E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie
<<Allerta West Nile – Informazioni generali>>>
<<Allerta West Nile – arrivano i test rapidi sul sangue – 07/08/2025>>>
| West Nile, arrivano i test rapidi sul sangue: come funzionano. “Risultati attendibili in pochi minuti” |
| In molti casi la diagnosi avviene tardi, quando la sintomatologia è già grave. Intervenire per tempo è fondamentale per proteggersi dal rischio di complicazioni |
Febbre improvvisa, mal di testa e spossatezza: potrebbero essere i sintomi dell’infezione da West Nile. Il virus si diffondendo in Italia: molti dei contagiati sono asintomatici, mentre la forma più aggressiva è quella “neuro-invasiva”, che porta a complicazioni che rischiano di diventare letali. La diagnosi precoce è fondamentale e oggi è possibile attraverso i test rapidi già disponibili.
Il West Nile Virus può passare inosservato, ma in una piccola percentuale di casi evolve in forma neurologica, con encefaliti, meningiti e paralisi. Soprattutto per i soggetti più a rischio, che sono anziani, immunodepressi o persone con patologie pregresse. In molti casi la diagnosi avviene tardi, quando la sintomatologia è già grave, e avere accesso a strumenti diagnostici rapidi per la diagnosi precoce e affidabile può quindi fare la differenza.
Approfondisci: West Nile, le donazioni di sangue sono sicure? Pregliasco: “Vi spiego cosa succede oggi in Italia”
Il test rileva gli anticorpi nel sangue – ‘Subito CheckUp Test West Nile’ è in grado di rilevare gli anticorpi IgM e IgG specifici del virus, ed è stato realizzato dalla Screen Italia, società specializzata in dispositivi diagnostici rapidi. “Questo tipo di test rapido consente di ottenere risultati attendibili in pochi minuti, partendo da un semplice campione di sangue intero, siero o plasma. È uno strumento utile per medici, farmacie e operatori sanitari, ma anche per chi vive o lavora in zone a rischio e desidera monitorare il proprio stato di salute in modo tempestivo“, spiega il portavoce dell’azienda.
Infezioni in Italia – L’infezione da West Nile Virus (WNV), malattia virale trasmessa dalle zanzare che sta tornando a colpire con forza l’Italia. Il numero dei casi preoccupa gli esperti, non solo per la gravità dei casi più severi, ma anche perché i focolai si stanno manifestando in zone mai colpite finora dal virus e il numero reale di contagi potrebbe essere di gran lunga superiore, considerando che circa l’80% delle infezioni decorre in modo asintomatico.
Le regioni più colpite – Le regioni più colpite finora sono Lazio – soprattutto provincia di Latina, dove sono morti diversi anziani – Campania, Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna, ma il virus è stato tracciato anche in Piemonte, Sardegna e Puglia.
Come viene trasmesso il virus – La trasmissione avviene attraverso la puntura delle zanzare comuni (genere Culex), che proliferano facilmente in aree umide, irrigue o vicino a corsi d’acqua stagnanti. Le alte temperature estive e le recenti piogge stanno favorendo la diffusione.
| Allerta West Nile – Informazioni generali |
| Link: https://www.epicentro.iss.it/westnile/ |
| Link: https://www.epicentro.iss.it/westnile/strumenti-italia |
| Link: https://www.epicentro.iss.it/westnile/strumenti-italia |

La febbre West Nile (West Nile Fever) è una malattia provocata dal virus West Nile (West Nile Virus, Wnv), un virus della famiglia dei Flaviviridae isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto West Nile (da cui prende il nome). Il virus è diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America.
I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare (più frequentemente del tipo Culex), le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. Altri mezzi di infezione documentati, anche se molto più rari, sono trapianti di organi, trasfusioni di sangue e la trasmissione madre-feto in gravidanza. La febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette. Il virus infetta anche altri mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli e altri.
Incubazione e sintomi – Il periodo di incubazione dal momento della puntura della zanzara infetta varia fra 2 e 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nei soggetti con deficit a carico del sistema immunitario.
La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana, e possono variare molto a seconda dell’età della persona. Nei bambini è più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia può essere più grave.
I sintomi più gravi si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (1 persona su 150), e comprendono febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Alcuni effetti neurologici possono essere permanenti. Nei casi più gravi (circa 1 su mille) il virus può causare un’encefalite letale.
Diagnosi – La diagnosi viene prevalentemente effettuata attraverso test di laboratorio (Elisa o Immunofluorescenza) effettuati su siero e, dove indicato, su fluido cerebrospinale, per la ricerca di anticorpi del tipo IgM. Questi anticorpi possono persistere per periodi anche molto lunghi nei soggetti malati (fino a un anno), pertanto la positività a questi test può indicare anche un’infezione pregressa. I campioni raccolti entro 8 giorni dall’insorgenza dei sintomi potrebbero risultare negativi, pertanto è consigliabile ripetere a distanza di tempo il test di laboratorio prima di escludere la malattia. In alternativa la diagnosi può anche essere effettuata attraverso Pcr o coltura virale su campioni di siero e fluido cerebrospinale.
Prevenzione – Non esiste un vaccino per la febbre West Nile. Attualmente sono allo studio dei vaccini, ma per il momento la prevenzione consiste soprattutto nel ridurre l’esposizione alle punture di zanzare.
Pertanto è consigliabile proteggersi dalle punture ed evitare che le zanzare possano riprodursi facilmente:
- usando repellenti e indossando pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe quando si è all’aperto, soprattutto all’alba e al tramonto
- usando delle zanzariere alle finestre
- svuotando di frequente i vasi di fiori o altri contenitori (per esempio i secchi) con acqua stagnante
- cambiando spesso l’acqua nelle ciotole per gli animali
- tenendo le piscinette per i bambini in posizione verticale quando non sono usate.
Terapia e trattamento – Non esiste una terapia specifica per la febbre West Nile. Nella maggior parte dei casi, i sintomi scompaiono da soli dopo qualche giorno o possono protrarsi per qualche settimana. Nei casi più gravi è invece necessario il ricovero in ospedale, dove i trattamenti somministrati comprendono fluidi intravenosi e respirazione assistita.
| Dati epidemiologici |
In Italia – Secondo i dati della sorveglianza epidemiologica dei casi umani di malattia da virus West Nile (Wnv), in Italia, dal 2008 al 2018, sono stati segnalati 475 casi umani confermati di malattia neuro-invasiva da West Nile (Wnnd) autoctoni e 7 casi importati. La circolazione del virus West Nile (Wnv) è stata rilevata in 14 Regioni italiane: Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Veneto.
Nel 2018, in Italia (così come in altri Paesi dell’Europa centro-meridionale) è stato registrato un notevole aumento della circolazione del Wnv. Complessivamente sono stati segnalati 606 casi umani confermati di infezione da Wnv. Di questi: 239 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva (Wnnd) in 6 Regioni (Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Sardegna, Veneto), 299 casi come febbre confermata e 68 identificati in donatori di sangue asintomatici. Inoltre, nel 2018, tra i casi neuro-invasivi, sono stati registrati 49 decessi.
Notizie utili
- il documento completo “Piano nazionale integrato di prevenzione, sorveglianza e risposta ai virus West Nile e Usutu – 2019” (pdf 2,7 Mb)
- la pagina dedicata al bollettino periodico della sorveglianza nazionale
In Europa – La trasmissione del virus West Nile (Wnv), nella stagione 2018, in Italia e in diversi Paesi europei è iniziata precocemente e ha causato un numero di casi nell’uomo più elevato dell’atteso, con evidenza di una elevata circolazione nelle zanzare e negli uccelli che ne sono il principale serbatoio.
