Colpi di pistola a Stockton durante una festa di famiglia, riunitasi per un compleanno. Tra le vittime ci sarebbero anche dei bambini. Il killer non è stato ancora individuato
Quattro persone sono morte in una sparatoria vicino a Stockton, in California.Sull’episodio indaga l’ufficio dello sceriffo della contea di San Joaquin. Una decina i feriti, trasportati negli ospedali locali. La portavoce dell’ufficio dello sceriffo Heather Brent ha confermato il decesso di quattro persone e ha riferito che tra le vittime ci sarebbero anche dei minori. I colpi di pistola sono estati esplosi in un locale dove una famiglia stava probabilmente festeggiando un compleanno. I feriti sono stati portati in ospedale. Non si conoscono altri dettagli né su chi abbia aperto il fuoco né sulle condizioni delle persone coinvolte. Secondo gli inquirenti potrebbe trattarsi di un attacco mirato.
30 novembre 2025
Sparatoria durante la festa di compleanno di una bambina: 4 morti in California
Tra le vittime ci sarebbero anche dei minorenni. L’aggressore è in fuga. Non è chiaro il motivo della violenza, ma si ipotizza che si tratti di un raid mirato
Una festa di compleanno si è tramutata in tragedia a Stockton, in California. Quattro persone sono state uccise e ci sono almeno una decina di feriti, dei quali non si conoscono le condizioni. La portavoce dell’ufficio dello sceriffo, Heather Brent, ha confermato la notizia spiegando che tra le vittime ci sarebbero anche dei minorenni. Chi ha sparato è in fuga.
Sparatoria durante la festa di compleanno: 4 morti in California – Quello avvenuto a Stockton potrebbe essere un agguato vero e proprio e non un episodio di violenza “generico“. “Le prime indicazioni suggeriscono che potrebbe trattarsi di un raid mirato e gli investigatori stanno esplorando tutte le possibilità“, quanto dichiarato alla stampa.
❗️⚠️🇺🇲 – BREAKING: 19 Shot, 4 Dead at Children’s Party. Location is banquet hall on Lucille and Thornton in Stockton, California.
On November 29, 2025, a mass shooting erupted at a banquet hall in the 1900 block of Lucille Avenue near Thornton Road in South Stockton,… pic.twitter.com/zYDebHcJ6P
Lingua originale: inglese. Traduzione Google ULTIMA ORA: 19 colpi d’arma da fuoco e 4 morti a una festa per bambini. L’incidente è avvenuto nella sala banchetti all’angolo tra Lucille e Thornton a Stockton, California. Il 29 novembre 2025, una sparatoria di massa scoppiò in una sala per banchetti nel isolato 1900 di Lucille Avenue, vicino a Thornton Road a South Stockton, in California, mandando in fumo una festa per bambini e trasformando la zona in quella che i testimoni definirono una “zona di guerra attiva”. L’ufficio dello sceriffo ha descritto la situazione come attiva, con strade chiuse e un forte avvertimento ai residenti di tenersi alla larga mentre gli agenti mettono in sicurezza la zona. Le agenzie vicine, tra cui la polizia dell’Università del Pacifico (UOP), la California Highway Patrol (CHP) e la Delta Water Authority, stanno fornendo supporto durante l’indagine in corso. Il sospettato è ancora latitante e le autorità non hanno ancora rilasciato dettagli sul movente o sul numero degli attentatori coinvolti. I primi referti degli scanner indicavano fino a 19 vittime, ma le autorità stanno lavorando per verificare queste cifre.
“Esortiamo chiunque abbia informazioni, filmati o sia stato testimone di qualsiasi parte di questo incidente a contattare immediatamente l’ufficio dello sceriffo della contea di San Joaquin“, l’appello della polizia.
Il governatore della California Gavin Newsom, ha riferito il suo ufficio in un post sui social, è stato informato della sparatoria.
>>@CAGovernor Gavin Newsom has been briefed on the horrific shooting in Stockton.
The Governor’s Office of Emergency Services (@Cal_OES) is monitoring this evolving situation and coordinating with local law enforcement.
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google > > @CAGovernor Gavin Newsom è stato informato sulla terribile sparatoria di Stockton. L’Ufficio del governatore per i servizi di emergenza (@Cal_OE) sta monitorando l’evoluzione della situazione e coordinandosi con le forze dell’ordine locali.
Una militare della Guardia Nazionale statunitense, Sarah Beckstrom,è morta per le ferite subite nell’attacco di mercoledì a Washington DC, vicino alla Casa Bianca. Lo ha detto il presidente Donald Trump dalla sua residenza di Mar-a-Lago. Nell’attacco, per cui la polizia ha arrestato un uomo afghano di 29 anni, era stato ferito anche un altro agente della Guardia Nazionale, il più importante corpo di riservisti dell’esercito statunitense.
Secondo quanto riferito dalla polizia, in passato l’uomo sospettato dell’attacco era stato membro di una forza paramilitare afghana che collaborava con gli Stati Uniti. Non sono chiare le ragioni per cui avrebbe sparato contro i militari. Trump aveva definito l’attacco un «atto di terrorismo», e il capo dell’agenzia federale che si occupa di immigrazione e cittadinanza aveva detto che su ordine dell’amministrazione l’agenzia riesaminerà legreen card (i permessi di residenza permanente) delle persone immigrate provenienti da 19 paesi considerati «di interesse», tra cui Afghanistan, Cuba, Haiti, Iran, Somalia e Venezuela. Durante l’annuncio trasmesso da Mar-a-Lago, rispondendo a una domanda dei giornalisti sull’ipotesi che una richiesta d’asilo del sospettato fosse stata accolta ad aprile, Trump aveva detto: «Ora li faremo uscire tutti».
26 novembre 2025
Sparatoria vicino alla Casa Bianca, colpiti due soldati della Guardia Nazionale
Trump: “Animale che ha sparato pagherà”. Il presidente ha chiesto che altri 500 militari vengano dispiegati a Washington
Il luogo della sparatoria (Afp)
Sparatoria oggi a Washington, a pochi isolati dalla Casa Bianca, dove due soldati della Guardia Nazionale sono stati raggiunti da colpi d’arma da fuoco. Un sospetto è in custodia ed è ricoverato in ospedale.
Il direttore dell’Fbi Kash Patel ha riferito ai giornalisti che i due membri della Guardia Nazionale versano in condizioni critiche. Sarebbero stati colpiti alla testa, hanno riferito due funzionari statunitensi informati sulle indagini e citati dalla Nbc. La sparatoria, ha poi spiegato Patel nel corso di una conferenza stampa, sarà oggetto di indagine a livello federale e sarà trattata come un’aggressione a un agente delle forze dell’ordine. L’Fbi condurrà le indagini, ha precisato.
“E’ con grande dolore che possiamo confermare che entrambi i membri della Guardia Nazionale della West Virginia, colpiti oggi a Washington DC, sono deceduti a causa delle ferite riportate“, aveva scritto in precedenza su X il governatore della West Virginia, Patrick Morrisey, salvo poi aggiungere poco dopo che sulle loro condizioni c’erano ”notizie contrastanti”.
Morrisey ha inviato più di 300 membri della Guardia Nazionale della West Virginia a Washington DC ad agosto, per supportare l'”emergenza di sicurezza pubblica” di Donald Trump. Ciò ha comportato l’invio di centinaia di soldati della Guardia Nazionale nella capitale e l’assunzione del controllo del dipartimento di polizia di Washington per un mese.Trump: “Animale che ha sparato pagherà“
‘‘L’animale che ha sparato è gravemente ferito”, ha scritto Trump sul suo Truth Social, “pagherà un prezzo molto alto”.
Il presidente americano ha chiesto che altri 500 soldati della Guardia Nazionale vengano dispiegati a Washington DC. Lo ha dichiarato il capo del Pentagono Pete Hegseth, annunciando che presenterà la richiesta al Segretario dell’Esercito. “Questo non farà che rafforzare la nostra determinazione a garantire che Washington DC sia sicura e bella“, ha affermato Hegseth.
Intanto il Dipartimento di Giustizia ha chiesto alla corte d’appello federale di sospendere d’urgenza l’ordinanza emessa la scorsa settimana dal giudice Jia Cobb con cui si chiedeva di rimuovere la Guardia Nazionale da Washington perché considerata illegale.
La dinamica della sparatoria – L’uomo arrestato per la sparatoria si è avvicinato agli agenti prendendoli di mira e ha sparato prima a uno di loro che si trovava a pochi metri di distanza. Lo scrive la Cnn citando tre fonti delle forze dell’ordine che ricostruiscono la dinamica della sparatoria. Una delle fonti ha poi affermato che il sospettato ha successivamente sparato all’altro agente che stava cercando di nascondersi dietro la pensilina di una fermata dell’autobus. Una fonte ha riferito che il sospettato non sta collaborando con gli investigatori e che al momento dell’arresto non aveva con sé alcun documento identificativo.
Il presunto attentatore è stato colpito quattro volte, dopo aver sparato agli agenti della Guardia Nazionale, hanno riferito fonti della polizia alla Cbs confermando che il sospettato è in custodia e ricoverato in ospedale.
La polizia di Washington ha dichiarato che non ci sono altri sospettati, a parte quello attualmente in custodia. “Al momento non ci sono indicazioni che ci fossero altri sospettati. L’unico sospettato coinvolto in questo incidente è stato colpito durante lo scambio” a fuoco con gli agenti ed ‘‘è stato trasportato in ospedale per le cure del caso“, ha spiegato Jeff Carroll, vice capo esecutivo del Dipartimento di Polizia Metropolitana.
Vance: “Movente sconosciuto” – Il vicepresidente JD Vance ha parlato della sparatoria incontrando i militari a Fort Campbell, nel Kentucky, per il Ringraziamento. ”Non conosciamo ancora il movente. C’è molto che non abbiamo ancora capito”, ha detto Vance. Quello che è accaduto, ha aggiunto, “penso che sia un triste promemoria del fatto che i soldati, che siano in servizio attivo, di riserva o della Guardia Nazionale, sono la spada e lo scudo degli Stati Uniti d’America“.
‘‘E’ stato un attacco mirato’‘ contro gli agenti della Guardia Nazionale di Washington, ha dichiaratola sindaca di Washington Muriel Bowser nel corso di una conferenza stampa.
La Casa Bianca è stata riaperta per coloro che sono in possesso di ‘un pass di sicurezza’dopo essere stata messa in lockdown.
L’aeroporto nazionale Reagan ha riaperto dopo aver sospeso i voli ”per motivi di sicurezza” ma alcuni collegamenti sono ancora in ritardo. Lo ha annunciato la Federal Aviation Administration che aveva sospeso i voli allo scalo Reagan mentre un elicottero della polizia di Washington sorvolava la Casa Bianca. Circa una decina di voli in arrivo hanno sorvolato il Maryland e la Virginia per circa 30 minuti, ha precisato il Washington Post. Le norme di sicurezza introdotte dopo il mortale incidente di gennaio che ha coinvolto un jet regionale e un Black Hawk dell’esercito vicino all’aeroporto impediscono agli aerei di linea di atterrare quando ci sono elicotteri in volo nelle vicinanze.
I sì sono stati 427, un solo no. Solo due giorni fa il presidente Trump ha detto che non si sarebbe opposto alla pubblicazione di tutti i file. Ora la legge passa al Senato
Proteste negli Usa per la divulgazione dei file sul caso Epstein – (Afp)
La Camera degli Stati Uniti ha approvato oggi una legge bipartisan che impone al Dipartimento di Giustizia di rendere pubblici tutti i fascicoli relativi a Jeffrey Epstein. La misura è stata approvata con un sostegno schiacciante, ottenendo 427 voti a favore e 1 contrario (del deputato repubblicano Clay Higgins della Louisiana).
Il disegno di legge passerà ora al Senato. Se approvato, sarà inviato al presidente Donald Trump per l’approvazione e la firma definitiva.
La legge, che ha ottenuto il sostegno sia dei legislatori repubblicani che di quelli democratici, mira a garantire la piena trasparenza e giustizia nei confronti delle vittime di Epstein. I deputati repubblicani Thomas Massie e Marjorie Taylor Greene hanno tenuto oggi una conferenza stampa a Capitol Hill, esortando i loro colleghi a sostenere il disegno di legge, secondo quanto riportato dalla Cnn.
Durante la conferenza, diverse vittime degli abusi di Epstein hanno condiviso le loro storie, sottolineando la necessità di rendere pubblici i fascicoli.
Anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha espresso il suo sostegno al disegno di legge, esortando i repubblicani della Camera a sostenerlo. In una rara inversione di rotta, Trump ha pubblicamente invitato il Congresso ad approvare la misura, promettendo di firmarla se fosse arrivata sulla sua scrivania. Tuttavia, il rappresentante democratico Robert Garcia ha criticato l’amministrazione Trump per non aver reso pubblici i documenti prima.
“Quiet, quiet piggy”. “Zitta, stai zitta cicciona“. Questo l’insulto sessista, bodyshaming e pure antianimalista se si considera il termine “piggy” (“grassa come un maiale“) che Donald Trump ha rivolto ad una giornalista di Bloomberg che gli stava ponendo una domanda sul caso di Jeffrey Epstein. Secondo quanto riportato da diversi media americani, il presidente ha offeso la reporter qualche giorno fa, a bordo dell’Air Force One.
Trump stava tornando a Washington quando Catherine Lucey, la giornalista di Bloomberg insultata, gli ha chiesto perché non volesse pubblicare i documenti su Epstein. Il presidente l’ha guardata e puntandole il dito contro ha detto: “Zitta, stai zitta, cicciona“. Parlando con i giornalisti sulla pista d’atterraggio il tycoon ha continuato ad attaccare Lucey dicendo che “Bloomberg dovrebbe licenziarla“. “Piggy” è stato uno degli insulti preferiti del tycoon in passato. Durante la sua campagna presidenziale del 2016, l’ex Miss Universo Alicia Machado, che vinse il titolo a 19 anni quando Trump era comproprietario dell’organizzazione, affermò che il presidente aveva minacciato di toglierle il titolo dopo che era “ingrassata”.
La Camera Usa voterà tra le 14 e le 20 locali (le 20 e le 2 di notte in Italia) il disegno di legge per divulgare tutti i file di Epstein entro 30 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento. Lo riferisce la Cnn.
Un gruppo bipartisan di deputati e senatori americani, tra cui Marjorie Taylor Greene, ha dichiarato in una conferenza stampa fuori dal Capitol Hill che si aspetta che la sua risoluzione sui documenti del caso Jeffrey Epstein venga approvata all’unanimità dalla Camera.
Accanto ai parlamentari c’erano alcune delle vittime del finanziere pedofilo che hanno chiesto alle autorità di “smetterla di strumentalizzare la vicenda per fini politici“. Se la Camera approverà la risoluzione, il Senato voterà se inviare la misura a Donald Trump per la firma. “Non rovinate tutto al Senato“, ha detto il deputato Thomas Massie, repubblicano del Kentucky e promotore del disegno di legge.
Anche Mike Johnson sosterrà la proposta di legge per la pubblicazione dei documenti sul caso di Jeffrey Epstein. Lo ha annunciato lo stesso speaker della Camera americana ai repubblicani dopo che per mesi, seguendo le indicazioni di Donald Trump, si era opposto al voto della misura sostenendo la necessità di proteggere le vittime del finanziere pedofilo.
Almeno tre le vittime. Ipotesi malore del conducente
Diversi feriti e morti in un incidente stradale avvenuto a Stoccolma, in Svezia. Un autobus si è scontrato contro una fermata per mezzi pubblici nel centro della capitale. Sul luogo dello scontro sono arrivati i soccorsi e forze dell’ordine. “L’autobus non era in servizio e a bordo c’era solo l’autista“, ha dichiarato Mathias Häglund, comandante dei vigili del fuoco. Il conducente è stato interrogato e la causa dell’incidente potrebbe essere un suo malore, secondo fonti che hanno parlato con il quotidiano svedese Expressen. L’autista è stato arrestato e l’incidente è stato classificato come omicidio colposo aggravato. Il numero totale dei morti e dei feriti resta al momento incerto, secondo i media sarebbero tre i morti e diversi i feriti.
“Dobbiamo scoprire cosa è successo. La persona è stata arrestata e sarà interrogata. Poi vedremo se verrà rilasciata o trattenuta“, ha affermato la portavoce della polizia, Nadya Norton, citata dal quotidiano locale Svenska Dagbladet.
Il premier svedeseUlf Kristersson ha espresso il suo cordoglio alle vittime dell’incidente: “Sono stato raggiunto dalla tragica notizia che diverse persone sono morte e ferite a una fermata dell’autobus nel centro di Stoccolma. Persone che forse stavano tornando da familiari e amici o verso una tranquilla serata a casa. Non ne conosciamo ancora la causa, ma in questo momento i miei pensieri sono rivolti soprattutto alle persone colpite e ai loro familiari“, ha affermato il capo di governo in un messaggio rilanciato da Svt.
Una grave tempesta a Tenerife ha provocato tre morti e 15 feriti. Gli incidenti sono avvenuti in diverse spiagge dell’isola, mentre le Canarie sono rimaste in pre-allerta per i fenomeni costieri, con onde alte fino a quattro metri
Tre persone hanno perso la vita e altre 15 sono rimaste ferite sull’isola di Tenerife ha causa di una grave tempesta. L’arcipelago delleCanarie è rimasto in pre-allerta a causa delle cattive condizioni del mare.
