma un atto di umiliazione memeificato. Non sfida il potere a nessun livello, vuole solo attenzione. E in una cultura senza vergogna, l’umiliazione si attacca alla vittima, non al colpevole. In questo caso, le giocatrici della WNBA stesse.
Il fatto che questi incidenti siano emersi contemporaneamente in tutto il Paese, da New York ad Atlanta a Chicago, dimostra che la mancanza di vergogna è collettiva, bipartisan e destinata a durare. Ecco dove siamo: tutto è un’esca. Abbiamo fatto crollare la distinzione tra trolling e attivismo, e così atterriamo – come il dildo stesso – sul fondo del pavimento, ridendo, registrando, ritwittando, ma senza mai chiederci cosa questo dica di chi siamo diventati.
La struttura, ubicata a circa un’ora di distanza in auto dalla città di Savannah, è attualmente in stato di lockdown per motivi di sicurezza
Una sparatoria sta interessando in queste ore la base militare di Fort Stewart, situata nello stato della Georgia. Lo riportano fonti della Cnn.
Cosa sta succedendo – La struttura, ubicata a circa un’ora di distanza in auto dalla città di Savannah, è attualmente in stato di lockdown per motivi di sicurezza. Sul sito ufficiale della base è stato diffuso un messaggio che parla di“vittime segnalate” senza specificare se si tratti di feriti o deceduti. La situazione resta in evoluzione e si invitano i cittadini a seguire gli aggiornamenti attraverso i canali ufficiali.
Scuole chiuse – In conseguenza dell’episodio, anche tutte le scuole elementari della zona sono state temporaneamente chiuse e poste sotto lockdown per precauzione. Fort Stewart è una delle più grandi basi militari degli Stati Uniti e ospita circa 10.000 persone tra militari, loro familiari e personale di supporto.
Il problema tecnico è stato risolto. Lo riferisce Nats, il servizio di controllo del traffico aereo britannico, spiegando di aver “ripristinato” il sistema e di essere in fase di “ripresa delle normali operazioni” a Londra, dopo che diversi aeroporti, tra cui quelli di Gatwick ed Edimburgo, avevano sospeso le partenze
Nel pieno delle vacanze estive, un guasto tecnico ha mandato in tilt il sistema di gestione dei voli nel Regno Unito, provocando ritardi e cancellazioni in tutti i principali aeroporti del Paese. Secondo quanto riferito dai media britannici, l’emergenza ha coinvolto centinaia di migliaia di passeggeri,costretti ad affrontare ore di attesa o a riorganizzare completamente i propri piani di viaggio. Il problema si è verificato nella giornata di oggi, 30 luglio, e ha portato alla sospensione temporanea di decolli e atterraggi nei maggiori scali britannici, compresi Heathrow, Gatwick, Stansted e Luton.Il guasto, la cui natura non è stata specificata ufficialmente, è stato definito dai media locali come “imprevisto” e “tecnico“, e ha causato un blocco a catena nei collegamenti aerei nazionali e internazionali.
Guasto risolto ma ripresa traffico complicata – Le autorità aeroportuali hanno annunciato la risoluzione del problema nel corso della giornata, avviando la ripresa graduale dei voli. Il Nats, il servizio di controllo del traffico aereo britannico, ha spiegato di aver “ripristinato” il sistema e di essere in fase di “ripresa delle normali operazioni” a Londra, dopo che diversi aeroporti, tra cui quelli di Gatwick ed Edimburgo, avevano sospeso le partenze.- Tuttavia, la normalizzazione della situazione si prevede lenta e complicata, a causa dell’elevato numero di voli da riprogrammare e dell’effetto domino sui collegamenti successivi. Le code nei terminal e le cancellazioni parziali restano dunque un dato di fatto, e ci vorranno ore prima che la situazione possa tornare alla normalità. Il disservizio ha generato forti disagi per i viaggiatori, in gran parte famiglie e turisti in partenza per le ferie estive. Alcune compagnie aeree hanno invitato i passeggeri a verificare lo stato del proprio volo prima di recarsi in aeroporto, mentre le immagini trasmesse dai media britannici mostrano terminal affollati, con passeggeri seduti a terra in attesa di notizie e aggiornamenti.
Non ancora chiara l’origine del problema tecnico – Non è la prima volta che il sistema aeroportuale del Regno Unito viene messo in crisi da problemi tecnici: già in passato, guasti simili avevano causato rallentamenti significativi. In questa occasione, però, l’impatto è stato amplificato dal periodo di alta stagione, in cui il volume di passeggeri raggiunge livelli record. Le autorità competenti non hanno ancora fornito una spiegazione dettagliata sull’origine del guasto, ma hanno assicurato che saranno avviate tutte le verifiche necessarie per evitare il ripetersi di simili episodi. Intanto, per centinaia di migliaia di persone, quella che doveva essere una giornata di viaggio si è trasformata in una lunga attesa fatta di incertezza e disagi.
La ministra dei Trasporti Alexander conferma pista del guasto tecnico – La ministra dei Trasporti britannica del governo di Keir Starmer, Heidi Alexander, ha fatto sapere di essere stata informata della situazione che ha causato oggi il blocco temporaneo di decolli e atterraggi in tutti i maggiori aeroporti britannici, confermando al momento la spiegazione generica di “un guasto tecnico“. Alexander si è detta in contatto costante con le autorità dell’aviazione civile, non senza ripetere che i disservizi sono destinati in parte a protrarsi almeno fino a tutta la serata odierna. I vertici di National Air Traffic Services (Nats) hanno da parte loro ribadito che ora “tutti i sistemi sono pienamente operativi” e che “il traffico aereo sta tornando verso la normalità“. “Le partenze – si legge in una nota aggiornata dell‘ente dell’aviazione civile – sono riprese e stiamo lavorando con le compagnie aeree coinvolte e con gli scali per smaltire i ritardi accumulati. Chiediamo scusa a tutti coloro che sono stati colpiti“.
Ryanair punta dito contro ente aviazione civile – Duro attacco all’ente dell’aviazione civile britannica da parte del colosso low cost irlandese Ryanair, che ha il suo principale hub internazionale nell’aeroporto londinese di Starnsted. Neal McMahon, uno dei top manager dell’azienda di Michael O’Leary, ha puntato il dito contro Martin Rolfe, numero uno di Nats, invocandone le dimissioni. “E’ oltraggioso che i passeggeri vengano ancora una volta sottoposti a disagi e disservizi a causa della protratta inefficienza gestionale di Martin Rolfe al vertice di Nats“. McMahon ha evocato di “un altro guasto al sistema informatico“, dopo diversi precedenti, sollecitando la ministra dei Trasporti a “intervenire” se Rolfe non si farà da parte volontariamente.
I precedenti black out negli scali del Regno Unito – Torna intanto nel Regno Unito l’incubo di un black-out aereo e tornano gli interrogativi sul sistema dei voli nel Paese dopo altri gravi intoppi più o meno recenti, come lo stop di 24 ore della primavera scorsa di tutte le attività di Heathrow, il principale scalo internazionale ed europeo per numero di passeggeri, in seguito a un banale incendio in una sottostazione elettrica di zona. Interrogativi che riguardano pure la sicurezza e le cause esatte di quanto accaduto oggi, in attesa delle inevitabili inchieste.
Come possono chiedere i rimborsi i passeggeri coinvolti nel caos voli in Gb – Il caos scoppiato negli aeroporti della Gran Bretagna ha determinato problemi anche ai voli diretti in Italia, coinvolgendo i cittadini che dovevano rientrare nel nostro Paese. Lo afferma la società specializzata in trasporto aereo RimborsoAlVolo, che sta monitorando la situazione presso i principali scali inglesi. La normativa stabilisce che le tutele per i passeggeri previste in caso di ritardi prolungati o cancellazioni si applicano anche ai voli (di linea, charter, low cost) in partenza da un aeroporto situato in un Paese non comunitario, con destinazione un aeroporto comunitario, qualora la compagnia aerea sia comunitaria. – spiega RimborsoAlVolo – I problemi tecnici che hanno coinvolto gli aeroporti della Gran Bretagna rientrano nelle cause di forza maggiore non imputabili alla responsabilità delle compagnie aeree, ma anche in questi casi i diritti dei viaggiatori devono essere garantiti dai vettori.
I doveri delle compagnie aeree – In caso di cancellazioni e ritardi prolungati le compagnie devono garantire assistenza ai passeggeri, sottoforma di pasti e bevande in relazione alla durata dell’attesa, sistemazione in albergo nel caso in cui siano necessari uno o più pernottamenti, trasferimento dall’aeroporto al luogo di sistemazione e viceversa, due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o posta elettronica. Se l’assistenza non viene garantita e il passeggero ha dovuto pagare i pasti, le bevande, i taxi o gli hotel, la compagnia aerea deve rimborsare le spese sostenute, purché ragionevoli e appropriate: a tal fine è bene conservare tutte le ricevute attestanti tali spese. Nel caso in cui un volo venga cancellato senza adeguato preavviso, la compagnia aerea deve offrire la scelta tra: il rimborso del biglietto e, in caso di coincidenza, un volo di ritorno all’aeroporto di partenza non appena possibile; l’imbarco su un altro volo verso la destinazione finale non appena possibile, oppure l’imbarco su un altro volo in una data successiva. Trattandosi di caso di forza maggiore, sia in caso di ritardo prolungato che di cancellazione non spetta la compensazione pecuniaria fino a 600 euro.
Sparatoria a New York, nell’edificio sede di Blackstone e NFL. La polizia: “Attentatore Sparatoria a Manhattan, uccide quattro persone prima di togliersi la vita
Il grattacielo teatro della tragedia ospita gli uffici della società di investimenti Blackstone e della National Football League. Tra le vittime c’è un agente di Polizia
Il luogo della sparatoria – (Afp)
Sparatoria a New York. Un uomo ha aperto il fuoco in un grattacielo di Manhattan lunedì nel tardo pomeriggio (poco dopo mezzanotte in Italia), uccidendo almeno quattro persone prima di togliersi la vita.
Tra le vittime c’è un agente del Dipartimento di Polizia di New York (NYPD) di 36 anni, ha dichiarato il sindaco Eric Adams in una conferenza stampa, descrivendo l’incidente come un “atto insensato di violenza con armi da fuoco”. Le altre vittime sono due uomini e una donna. Secondo Adams, un’altra persona è ricoverata in condizioni critiche.
Chi era l’attentatore e cosa è successo – Le telecamere del grattacielo mostrano l’assalitore – un 27enne di Las Vegas, con una storia di disturbi mentali – scendere da una Bmw nera imbracciando un fucile M-4. L’uomo, una volta entrato nell’edificio, ha aperto immediatamente il fuoco, secondo il commissario della polizia di New York Jessica Tisch. Ha sparato all’agente di polizia nell’atrio, a una donna nascosta dietro un pilastro e a una guardia di sicurezza. Una donna che usciva da un ascensore è stata risparmiata, mentre l’assassino è salito al 33esimo piano, dove si trova la società immobiliare Rudin Management e dove ha ucciso un’altra persona prima di spararsi.
Il grattacielo teatro della tragedia si trova al 345 di Park Avenue e ospita gli uffici della società di investimenti Blackstone e della National Football League, anche se il movente e la scelta del luogo rimangono poco chiari. Il veicolo del sospetto, immatricolato in Nevada, conteneva diverse armi e munizioni. Secondo le autorità di Las Vegas, il presunto assalitore aveva una storia di problemi mentali, ma nonostante questo aveva una regolare licenza per il possesso di armi.
A New York sarebbe arrivato ieri dopo aver guidato attraverso ilk Paese dal Nevada.
Sparatoria a New York, nell’edificio sede di Blackstone e NFL. La polizia: “Attentatore neutralizzato”
Al 345 di Park Avenue. Morto un agente, 6 feriti, due gravi. Il killer sarebbe stato identificato come un uomo di 27 anni di Las Vegas
(reuters)
Un uomo armato di fucile d’assalto ha sparato per strada, nel cuore di Manhattan, in un edificio situato al 345 di Park Avenue, che ospita gli uffici aziendali della National Football League e di Blackstone. Un agente di polizia, colpito alla schiena, è morto. Si contano anche 6 feriti, due gravi.