Secondo quanto riportato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), il numero di infezioni autoctone da virus West Nile riportate nel 2018 (2083), ha superato quanto notificato complessivamente nei sette anni precedenti (1832). Rispetto al solo 2017, è stato registrato un incremento di 7,2 volte nel numero di segnalazioni. L’aumento maggiore rispetto alla stagione precedente è stato osservato in Bulgaria (15 volte), in Francia (13,5 volte) e in Italia (10,9 volte). L’ultimo caso umano di infezione da virus West Nile della stagione di trasmissione 2018 in Ue è stato segnalato dalla Francia alla fine di novembre.
Complessivamente nel 2018 sono stati notificati all’Ecdc 180 decessi associati a infezione da virus West Nile. Il tasso di letalità tra i casi di infezione umana sintomatica nel 2018 non ha superato quanto osservato nei due anni precedenti.
Notizie utili
- il documento “Epidemiological update: West Nile virus transmission season in Europe 2018” (riepilogativo della stagione 2018)
- la pagina dell’Ecdc deditata alla West Nile fever
Il virus della febbre del Nilo, per la prima volta un caso certificato in Calabria: la Regione si mobilita
Con settantadue nuovi casi di West Nile Virus segnalati nel periodo 15 – 21 agosto, salgono complessivamente a 171 quelli confermati in Italia dall’inizio della sorveglianza, a maggio 2024.
Lo evidenzia il bollettino di sorveglianza integrata West Nile e Usutu virus del 22 agosto.
Tra i casi confermati sono stati notificati 6 decessi (1 Piemonte, 2 Veneto, 1 Friuli-Venezia Giulia, 2 Emilia-Romagna).
Dal bollettino emerge che salgono a 35 (erano 33 nella scorsa rilevazione) le Province con dimostrata circolazione di West Nile Virus in vettori/animali/uomo appartenenti a 11 Regioni. continua a leggere
| Allerta West Nile – i Casi |
<<<<<< Allerta West Nile: Salgono a 20 i morti in Italia...– 11 agosto 2025<<<<<
| West Nile, salgono a 20 i morti in Italia. Nuova vittima nel Lazio e a Caserta |
| Morti due uomini di 85 e 83 anni |
Salgono a 20 morti, legati al virus del West Nile. Secondo l’ultimo bollettino dell’Istituto superiore di sanità sono in tutto 9 nel Lazio; 8 in Calabria; uno in Lombardia, Piemonte e Calabria.
Due nuove vittime per West Nile – Altre due vittime per il virus West Nile nel Lazio e in provincia di Caserta. “Un uomo di 85 anni di Cori in provincia di Latina, è morto questa mattina all’ospedale Santa Maria Goretti. Il paziente, con patologie concomitanti, era stato ricoverato il 2 agosto scorso in condizioni già critiche. Si tratta – sottolinea la Regione Lazio – del nono decesso per il virus West Nile nel Lazio“.
Il virus West Nile continua a colpire anche in provincia di Caserta, dove è stata confermata l’ottava vittima: un 83enne. L’aziano, residente a Capua, è morto all’ospedale Sant’Andrea e San Sebastiano di Caserta ed era ricoverato già da giorni ma le sue condizioni si sono aggravate. Il sindaco di Capua, Adolfo Villani, ha predisposto le procedure per la disinfestazione dell’area dove viveva l’anziano.
I dati di Lazio e Lombardia – Nel Lazio “le analisi effettuate dal laboratorio di Virologia dell’Inmi Spallanzani di Roma, rispetto all’aggiornamento dello scorso 7 agosto, hanno certificato 30 nuovi casi (dei quali 21 con febbre, 7 con sindrome neurologica e 2 donatori asintomatici individuati grazie alle attività di screening del Centro regionale sangue, a dimostrazione della sicurezza garantita dal sistema trasfusionale regionale)” sottolinea in una nota la Regione. “I nuovi casi sono stati rilevati prevalentemente nella provincia di Latina (Aprilia, Cisterna di Latina, Latina, Maenza, Pontinia, Priverno, San Felice Circeo, Santi Cosma e Damiano), oltre alle positività riscontrate nelle province di Roma (Anzio e Velletri) e di Frosinone (Castro dei Volsci)“
Con gli ultimi accertamenti, nel 2025 le conferme diagnostiche di positività di infezione al virus West nile salgono a 136. Nel dettaglio, i casi suddivisi per il territorio di probabile esposizione: 126 casi nella Asl di Latina; 6 casi nella Asl Roma 6; 2 casi nella Asl di Frosinone; un caso nella Asl Roma 3 e un caso fuori regione, in particolare nella provincia di Caserta.
In Lombardia, invece, fino a oggi sono stati confermati 12 casi di West Nile come fa sapere la Direzione generale Welfare in una nota. “Di questi, 9 sono casi autoctoni, ossia originati nel nostro territorio“, spiega la nota, precisando che “cinque pazienti” hanno avuto “sintomi neurologici, di cui uno ha purtroppo perso la vita (il paziente deceduto era un cittadino di oltre 85 anni con preesistenti patologie)“.
<<<<<< Allerta West Nile: Morto 90enne nel milanese...– 11 agosto 2025<<<<<
| Morto 90enne per West Nile nel Milanese |
| Anziano con patologie pregresse, 12 casi identificati in regione |

Un uomo di 90 anni, con patologie pregresse, è morto ieri all’ospedale Bassini di Cinisello Balsamo, nel Milanese a causa del virus West Nile. L’uomo era ricoverato dal 5 agosto.
Ad oggi in Lombardia sono stati accertati 12 casi di virus West Nile con una situazione epidemiologica che, spiega la Direzione Generale Welfare della Regione, “è attualmente in linea con le tendenze degli anni precedenti“. Di questi casi nove sono autoctoni. Oltre all’ottantacinquenne deceduto, altre quattro persone hanno mostrato sintomi neurologici, 4 sintomi lievi e senza manifestazioni neurologiche e tre asintomatiche sono state identificate con lo screening ai donatori di sangue.
<<<<<< Allerta West Nile: Sesta vittima….– 07 agosto 2025<<<<<
| Sesta vittima per West Nile nel Lazio, donna di 83 anni |
| A Roma primo caso di positività non collegato all’ Agro Pontino |

Sesta vittima per West Nile nel Lazio. – Una donna di 83 anni di Pontinia, è morta oggi all’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina a causa del virus.
La paziente era arrivata in pronto soccorso il 24 luglio scorso.
Ricoverata in rianimazione in gravi condizioni per la presenza di pluripatologie concomitanti, è deceduta nel reparto di terapia intensiva. Si tratta del sesto caso di morte per la West Nile accertato nel Lazio.
Mentre sarebbe stato riscontrato un primo caso di positività al virus a Roma, allo Spallanzani. Si tratta di una donna, senza collegamenti con l’Agro Pontino.