Il primo incidente è avvenuto sulla spiaggia Roque de Las Bodegas, a Taganana, dove sei turisti francesi sono trascinati in acqua dopo essere stati travolti dalle onde. Fonti della polizia locale hanno confermato che le vittime sono state travolte dopo aver ignorato una boa preventiva installata nella zona. Una donna ha riportato ferite moderate ed è stata trasportata in elicottero all’ospedale universitario Nuestra Señora de la Candelaria, mentre altre quattro hanno richiesto il ricovero in ospedale e una quinta è stata curata sul posto.
Più tardi, sulla spiaggia di El Cabezo de Granadilla de Abona, nel sud dell’isola, è stato trovato il corpo senza vita di un uomo che galleggiava in mare. I bagnini e il personale del Servizio di Emergenza delle Canarie hanno effettuato manovre di rianimazione cardiopolmonare senza risultati positivi.
Si aggrava il bilancio della tragedia a Puerto de la Cruz – L’incidente più grave si è verificato sulla banchina di Puerto de la Cruz, nel nord di Tenerife, dove dieci persone sono state trascinate in acqua. Gli agenti della polizia locale e diversi membri del pubblico hanno aiutato a salvare le persone colpite.Una donna è stata trovata in arresto cardiorespiratorio e, nonostante gli sforzi del personale medico che ha inviato cinque ambulanze sul posto, ne è stato confermato il decesso.
Delle altre vittime, tre hanno riportato ferite gravi, quattro ferite moderate e due ferite minori, tutte ricoverate in diversi centri sanitari dell’isola.
Nel tardo pomeriggio, intorno alle 16:42, il Centro di coordinamento delle emergenze e della sicurezza 112 ha ricevuto un nuovo allarme: un uomo era caduto in mare nella zona di Charco del Viento, nel comune di La Guancha. Un elicottero del Governo delle Canarie ha soccorso l’uomo e lo ha evacuato fino all’elisuperficie del molo di Santa Cruz de Tenerife, dove il personale medico ha confermato il decesso a causa della gravità delle ferite riportate.
Un varón fallece tras caer al mar en la costa de La Guancha #Tenerife
Isole Canarie in pre-allerta per i fenomeni costieri – Le Isole Canarie sono in pre-allerta per fenomeni costieri da venerdì, con onde che possono raggiungere i quattro metri di altezza e venti di forza sei. Le autorità avevano avvertito del cattivo stato del mare, anche se diversi incidenti si sono verificati dopo il mancato rispetto della segnaletica preventiva installata nelle zone a rischio.
Questa tempesta in mare ha evidenziato la necessità di estrema cautela nelle zone costierequando le condizioni meteorologiche sono avverse, soprattutto a fronte degli avvisi emessi dai servizi di emergenza.
L’accordo bipartisan dovrà ora passare alla Camera e poi ottenere l’approvazione del presidente Donald Trump
E’ stato raggiunto un accordo bipartisan in Senato per mettere fine a uno shutdown record che sta paralizzando gli uffici governativi degli Stati Uniti da quaranta giorni. Un passo fondamentale è stata la votazione in Senato, con 60 favorevoli contro 40 contrari, della legge di bilancio. L’accordo dovrà passare alla Camera, dove non è chiaro se abbia il sostegno dei Democratici, e poi ottenere l’approvazione del presidente americano Donald Trump per diventare legge e riaprire gli uffici del governo.
“Sembra che ci stiamo avvicinando molto alla fine dello shutdown” del governo Usa, ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ai giornalisti dopo l’accordo raggiunto in Senato
Nell’accordo sono contenuti tre progetti di legge per finanziere alcuni Dipartimenti, come quello dell’Agricoltura fino alla fine dell’anno fiscale del prossimo autunno, e una risoluzione per finanziare il resto del governo ai livelli di spesa attuali fino al 30 gennaio. Verrà anche finanziato il Supplemental Nutrition Assistance Program fino al prossimo settembre.
Gli otto Democratici che hanno votato a favore dell’accordo sono stati Shaheen, Hassan, King e i senatori Catherine Cortez Masto, D-Nev., Dick Durbin, D-Ill., John Fetterman, D-Pa., Tim Kaine, D-Va., Jacky Rosen, D-Nev.
L’aggressione nel Cambridgeshire. Il premier Starmer: “Attacco terribile, vicini alle vittime”. Il sindaco: “Scene orribili”
Polizia inglese ad Huntingdon Station dopo l’accoltellamento in treno – Afp
Due persone sono state arrestate dopo un attacco con il coltello in un treno nel Cambridgeshire nel Regno Unito. La polizia britannica riferisce di “diverse persone” state accoltellate. “Stiamo attualmente rispondendo a un incidente su un treno diretto a Huntingdon, dove diverse persone sono state accoltellate” e portate in ospedale, ha dichiarato la Polizia dei Trasporti britannica su X, aggiungendo che “due persone sono state arrestate“.
Agenti armati sono sulla scena dell’incidente, riferisce la polizia del Cambridgeshire secondo SkyNews. “Siamo stati chiamati alle 19.39 (ora locale) con segnalazioni che più persone erano state accoltellate su un treno. Agenti armati sono intervenuti e il treno è stato fermato a Huntingdon, dove due uomini sono stati arrestati“.
I passeggeri sono poi stati accolti dalla polizia armata alla stazione di Huntingdon e scortati fuori dal treno, dove gli agenti hanno iniziato a raccogliere le dichiarazioni dei testimoni. I video postati online mostrano una forte presenza dei servizi di emergenza all’esterno della stazione, dove il treno aveva effettuato una fermata di emergenza.
La compagnia ferroviaria London North Eastern Railway (Lner) ha intanto dichiarato che tutte le sue linee ferroviarie sono state chiuse mentre i servizi di emergenza si occupavano dell’incidente alla stazione di Huntingdon. Lner, che gestisce i servizi ferroviari lungo l’Inghilterra orientale e la Scozia, ha esortato i passeggeri a non viaggiare, avvertendo di “gravi disagi“.
“Il terribile” attacco “è profondamente preoccupante. I miei pensieri sono rivolti a tutte le persone colpite e i miei ringraziamenti vanno ai servizi di emergenza per la loro risposta. Chiunque si trovi nella zona dovrebbe seguire i consigli della polizia“, le parole in un post su ‘X‘ del premier britannico Keir Starmer sull’accoltellamento.
Ilsindaco di Cambridgeshire e Peterborough, Paul Bristow, ha parlato in un post su X “di scene orribili” che gli sono state riferite.
Secondo i dati ufficiali del governo, i crimini con armi da taglio in Inghilterra e Galles sono in costante aumento dal 2011. Sebbene la Gran Bretagnaabbia uno dei controlli sulle armi da fuoco più severi al mondo, la dilagante criminalità con armi da taglio è stata definita una “crisi nazionale“ dal premier Starmer. Il suo governo laburista ha cercato di contrastare il fenomeno. Quasi 60.000 coltelli sono stati “sequestrati o consegnati” in Inghilterra e Galles nell’ambito degli sforzi governativi per dimezzare i crimini legati all’uso di coltelli. Portare un coltello in pubblico può già comportare una pena detentiva di quattro anni, e gli omicidi con coltelli sono diminuiti del 18% nell’ultimo anno.
Il testimone: “Sangue ovunque” – Alcuni passeggeri del treno dove stava avvenendo l’attacco avrebbero cercato di nascondersi nei bagni per sfuggire all’aggressione prima che il convoglio fosse fermato a Huntingdon. Un testimone, riferisce ‘The Times‘, ha parlato di un uomo con un grosso coltello e di “sangue ovunque“. “Alcune persone si sono nascoste ne bagni per sfuggire all’attacco” mentre altre sono state “calpestate da altre persone che cercavano di fuggire“.
Chris Philp, il ministro ombra degli Interni, in un post su ‘X’ ha parlato del fatto che“sembra essere un brutale attacco di massa“: “La polizia e il governo dovrebbero fornire un aggiornamento su ciò che è accaduto e su chi è stato arrestato il prima possibile“.
Grecia, sparatoria in un villaggio di Creta: 2 morti e 10 feriti
L’attacco è avvenuto poche ore dopo che un’altra casa in costruzione è stata distrutta in un’esplosione. Gli inquirenti sospettano che si tratti di attacchi tra famiglie rivali
Almeno due persone, sono rimaste uccise ed altre 10 sono state ferite in una sparatoria in un villaggio di Creta, Voriza, ad una cinquantina di chilometri dal capoluogo dell’isola greca, Iraklio. Secondo l’agenzia Ana, un gruppo di armati ha aperto il fuoco contro le case del villaggio. Una delle vittime è una donna di 50 anni. L’attacco è avvenuto poche ore dopo che un’altra casa in costruzione è stata distrutta in un’esplosione. Gli inquirenti sospettano che si tratti di attacchi tra famiglie rivali.
Secondo quanto riporta il sito Ekathimerini,le autorità temono che dopo questi attacchi possa continuare la faida tra le due famiglie,i Kargakis e i Fragiadakis, i competizione per il controllo di terre rurali.Una delle vittime della sparatoria è un membro della famiglia Kargakis, mentre secondo alcune fonti la donna sarebbe morta di infarto.
Le autorità locali confermano che diversi membri della famiglia Fragiadakis sono già noti alla polizia, con il padre e alcuni figli che sono al momento in prigione. Intanto il capo della polizia greca, Dimitris Mallios, si sta recando a Creta, insieme al capo della polizia criminale e un team di 10 agenti della divisione, in Grecia chiamata ‘l’Fbi greca‘. E sono attese anche unità dell’anti-terrorismo da Atene, per garantire la sicurezza nel villaggio dove la tensione rimane alta.Come anche all’ospedale dove i Iraklio dove sono stati ricoverati i feriti, che sono saliti a 14,compresi anche bambini, sono state dispiegate unità anti-sommossa per scongiurare altri incidenti.
Secondo i testimoni, il commando di armati, che aveva fucili Kalashnikov, sono arrivati Vorizia ed hanno iniziato a sparare all’impazzata, si ritiene migliaia di proiettili.
Rapina al Louvre di Parigi: tutto in 7 minuti, rubati i gioielli di Napoleone. Panico fra i visitatori: «Correvano e battevano contro le porte di vetro»
Rapina al Louvre, oggi: tre persone incappucciate hanno rubato nove pezzi della collezione di gioielli di Napoleone
PARIGI – Rapina e panico questa mattina al Louvre, il museo più visitato del mondo, nel cuore di Parigi. Rubati nove pezzi della collezione di gioielli di Napoleone e dell’imperatrice. Non ci sono stati feriti, ma alcuni testimoni raccontano che la polizia correva vicino alla piramide e cercava di entrare nel Louvre dalle porte laterali in vetro, ma erano chiuse a chiave e impossibili da aprire. All’interno «tutti correvano e davano colpi sulle porte vetrate per uscire». Alla fine, polizia e gendarmi sono riusciti a riportare la calma, ma ormai i banditi erano fuggiti, a bordo di scooter T-Max Yamaha in direzione dell’autostrada A6 verso Lione.
Secondo la prima ricostruzione fornita dalla radio Europe 1, tra le 9 e 30 e le 9 e 40 i banditi con il volto coperto hanno dato l’assalto al museo dal lato della Senna, dove sono in corso dei lavori. Hanno messo un montacarichi accanto a una sala della galleria di Apollo dove sono conservati gioielli, poi hanno aperto le finestre usando delle motoseghe e due uomini sono entrati, mentre un terzo è rimasto appostato fuori.
I ladri hanno rubato collana, spilla, diadema e altri gioielli di Napoleone, esposti nelle vetrine dedicate ai sovrani francesi. Secondo una fonte interna al Louvre citata dal Parisien, il famoso Régent, il diamante più grande della collezione con un peso di oltre 140 carati, non è stato sottratto. Il danno è ancora da valutare, e si teme che i gioielli vengano immediatamente smontati e che l’oro venga fuso, come era successo un mese fa con le pepite d’oro rubate al museo di Storia naturale.
La ministra della Cultura, Rachida Dati, è andata immediatamente sul posto. Il ministro dell’Interno, Laurent Nuñez, parla di una «rapina importante, sono stati rubati gioielli di inestimabile valore nel corso di un’operazione durata sette minuti». Secondo il ministro, appena nominato nel governo Lecornu dopo anni come prefetto di polizia di Parigi, si tratta «evidentemente di una banda che aveva fatto dei sopralluoghi».
Uno dei gioielli rubati sarebbe stato ritrovato all’esterno del museo. Si tratterebbe dalla corona dell’imperatrice Eugenia, che è stata gravemente danneggiata. Il ministro dell’Interno riconosce che esiste una «grande vulnerabilità nei musei francesi». «Stiamo facendo tutto il possibile per trovare i responsabili il più rapidamente possibile e sono fiducioso che ci riusciremo, usando i video di sorveglianza e incrociando i dati con casi simili, cercando di restringere le maglie della rete». Il museo resterà chiuso per tutta la giornata.
domenica 19 ottobre 2025
Rapina in pieno giorno al Louvre: rubati 9 pezzi dalla collezione di gioielli di Napoleone
Irapinatori avrebbero agito in orario di apertura, dopo l’arrivo dei primi visitatori, per poi fuggire in scooter. La ministra della Cultura sul posto insieme alla polizia
Il museo parigino del Louvre è stato rapinato nella mattinata di oggi, domenica 19 ottobre. Lo ha confermato con un post su X la ministra della Cultura francese, Rachida Dati: “Questa mattina si è verificata una rapina all’apertura al museo del Louvre. Non si sono registrati feriti. Io sono presente sul posto insieme al personale del museo e alla polizia. Le indagini sono in corso“.
Un braquage a eu lieu ce matin à l’ouverture du @MuseeLouvre. Pas de blessés à déplorer. Je suis sur place aux cotés des équipes du musée et de la police. Constatations en cours.
Sottratti i gioielli di Napoleone: “Rapinatori fuggiti in scooter” – Il complesso resterà chiuso per l’intera giornata di domenica “per motivi eccezionali“, ha comunicato il museo. Secondo il quotidiano francese Le Figaro, i rapinatori avrebbero agito tra le 9:30 e le 9:40, dopo l’arrivo dei primi visitatori.
⚠️🇫🇷 Le musée du Louvre restera fermé aujourd'hui pour raisons exceptionnelles. ∴ ⚠️🌍 The Musée du Louvre will remain closed today for exceptional reasons. pic.twitter.com/bFY1hRaW5k
Le Parisienscrive che i rapinatori avrebbero sottratto 9 pezzi dalla collezione di gioielli di Napoleone e dell’imperatrice, tra cui una collana, una spilla e un diadema, per un valore complessivo ancora da valutare.
Non risulterebbe rubato il famoso diamante Regent, il più grande della collezione con un peso di oltre 140 carati.
I malviventi, tre uomini incappucciati, secondo il quotidiano francese sarebbero riusciti a raggiungere la sala della Galleria di Apollo – dove sono custoditi i gioielli – prendendo un montacarichi all’interno del museo. Dopodiché sarebbero fuggiti a bordo di uno scooter TMax in direzione dell’autostrada A6.
“La polizia stava correndo vicino alla piramide e stava cercando di entrare nel Louvre attraverso le porte laterali di vetro, ma erano chiuse a chiave e impossibili da aprire“, racconta un testimone al quotidiano. “All’interno, tutti correvano e bussavano alle porte a vetri per uscire“.
Sono previste più di 2.700 manifestazioni negli Stati Uniti in tutti i 50 stati, mentre i manifestanti chiedono limiti al potere presidenziale
Un manifestante tiene un cartello che promuove l’imminente raduno e marcia No Kings Twin Cities a Minneapolis il 12 ottobre 2025. Fotografia: James Petermeier/Zuma Press Wire/Shutterstock
Si prevede che milioni di persone scenderanno in piazza sabato in più di 2.700 località in tutta l’America, dalle piccole città alle grandi città, per protestare contro l’ amministrazione Trump .
No Kings, la coalizione dietro la manifestazione di massa di giugno, invita nuovamente la gente a scendere in piazza per inviare il semplice messaggio che Donald Trump non è un re, contrastando quello che considerano un crescente autoritarismo.
Diverse città statunitensi hanno ora una presenza militarizzata sul territorio, la maggior parte contro la volontà dei leader locali. Trump ha promesso di reprimere il dissenso nell’ambito di una campagna di ritorsione in corso. Tuttavia, gli organizzatori affermano di aspettarsi una delle più grandi, se non la più grande, giornata di protesta nella storia degli Stati Uniti.
Migliaia di persone si uniscono alle proteste di No Kings negli Stati Uniti
Cosa sono le proteste No Kings? – Una coalizione di gruppi di sinistra sta nuovamente guidando una giornata di manifestazioni di massa in tutti gli Stati Uniti per protestare contro l’amministrazione Trump. La coalizione aveva già guidato una precedente giornata di protesta “No Kings” a giugno, richiamando milioni di persone in piazza per protestare contro il presidente lo stesso giorno in cui Trump ha tenuto una parata militare a Washington.
Le proteste sono state chiamate No Kings per sottolineare che l’America non ha governanti assoluti, un segnale in controtendenza rispetto al crescente autoritarismo di Trump.