Dopo un’operazione che ha impiegato decine di agenti, la polizia di New York ha confermato che l’attentatore è stato “neutralizzato“, secondo i media si sarebbe suicidato e sarebbe stato identificato come un uomo di 27 anni di Las Vegas.
L’incidente ferroviario vicino alla città di Riedingen nel Baden-Wurttemberg
Treno deraglia a Baden-Wurttemberg (Afp)
Disastro ferroviario in Germania. Secondo un portavoce della polizia, citato da Afp, ci sarebbero tre morti e 34 feriti nel deragliamento di un treno con a bordo circa 100 passeggeri nei pressi della città di Riedingen nel Baden-Wurttemberg, secondo quanto riferito da fonti della sicurezza locale. Secondo le prime informazioni, il treno è deragliato in una zona boscosa, dove c’era stato un forte temporale, alle 18.10 di oggi, domenica 27 luglio. I soccorritori sono al lavoro a pieno ritmo nei pressi di Riedlingen.
Le riprese video della scena mostrano vigili del fuoco e soccorritori con il supporto di tre elicotteri al lavoro sui vagoni deragliati per raggiungere i passeggeri. Il treno deragliato è un espresso regionale della Deutsche Bahn in viaggio da Sigmaringen a Ulm e l’incidente si è verificato sulla linea a binario unico nei pressi di Zwiefaltendorf.
Due le carrozze del treno deragliato nei pressi Riedlingen, mentre viaggiava da Sigmaringen a Ulm, nel Baden Wuerttemberg. Sulla zona, poco prima dell’incidente, si era abbattuto un forte temporale e le indagini sulle circostanze dovranno appurare se ci sia un collegamento con l’incidente.
Tre feriti sono in condizioni critiche, sei in condizioni gravi
L’auto coinvolta nell’incidente a Los Angeles(Afp)
E’ di 28 feriti il bilancio di un drammatico incidente avvenuto oggi a Los Angeles, negli Stati Uniti, provocato da un’auto che ha travolto la folla sulla famosa Santa Monica Boulevard, nel quartiere di East Hollywood. “Un mezzo è piombato sulla folla a Hollywood nelle prime ore di sabato ferendo 28 persone“, ha dichiarato il Dipartimento dei vigili del fuoco di Los Angeles, senza fornire ulteriori informazioni sulla causa dell’incidente.
Oltre 100 i vigili del fuoco sono intervenuti sul posto. Tre feriti sono in condizioni critiche, sei in condizioni gravi. Secondo le prime indiscrezioni, rivela Abc News, potrebbe trattarsi di un incidente causato da un autista che avrebbe perso conoscenza investendo la folla all’altezza di alcuni locali notturni. Sono in corso ulteriori verifiche.
“Abbiamo ricevuto segnalazioni di una ferita da arma da fuoco in uno dei pazienti“, ha dichiarato a Nbc News il capitano Adam VanGerpen, addetto all’informazione pubblica del dipartimento dei vigili del fuoco di Los Angeles. L’area in cui si è verificato l’incidente è vicina alla celebre Walk of Fame.
Metro sommerse e voli in ritardo di tre ore negli Stati Uniti per via delle alluvioni di queste ore. New York sta facendo i conti con le intense piogge torrenziali che l’hanno colpita negli ultimi giorni, con l’esondazione dell’Hudson sulle strade cittadine. Disagi anche in New Jersey e aeroporti a rischio maltempo.
Ancora maltempo sugli Stati Uniti, dove gli allagamenti hanno paralizzato prima il Texas e poi New York e i suoi sobborghi. Il National Weather Service ha emesso un avviso di alluvione per tutti e 5 i distretti della città. Il governatore del confinante New Jersey, inoltre, ha dichiarato lo stato di emergenza dopo che le piogge hanno provocato inondazioni in alcune parti dello Stato.
L’acqua ha quasi del tutto sommerso la metropolitana di Manhattan, con treni fermi mentre la pioggia ha trasformato le gallerie in veri e propri acquari. Alcune tratte sono state sospese mentre altre linee hanno subito forti ritardi a causa delle inondazioni. Altre zone della città e quella centrale dell’Hudson sono state messe a dura prova dalle inondazioni, con residenti bloccati nei negozi e nelle loro case. Anche i voli hanno subito ritardi di circa tre ore.
La governatrice Kathy Hochul ha fatto sapere su X che le difficoltà su strada e sulle linee ferroviarie non sono compatibili con spostamenti “non necessari“. Sono stati diversi, infatti, i salvataggi effettuati in queste ore.
Drivers! We’re closely monitoring flash flooding in the Hudson Valley. Road conditions are serious in Rockland and Westchester, where there have been several rescues.
— Governor Kathy Hochul (@GovKathyHochul) July 14, 2025
Allo stesso modo Pennsylvania e Connecticut sono a rischio inondazioni in queste ore proprio a causa delle violente tempeste che hanno colpito il Paese. Il Servizio Meteorologico Nazionale ha emesso allerte anche per Philadelphia e Levittown, in Pennsylvania. Interessate dall’arme anche Camden e Bergen in New Jersey,Chapel Hill e Carborundum nella Carolina del Nord. In allerta gli Stati e le città del Medio Atlantico, a rischio inondazione.
In questo momento, il New Jersey sta correndo ari ripari, soprattutto nella zona centrale dello Stato, dove il governatore Phil Murphy ha esortato la popolazione a restare in casa ed evitare spostamenti non necessari. L’aeroporto di Newark ha sospeso arrivi e partenze fino alle 21 a causa delle tempeste in atto.
La tempesta sta colpendo il nord-est degli Stati Unitiappena una settimana dopo le inondazioni improvvise che hanno provocato oltre 100 morti e quasi 170 dispersi in Texas.
Alluvione a New York, tempeste e piogge torrenziali: metro sott’acqua, strade allagate e Texas, si aggrava il bilancio dell’alluvione: 27 morti, 9 sono bambine. Ancora decine i minori dispersi
L’alluvione causata da piogge torrenziali che si è abbattuta sul Texas ha provocato almeno 27 morti, tra cui 9 bambini. Oltre 20 minori risultano dispersi da un campo estivo. Le ricerche continuano mentre le autorità sono criticate per la mancanza di allerta tempestiva
È salito a 27, tra i quali nove bambini, il numero dei morti causati dalla devastante alluvione che si è abbattuta ieri sul Texas dopo ore di piogge torrenziali seguite a una lunga fase di siccità. I soccorritori stanno cercando disperatamente di rintracciare oltre due dozzine di minori ancora dispersi da un campo estivo cristiano nella contea di Kerr, a circa 137 chilometri a nord-ovest di San Antonio.
Le precipitazioni cadute nella giornata di venerdì hanno fatto esondare il fiume Guadalupe, che ha raggiunto quasi nove metri di altezza nei pressi del Camp Mystic, dove erano presenti circa 750 ragazzi. Al momento, secondo quanto riferito da Dalton Rice, direttore municipale della vicina Kerrville, 27 partecipanti risultano ancora dispersi.
Questa mattina, le autorità hanno iniziato a evacuare circa 800 persone dalla zona, mentre le acque iniziavano lentamente a ritirarsi. Lo sceriffo della contea di Kerr, Larry Leitha, ha confermato che il bilancio provvisorio delle vittime comprende nove minori. Intanto, un altro campo estivo situato a circa un miglio di distanza da Camp Mystic, l’Heart O’ The Hills, ha annunciato la morte della propria direttrice, Jane Ragsdale.
Previste nuove precipitazioni – Il Servizio Meteorologico Nazionale (NWS) ha dichiarato che, sebbene l’emergenza legata all’alluvione sia in gran parte cessata nella contea di Kerr – epicentro dell’evento – sono previste ulteriori precipitazioni. L’allerta inondazioni resterà attiva fino alle 19 locali. Oltre mille soccorritori stanno operando sul campo nelle operazioni di ricerca e salvataggio. Impiegati anche elicotteri e droni: alcune persone sono state tratte in salvo direttamente dagli alberi. La Guardia Costiera statunitense è intervenuta con i suoi elicotteri per supportare gli sforzi.
Autorità sotto accusa per non aver disposto evacuazioni preventive – L’alluvione, avvenuta durante la notte del fine settimana del 4 luglio, ha colto di sorpresa residenti, campeggiatori e autorità. I funzionari sono ora al centro delle critiche per non aver emesso allerte tempestive o disposto evacuazioni preventive. Gli uffici statali per la gestione delle emergenze avevano avvertito già giovedì di possibili forti piogge e inondazioni improvvise per le regioni centro-occidentali del Texas. Tuttavia, secondo W. Nim Kidd, direttore della Divisione di Gestione delle Emergenze del Texas, “le previsioni meteorologiche non avevano previsto la quantità di pioggia che abbiamo visto“.
Oggi il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha assicurato il pieno impegno del governo federale nella risposta all’emergenza. “I nostri coraggiosi soccorritori sono sul posto e fanno ciò che sanno fare meglio“, ha scritto su Truth Social, aggiungendo che il Segretario della Sicurezza Interna, Kristi Noem, sarebbe presto arrivata sul posto.
Il disastro rievoca una tragedia simile avvenuta quasi 40 anni fa: nel 1987, lungo lo stesso fiume Guadalupe, dieci adolescenti persero la vita quando un autobus e un furgone di un campo religioso vennero travolti dalle acque in piena.
Disperse 20 ragazze. Trump: “Alluvione terribile e scioccante, ci occuperemo di loro”
Sono almeno 24 i morti accertati a seguito dell’alluvione che ha colpito il Texas nelle ultime ore. Molte le persone disperse dopo che una tempesta ha scatenato quasi 30 centimetri di pioggia poco prima dell’alba di venerdì, facendo straripare le acque del fiume Guadalupe. Tra i dispersi almeno 23 ragazze di un campo estivo femminile. La regione a rischio inondazioni, nota come Hill Country, è costellata di campi estivi secolari che attirano ogni anno migliaia di bambini da tutto lo Stato.
I funzionari statali hanno dichiarato che dalle 23 alle 25 ragazze di Camp Mystic, il campo cristiano lungo il fiume a Hunt, in Texas, risultano ancora disperse. Hanno rifiutato di fornire una stima del numero di persone disperse nella regione, ma hanno affermato che sono in corso massicce ricerche, con 237 persone finora tratte in salvo. “Chiedo alla gente del Texas di pregare seriamente”, ha detto il vicegovernatore Dan Patrick. “Pregate in ginocchio affinché troviamo queste ragazze”.
— Office of the Lieutenant Governor Dan Patrick (@LtGovTX) July 4, 2025
Trump: “Alluvione in Texas terribile e scioccante, ci occuperemo di loro” – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito “terribile” l’alluvione che ha colpito il Texas centrale e ha promesso il sostegno federale per le conseguenze del disastro. “È terribile. Le inondazioni? È scioccante. Non si sa ancora quante persone siano morte, ma sembra che alcuni giovani siano morti”, ha detto Trump ai giornalisti a bordo dell’Air Force One mentre si recava al suo golf club nel New Jersey, come riporta la Cnn. Alla domanda se ci saranno aiuti federali, ha risposto: “Oh sì, ci occuperemo di loro. Stiamo lavorando con il governatore. Stiamo lavorando con il governatore. È una cosa terribile”.Almeno 24 persone sono morte nella contea di Kerr, in Texas, dopo che una grave inondazione ha sommerso la zona.
A Texas DPS helicopter conducts arial searches along the Guadalupe River in the wake of a destructive flooding event in Kerrville on Friday July 4, 2025. (Christopher Lee/The San Antonio Express-News via AP)
Proseguono ricerche dispersi in Texas, elicotteri in volo senza sosta – Le ricerche dei dispersi e delle persone coinvolte nell’alluvione nel Texas centrale proseguono senza sosta nelle ore notturne, mentre le autorità statali e locali “restano in assetto di ricerca e soccorso”. Lo assicura il governatore del TexasGreg Abbott, secondo quanto riporta la Cnn. Gli elicotteri dei soccorritori dotati di tecnologia a infrarossi volano nel tentativo di localizzare eventuali vittime, afferma una fonte vicina alle ricerche. Sono almeno 24 le morti accertate e decine i dispersi
La sparatoria è avvenuta alla fine di una festa per il lancio dell’album del rapper di Chicago Mello Buckzz
Sparatoria nella notte aChicago, Illinois. Quattro persone sono state uccise e almeno 14 sono rimaste ferite nei pressi di un ristorante a River North. Lo riporta ABC7 Chicago citando la polizia locale.
