Negli Usa, i vigili del fuoco nel sud-est del Texas hanno domato domenica un incendio in una centrale elettrica dismessa che ha emesso grandi colonne di fumo nell’aria. La polizia di Texas City ha detto che l’incendio è scoppiato nella struttura nella zona di Texas City, nella contea di Galveston, e diversi vigili del fuoco erano sulla scena. Gli agenti hanno anche detto che due torri di raffreddamento e linee elettriche erano in fiamme e un enorme pennacchio di fumo si stava dirigendo verso nord. Non sono stati segnalati feriti.
Non ci sono militari feriti, né italiani coinvolti nell’attacco dell’esercito dello Stato ebraico
Foto di repertorio LaPresse
Ancora una volta, l’esercito israeliano apre il fuoco sul contingente delle Nazioni Unite(Unifil). La forza Onu di interposizione nel sud del Libano è finita nel mirino dei tank israeliani, nella mattinata del 16 novembre.
Non ci sono militari feriti, né italiani coinvolti nell’attacco israeliano – È stata la stessa Unifil a comunicarlo con un post su X, in cui precisa che a sparare è stato un carro armato Merkava, da una postazione allestita da Israele in territorio libanese. Non ci sarebbero militari feriti né italiani coinvolti nell’attacco israeliano. L’Unifil ha precisato che “i colpi” sono “arrivati a circa cinque metri dai peacekeeper, che erano a piedi” e sono stati costretti a mettersi al riparo. Gli spari sarebbero avvenuti nel settore spagnolo, vicino a Khiam. “I caschi blu hanno chiesto alle Idf di cessare il fuoco tramite i canali di collegamento di Unifil – aggiunge una nota – Sono riusciti ad allontanarsi in sicurezza circa trenta minuti dopo, quando il carro armato Merkava si è ritirato all’interno della postazione delle Idf“.
Unifil: “Grave violazione della Risoluzione 1701” – L’Unifil ha sottolineato che “questo incidente costituisce una grave violazione della Risoluzione 1701”, che ha posto fine al conflitto del 2006 tra Israele e Hezbollah e ha anche costituito la base della tregua dello scorso novembre. Tale cessate il fuoco mirava a porre fine a oltre un anno di ostilità tra le parti, scoppiate dopo l’inizio della guerra di Gaza. In base all’accordo, Israele avrebbe dovuto ritirare le sue forze dal Libano meridionale, ma le ha mantenute in cinque aree che ritiene strategiche. Ha inoltre continuato a effettuare attacchi regolari in Libano, affermando principalmente di prendere di mira siti e operatori di Hezbollah.
Israele: “Caschi blu scambiati per sospetti a causa del maltempo” – L’incidente di domenica non è stato il primo in cui l’Unifil ha accusato Israele di mettere in pericolo le sue forze di pace. Ma Tel Aviv ha fornito la sua versione per spiegare il motivo per cui ha aperto il fuoco contro il personale Unifil. L’esercito israeliano ha ammesso in una nota di aver aperto il fuoco su due membri dell’Unifil nel Libano meridionale, ma di averlo fatto erroneamente, dopo averli identificati come una minaccia a causa delle cattive condizioni meteorologiche.
Nella nota, l’Idf ha spiegato di aver sparato ”colpi di avvertimento” contro i soldati dell’Onu a nord di Metula dopo averli classificati come sospetti, prima di confermarne l’identità. “Dopo un’analisi, è stato stabilito che i sospettati erano soldati delle Nazioni Unite che stavano effettuando un pattugliamento nella zona e che erano stati classificati come sospetti a causa delle cattive condizioni meteorologiche“, afferma l’esercito israeliano, aggiungendo che l’incidente è in fase di ulteriore esame. “Le Idf sottolineano che non hanno sparato deliberatamente contro i soldati Unifil e che la questione viene gestita attraverso i canali ufficiali militari“, aggiunge l’esercito israeliano.