“‘NO KINGS’ è più di un semplice slogan; è il fondamento su cui è stata costruita la nostra nazione“, afferma un sito web dedicato alle proteste, nokings.org . “Nato nelle strade, gridato da milioni di persone, portato su manifesti e cori, riecheggia dagli isolati cittadini alle piazze rurali, unendo le persone di tutto il Paese per combattere insieme la dittatura“.
Dove stanno accadendo? – Gli organizzatori affermano che sono previste oltre 2.500 proteste in tutto il Paese, nelle città più grandi e nei piccoli centri, e in tutti i 50 stati. Fa parte di un modello distribuito in cui le persone protestano nelle proprie comunità piuttosto che recarsi nei grandi centri urbani per dimostrare che il malcontento nei confronti di Trump esiste in ogni angolo degli Stati Uniti.
Per la giornata di azione del 18 ottobre, gli organizzatori hanno individuato diverse città di riferimento: Washington DC; San Francisco; San Diego; Atlanta; New York City; Houston, Texas; Honolulu; Boston; Kansas City, Missouri; Bozeman, Montana; Chicago e New Orleans.
Le proteste iniziano in orari diversi a seconda del luogo. Il sito web di No Kings contiene una mappa con i dettagli per ogni luogo.
Perché gli organizzatori chiedono ai manifestanti di indossare il giallo? – Gli organizzatori hanno chiesto ai manifestanti di No Kings di indossare il giallo per segnalare la loro unità in modo visivamente evidente e per allinearsi ad altri movimenti pro-democrazia in Ucraina, Hong Kong e Corea del Sud.
Come affermano gli organizzatori: “Il giallo è il nostro segnale comune, luminoso, audace e impossibile da ignorare, un promemoria che il potere dell’America appartiene al nostro popolo, non ai re“.
Chi ha organizzato le proteste? – Oltre 200 organizzazioni hanno aderito come partner alle proteste.
Indivisible , l’organizzazione progressista con sezioni in tutti gli Stati Uniti, è uno dei principali organizzatori. L’American Civil Liberties Union è un partner, così come l’organizzazione di advocacy Public Citizen.Sindacati come l’American Federation of Teachers e il SEIU fanno parte della coalizione. Il nuovo movimento di protesta 50501, nato all’inizio di quest’anno come appello a manifestare in tutti i 50 stati in un solo giorno, è un partner. Altri partner includono Human Rights Campaign, MoveOn, United We Dream, la League of Conservation Voters, Common Defense e altri ancora.
Home of the Brave, un gruppo affiliato al critico di Trump George Conway che si descrive come una “comunità di americani che si rifiutano di essere messi a tacere“, ha annunciato una campagna pubblicitaria da 1 milione di dollari per promuovere i raduni.
Quante persone hanno partecipato alle ultime proteste di No Kings? E quante sono previste per questo fine settimana? – Diversi milioni di persone si sono presentate alle proteste di giugno, anche se i numeri variano a seconda della fonte.
Il Crowd Counting Consortium di Harvard, che utilizza dati pubblicamente disponibili per stimare le dimensioni delle folle politiche, ha affermato che l’evento di giugno è stato “probabilmente la seconda più grande manifestazione in un solo giorno da quando Donald Trump è entrato in carica nel gennaio 2017“, seconda solo alla Marcia delle donne del 2017.
Il consorzio di Harvard ha stimato che tra i 2 e i 4,8 milioni di persone abbiano partecipato a oltre 2.150 azioni il 14 giugno, sebbene il gruppo affermi di non essere stato in grado di confermare i dati relativi al 18% dei luoghi di protesta, quasi tutti in piccole città. Si è trattato di un’affluenza significativamente maggiore rispetto alla protesta “Hands Off” di aprile, il primo grande giorno di protesta del secondo mandato di Trump.
Un’altra stima , elaborata dal giornalista di dati G. Elliott Morris della newsletter di Substack Strength in Numbers, ha calcolato un’affluenza tra i 4 e i 6 milioni. Per dare un contesto, la Marcia delle Donne del 2017 ha attirato una partecipazione stimata tra i 3,3 e i 5,6 milioni di persone.
Finora, il 2025 ha visto “molte più proteste” rispetto allo stesso periodo del 2017, ha osservato il consorzio.
Gli organizzatori prevedono che milioni di persone parteciperanno alle proteste del 18 ottobre. Sono state accettate più località per ospitare eventi rispetto alla giornata di mobilitazione di giugno, e gli organizzatori si aspettano di vedere un numero complessivo di persone in piazza maggiore rispetto a giugno.
Perché proprio ora? Quali sono i messaggi degli organizzatori? – La coalizione No Kings ha citato i “crescenti eccessi autoritari e la corruzione” di Trump come motivazione delle proteste, tra cui l’aumento delle deportazioni, lo smantellamento dell’assistenza sanitaria, la manipolazione delle mappe elettorali e la svendita delle famiglie per i miliardari.
Il movimento si descrive come pro-democrazia e pro-lavoratori e rifiuta la “politica dell’uomo forte“, promettendo di lottare finché “non otterremo la rappresentanza che meritiamo“.
La coalizione sta evidenziando quelle che considera alcune delle principali preoccupazioni riguardo alla seconda amministrazione Trump: Trump sta usando i soldi dei contribuenti per accaparrarsi il potere, inviando le forze federali a prendere il controllo delle città degli Stati Uniti; Trump ha affermato di voler ottenere un terzo mandato e “si sta già comportando come un monarca“; l’amministrazione Trump ha portato il suo programma troppo oltre, sfidando i tribunali e tagliando i servizi, mentre deporta persone senza un giusto processo.
“Che siate indignati per gli attacchi ai diritti civili, i costi alle stelle, i rapimenti e le sparizioni, la distruzione dei servizi essenziali o l’attacco alla libertà di parola, questo momento è per voi“, si legge sul sito web di No Kings . “Che siate in lotta da anni o che siate semplicemente stufi e pronti ad agire, questo momento è per voi”.
L’obiettivo è quello di “costruire un rifiuto nazionale massiccio, visibile e non violento di questa crisi” e dimostrare che la maggior parte delle persone sta agendo per fermare Trump.
Cosa hanno detto finora Trump e il partito repubblicano sulle proteste? – Lo stesso Trump non si è pronunciato sulle proteste del 18 ottobre. Dopo quelle di giugno, però, ha dichiarato: “Non mi sento un re, devo attraversare l’inferno per far approvare le cose”.
Altri importanti esponenti repubblicani hanno attribuito alle proteste la responsabilità di aver prolungato la chiusura del governo, definendole antiamericane. Alcuni membri del gabinetto di Trump hanno ribadito infondate affermazioni secondo cui i democratici non accetteranno un accordo di bilancio per mantenere aperto il governo, per timore di reazioni negative da parte della loro base alle proteste.
“‘No Kings’ significa niente stipendi, niente stipendi e niente governo“, ha affermato il Segretario al Tesoro, Scott Bessent. Sean Duffy, Segretario ai Trasporti, ha affermato che non sono i leader democratici a gestire la situazione al Senato, ma i manifestanti. Ha anche ripetuto un ritornello comune e falso: i manifestanti vengono pagati.
Leah Greenberg, co-fondatrice di Indivisible, ha scritto su Bluesky riguardo ai commenti di Duffy: “Ecco cosa succede quando perdi completamente il controllo del messaggio e ti fai prendere dal panico“.
Il presidente della Camera, Mike Johnson, ha affermato che le proteste saranno animate dall'”ala pro-Hamas” dei democratici e dal “popolo antifa“.
“Stanno uscendo tutti“, ha detto Johnson. “Alcuni democratici della Camera stanno vendendo magliette per l’evento, e ci hanno detto che non potranno riaprire il governo prima di quel comizio perché non possono affrontare la loro base rabbiosa. Voglio dire, questa è una cosa seria che danneggia persone reali… Sono al di là delle parole”.
Anche Tom Emmer, membro del Congresso del Minnesota, ha definito le proteste “una manifestazione di odio per l’America” e ha affermato che i democratici erano in debito con “l’ala terroristica del loro partito“.
La coalizione No Kings ha affermato che Johnson stava “finendo le scuse per tenere chiuso il governo” e ha deciso di attaccare “milioni di americani che si stanno unendo pacificamente per dire che l’America appartiene al suo popolo, non ai re“.
Cos’è la regola del 3,5% in caso di protesta? – Quest’anno, organizzatori e manifestanti si sono ripetutamente basati su ricerche che dimostravano che se il 3,5% della popolazione protesta in modo non violento contro un regime, il regime stesso fallirà. Questa teoria è stata soprannominata la “regola del 3,5%”.
Le politologhe Erica Chenoweth e Maria Stephan hanno creato un database di campagne di resistenza civile dal 1900 al 2006, analizzando se i movimenti non violenti o violenti avessero maggiori probabilità di successo e se ci fosse un punto di svolta in termini di dimensioni affinché le proteste espellessero effettivamente il partito o la persona al potere. I risultati hanno mostrato che le campagne non violente erano spesso molto più grandi e avevano il doppio delle probabilità di successo rispetto ai movimenti violenti. Erano più rappresentative della popolazione e, hanno scoperto, una partecipazione attiva e sostenuta del 3,5% di una popolazione significava il successo di un movimento, con pochissime eccezioni specifiche.
Negli Stati Uniti, il 3,5% della popolazione rappresenterebbe più di 11 milioni di persone. Finora, queste giornate di mobilitazione di massa non hanno raggiunto questa soglia, sebbene non sia un numero magico. Chenoweth ha osservato nel 2020 che la cifra era una “statistica descrittiva” derivata da movimenti storici, “non necessariamente prescrittiva“, il che significa che non è necessariamente una garanzia per organizzarsi, come alcuni stanno esplicitamente facendo ora.
Anche se il numero esatto non è magico, i principi fondamentali alla base della statistica sono veri: una resistenza prolungata, di massa e non violenta può rovesciare i governi.
Esistono piani di sicurezza? – Le proteste del 18 ottobre giungono mentre Trump sta reprimendo il dissenso, prendendo di mira gli immigrati che hanno partecipato alle proteste e attaccando i pilastri della società civile che ritiene ostacolino il suo programma. Si verificano anche in un contesto di crescenti episodi di violenza politica.
In risposta alle domande sulla presenza di funzionari addetti all’immigrazione nei luoghi delle proteste, il vicesegretario per la sicurezza interna Tricia McLaughlin ha dichiarato: “Come ogni giorno, le forze dell’ordine del DHS faranno rispettare le leggi della nostra nazione“.
In Texas, il governatore Greg Abbott ha dichiarato che dispiegherà le truppe della guardia nazionale ad Austin, la capitale, anche se ci saranno proteste in città e paesi in tutto lo stato.
La coalizione No Kings è impegnata in azioni non violente. Sul suo sito web, la coalizione afferma di aspettarsi che tutti i partecipanti alle proteste “cerchino di ridurre qualsiasi potenziale scontro con coloro che non sono d’accordo con i nostri valori e di agire nel rispetto della legge durante questi eventi“.
Il gruppo ha visto decine di migliaia di partecipanti partecipare a chiamate di pianificazione della sicurezza. Gli eventi saranno dotati di responsabili della sicurezza e di addetti alla sicurezza che garantiranno che i partecipanti possano esercitare i propri diritti in sicurezza.
La coalizione ha anche affermato che distribuirà delle tessere o dei codici “conosci i tuoi diritti” da scaricare, in modo che i partecipanti sappiano come difendersi in caso di problemi.
Rajoelina ha accusato i militari dopo che ieri un contingente di soldati si è unito alle migliaia di giovani manifestanti antigovernativi che avrebbe dovuto fermare nella capitale Antananarivo
Luis TATO / AFP – Andry Rajoelina
AGI – Il presidente malgascio Andry Rajoelina ha accusato i militari di golpe, dopo che ieri un contingente di soldati si è unito alle migliaia di giovani manifestanti antigovernativi che avrebbe dovuto fermare nella capitale Antananarivo.
“La presidenza della Repubblica desidera informare la nazione e la comunità internazionale che un tentativo di prendere il potere illegalmente e con la forza, contrario alla Costituzione e ai principi democratici, è attualmente in corso sul territorio nazionale“, si legge in una dichiarazione di Rajoelina.
I militari della base di Soanierana, alla periferia della capitale, avevano invitato ieri all’ammutinamento di fronte al perdurare dell’ondata di proteste contro l’esecutivo iniziate il 25 settembre. “Uniamo le forze, militari, gendarmi e polizia, e rifiutiamo di essere pagati per sparare ai nostri amici, ai nostri fratelli e alle nostre sorelle“, hanno dichiarato i soldati in un video diffuso sabato mattina.
Madagascar, ministro Esercito accetta nomina ribelli per capo forze armate: cosa succede
Esercito si schiera con le proteste. Il presidente: “Tentativo di golpe”
Madagascar, soldati si schierano con i manifestanti nelle proteste anti governo ad Antananarivo – Afp
Il ministro delle Forze armate del Madagascar ha riconosciuto come nuovo capo dell’esercito un ufficiale scelto da un contingente militare schierato con i manifestanti che chiedono le dimissioni del presidente Andry Rajoelina.
Il generale Demosthene Pikulas è stato insediato come capo di Stato maggiore dell’esercito durante una cerimonia presso il quartier generale dell’esercito, alla quale ha partecipato anche il ministro delle forze armate, ManantsoaDeramasinjaka Rakotoarivelo. Pikulas è stato scelto dall’unità ammutinata Capsat, che ieri si è unita ai manifestanti. “Gli dò la mia benedizione“, ha dichiarato il ministro.
Cosa è successo – Rajoelina aveva denunciato che nel Paese era “in corso un tentativo di prendere il potere in modo illegale e con la forza, contro la Costituzione e ai principi democratici”, dopo che ieri un contingente di militari ha preso parte alla protesta contro il governo insieme a migliaia di persone ad Antananarivo.
Le unità delle forze speciali Capsat ribelli – che ieri si erano schierati con i manifestanti alla guida di mezzi blindati e sventolando bandiere del Madagascar e chiesto alle forze di sicurezza di “rifiutare gli ordini di aprire il fuoco contro i nostri amici, i nostri fratelli e le nostre sorelle” – avevano nel frattempo annunciato la loro intenzione di assumere il controllo delle forze militari
“D’ora in poi tutti gli ordini alle forze armate partiranno dal quartier generale del Capsat” a Soanierana, a sud di Antananarivo. hanno reso noto le unità in una dichiarazione video. Erano stati i militari di Capsat a portare al potere il Presidente in carica, e ora contestato, con un golpe nel 2009.
Le proteste – Le proteste organizzate dalla generazione Z sono iniziate lo scorso 25 settembre, in un primo momento per protestare contro i tagli dei rifornimento di acqua ed elettricità e poi contro l’intero sistema. A nulla è servita la decisione del presidente della scorsa settimana di licenziare il governo.
Farnesina – La Farnesina e l’Ambasciata d’Italia a Pretoria monitorano intanto la situazione in Madagascar, dove un contingente dell’esercito è insorto contro il governo, si legge in un tweet della Farnesina. Il ministro Antonio Tajani è informato e ne segue l’evoluzione. Per qualsiasi emergenza o segnalazione, si richiede di contattare l’Ambasciata italiana al numero +27 827815972 o l’Unità di Crisi, al numero+39 0636225 o via mail a unita.crisi@esteri.it.
Quattro persone sono state uccise in un attacco a Leland, mentre due sono state uccise a Heidelberg, durante un terzo attacco a Rolling Fork
Amici e familiari delle vittime di una sparatoria avvenuta sabato nel centro di Leland, Mississippi. Fotografia: Katie Adkins/AP
Secondo quanto riferito sabato da alcuni funzionari locali, sei persone sono state uccise e altre 18 sono rimaste ferite in tre sparatorie separate avvenute durante i festeggiamenti per il ritorno a casa della squadra di football di una scuola superiore nelMississippi .
L’incidente più mortale è avvenuto intorno a mezzanotte di venerdì a Leland, dove quattro persone sono morte, ha dichiarato sabato mattina John Lee, sindaco della cittadina nella contea di Washington, nel Mississippioccidentale . Almeno 16 persone sono rimaste ferite nell’incidente, quattro delle quali in condizioni critiche sono state trasportate in elicottero a Jackson, la capitale dello stato, e altre 12 sono state curate negli ospedali locali.
Lee ha affermato che l’attacco è avvenuto in una strada principale di Leland, dove si era radunata una folla dopo la partita di ritorno a casa della scuola superiore cittadina contro la scuola superiore di Charleston.
Sono stati confermati pochi dettagli, ma i media locali hanno riferito che il senatore dello Stato Derrick Simmons ha affermato che la sparatoria è avvenuta durante un raduno dopo la partita.
Leland, Mississippi, dopo una sparatoria mortale. Fotografia: Katie Adkins/AP
Simmons ha inoltre affermato che quattro persone sono state trasportate in elicottero al centro medico dell’Università del Mississippi a Jackson in condizioni critiche. Non sono stati nominati i sospettati né sono stati resi noti dettagli, ma sabato pomeriggio nessuno era in custodia in relazione alla sparatoria.
Secondo quanto riportato dai media locali, l’ufficio investigativo del Mississippi sta conducendo un’inchiesta.