La polizia ha riferito che un veicolo scuro è passato davanti alla folla e sono stati sparati dei colpi. Il veicolo si è poi dato alla fuga.
La strage dopo il party di un rapper – Un informatore presente sul posto ha dichiarato che le vittime sono state colpite da colpi di arma da fuoco mentre uscivano da un evento organizzato da un rapper locale. Le vittime sono due ragazzi di 24 e 25 anni e due donne.
Quattro dei feriti sono stati trasportati in ospedale in gravi condizioni.
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google 3 morti e 16 feriti in una sparatoria di massa fuori da una discoteca di Chicago: rapporto https://trib.al/R6sNFnK
Gli abitanti della zona raccontano di aver udito diversi colpi di arma da fuoco. La polizia sta ancora indagando, ma una fonte ha riferito a ABC7 che si ritiene siano coinvolti più tiratori.
La sparatoria è avvenuta alla fine di una festa per il lancio dell’album del rapper di Chicago Mello Buckzz, ha riferito al Sun-Times un testimone presente all’interno del locale. Diversi bossoli sono stati visti all’interno e all’esterno del locale. Un testimone ha dichiarato di aver udito almeno due dozzine di spari prima che diversi agenti di polizia si precipitassero sul posto.
Sull’imbarcazione c’erano 53 passeggeri e 12 membri dell’equipaggio, si cercano i dispersi
Almeno quattro persone sono morte e 23 sono state tratte in salvo dopo che un traghetto è affondato mentre era diretto all’isola di Bali, in Indonesia. “I dati relativi al carico del traghetto parlano di 53 passeggeri e 12 membri dell’equipaggio”, ha dichiarato l’agenzia di soccorso di Surabaya in un comunicato, aggiungendo che l’imbarcazione è affondata intorno alle 23:20 ora locale.
L’uomo ha “intenzionalmente” appiccato un incendio sulla Canfield Mountain
Due vigili del fuoco sono stati uccisi e un terzo è rimasto ferito a colpi d’arma da fuoco da un uomo che, come riferito dalla polizia, ha “intenzionalmente” appiccato un incendio a Coeur d’Alene, in Idaho, per attirare i pompieri in un’imboscata. Il responsabile della sparatoria è stato trovato morto sulla Canfield Mountain e accanto a lui è stata rinvenuta un’arma che è stata presumibilmente usata nella sparatoria.
Gli Usa attaccano l’Iran. Trump: “Cancellati i siti nucleari”. Netanyahu ringrazia: “La pace si realizza con la forza”. 30 missili lanciati contro Israele
L’operazione, avvolta nel massimo riserbo, ha innescato una risposta immediata da parte di Teheran: la Repubblica islamica ha infatti lanciato un attacco missilistico contro l’area metropolitana di Tel Aviv
Dopo le parole, Donald Trump passa ai fatti e a sorpresa nella notte, ha attaccato l’Iran, schierandosi al fianco di Israele dopo 9 giorni di guerra.
Stasera posso riferire al mondo che gli attacchi sono stati un successo militare spettacolare“, ha dichiarato Trump in un discorso alla nazione, aggiungendo che hanno preso di mira il cruciale impianto di arricchimento nucleare sotterraneo di Fordo insieme alle strutture di Natanz e Isfahan. “I principali impianti di arricchimento nucleare dell’Iran sono stati completamente e totalmente cancellati. L’Iran, il bullo del Medio Oriente, deve ora fare la pace“, ha dichiarato Trump.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahusi è congratulato gli Usaper gli attacchi, affermando che “con la forza impressionante e giusta degli Stati Uniti cambierà la storia“. Su X il premier israeliano ha scritto: “Il presidente Trump e io diciamo spesso: la pace attraverso la forza. Prima viene la forza, poi viene la pace“.
Aiea convoca riunione di emergenza per lunedì – L’organismo di controllo nucleare delle Nazioni Unite Aiea ha convocato una riunione d’emergenza del consiglio dei governatori per domani. “Alla luce dell’urgente situazione in Iran, ho convocato una riunione d’emergenza del consiglio dei governatori dell’Aiea per domani“, ha annunciato sui social il direttore generale dell’Aiea, Rafael Mariano Grossi.
President Trump and I often say: ‘Peace through strength.’
— Benjamin Netanyahu – בנימין נתניהו (@netanyahu) June 22, 2025
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google Il presidente Trump e io diciamo spesso: “La pace attraverso la forza”. Prima viene la forza, poi viene la pace. E stasera,@realDonaldTrump e gli Stati Uniti hanno agito con molta forza.
La reazione dell’Iran – Condannando gli attacchi statunitensi come “senza legge e criminali”, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che il suo Paese ha il diritto di difendere la propria sovranità. “Gli eventi di questa mattina sono oltraggiosi e avranno conseguenze eterne“, ha scritto su X.
“L’Iran si riserva tutte le opzioni per difendere la sua sovranità, i suoi interessi e il suo popolo”.
Le sirene continuano a suonare a Tel Aviv e le esplosioni sono state udite da Gerusalemme, mentre la TV di Stato iraniana annunciava il lancio di una nuova salva di missili. Teheran ha dichiarato che non ci sono “segni di contaminazione” dopo gli attacchi statunitensi e i regolatori sauditi hanno detto che “non sono stati rilevati effetti radioattivi” nella regione del Golfo. I media iraniani hanno confermato che sono stati attaccati parte dell‘impianto di Fordo e i siti nucleari di Isfahan e Natanz.
Attacco a sorpresa – Trump non ha aspettato quindi le due settimane per decidere se unirsi a Israele, in una mossa che molti hanno visto come una finestra di opportunità diplomatica. Ma la decisione del repubblicano di colpire l’Iran è arrivata a sorpresa.
Affiancato dal vicepresidente JD Vance, dal segretario alla Difesa Pete Hegseth e dal segretario di Stato Marco Rubio, Trump ha affermato che i futuri attacchi saranno “molto più consistenti” se l’Iran non raggiungerà una soluzione diplomatica.
“Ricordate, ci sono ancora molti obiettivi”, ha detto.
Trump, tuttavia, non ha fatto alcun accenno al cambio di regime, nonostante la settimana scorsa avesse avvertito che la guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, era un “obiettivo facile”.
Il raid sui siti nucleari iraniani è stato effettuato da bombardieri stealth B-2che hanno sganciato le cosiddette “bombe bunker”, insieme a missili da crociera Tomahawk lanciati da sottomarini, secondo quanto riportato dai media statunitensi.
Le immagini pubblicate dalla Casa Bianca hanno mostrato Trump con un berretto rosso “Make America Great Again” mentre incontrava i massimi funzionari della sicurezza nazionale nella Situation Room, poco prima dell’annuncio degli attacchi.
Dopo il discorso, Trump ha messo in guardia l’Iran da “qualsiasi ritorsione”. L’Iran e i suoi proxy hanno già attaccato in passato basi militari statunitensi nella regione, anche in Iraq. Sabato gli alleati iraniani degli Huthi nello Yemen avevano minacciato di riprendere gli attacchi alle navi statunitensi nel Mar Rosso se Washington si fosse unita alla guerra.
Il Presidente degli Stati Uniti ha intensificato la sua retorica contro l’Iran da quando Israele ha colpito per la prima volta l’Iran il 13 giugno, ripetendo la sua insistenza sul fatto che l’Iran non potrà mai avere un’arma nucleare.
L’Iran nega di essere alla ricerca di una bomba atomica e sabato Pezeshkian ha detto che il suo diritto di perseguire un programma nucleare civile “non può essere portato via… da minacce o dalla guerra”.
Una nuova escalation – La Guardia Rivoluzionaria iraniana ha annunciato domenica presto che “droni suicidi” sono stati lanciati contro “obiettivi strategici” in Israele. Gli attacchi militari statunitensi contro l’Iran minacciano anche di provocare tensioni politiche in patria per Trump.
La tv iraniana stamattina all’alba ha annunciato un nuovo attacco missilistico contro Israele. “Queste immagini in diretta che state vedendo riguardano una nuova salva di missili iraniani lanciati sui territori occupati”, ha detto un presentatore in onda, riferendosi a Israele. Citando “fonti”, un presentatore ha detto che “30 missili sono stati lanciati su Israele dall’Iran”.
l plauso dei ministri israeliani – “Mi congratulo con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump per la sua storica decisione di distruggere i tre impianti nucleari in Iran per proseguire l’operazione israeliana e garantire che l’Iran non possieda un’arma nucleare che metta in pericolo Israele, i Paesi della regione e la sicurezza nazionale degli Stati Uniti“, ha dichiarato ilministro della Difesa israeliano Israel Katz.
Anche il suo predecessore,l’ex ministro Yoav Gallant, ha parlato sul suo account Xdell’intervento degli Stati Uniti in questo conflitto, che, a suo dire, porterà maggiore sicurezza a Israele e in Medio Oriente.
“Israele e il Medio Oriente sono più sicuri stamattina dopo gli attacchi mirati dell’esercito statunitense, resi possibili dai successi operativi delle Forze di Difesa Israeliane e del Mossad, e dalla stretta collaborazione con le forze di sicurezza“, ha dichiarato Gallant.
Anche il ministro degli Esteri Gideon Saar ha elogiato Trump, affermando che “stasera ha scritto il suo nome a lettere d’oro nei libri di Storia“.
“Sarà ricordato per sempre come un vero amico del popolo ebraico e dello Stato di Israele“, ha aggiunto in un messaggio pubblicato sul suo account X. Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, un radicale e colono, ha espresso sentimenti simili, ringraziando Trump per il suo “incrollabile impegno per lo Stato di Israele e la pace nel mondo“.
Anche il presidente israeliano Isaac Herzog ha applaudito la decisione di Trump in una dichiarazione, affermando che “questo è un momento in cui i principi di libertà, responsabilità e sicurezza hanno trionfato“ e aggiunge “Questo passo coraggioso contribuisce alla sicurezza dell’intero mondo libero. Spero che porti a un futuro migliore per il Medio Oriente e contribuisca all’urgente rilascio dei nostri ostaggi tenuti prigionieri a Gaza“.
Il dissenso in USA – La questione ha aperto una spaccatura nel movimento “MAGA” di Trump, con molti sostenitori repubblicani chiave che chiedono a Trump di evitare di coinvolgere gli Stati Uniti in un’altra guerra straniera. La prima vittoria di Trump alle elezioni del 2016, in particolare, è avvenuta grazie alle sue promesse di far uscire l’America dalle guerre in Iraq e Afghanistan. Le critiche arrivano anche dai democratici. Il leader democratico statunitense Hakeem Jeffries ha dichiarato che Trump rischia di “impelagare gli Stati Uniti in una guerra potenzialmente disastrosa in Medio Oriente”, mentre altri lo hanno accusato di aggirare il Congresso per lanciare una nuova guerra.
Le immagini Idf dell’attacco alla centrale nucleare inattiva di Arak
In Iran tra i siti bersagliati dall’Aeronautica militare israeliana nelle ultime ore c’è il reattore ad acqua pesante di Arak
In Iran, tra i siti bersagliati dall’Aeronautica militare israeliana nelle ultime ore c’è il reattore ad acqua pesante di Arak. La conferma è arrivata dalla televisione di stato iraniana, secondo cui non vi era “alcun pericolo di radiazioni“, assicurando inoltre che l’impianto era già stato evacuato prima dell’attacco.
L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) ha confermato che il reattore ad acqua pesante di Arak, in Iran, e’ stato colpito da Israele ma “era in costruzione, non operativo, e non conteneva materiale nucleare“. “Non ci sono effetti radiologici“, ha sottolineato l’agenzia su X.