<<<<<< Allerta West Nile: …..No ad allarmi mediatici – 31 luglio 2025<<<<<
| West Nile, Schillaci: “No ad allarmi mediatici, nel 2025 registrati 145 casi in passato fino a 728” |
| articolo: https://www.adnkronos.com/politica/west-nile-contagi-oggi-news-schillaci_4CLGD3VSTSe1eRFr4DBPJf |
| Il 12 agosto delegazione del ministero a Latina e Caserta |
No ad allarmi mediatici per i casi di West Nile in Italia. E’ il monito che arriva dal ministro della Salute Orazio Schillaci. “Ad oggi, secondo i casi notificati sulla piattaforma nazionale coordinata dall’Istituto superiore di sanità (Iss), l’Italia ha registrato 145 casi confermati di infezione da West Nile Virus nell’uomo. Nel 2018, anno con un inizio stagionale precoce, sono stati registrati sulla piattaforma nazionale 618 casi e 49 decessi. Nel 2022, si sono registrati 728 casi confermati e 51 decessi“. Ma “non ricordo allarmi mediatici nel 2018 e nel 2022, nonostante ad oggi siano gli anni con il numero più alto di contagi e purtroppo anche di decessi“, afferma Shillaci durante l‘informativa sulle misure di prevenzione e di contrasto della diffusione del virus West Nile davanti alla X Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale del Senato.
I casi regione per regione – Per quanto riguarda la situazione epidemiologica attuale, sui 145 casi registrati finora nel 2025, “59 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva” e si contano poi “10 casi asintomatici identificati in donatori di sangue, 75 casi di febbre e 1 caso asintomatico, con la seguente distribuzione dei casi regionale: 93 Lazio, 24 Campania, 14 Veneto, 4 Piemonte, 3 Lombardia, 4 Emilia Romagna, 2 Sardegna, 1 Puglia. Le regioni con maggiore distribuzione di casi sono al momento la regione Lazio e la regione Campania“. Tra i casi confermati “sono stati notificati 12 decessi (1 Piemonte, 4 Lazio, 7 Campania)“, è il numero citato dal ministro sulla base dei dati registrati al momento nella piattaforma Iss. Numero a cui dovrebbe aggiungersi un ulteriore decesso conteggiato nel Lazio, portando il totale a quota 13.
“Sono attualmente 37 le province con dimostrata circolazione del virus appartenenti a 10 regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia e Sardegna“, ha aggiunto il ministro ricordando poi anche il bilancio registrato nel 2024: al 31 luglio, erano stati segnalati 28 casi di infezione con 2 decessi. Tuttavia, entro novembre 2024, il numero totale di casi era salito a 484, con 36 decessi.
Esperti inviati a Latina e Caserta – Intanto, fa sapere Schillaci, “il ministero della Salute assicura il pieno supporto alla rete dei servizi sanitari e territoriali. Proprio con questo approccio di dialogo e collaborazione costruttiva, il 12 agosto una delegazione di esperti del ministero sarà a Latina e a Caserta per un incontro con le autorità regionali, locali e sanitarie” sui casi di West Nile che si stanno registrando nell’area
<<<<<< Allerta West Nile: …..le vittime in Italia salgono a 13 – 31 luglio 2025<<<<<
| West Nile, altri tre morti per il virus delle zanzare: le vittime in Italia salgono a 13 |
| Due uomini nel casertano, uno in provincia di Latina: l’Asl intensifica le disinfestazioni mirate, la situazione |

Altri tre uomini sono morti nelle ultime ore per infezione da West Nile, il virus veicolato dalle zanzare. Si tratta di un 79enne di Teverola, deceduto all’ospedale di Frattamaggiore dopo essere passato per quello di Aversa, e di un 71enne di Casal di Principe morto in sala rianimazione ad Aversa.
Entrambi avrebbero contatto il virus sul litorale domitio, nell’area del comune di Mondragone, dove si è registrato un alto numero di casi, che coinvolge le limitrofe zone di Baia Domizia e Cellole. L’Asl di Caserta intensificherà le disinfestazioni mirate.
Un uomo di 77 anni è invece deceduto all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina: era ricoverato in gravi condizioni dal 17 luglio e soffriva di patologie croniche pregresse.
La mappa dei casi di West Nile in Italia: i morti salgono a 13 – Finora, in Italia le vittime del virus West Nile sono 13. Di queste, sette sono in provincia di Caserta, il territorio in cui si sono registrati più decessi.
I casi umani di infezione da virus West Nile registrati in Italia dall’ultima sorveglianza ufficiale dell’Istituto superiore di sanità sono ormai un centinaio, considerando gli ultimi aggiornamenti regionali che si sono aggiunti: al 31 luglio i casi segnalati erano 89. Nel precedente bollettino i casi erano 39.

Dei casi finora conteggiati, 40 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva in queste regioni:
- 2 Piemonte;
- 1 Lombardia;
- 3 Veneto;
- 1 Emilia-Romagna;
- 23 Lazio;
- 10 Campania.
Ci sono stati 2 casi asintomatici identificati in donatori di sangue (1 Veneto, 1 Campania), e 46 casi di febbre (1 Lombardia, 5 Veneto, 35 Lazio, 4 Campania, 1 Sardegna) e 1 caso asintomatico (1 Campania).
Tra i casi confermati sono stati notificati 8 decessi (1 Piemonte, 5 Lazio, 7 Campania).
<<<<<< Allerta West Nile: West Nile, primo contagio pavese:… – 31 luglio 2025<<<<<
| West Nile, primo contagio pavese: ricoverata una donna di 66 anni |
| In ospedale a Sant’Angelo Lodigiano, non è grave. Melazzini: «La situazione rimane sotto controllo» |
PAVIA. Sono stati diagnosticate le prime due infezioni umane da febbre del Nilo in Lombardia, il virus che si trasmette attraverso le zanzare – non da persona a persona – con sintomi gravi in meno dell’1 per cento dei casi. Si tratta di due donne, tra cui una 66enne della provincia di Pavia che è stata ricoverata in condizioni non gravi presso l’ospedale di Sant’Angelo Lodigiano, probabilmente il più vicino alla sua zona di residenza: il caso, infatti, non è stato seguito dal San Matteo né dall’Asst di Pavia. La seconda paziente è una 38enne della provincia di Milano, che non è stata ricoverata per via delle buone condizioni. «La situazione è sotto controllo» rassicura Mario Melazzini, direttore generale dell’assessorato regionale al Welfare. «I cittadini possono stare tranquilli. Si tratta di una malattia endemica che ormai dal decennio scorso si manifesta anche in Lombardia». Ma in questa stagione, la circolazione non era stata ancora accertata negli esseri umani, stando ai bollettini di riferimento.
Sembra che la settimana prossima si terrà un incontro tra i vertici di Ats e Asst per fare il punto sulle strategie di prevenzione già in atto, dando seguito alle linee guida del ministero della Salute che ha chiesto alle Regioni di alzare le difese dopo i casi registrati in centro Italia.
«Nessuna criticità» – La provincia di Pavia è una delle 24 italiane in cui – secondo l’ultimo report dell’Istituto superiore di Sanità – è stata accertata la positività al virus in zanzare e animali già a partire da inizio mese. Ieri la direzione Welfare ha riferito dei primi due casi di infezione umana, e Melazzini spiega che in Lombardia sono già attivi i protocolli per contenere la diffusione del virus, sottolineando che le positività accertate non destano allarme: «Al momento non esiste alcuna criticità – aggiunge il direttore regionale – nella quasi totalità dei casi non è necessario il ricovero e si guarisce da soli. Regione ha attivato, come accade ogni anno, tutti i protocolli previsti per il monitoraggio e la sorveglianza non solo dei casi che si sviluppano nell’uomo ma anche della diffusione del virus tramite le zanzare e negli animali».