Circa 320 km a sud-est, a Heidelberg, un’altra cittadina del Mississippi, sabato la polizia stava indagando su una sparatoria avvenuta durante il weekend di ritorno a casa della scuola locale, in cui sono morte due persone. Successivamente, è emersa la notizia di una terza sparatoria, avvenuta venerdì sera, presso la South Delta High School di Rolling Fork, a sole 65 km a sud di Leland, nel delta del Mississippi, nella contea di Sharkey.
In una dichiarazione pubblicata su Facebook , l’ufficio dello sceriffo della contea di Sharkey ha affermato di aver arrestato e incriminato due individui in relazione alla sparatoria di Rolling Fork, in cui i notiziari locali hanno riferito che due persone sono rimaste ferite.
Leland è una piccola città nella contea di Washington, Mississippi, con una popolazione di circa 3.800 abitanti nel 2023, secondo Data USA .
Un membro dello staff del dipartimento di polizia di Leland, che non ha fornito il suo nome, ha dichiarato in una nota che l’incidente è ancora sotto inchiesta e ha rifiutato di fornire ulteriori dettagli.
I nomi delle vittime non sono ancora stati resi noti.
La scena della sparatoria mortale di venerdì a Leland, Mississippi, ripresa sabato. Fotografia: Katie Adkins/AP
“Voglio solo esprimere le nostre condoglianze alle famiglie delle vittime e a tutti coloro che sono in cura“, ha detto Lee, sindaco di Leland. “Dobbiamo pregare per la nostra città“.
Nel frattempo, il capo della polizia di Heidelberg, Cornell White, parlando della sparatoria avvenuta durante l’evento scolastico nella contea di Jasper, ha dichiarato che due persone sono state uccise. Si è rifiutato di specificare se le vittime fossero studenti o di fornire ulteriori informazioni sull’incidente.
“Al momento abbiamo ancora un argomento in discussione, ma non posso fornire dettagli specifici“, ha detto White sabato mattina.
Un diciottenne è ricercato per essere interrogato in relazione alla sparatoriaavvenuta lì, ha affermato l’ufficio dello sceriffo della contea di Jasper in una nota.
Agenti delle forze dell’ordine sorvegliano un cancello all’esterno dell’impianto di produzione di esplosivi militari Accurate Energetic Systems, dopo un’esplosione avvenuta nella struttura a Bucksnort, Tennessee, Stati Uniti, il 10 ottobre 2025, in un’immagine fissa tratta da un video. WKRN, affiliata ABC, tramite REUTERS
Reuters – Gli investigatori non si aspettano di trovare sopravvissuti sulla scena della massiccia esplosione avvenuta in un’azienda di esplosivi militari del Tennessee, che ha causato la scomparsa di 18 persone, hanno dichiarato sabato le autorità. L’esplosione, avvertita a chilometri di distanza, ha raso al suolo un edificio nella sede centrale di Accurate Energetic Systems, che si estende su 1.300 acri (5 chilometri quadrati), nelle prime ore di venerdì mattina a Bucksnort, a circa un’ora di macchina a ovest di Nashville.
“Più di 300 persone hanno attraversato quasi ogni centimetro quadrato di questa struttura e, al momento, non abbiamo recuperato alcun sopravvissuto“, ha detto ai giornalisti lo sceriffo della contea di Humphreys, Chris Davis. “È una grande perdita per le nostre comunità“.
Le autorità non hanno fornito un bilancio preciso delle vittime, ma in precedenza avevano dichiarato che 18 persone risultavano disperse. Davis ha confermato che l’operazione era passata dal salvataggio al recupero e che gli investigatori avrebbero utilizzato il test del DNA per confermare l’identità delle vittime. Gli investigatori, tra cui agenti dell’FBI e del Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives, stanno ancora lavorando per determinare la causa dell’esplosione, hanno affermato le autorità. La presenza di esplosivi e altri ordigni nella proprietà ha reso complicate le ricerche sulla scena. In una dichiarazione rilasciata venerdì, l’azienda ha ringraziato i primi soccorritori, ma non ha indicato una possibile causa.
“I nostri pensieri e le nostre preghiere sono rivolti alle famiglie, ai colleghi e ai membri della comunità colpiti da questo incidente“, ha affermato l’azienda. Secondo il sito web dell’azienda,Accurate Energetic Systemssviluppa, produce e immagazzina esplosivi per i mercati “militare, aerospaziale e delle demolizioni commerciali“. La sede centrale comprende otto edifici produttivi e un laboratorio di qualità. Secondo quanto riportato dalle notizie locali, nel 2014 una piccola esplosione di munizioni nello stabilimento ha ucciso una persona e ne ha ferite altre tre.
La leader dell’opposizione venezuelana dedica il premio al presidente Usa che replica: “L’ho aiutata nel suo cammino. Hanno bisogno di aiuto nel suo Paese”
Federico PARRA / AFP – A Caracas un cartellone pubblicitario accusa i leader dell’opposizione (da sinistra a destra) Leopoldo Lopez, Maria Corina Machado e Juan Guaido, per le sanzioni statunitensi imposte al Paese
AGI – Scambio di complimenti ieri tra Maria Corina Machado e Donald Trump. L’attivista premio Nobel per la Pace ha dedicato il riconoscimento ai Venezuelani e al presidente americano che a sua volta ha elogiato la donna incoraggiandola nel suo percorso.
“Questo riconoscimento della lotta di tutti i venezuelani è uno stimolo per portare a termine il nostro compito: conquistare la libertà – ha scritto la leader dell’opposizione venezuelana su X -. Siamo alle soglie della vittoria e oggi più che mai contiamo sul Presidente Trump, sul popolo degli Stati Uniti, sui popoli dell’America Latina e sulle nazioni democratiche del mondo come nostri principali alleati per raggiungere la libertà e la democrazia. “Dedico questo premio al popolo sofferente del Venezuela e al Presidente Trump per il suo decisivo sostegno alla nostra causa!”, ha poi aggiunto.
La telefonata di congratulazioni e il “vero” vincitore – Trump ha chiamato Machado per congratularsi del suo Nobel per la Pace per poi riferire ai cronisti che è stata la leader dell’opposizione venezuelana a telefonargli per dirgli che avrebbe dovuto essere lui a vincere il riconoscimento.
Trump: “L’ho aiutata nel suo cammino” – “La persona che ha vinto il Premio Nobel mi ha chiamato – ha detto Trump incontrando i giornalisti nello Studio Ovale – e mi ha detto che lo stava accettando in mio onore perché lo avrei davvero meritato. Non le ho risposto ‘e allora dallo a me’ – ha scherzato il presidente degli Stati Uniti -. Si può anche dire che il Nobel è stato assegnato per il 2024. Io stavo correndo per le elezioni nel 2024 – ha osservato ancora Trump -, sono felice perché ho salvato milioni di vite“. Machado, ha detto ancora Trump, “è stata molto carina. L’ho aiutata nel suo cammino. Hanno bisogno di molto aiuto in Venezuela”.
L’amministrazione Trump avvia i licenziamenti durante la chiusura del governo
I licenziamenti colpiscono il Tesoro, l’HHS, il Commercio, l’Istruzione e la Sicurezza Nazionale
Un giudice federale esaminerà la causa sindacale contro i licenziamenti durante la chiusura
Si dice che siano stati colpiti più di 4.200 lavoratori
WASHINGTON, 10 ottobre (Reuters) – Venerdì il presidente Donald Trump ha incolpato i democratici per la sua decisione di licenziare migliaia di dipendenti in tutto il governo degli Stati Uniti, dando seguito alla sua minaccia di tagliare la forza lavoro federale durante lachiusura del governo .
Sono in corso tagli di posti di lavoro presso il Dipartimento del Tesoro, l’agenzia sanitaria statunitense, l’Internal Revenue Service e i dipartimenti dell’istruzione, del commercio e la divisione di sicurezza informatica della Sicurezza Nazionale, hanno affermato i portavoce, ma l’entità totale dei licenziamenti non è stata immediatamente chiara.
Circa 300.000 dipendenti civili federali erano già pronti a lasciare il lavoro quest’anno a causa di una campagna di riduzione del personale avviata all’inizio dell’anno da Trump.
“Sono stati loro a dare inizio a questa cosa“, ha detto Trump ai giornalisti durante un evento nello Studio Ovale, definendo i tagli di posti di lavoro “orientati ai democratici“.
I repubblicani di Trump detengono la maggioranza in entrambe le camere del Congresso, ma hanno bisogno dei voti democratici al Senato degli Stati Uniti per approvare qualsiasi misura che possa finanziare il governo.
I democratici resistono all’estensione dei sussidi per l’assicurazione sanitaria, sostenendo che i costi sanitari aumenteranno drasticamente per molti dei24 milioni di americani che beneficiano della copertura sanitaria tramite l’Affordable Care Act.
Trump ha ripetutamente minacciato di licenziare i dipendenti federali durante la fase di stallo dello shutdown, al suo decimo giorno venerdì, e ha lasciato intendere che la sua amministrazione punterà principalmente contro le parti del governo sostenute dai democratici.
Trump ha anche ordinato il congelamento di almeno 28 miliardi di dollari in fondi infrastrutturali per New York, California e Illinois, tutti stati in cui risiedono consistenti elettori democratici e critici dell’amministrazione.
Il Dipartimento di Giustizia ha dichiarato in un documento depositato in tribunale che più di 4.200 dipendenti federali hanno ricevuto avvisi di licenziamento da sette agenzie, tra cui più di 1.400 presso il Dipartimento del Tesoro e almeno 1.100 presso il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani.
I DEMOCRATICI DICONO CHE NON SI CEDERANNO – I democratici hanno affermato che non cederanno alle tattiche di pressione di Trump.
“Finché i repubblicani non faranno sul serio, la responsabilità sarà loro: ogni posto di lavoro perso, ogni famiglia ferita, ogni servizio distrutto è dovuto alle loro decisioni“, ha affermato il leader democratico del Senato Chuck Schumer.
Sponsored Content – I sindacati che rappresentano i dipendenti federali hanno intentato causa per fermare i licenziamenti, sostenendo che sarebbero illegali durante la chiusura.Venerdì, in un documento depositato in tribunale, l’amministrazione ha affermato che la richiesta dei sindacati dovrebbe essere respinta perché non hanno il diritto legale di citare in giudizio le decisioni sul personale federale.Il caso dovrebbe essere esaminato da un giudice federale il 15 ottobre.
Per legge, il governo è tenuto a dare ai lavoratori un preavviso di 60 giorni prima di qualsiasi licenziamento, anche se tale preavviso può essere ridotto a 30 giorni.
Alcuni repubblicani si sono opposti ai licenziamenti, tra cui la senatrice Susan Collins, presidente della commissione per gli stanziamenti del Senato.
“Indipendentemente dal fatto che i dipendenti federali abbiano lavorato senza stipendio o siano stati sospesi, il loro lavoro è estremamente importante per servire il pubblico“, ha affermato Collins in una nota.
ATTACCO AI LAVORATORI IN CASO DI CONGEDO – In precedenza, il direttore del bilancio della Casa Bianca, Russell Vought, aveva scritto sui social media che “i RIF erano iniziati“, riferendosi alle cosiddette riduzioni di personale. Un portavoce dell’ufficio bilancio ha definito i tagli “sostanziali“, senza fornire ulteriori dettagli.
L’annuncio è arrivato lo stesso giorno in cui molti dipendenti federali avrebbero dovuto ricevere una riduzione degli stipendi , che non includeva la retribuzione per i giorni trascorsi dall’inizio dello shutdown. Centinaia di migliaia di persone hanno ricevuto l’ordine di non presentarsi al lavoro , mentre ad altri è stato intimato di continuare a lavorare senza stipendio. I 2 milioni di soldati in servizio attivo del Paese perderanno completamente lo stipendio del 15 ottobre se lo shutdown non verrà risolto prima di allora.
I dipendenti di diverse divisioni del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani hanno ricevuto avvisi di licenziamento, ha affermato il direttore delle comunicazioni Andrew Nixon. I 78.000 dipendenti dell’agenzia, che si estende su una vasta area, monitorano le epidemie, finanziano la ricerca medica e svolgono una vasta gamma di altre mansioni legate alla salute.
Nixon ha affermato che i licenziamenti erano mirati al personale dell’agenzia a cui era stato intimato di non lavorare, ma non ha fornito ulteriori dettagli. Circa il 41% del personale dell’agenzia è stato messo in congedo.
Secondo un portavoce che ha chiesto di rimanere anonimo, sono iniziati i licenziamenti anche presso il Dipartimento del Tesoro.
Un rappresentante sindacale, Thomas Huddleston dell’American Federation of Government Employees, ha dichiarato in un documento depositato in tribunale di essere stato informato che il Tesoro stava preparando 1.300 avvisi di licenziamento. Questi licenziamenti potrebbero colpire l’Internal Revenue Service, l’agenzia delle entrate che quest’anno è stata presa di mira per drastici tagli di posti di lavoro. Circa il 46% dei 78.000 dipendenti dell’agenzia è stato messo in congedo mercoledì.
I licenziamenti sono iniziati anche presso il Dipartimento per l’edilizia abitativa e lo sviluppo urbano, ha affermato il sindacato.
I funzionari hanno anche confermato i tagli di posti di lavoro presso il Dipartimento dell’Istruzione, che Trump ha promesso di chiudere completamente, e presso il Dipartimento del Commercio, che si occupa delle previsioni meteorologiche, dei rapporti sui dati economici e di altri compiti.
Altri organi di stampa hanno segnalato licenziamenti presso l’Agenzia per la Protezione Ambientale, il Dipartimento dell’Energia e il Dipartimento degli Interni. I portavoce di queste agenzie non hanno risposto immediatamente alle richieste di commento.
Il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha dichiarato che sono stati effettuati licenziamenti presso la Cybersecurity and Infrastructure Security Agency, che si è attirata l’ira di Trump dopo le elezioni del 2020, quando il suo direttore ha dichiarato che non c’erano prove che i sistemi di voto fossero stati compromessi.Trump afferma falsamente di aver perso quelle elezioni contro il democratico Joe Biden a causa di brogli elettorali.
Secondo una fonte a conoscenza della situazione, il Dipartimento dei trasporti e la Federal Aviation Administration non sono interessati.
A cura di Ahmed Aboulenein, Marisa Taylor, Richard Cowan, David Shepardson, Courtney Rozen, David Shepardson, Nathan Layne, Daniel Wiessner, Katharine Jackson, Jack Queen e Susan Heavey; testi di Andy Sullivan e James Oliphant; revisione di Scott Malone, Alistair Bell e Edmund Klamann
Alcuni insegnanti stanno distribuendo volantini sui diritti costituzionali
I dirigenti scolastici affermano che i bambini nei quartieri degli immigrati sono ansiosi
I dati mostrano che la paura dell’ICE potrebbe tenere gli immigrati fuori dalla scuola
CHICAGO, 10 ottobre (Reuters) – In una fredda mattina fuori dalla Nash Elementary School, in un quartiere operaio di Chicago, gli insegnanti hanno accolto gli studenti con i soliti saluti e abbracci, mentre distribuivano fogli con scritte in grassetto rosso che proclamavano in lettere maiuscole: “Difendi i tuoi diritti sotto la minaccia dell’occupazione“.A quattro settimane dall’inizio dell’operazione di deportazione“Midway Blitz” del presidente Donald Trump, arresti di massa in tutta la città, che hanno coinvolto genitori e intere famiglie diretti a scuola, hanno indotto paura nelle comunità di immigrati e un atteggiamento protettivo da parte degli insegnanti, secondo i leader della città, il sindacato degli insegnanti, i genitori e i sostenitori dell’immigrazione.
Mercoledì, circa 500 soldati della Guardia Nazionale hanno iniziato a schierarsi nei pressi di Chicago, su ordine di Trump.”I miei studenti latinoamericani hanno paura di tutto“, ha detto Yaritza Santana, insegnante di scienze alla Nash Elementary. “Temono di essere semplicemente rapiti“.
PIANO DI LEZIONE: “CONOSCI I TUOI DIRITTI”
Il Dipartimento per la sicurezza interna ha dichiarato di aver arrestato 1.000 persone nell’area di Chicago dall’8 settembre, quando è iniziata la campagna di espulsione.”Le operazioni nei pressi delle scuole sono sempre più frequenti“, ha affermato l’assessore comunale Byron Sigcho-Lopez. “Hanno causato molta paura e terrore nelle scuole“.Mentre nel 2019 le scuole pubbliche di Chicago hanno designato le scuole come “spazi rifugio“, impedendo agli agenti dell’ICE di entrare senza un mandato, tale alone di protezione non si applica al tragitto da e per la scuola, lasciando gli immigrati vulnerabili agli arresti dell’ICE, affermano i sostenitori
Martedì, in un comunicato stampa, il Dipartimento per la sicurezza interna ha dichiarato che gli agenti dell’ICE non prendono di mira le scuole, ma non ha risposto a domande specifiche di Reuters.
Secondo una dozzina di interviste della Reuters con insegnanti, genitori, il sindaco della città, il presidente del sindacato degli insegnanti e i legislatori locali, la crescente presenza di agenti federali ha prodotto una serie di risposte da parte degli educatori, dalle proteste di piazza agli opuscoli “conosci i tuoi diritti” e ai piani didattici.
I volantini informano gli studenti che hanno il diritto di rimanere in silenzio e di chiedere un avvocato, nonché di negare agli ufficiali e agli agenti l’accesso alla propria abitazione senza un mandato.Il sindacato degli insegnanti sta inoltre spingendo le scuole pubbliche di Chicago per l’introduzione di opzioni di e-learning, in modo che gli studenti senza status di immigrazione legale non debbano lasciare le loro case, ha affermato Stacy Davis Gates, presidente del sindacato degli insegnanti di Chicago.