L’azzurro trionfa nuovamente a Torino, batte 7-6 7-5 lo spagnolo dopo più di 2 ore di grande partita. E vince ancora una volta senza perdere neanche un set
Maestro Sinner! Batte Alcaraz dopo due set di tennis spaziale e vince ancora le Finals
Jannik, l’hai fatto un’altra volta. E questa è ancora più bella. Trionfo bis nel “torneo dei maestri”, davanti al pubblico di casa, contro il rivale dei rivali. Che film, ragazzi. I 13mila dell’Inalpi Arena, connessi con i milioni davanti alla tv, si godono l’estasi del momento: l’Italia della racchetta in cima al mondo, nell’era globale e digitale dei Big Two. Non avevamo mai avuto un tennista al primo posto della classifica. Non avevamo mai avuto un tennista con quattro Slam in bacheca. Non avevamo mai avuto un tennista vincente alle Finals. Sinner ci ha regalato tutto questo, e anche di più. Ci ha regalato la piacevole sensazione di un déjà-vu. Torino 2024 come Torino 2025 (senza perdere un set). Solo che la vittima sacrificale di oggi non è l’outsider Fritz, ma il re attuale del ranking. La finale contro Carlos Alcaraz – una ricorrenza che, soltanto quest’anno, si è ripetuta sei volte e che, credeteci, non stanca mai – è stata uno spettacolo nello spettacolo, nell’altalena di emozioni e nella qualità del gioco. Dopo essersi divisi gli Slam (Australian Open e Wimbledon a Jannik, Roland Garros e Us Open a Carlos), il “quinto” major del 2025 valeva come una sorta di bella. L’ha vinta l’azzurro 7-6 (4) 7-5, dopo 2 ore e 15 minuti, tirando fuori il quid quando la pallina scottava di più e prolungando la serie positiva a livello indoor a 31 match consecutivi: l’ultimo ko, proprio qui, nel 2023, in finale con Djokovic. È vero che lo spagnolo conclude l’anno in testa alla classifica, con 12.050 punti, contro 11.500, ma Jannik ha saltato tre mesi a causa della sospensione per il caso Clostebol e, di conseguenza, ha giocato quattro tornei in meno. Il rapporto tra punti ottenuti e tornei disputati, sebbene non valga nulla dal punto di vista ufficiale, certifica il miglior rendimento di Sinner.
Ancora in campo il fisioterapista per Alcaraz, sempre per trattare il retro della coscia destra, alla fine del primo parziale.
LA PARTITA – C’è un’atmosfera magnetica nel palazzetto. Jannik è l’idolo incontrastato, sospinto senza soluzione di continuità. Però Carlos si è ormai conquistato il rispetto di tutti, anche del pubblico italiano. Torino si mostra calorosa e, allo stesso tempo, galante. Nei primi tre giochi i ribattitori racimolano un punticino. Sul 2-2 i primi brividi: Sinner sbaglia due dritti da 30-0, poi commette doppio fallo ed è 40 pari. Una persona in tribuna accusa un malore, il gioco viene interrotto per 12 minuti per consentire i soccorsi. Alla ripresa, l’azzurro piazza una volée e un ace. Si va ai vantaggi anche nel turno dello spagnolo, che fa suo con un rovescio lungolinea utile per uscire dallo scambio. L’impressione è che nel palleggio da fondocampo, sulla resina veloce adagiata sui pannelli in legno che fanno rimbalzare bassa la palla, i colpi di Sinner facciano più male. E quando Alcaraz prova a variare col back, l’altro lo fulmina con un rovescio lungolinea. Ma entrambi sfruttano bene il servizio nei momenti che contano e il punteggio non si schioda. Sul 5-4 Alcaraz chiama il medical timeout per farsi massaggiare la coscia destra, poi si procede fino al 6-5. Serve Sinner: lo spagnolo si costruisce il set point con due variazioni sul tema (il primo drop-shot del pomeriggio e l’attacco a rete). Qui emerge tutta l’essenza dell’uomo di ghiaccio: Jannik serve la seconda a 187 km orari e cancella la palla del set, dopodiché sfrutta la combinazione servizio-dritto e una prima vincente. Si va al tie break, sul filo di un sottilissimo equilibrio, con 36 punti vinti da Alcaraz e 35 da Sinner. L’altoatesino gioca meglio in risposta e scappa 4-2, sbaglia una palla corta ma si riprende subito il mini-break, per poi far impazzire gli spettatori con un passante in lob. Il primo set è suo (7-4 al tie break, il 16° vinto su 19 giocati nel 2025). Alcaraz, rientrato in campo con una fasciatura alla coscia, sorprende il rivale facendo il break. Le percentuali di prime di Jannik crollano attorno al 50%, Carlos è avanti 3-1. Poi, sul 3-2, dopo un’ora e 42 minuti, l’italiano si procura la prima palla break dell’incontro: la trasforma con una smorzata vincente e pareggia i conti. Sinner rischia ancora al servizio, ma per sua fortuna l’avversario sbaglia l’attacco di dritto vanificando l’opportunità del contro-break. Ora la contesa è di nuovo serratissima. Il beniamino locale si aggiudica uno scambio di 24 colpi e, con il dito all’orecchio, chiama a raccolta i tifosi. Dopo quattro turni di controllo al servizio, eccoci sul 6-5 per Sinner. Un rovescio lungolinea cancella il 6-6, poi un passante attiva il matchpoint: palleggio fitto, Carlos esce dalla diagonale sbagliando il rovescio e consegnando il trofeo al rivale.