Vance Boelter, 57 anni, era ricercato da due giorni dalla polizia
Dopo due giorni di ricerche, la polizia statunitense ha trovato e arrestato Vance Boelter, l’uomo accusato di aver ucciso a colpi d’arma da fuoco la deputata statale delMinnesota Melissa Hortman e suo marito Mark, e di aver ferito il senatore statale John Hoffman e sua moglie. Entrambi i politici erano del Partito Democratico, e secondo la polizia Boelter avrebbe agito per motivi politici. I due attacchi sono avvenuti in due momenti separati ma entrambi a Brooklyn Park, un comune alla periferia di Minneapolis, la città principale del Minnesota.
Boelter, 57 anni, è ora accusato di due omicidi e di due tentati omicidi. Gli agenti di polizia che lo cercavano lo hanno trovato nei boschi vicino a Green Isle, una cittadina a sud-ovest di Minneapolis, dove viveva con la moglie e i figli. Il capo della polizia locale ha definito i due giorni di ricerche di Boelter «la più grande caccia all’uomo nella storia» del Minnesota. Lo sceriffo della contea di Ramsey (che è limitrofa a quella di Sibley, dove si trova Green Isle) ha postato su Facebook una foto di Boelter dopo l’arresto (nella foto sono oscurati i volti degli agenti).
Traduzione: Il volto del male. Dopo un implacabile e determinato lavoro di polizia, l’assassino è ora in custodia. Grazie alla dedizione di molte agenzie che collaborano insieme al supporto della comunità, la giustizia è un passo in più.
Domenica la polizia aveva trovato un’auto usata da Boelter nella campagna della contea di Sibley, quella in cui l’uomo viveva, e un poliziotto aveva detto di averlo visto correre nei boschi della zona: a quel punto la polizia ha organizzato le ricerche con 20 diverse squadre, dividendo l’area boschiva in cui poteva trovarsi Boelter e usando anche un elicottero oltre agli agenti a piedi. Boelter è stato infine trovato dopo diverse ore ed è stato arrestato senza che provasse a scappare o opponesse resistenza.
I due attacchi ai politici Democratici erano avvenuti nella notte tra venerdì e sabato. Secondo le indagini Boelter si sarebbe presentato nelle case dei due politici fingendosi un agente di polizia, indossando una maschera e mostrando un distintivo falso. Gli agenti sono intervenuti intorno alle 2 del mattino dopo una chiamata della figlia di Hoffman, il politico ferito. Si erano anche imbattuti nel presunto omicida, che però era riuscito a scappare dopo aver sparato agli agenti.Hoffman e la moglie sono stati operati e non sono in pericolo di vita.
Sulla scena del crimine era stata trovata anche una finta auto della polizia che sarebbe stata usata da Boelter. Dentro c’erano molti indizi del fatto che avesse agito per ragioni politiche: era stato trovato un manifesto politico e una lista di obiettivi con circa 70 nomi di persone legate in vario modo al sostegno del diritto all’aborto. C’erano i due parlamentari colpiti e altri politici Democratici, medici,persone note nella comunità e nel mondo imprenditoriale della zona. C’erano segnate anche alcune sedi di Planned Parenthood, l’organizzazione statunitense di cliniche che offrono servizi per la salute riproduttiva e praticano aborti.
Hortman, la deputata uccisa, faceva politica a livello locale da più di vent’anni, ed era stata per sei anni presidente della Camera del Minnesota. Negli ultimi anni si era spesa molto per l’approvazione di provvedimenti per il diritto all’aborto.
Negli scorsi giorni il New York Times ha intervistato un uomo, David Carlson, che dice di essere uno dei migliori amici di Boelter e ha dato diverse informazioni su di lui: ha raccontato che è un cristiano profondamente contrario all’aborto, che l’anno scorso aveva votato per Donald Trump e che possiede armi da fuoco. Ha anche detto che da qualche tempo stava avendo problemi di salute mentale.
Hanno colpito il principale deposito di carburante di Teheran e giacimenti di gas a sud, danneggiando uno dei settori più importanti per l’economia del paese
Un deposito di carburante della zona sud di Teheran in fiamme dopo essere stato colpito, nelle prime ore del 15 giugno (AP Photo/Vahid Salemi)
Nella notte tra il 14 e il 15 giugno, nel secondo giorno di attacchi tra i due paesi, Israeleha colpito le infrastrutture energetiche iraniane danneggiando il principale deposito di carburante della capitale Teheran e un importante giacimento di gas. Ha attaccato anche i depositi di Shahran e di Shahr Rey, rispettivamente nella zona nordoccidentale e in quella meridionale di Teheran. L’Iran è tra i principali produttori ed esportatori di idrocarburi a livello mondiale: il settore è una fonte importante di entrate per il regime, e la decisione di Israele di colpire proprio queste strutture indica che gli attacchi stanno diventando ancora più duri e su larga scala.
Il deposito più importante tra quelli coinvolti negli attacchi di sabato è quello di Shahran: ha almeno 11 grandi serbatoi di stoccaggio, una capacità che equivale a tre giorni del fabbisogno della capitale, da cui ogni giorno passano 8 milioni di litri di carburante. È quindi essenziale per l’approvvigionamento di Teheran e delle regioni circostanti.
Il deposito di Shahran in fiamme, il 15 giugno a Teheran (Stringer/Getty Images)
Il deposito si trova all’interno della città e da anni il regime valutava di trasferirlo, proprio temendo un attacco. Quello israeliano di stanotte ha causato esplosioni e incendi, che domenica mattina il ministero dell’Energia iranianoha detto di avere sotto controllo.
#BREAKING Electricity has been cut in Tehran’s Shahran neighborhood after Israeli airstrikes targeted gasoline and oil depots in the western part of the city. pic.twitter.com/5PSaxzGKe7
— Iran International English (@IranIntl_En) June 14, 2025
Il governo iraniano ha smentito che sia stata danneggiata anche la raffineria che si trova vicino al deposito (colpito) di Shahr Rey, una delle più grandi del paese.
Sabato pomeriggio Israeleaveva attaccato anche due siti energetici nella regione meridionale di Bushehr, tra cui una delle aree del giacimento di gas South Pars, nella città portuale di Kangan. Il giacimento, che l’Iran condivide con il Qatar, è uno dei più grandi al mondo ed è fondamentale per le esportazioni del paese. Gli incendi sono stati spenti, ma la produzione di gas dello stabilimento è stata sospesa. È stata colpita anche la raffineria di Fajr Jam, sempre in questa parte del paese.
The fire at the Shahran Oil Depot to the west of the Iranian capital of Tehran continues to spread to the remainder of the tanks, which appears to consist of at least 11. pic.twitter.com/P5a1ptX2ZB
Nonostante abbia grosse riserve, da mesi l’Iran sta affrontando una crisi energetica dovuta principalmente all’arretratezza delle sue infrastrutture e alle sanzioni internazionali a cui è sottoposta la sua economia. Prima dell’inizio dei bombardamenti erano frequenti i blackout e i razionamenti delle forniture.
Venerdì, prima degli attacchi alle infrastrutture, le preoccupazionisull’approvvigionamento di petrolio ne avevano fatto salire il prezzo di quasi il 9 per cento sia sui mercati statunitensi che su quelli europei (nel weekend le contrattazioni si fermano). Come ritorsione l’Iran potrebbe bloccare lo Stretto di Hormuz, che divide il paese dalla penisola araba e da cui passa un quarto del petrolio mondiale: sabato il generale iraniano Esmail Kosari ha dettoche il regime sta valutando questa possibilità.
Tensione nelle strade della città alla californiana: continuano le proteste anti-Trump
Dopo le manifestazioni della settimana scorsa contro le retate nei confronti dei migranti decise dall’amministrazione di Washington, in diverse città degli Stati Uniti sabato i dimostranti sono tornati aprotestare contro il presidente Trump con lo slogan ‘No Kings’. ALos Angeles la polizia nel quartiere di Downtown ha disperso i manifestanti, sparando anche lacrimogeni, prima del coprifuoco in vigore dalle ore 20.
LIVE: ‘No Kings’ protest held against Trump in Los Angeles – Associated Press
Sabato 14 giugno 2025
Le manifestazioni contro Trump, nel giorno della grande parata militar
Sono state organizzate in molte città degli Stati Uniti, oggi che è anche il suo compleanno
Le manifestazioni contro Trump, nel giorno della grande parata militare – San Francisco (Santiago Mejia/San Francisco Chronicle via AP)
Negli Stati Uniti migliaia di personestanno partecipando alle manifestazioni organizzate contro il presidente Donald Trump in moltissime città, con lo slogan “No Kings Day”. Le proteste sono state organizzate in concomitanza con la grande parata militare in programma nella capitale Washington per celebrare il 250° anniversario della nascita dell’esercito americano, peraltro nello stesso giorno in cui Trump compie 79 anni. La parata era molto voluta da Trump, e finora i tentativi di organizzarla erano stati scoraggiati dai generali dell’esercito. Gli eventi “No Kings Day” in programma per oggi sono circa duemila, scriveReuters.
La manifestazione No Kings Day a Philadelphia, 14 giugno 2025 (AP Photo/Yuki Iwamura)
Le manifestazioni erano state annunciate in seguito alle retate organizzate a Los Angeles dall’ICE, l’agenzia federale statunitense responsabile del controllo della sicurezza delle frontiere e dell’immigrazione, in cui erano state arrestate decine di presunti immigrati irregolari. In risposta alle retate erano nate manifestazioni spontanee e pacifiche, ma gli scontri si sono intensificati domenica 8 giugno, il giorno dopo l’annuncio dell’invio della Guardia Nazionale da parte di Trump.
Le ragioni per cui le persone stanno manifestando sabato riguardano quindi le contestate politiche sull’immigrazione dell’amministrazione Trump ma anche la mobilitazione militare interna, i tagli delle spese federali e la parata a Washington. Non erano state previste manifestazioni nella capitale, ma un corteo pacifico sta comunque attraversando il centro città, scortato dalla polizia. Gli eventi si stanno svolgendo nelle maggiori città statunitensi tra cui New York, San Francisco, Philadelphia, Houston, Los Angeles, senza particolari problemi. Solo in una zona nord di Atlanta, finora, la polizia ha lanciato dei lacrimogeni contro un gruppo di manifestanti che si stava dirigendo verso un’autostrada. In Minnesota tutte le manifestazioni sono state cancellate dopo l’uccisione di una deputata statale, Melissa Hortman, del Partito Democratico, e di suo marito Mark.
Le manifestazioni contro Trump, nel giorno della grande parata militare – Houston (Raquel Natalicchio/Houston Chronicle via AP)
Un giudice di San Francisco ha dichiarato illegale lo schieramento della Guardia Nazionale a Los Angeles da parte di Donald Trump.
La sentenza del giudice Charles Breyer rappresenta è una vittoria significativa per il governatore democratico della California Gavin Newsom.
“Le azioni di Donald Trump sono state illegali e sono andate oltre i limiti della sua autorità violando il decimo emendamento della Costituzione americana. Il presidente deve pertanto restituire immediatamente il controllo della Guardia Nazionale della California al governatore dello Stato, ha scritto il giudice nella sua sentenza di 36 pagine. Il Dipartimento di Giustizia ha chiesto la sospensione dell’ordine in un documento depositato in tribunale. “È – si legge – una straordinaria intrusione nell’autorità costituzionale del presidente, in qualità di comandante in capo, di richiamare la Guardia Nazionale quando necessario per proteggere i funzionari federali“. Secondo il ricorso, quella del giudice è anche una “intrusione nell’autorità statutaria che riserva al presidente il potere di mobilitare le Guardie Nazionali statali al servizio federale“.
Alcune si sono estese fino a diventare proteste contro l’amministrazione Trump
Robyn Beck / AFP – Proteste in Usa
Le proteste contro l’Immigration and Customs Enforcement (ICE), iniziate venerdì a Los Angeles, hanno scatenato manifestazioni simili in diverse città degli Stati Uniti, alcune delle quali si sono estese fino a diventare proteste contro l‘amministrazione Trump. Ecco secondo i media Usa dove si stanno svolgendo.