Un’insegnante parla con un genitore mentre tiene in mano volantini con la scritta “Difendi i tuoi diritti” fuori dalla Nash Elementary School, in un momento in cui l’Immigration and Customs Enforcement degli Stati Uniti è sempre più presente nell’area di Chicago, a Chicago, Illinois, Stati Uniti, il 4 settembre 2025, in questa schermata da un video. REUTERS/Eric Cox
“Le persone non dovrebbero avere paura di andare a scuola“, ha dichiarato il sindaco di Chicago Brandon Johnson in un’intervista a Reuters. “Ho fatto in modo che le nostre scuole pubbliche di Chicago e tutte le nostre istituzioni pubbliche siano molto chiare sui diritti che deteniamo e sui diritti che possiamo tutelare“.
E-LEARNING PER BAMBINI IMMIGRATI – Johnson ha affermato che l’e-learning non è la soluzione ideale, ma che avrebbe utilizzato “ogni singolo strumento” per proteggere i residenti di Chicago, compresi i tribunali e la sua autorità esecutiva in qualità di sindaco.
I pattugliamenti di alto profilo nelle zone frequentate dai turisti e gli scontri con i manifestanti, tra cui quello del 3 ottobre in cui gli agenti dell’ICE hanno lanciato gas lacrimogeni nei pressi di una scuola elementare, stanno alimentando le tensioni tra gli agenti federali e i residenti, nonché l’ansia tra gli scolari, hanno affermato gli insegnanti.
Alcuni degli insegnanti con cui ha parlato Reuters hanno dichiarato di aver visto studenti abbracciarsi, promettendosi che non sarebbero stati separati dagli ufficiali dell’immigrazione; una studentessa delle superiori con gli occhi lucidi che chiedeva al suo insegnante cosa fosse successo a un parente scomparso che si credeva si trovasse in un centro di detenzione dell’ICE; e un’aula piena di volti ansiosi durante il corso di formazione “conosci i tuoi diritti“.
Una scuola, nella periferia di Franklin Park, Illinois, è stata sottoposta a un lockdown soft dopo che Silverio Villegas Gonzalez, padre di due figli, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco dagli agenti dell’ICE dopo aver lasciato i figli all’asilo e a scuola. Alti funzionari dell’Illinois hanno chiesto un’indagine sul suo omicidio, che il DHS ha ritenuto giustificato.
“Non mentirò, temo. Ma sono anche molto arrabbiata, e questa rabbia mi alimenta“, ha detto Anna Lane, che insegna studi sociali alla Thomas Kelly Preparatory, una scuola superiore frequentata per la maggior parte da studenti latinoamericani.
Lane ha affermato di aver recentemente dedicato quasi un’ora a un corso di formazione per i suoi studenti sul tema “Conosci i tuoi diritti“.
“Non andrete da nessuna parte“, ha detto agli studenti in un’aula decorata con mappe e bandiere. “Resterete qui. Dovete solo assicurarvi di essere informati e di conoscere i vostri diritti“.
Ma la paura potrebbe tenere lontani alcuni studenti. Il numero di studenti di lingua inglese è sceso a 86.172 studenti dagli 88.807 dell’anno precedente, con un calo del 2,7%, secondo i dati sulle iscrizioni delle scuole pubbliche di Chicago., apre una nuova scheda, sebbene gli studenti di inglese costituiscano ancora circa un quarto di tutti gli studenti del CPS.
Erika Mendoza, un’immigrata messicanasenza status legale e madre single di due bambini nati negli Stati Uniti che frequentano le scuole di Chicago, è scoppiata in lacrime nella sua casa di Little Village, una delle più grandi enclave latine di Chicago, esprimendo le sue preoccupazioni riguardo all’ICE.”Ho molta paura quando si tratta di mandare le mie figlie a scuola“, ha detto Mendoza in spagnolo tramite un interprete. “Ho paura, ma è importante essere forti. Non voglio trasmettere le mie preoccupazioni alle mie figlie“.
Servizio di Heather Schlitz da Chicago. Con la collaborazione di Renee Hickman e Mary Milliken; revisione di Emily Schmall e Suzanne Goldenberg.
L’impianto è situato a sud-ovest della città di Nashville. Lo sceriffo della contea: “La deflagrazione è stata devastante”
Diverse persone sono morte in un’esplosione in un’azienda di esplosivi militari in Tennessee. Diverse abitazioni nelle vicinanze hanno avvertito l’onda d’urto. Come riporta Cnn, l’incidente è avvenuto intorno alle 7:45 ora locale e come riporta lo sceriffo della contea di Humphreys, Chris Davis, la “deflagrazione è stata devastante“. L’impianto è di proprietà di Accurate Energetic Systems Llced è situato a sud-ovest della città di Nashville. Non ci sono ancora informazioni dettagliate sul numero delle vittime e dei feriti, al momento 13 persone mancano all’appello.
“Abbiamo ancora diverse persone disperse” ha detto Davis, “possiamo confermare che alcuni lavoratori sono morti”. L’entità dei danni alla struttura non è ancora chiara, ha dichiarato David Stewart dei servizi di emergenza della contea.Diverse soccorritori sono intervenuti sul posto e sono la lavoro per valutare e contenere l’incendio, ma al momento si evita l’area più immediata per la paura di esplosioni secondarie.
I residenti nelle vicinanze dell’impianto hanno avvertito tutta la forza dell’esplosione. Uno di loro, Gentry Stover, ha raccontato ad Ap come sembrava “che la casa fosse crollata con lui dentro. Vivo molto vicino ad Accurate e circa 30 secondi dopo essermi svegliato ho capito che doveva essere stato quello”.
Secondo l’ufficio della contea, l’azienda è specializzata nella produzione di varie composizioni altamente esplosive e prodotti speciali per il Dipartimento della Difesa statunitense e per mercati industriali americani.
Esplosione in un impianto di esplosivi militari nel Tennessee: diverse persone sono morte o disperse
Numero di morti sconosciuto poiché le esplosioni secondarie hanno inizialmente impedito ai primi soccorritori di entrare nel sito
Le conseguenze di una potente esplosione che ha devastato un impianto di produzione di esplosivi militari nella contea di Hickman, nel Tennessee, il 10 ottobre 2025. Fotografia: WTVF-TV tramite AP
Una violenta esplosione avvenuta venerdì mattina in un impianto di munizioni militari del Tennesseeha causato la morte o la scomparsa di numerose persone, secondo lo sceriffo della contea, mentre i primi soccorritori hanno affermato che le esplosioni secondarie hanno inizialmente costretto i soccorritori a tenersi a distanza dal luogo dell’incendio.
La potente esplosione ha devastato l’impianto di produzione di esplosivi nella zona rurale del Tennessee venerdì mattina, facendo tremare case a chilometri di distanza e richiedendo l’intervento dei servizi di emergenza, hanno riferito le autorità e i residenti.
L’incidente è avvenuto presso la Accurate Energetic Systems, nei pressi della città di Bucksnort, circa 60 miglia a sud-ovest di Nashville , ha dichiarato l’ufficio dello sceriffo della contea di Hickman. L’agenzia ha chiesto alle persone, in un post sui social media, di evitare la zona per consentire ai soccorritori di svolgere il loro lavoro.
Ulteriori esplosioni inizialmente tenevano i soccorritori a una certa distanza, ha detto telefonicamente all’Associated Press David Stewart, tecnico di pronto soccorso della contea di Hickman.
Qualche tempo dopo, venerdì mattina, è stato possibile accedere all’area e i primi soccorritori e gli esperti di esplosivi hanno iniziato a perlustrare le macerie alla ricerca di vittime e a cercare di stabilire cosa avesse causato l’esplosione.
Ci sono state vittime e feriti a seguito dell’esplosione, ma l’agenzia di gestione delle emergenze del Tennessee non ha ancora condiviso i numeri nel primo pomeriggio di venerdì perché il dipartimento della salute dello Stato non li ha confermati, ha dichiarato telefonicamente la portavoce Kristin Coulter.
Lo sceriffo della contea di Humphreys, Chris Davis, ha dichiarato in una conferenza stampa che “al momento risultano disperse diverse persone“.
“Abbiamo alcuni defunti“, ha detto, aggiungendo: “Stiamo cercando di essere attenti alle famiglie e a questa situazione ” .
Accurate Energetic Systems, che produce e testa esplosivi e ha sede nella vicina McEwen, non ha risposto immediatamente alla nostra telefonata di venerdì mattina in cui chiedevamo un commento. La causa dell’esplosione non è ancora nota.
Il video ripreso dalla scena mostrava un campo di detriti in fiamme con fumo che si alzava nell’aria. La WTVF-TV di Nashville ha trasmesso immagini di detriti sparsi sul luogo, con veicoli danneggiati in un parcheggio. L’emittente ha affermato di aver ricevuto chiamate da persone nella zona che hanno avvertito una forte esplosione.
Gli abitanti di Lobelville, a più di 20 minuti di auto dal produttore, hanno dichiarato di aver sentito le loro case tremare e alcune persone hanno ripreso il forte boato dell’esplosione con le telecamere di casa.
L’esplosione fece svegliare Gentry Stover dal sonno.
“Pensavo che la casa fosse crollata mentre ero dentro“, ha detto all’AP per telefono. “Vivo molto vicino ad Accurate e circa 30 secondi dopo essermi svegliato ho capito che doveva essere stato quello“.
Le squadre di emergenza lavorano tra le macerie in Calle de las Hileras, nel cuore della capitale spagnola, mentre lazona resta isolata per motivi di sicurezza
A Madrid i mezzi di emergenza si sono attivati imediatamente dopo il crollo dell’edificio – EPA/NAHIA PECINA – alanews.it
Madrid, 7 ottobre 2025 – Proseguono senza sosta le operazioni di soccorso nel centro di Madrid, dove un edificio è parzialmente crollato causando al momento quattro dispersi e tre feriti. Il cedimento è avvenuto in Calle de las Hileras, una zona strategica e molto frequentata nella capitale spagnola, che è stata immediatamente isolata per garantire la sicurezza di residenti e turisti.
Il crollo dell’edificio a Madrid – L’edificio al civico 4 della Calle de las Hileras, attualmente al centro delle operazioni di soccorso, è un palazzo di cinque piani sottoposto a lavori di ristrutturazione. Secondo le prime ricostruzioni dei vigili del fuoco, il cedimento strutturale ha interessato in particolare i solai del primo piano, provocando il crollo parziale della facciata. Al momento del disastro, erano presenti operai impegnati nei lavori di ristrutturazione, cinque dei quali risultano dispersi o intrappolati sotto le macerie.
Ildelegato del Governo e prefetto di Madrid, Francisco Martin, ha confermato che sono ancora in corso le ricerche di quattro persone tra le macerie,tutti operai impegnati nel cantiere, mentre tre feriti – anch’essi lavoratori – sono stati trasferiti in ospedale, uno in condizioni gravi. Per facilitare le ricerche, sono state impiegate unità cinofile e droni, in un contesto di grande attenzione per il rischio di un crollo totale dell’edificio, come segnalato dal servizio di emergenza 112.
Zona centrale isolata e misure di sicurezza – La zona del centro di Madrid coinvolta dal crollo, compresa tra Calle Arenal, Calle Mayor e Plaza de Opera, è stata transennata con cordoni di polizia che vietano il passaggio a veicoli e pedoni. Questa area, quotidianamente affollata da migliaia di turisti, è stata evacuata per precauzione.
L’edificio, che secondo alcune testimonianze era stato recentemente acquisito da una catena alberghiera, rappresenta un punto nevralgico nel cuore della capitale, un centro politico, culturale ed economico di rilievo in Spagna, con una popolazione di oltre 3 milioni di abitanti e una vasta area metropolitana.
Le autorità mantengono alta la guardia mentre si attendono ulteriori aggiornamenti sull’identificazione delle persone coinvolte e sulla stabilità della struttura. Nel frattempo, proseguono senza sosta le delicate operazioni di soccorso e recupero tra le macerie.
Diversi voli cancellati o fatti atterrare in altre città, disagi per 3.000 passeggeri
Jason Tschepljakow / DPA / dpa Picture-Alliance via AFP – Polizia all’aeroporto di Monaco di Baviera dopo l’avvistamento di droni
L’aeroporto di Monaco di Baviera, in Germania, è stato costretto a chiudere temporaneamente ieri sera dopo una serie di avvistamenti di droni. Lo hanno riferito funzionari aeroportuali.
Diciassette voli sono stati sospesi poco dopo le 22:00, per un totale di quasi 3.000 passeggeri coinvolti. Inoltre, 15 voli in arrivo sono stati fatti atterrare a Stoccarda, Norimberga e Francoforte, e a Vienna, nella vicina Austria.
I primi avvistamenti, ricostruisce il Bild, sono stati segnalati da testimoni intorno alle 21.30. Circa un’ora dopo, i droni sono stati nuovamente avvistati, sopra l’area aeroportuale, come confermato dal portavoce della Polizia Federale, Stefan Bayer. Gli avvistamenti sono stati confermati anche dagli agenti presenti sul posto.
Tuttavia, a causa dell’oscurità,non è stato possibile fornire informazioni sul tipo e sulle dimensioni dei velivoli, ha precisato Bayer. Tra le 22:00 e mezzanotte il numero dei voli all’aeroporto di Monaco di Baviera è già limitato per tutelare la tranquillità notturna dei residenti e lo scalo è chiuso da mezzanotte alle 5. La Polizia Federale non è stata in grado di comunicare se alle 5:00 le operazioni riprenderanno regolarmente. Finora non si hanno notizie di nuove cancellazioni di voli sul sito web dell’aeroporto.
Jason Tschepljakow / DPA / dpa Picture-Alliance via AFP – Passeggeri all’aeroporto di Monaco dopo la chiusura per avvistamento droni
Tre feriti sono in gravi condizioni. L’aggressione è avvenuta nel giorno dello Yom Kippur, il più sacro del calendario religioso ebraico. Re Carlo: “Sconvolto e addolorato”. Starmer rafforza sicurezza delle sinagoghe: “Proteggeremo la comunità ebraica”
Soccorsi e forze dell’ordine sul luogo dell’attacco (Afp)
Attacco con coltello oggi 2 ottobre davanti a una sinagoga a Crumpsall, Manchester.Due persone sono mortementre altre tre persone ferite versano in gravi condizioni. L’uomo, che ha aggreditoprima con un’auto e poi con un coltello, è stato ucciso dalle forze della sicurezza intervenute, ha dichiarato la polizia di Greater Manchester parlando di presunto attacco terroristico sferrato durante lo Yom Kippur, il giorno più sacro del calendario religioso ebraico. continua a leggere
Mercoledì mattina a New York (pomeriggio in Italia) è crollataparte di un palazzo residenziale. Il crollo ha interessato tutto il fianco dell’edificio, che ha 20 piani e fa parte di un progetto di edilizia pubblica nel Bronx, un quartiere a nord di Manhattan. Non ci sono notizie di feriti e gli appartamenti non sono stati danneggiati.
In base alle prime segnalazioni ricevute dai vigili del fuoco, il crollo potrebbe essere stato causato da un’esplosione nelle conduttore del gas, che ha poi rotto un canale verticale usato per smaltire l’immondizia (il canale trasporta i rifiuti verso un impianto di incenerimento interno: era un sistema molto diffuso in passato, diventato poi meno utilizzato).
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google APPENA ARRIVATO: la gestione delle emergenze di New York afferma che sembra che un camino/pozzo dell’inceneritore sia crollato in un grattacielo del Bronx, non sono stati segnalati feriti
Cinque case su palafitte sono crollate nell’oceano alle Outer Banks in Carolina del Nord, mentre al largo transitano gli uragani Humberto e Imelda
Cinque case su palafitte sono crollate nell’oceano alle Outer Banks in Carolina del Nord, mentre al largo transitano gli uragani Humberto e Imelda
Cinque abitazioni su palafitte sono crollate nell’oceano a Buxton, lungo le Outer Banks della Carolina del Nord, travolte dal moto ondosomentre al largo transitavano gli uragani Humberto e Imelda. Le case, già sgomberate, si trovavano a ridosso della battigia e da tempo erano minacciate dall’erosione costiera che interessa le barriere sabbiose della zona.
I crolli non hanno causato feriti,ma hanno riversato detriti e materiali in mare, spingendo le autorità a chiudere alcuni tratti di spiaggia e a invitare i visitatori a tenersi lontani. Dal 2020, sono 17 le abitazioni cadute in mare lungo il Cape Hatteras National Seashore, a testimonianza della crescente vulnerabilità di un territorio esposto a mareggiate, innalzamento del livello del mare e uragani sempre più frequenti.
E’ il primo in sette anni. Le attività amministrative non vengono rifinanziate e quindi si fermano. Possono così essere continuate solo le attività legate alla sicurezza della vita umana o alla tutela della proprietà
Congresso Usa
Da poche ore gli Stati Uniti sono entrati ufficialmente in shutdown e ora le attenzioni degli investitori sono tutte puntate sulla reazione dei mercati. Per ora i future di Wall Street viaggiano in calo ma in Asia, per la golden week, è aperta solo Tokyo, anch’essa negativa.