Vince Sinner! – Sinner annulla una palla del tie-break con un rovescio lungolinea vincente ad un Alcaraz che concede qualcosa di troppo, sia in termini di gioco sia in termini di errori. E così, con un passante nelle stringhe arriva a match point. Jannik va poi a chiudere con un rovescio largo dello spagnolo. E finisce lungo disteso.continua a leggere
Una data che richiama l’attenzione su cause come distrazione, velocità e guida in stato alterato, e sull’urgenza di politiche più efficaci per la sicurezza
La terza domenica di novembre è dedicata alla Giornata mondiale in memoria delle vittime della strada, istituita dalle Nazioni Unite per ricordare chi ha perso la vita in incidenti stradali e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla sicurezza. Nel primo semestre del 2025, in Italia si sono verificati oltre 82 mila incidenti con lesioni, che hanno causato circa 111 mila feriti e 1.310 decessi. Rispetto allo stesso periodo del 2024, si registra un calo del 6,8% delle vittime. Tuttavia, ogni giorno si contano in media più di sette morti sulle strade italiane, una ogni tre ore e mezza.
Dove si muore di più – Le autostrade hanno visto un aumento dei decessi, mentre le strade urbane ed extraurbane mostrano una lieve diminuzione. Il rischio resta elevato in tutte le fasce orarie, con picchi nelle ore serali e notturne. Il fattore umano è responsabile di oltre il 90% degli incidenti. Tra le cause più frequenti ci sono l’eccesso di velocità, la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze, la distrazione al volante — spesso dovuta all’uso dello smartphone — e il mancato rispetto delle regole stradali. Proprio su questo il papa oggi all’Angelus ha ricordato “tutti coloro che sono morti in incidenti stradali causati troppo spesso da comportamenti irresponsabili. Ognuno faccia su questo un esame di coscienza“, ha chiesto il Pontefice.
Obiettivi europei ancora lontani – Dal 2001, le vittime della strada in Italia sono diminuite del 60%, ma il ritmo di miglioramento si è rallentato. Rispetto al 2019, la riduzione dei decessi è stata solo del 14,6%, ben lontana dall’obiettivo europeo di dimezzare morti e feriti gravi entro il 2030. Nel mondo, gli incidenti stradali causano oltre un milione di morti ogni anno. La giornata di oggi è un’occasione per ricordare le vittime, ma anche per rilanciare l’impegno verso politiche più efficaci, infrastrutture più sicure e comportamenti più responsabili.
Dopo una giornata complessa, oggi la Liguria si prepara per l’allerta arancione. Aggiornamenti, immagini e video della situazione oggi, domenica 16 novembre
Dopo l’allerta gialla che insiste da ieri, oggi alle 12 Genova è entrata in allerta arancione che, prorogata, durerà fino alla mezzanotte, poi ancora allerta gialla fino alle 8 di domattina.
La sindaca del capoluogo ligure, Silvia Salis, ha lanciato un appello invitando i cittadini a restare a casa in queste ore complicate.
Gli aggiornamenti in tempo reale: strade chiuse, allagamenti, alberi caduti – Ecco tutti gli aggiornamenti in diretta di oggi, domenica 16 novembre.
Intorno alle 13,45 è stata chiusa la via Aurelia in zona Pizzo ad Arenzano, misura che Anas intraprende per motivi di sicurezza con l’allerta arancione combinata alla pioggia forte. L’unico modo per spostarsi per/da Genova è prendendo l’autostrada A10 (ricordiamo che ancora oggi la circolazione ferroviaria tra Cogoleto e il nodo di Genova è ferma per lavori).
Verso le 13 i vigili del fuoco stanno operando in via dei Mille per un grosso ramo di albero caduto.
Alle 11,40 via Tortona è stata chiusa per un albero caduto all’altezza del civico 50. La strada è stata riaperta per le 12,40.
Alle 10,45la polizia locale segnala acqua sulla carreggiata della sopraelevata Aldo Moro: “Prestare attenzione”.
Alle 10,30 piazza Palermo, in centro, è attraversata da un “fiume” d’acqua proveniente dalla galleria Goffredo Mameli. La strada, in pendenza, rende il tratto terminale di via Barabino verso la piazza una vera piscina.
Alle 10,15 i vigili del fuoco sono ancora all’opera in viale alla Pineta per rimuovere un albero caduto che ha lasciato senza elettricità alcune famiglie. La strada risulta chiusa all’altezza del civico 30 r.
Poco prima delle 9, allagamenti anche in via Rossini, all’imbocco del ponte Polcevera. Il presidente del Municipio Valpolcevera, Michele Versace, ha reso noto che è stato richiesto l’intervento dell’autospurgo, segnalando anche accumuli d’acqua e fango nelle zone collinari, tra via Maritano e Linneo.
Alle 8,50si segnalano allagamenti sulla strada in via Rubaldo Merello.
Alle 8,30la polizia locale ha chiuso il sottopasso di via Milano, in direzione via Milano vecchia, per allagamento. Resta aperto in direzione via di Francia.