La situazione in Lombardi – In Lombardia la sorveglianza e il contenimento del West Nile virus si basano su un sistema integrato tra Regione, Ats locali, Comuni e Istituto zooprofilattico (Izsler). Per catturare le zanzare, vengono usate trappole attrattive che sfruttano l’anidride carbonica come esca: in Lombardia sono un centinaio, disposte su aree ad alto rischio (territori di pianura e collina nel periodo estivo maggio-ottobre). È attiva la sorveglianza anche presso gli aeroporti di Malpensa, Linate e Bergamo. Gli insetti raccolti ogni due settimane vengono identificate per specie, raggruppati in pool e inviati allo zooprofilattico per l’analisi molecolare. In caso di positività scattano misure restrittive: controlli su sangue (le donazioni non sono interrotte) organi e tessuti, donati nella provincia in cui è presente la trappola e nelle province confinanti a 5 chilometri dall’esca, allerta dei Pronto Soccorso e dei Medici di base oltre che dei Pediatri di libera scelta. Vengono monitorati uccelli selvatici attraverso un piano di sorveglianza che prevede una cattura di circa 20 animali, tra morti e abbattuti (piano abbattimento corvi e gazze) per ogni provincia, perché insieme alle zanzare sono un serbatoio per la proliferazione del virus. Controllati anche gli equini, che pur non trasmettendo il virus agli umani possono sviluppare sintomi neurologici gravi e sono considerati “sentinelle” dell’infezione. La sorveglianza prevede il monitoraggio di cavalli con sintomi sospetti e l’esecuzione di test.
I casi l’anno scorso – L’anno scorso, i casi di febbre del Nilo in Regione sono stati 41, tre i decessi secondo il bollettino regionale sulle arbovirosi, la famiglia di virus che comprende anche quello responsabile della febbre Dengue, di cui quest’anno si è registrato un caso in provincia importato dall’estero.
<<<<<< Allerta West Nile: West Nile, tre nuovi casi…. – 31 luglio 2025<<<<<
| West Nile,West Nile, tre nuovi casi nel lazio. In tutto sono 89 in Italianel lazio. In tutto sono 89 in Italia |
| Il picco dei contagi è atteso per dopo Ferragosto |
Tre nuovi casi di West Nile nel Lazio. “Una ha sintomi con la febbre, mentre gli altri due hanno la sindrome neurologica” comunica la Regione Lazio spiegando che “a certificarlo sono le analisi effettuate dal laboratorio di virologia dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani – Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico. Due dei nuovi casi sono stati registrati a Cisterna di Latina e uno a Sabaudia“.
“Con questi ultimi accertamenti, nel 2025 le conferme diagnostiche di positività di infezione da West Nile virus salgono a 61 – osserva la Regione Lazio -. Nel dettaglio: 57 casi monitorati dalla Asl di Latina; due casi monitorati dalla Asl Roma 6; un caso monitorato dalla Asl di Frosinone; un caso registrato fuori regione, con probabile esposizione nella provincia di Caserta“. “Di seguito, la suddivisione dei 61 casi di virus West Nile: 19 pazienti sono ricoverati in reparti ordinari; 6 persone sono state dimesse; 30 pazienti sono in cura presso il proprio domicilio; tre pazienti sono ricoverati in terapia intensiva; tre decessi“, continua.
I casi in Italia – “Salgono a 89 in Italia i casi confermati di infezione da West Nile virus (Wnv) nell’uomo” secondo il bollettino pubblicato oggi dall’Istituto superiore di sanità. Rispetto alla rilevazione della scorsa settimana (32 casi), si contano 57 infettati in più. All’Iss sono stati segnalati al momento “8 decessi“.
“Tra i casi confermati dall’inizio della sorveglianza al 30 luglio – si legge nel report – 40 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva (2 Piemonte, 1 Lombardia, 3 Veneto, 1 Emilia Romagna, 23 Lazio, 10 Campania), 2 casi asintomatici identificati in donatori di sangue (1 Veneto, 1 Campania), 46 casi di febbre (1 Lombardia, 5 Veneto, 35 Lazio, 4 Campania, 1 Sardegna) e 1 caso asintomatico (1 Campania). Sono stati notificati 8 decessi (1 Piemonte, 2 Lazio, 5 Campania)”. “Salgono a 31 le province con dimostrata circolazione del Wnv appartenenti a 10 regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia e Sardegna“, elenca l’Iss.
Lecce, scoperto asintomatico grazie a test su donatori sangue – Il sistema di sorveglianza della Asl di Lecce per prevenire la diffusione del virus ha intanto individuato un donatore di sangue asintomatico positivo al virus. Il riscontro è avvenuto grazie all’esecuzione del test Nat (Nucleic Acid Test), che viene fatto prima di ogni donazione nella provincia di Lecce ed è in grado di rilevare frammenti di materiale genetico (Dna o Rna) di un virus nel sangue.
La Asl Lecce evidenzia che tutti i Centri trasfusionali della provincia, grazie proprio all’esecuzione del Nat test, “garantiscono donazioni sicure e in grado di riscontrare la presenza del virus“. I Servizi Veterinari del Dipartimento di Prevenzione proseguono le attività di sorveglianza nei confronti degli animali riconosciuti possibili vettori ed è stata intensificata la campagna di monitoraggio nei confronti degli insetti. “La situazione allo stato è del tutto sotto controllo“, assicura.
La letalità del virus – “La letalità” dell’infezione da West Nile virus, “calcolata sulle forme neuro-invasive fin ora segnalate” che sono 40 su un totale di 89 casi, “è pari al 20% (20% nel 2018 20%, 14% nel 2024)”. Lo riporta l’Istituto superiore di sanità. “Nel 2024 – si legge nell’ultimo bollettino – ci sono stati 484 casi (266 nella forma neuro-invasiva), con 36 decessi. Nel 2023 i casi notificati sono stati 394 (195 nella forma neuro-invasiva), con 32 decessi. Il 2022 è l’anno in cui ci sono stati più casi dall’inizio della sorveglianza, 728 (330 nella forma neuro-invasiva) con 51 decessi“.
Picco dei casi dopo Ferragosto – Secondo Antonello Maruotti, ordinario di Statistica all’università Lumsa di Roma, per i casi di West Nile si può prevedere “un picco dopo la metà di agosto poi dovrebbe esserci una rapida discesa“. In una video intervista pubblicata dal sito rainews.it ha fatto il punto sul virus West Nile che l’ateneo monitora già da anni sul territorio nazionale. “Non è una novità: basti pensare che già nel 2018 abbiamo osservato oltre 550 casi e lo scorso anno ci siamo fermati poco sopra 460“, ricorda l’esperto.
Generalmente, però, “negli anni precedenti abbiamo osservato casi di West Nile circoscritti all’Emilia Romagna, al Veneto e alcune zone della Pianura Padana. Quest’anno, invece, finora i casi si sono concentrati soprattutto nella provincia di Latina, quindi nella regione Lazio, e anche in Campania. Una vera novità rispetto al passato“, sottolinea Maruotti. Secondo lo statistico, “sicuramente i casi continueranno ad aumentare. I dati degli anni passati ci mostrano una chiara tendenza: la curva comincia a crescere da metà luglio, raggiungendo il picco fra la seconda e la terza settimana di agosto. Per poi scendere molto rapidamente subito dopo“.
Bassetti: “Non intasare i pronto soccorso” – È allarme? “In realtà non sembra esserci un aumento dei casi rispetto a quelli che abbiamo visto negli anni precedenti“, ribadisce l’infettivologo Matteo Bassetti. Tuttavia la casistica di quest’anno “riguarda regioni diverse, soprattutto il Lazio e la Campania“, precisa il primario dell’Irccs ospedale policlinico San Martino di Genova. “Evitiamo l’allarmismo – raccomanda – e cerchiamo di dare delle indicazioni molto precise” ai cittadini. Per esempio su quando è il caso di rivolgersi a un ospedale, in modo da non congestionare i pronto soccorso già alle prese con le difficoltà della stagione estiva.