Si tratta della prima chiusura o “shutdown” dalla più lunga della storia – durata 35 giorni – quasi sette anni fa (avvenuta da dicembre 2018 a fine gennaio 2019, durante il primo mandato di Trump) e la quindicesima dal 1981 e fermerà il lavoro di numerosi dipartimenti e agenzie federali, colpendo centinaia di migliaia di dipendenti governativi.
Trump ha incolpato i democratici per lo stallo e ha minacciato di punire il partito e i suoi elettori con l’interruzione delle priorità dell’agenda progressista e tagli massicci nel settore pubblico. Così, “licenzieremmo molte persone che ne sarebbero gravemente colpite. E sono democratici, diventeranno democratici“, ha detto il presidente ai giornalisti nello studio ovale.
Non è bastato un tentativo in extremis dei repubblicani del Senato che avevano proposto di estendere il finanziamento attuale fino alla fine di novembre, mentre si negoziava un piano di spesa a più lungo termine, ma la proposta non ha ottenuto i voti democratici necessari, in quanto i parlamentari hanno puntato i piedi sul ripristino di spese sanitarie a favore dei ceti più deboli.
Ed è quindi rimasto lo stallo. Nonostante la maggioranza repubblicana al Senato, il partito di Trump non dispone infatti di tutti i voti necessari per approvare le leggi di bilancio. Queste richiedono 60 voti,sette in più di quelli che hanno i repubblicani.
La minaccia di Trump di nuovi tagli di posti di lavoro si aggiunge all’ansia del personale federale causata dai licenziamenti su larga scala avviati dal Dipartimento per l’efficienza governativa (Doge) dell’ex consigliere presidenziale Elon Musk. Secondo il Congressional Budget Office (CBO), 750.000 funzionari federali potrebbero trovarsi questa volta in una situazione di disoccupazione parziale, con una perdita di reddito pari a 400 milioni di dollari.
Lo shutdown non influirà invece su funzioni vitali come il servizio postale, l’esercito e i programmi di assistenza come la previdenza sociale e i buoni alimentari. Ma i lavoratori federali non riceveranno lo stipendio fino al termine della chiusura. Non solo ma secondo i calcoli degli analisti della compagnia di assicurazioni Nationwide, ogni settimana di chiusura potrebbe ridurre la crescita del PIL degli Stati Uniti di 0,2 punti percentuali.
Mercoledì 01 ottobre 2025
Giù il dollaro e nuovo record per l’oro: l’effetto dello shutdown sui mercati
L’euro passa di mano a 1,1752, in progresso dello 0,16, sul dollaro Usa a causa della mancanza di un accordo al Congresso sul bilancio. L’oro sale a 3.860,13 dollari l’oncia
Afp – Dollaro e Euro
Gli effetti dello shutdownsi fanno sentire sul dollaro e sull’oro ma con effetti opposti. Il biglietto verde si indebolisce proprio a causa della mancanza di un accordo al Congresso sul bilancio e l’euro passa di mano a 1,1752, in progresso dello 0,16, sulla divisa americana.
L’oro, invece, segna un nuovo record salendo a 3.860,13 dollari e sfiorando quota 3.900 dollari l’oncia, guidato soprattutto dalla corsa degli investitori ai beni rifugio. Anche le Borse risentono della paralisi in corso a Washington. Dopo un’apertura in calo (tranne Londra) i listini europei si sono rafforzati e ora viaggiano positivi anche se resta un certo grado di volatilità in quanto persistono i timori degli analisti per un potenziale ritardo nella pubblicazione dei dati mensili statunitensi sull’occupazione, previsti tra giovedì e venerdì.
A sostenere gli indici in particolare il comparto healthcare dopo l’accordo tra Pfizer e gli Stati Uniti in base al quale la casa farmaceutica ha accettato di ridurre i prezzi nel programma Medicaid degli Usa in cambio di sgravi tariffari. L’effetto shutdown si è ripercosso anche su Wall Street che si prepara ad aprire in territorio negativo.
I prezzi del petrolio, infine, si sono stabilizzati dopo due giorni di calo. Gli investitori stanno valutando i piani dell’OPEC+ per un aumento più consistente della produzione il mese prossimo, a fronte di dati provenienti da Stati Uniti e Asia che mostrano segnali di indebolimento della domanda.
La polizia di Monaco ha fatto sapere che non si potrà accedere all’area del festival almeno fino alle 17. In città è in corso un’operazione delle forze dell’ordine: sono state sentite delle esplosioni
La polizia tedesca per le strade di Monaco di Baviera (foto: LaPresse)
Le autorità di Monaco di Baviera (Germania) hanno chiuso l’area dell’Oktoberfest, in programma fino al 5 ottobre, a causa di un allarme bomba. “La zona del festival rimarrà chiusa almeno fino alle 17“, ha comunicato il municipio in una nota. La polizia di Monaco ha deciso di impedire l’accesso a causa “di una minaccia imprecisata di esplosivi”. In città infatti è in corso un’importante operazione della polizia e dei vigili del fuoco: secondo Bildci sarebbero state diverse esplosioni e sarebbero stati sparati anche colpi di arma da fuoco.
L’operazione in corso – “Attualmente siamo impegnati in un’operazione nella zona di Lerchenau insieme ai vigili del fuoco“, ha comunicato la polizia di Monaco sui social.Bildscrive che sarebbe stato trovato il cadavere di un uomo con ferite di arma da fuoco. La scena dell’incidente è Lerchenauer Strasse, nella zona nord di Monaco. Secondo il quotidiano tedesco, l’uomo trovato morto avrebbe riempito la casa dei suoi genitori con dell’esplosivo, le avrebbe dato fuoco per farla saltare in aria e poi si sarebbe tolto la vita. Un’altra persona risulta invece dispersa.
Il post della polizia di Monaco di Baviera (foto: X)
L’ispettore capo Thomas Schelshorn ha dichiarato a Bildche “al momento non vi è alcun pericolo per la popolazione” e “non vi è alcun collegamento con l’Oktoberfest“. Per facilitare le operazioni la polizia ha però preferito bloccare l’accesso all’Oktoberfest. Le autorità non hanno ancora confermato il ritrovamento di un cadavere. Oltre all’edificio residenziale coinvolto nell’esplosione, sono bruciate due auto parcheggiate davanti all’abitazione.
Il furgone bruciato e coperto da schiuma isolante dopo un incendio a Monaco di Baviera (foto: LaPresse)
La Farnesina ci tiene a far sapere che nessun cittadino italiano risulta coinvolto nell’esplosione. Il Consolato sta raccogliendo ulteriori informazioni dalle autorità bavaresi.
Cosa è successo – I contorni della vicenda non sono ancora chiari. L’allarme è scattato alle 4:40 del mattino: un edificio nell’area settentrionale di Monaco era in fiamme. Secondo quanto riporta Bild, un uomo è stato trovato mortocon ferite da arma da fuoco vicino al lago Lerchenauer. L’uomo, che si sarebbe tolto la vita, poco prima avrebbe dato fuoco alla casa dei genitori. Non solo, avrebbe anche disseminato trappole esplosive fuori e dentro l’abitazione. Gli artificieri sono ora sul posto per prevenire ulteriori esplosioni.
Le auto colpite dall’esplosione a Monaco di Baviera (foto: LaPresse)
La lettera minacciosa – Il sindaco di Monaco Dieter Reiter (Spd) non ha escluso che l’area del festival rimanga chiusa per tutto il giorno. Reiter durante il consiglio comunale di questa mattina ha dichiarato che “la polizia farà tutto il possibile per far perquisire l’intera Wiesn (parola in bavarese che sta a indicare l’Oktoberfest) entro le 17 di questo pomeriggio, se possibile, per garantire la sicurezza. In caso contrario, la Wiesn non aprirà affatto oggi“, ha scritto Reiter su Instagram: “Mi dispiace, non c’è altra soluzione. La sicurezza viene prima di tutto“, ha aggiunto.
Dieter Reiter, il sindaco di Monaco di Baviera, annuncia la chiusura temporanea dell’Oktoberfest (foto: Instagram)
Secondo Reiter, la chiusura è collegata al grave incendio che ha colpito la zona nord di Monaco. “Si tratta di un attentatore che minaccia l’Oktoberfest, e la polizia e il comitato di coordinamento hanno concordato all’unanimità che non possiamo correre il rischio di permettere l’ingresso” al festival. Le autorità infatti hanno trovato una lettera contenente una minaccia contro l’Oktoberfest. A scriverla sarebbe stato l’uomo trovato morto questa mattina.
La pista di Antifa – La polizia, scrive Faz(Frankfurter Allgemeine Zeitung), starebbe indagando anche su un possibile collegamento con Antifa, il movimento che raccoglie una rete di militanti di estrema sinistra. Un testo intitolato “Antifa significa attacco” è stato pubblicato sul sito web indymedia.org la mattina del 1° ottobre. Si poteva leggere: “Nelle prime ore del mattino abbiamo incendiato diverse auto di lusso nella zona nord di Monaco e fatto visita ad alcune case. Inoltre, la passeggiata mattutina di un fascista non si è conclusa particolarmente bene“.
Cortei in diverse città francesi. Numerose le persone fermate
Scontri alla manifestazione sindacale di protesta per opporsi ai tagli al bilancio a Parigi (LaPresse)
È stato un “giovedì nero” in Francia, per le proteste di piazza contro la manovra, la stessa che ha portato alla caduta del premier François Bayrou. I sindacati e i manifestanti esultano: “In strada siamo più di un milione“. Per il governo invece sono stati “oltre 500.000 i manifestanti“, la metà. E il primo ministro francese Sébastien Lecornu, con un inatteso e inconsueto comunicato post cortei, ha assicurato di essere concentrato sui temi portati in piazza annunciando nuove consultazioni con i sindacati nei prossimi giorni.
Oltre 300 arresti nelle manifestazioni in tutto il paese – Ma non ha mancato di condannare“con la massima severità” le violenze contro le forze dell’ordine e i danneggiamenti avvenuti a margine della giornata di mobilitazione indetta da tutti i sindacati. Soltanto qualche incidente ha macchiato la giornata di mobilitazione. Il bilancio degli arresti è comunque importante. Secondo i dati ufficiali del ministero dell’Interno, 309 sono i fermati in tutta la Francia, mentre 10 sono i feriti tra i manifestanti, uno tra i giornalisti (di France TV) e 26 fra poliziotti e gendarmi. Si tratta di un bilancio lontano dalle giornate di violenza dei gilet gialli o delle manifestazioni contro la riforma delle pensioni del 2023.
A Parigi, il corteo è stato pacifico fino alla conclusione, a place de la Nation, quando sono scattate le abituali scene di guerriglia fra polizia – forte di uno schieramento massiccio di uomini e mezzi – e black bloc che non obbedivano all’ordine di dispersione. Prima di questi scontri in coda al corteo – con i manifestanti già rientrati a casa – c’erano stati lungo il percorso danneggiamenti a vetrine di negozi, soprattutto banche, oltre a pensiline spaccate e qualche falò acceso nelle strade.
Festeggia Bruno Retailleau, ministro dell’Interno, ha proclamato con soddisfazione: “La Francia non è stata bloccata“. Ma cosa rivendicano i francese? Tassa sui ricchi, riforma delle pensioni, inflazione e carovita: sono stati questi i temi dominanti nei circa 250 cortei che hanno percorso le strade di grandi città e piccoli centri del Paese. Non sono mancati gli appelli delle dimissioni rivolti al presidente Emmanuel Macron.
In attesa delle prossime mosse del premier francese Lecornu – L’impressione generale è che si attenda l’esito delle consultazioni del primo ministro Lecornu. Secondo alcuni analisti, se Lecornu avrà effettivamente ricevuto carta bianca da Macron per importanti concessioni, la conferma arriverà nei prossimi giorni. Abile negoziatore, Lecornu mantiene un canale aperto sia con Marine Le Pen sia con i socialisti, che continuano a minacciare la sfiducia ma non hanno chiuso la porta alle trattative.
Il delitto avvenuto sulla metropolitana di Charlotte, in North Carolina (Usa), continua a far discutere. Trump: “Quando si verificano omicidi orribili, bisogna adottare misure orribili
I passeggeri indifferenti dopo l’aggressione a Iryna Zarutska
L’omicidio di Iryna Zarutska, la rifugiata ucraina di 23 anni uccisa a coltellate dal 34enne Decarlos Brown, su un treno della metropolitana di Charlotte, ha scosso gli Stati Uniti (e non solo), soprattutto in seguito alla diffusione delle immagini del delitto. Dopo il primo, terrificante, video, adesso fanno discutere delle nuove registrazioni, che mostrano gli altri passeggeri sul vagone indifferenti dopo l’aggressione, mentre la giovane terrorizzata e sofferente si accascia sul sedile. Sul caso è intervenuto anche il presidente Trump: “Quando si verificano omicidi orribili, bisogna adottare misure orribili“.
Lingua originale: inglese. Traduzione diGoogle Solo la PENA DI MORTE sarebbe giustizia per Iryna Zarutska, 23 anni, massacrata su una metropolitana leggera di Charlotte. Fuggita dall’Ucraina per una vita più sicura in America, è stata assassinata dal 34enne Decarlos Brown Jr., arrestato e rilasciato 14 volte.
Only the DEATH PENALTY would be justice for 23-year-old Iryna Zarutska who was butchered on a Charlotte light rail. Fled from Ukraine for a safer life in America and was murdered by 34 year old Decarlos Brown Jr who had been arrested and released 14 times pic.twitter.com/k6S5RIC6iS
L’omicidio di Iryna Zarutska sul treno della metropolitana – Il delitto, come abbiamo raccontato in un altro articolo, è avvenuto lo scorso 22 agosto all’interno di un vagone della metropolitana di Charlotte, in North Carolina (Stati Uniti). Nei giorni scorsi i funzionari dell’ente responsabile del trasporto pubblico nell’area metropolitana, il Charlotte Area Transit System, hanno diffuso le prime immagini del delitto registrate dalle telecamere di videosorveglianza poste a bordo del treno. Il video mostra gli istanti che precedono l’omicidio, con la giovane che sale a bordo del mezzo e si mette seduta davanti al senzatetto, che senza preavviso estrai un coltellino e si scaglia sulla sua vittima. Il filmato poi si sposta su una seconda telecamera, posizionata sul lato opposto del vagone, dove il 34enne viene inquadrato mentre cammina con il coltello ancora insanguinato. I passeggeri all’inizio sembrano non accorgersi di nulla, salvo poi allontanarsi dopo aver notato le macchie rosse sul pavimento.
Il delitto tra i passeggeri indifferenti – A scatenare l’indignazione adesso è un secondo video, che mostra gli istanti successivi all’aggressione con l’inquadratura che resta sulla 23enne e sui passeggeri seduti nelle sue vicinanze. Tutti distratti dal cellulare, i presenti non fanno caso all’attacco, seppur rapido, sferrato nei confronti della ragazza, e poi rimangono indifferenti quando la 23enne, con lo sguardo terrorizzato, piange e si tocca il collo nel punto in cui è stata colpita.
Sui social è stato diffuso anche un terzo video, che preferiamo non mostrare, registrato dalla telecamera posta proprio sopra al sedile della vittima e che mostra integralmente l’omicidio.La giovane viene colpita più volte, senza avere il tempo di difendersi. Poi inizia a perdere sangue e si accascia sul sedile, per poi cadere al suolo a causa della grave emorragia. La 23enne è deceduta nonostante l’intervento dei soccorsi, mentre l’assassino è stato arrestato alla prima fermata.
Il “caso” diventa politico – Il 34enne Decarlos Brown è stato arrestato con l’accusa di omicidio di primo grado, con il movente che resta ancora un mistero. Al momento si trova in carcere, dove si è avvalso della facoltà di non rispondere: in caso di condanna rischia l’ergastolo o anche la pena di morte. L’uomo ha alle spalle una lunga storia criminale ha trascorso diversi anni in carcere per rapina a mano armata e altri reati, ma a far discutere è il sistema del rilascio su cauzione senza pagamento, che gli ha consentito di tornare libero più volte.
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente Donald Trump, che lunedì scorso ha usato parole forti e critiche, mettendo nel mirino le città governate dai Democratici dopo la minaccia di inviare agenti federali e truppe della Guardia Nazionale a Chicago: “Quando si verificano omicidi orribili, bisogna adottare misure orribili“. Il sindaco di Chicago Brandon Johnson e il governatore dell’Illinois JB Pritzker, hanno respinto la descrizione di Trump della città come “città infestata dalla criminalità” e lo hanno esortato a non inviare truppe, ma molti attacchi sono arrivati anche dagli alleati di Trump, come il consigliere senior della Casa Bianca Stephen Miller, o il segretario ai Trasporti Sean Duffy, che su X ha scritto: “Non riuscendo a punirlo adeguatamente, Charlotte ha deluso Iryna Zarutska e i cittadini della Carolina del Nord“.
Lingua originale: inglese. Traduzione diGoogle Ho figlie della stessa età di Iryna Zarutska. Siamo arrivati a questo punto perché abbiamo leader che non difendono gli americani che non hanno altra scelta che prendere i mezzi pubblici per andare al lavoro. @POTUS e @USDOT sono qui per lottare per i lavoratori. Meritano di essere al sicuro sulle strade, sugli autobus e sui treni.