A New York centinaia di persone hanno marciato in modo pacifico per ore ieri a Manhattan nel corso della giornata. Ma la situazione si è aggravata in serata, con scontri tra polizia e manifestanti che si erano radunati vicino all’edificio che ospita l’ufficio dell’ICE di New York. I video circolati sul web mostrano i manifestanti a terra mentre la polizia cerca di ammanettarli, mentre altri dimostranti lanciavano bottiglie d’acqua agli agenti.
A Chicago i manifestanti si sono scontrati con la polizia. Proteste sono scoppiate in diverse città del Texas. Lunedì la polizia di Austin ha dichiarato una protesta come assembramento illegale, utilizzando successivamente gas lacrimogeni e arrestando 13 persone. Anche a Dallas c’è stato un teso scontro tra manifestanti e polizia sempre lunedì. A San Antonio, centinaia di persone si sono radunate domenica davanti al Municipio per una protesta pacifica, ma in vista di ulteriori proteste previste per questa settimana, il governatore Greg Abbott ha annunciato l‘invio della Guardia Nazionale del Texas in diverse località dello Stato.
A San Francisco due tribunali per l’immigrazione nella Bay Area hanno chiusomartedì pomeriggio a causa delle proteste, secondo una fonte vicina alla situazione. Gli attivisti hanno riferito all’Associated Press che sono stati effettuati diversi arresti, sebbene non sia stato immediatamente chiaro quale agenzia li abbia effettuati. Il Dipartimento di Polizia di San Francisco ha dichiarato di non aver effettuato arresti all’esterno dell’edificio.
I manifestanti anti-ICE si sono radunati anche a Denver, in Colorado, e hanno marciato lungo le principali arterie stradali, con la polizia che alla fine ha bloccato le strade alle loro spalle, secondo l’AP. Un portavoce del Dipartimento di Polizia di Denver ha dichiarato alla CNN che non hanno utilizzato gas lacrimogeni, contrariamente ad alcune fonti. Altre proteste si sono svolte anche a Santa Ana, Las Vegas, Atlanta, Philadelphia, Milwaukee, Seattle, Boston e Washington, DC.
Dopo Los Angeles ce ne sono state anche a New York, in Texas e nel resto del paese, con vari scontri tra manifestanti e forze dell’ordine
New York, 10 giugno (REUTERS/Eduardo Munoz)
Negli ultimi giorni ci sono state proteste contro l’amministrazione del presidente Donald Trump in molte delle principali città statunitensi: tra le altre New York, Boston, Atlanta, Chicago, Austin, Dallas, San Francisco e Philadelphia. Sono cominciate sulla scia delle grosse manifestazioni in corso a Los Angeles da venerdì, che sono diventate un caso nazionale dopo che l’amministrazione ha scavalcato le autorità californiane ordinando l’intervento dell’esercito.
A Manhattan martedì le proteste sono state in gran parte pacifiche, ma verso sera un gruppo di manifestanti si è scontrato con la polizia davanti alla sede dell’ICE, l’agenzia del governoper il controllo delle frontiere e la gestione dell’immigrazione. A Chicago c’è stato qualche scontro, e un’auto è passata in mezzo ai manifestanti, senza però colpirne nessuno.
Ad Austin, in Texas, lunedì la polizia ha disperso i manifestanti con gas urticante, e anche a Dallas(sempre in Texas) ci sono stati scontri con le forze dell’ordine. Il governatore dello stato Greg Abbott (Repubblicano) ha detto che potrebbe far intervenire la Guardia Nazionale, il principale corpo dei riservisti dell’esercito statunitense, che solitamente viene schierato in caso di disastri naturali o proteste molto violente. A Los Angeles era stato direttamente Trump a inviare la Guardia Nazionale,scontrandosi con il governatore della California Gavin Newsom (Democratico).
La sindaca Bass: “Fermiamo vandalismo e saccheggi”. Proteste anche a New York. Il presidente Usa: “In California un vero e proprio assalto alla pace”
Polizia in azione a Los Angeles – (Afp)
Ancora caos a Los Angeles. Dopo l’invio dei Marines da parte del presidente Donald Trump, la sindaca Karen Bass ha dichiarato lo stato di emergenza locale e imposto un coprifuoco notturno nel centro della città, dopo diverse notti di disordini, vandalismi e saccheggi. “Ho dichiarato un’emergenza locale e imposto un coprifuoco per fermare il vandalismo e i saccheggi nel centro di Los Angeles“, ha dichiarato ai giornalisti.
Le manifestazioni sono nate in risposta a un’ondata di arresti da parte delle autorità migratorie in una città con una significativa presenza di popolazione straniera e latinoamericana.
La misura, per tutta la notte fino alle 6 del mattino, riguarda un’area ristretta di circa 2,5 chilometri quadrati e si applica a tutti, eccetto residenti, giornalisti e operatori dei servizi di emergenza. Le proteste, inizialmente pacifiche, sono degenerate dopo il tramonto, con piccoli gruppi che hanno approfittato della confusione per danneggiare proprietà, incendiare veicoli e saccheggiare negozi.
Polizia Los Angeles: “Arresti di massa” –La polizia di Los Angeles ha annunciato dal canto suo di aver avviato arresti di massa contro gruppi di manifestanti che hanno violato il coprifuoco imposto nel centro città, dopo giorni di proteste contro la politica migratoria del governo statunitense. “Gruppi multipli continuano a radunarsi… e sono in corso arresti di massa. Il coprifuoco è in vigore“, ha scritto il dipartimento di polizia su X, senza specificare il numero di fermi effettuati.
Proteste anche a New York, oltre 80 arresti – Una manifestazione contro l’agenzia federale Ice a Lower Manhattan, nel cuore di New York, è degenerata nella notte in violenti scontri tra manifestanti e polizia, con oltre 80 arresti e scene caotiche per le strade del centro. Come riporta il New York Post, migliaia di persone si sono radunate a Foley Square per protestare contro le deportazioni in corso nella città, al grido di ‘Abolire l’Ice‘ e “cacciare l’Ice da New York“. Dopo ore di protesta pacifica, al calare del sole sono esplosi disordini, con lanci di oggetti contro gli agenti,uso di spray al peperoncino da parte della polizia e arresti brutali documentati in video.
Tra i partecipanti anche figure istituzionali come la consigliera di Brooklyn Shahana Hanif e il Public Advocate Jumaane Williams, che hanno duramente attaccato il sindaco Eric Adams per il presunto sostegno alle operazioni Ice. “Il sindaco sta collaborando con Trump per militarizzare le nostre strade“, ha dichiarato Hanif. Williams ha invece accusato la Nypd di permettere che “l’Ice rapisca persone in città“. La protesta di Manhattan si inserisce in un’ondata nazionale di mobilitazioni contro l’agenzia federale, con manifestazioni simili rilevate anche a San Francisco, Seattle e Chicago, oltre ai noti disordini prolungati a Los Angeles.
Trump – Il presidente Usa Donald Trump ha definito le proteste un’invasione da parte di un “nemico straniero” e ha ordinato l’invio di migliaia di soldati, decisione che ha innescato un duro scontro istituzionale con il governatore Gavin Newsom.
E dopo aver descritto i manifestanti come “animali” che “portano con orgoglio le bandiere di altri Paesi”, ma non la bandiera statunitense e sostenendo che sono pagati da qualcuno, alle truppe di Fort Bragg, nella Carolina del Nord, il tycoon ha detto: “Ciò a cui state assistendo in California è un vero e proprio assalto alla pace, all’ordine pubblico e alla sovranità nazionale, portato avanti da rivoltosi che sventolano bandiere straniere con l’obiettivo di continuare l’invasione straniera del nostro Paese“.
Trump ha quindi confermato l’intenzione di estendere a livello nazionale le operazioni di espulsione di massa già attuate a Los Angeles, nonostante le forti proteste. “Li stiamo mandando via e continueremo a farlo“, ha dichiarato alla stampa, avvertendo che le eventuali manifestazioni contro la linea dell’amministrazione “saranno affrontate con forza pari o superiore“.
Trump ha difeso quindi la repressione delle proteste con un messaggio chiaro al resto del Paese: “Se non avessimo reagito con forza, le rivolte si sarebbero diffuse ovunque“. La nuova offensiva sugli arresti da parte dell’Icearriva dopo pressioni interne, guidate dal vice capo di gabinetto Stephen Miller, per accelerare le deportazioni e colmare le lacune rispetto agli obiettivi dichiarati durante la campagna elettorale.
Il presidente americano ha inoltre avvertito che eventuali manifestanti durante la parata militare di sabato a Washington saranno affrontati con “una forza molto pesante“. La parata, organizzata per celebrare i 250 anni dell’Esercito statunitensee coincidente con il 79º compleanno di Trump, sarà accompagnata da imponenti misure di sicurezza, tra cui barriere già installate attorno alla Casa Bianca. Rivendicando lo spirito patriottico dell’iniziativa, Trump ha dichiarato: “Se non avessimo vinto la Seconda guerra mondiale, oggi parlereste tedesco o giapponese. Sarebbe una combinazione dei due“.
E, interpellato sulla possibilità di invocare l’Insurrection Actper rispondere alle proteste, ha ribadito che “se c’è un’insurrezione, lo farei certamente”.
Washington Post: “Anche italiani’ tra i 9mila migranti mandati a Guantanamo” Secondo il Washington Post l’amministrazione Trump si sta preparando ad avviare il trasferimento potenziale di migliaia di stranieri, illegalmente negli Stati Uniti, nella base militare di Guantanamo, a Cuba. Le operazioni dovrebbero iniziare in settimana e dovrebbero coinvolgere anche cittadini italiani. Il quotidiano afferma che “gli stranieri sotto esame” provengono anche da “nazioni europee alleate“.
In Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna scatteranno le prime limitazioni nei giorni feriali dalle 8.30 alle 18.30
A partire dal 1° ottobre 2025, in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna scatteranno le prime limitazioni alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5, per contrastare l’inquinamento atmosferico. Non ovunque e non sempre: solo nei comuni con popolazione superiore ai 30mila abitanti, nei giorni feriali dalle 8.30 alle 18.30 da ottobre ad aprile.
Il blocco interesserà «7 milioni di veicoli e più di 100mila veicoli Euro 5 solo a livello commerciale» spiega il ministro dei trasporti Matteo Salvini che si schiera per «scongiurare il blocco» che «sarebbe, soprattutto nella pianura Padana, causa di enormi problemi famigliari, lavorativi e commerciali». Il vicepremier è già personalmente al lavoro per «un emendamento da inserire nel decreto Infrastrutture per evitare il blocco».
Quali sono le auto allo stop – Le restrizioni, valide ogni annotra il 1° ottobre e il 31 marzo, riguarderanno auto e veicoli commerciali diesel delle categorie N1 (furgoni piccoli, van aziendali, pick-up), N2 (camion medi, furgoni cassonati grandi, autocarri) e N3 (camion pesanti, TIR, mezzi per logistica e cantieri). Le auto Euro 5 sono quelle immatricolate tra il 2011 e il 2015. Per controllare a quale classe ambientale appartiene il proprio veicolo bisogna consultare il libretto di circolazione alla voce V.9. I blocchi si applicheranno nei comuni con oltre 30 mila abitanti.
Le fasce orarie – Qualora lo stop andasse in porto, riguarderebbe i giorni feriali (quindi da lunedì a sabato) dalle ore 8 alle ore 18.30 ogni anno, dal 15 settembre al 15 aprile (la prima volta, come detto, si partirebbe il 1° ottobre 2025). Il numero di auto coinvolte sarebbe considerevole: in Piemonte sarebbero circa 250mila i veicoli fermi che rappresentano circa l’8% delle auto in circolazione mentre in Veneto lo stop sarebbe ancora peggiore con più di 350 mila vetture ferme.
Nuovi piani per la qualità dell’aria – Entro dodici mesi dall’entrata in vigore del decreto legge 12 settembre 2023, n. 121, le quattro Regioni dovranno aggiornare i propri piani di qualità dell’aria, integrando i nuovi limiti e valutando i risultati delle misure già in atto. Dal 1° ottobre 2025, il blocco dei diesel Euro 5 diventerà parte integrante di questi piani regionali.