“Sento dire da alcuni: dovete andare al pronto soccorso quando avete la febbre. Assolutamente no, non è così, non facciamo questo errore”, ammonisce Bassetti via social. Ma allora quando bisogna rivolgersi al medico o a una struttura sanitaria? “Intanto – chiarisce l’esperto – se siete stati punti da zanzare in una delle zone endemiche nel nostro Paese” per l’infezione da virus West Nile, e solo “se si ha la febbre insieme a sintomi neurologici quali per esempio mal di testa, rigidità nucale, confusione mentale, paralisi dei nervi facciali, tremori. Ecco, se ci sono dei sintomi neurologici che si associano alla febbre si può andare in ospedale per farsi visitare e diagnosticare. Negli altri casi – tranquillizza Bassetti – non ha nessun senso andare in ospedale e intasare i pronto soccorso“.
Rezza: “Puntura di una sola zanzara non significa infezione” – Qualche giorno fa Gianni Rezza, già direttore della Prevenzione del ministero della Salute e oggi professore straordinario di Igiene all’università Vita-Salute San Raffaele, aveva spiegato in un post sulla sua pagina Facebook, che “anche all’interno delle zone” in cui sono stati rilevati casi “una puntura di zanzara non vuole dire infezione certa, e “infezione non significa malattia grave“, ma “esiste una gradazione del livello di rischio età dipendente” e sono gli anziani a rischiare di più.
“Quando si affronta il tema del rischio di infettarsi e di ammalarsi in maniera più o meno grave, occorre pensare in termini probabilistici. Deve essere quindi chiaro che esiste una forte variabilità geografica all’interno del nostro Paese, e che il virus West Nile è attualmente presente solo in alcune aree di un certo numero di regioni. Particolare attenzione va quindi posta nell’identificare le aree affette, all’interno delle quali vanno prese particolari precauzioni. Anche laddove West Nile sta attivamente circolando, non è detto che la puntura di una singola zanzara conduca all’infezione (anche se non si può escludere), in quanto la prevalenza di zanzare positive per il virus è in genere bassa, per cui la probabilità di infettarsi cresce col numero di zanzare da cui si viene punti“.
Un altro nodo critico, continua Rezza, ” riguarda il rischio di sviluppare sintomi o di ammalare gravemente una volta infettati. Su questo, i dati della Regione Lazio, che insieme alle altre regioni sta compiendo un ottimo sforzo sul campo, possono esserci d’aiuto. Su 28 casi identificati a ieri fra provincia di Latina e Anzio, 17 sono neuroinvasivi (il che non vuole dire però necessariamente ‘gravi’. I sacri testi ci dicono che su 100 casi, 20 presentano sintomi lievi, e meno di uno va incontro a una grave encefalite. È chiaro che i sistemi di sorveglianza tendono a identificare soprattutto i casi con sintomi più evidenti mentre tendono a ‘sfuggire’ quelli asintomatici o paucisintomatici (lo scorso anno in Italia 272 dei 460 casi riportati, ovvero più del 50%, aveva sintomi neurologici)“.
L’esperienza fatta in nel nostro Paese in questi anni “evidenzia come, anche nella maggior parte dei casi caratterizzati da neuroinvasivita’, quelli che poi finiscono in terapia intensiva con sintomi gravi sono fortunatamente pochi (attualmente un paio nel Lazio, oltre purtroppo alla 82enne deceduta). Quindi la probabilità di ammalare in maniera grave una volta infettati è bassa (se venissero identificati tutti gli infetti, cosa non fattibile, lo si capirebbe facilmente), ma dipende dall’età della persona colpita, ovvero aumenta con l’aumentare dell’età, e anche se possono manifestarsi rari casi con sintomi pesanti fra i giovani oltre che in immunodepressi, a essere a maggior rischio di ammalare gravemente sono i grandi anziani”.
<<<<<< Allerta West Nile:Il virus West Nile fa paura... – 28 luglio 2025<<<<<
| Il virus West Nile fa paura: muore uomo di 77 anni |
| Secondo il professore di Igiene Gianni Rezza bisogna monitorare i focolai |

Il virus West Nile torna a far parlare di sé. Un uomo di 77 anni, soggetto fragile per diverse patologie, è morto all’ospedale Spallanzani di Roma dopo aver contratto la malattia che viene trasmessa dalle zanzare. Si tratta della seconda vittima registrata nel Lazio. L’uomo aveva subito un trapianto cardiaco.
Rezza: “Monitorare focolai” – Dalle prime informazioni sembrerebbe che la vittima vivesse in provincia di Latina, dove si registra il maggior numero dei casi di West Nile quest’anno in Italia, e che avesse soggiornato nell’ultimo periodo a Baia Domizia, in provincia di Caserta.
Secondo Gianni Rezza, già capo dipartimento prevenzione del ministero della Salute e oggi professore di Igiene all’università Vita-Salute San Raffaele vanno evitati allarmismi generalizzati: “È importante continuare a monitorare l’andamento dei focolai e attenzionare le aree contigue (come le regioni stanno già facendo), rilevando prontamente i casi umani oltre ad eventuali nuove positività in animali sentinella, serbatoi di infezione e vettori sul territorio nazionale“.
Cos’è la West Nile e quali sono i sintomi – Come riporta l’Iss, il periodo di incubazione del virus West Nile dal momento della puntura della zanzara infetta può variare fra i 2 e 14 giorni, ma può arrivare anche a 21 giorni nei soggetti con deficit del sistema immunitario.Nella maggioranza dei casi le persone infette non manifestano alcun sintomi. Tra i casi sintomatici, circa il 20 per cento dei contagiati presenta sintomi leggeri tra cui:
- febbre;
- mal di testa;
- nausea;
- vomito;
- linfonodi ingrossati;
- sfoghi cutanei;
Si tratta di sintomi che scompaiono di solito pochi giorni e solo in casi rari durano qualche settimana, anche se dipende molto a seconda dell’età della persona. Nei bambini è infatti più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Più grave, solitamente, la sintomatologia negli anziani e nelle persone fragili.
<<<<<< Allerta West Nile: West Nile, caso sospetto… – 22 luglio 2025<<<<<
| West Nile, caso sospetto anche ad Aprilia: è un uomo di 31 anni |
| Il giovane di Aprilia, senza patologie pregresse, è ricoverato in ospedale a Roma |
Un nuovo sospetto caso di West Nile ad Aprilia, il virus del Nilo occidentale potrebbe aver colpito un giovane apriliano di 31 anni, sportivo e senza precedenti problemi di salute, attualmente ricoverato sotto stretta osservazione allo Spallanzani di Roma.
West Nile, primo caso con sintomi neurologici nel Veneziano: la donna è ora ricoverata a Padova
I sintomi rilevati dai medici sin da subito hanno fatto presupporre ad un nuovo caso di West Nile, l’ennesimo di questi giorni registrato in provincia di Latina. La Asl ha preso in carico il caso ed ora sta attendendo aggiornamenti dallo Spallanzani per avere conferma della sospetta infezione. Le condizioni del giovane di Aprilia al momento sono stazionarie, ma tra i familiari c’è molta preoccupazione. Ed ora si attendono interventi mirati da parte delle commissarie straordinarie del Comune di Aprilia con l’emissione di un’ordinanza che permetta di disporre la disinfestazione in città, come già fatto in diversi comuni della provincia.