I have daughters the same age as Iryna Zarutska. We got here because we have leaders who don’t stand up for Americans who have no choice but to take public transportation to get to work.@POTUS and @USDOT are here to fight for hard working people. They deserve to be safe on the… pic.twitter.com/USdbJtF4Wm
Accusa a cui ha risposto il sindaco di Charlotte Vi Lyles: “Come molti di voi, sono addolorato e ho riflettuto a lungo su cosa significhi davvero la sicurezza nella nostra città. Rimango impegnato a fare tutto il possibile per proteggere i nostri residenti e garantire che Charlotte sia un luogo in cui tutti si sentano al sicuro“.
Intanto, la famiglia Zarutska piange la morte della giovane, che si faceva chiamare “Ira“, come raccontato dai parenti nel necrologio: “Iryna era arrivata negli Stati Uniti tre anni fa con la madre, la sorella e il fratello in cerca di sicurezza dalla guerra russa in Ucraina. Era un’artista dotata e appassionata che aveva conseguito una laurea in arte e restauro presso un college di Kiev e sognava di diventare assistente veterinaria“.
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Iryna Zarutska, 23 anni, è stata accoltellata a morte ad agosto mentre si trovava su un treno della metropolitana leggera di Charlotte, nella Carolina del Nord. da Iryna Zarutska/Instagram
Iryna Zarutskaera solo una delle tante passeggere quando salì sul treno notturno della Linea Blu, dopo essere giunta alla stazione di Scaleybark, a pochi chilometri dal centro di Charlotte. Indossava pantaloni color cachi e una camicia scura. I suoi lunghi capelli biondi erano raccolti sotto un cappello della pizzeria Zepeddie’s, dove lavorava.
Come i passeggeri lì vicino, la ventitreenne chinò il capo mentre il treno proseguiva, assorta nel telefono che teneva in mano. Zarutska, una rifugiata ucraina, aveva scelto una fila vuota e si era seduta di fronte a un uomo con una felpa rossa, ignara dell’imminente collisione tra i due .
Solo quattro minuti dopo, Decarlos Brown, il passeggero dietro di lei, frugò nella piega dei suoi vestiti e tirò fuori quello che sembrava un coltello. Per un attimo, guardò di nuovo fuori dal finestrino, come se non avesse intenzione di fare altro. Ma con un movimento rapido, si lanciò in avanti, afferrò il sedile e colpì mortalmente Zarutska, che si strinse il viso e la gola prima di accasciarsi a terra.
Zarutska è morta sul treno per le ferite riportate, mentre i passeggeri si inginocchiavano su di lei per aiutarla. Brown è stato accusato di omicidio di primo grado per l’omicidio della donna.
Nei giorni successivi alla diffusione del video dell’attacco, l‘accoltellamento e la lunga storia criminale di Brown, tra cui condanne per rapina a mano armata, furto e violazione di domicilio, sono stati denunciati dall’amministrazione Trump e dai politici conservatori come un esempio dei crimini violenti che, a loro dire, affliggono molte città a guida democratica negli Stati Uniti
Il crimine è diventato un grido di battaglia mentre l‘amministrazione cerca di giustificare l’invio di truppe federali a Los Angeles e Washington, DC, mentre il presidente Donald Trumpminaccia di inviare la Guardia Nazionale a Chicago.
“La Carolina del Nord, e ogni Stato, ha bisogno di LEGGE E ORDINE, e solo i repubblicani potranno garantirlo!”, ha dichiarato Trump su Truth Social. Ha definito Brown un “criminale di professione“.
Il sindaco di Charlotte, Vi Lyles, e la famiglia di Brown hanno entrambi affermato che l’omicidio è in parte dovuto alle carenze del sistema giudiziario che ha permesso a Brown di reinserirsi nella comunità nonostante i precedenti penali per malattia mentale e le condanne per rapina a mano armata,furto aggravato e violazione di domicilio.
Alla fine, i percorsi di due persone si sono fatalmente incrociati: una donna sfuggita alla violenza per poi affrontarla negli Stati Uniti e un uomo i cui familiari ritengono sia stato tradito sia dalla giustizia penale sia dal sistema sanitario.
Zarutska ha abbracciato la vita americana – Zarutska aveva un dono. Sua madre lo chiamava “un dono da artista“. Non era la sua capacità di scolpire o disegnare abiti, anche se amava farlo. Zarutska, laureata in arte e restauro al Synergy College di Kiev, spesso donava le sue opere a familiari e amici.
Il suo “dono d’artista” era ciò che sua madre chiamava affettuosamente la sua capacità di dormire per “lunghi periodi di tempo“.
Era una persona casalinga e “era più felice quando era circondata dalla famiglia e dalle persone care“, hanno detto i suoi familiari nel suo necrologio .
Zarutska lasciò l’Ucraina nell’agosto del 2022, sei mesi dopo l’invasione russa, per sfuggire alla guerra.
Lonnie, un amico di famiglia, ha raccontato alla WCNC, affiliata alla CNN, che Zarutska ha dovuto sopportare i bombardamenti quotidiani in Ucraina e l’agonia di non sapere “se avrebbe potuto vivere o respirare un altro giorno“.
Fuggì con la madre, la sorella e il fratello, trovò casa nella Carolina del Nord e abbracciò la vita a Charlotte. Frequentò il Rowan-Cabarrus Community College e sognava di diventare assistente veterinaria.
“Si prendeva spesso cura degli animali domestici dei vicini e molti ricordano con affetto di averla vista passeggiare con loro nel quartiere, sempre con il suo sorriso radioso“, ha detto la sua famiglia.
Zarutska lavorava in una zona vivace del Lower South End, costellata di birrerie, complessi residenziali e caffetterie. L’inaugurazione della metropolitana leggera nel 2007 ha contribuito ad alimentare la crescita del quartiere.
Stava lentamente diventando indipendente e stava imparando a guidare, dicevano. Ma nel frattempo, avrebbe preso il treno.
“Sapevo che stava lottando” – Pochi giorni prima dell’accoltellamento, Brown si era presentato a casa della madre. Michelle Dewitt ha raccontato che suo figlio, senza casa e ospitato in un rifugio locale, aveva chiesto di restare per la notte.
Più tardi quella mattina, la madre di Brown lo lasciò in un rifugio di Statesville Avenue, a pochi chilometri dalla stazione di Scaleybark. Lo abbracciò e gli disse che gli voleva bene, disse, prima di dirigersi in chiesa.
Quando ha scoperto dell’accoltellamento e dell’arresto, Dewitt non riusciva a credere che si trattasse di suo figlio. Lo aveva già cacciato di casa in precedenza perché troppo violento, ha raccontato alla WSOC, affiliata alla CNN . Eppure, pensava che l’identificazione di suo figlio come sospettato fosse stata un errore.
Ma Brown, che aveva una storia di problemi di salute mentale, negli ultimi anni aveva avuto difficoltà, ha detto.
Sua sorella, Tracey Brown, ha affermato che gli era stata diagnosticata la schizofrenia e che soffriva di allucinazioni e paranoia.
Decalos Brown aveva trascorso più di cinque anni in prigione per rapina con arma pericolosa. E quando uscì nel 2020, sua sorella disse di aver avuto la sensazione di avere a che fare con una persona diversa.
Decalos Brown è accusato di omicidio per la morte di Iryna Zarutska. Ufficio dello sceriffo della contea di Mecklenburg
“Non sembrava più lui“, ha detto Tracey Brown. Suo fratello faceva fatica a sostenere conversazioni semplici e non riusciva a mantenere un lavoro. A volte diventava aggressivo.
Decarlos ha aggredito la sorella nel 2022, ha raccontato alla CNN. L’ha morsa e ha rotto i cardini di una porta, ma la sorella ha dichiarato di aver deciso di ritirare le accuse perché preoccupata per i suoi problemi di salute mentale.
“Sapevo che stava lottando contro qualcosa“, ha detto Tracey Brown. Ma la famiglia ha faticato a trovare un aiuto per la sua salute mentale.
La madre aveva cercato di far trasferire Brown in una struttura di lunga degenza, ha raccontato Tracey Brown alla CNN, ma i suoi tentativi sono falliti perché non era la sua tutrice.
Ha raccontato più volte alla sorella che il governo gli aveva impiantato un chip.
All’inizio di quest’anno, Brown ha chiesto agli agenti di indagare su un materiale “artificiale“ che controllava il suo modo di mangiare, camminare e parlare, secondo quanto riportato dai documenti del tribunale. Gli agenti hanno detto a Brown che “il problema era di natura medica” e che non c’era altro che potessero fare.Sconvolto, ha chiamato il 911. Brown è stato accusato di abuso del 911, un reato minore di classe 1.
Secondo i verbali del tribunale, il suo rilascio era condizionato alla promessa scritta di presentarsi alla successiva udienza. La Casa Bianca ha affermato che il suo rilascio lo lasciava “libero di massacrare una donna innocente“.
Tracey Brown ritiene che quella notte suo fratello abbia subito un disastroso crollo mentale.
Il video dell’aggressione mostra Brown irrequieto e irrequieto. Annuì con la testa, poi la scosse. Si sedette, con il cappuccio tirato sui lunghi capelli, e si raddrizzò bruscamente, per poi piegarsi in avanti e appoggiare la testa sul sedile di fronte a lui. Di tanto in tanto, ondeggiava avanti e indietro.
Infine, attaccò Zarutska, che era appena salita sul treno pochi minuti prima. Charlotte era stata il suo rifugio dalla violenza all’estero, ma ora Zarutska aveva perso la vita lì.
“È davvero molto disgustoso e triste che nella nostra società odierna ci sia così tanta malvagità“, ha detto Lonnie, l’amico di famiglia.
In seguito Brown raccontò alla sorella di aver aggredito la donna perché gli leggeva nel pensiero.
“Una persona che sente delle voci nella propria testa e crede che il mondo sia contro di lei, è destinata a crollare“, ha detto alla CNN.
Poco dopo le 9 di mercoledì (le 15 italiane) Cuba è rimasta completamente senza elettricitàper la quinta volta in meno di due anni. Il ministero nazionale per l’Energia ha parlato di un «collasso totale della rete elettrica» dovuto a un guasto alla centrale Antonio Guiteras, la più grande del paese, circa 90 chilometri a est della capitale L’Avana. Già nei giorni scorsi c’erano stati estesi blackout nella parte orientale dell’isola, quella più povera e fuori dalle rotte turistiche.
A Cuba, che ha circa 11 milioni di abitanti, situazioni di questo tipo non sono una novità. Lo scorso febbraio a causa di un blackout le scuole del paese erano rimaste chiuse per due settimane; a ottobre l’elettricità era mancata diversi giorni a causa dell’interruzionedella produzione di energia sempre nella centrale Antonio Guiteras. La crisi energetica dipende soprattutto da centrali obsolete, infrastrutture fatiscenti e dalla riduzione delle importazioni di petrolio dal Venezuela; in più negli ultimi anni la situazione è peggiorata ulteriormente a causa del passaggio di due uragani. Per risolvere i blackout più recenti ci sono sempre voluti diversi giorni.
Vanno avanti da tempo e hanno causato il blackout di questi giorni: le centrali sono vecchie e maltenute, e il governo non riesce a reperire abbastanza petrolio
Una casa all’Avana (AP Photo/Ramon Espinosa)
Dallo scorso venerdì pomeriggio l’isola di Cubaè senza corrente elettrica, a causa di due blackout generali che hanno causato interruzioni e problemi soprattutto nella parte occidentale dell’isola, quella della capitale L’Avana. Negli ultimi anni blackout parziali, anche di molte ore, sono stati ricorrenti a Cuba, tanto da essere considerati quasi la norma. Un’interruzione così estesa e prolungata della corrente però non succedeva da tempo, ed è dovuta a ragioni strutturali che potrebbero non risolversi rapidamente, nonostante le parziali rassicurazioni offerte dal governo.
I problemi alla rete elettrica sono uno dei tanti aspetti dell’enorme crisi di Cuba, la più grave dal 1959, quando ci fu la rivoluzione con cui Fidel Castro instaurò un regime comunista sull’isola. La crisi va avanti ormai da alcuni anni e rende difficile il reperimento di cibo, materiale edile e beni di prima necessità. Anche la rete idrica è inefficiente,con prolungate e ricorrenti interruzioni della fornitura d’acqua in varie zone del paese.
La crisi della rete elettrica è provocata da diversi fattori: un numero insufficiente di centrali elettriche e il cattivo stato di quelle presenti, tutte molto vecchie e maltenute; varie difficoltà nel reperire il petrolio necessario per farle funzionare e un aumento della domanda di elettricità da parte della popolazione. Sono problemi strutturali a cui il governo cubano sta dando risposte insoddisfacenti: negli ultimi anni, per esempio, ha definito un piano per costruire 31 centrali alimentate da energia solare, ma ci sarà bisogno di almeno uno o due anni perché le prime inizino a funzionare.
La rete elettrica cubana si basa principalmente su otto grandi centrali termoelettriche, che furono costruite oltre cinquant’anni fa e che non vengono sottoposte a una vera manutenzione da almeno 15 anni. Gli unici interventi che vengono praticati sono quelli per risolvere i guasti ricorrenti, ma si tratta di soluzioni di emergenza, insufficienti e spesso temporanee. Al momento sette delle otto centrali sono interessate da “lavori di ripristino”, complicati dalla cronica assenza di fondi.
Il blackout all’Avana e un ristorante con un generatore proprio (Nick Kaiser/dpa)
Come ha raccontato il New York Times, negli anni Settanta il regime comunista definì un progetto per costruire una centrale nucleare sull’isola: Fidel Castro mandò il suo primo figlio, Fidel Castro Díaz-Balart, a studiare fisica nucleare a Mosca, in Russia. Tornato a Cuba, a partire dal 1980 guidò il piano per la costruzione di una centrale a Juragua, nella provincia di Cienfuegos, sulla costa meridionale dell’isola: avrebbe dovuto fornire il 20 per cento del fabbisogno energetico dell’isola. In oltre un decennio di lavori fu costruita la struttura esterna di un primo reattore, ma l’opera fu poi abbandonata nel 1992, dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, che era il principale partner dell’operazione. Negli anni seguenti ci sono stati vari tentativi di riprendere i lavori, con soci esteri privati, che però non hanno mai superato le fasi “esplorative”.
Già dal 2006 Cuba iniziò ad avere problemi di blackout e produzione insufficiente di energia. Allora Fidel Castro definì le centrali termoelettriche dell’isola «preistoriche» e decise di importare un gran numero di grossi generatori alimentati a diesel e benzina, che rifornivano i piccoli centri e le zone rurali. La rete attuale si basa per una parte consistente su questi generatori, che dipendono dalla fornitura di petrolio.
Nel 2018 inoltre Cuba firmò un accordo con la Turchia per la fornitura di enormi navi che funzionano come centrali elettriche mobili e galleggianti: inizialmente erano tre, nel 2022 sono diventate sette e sono ancorate nella baia dell’Avana. Anche queste sono alimentate a petrolio e gli accordi prevedevano che fosse il governo cubano a fornirlo. In questi mesi almeno alcune delle navi hanno spesso interrotto la produzione per mancanza di petrolio.
(AP Photo/Ramon Espinosa)
Cuba infatti sta faticando a importare il petrolio di cui avrebbe bisogno: il paese produce autonomamente 40mila dei 120mila barili del suo fabbisogno giornaliero, ma secondo alcuni esperti citati dal New York Times il petrolio cubano contiene una quantità alta di zolfo e metalli che possono compromettere il processo di combustione termoelettrica. Fino a pochi anni fa il resto del petrolio necessario arrivava principalmente dal Venezuela, con piccole quote da Messico e Russia.
Negli ultimi anni le importazioni dal Venezuela sono notevolmente calate: circa un decennio fa il paese inviava sull’isola 130mila barili di petrolio al giorno, a prezzi molto ridotti. Era una specie di sussidio che il Venezuela forniva a un paese politicamente vicino, in un periodo in cui la sua economia sembrava poter sostenere lo sforzo. L’attuale crisi economica del Venezuela, particolarmente grave e per certi versi simile a quella cubana, ha limitato fortemente quegli “aiuti”: al momento arrivano dal Venezuela circa 25 o 30mila barili al giorno, un terzo del necessario, in parte perché la produzione venezuelana si è ridotta, in parte perché i costi sono aumentati e solo per questa quota ammontano all’equivalente di 600 o 700 milioni di euro l’anno.
Un altro fattore che sta mettendo in difficoltà la già fragile rete elettrica cubana è l’aumento notevole della richiesta: nell’ultimo anno è molto cresciuto il numero di piccole e medie imprese sull’isola, dopo l’apertura all’iniziativa privatadiventata effettiva di fatto nel 2021. Secondo il primo ministro Manuel Marrero Cruz queste imprese consumano quantità di energia elettrica elevate, tanto che i costi verranno aumentati per la categoria.
L’aumento della domanda è la ragione che il governo cubano sta citando più spesso per provare a giustificare i blackout, insieme alla difficoltà di reperire il petrolio a causa dell’embargo statunitense, perché implicano minori responsabilità (dagli anni Sessanta gli Stati Uniti impongono un duro embargo sui commerci con Cuba, che negli anni ha reso molto complicato trovare beni di consumo sull’isola).