Salvini: «Impegnati per evitare blocco» – «Sto lavorando personalmente a unemendamento da inserire nel decreto infrastruttureche è in arrivo al Parlamento per evitare questo blocco che sarebbe, soprattutto nella pianura Padana, causa di enormi problemi famigliari, lavorativi e commerciali». Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini ha espresso il suo impegno per evitare il blocco nel suo intervento al direttivo Alis. Il blocco interesserà «7 milioni di veicoli e più di 100mila veicoli Euro 5 solo a livello commerciale. La transizione va accompagnata non va imposta con blocchi o divieti», ha aggiunto Salvini.
L’assessore all’Ambiente e Clima della Lombardia Giorgio Maione ha spiegato: «Non possiamo essere i soli in Europa con un blocco che coinvolgerebbe più di mezzo milione di veicoli. Bisognariaprire la discussione con Bruxelles e Roma per trovare più risorse e soluzioni condivise».
Stop dall’Ue alle auto diesel euro 5: da ottobre fermi oltre un milione di veicoli
I veicoli a gasolio immatricolati tra il 2011 e il 2015 non potranno più circolare nei comuni con più di 30 mila abitanti. Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto le regioni interessate
Arriva il blocco delle auto diesel euro 5. Dal primo ottobre, in linea con quanto previsto dal decreto legge 12 settembre 2023, n.121, oltre un milione di veicoli, in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto, saranno costretti a fermarsi. Il provvedimento riguarda solo i comuni con più di 30 mila abitanti, è valido nei giorni feriali dalle 8.30 alle 18.30, e il termine è fissato per il 15 aprile 2026. Continuerà a riprendere il suo corso dopo la stagione estiva, a partire da settembre dello stesso anno, con limitazioni ancora da definire.
Quali auto saranno costrette a fermarsi – Lo stop riguarda le auto diesel euro 5 immatricolate negli anni tra il 2011 e il 2015. Con il termine euro riferito alle auto si identifica quale normativa è stata usata per omologare la vettura e il rispettivo limite massimo di emissioni di Co2. Veneto e Lombardia saranno le regioni più colpite:in Veneto i motori di più di 340 mila veicoli resteranno spenti, in Lombardia raggiungono i 484 mila.
Le cause vanno imputate all’eccessivo inquinamento atmosferico presente nella Pianura Padana; l’obiettivo perseguito è la riduzione dei livelli di anidride carbonica e delle polveri sottili.
Agli automobilisti che non possono cambiare auto, le regioni consentono di installare il dispositivo Move-In, in grado di tracciare gli spostamenti consentendo ai proprietari di percorrere solo un certo numero di chilometri all’anno, senza limiti di giorni o orari.
Salvini: «Follia della Commissione von der Leyen» – Non si è fatto attendere il commento del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che definisce il provvedimento «una delle follie della Commissione von der Leyen». L’esecutivo starebbe cercando soluzioni alternative con un minor impatto sulla quotidianità di milioni di lavoratori. Il Governo si sarebbe già attivato per preparare un emendamento al fine di fermare il blocco.
«Siamo al lavoro per annullare il blocco delle auto con motore Euro 5 diesel. È una delle follie della Commissione von der Leyen, che ha approvato quella fesseria economico-industriale che si chiama Green Deal», dichiara Matteo Salvini. «I cittadini il prossimo anno non potranno più usare milioni di veicoli, questi sono i problemi veri. Il consumatore non vuole l’elettrico. Al momento a decidere deve essere il mercato».
Manifestanti in piazza da New York a Dallas. Mobilitati 1.700 soldati e 700 Marines. Granate stordenti e proiettili di gomma a Los Angeles
Si sta allargando, negli Stati Uniti, la protesta contro la politica sull’immigrazione del presidente americano Donald Trump e i raid contro i migranti. Dopo Los Angeles, dove si sono registrati scontri con le forze dell’ordine, i manifestanti sono scesi in piazza in diverse altre città americane, tra cui San Francisco, New York, Atlanta,Seattle, Dallas e Louisville. Secondo quanto riporta la Cnn, la polizia ha arrestato “diverse” persone a New York ealmeno 150 persone a San Francisco.
A Los Angeles ”granate stordenti e proiettili di gomma’‘ sono stati lanciati dalla polizia americana contro circa mille manifestanti, riportano la Cnn e la Nbc, spiegando che tra coloro che manifestavano c’era chi sventolava bandiere messicane e due americane capovolte, in segno di soccorso. I manifestanti hanno urlato ”protesta pacifica” mentre venivano attaccati dagli agenti, riferisce la Nbc News.
Per sedare la protesta, l’esercito americano spiega che sono stati mobilitati nell’area metropolitana di Los Angeles circa 1.700 soldati della Guardia nazionale e 700 Marines. La task force militare sta “proteggendo il personale e le proprietà federali nell’area metropolitana di Los Angeles“, ha affermato il Comando settentrionale degli Stati Uniti, noto come Northcom. In totale, ci sono 2.100 soldati della Guardia Nazionale nella task force, chiamata Task Force 51, insieme ai 700 Marines, ha affermato l’esercito.
Una troupe della Cnn è stata scortata dalla polizia fuori dalla zone delle proteste a Los Angeles e due membri della sicurezza dell’emittente sono stati fermati e poi rilasciati, senza conoscere le accuse a loro carico, riporta la Cnn. Secondo il Los Angeles Press Club e Reporter sans frontieres,i giornalisti sono stati attaccati 27 volte durante le proteste di Los Angeles.
Trump invia altre migliaia di truppe a Los Angeles mentre il sindaco afferma che la città viene usata come “esperimento”
I leader della California condannano il presidente “autoritario” mentre continuano le manifestazioni contro i raid sull’immigrazione a Los Angeles e altrove
Lunedì l’amministrazione Trump ha schierato circa 4.000 membri della guardia nazionale a Los Angeles in risposta alle proteste contro i raid sull’immigrazione, in una straordinaria mobilitazione di truppe contro i residenti degli Stati Uniti che i leader della California hanno definito “autoritaria”.
Le tensioni tra il governo federale e la seconda città più grande del paese sono aumentate drasticamente nel fine settimana, con i residenti scesi in piazza per protestare contro una serie di brutali repressioni contro le comunità di immigrati. Le incursioni nella regione hanno colpito lavoratori del distretto tessile , braccianti e ristoranti , e il presidente di un importante sindacato californiano è stato arrestato dagli agenti federali mentre prestava servizio come osservatore comunitario durante gli arresti dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice).
Nonostante i gas lacrimogeni e altre munizioni utilizzati durante il fine settimana, i manifestanti hanno continuato a manifestare lunedì e le famiglie degli immigrati detenuti hanno implorato il rilascio dei loro cari.
Inizialmente l’amministrazione Trump aveva dichiarato che 2.000 membri della guardia nazionale sarebbero stati inviati a Los Angeles, ma il governatore della California Gavin Newsomha dichiaratolunedì sera di essere stato informato che i funzionari federali avrebbero inviato altri 2.000 soldati, sebbene abbia affermato che finora ne erano stati schierati solo 300, mentre i restanti “si trovano, inutilizzati, negli edifici federali senza ordini“. Le autorità federali hanno anche affermato che l’esercito avrebbe inviato circa 700 marine , segnando un dispiegamento eccezionalmente raro rivolto a persone in patria.
Proteste per lo più pacifiche contro Ice si sono diffuse in tutto il paese lunedì, anche a New York , Chicago , Dallas e San Francisco , dove centinaia di persone si sono radunate in serata per una marcia attraverso il quartiere Mission, storicamente latinoamericano della città. Ad Austin, i dimostranti hanno marciato fuori da un centro di lavorazione di Ice, scandendo slogan come “Basta Ice” e mostrando cartelli con la scritta “Nessun essere umano è illegale“. Nel centro di Los Angeles, l’American Civil Liberties Union (ACLU) ha tenuto una manifestazione per chiedere la fine delle incursioni di Ice. Le proteste intermittenti sono continuate fino a sera, mentre la polizia ha usato proiettili di gomma per disperdere una folla di diverse centinaia di persone radunate vicino all’edificio federale.
Gli attivisti si sono anche mobilitati a sostegno di David Huerta, presidente del SEIU California e del SEIU-USWW, arrestato venerdì e inizialmente ricoverato in ospedale. Huerta è stato accusato di cospirazione per ostacolare un agente, accusa che potrebbe comportare una pena detentiva di sei anni, ed è stato rilasciato lunedì, dichiarando ai giornalisti : “Questa lotta è nostra, è della nostra comunità, ma appartiene a tutti. Dobbiamo tutti lottare per loro“.
Le tensioni sono aumentate quando la California ha intentato una causa contro l’amministrazione Trump, contestando il dispiegamento federale della guardia nazionale statale nonostante le obiezioni di Newsom. Nel frattempo, lo zar di frontiera di Trump, Tom Homan, aveva minacciato di arrestare Newsom e il sindaco di Los Angeles, Karen Bass, una mossa che il governatore ha definito “un passo inequivocabile verso l’autoritarismo“.
Newsom ha sfidato l’amministrazione a dare seguito alle minacce, spingendo Trump a rispondere : “Lo farei anch’io se fossi Tom. Penso che sia fantastico“.
Proteste di lunedì contro la detenzione di David Huerta. Foto: Daniel Cole/Reuters
Trump, che si è congratulato con le truppe della guardia nazionale per l'”ottimo lavoro” svolto prima del loro arrivo in città, ha affermato che senza di loro Los Angeles sarebbe stata “completamente distrutta“.
Homan ha dichiarato a Fox News che Ice “ha tolto un sacco di gente cattiva dalla strada“. Ha affermato, senza fornire dettagli, di aver arrestato membri di gang e persone con gravi condanne penali, ma ha anche ammesso che Icestava trattenendo immigrati senza precedenti penali.
La causa della California , presentata nella tarda serata di lunedì contro Trump e Pete Hegseth, il suo segretario alla difesa, afferma che il presidente ha “sfruttato una protesta che le autorità locali avevano sotto controllo per compiere un altro tentativo di presa di potere senza precedenti… a scapito della sovranità dello Stato della California e ignorando l’autorità e il ruolo del governatore come comandante in capo della guardia nazionale dello Stato“.
La causa, che mira a impedire al Dipartimento della Difesa di schierare la Guardia Nazionale dello Stato, afferma che non vi è stata alcuna “ribellione” o “insurrezione” a Los Angeles. La California ha anche affermato che durante i raid, gli agenti dell‘Ice “hanno intrapreso azioni che hanno infiammato le tensioni e provocato proteste” e “scatenato il panico“. La California ha osservato che l’Ice ha isolato intere strade intorno agli edifici presi di mira, ha utilizzato veicoli blindati non contrassegnati con equipaggiamento paramilitare e non si è coordinata con le forze dell’ordine di Los Angeles.
Guardian graphic
Rob Bonta, il procuratore generale della California che ha intentato la causa, ha affermato che il presidente stava “cercando di creare caos e crisi sul campo per i propri fini politici“.
Sempre lunedì, le famiglie prese di mira dai recenti raid hanno preso la parola . Trabajadores Unidos Workers United, un’organizzazione per i diritti degli immigrati, ha tenuto una conferenza stampa all’esterno di Ambiance Apparel, un magazzino del distretto tessile razziato venerdì.
Una donna ha affermato di aver assistito al raid in cui suo padre è stato “rapito da Ice“, aggiungendo: “Quello che è successo non è stato giusto. Non è stato legale. In questo Paese, abbiamo tutti diritto a un giusto processo… Ho visto con i miei occhi il dolore delle famiglie, che piangevano, urlavano, non sapevano cosa fare“.