<<<<<< Allerta West Nile:un caso con sintomi… – 22 luglio 2025<<<<<
| West Nile, un caso con sintomi neurologici nel veneziano |
| Colpito un 67enne residente a Cavarzere affetto dal altre patologie croniche, ora ricoverato a Padova. A comunicarlo l’Ulss 3 Serenissima |
Nuovo caso di infezione – Primo caso stagionale di West Nile nel veneziano.
Ed è anche il primo del 2025, in Veneto, per il quale si è reso necessario il ricovero a causa di una forma neuroinvasiva. In precedenza, a Padova, un donna con febbre era stata curata a domicilio.
A essere colpito questa volta un uomo di 67 anni, affetto da altre patologie croniche, residente a Cavarzere, nel veneziano, e ricoverato a Padova.
La trasmissione e i sintomi del virus – Sale, dunque, l’attenzione per il virus che può essere trasmesso esclusivamente da zanzare comuni infette. Mentre è escluso il contagio tra essere umani.
Asintomatico nell’80 per cento dei casi, nelle altre situazioni può provocare sintomi neurologici come febbre alta, mal di testa, debolezza muscolare.
In casi molto più rari, specie nelle persone anziane e con altre patologie, può manifestarsi con encefaliti o paralisi.
I precedenti – Alcuni giorni fa nel Lazio il decesso di una 82enne con problemi di salute cronici.
In Veneto, tornano alla mente le estati critiche del 2018 e del 2022 con centinaia di segnalazioni e una ventina di decessi per anno, tutti anziani con fragilità.
Intanto, il servizio di igiene e sanità pubblica dell‘Ulss 3 ha avviato le verifiche a Cavarzere sulla presenza delle zanzare infette e avviato il protocollo per rafforzare la prevenzione.
<<<<<< Allerta West Nile: West Nile, uno dei pazienti è… – 22 luglio 2025<<<<<
| West Nile, uno dei pazienti è in Terapia intensiva. La Asl attiva una task force |
| Obiettivo: contenere la diffusione del virus e tutelare la salute pubblica. Disposte indagini epidemiologiche per ogni caso sospetto o confermato e sopralluoghi nei punti identificati come possibile esposizione del contagio |
Quattro pazienti con diagnosi accertata di West Nile neuroinvasiva, ricoverati la scorsa settimana all’ospedale Goretti di Latina, presentano un quadro clinico in netto miglioramento e sono in discrete condizioni generali. Un paziente di 86 anni, con importanti patologie concomitanti è invece in gravi condizioni, mentre un sesto paziente con diagnosi confermata dello stesso virus è ricoverato in terapia intensiva, con supporto ventilatorio assistito. Una donna è invece deceduta nei giorni scorsi all’ospedale di Fondi.
Questo il quadro fornito dalla Asl di Latina sui contagi da West Nile accertati sul territorio pontino. Una situazione che richiede dunque un monitoraggio costante sull’evoluzione dei contagi e un’attenzione alta per contenere la diffusione del virus che, lo ricordiamo, è trasmesso dalle punture di zanzara.
Una task force della Asl per contenere il virus West Nile – L’azienda sanitaria pontina annuncia intanto una task force multidisciplinare e misure straordinarie per tutelare la salute pubblica. Una risposta tempestiva e un importante sforzo organizzativo per contenere il rischio di diffusione del virus. La task force, coordinata dalla direzione generale, è composta da tutti gli specialisti coinvolti nel percorso di gestione, prevenzione e sorveglianza del virus e ha l’obiettivo concreto di definire percorsi operativi condivisi e continuativi su tutto il territorio provinciale.
Indagini epidemiologiche e sopralluoghi nei punti di possibile contagio – Primo passo è l’attivazione di un accordo tra il Dipartimento di prevenzione e Uoc Igiene pubblica con i Comuni del territorio, il Consorzio di bonifica e tutte le autorità locali competenti. Le attività da compiere riguardano un‘indagine epidemiologica per ogni caso sospetto o confermato, con un approfondimento della sintomatologia e l’individuazione dei possibili luoghi di contagio del caso. Con questo obiettivo saranno effettuati sopralluoghi congiunti tra il servizio di Igiene e sanità pubblica e servizio Veterinario nei luoghi identificati come possibile esposizione dei casi, anche attraverso il supporto di personale dell’Istituto zooprofilattico Lazio e Toscana, con il successivo invio di informative ai sindaci dei comuni interessati dalla presenza di casi di West Nile accertati e la programmazione di tempestivi interventi di bonifica, risanamento ambientale e azioni di disinfestazione. Contestualmente saranno inviate, con il coinvolgimento dell’Ordine dei medici, note informative anche ai professionisti sanitari e veterinari per fornire indicazioni sulla gestione dei casi e sui percorsi diagnostici attivati nei casi di gestione clinica domiciliare.
“Febbre del Nilo”: attivato anche un tavolo tecnico operativo – Ma non è tutto. La Asl prevede anche l’attivazione di un tavolo tecnico operativo, che coinvolge tutte le istituzioni per attuare interventi integrati di prevenzione e controllo. Fondamentale, in questo senso, sarà il ruolo della Regione Lazio che coordinerà ogni azione al livello sovra-provinciale. Proprio nei giorni scorsi la Regione ha infatti riunito una cabina di regia per sovraintendere e indirizzare tutti gli interventi sul territorio, anche in riferimento alle disinfestazioni nei comuni interessati dai contagi, alle attività straordinarie negli allevamenti colputi e a interventi mirati nelle aree di focolai. Avviata anche una campagna di comunicazione mirata, che ha l’obiettivo di informare correttamente la cittadinanza sulla reale pericolosità del virus, sui comportamenti da adottare per prevenirlo e sulle misure per ridurre il rischio di esposizione.
Primi incontri informativi con l’Istituto Spallanzani e i Comuni interessati dai contagi – Con l’Istituto Spallanzani di Roma si terrà oggi, martedì 22 luglio, un primo incontro formativo rivolto a tutti i professionisti sanitari della provincia, inclusi medici ospedalieri e territoriali della Asl di Latina, personale operante dei pronto soccorso, medici di medicina generale e pediatri del territorio, finalizzato al rafforzamento della rete di sorveglianza clinica e all’aggiornamento sulle modalità di gestione dei casi. Nei prossimi giorni sono previsti inoltre un incontro promosso dal Dipartimento di Prevenzione con il Consorzio di bonifica dell’agro pontino e un tavolo con gli uffici competenti dei Comuni.
<<<<<< Allerta West Nile: zona rossa a Padova … – 22 luglio 2025<<<<<
| Allerta West Nile: zona rossa a Padova, a Venezia ricoverato 67enne. Il ministero: “Prevenzione e sorveglianza” |
| Secondo caso di West Nile accertato in Veneto: è un uomo di 67 anni residente a Cavarzere, ora ricoverato nell’ospedale di Padova. Il Ministero della Salute: “Situazione sotto controllo ma continuare con la prevenzione”. |

Sono in aumento in Italia i casi di West Nile, patologia trasmessa all’uomo dalle zanzare, le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. Oltre al Lazio e alla Campania, dove pure nelle scorse ore sono stati segnalati ricoveri, c’è il Veneto.