Oltre alle aziende private, negli ultimi anni a Cuba è aumentato anche il numero di generatori e condizionatori inviati sull’isola dai tanti cubani emigrati negli Stati Uniti (più di 850mila dal 2022). Secondo i dati del Consiglio economico e commerciale tra Stati Uniti e Cuba, nel 2024 i cubani hanno importato condizionatori per un valore complessivo di 1 milione di dollari e generatori per 200mila dollari: i generatori vengono utilizzati anche per le pompe elettriche con cui spesso si sopperisce ai problemi della rete idrica, mentre i condizionatori hanno contribuito alla crescita della domanda di corrente e al sovraccarico della rete.
Infine, un’altra causa indicata dal governo per la crisi attuale sono gli effetti del passaggio dell’uragano Milton, a metà ottobre, che ha complicato ulteriormente gli approvvigionamenti di petrolio e altro carburante. Nel 2022 inoltreun enorme incendiodistrusse il 40 per cento del principale centro di stoccaggio del petrolio dell’isola, a Matanzas.
A Cuba per decisione del governo tutti gli esercizi commerciali non necessari e i centri ricreativi come le discoteche sono chiusi dallo scorso sabato, mentre le attività culturali e le lezioni nelle scuole sono sospese fino almeno a lunedì. Gli ospedali stanno continuando a funzionare grazie a generatori propri, così come gli hotel più moderni. Sono stati annunciati lavori straordinari con l’obiettivo di evitare nuovi blackout generali, ma anche alcuni esponenti del governo hanno ammesso di non poterli escludere per il prossimo futuro.
Manifestanti chiedono la fine dell’austerità durante una manifestazione del collettivo “Bloquons tout” (Blocca tutto) a Montpellier, Francia, 10 settembre 2025. In segno di protesta contro il bilancio di austerità del governo uscente, un collettivo online chiamato “Bloquons Tout” ha invitato tutti a bloccare l’intero Paese il 10 settembre con azioni simboliche. EPA/GUILLAUME HORCAJUELO
Giornata di forti tensioni politiche e sociali in Francia, con massicce proteste antigovernative che hanno fatto da sfondo all’insediamento del nuovo primo ministro, Sébastien Lecornu, il quinto nominato in due anni da Emmanuel Macron.
Il ministero dell’Interno francese ha reso noto che da questa mattina sono stati registrati almeno 327 arresti in tutto il Paese nell’ambito delle manifestazioni indette dal movimento ’Bloquons Tout’. Lo riporta l’emittente Bfmtv. In una conferenza stampa, Laure Beccuau, procuratrice generale di Parigi, ha riferito che nella capitale sono stati registrati 199 arresti, 99 dei quali hanno portato alla custodia cautelare da parte della polizia.
Lecornu, fedelissimo del presidente e fino a ieri ministro della Difesa, ha assunto ufficialmente l’incarico a mezzogiorno, incontrando il suo predecessore Francois Bayrou, sfiduciato dall’Assemblea Nazionalelunedì per il piano di rigore volto a ridurre il deficit.
Nel suo primo giorno a Matignon, Lecornu ha promesso una “rottura profonda” con il passato, dichiarando che presenterà nei prossimi giorni la sua visione politica, che – a suo dire – sarà diversa “non solo nel metodo, ma nella sostanza”. Tuttavia, la strada si preannuncia in salita: il partito della sinistra radicale France Insoumise (LFI) ha già annunciato una mozione di sfiducia, al momento senza il sostegno di altri gruppi parlamentari.
Intanto, le piazze di tutta la Francia si sono riempite di manifestanti, in segno di opposizione al presidente Macron e alla sua linea di governo. La mobilitazione, lanciata da una coalizione informale di gruppi di sinistra ha portato a circa 300 arresti e a scontri tra dimostranti e forze dell’ordine. Il ministro dell’Interno Bruno Retailleau ha parlato di “tolleranza zero” verso ogni forma di violenza, ordinando la mobilitazione di 80.000 agenti su tutto il territorio.
In Francia le proteste dei “Bloquons Tout”
Il tentativo di “bloccare tutto”, come annunciato dagli organizzatori, è riuscito solo in parte.Treni ad alta velocità e metropolitana a Parigi hanno funzionato regolarmente, ma numerose scuole sono state bloccate, così come diverse strade, linee ferroviarie e caselli. A Parigi, i manifestanti hanno alzato barricate con cassonetti, bloccato licei, ostacolato il traffico e lanciato rifiuti contro la polizia. In mattinata, circa 1.000 persone hanno cercato di entrare nella Gare du Nord, ma sono state respinte dalle forze dell’ordine.
Altre città hanno vissuto momenti di forte tensione. A Lione, i manifestanti hanno bloccato una via principale e dato fuoco a cassonetti. A Nantes, la polizia ha fatto uso di gas lacrimogeni per disperdere la folla. A Marsiglia, circa 200 manifestanti sono stati fermati mentre cercavano di bloccare una delle arterie principali della città.
Chiuso Museo d’Orsay e parte del Louvre – Chiuso a Parigi il Musée d’Orsay nonché una parte del Museo del Louvre. “A causa di un movimento sociale nazionale il Musée d’Orsay è chiuso oggi 10 settembre. Vi preghiamo di scusarci per il disagio”, si legge in un messaggio pubblicato sul profilo X della celebre istituzione parigina che ospita i capolavori dell’Impressionismo. Un simile messaggio è stato pubblicato sui social del Louvre: “Cari visitatori, a causa di un movimento sociale alcune sale del Museo del Louvre sono eccezionalmente chiuse” scrive il museo più grande al mondo, aggiungendo che anche il piccolo Museo Delacroix,che dipende dal Louvre, è stato chiuso oggi a causa delle proteste. Disagi anche alla Biblioteca Nazionale di Francia (Bnf), con la limitazione degli orari di alcuni spazi come la Salle Labrouste,sprangata per tutto il pomeriggio.
Ripetute violazioni dello spazio aereo, in volo anche jet italiani. Aeroporti chiusi e detriti sulle case. Il premier Tusk accusa Mosca: “La più grande provocazione di sempre, ora riunione Nato”. L’Ue: “Non è stato un incidente”
I resti di un drone russo e una casa danneggiata a Wyryki, in Polonia
All’alba gli abitanti di Wyryki, nella regione di Lublino, sono stati svegliati da un boato. Sul centro della città polacca un F16 di Varsavia ha abbattuto un drone da combattimento russo: ne danno notizia i media locali. I detriti sono caduti direttamente su un edificio residenziale, distruggendone completamente il tetto, a pochi passi da una scuola elementare. Secondo le autorità, nessuno è rimasto ferito nell’incidente.
Un altro drone è stato abbattuto nella zona di Krzywowierzba, circa 15 km a sud-est di Wyryk. Dalle prime immagini che arrivano dalla Polonia si possono distinguere chiaramente i resti di un drone “Gerbera”, una versione più economica e semplificata dei droni Shahed iraniani, usati dalla Russia contro l’Ucraina per missioni kamikaze e come esca per le difese aeree, ma anche come ricognitori.
Droni russi sulla Polonia – La Polonia è in allerta massima dopo che sono state segnalate “ripetute violazioni” dello spazio aereo da parte della Russia, nel corso di un massiccio attacco in Ucraina: circa 415 droni di vario tipo e più di 40 missili da crociera e balistici sono stati lanciati dalla Federazione Russa. Secondo quanto riferito dal premier polacco, Donald Tusk, per 19 volte sarebbe stato violato lo spazio aereo polacco: la prima volta intorno alle 23:30 di martedì, l’ultima intorno alle 6:30 di oggi mercoledì 10 settembre 2025
Come risposta allo sconfinamento di almeno una decina di droni oltre i confini ucraini, i caccia della Polonia e F35 olandesi si sono levati in volo e hanno abbattuto alcuni droni. A dare la notizia è lo stesso il premier polacco. Nell’operazione coinvolti anche AWACS italiani che – insieme ai sistemi di difesa aerea Patriot – hanno rilevato i droni russi tramite radar.
La zona dell’incursione dei droni russi in Polonia
I resti di un altro drone d’attacco russo Shahed sono stati trovati nei pressi del villaggio di Czosnówka, nella Polonia orientale, a circa 30 chilometri dal confine con la Bielorussia.
Il comando delle forze armate polacche ha denunciato quello che ha definito un “atto di aggressione che ha rappresentato una vera minaccia per la sicurezza dei cittadini” e “una violazione dello spazio aereo senza precedenti“.
Secondo alcune indiscrezioni la Polonia starebbe valutando la possibilità di invocare l’articolo 4 della NATO, che prevede formalmente consultazioni urgenti presso il Consiglio Nord Atlantico. L’articolo prevede infatti che qualsiasi Stato membro dell’Alleanza può avviare una riunione se ritiene che la sua integrità territoriale, la sua indipendenza politica o la sua sicurezza siano minacciate.
Il portavoce della Nato ha spiegato che durante una riunione del Consiglio – già prevista per oggi – si parlerà di quanto successo in Polonia.
Polonia in allerta: abbattuti droni russi – Il ministero della Difesa di Varsavia ha riferito che droni russi sono entrati nella notte nello spazio aereo della Polonia, minacciando la città di Zamosc e le province orientali di Masovia, Podlachia e Lublino. Tra gli obiettivi l’aeroporto di Rzeszów, che è stato chiuso: è il principale hub logistico per il rifornimento di armi all’Ucraina.
Sono quindi scattate le operazioni di difesa. Le autorità hanno esortato i residenti a rimanere in casa. Chiusi quattro aeroporti, tra cui lo Chopin di Varsavia, il principale scalo del Paese.
Il premier Tusk: “Siamo in costante contatto con il comando della Nato“. Contestualmente sono in corso le “ricerche a terra di droni abbattuti“.
L’abbattimento degli Shahed segna una nuova fase nella guerra della Russia contro l’Ucraina. È la prima volta che un paese Nato si scontra direttamente con mezzi militari russi. Solo ieri la Polonia aveva annunciato la chiusura del confine bielorusso a causa delle esercitazioni militari di Russia e Bielorussia.
L’Ue: “Non è stato un incidente” – “Abbiamo assistito alla violazione dello spazio aereo europeo più grave da parte della Russia dall’inizio della guerra in Ucraina. Le indicazioni suggeriscono che sia stata intenzionale, non accidentale”. Così l’alto rappresentante dell’Unione europea per la Politica estera e di sicurezza.
Il senatore repubblicano statunitense Joe Wilson ha accusato la Russia di aver dichiarato guerra alla Polonia e ha chiesto di fornire all’Ucraina armi per colpire all’interno della Russia “La Russia sta attaccando un alleato della NATO, la Polonia, con droni iraniani meno di una settimana dopo che il presidente Trump ha ospitato il presidente Nawrocki alla Casa Bianca. Questo è un atto di guerra“, ha scritto Wilson che ha esortato l’amministrazione Trump a rispondere immediatamente con sanzioni severe per paralizzare la macchina da guerra russa e a fornire urgentemente all’Ucraina armi in grado di colpire il territorio russo.
Kiev: “Attacco russo è atto deliberato” – Secondo l’Ucraina quanto avvenuto è un atto deliberato della Russia “per testare il sistema di possibili risposte occidentali e dimostrare che non esiste“. Lo afferma il consigliere di Zelensky, Michail Podolyak.
Oggi la protesta che evoca i Gilet Gialli. Tensioni a Lione e Marsiglia, proteste anche nelle scuole superiori
Circa un migliaio di persone sono scese in piazza in Francia oggi, mercoledì 10 settembre, per la manifestazione ‘Blocchiamo tutto’. Lo ha annunciato la Gendarmeria nazionale spiegando che almeno 75 persone sono state fermate nella sola regione di Parigi. Il movimento di protesta, nato sui social media, promette di paralizzare il Paese con boicottaggi, scioperi e occupazioni simboliche di municipi e uffici pubblici, suscitando interrogativi sulla nascita di un nuovo soggetto politico sul modello dei Gilet Gialli.
“La situazione è sotto controllo, ma altamente instabile“, ha riferito la Gendarmeria riferendo che nella notte si sono registrate sette manifestazioni di protesta in Francia, alcune delle quali sono ancora in corso. I servizi di sicurezza si aspettano che 100mila persone scendano oggi in piazza in Francia e il ministro degli Interni Bruno Retailleau ha annunciato “tolleranza zero”.
Volantino che invita a partecipare al blocco del 10 settembre – Gerard Bottino/SOPA Images via ZUMA Press Wire
Come previsto si registrano disagi al traffico, con blocchi alla circolazione a Lione, Lille e Grenoble. A Parigi, invece, al momento risulta ”quasi normale’‘ la circolazione su autobus e metropolitane. Fermati i manifestanti che hanno cercato di interrompere la circolazione sulla tangenziale di Parigi appiccano fuochi sporadici, spiega l’emittente Bfmtv riferendo che il traffico rimane scorrevole.
Uno dei manifesti della protesta pubblicato sui social
Erwan Coiffard, portavoce della Gendarmeria Nazionale, ha detto a Bfmtv che “azioni più significative” sono state segnalate “nella regione della Bretagna“. Momenti di tensione a Lione dove circa 100 persone stanno bloccando la rotonda di Feyssine e la polizia ha “fatto ricorso a mezzi per disperdere i dimostranti ostili che bloccavano il traffico sul ponte dell’Università e sulle banchine“. Diverse centinaia di persone si sono radunate a Marsiglia in Place de la Joliette, rovesciando i bidoni della spazzatura. Il traffico è stato gravemente interrotto in alcune zone di Marsiglia.
Anasse , syndicaliste de SUD RAIL, harangue la foule devant la Gare du Nord et demande de « construire une convergence des radicalités », citant la prise du Parlement au Népal comme un exemple sous les applaudissements. pic.twitter.com/tpMitTKhaU
Manifestazioni di protesta sono in corso anche nelle scuole superiori. “Blocchiamo le nostre scuole superiori contro la negazione della democrazia, contro le inaccettabili condizioni di studio, finché non vinceremo la nostra causa“, ha detto il presidente dell’Unione delle scuole superiori a Bfmtv.
Chi c’è dietro ‘Blocchiamo tutto’ – La giornata di mobilitazione nazionale è stata proclamata da un movimento che, secondo il quotidiano Le Parisien, conta circa 20 organizzatori e si dichiara indipendente da partiti e sindacati. ‘Blocchiamo Tutto‘ è il risultato di un malcontento popolare che è montato negli ultimi mesi su piattaforme come X, TikTok, Telegram e Facebook e che si è rafforzato con l’annuncio della manovra di Bayrou, che prevedeva tagli al bilancio per quasi 44 miliardi di euro e alla sanità, la cancellazione di due festività nazionali ed il congelamento delle pensioni.
Francia: disagi per la manifestazione di protesta del movimento ‘blocchiamo tutto’ – 10 settembre 2025 (AFP)
All’origine dell’iniziativa ci sono due gruppi principali: ‘Indignons-nous‘ e ‘Les Essentiels‘. Il primo, legato a istanze progressiste, si concentra su rivendicazioni sociali, come l’opposizione ai tagli e la difesa dei servizi pubblici. Il secondo, sovranista e più orientato a destra, chiede la Frexit, cioè l’uscita della Francia dall’Unione Europea, critica le tasse e propone azioni come non usare la carta di credito ed evitare acquisti nella grande distribuzione.
Secondo la ricercatrice Elisabeth Godefroy, il movimento è “abbastanza eterogeneo“. Ma nonostante le forte differenze ideologiche, i due gruppi hanno scelto di collaborare almeno per l’appuntamento di domani, evidenziando “l‘esigenza di trovare nuovi modi di mobilitazione di fronte al fallimento delle modalità tradizionali“, come ha osservato Francois Boulo, avvocato ed ex portavoce dei Gilet Gialli.
Francia: disagi per la manifestazione di protesta del movimento ‘blocchiamo tutto‘ – 10 settembre 2025 (AFP)
Diverse organizzazioni sindacali e partiti di sinistra hanno già manifestato l’intenzione di unirsi al movimento, mentre gli organizzatori insistono sull’indipendenza da partiti e sindacati per “mobilitare al massimo” i cittadini.
Alcuni osservatori hanno evidenziato forti analogie con i Gilet Gialli, le cui proteste agitarono la Francia nel 2018. Come allora, il movimento nasce sui social, non ha un leader unico né legami con partiti politici, e raccoglie cittadini che si sentono “lasciati indietro“. Un sondaggio condotto dal think tank Jean-Jaures su oltre mille sostenitori di ‘Blocchiamo Tutto‘, ha rilevato che il 69% ha votato per il partito di Jean-Luc Melenchon alle presidenziali 2022, mentre solo il 2% per Emmanuel Macron ed il 3% per Marine Le Pen.
Aeroporto di Londra, passeggeri evacuati e servizi di emergenza sul posto. L’allarme è ora rientrato
Londra, terminal dell’ Heathrow Airport
È stato riaperto il Terminal 4 dell’aeroporto diLondra–Heathrow, chiuso dopo l’evacuazione di passeggeri a causa del sospetto di una fuga di sostanze potenzialmente pericolose nell’area check-in. Lo riporta la BBC, citando i responsabili dello scalo.
L’allarme è rientrato e le operazioni al terminal sono riprese regolarmente. La polizia ha spiegato che alcune persone hanno accusato malessere e sono state soccorse dai servizi di emergenza per l’inalazione di fumo, ma nessuno versa in gravi condizioni. Al momento non risultano arresti né segnalazioni di ulteriori rischi per passeggeri e personale.