Yurien Contreras ha dichiarato che la sua famiglia non ha più avuto contatticon il padre, Mario Romero, da quando è stato rapito: “Ho visto come hanno ammanettato mio padre, lo hanno incatenato alla vita e alle caviglie”. Gli avvocati dell’Immigrant Defenders Law Center (ImmDef) hanno scoperto che gli immigrati fermati a Los Angeles sono stati inizialmente trattenuti nel seminterrato di un edificio federale, sostenendo che sono stati negati loro cibo, acqua o un letto per più di 12 ore
Il sindaco Bass ha affermato che Los Angeles è una “città orgogliosa di immigrati” e ha condannato fermamente i raid, dichiarando ai giornalisti lunedì sera che alla maggior parte delle persone arrestate è stato negato l’accesso agli avvocati e che molte sono “scomparse” in località sconosciute. “Non posso sottolineare abbastanza il livello di paura e terrore che regna ad Los Angeles“, ha dichiarato, aggiungendo che non tollererebbe che la Casa Bianca usasse Los Angeles come “caso di prova” per questo tipo di repressione federale.
Bass ha anche condannato gli atti di vandalismo e ha affermato che i manifestanti sarebbero statiarrestati per atti “violenti“. Lunedì, il Dipartimento di Polizia di Los Angeles ha dichiarato che sabato sono state arrestate 29 persone per “mancata dispersione” e che domenica sono stati effettuati altri 21 arresti per una serie di accuse , tra cui saccheggio, tentato omicidio con molotov e aggressione a un agente.
Gli attivisti per i diritti civili hanno criticato la risposta militarizzata delle forze dell’ordine locali, tra cui il LAPD, che ha una storia di ferimento di manifestanti, a volte con conseguenti costosi risarcimenti . Diversi giornalisti sono rimasti feriti durante le proteste, con un reporter australiano domenica colpito da un proiettile di gomma a distanza ravvicinata mentre filmava un servizio.
“Quando i residenti si uniscono per esercitare i loro diritti sanciti dal Primo Emendamento, spesso il Dipartimento di Polizia di Los Angeles risponde con una dimostrazione di forza“, ha affermato Sergio Perez, direttore esecutivo del Center for Human Rights and Constitutional Law, un gruppo di supporto legale, presente alle proteste. “Quando ci si presenta in tenuta antisommossa e con equipaggiamento paramilitare, si introduce in una situazione già dinamica un elemento di instabilità che ne aggrava ulteriormente la situazione“.
Il Dipartimento di Polizia di Los Angeles ha dichiarato che gli agenti hanno sparato più di 600 proiettili di gomma durante il fine settimana. Migliaia di persone hanno protestato domenica, radunandosi attorno al municipio e a un centro di detenzione federale e, a un certo punto, occupando un’autostrada.
Jim McDonnell, il capo del LAPD, ha affermato che quando gli agenti sparano ai manifestanti, usano “munizioni mirate“, ma ha aggiunto: “Questo non significa che colpiscano sempre il bersaglio“. Ha detto di essere “molto preoccupato” per il filmato di un giornalista colpito da una munizione.
Riguardo all’invio dei marines in città, ha affermato che il suo dipartimento non era stato formalmente informato e che il loro arrivo avrebbe rappresentato una “significativa sfida logistica e operativa“. Bass ha affermato che le truppe della Guardia Nazionale stavano semplicemente sorvegliando due edifici: “Hanno bisogno dei marines sopra? Non capisco“.
Hegseth, nel frattempo, ha affermato che i marines erano necessari per “ripristinare l’ordine” e “difendere gli ufficiali federali delle forze dell’ordine“.
La federalizzazione delle truppe della Guardia Nazionale da parte di Trumpè la prima volta che un presidente americano esercita un tale potere dai disordini di Los Angeles del 1992, quando scoppiò una violenta reazione all’assoluzione di quattro agenti di polizia bianchi per aver brutalmente picchiato l’automobilista nero Rodney King. È stato anche il primo dispiegamento senza l’esplicita richiesta del governatore dal 1965.
La contea di Los Angeles ospita3,5 milioni di immigrati, che rappresentano un terzo della popolazione. Le manifestazioni si verificano mentre la Casa Bianca intensifica aggressivamente i controlli sull’immigrazione con detenzioni di massa in strutture sovraffollate , un nuovo divieto di viaggio , una forte repressione degli studenti internazionali ed espulsioni affrettate senza un giusto processo .
Perez, del gruppo di supporto legale, ha sottolineato come gli immigrati siano profondamente radicati nel tessuto sociale di Los Angeles, rendendo inevitabili le rivolte contro i raid: “Quando una città come questa è bersaglio di un raid sull’immigrazione da parte di un’amministrazione come questa, ci si trova ad affrontare una massiccia e popolare manifestazione di resistenza“.
Il fatto si è verificata nell’istituto Borg nella Dreischuetzengasse. Diversi i feriti
Sarebbe salito a 9 il bilancio delle vittime nella sparatoria avvenuta questa mattina poco prima delle ore 10 in una scuola di Graz. Lo riferisce il sito oe24.at. Diversi sono anche i feriti. Secondo le prime informazioni, adaprire il fuoco sarebbe stato uno studente che poi si sarebbe ucciso in un bagno dell’istituto.
La sparatoria si è verificatanell’istituto Borg nella Dreischuetzengasse. La polizia ha lanciato una vasta operazione.
Si considerava vittima di bullismolo studente che oggi ha fatto una strage nella sua scuola di Graz.
Alla scuola superiore Borg, che si trova nel quartiere Lend della seconda città austriaca, sono intervenute diverse squadre di agenti di polizia e l’unità speciale Cobra. Secondo a fonti della polizia, l’allarme è scattato interno alle ore 10 di questa mattinadopo che sono stati uditi degli spari provenienti alla scuola. L’edificio è stato sottoposto a perquisizioni.
A seguito della sparatoria avvenuta questa mattina alla scuola superiore Borg a Graz, il cancelliere Christian Stocker, il vice Andreas Babler e il ministro degli Esteri Beate Meinl-Reisinger hanno annullato tutti gli appuntamenti, in particolare la conferenza stampa di questa mattina per fare il punto sui ‘100 giorni di governo‘. Il ministro dell’Interno, Gerhard Karner è in viaggio verso Graz.
Migliaia di persone scendono in piazza a Los Angeles per protestare contro i raid dell’Ice e l’invio di truppe della Guardia Nazionale da parte del presidente.
Domenica a Los Angeles, i manifestanti si oppongono alle politiche di Trump. Fotografia: Étienne Laurent/AFP/Getty Images
Migliaia di abitanti di Los Angeles hanno invaso le strade intorno al municipio, al tribunale federale e a un centro di detenzione dove sono trattenuti i manifestanti arrestati giorni prima. Hanno anche bloccato un’importante autostrada.
Vocale e chiassosa, la folla per gran parte della giornata è stata per lo più pacifica. Ma la tensione è esplosa più volte. Domenica pomeriggio, la polizia ha usato gas lacrimogeni per disperdere gruppi di manifestanti radunati vicino al centro di detenzione. E in serata, gli agenti hanno sparato una serie di granate stordenti nel tentativo di respingere i manifestanti lungo le rampe di uscita dell’autostrada. I vertici della polizia di Los Angeles hanno dichiarato che gli agenti sono stati colpiti da fuochi d’artificio commerciali e da pietre lanciate contro di loro.
La decisione di Trump di inviare truppe della Guardia Nazionale a Los Angeles, contro la volontà delle autorità statali e locali, ha sconvolto la politica americana. Il governatore della California, Gavin Newsom , e altri governatori democratici hanno duramente criticato la decisione, descrivendola come un “allarmante abuso di potere“. Newsom ha chiesto all’amministrazione di revocare lo schieramento “illegale“.
“Questa è una grave violazione della sovranità statale: alimenta le tensioni e sottrae risorse da dove sono effettivamente necessarie. Revocate l’ordinanza. Restituite il controllo alla California“, ha dichiarato Newsom.
La decisione ha segnato una sorprendente escalation nella vasta repressione degli immigrati, in seguito ai raid in tutto il Paese che hanno scatenato proteste.
La federalizzazione delle truppe della Guardia Nazionale da parte di Trumpè la prima volta cheun presidente americano esercita un tale potere dai disordini di Los Angeles del 1992. All’epoca, scoppiò una violenza diffusa in risposta all’assoluzione di quattro agenti di polizia bianchi per aver brutalmente picchiato l’automobilista nero Rodney King.
Entro domenica mattina, circa 300 soldati della Guardia Nazionale erano stati schierati in città. All’inizio della giornata, due dozzine di loro si sono presentati alle troupe televisive fuori dal complesso federale, come se fossero intenti solo a posare per le fotografie.
Guardia nazionale, polizia e manifestanti si sono radunati fuori da un carcere del centro di Los Angeles domenica. Fotografia: Spencer Platt/Getty Images
Nel pomeriggio, migliaia di manifestanti si erano radunati in centro. I manifestanti del centro di detenzione metropolitano si sono scontrati pacificamente con i soldati della Guardia Nazionale pesantemente armati.
“Non abbiamo paura di voi!“, ha urlato John Parker, un organizzatore della protesta armato di megafono. Uno dei tanti striscioni esposti recitava: “Guardia Nazionale LOL“. Graffiti con le scritte “Fanculo l’ICE“, “LAPD può farcela” e “Uccidere tutti i poliziotti” ricoprivano ogni edificio e muro nelle immediate vicinanze.
La polizia di Los Angeles ha dichiarato la protesta un “raduno illegale” , ordinando a tutti coloro che si trovavano nella zona di andarsene, altrimenti sarebbero stati arrestati.
Tuttavia, le proteste sono continuate per ore. La polizia ha riferito di aver arrestato diverse persone. Gli agenti hanno iniziato a pattugliare la zona a cavallo. La polizia stradaledella California ha cercato di allontanare le persone dalla vicina autostrada 101.
Si sentivano scoppiettii nell’area mentre i manifestanti gridavano “Tornate a casa” e “Vergogna“. Giornalisti e manifestanti sarebbero stati colpiti da proiettili. La polizia di Los Angeles ha dichiarato che due agenti sono rimasti feriti dopo essere stati colpiti da motociclisti che cercavano di “sfondare una linea di schermaglia“.
Nel pomeriggio si sono verificati episodi isolati di vandalismo: graffiti su edifici e veicoli, e un manifestante che ha danneggiato lo specchietto retrovisore di un’auto parcheggiata che aveva incrociato. Una fila di auto senza conducente Waymo dipinte con vernice spray, una delle quali con il parabrezza rotto, è stata successivamente incendiata.
Domenica sera, la tensione era aumentata. I manifestanti continuavano a ostruire l’autostrada anche dopo che le autorità avevano tentato di sgomberarla con la forza, lanciando rifiuti e pietre contro la polizia.
Newsom e il sindaco di Los Angeles, Karen Bass, avevano esortato i manifestanti per tutta la giornata a mantenere un atteggiamento pacifico, e domenica sera hanno ribadito il loro appello.
“Protestare è giusto, ma non è giusto che ci sia violenza“, ha affermato Bass.
Il capo del dipartimento di polizia di Los Angeles, Jim McDonnell, domenica sera ha definito la violenza “disgustosa“. McDonnell ha affermato che gli agenti sono stati bersagliati con pietre e colpiti con fuochi d’artificio commerciali.
Ha affermato che coloro che sono coinvolti nella violenza non sono tra le persone che manifestano contro i raid sull’immigrazione, ma sono “persone che lo fanno continuamente“.
McDonnell ha affermato che inizialmente non avrebbe richiesto l’intervento della Guardia Nazionale. Ma, ha aggiunto, “guardando stasera, la situazione è sfuggita di mano“.
In precedenza, domenica, Bass aveva affermato che l’impiego della guardia nazionale era “l’ultima cosa di cui Los Angeles aveva bisogno”, aggiungendo di aver scoraggiato l’amministrazione dal farlo.
“Speravo di evitare che questa situazione si ripetesse“, ha detto Bass. “La nostra città sta ancora cercando di riprendersi dagli incendi.”
“Non abbiamo bisogno di vedere la nostra città fatta a pezzi“, ha affermato, aggiungendo che la gente è “terrorizzata“.
