La ciclista azzurra non ha perso conoscenza dopo l’impatto
La caduta di Silvestri – X
Terribile incidente durante la Milano-Sanremo donne. Oggi, sabato 21 marzo, la ciclista azzurra Debora Silvestri è caduta oltre il guard rail con la propria bicicletta dopo aver sbattuto con le ruote contro altre atlete finite sull’asfalto lungo la discesa della Cipresa.
Nell’incidente sono rimaste coinvolte anche altre cicliste come la polacca Kasia Niewiadoma, la francese Margaux Vigie e la mauriziana Kim Le Court, ma la peggio l’ha avuta proprio Silvestri che fortunatamente però, stando alle prime notizie, non ha perso conoscenza, dopo che il ‘volo‘ della ciclista azzurro ha fatto spaventare da subito tifosi e appassionati.
Traduzione di Google Una ciclista cade rovinosamente dopo aver scavalcato le barriere durante la Milano-Sanremo.
🔴🇮🇹🚴🏻♂️ ALERTE VIDÉO | L'énorme chute d'une coureuse qui passe au-dessus de la glissière lors du Milan-San Remo.pic.twitter.com/13h3vzQUy1
Tutti illesi i ragazzi della storica squadra veneta
La Sc Padovani, storica squadra di ciclismo, è stata vittima di un gravissimo episodio mentre era in allenamento sulle strade della provincia di Verona: “Una soleggiata mattinata di allenamento invernale, con il gruppo della Sc Padovani Polo Cherry Bank che si allena su strada seguito dallo staff in ammiraglia” si legge nel comunicato del team. “All’improvviso una autovettura di colore scuro affianca i ragazzi in bicicletta, il conducente abbassa il finestrino ed esplode due colpi di pistola contro gli atleti. I ragazzi hanno appena il tempo di abbassarsi per lo spavento, poi l’auto scappa via senza lasciare alcuna traccia di sé“. Questo il racconto riportato sul sito e sui social del team: “Shock e sgomento l’hanno fatta da padrone ieri al training camp pre-natalizio della formazione padovana dopo quanto accaduto nella tarda mattinata mentre il gruppo diretto dai DS Dimitri Konychev, Matteo Paiola, Franco Lampugnani e Biagio Conte era impegnato in allenamento in Val d’Adige. Il programma prevedeva delle sessioni in doppia fila, così la rosa è stata suddivisa in due gruppo di 7 atleti ciascuno impegnati lungo la SS12 nei pressi di Dolcè e seguiti da vicino dalle tre ammiraglie del team – prosegue la nota -. In una fase di trasferimento, mentre l’ammiraglia aveva allungato per attendere gli atleti al punto di ritorno, è avvenuto il terribile agguato.
Testimonianze e immagini raccolte – Un episodio che ha scioccato atleti, staff e dirigenti e che avrebbe potuto avere dei risvolti ben più gravi; una volta rientrati al quartier generale stabilito in questi giorni al Veronello Resort, la società ha provveduto a raccogliere tutte le testimonianze e le immagini che documentano l’accaduto per depositare denuncia alle autorità”. “Siamo sollevati che tutti i ragazzi siano sani e salvi dopo quanto successo ieri. Si tratta di una vicenda terribile che ci auguriamo non si ripeta mai più: la strada è la palestra dei nostri ragazzi e, come società, abbiamo provveduto ad adottare tutte le misure del caso per farli pedalare in sicurezza. Purtroppo, di fronte alla follia di certi soggetti, non possiamo davvero fare nulla“, le parole del presidente, Galdino Peruzzo.
Non il primo episodio – “Quanto è successo ieri in Val d’Adige, peraltro, non è l’unico episodio di aggressione da parte di automobilisti agli atleti della Padovani impegnati in allenamento in queste settimane – prosegue il presidente Peruzzo -. Va ricordato che anche nello scorso mese di settembre Marco Palomba era stato investito da un pirata della strada, è necessario sensibilizzare tutti coloro che si mettono al volante ad una cultura di maggiore rispetto. La zona del Lago di Garda è una delle più ospitali e adatte per allenarsi in questo periodo. Ogni giorno tracciamo con cura e attenzione i percorsi di allenamento per evitare le principali arterie di comunicazione e gli orari di maggior traffico, non a caso ci eravamo spostati in Val d’Adige, su una strada scorrevole e piuttosto ampia che di sabato è libera dal traffico pesante. I nostri atleti indossano del vestiario visibile e hanno sulle proprie bici le luci per farsi notare dagli automobilisti. Abbiamo seguito i ragazzi dal primo all’ultimo chilometro, ogni tanto con l’ammiraglia diamo la possibilità agli autisti di sorpassare, però serve maggior rispetto” ha aggiunto il ds Dimitri Konychev.
L’incidente è avvenuto questa mattina, 24 gennaio, in via Cesare Battisti a Mezzacorona
Sara Piffer
Sara Piffer, 19enne promessa del ciclismo trentino, è stata investita e uccisa questa mattina, 24 gennaio, a Mezzocorona, in Trentino, in via Cesare Battisti, una delle strade interne che collega il paese al vicino centro di Mezzolombardo
L’incidente – Dalla prima ricostruzione un’auto guidata da un uomo, un 70enne della zona, che veniva in senso opposto e che ne stava sorpassando un’altra, ha centrato la giovane. Malgrado l’intervento dell’elicottero del 118 e i tentativi di rianimarla, le ferite riportate dalla ragazza sono state fatali. Sul posto è intervenuta la polizia locale della Rotaliana che sta effettuando gli accertamenti di rito.
Chi era – La ragazza di Palù di Giovo, dove abitava con la famiglia, correva per la Mendelspeck. Da sempre in bicicletta aveva iniziato a gareggiare per il Velo Sport Mezzocorona con buoni profitti. L’anno scorso, con il Team Mendelspeck Ge-Man era riuscita a vincere a Corridonia, nelle Marche, e nella crono trentina di Verla/Maso Roncador aveva sfiorato il bersaglio classificandosi in seconda posizione.
Vittime della strada – Piffer è la nona ciclista morta sulle strade italiane dall’inizio dell’anno, secondo i dati raccolti ed elaborati dall’Osservatorio Sapidata-Asaps, l’Associazione sostenitori e amici della Polizia stradale. Le vittime sono sette uomini e due donne,tre avevano più di 65 anni. Le regioni più colpite Lazio, Emilia-Romagna e Veneto, con due decessi ciascuna, seguite da Lombardia. Marche e Trentino, con una vittima. Nel 2023 erano deceduti 212 ciclisti, secondo i dati Istat, e lo scorso anno 204, secondo la stima preliminare dell’Asaps.