Come riporta Il Corriere della Sera, Padova è considerata zona rossa perché ha registrato il primo paziente, seguita da Rovigo e Venezia, in area gialla, poiché al momento si rilevano solo animali infetti, come i volatili. Possibile però che il capoluogo di Regione possa diventare zona rossa dopo che oggi è stato segnalato il caso di una persona di 67 anni, residente a Cavarzere, colpita dal virus e ora ricoverata nell’ospedale di Padova. L’uomo, arrivato in ospedale con mal di testa, febbre alta, debolezza muscolare e disorientamento, era già affetto da patologie pregresse e croniche. Si tratta del secondo caso ufficiale nella Regione.
Nella giornata di oggi sono state eseguite verifiche nel territorio di Cavarzere, mirate a verificare la presenza del vettore nelle caditoie e nei fossati, oltre alla valutazione degli interventi di disinfestazione più idonei per ridurre la situazione di rischio. Il virus è stato intanto riscontrato in un pool di zanzare catturate grazie alle 57 trappole posizionate in tutte le province, ad eccezione di Belluno, dall’Istituto Zooprofilattico delle Venezie.
Proprio sui casi di West Nile è intervenuto anche il Ministero della Salute, che ha rassicurato sulla diffusione del virus: “La situazione è sotto controllo e rimane importante adottare le misure previste dal Piano (Piano Nazionale Arbovirosi, ndr) così come informare adeguatamente i cittadini sulle misure per proteggersi dalle zanzare, vettori del virus che, ricordo, non si trasmette da persona a persona per contatto con soggetti infetti“, ha dichiarato Maria Rosaria Campitiello, capo Dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute. È stata così una circolare operativa, che prevede sia rafforzata la sorveglianza, in particolare nei territori con circolazione virale documentata, e siano sensibilizzati i medici di famiglia, pediatri e specialisti per l’identificazione tempestiva dei sintomi sospetti. “Tutte le informazioni e gli aggiornamenti sono disponibili sul sito istituzionale del Ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità e attraverso il numero 1500“, si legge.
<<<<<< In provincia di Latina … – 20 luglio 2025<<<<<
| In provincia di Latina una donna di 82 anni è morta di febbre West Nile, trasmessa dalle zanzare, e ci sono altri sei casi |
In provincia di Latina una donna di 82 anni è morta in ospedale a causa della febbre West Nile: è una malattia infettiva di origine tropicale trasmessa dalle zanzare (non da persona a persona), che provoca quasi sempre sintomi minimi o lievi ma che può essere rischiosa per le persone fragili. Nella provincia di Latina ci sono altri sei casi confermati: tra questi sono in condizioni gravi un uomo di 63 anni e uno di 72, entrambi con altre patologie e ricoverati in ospedale a Latina. Il ministero della Salute ha detto in una nota che sta monitorando la situazione ma che «l’andamento epidemiologico è in linea con gli altri anni».
Lo scorso anno, da maggio a ottobre, sono stati registrati 460 casi in Italia, in crescita rispetto agli anni precedenti: da tempo la circolazione di questa malattia – come della dengue, anche questa trasmessa dalle zanzare – sta aumentando a causa di una maggior diffusione delle zanzare invasive. Questi dati però non indicano che ci si debba allarmare per questi virus: nella maggior parte delle persone infette la malattia non provoca sintomi, e solo un quinto dei contagiati ne mostra qualcuno, solitamente lieve. In rari casi il virus può causare convulsioni, paralisi e coma, e in quelli più gravi, che riguardano generalmente persone anziane o debilitate per altre ragioni, può essere letale
È bene quindi prevenirne la diffusione anche perché non esiste una cura specifica, e le autorità sanitarie devono tenere conto dei fattori che favoriscono l’aumento dei rischi e prevenirli, ad esempio con iniziative per il controllo delle popolazioni di zanzare e con l’informazione. Fra i metodi che anche i cittadini possono usare per limitare la diffusione delle zanzare c’è la rimozione dell’acqua stagnante da posti come giardini e sottovasi: le zanzare infatti depongono le proprie uova in luoghi umidi, come può essere il sottovaso di una pianta.
– Leggi anche: Le zanzare invasive sono sempre più diffuse in Europa
<<<<<<<<<<Allerta West Nile – Emilia Romagna/Sardegna – 12 agosto 2024>>>>>>>>>>
| Allerta West Nile in Italia: l’Emilia Romagna alza il livello di guardia, in Sardegna animali infetti |
| articolo: https://www.today.it/attualita/west-nile-italia-animali-infetti-sardegna-casi-emilia-romagna.html |
| Tre i decessi registrati finora in Italia: uno in Veneto, uno in Friuli-Venezia Giulia e l’ultimo, pochi giorni fa, in provincia di Modena. Si intensificano le disinfestazioni in Emilia Romagna, considerata zona rossa insieme al Veneto |

Sono 52 i casi di persone infettate dal West Nile Virus in Italia da maggio 2024. Tra queste, 13 casi solo in Emilia Romagna, considerata dall’Istituto Superiore di Sanità “zona rossa” insieme al Veneto. Tre i decessi avvenuti in Italia finora: uno in Veneto, uno in Friuli-Venezia Giulia e l’ultimo, pochi giorni fa, a Carpi, in provincia di Modena, dove non ce l’ha fatta un 89enne già affetto già da altre patologie.
Come riporta l’ultimo bollettino dell’Iss, nella prima settimana di agosto in Italia ci sono stati 24 nuovi casi nell’uomo. A mostrare la maggiore circolazione della cosiddetta febbre del Nilo sono le province del Nord-est, distribuite in particolare tra Veneto ed Emilia Romagna.

La circolazione del virus preoccupa in Emilia Romagna – In Emilia Romagna sono già scattati nuovi interventi straordinari di prevenzione che si concentreranno su eventi e manifestazioni all’aperto nelle ore serali con elevata affluenza di persone. In particolare, ai Comuni afferenti alle Ausl di Bologna, Modena e Reggio Emilia, dove è stata registrata una circolazione di elevata intensità della virus, la Regione ha chiesto di porre particolare attenzione ai luoghi dove si concentrano le categorie più a rischio, quindi strutture socioassistenziali e ospedali. Nelle strutture sia pubbliche che private di questi Comuni, verranno effettuati trattamenti disinfestanti con cadenza settimanale fino al 30 settembre.
Leggi anche: Estate e insetti: come proteggere i bambini da zanzare e cimici da letto
“Siamo tutti chiamati ad intensificare il livello di prevenzione riguardo al virus West Nile. La sorveglianza attivata dal ‘Piano regionale di sorveglianza e controllo delle arbovirosi’ per il 2024 ha evidenziato la circolazione del virus West Nile in tutto il territorio regionale facendo scattare la messa in atto di interventi di controllo e di prevenzione dell’infezione. Negli ultimi giorni si è osservata però una maggiore concentrazione di casi nei territori di pianura di Bologna, Reggio Emilia e Modena“, ha spiegato l’assessore alle politiche per la Salute, Raffaele Donini.
Cornacchie e zanzare infette in Sardegna – Anche in Sardegna, intanto, si contanto le prime positività tra gli animali al West Nile e all’Usutu virus accertate a San Vero Milis e Oristano. In particolare A San Vero Milis sono risultate positive alla West Nile alcune cornacchie abbattute, mentre nel territorio di Oristano un gruppo di zanzare ha contratto sia il virus della Febbre del Nilo che l’Usutu Virus.