“Leadership folle e inaffidabile”: i democratici condannano l’invio della guardia nazionale di Trump a Los Angeles – video
La mossa di Trump è stata seguita dalla minaccia di un’escalation ancora maggiore. Il Comando Settentrionale degli Stati Uniti ha dichiarato in un comunicato che circa 500 marines di Twentynine Palms, in California , a circa due ore a est di Los Angeles, sono “pronti a schierarsi qualora fosse necessario per rafforzare e supportare le attività del Dipartimento della Difesa a protezione delle proprietà e del personale federali“.
In precedenza, Pete Hegseth, segretario alla Difesa di Trump, aveva sollevato la possibilità di inviare i marines statunitensi nelle strade di Los Angeles.
Newsom ha definito “folle” l’eventuale dispiegamento dei marines statunitensi.
Lui e altri leader californiani hanno ribadito con fermezza che le forze dell’ordine locali hanno risposto adeguatamente alle proteste di venerdì e sabato. “Le forze dell’ordine della città e della contea di Los Angeles stanno salvaguardando la sicurezza pubblica e, come dimostrato dalla vigorosa risposta delle forze dell’ordine di ieri sera a protezione delle strutture federali, le risorse delle forze dell’ordine locali sono sufficienti a mantenere l’ordine“, ha scritto Newsom a Hegseth.
Kristi Noem , segretaria del Dipartimento della Sicurezza Interna, ha criticato la posizione di Newsom durante il programma “Face the Nation” della ABC. Ha affermato: “Se avesse fatto il suo lavoro, la gente non si sarebbe fatta male negli ultimi due giorni… Il governatore Newsom ha dimostrato di prendere decisioni sbagliate“.
Il senatore indipendente del Vermont Bernie Sanders ha definito la situazione una minaccia per la democrazia statunitense.
“Abbiamo un presidente che sta rapidamente trascinando il Paese verso l’autoritarismo“, ha dichiarato alla CNN. “Non crede nello stato di diritto“.
In una dichiarazione congiunta , domenica i governatori democratici hanno condannato l’impiego della guardia nazionale della California da parte di Trump, definendolo un “allarmante abuso di potere”.
Le tensioni a Los Angeles erano iniziate venerdì, quando i manifestanti si erano scontrati con le forze dell’ordine impegnate in retate per l’immigrazione in diverse località del centro della città.
Sabato, le autorità per l’immigrazione degli Stati Uniti hanno esteso i controlli a Paramount, un’area a maggioranza latina a sud-est di Los Angeles, e hanno incontrato ulteriori proteste all’esterno di un parco industriale.
Domenica i manifestanti bloccano l’autostrada 101 vicino al centro di detenzione di Los Angeles. Foto: Eric Thayer/AP
Si è sviluppato uno scontro tra il personale della polizia di frontiera in assetto antisommossa e maschere antigas e i manifestanti. Mentre le dimostrazioni proseguivano, le forze dell’ordine hanno utilizzato gas lacrimogeni e i manifestanti hanno anche lanciato oggetti contro di loro. Almeno un’auto è stata data alle fiamme.
Trump ha poi promesso di inviare la guardia nazionale.
Newsom ha immediatamente condannato la mossa: “Il governo federale sta prendendo il controllo della Guardia Nazionale della California e sta schierando 2.000 soldati a Los Angeles, non perché ci sia carenza di forze dell’ordine, ma perché vogliono uno spettacolo“, ha dichiarato in seguito Newsom. “Non dategliene uno“.
Trump ha promesso da tempo retate di massa contro l’immigrazione in tutti gli Stati Uniti, dopo aver condotto la campagna elettorale dell’anno scorso in parte sul sentimento anti-immigrazione. Da quando è tornato al potere, le retate dell’Ice sono aumentate, prendendo di mira in particolare alcune aree tradizionalmente lasciate incustodite, come i tribunali, dove gli immigrati potrebbero assistere alle udienze.
Una deputata democratica è stata informata che gli ufficiali dell’immigrazione potrebbero essere presenti inCalifornia in numero maggiore per un mese.
Nanette Barragán, la rappresentante degli Stati Uniti che ha la Paramount nel suo collegio elettorale, ha affermato che le è stato chiesto di prepararsi a una grande presenza di Iceagents inCalifornia.
“Ci è stato detto di prepararci per 30 giorni di applicazione delle misure. Trenta giorni di applicazione delle misure dell’Ice“, ha detto Barragán alla CNN, aggiungendo che la loro presenza “aggraverà la situazione“
Ieri si era diffusa la notizia ma non c’erano conferme ufficiali. Le autorità Usa hanno poi confermato il fatto in tarda serata (italiana)
Le autorità degli Stati Uniti hanno confermato l’ arresto, avvenuto a Las Vegas, e poi il rilascio dell’influencer e TikToker italo-senegalese Khaby Lame. La notizia inizialmente diffusa da un post su X di Bo Loudon, influencer conservatore amico di Barron Trump, figlio del presidente americano, è stata poi confermata dall’Ice (‘Immigration and Customs Enforcement) che ha aggiunto che Lame è stato poi rilasciato e ha già “lasciato” gli Stati Uniti.
Loudon definisce Lame “un TikToker di estrema sinistra, che ho segnalato come immigrato illegale”. Nel post di Loudon viene fornito anche un numero di identificazione per i detenuti dell’Internal Security Agency. Lame sarebbe stato fermato per “aver superato i termini del suo visto”.
Cosa era successo ieri: la diffusione della notizia e poi le storie su Instagram di Khaby Lame – Nel pomeriggio di ierila notizia sembrava falsapoiché diverse storie erano state pubblicate sull’account Instagram dell’influencer e tiktoker italo-senegalese Khaby Lame. In una delle storie si vede una foto scattata in una libreria in un reparto dedicato ai manga, nella successiva vengono fatti gli auguri di buon compleanno all’ex calciatore brasiliano Cafu, e nell’ultima, pubblicata circa mezz’ora fa, vengono fatti gli auguri in occasione della festività musulmana dell’Eid al-Adha, la festa del sacrificio.
L’account Instagram di Khaby Lame, @khaby00, conta 80,4 milioni di follower.
Sabato 07 giugno 2025
Voci su arresto di Khaby Lame in Usa, ma non ci sono conferme
Circola sui social degli Stati Uniti, in particolare di area trumpiana, la notizia dell’arresto a Las Vegas da parte dell’Immigrazione americana di Khaby Lame, il content creator e influencer italo-senegalese da milioni di follower.
Al momento tuttavia non ci sono conferme ufficiali né commenti da parte dell’entourage del tiktoker. Tutto sarebbe nato da un post su X di Bo Loudon, amico di Barron Trump, il più giovane dei figli del presidente americano, che definisce Khaby Lame “un tiktoker di estrema sinistra“, sostenendo di averlo “segnalato come immigrato illegale“
Loudon fornisce inoltre un presunto codice per i detenuti del Dipartimento della sicurezza interna, che però non corrisponde ad alcun risultato.
Al momento però non ci sono conferme ufficiali. Sembra sia stato segnalato come “immigrato illegale” e “di estrema sinistra”
Dagli Stati Uniti rimbalzano voci sul presunto arresto, che sarebbe avvenuto a Las Vegas, dell’influencer e TikToker italo-senegalese Khaby Lame. La notizia è nata da un post su X di Bo Loudon, influencer conservatore amico di Barron Trump, figlio del presidente americano. Loudon definisce Lame “un TikToker di estrema sinistra, che ho segnalato come immigrato illegale”.
Nel post di Loudon viene fornito anche un numero di identificazione per i detenuti dell’Internal Security Agency. Al momento però non ci sono conferme ufficiali e, al presunto codice fornito da Loudon, non corrisponde alcun risultato, così come la ricerca in anagrafica.
TikTok star Khaby Lame receives a T-shirt from UNICEF Regional Director for West and Central Africa Gilles Fagninou after being named UNICEF Goodwill Ambassador Friday, Jan. 31, 2025 in Dakar, Senegal. (AP Photo/Sylvain Cherkaoui) Traduzione Google: La star di TikTok Khaby Lame riceve una maglietta dal Direttore Regionale dell’UNICEF per l’Africa occidentale e centrale Gilles Fagninou dopo essere stata nominata Ambasciatrice di Buona Volontà dell’UNICEF, venerdì 31 gennaio 2025 a Dakar, Senegal. (AP Photo/Sylvain Cherkaoui)
A febbraio Khaby Lame nominato ambasciatore Unicef – Khaby Lame, l’influencer di TikTok da oltre 162 milioni di follower, è stato nominato ambasciatore di buona volontà dell’Unicef nel febbraio 2025.La nomina di Lame al Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia è arrivata al termine di una visita di quattro giorni in Senegal, dove ha incontrato bambini e giovani che stanno portando cambiamenti positivi nelle loro comunità. L’influencer ventiquattrenne è diventato famoso grazie ai suoi video in cui reagiva, senza dire una parola, a scene della vita quotidiana. Il suo seguito è aumentato durante la pandemia da Covid-19, quando è stato licenziato dal suo lavoro in fabbrica e ha usato il tempo libero per realizzare e caricare altri post.Lame si è trasferito in Italia dal suo Paese natale, il Senegal, quando era ancora un bambino con i suoi genitori, ma ha ottenuto la cittadinanza italiana solo all’età di 20 anni.
Chi è Khaby Lame: nel 2022 a Chivasso ottenne la cittadinanza onoraria – “Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi dello Stato”. Con questa formula, Khabane Serigne Lame, conosciuto come il tiktoker Khaby Lame, è diventato nel 2022 cittadino italiano. Il giuramento è stato pronunciato davanti all’Ufficiale di Stato Civile a Chivasso.
Khaby è stato omaggiato da parte dell’amministrazione comunale di una copia della Costituzione della Repubblica Italiana, della spilla della Città di Chivasso e di una riproduzione de ‘La vaccinazione nelle campagne’ del pittore dell’Ottocento Demetrio Cosola. “Mi sentivo italiano anche prima di oggi, però ora sono ufficialmente italiano anche sulla carta” ha commentato il tiktoker.
Continuano le proteste nella metropoli. La polizia ha utilizzato per il secondo giorno consecutivo i lacrimogeni per cercare di disperdere i manifestanti
RINGO CHIU / AFP – Scontri a Los Angeles
Ancora proteste e scontri nell’area di Los Angeles dopo i raid delle autorità per l’immigrazione. Almeno 30 agenti con equipaggiamento antisommossa e maschere antigas si sono posizionati di fronte a un Home Depot a Paramount, a sud di Los Angeles. Il dipartimento dello sceriffo della contea di Los Angeles ha dichiarato di essere sul posto “per aiutare a mantenere la pace, ma senza essere coinvolto in fermi o arresti” e ha invitato i manifestanti a disperdersi. Successivamente, però, la polizia ha effettuato alcuni arresti e ha utilizzato per il secondo giorno consecutivo i lacrimogeni per cercare di disperdere i manifestanti, alcuni dei quali sventolavano una bandiera messicana.
“Se il governatore della California, Gavin Newscum, e il sindaco di Los Angeles, Karen Bass, non possono fare il loro lavoro, cosa che tutti sanno che non possono fare, allora il governo federale interverrà e risolverà il problema delle rivolte e dei saccheggiatori nel modo in cui dovrebbe essere risolto!!!“. Lo ha scritto il presidente Donald Trump sulla piattaforma Truth Social, rivolgendosi al governatore Newsom in modo dispregiativo.
“Stiamo rendendo Los Angeles più sicura. Il sindaco Karen Bass dovrebbe ringraziarci“, ha dichiarato Tom Homan, uomo di punta di Trump per la sicurezza dei confini, che ha aggiunto: “Stanotte faremo intervenire la Guardia Nazionale e dispiegheremo 2 mila soldati“. Il vicedirettore dell’Fbi, Dan Bongino, ha confermato che sono stati effettuati diversi arresti nell’area di Los Angeles accusando i manifestanti di portare “il caos e noi porteremo le manette. La legge e l’ordine prevarranno“. “Il presidente Trump ha firmato un memorandum presidenziale che prevede il dispiegamento di 2.000 guardie nazionali per porre rimedio all’illegalità che è stata lasciata prosperare“, ha ufficializzato successivamente la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, dando la colpa ai leader democratici “incompetenti” della California.