Alle 7,30 la protezione civile di Genova ha segnalato forti rovesci in corso sulla Val Bisagno: “Prestare attenzione e seguire gli aggiornamenti“.
Permane la chiusura del sottopasso di via Brin.
Cento richieste di soccorso ai vigili del fuoco nella notte – Oltre 100 le richieste di soccorso arrivate ai vigili del fuoco nella notte per il maltempo, fortunatamente di minore entità rispetto a quelli di ieri.
È terminata prima dell’alba la rimozione dell’albero che gravava su via Lamberto Loria, un pino di grosse dimensioni.
Pegli, oltre 150 metri cubi di terra rimossi – Aster nel frattempo ha lavorato senza sosta per garantire sicurezza e viabilità. Nella notte in via Niccolosio da Recco, a Pegli, le squadre sul posto nella notte hanno rimosso i detriti della frana: oltre 150 metri cubi di terra e pietre rimossi.
Numerosi interventi anche in altre zone della città come via Calda, dove è stato messo in sicurezza un tratto interessato dal cedimento di un muro.
Intanto il settore verde di Aster è attivo su tutto il territorio, impegnato nella gestione di alberature e aree verdi colpite dal maltempo con gli interventi più complessi in via Martiri e questa mattina in viale alla Pineta, per una grande pianta in bilico sulla strada.
I danni di sabato – Il maltempo ha iniziato a flagellare il territorio ieri causando svariati danni tra allagamenti, l’esondazione del rio Fegino, alberi pericolanti, smottamenti, muri crollati, downburst e trombe d’aria che hanno causato anche la caduta di container al porto di Pra’. Particolarmente colpite le zone del ponente genovese e della Valpolcevera.
Il tutto reso ancora più complesso da un allagamento che ieri mattina ha implicato la chiusura della via Aurelia ad Arenzano, contemporaneamente al blocco dell’A10 causa incidente e allo stop dei treni (anche oggi) per lavori: una serie di circostanze che hanno provocato almeno mezza giornata di completa paralisi del traffico a ponente.
Paura anche, in serata, per tre ragazzi che risultavano dispersi ma che alla fine sono riusciti a tornare a casa autonomamente: avevano il cellulare scarico e non erano riusciti a contattare le famiglie.
Divieti e chiusure a Genova – Viste le condizioni critiche e i danni al territorio, il Coc di Genovagià da sabato sera ha introdotto il divieto di transito a motocicli, mezzi telonati e furgonati sulla sopraelevata.
Da stamattina, e già in allerta gialla, per motivi precauzionali sono chiusi parchi, giardini e cimiteri su tutto il territorio comunale. Chiusi tutto il giorno Museo del Risorgimento, Museo Archeologico e Muce-Museo Certosa di Genova.
In via Nicoloso da Recco, a Pegli, nell’area interessata dal crollo di un muraglione, permangono le criticità legate allo smottamento, numerosi i nuclei familiari della zona privi del servizio di distribuzione gas: ieri è stata attivata la protezione civile comunale per l’eventuale fornitura di cibo e acqua.
Sempre a Pegli, per motivi di sicurezza, chiusura temporanea di via Beato Martino da Pegli a causa del distacco dei tiranti dei lampioni dell’illuminazione pubblica.
Fino al termine dell’allerta meteo restano chiusi i sottopassi pedonali e il sottopasso di Brin.
Si segnala il divieto di sosta:
su entrambi i lati di via Pontetti, fino all’intersezione con il civico 14C di via Isonzo. Rimozione forzata dei veicoli inadempienti.
in via Percy Bysshe Shelley, tratto compreso tra il civ. 161 e l’intersezione con via Monaco Simone e lungo l’asse principale nel tratto compreso fra i civici 15 e 79. Rimozione forzata dei veicoli inadempienti.
Vietato il transito pedonale sulla passerella di passo Carlineo sul torrente Chiaravagna.
Per tutta la durata dell’allerta arancione prosegue il monitoraggio dei principali corsi d’acqua del territorio comunale da parte dei volontari di protezione civile e della polizia locale.
I parcheggi: cosa succede con l’allerta arancione – A Genova, i possessori di tagliandi Blu Area A (Foce), B (Foce), C (Bassa Val Bisagno), R (San Fruttuoso) e T (Marassi) che abbiano opzionato le suddette zone come prima scelta, e i possessori dei tagliandi Blu AreaFB e FC, in concomitanza dello stato di allerta arancione possono parcheggiare gratuitamente in tutte le zone Blu Area, a partire da 3 ore prima della decorrenza dell’allerta e fino alle ore 12 del giorno successivo della cessata allerta.
La disposizione è valida anche per i residenti di via Fereggiano e corso De Stefanisnon in possesso del tagliando Blu Area (che dovranno esporre la carta di circolazione, in originale o in copia).