Tuttavia, la Asl non parla di un pericolo imminente. “La situazione è sotto controllo la malattia si trasmette solo attraverso la puntura delle zanzare“, rassicura il dottor Enrico Vacca del servizio di Sanità animale della Asl di Oristano. Si tratta dei primi casi di quest’anno, ma già nel 2023 due uomini, un 72enne di Siamanna e un 52enne di Siamaggiore (sempre in provincia di Oristano), avevano contratto il virus della West Nile. Non solo, un gruppo di zanzare era risultato positivo a Torregrande, due cornacchie a Solarussa e un cavallo a Paulilatino. Lo scorso anno, inoltre, erano risultati positivi all’Usutu tre storni assieme a due pool di zanzare, uno ad Arborea e l’altro a Oristano.
“L’Europa è entrata nel pieno della stagione del West Nile” – Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), l’Europa è ormai entrata nel pieno della stagione del West Nile, che da luglio ha fatto osservare “l’aumento previsto delle infezionida acquisite localmente in Europa“. E, avverte l’agenzia con sede a Stoccolma, “date le condizioni meteorologiche favorevoli alla trasmissione del virus in Europa, si prevedono ulteriori casi umani nelle prossime settimane e mesi“.
Cos’è la West Nile e quali sono i sintomi – Come riporta l’Iss, il periodo di incubazione del virus West Nile dal momento della puntura della zanzara infetta può variare fra i 2 e 14 giorni, ma può arrivare anche a 21 giorni nei soggetti con deficit del sistema immunitario.
Nella maggioranza dei casi le persone infette non manifestano alcun sintomi. Tra i casi sintomatici, circa il 20 per cento dei contagiati presenta sintomi leggeri tra cui:
- febbre;
- mal di testa;
- nausea;
- vomito;
- linfonodi ingrossati;
- sfoghi cutanei;
Si tratta di sintomi che scompaiono di solito pochi giorni e solo in casi rari durano qualche settimana, anche se dipende molto a seconda dell’età della persona. Nei bambini è infatti più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Più grave, solitamente, la sintomatologia negli anziani e nelle persone fragili.
Al momento non esiste un vaccino specifico per la febbre del Nilo. Alcuni sieri sono in fase di sperimentazione, ma per combattere la malattia attualmente ci si basa soprattutto sulla prevenzione, che consiste nel cercare di ridurre l’esposizione alle punture di zanzare. A questo scopo l’Iss ha diffuso alcune buone prassi:
- usare repellenti e indossare abiti lunghi quando si è all’aperto, soprattutto all’alba e al tramonto
- applicare zanzariere alle finestre
- svuotare spesso contentuori con acqua stagnantevasi (come vasi o secchi)
- cambiare spesso l’acqua nelle ciotole per gli animali
- tenere le piscinette per i bambini in posizione verticale quando non vengono utilizzate
<<<<<<<<<<Allerta West Nile : i casi – 15 agosto 2024 >>>>>>>>>>
| West Nile, Roberto Ronconi muore dopo 20 giorni di agonia: è la quarta vittima del 2024 |
| Era un appassionato fotografo ed aveva cominciato ad accusare i primi sintomi a metà luglio |

Dopo venti giorni di agonia, un uomo di 78 anni è morto a Russi (Ravenna) nella notte tra lunedì e martedì dopo aver contratto l’infezione dal virus West Nile. Si chiamava Roberto Ronconi era un appassionato fotografo ed aveva cominciato ad accusare i primi sintomi a metà luglio. Si tratta della seconda vittima in Emilia-Romagna, la quarta su tutto il territorio nazionale. Dieci giorni fa era morto un uomo di 89 anni che aveva contratto il virus a Carpi.
Nei giorni scorsi l’Emilia-Romagna ha deciso di alzare il livello di prevenzione, con trattamenti disinfestanti adulticidi, con cadenza settimanale, fino al 30 settembre nelle strutture socioassistenziali e negli ospedali nei Comuni dove è più elevata la circolazione del virus e interventi straordinari preventivi in occasione di manifestazioni con molte persone nelle ore serali in aree all’aperto.
L’ultimo bollettino dell’Iss – Secondo l’ultimo bollettino dell’Istituto superiore di sanità della sorveglianza del West Nile virus dall’inizio di maggio 2024, sono stati segnalati in Italia 52 casi confermati di infezione nell’uomo (28 nel precedente bollettino); di questi 29 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva (1 Lombardia, 8 Veneto, 3 Friuli-Venezia Giulia, 13 Emilia-Romagna, 2 Puglia, 1 caso importato dagli Stati Uniti e 1 dall’Albania), 8 casi asintomatici identificati in donatori di sangue (8 Emilia-Romagna), 15 casi di febbre (9 Veneto, 4 Emilia-Romagna, 1 caso importato da Oman e 1 dal Marocco). Tra i casi confermati sono stati notificati 3 decessi (1 Veneto, 1 Friuli-Venezia Giulia, 1 Emilia-Romagna).
<<<<<<Allerta West Nile : i casi – 29 agosto 2024>>>>>>
| West Nile, muore un 67enne: è il secondo caso a Modena |
| articolo: https://www.ilrestodelcarlino.it/modena/cronaca/west-nile-muore-un-67enne-e-il-secondo-caso-t3paz3iu |
Modena, 29 agosto 2024 – Dall’inizio dell’anno a oggi sono 30 i casi confermati di malattia neuroinvasiva da virus West Nile, distribuiti in quasi tutte le zone del territorio modenese e si è purtroppo registrato un ulteriore decesso, il secondo in provincia: si tratta di un 67enne che presentava patologie croniche preesistenti.
A segnalarlo è l’Ausl nell’ambito di una nota sull’importanza della prevenzione. “Con le ultime piogge e gli episodi di maltempo diffusi in tutta la provincia nei giorni scorsi – si legge nella nota – l’Azienda Usl di Modena ricorda a tutta la popolazione l’importanza di proteggersi dalle punture di zanzare che depositano le uova, lo ricordiamo, nei ristagni di acqua. Si tratta di raccomandazioni e misure preventive fondamentali per contrastare la diffusione del virus West Nile (trasmesso all’uomo dalla zanzara comune) su tutto il territorio modenese”. In tutta la Regione Emilia-Romagna “è stato innalzato il livello di rischio e come previsto dal Piano regionale di sorveglianza e controllo delle Arbovirosi 2024, questo innalzamento ha richiesto una serie di azioni straordinarie di monitoraggio e prevenzione”
Il bilancio dei decessi – Il primo morto in regione è stato un 89enne di Carpi. Due donne over80 sono poi morte nel Parmense. C’è stato anche un 78enne di Russi, che però è morto nel Bellunese.
Dunque 4 morti in regione, ma cinque gli emiliano romagnoli deceduti per aver sviluppato la forma neuro invasiva del virus portato dalla zanzara ‘culex’ che è quella comune ed endemica sul nostro territorio.
<<<<<<Allerta West Nile : i casi – 25 agosto 2024>>>>>>
| West Nile, morte due anziane affette dal virus a Parma |
| Sale a quattro il numero dei decessi in Emilia-Romagna |
Parma dopo aver contratto il virus West Nile. Erano ricoverate all’ospedale Maggiore e presentavano diverse patologie pregresse. Ne dà notizia la Gazzetta di Parma.
Sale così a quattro il conto delle vittime accertate in Emilia-Romagna nel corso dell’estate, dal virus trasmesso dalle zanzare. Nei giorni scorsi, dopo venti giorni di agonia, è morto un uomo di 78 anni a Russi (Ravenna), mentre all’inizio del mese era morto un uomo di 89 anni, che aveva contratto il virus a Carpi.
L’Emilia-Romagna si conferma una delle aree più colpite, tanto che la Regione ha deciso di innalzare il livello di sorveglianza

